ONG bloccano rifiuti di plastica tedeschi diretti in Vietnam

Pireo. Mentre l’Unione Europea cerca di inasprire le normative sul trasporto dei rifiuti, una coalizione di Organizzazioni Non Governative ha accusato la Germania di aver violato il Regolamento sul trasporto marittimo dei rifiuti e la Convenzione di Basilea nel tentativo di trasferire rifiuti di plastica dalla Turchia al Vietnam.

La Basel Action Network (BAN), con sede negli Stati Uniti, ha dichiarato che, nell’ambito degli sforzi per impedire l’esportazione dei rifiuti europei verso i paesi in via di sviluppo, è riuscita a fermare il trasporto dei 37 container, inviando una lettera di avvertimento (di seguito riportata) alle Autorità Marittime di controllo sull’ambiente e ai rappresentanti di COSCO Shipping nel porto greco del Pireo.
La portacontainer Cosco Pride doveva imbarcare 37 container pieni di rifiuti di plastica tedeschi, che erano stati originariamente inviati in Turchia e ora sarebbero stati ri-esportati ad Hai Phong, in Vietnam.

La lettera di protesta, inviata da BAN in nome della coalizione di ONG, è riuscita a bloccare la partenza della nave, dopo che il carico dei container al Pireo è stato fermato su richiesta delle Autorità Doganali elleniche.

Nella lettera di protesta, Jim Puckett, direttore esecutivo di BAN, afferma: “E’ scandaloso e inaccettabile che i rifiuti tedeschi possano essere deviati in questo modo quando un’esportazione diretta dalla Germania al Vietnam sarebbe assolutamente vietata”. Ha aggiunto che la Germania non avrebbe mai dovuto consentire l’esportazione dei rifiuti in Turchia e avrebbe dovuto riprenderseli una volta che la Turchia lo avesse chiesto.

BAN ha affermato che in Turchia ci sono almeno altri ottanta contenitori pieni di rifiuti di plastica tedeschi. La controversia arriva in un momento in cui l’UE sta rivedendo il suo Regolamento sulla spedizione dei rifiuti per rendere più difficile per gli Stati membri scaricare i propri rifiuti nei paesi più poveri; controlli più severi per garantire che le aziende che esportano rifiuti al di fuori dell’UE assicurino che le strutture che ricevono i rifiuti li gestiscano in modo ecologicamente corretto.
Nel 2020, l’UE ha esportato circa 33 milioni di tonnellate di rifiuti verso paesi extracomunitari. La Turchia ha ricevuto circa 13,7 milioni di tonnellate di rifiuti nel 2020, seguita dall’India, dove sono stati scaricati 2,9 milioni di tonnellate di rifiuti (dumping).

Secondo BAN, i rifiuti di plastica che la Germania voleva esportare in Vietnam sono stati inviati dalla Germania alla Turchia l’anno scorso, come riportato anche dalla rivista tedesca “Wirtschaftswoche”. Ora, il ricevitore turco, non avendo più la licenza per importare rifiuti di plastica e indifferenziati, a causa della politica repressiva sulle importazioni attuata dal Governo turco, i container seguono altre rotte e si ritrovano in Grecia. Le Autorità turche hanno cercato di convincere il Governo tedesco a riprendersi i rifiuti, senza esito positivo, ed è per questo che alcune banchine turche ospitano ancora container di rifiuti, in attesa di autorizzazione per l’esportazione verso paesi terzi, soprattutto in Vietnam.

I gruppi ambientalisti, coalizzati con BAN, sono venuti a conoscenza dei container e li hanno rintracciati nel porto del Pireo, dove erano in attesa di un’imminente partenza. Hanno anche appreso che altri sedici contenitori, pieni di rifiuti di plastica tedeschi, erano diretti dalla Turchia a Hai Phong, in Vietnam, attraverso il Pireo, all’inizio di quest’anno. Le ONG affermano che tali trasporti sono illegali in base al Regolamento sulla spedizione dei rifiuti (articolo 22) e alla Convenzione di Basilea (articolo 8) che impongono ai paesi esportatori di re-importarli e assumersi la responsabilità quando la spedizione non rispetta il contratto standard per detti regolamenti. L’Europa non può rispettare solo ‘a parole’ gli accordi recenti del Green New Deal.

“È imperativo che la Germania si assuma la responsabilità per i rifiuti che ha scaricato in Turchia e ora in tutto il mondo”, afferma Greenpeace Mediterranean in Turchia. Mentre la sezione tedesca di Greenpeace aggiunge: “Il futuro governo tedesco deve impegnarsi a gestire sempre i propri rifiuti, riciclandoli in modo pulito e trasparente, non bruciandoli o portandoli di nascosto in altri paesi. Devono ritirare tutti i loro rifiuti dalla Turchia e non cercare di inventare strumentalizzazioni per evitare di farlo subito”.
Si apprende che da subito le Autorità Marittime per il controllo sull’ambiente e la Shipping COSCO hanno risposto alla lettera inviata loro, nel porto greco del Pireo, dal Basel Action Network (BAN) per impedire l’esportazione di rifiuti europei.

Nella risposta si conferma che i container sono stati bloccati e non partiranno per l’Asia. Secondo l’ufficio greco della società COSCO, il carico dei trentasette container nel Pireo è stato bloccato su richiesta delle Autorità Doganali greche a seguito della lettera di avvertimento.
Tutta l’attenzione ora si rivolge alla Germania.

Fondato nel 1997, il Basel Action Network è un’organizzazione, senza scopo di lucro, degli Stati Uniti, con sede a Seattle, WA. BAN è l’unica organizzazione al mondo impegnata sul confronto con la giustizia ambientale globale e l’inefficienza economica del commercio tossico e dei suoi impatti devastanti. Oggi, BAN funge da centro d’informazione sul commercio dei rifiuti per giornalisti, accademici e il pubblico in generale. Attraverso le sue indagini, BAN ha scoperto la tragedia dello scarico di rifiuti elettronici pericolosi nei paesi in via di sviluppo.

Abele Carruezzo

Si allega lettera del Basel Action Network