IMO: conclusi i lavori del MEPC 78

Londra. L’Organizzazione Marittima Internazionale delle Nazioni Unite ha concluso la sua ultima riunione del Comitato per la Protezione dell’Ambiente Marino, (Marine Environment Protection Committee MEPC78, 78th session), tenutosi virtualmente dalla sede dell’IMO a Londra.

Il MEPC dell’IMO è composto di tutti i 175 stati membri ed è responsabile della definizione di regolamenti e misure per prevenire e controllare l’inquinamento provocato dalle navi. Forse uno dei compiti più importanti del Comitato, fino ad oggi, è stato lo sviluppo e l’adozione del quadro normativo per l’eliminazione delle emissioni di gas serra dal settore marittimo, fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi di cambiamento climatico stabiliti nell’’Accordo di Parigi’ (che non riguarda solo il trasporto marittimo).

Finora, l’IMO ha impostato solo una strategia iniziale sul cambiamento climatico mirante a una riduzione del 50% dei gas serra annuali dalle navi entro il 2050 rispetto ai livelli del 2008.

Con il MEPC ancora in programma per finalizzare la sua strategia nel 2023, c’è una forte pressione affinché l’IMO aumenti il ​​suo livello di azione a zero emissioni nette di gas serra entro il 2050. È un compito difficile e complesso, senza dubbio.

Questa settimana, il MEPC78 ha sviluppato una discussione costruttiva sulla revisione della strategia GHG (Green House Gas Emissions) dell’IMO per aumentare i livelli di azione, oltre a riaffermare l’impegno a finalizzare la strategia al MEPC 80 nella primavera del 2023.

Durante la riunione di questa settimana, il MEPC ha affrontato e approvato le linee guida per il pacchetto di misure a breve termine, note come Energy Efficiency Existing Ship Index (EEXI), il piano di gestione dell’efficienza energetica delle navi migliorato e gli indicatori di intensità di carbonio (CII) incentrato sulla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra della flotta esistente e sul progresso verso una migliore efficienza energetica e una riduzione del consumo di carburante.

“La transizione del trasporto marittimo globale – da un’industria dipendente dal carbonio a un’industria che opera senza emissioni di gas serra – è un compito grande e difficile. Siamo incoraggiati dai contributi degli Stati membri che riconoscono la necessità di concentrarsi sulle azioni chiave e sollecitano tutti gli Stati membri ad accelerare ed espandere questo lavoro cruciale”, ha affermato John Butler, Presidente e CEO del World Shipping Council.

In una nota correlata, gli Stati membri hanno respinto un piano per un programma, sostenuto dal settore marittimo, per accelerare la ricerca e lo sviluppo di combustibili alternativi che aiuteranno a catalizzare lo sforzo di decarbonizzazione del settore. Conosciuto come International Maritime Research and Development Board (IMRB), il programma patrocinato dall’IMO, avrebbe accelerato la ricerca e lo sviluppo di combustibili e tecnologie a basse e zero emissioni di carbonio, utilizzati nel trasporto marittimo e finanziato tramite una tassa di $ 2 per tonnellata sul carburante consumato da ogni nave in un periodo di 10 anni.

Il programma è stato ampiamente sostenuto dall’industria marittima, considerando che non c’è ancora un consenso sul futuro mix di combustibili che aiuterà l’industria a raggiungere i suoi obiettivi di decarbonizzazione.

Guy Platten, Segretario Generale dell’International Chamber of Shipping (ICS), che rappresenta l’80% della flotta mercantile mondiale, ha affermato che: “Rifiutando di portare avanti il ​​fondo di ricerca e sviluppo proposto dal settore marittimo, l’IMO ha sprecato la sua opportunità di avviare una rapida transizione verso tecnologie a zero emissioni di carbonio, che saranno vitali se vogliamo decarbonizzare completamente entro il 2050”. E poi ha ripreso che: “Nonostante il sostegno di molti Stati dell’IMO, siamo stati frustrati da manovre politiche miopi che hanno portato di fatto al declino della proposta. Il segnale inviato significa che il rischio finanziario associato agli investimenti green rimarrà elevato, rallentando gli sforzi per passare a combustibili a zero emissioni il prima possibile”.

Successivamente, gli Stati membri hanno approvato l’istituzione del Mar Mediterraneo come Area di Controllo delle Emissioni (Sulphur Emission Control Area, SECA) per le emissioni di zolfo e il particolato.

Se adottato durante la prossima riunione del MEPC (MEPC79 a dicembre), il contenuto di zolfo massimo consentito del carburante marittimo nella regione scenderà allo 0,1% in una data ancora da definire.

Gli Stati membri –affermano nella loro nota/proposta – che l’onere del settore dello shipping internazionale, in riferimento ad altri settori come le modalità di trasporto su gomma, ferro e aerea, è piccolo rispetto ai miglioramenti della qualità dell’aria, alla riduzione della mortalità prematura e all’incidenza sulla salute associata a questo inquinamento atmosferico e agli altri benefici per l’ambiente.

Per quanto riguarda la gestione dell’acqua di zavorra, gli Stati membri hanno concordato lo sviluppo di un piano di revisione della convenzione e hanno istituito un gruppo di lavoro sulla revisione della Convenzione BWM (Ballast Water Management Convention).

Gli Stati membri hanno inoltre approvato una serie di linee guida aggiornate a sostegno dei recenti emendamenti alla Convenzione AFS (Anti – Fouling Systems) sul controllo antivegetativo; hanno adottato un progetto di modifica all’allegato V della MARPOL per rendere obbligatorio il ‘Registro dei rifiuti’ anche per le navi di stazza lorda pari o superiore a 100 e inferiore a 400; hanno convenuto di sviluppare requisiti obbligatori basati sugli obiettivi per la ‘marcatura degli attrezzi da pesca’.

Abele Carruezzo