P&O Ferries riprende il servizio, ma limitato

Dopo il licenziamento di 800 dipendenti, per limitare i costi, P&O Ferries, per non incorrere nell’annullamento della licenza, per interruzione di pubblico servizio, ha riavviato un collegamento limitato solo per alcuni giorni/settimana.

Londra. La Compagnia di viaggi, unitamente con la società madre la DP World di Dubai, ha comunicato che il traghetto da Liverpool a Dublino è attivo da sabato mattina scorso e ora si avvia a riprendere il servizio normale. Le altre tratte restano sospese o cancellate.
Le altre navi della compagnia sono ancora bloccate poiché le ricadute politiche continuano per il suo annuncio scioccante di giovedì scorso, secondo cui i lavoratori interinali precari e più economici avrebbero sostituito il personale licenziato. Molti di questi lavoratori si sono rifiutati di salire a bordo della nave, nel porto di Hull, per sostituire i licenziati.

Il Sindacato marittimo ‘Nautilus International’ ha esortato il Segretario generale ai trasporti, Grant Shapps, a revocare le licenze di P&O Ferries nelle acque britanniche, incluso il perseguimento di ‘qualsiasi azione legale’ su come P&O Ferries ha gestito i licenziamenti di massa.
Nautilus International continua a mobilitarsi contro il licenziamento illegale di 800 lavoratori da parte di P&O Ferries con un’azione di protesta prevista per questo lunedì 21 marzo.
Il sindacato ritiene che la decisione di P&O Ferries di licenziare 800 lavoratori sia un attacco spregevole ai marittimi della Compagnia e rappresenti una minaccia per ogni professionista marittimo del Regno Unito.

Questa azione rischia di innescare una corsa al ribasso che danneggia i salari e le condizioni per tutti. La manifestazione di oggi, parte da fuori dagli uffici di 16 Palace St, Londra SW1E 5JQ. Prima di marciare su Parliamant alle 14:30 Old Palace Yard.

Già la scorsa settimana vi sono state grandi proteste a Dover, Liverpool, Hull, Larne e Londra. Il Segretario generale di Nautilus International, Mark Dickinson, ha parlato sia alle proteste di Dover sia a quelle di Londra definendo la vergognosa mossa di P&O un licenziamento vergognoso e illegale che sarebbe stato combattuto ai massimi livelli in tribunale.

Secondo quanto riferiscono alcune Agenzie di stampa britannica, la segreteria del ministro avrebbe riferito di un promemoria che diceva: “Comprendiamo che P&O Ferries ha l’intenzione di provare a reintegrare molti dipendenti con nuovi termini e condizioni o di utilizzare il personale dell’agenzia interinale per riavviare le rotte; stimano un’interruzione dei servizi della durata di 10 giorni. Senza queste decisioni circa 2.200 dipendenti perderebbero probabilmente il lavoro. Questi cambiamenti li allineeranno con altre aziende del mercato che hanno intrapreso una forte riduzione del personale”.
Il Dipartimento dei Trasporti (D of T) ha affermato che il documento è stato inviato “prima che i Ministri fossero informati dei dettagli completi”.

In una dichiarazione si legge: “Si trattava di un promemoria interno del Governo che, come prassi standard, delineava ciò che ai funzionari era stato detto da P&O Ferries poco prima del loro annuncio”.
E comunque si tratta di pura incomprensione, perché i Ministri, appena informati dell’accaduto, hanno chiarito la loro indignazione per il modo in cui il personale di P&O Ferries era stato licenziato. E ancora gli stessi Ministri affermano che: “È chiaro dalla nota che la nostra priorità immediata era lavorare con i sindacati per garantire che i diritti dei lavoratori continuassero a essere protetti e il Segretario ai trasporti ha esortato l’azienda a sedersi con i lavoratori e riconsiderare quest’azione”.

Intanto, la Compagnia di crociere, preferita dalla Gran Bretagna, la P&O Cruises, in una nota ha dichiarato che: “P&O Cruises fa parte della Carnival Corporation & plc da oltre 20 anni e non ha alcun collegamento con la P&O Ferries. Il nostro pensiero va a tutte le persone colpite. Tuttavia, assicuriamo che le nostre crociere funzionano come al solito e il nostro equipaggio non vede l’ora di dare presto il benvenuto a bordo ai crocieristi”.

Abele Carruezzo