La COP27 archiviata con pochi progressi per gli oceani della Terra

(Foto courtesy Presidenza COP27)

Si è concluso in Egitto il vertice di due settimane sul clima COP27. Ha aperto la strada all’adozione del Piano di Attuazione che secondo alcuni analisti ha deluso le aspettative.

Sharm el-Sheikh. Il Piano di Attuazione approvato ribadisce il raggiungimento dell’obiettivo
di 1,5 °C, ma non è all’altezza di un’azione concreta per far ruotare il mondo verso la neutralità del carbonio entro il 2050. Secondo gli analisti, sorprendentemente, dopo anni di negoziati tra paesi in via di sviluppo e paesi sviluppati, questa COP ha finalmente raggiunto un consenso sulla creazione di un Fondo specifico per perdite e danni legati ai rischi climatici. Ancora più importante, l’oceano ha ricevuto un’attenzione epocale in questo evento. Il Piano finale della Conferenza riconosce il ruolo dell’oceano e condivide l’impegno a rafforzare il mandato per il dialogo annuale Oceano-Clima.

La comunità oceanica è stata fortemente mobilitata nella COP 27 che ha portato all’organizzazione di un Ocean Pavilion, con più di 300 eventi legati all’oceano. Di conseguenza, sono emerse diverse dichiarazioni sul ruolo critico dell’oceano nel sistema climatico terrestre. In primo luogo, come passo verso la ‘corsa allo zero’ nello sviluppo dell’economia blu, dieci organizzazioni dello shipping mondiale e vari produttori d’idrogeno verde si sono impegnati a produrre e distribuire almeno cinque milioni di tonnellate d’idrogeno verde entro il 2030.

Per rafforzare la capacità globale sulla diffusione dell’eolico offshore, Belgio, Colombia, Germania, Irlanda, Giappone, Paesi Bassi, Norvegia, Regno Unito e Stati Uniti hanno aderito alla Global Offshore Wind Alliance (GOWA), fondata alla COP26. In secondo luogo, gli ecosistemi di carbonio blu hanno ricevuto un notevole impulso con il lancio di Mangrove Breakthrough. Ciò comporta un obiettivo d’investimento di 4 miliardi di dollari per sostenere la conservazione di 15 milioni di ettari di mangrovie entro il 2030. Separatamente, i Paesi Bassi hanno introdotto il Champions Group per i delta e le zone costiere.

L’obiettivo rimane sempre quello di armonizzare l’azione tra paesi e piccoli stati insulari per realizzare una gestione sostenibile dei delta e delle zone costiere a breve e medio termine.
Nel piano finale della Conferenza, i paesi membri sono stati incoraggiati a considerare un’azione appropriata basata sugli oceani nei loro obiettivi climatici nazionali.

Abele Carruezzo