I G7 abbandonano la Via della Seta cinese per investire sul gas

Leader dei G7 in Germania

La ‘via della seta’ interrotta per lavori in corso! I G7 non intendono più ripercorrerla!
I leader del G7 presentano il piano ‘Partnership for Global Infrastructure” con l’obiettivo di allontanare i Paesi in via di sviluppo da Pechino e finanziare progetti alternativi ai giacimenti russi.


Schloss Elmau – Baviera. Il vertice del G7, organizzato dalla presidenza del G7 esercitata quest’anno dalla Germania, ha offerto un’opportunità per inviare un segnale forte di unità in questo periodo turbolento, promuovendo il progresso, la prosperità, la pace e la sicurezza. La solidarietà e la stretta cooperazione sono necessarie per attenuare l’impatto della guerra della Russia contro l’Ucraina.

Le sette sessioni di lavoro del vertice sono state incentrate su argomenti come l’economia globale, partenariati per i paesi in via di sviluppo, politica estera e di sicurezza, sostenibilità, sicurezza alimentare, multilateralismo,trasformazione digitale.

Sono passati appena tre anni quando si celebrava in tutte le ‘salse’ che la ‘via della seta’ rappresentava un’opportunità di sviluppo per molti paesi compresa l’Italia. Con l’invasione dell’Ucraina da parte di Putin e con la sua guerra economica assurda, lo scenario internazionale degli aspetti geo-politici sta cambiando e non sarà più come prima; scenario che sta trasformando gli investimenti cinesi sulla’via della seta’ da opportunità a rischio per tutto l’Occidente e questa convinzione si è palesata durante l’ultimo G7 di ieri.

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Al vertice di ieri sulle Alpi tedesche, i leader hanno annunciato un piano da 600 miliardi di dollari da investire nelle infrastrutture per le economie emergenti, e cercare di frenare la sempre più ampia egemonia cinese in giro per il globo. Un terzo delle risorse sarà stanziato dagli Usa, altri 300 miliardi li dovrebbe mettere l’Unione europea. Il resto Regno Unito, Canada e Giappone. 

A guidare l’iniziativa è stato il presidente statunitense, Joe Biden, che anche senza nominare esplicitamente la Cina, ha fatto intendere le ragioni profonde del piano: sottolineando che quando “le democrazie fanno tutto ciò che è possibile” in base ai loro mezzi, riescono ad avere la meglio sulle autocrazie, il capo della Casa Bianca ha assicurato che con il nuovo programma di investimenti del G7 offre “opzioni migliori per le persone in tutto il mondo”.

Per la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, si tratta di un “potente e positivo impulso di investimento per mostrare ai nostri partner nei Paesi in via di sviluppo che hanno una scelta”, da effettuare per il futuro, cioè tra l’Occidente e la Cina.

Non è la prima volta che il G7 prova a mettere a punto una sua “Via della Seta”:  già lo scorso anno nel Regno Unito, era stato delineato un piano chiamato “Build Back Better World”, ma dagli impegni all’azione i passi avanti sono stati pochi. La guerra in Ucraina ha chiaramente portato a nuovi consigli, e così si è giunto a un nuovo piano, “Partnership for Global Infrastructure”.

Il fatto che sia stato lanciato in Germania, il Paese del G7 considerato più vicino a Pechino (così come lo era fino a poco tempo fa alla Russia), dovrebbe essere significativo. 

L’Occidente pubblicizza i suoi investimenti come meno rischiosi per i Paesi che li ricevono rispetto a quelli cinesi: l’esempio è il Montenegro, che ha ottenuto un maxi prestito da Pechino per costruire un’autostrada e sta facendo fatica a pagare le rate, cosa che potrebbe consentire alla Cina di accedere alla terra montenegrina come garanzia per il mancato saldo (così prevedrebbe il contratto). 

Ma cosa prevede il piano del G7?

Gli Usa hanno già annunciato dei primi progetti: un impianto fotovoltaico in Angola, uno di produzione di vaccini in Senegal, e un cavo per telecomunicazioni sottomarino di 1.000 miglia che collegherà Singapore alla Francia attraverso l’Egitto e il Corno d’Africa. C’è poi un progetto per la chiusura delle centrali a carbone in Sud Africa, su cui pare puntare la Germania.
La lista fin qui nota sembra indicare un chiaro impegno verso gli investimenti green. Ma proprio la Germania, con il supporto dell’Italia, avrebbe fatto pressioni alla vigilia del G7 per includere nel piano più investimenti possibili sul gas.

“Il nostro lavoro sulla promozione delle infrastrutture a livello globale è influenzato anche dall’attuale situazione geopolitica”, ha spiegato il cancellier tedesco Olaf Scholz. “Abbiamo quindi discusso di come i nostri investimenti a livello globale nell’energia climaticamente neutra e a basse emissioni di carbonio, compreso il gas, possano aiutarci come risposta temporanea all’uso dell’energia da parte della Russia come arma”, ha concluso.

Abele Carruezzo