(Slide courtesy All Aboard Alliance 2026-2030 strategy)
Why, What, Where: Obiettivi per migliorare la vita in mare – Strategia dell’Alleanza All Aboard 2026-2030
Nuova Iniziativa ‘Rileva le Esperienze di Cattiva Condotta dei Marinai in Mare’
Copenhagen. L’industria del sistema globale del trasporto marittimo sta cercando di affrontare un problema continuo di molestie e aggressioni sessuali.
I sondaggi indicano che negli ultimi cinque anni circa l’80% dei marittimi ha assistito o subito reati sessuali, con i principali fattori che contribuiscono all’aumento dei livelli di stress, all’isolamento e a un ambiente di lavoro prevalentemente di genere singolo.
Per affrontare il problema, il Global Maritime Forum e l’All Aboard Alliance hanno lanciato un’iniziativa volta a sviluppare un quadro globale affinché le compagnie di navigazione possano identificare, prevenire e rispondere meglio ai comportamenti sessuali indesiderati a bordo delle navi. L’iniziativa è motivata dalla mancanza di dati tangibili nell’industria marittima sui reati sessuali in mare.
“Essere un marittimo – si legge nel rapporto di All Aboard Alliance – significa sempre lunghi periodi di assenza dalla famiglia e un lavoro con rischi fisici reali. Per decenni, il compromesso è stato chiaro: una retribuzione migliore e una carriera che ti permette di vedere il mondo. Quei tempi non sono finiti, ma stanno svanendo. Il settore è diventato più efficiente. Navi, attrezzature e connettività sono migliorati e le soste nei porti che una volta duravano giorni ora si misurano in ore. Aziende e consumatori hanno beneficiato di costi inferiori e scambi commerciali più rapidi. Ma gli equipaggi ne hanno pagato il prezzo”.
Questa nuova iniziativa, denominata ‘Unspoken’, raccoglierà storie di naviganti sulle loro esperienze personali con condotte sessuali scorrette in mare. Queste storie guideranno poi lo sviluppo del primo quadro globale e coerente del settore, affinché le aziende possano valutare meglio la gravità degli incidenti e rispondere in modo proporzionato.
Attraverso Unspoken, i marittimi possono condividere in modo anonimo parti o tutte le loro storie personali, alcune delle quali verranno poi condivise pubblicamente sul sito web per mostrare la portata della questione e sfidare il silenzio che spesso la circonda. Unspoken non è una piattaforma di segnalazione, un sito d’informazione o un servizio di emergenza. Le storie saranno sottoposte a revisione e approvazione prima che vengano pubblicate sul sito Unspoken. Non verranno pubblicati contenuti grafici o attribuzioni a livello aziendale.
L’iniziativa è in linea con la nuova strategia 2026-2030 dell’All Aboard Alliance, che si basa su quattro obiettivi: condizioni di lavoro sicure, miglioramento della salute fisica e mentale, inclusione e diversità, e carriere flessibili e attraenti.
“Migliorare le condizioni per le nostre squadre di navigazione significa dover affrontare alcune delle verità scomode sulle realtà della vita in mare. Così facendo, stiamo lavorando per rendere il settore marittimo un percorso di carriera più interessante”, ha dichiarato Mikael Skov, co-presidente di All Aboard Alliance.
L’obiettivo finale del quadro, che dovrebbe essere pronto entro due anni, è rendere la vita in mare più sicura per tutti.
Unspoken è stata generosamente finanziata da The Seafarers’ Charity, che sostiene progetti e organizzazioni che lavorano per migliorare la sicurezza, il benessere e la qualità della vita dei marittimi e delle loro famiglie in tutto il mondo.
La squadra di Unspoken è composta da tre membri del team di sostenibilità umana del Global Maritime Forum e da un membro del team di comunicazione. Unspoken è sostenuto dai membri dell’All Aboard Alliance, una coalizione di oltre 30 compagnie marittime impegnate a migliorare la vita in mare.
Abele Carruezzo
Si allega All Aboard Alliance 2026-2030 strategy








