Assologistica riunisce a Transpotec Logitec la filiera del freddo: serve una strategia nazionale per un’infrastruttura essenziale del Paese

Assologistica Transpotec Logitec

A Milano confronto con i principali operatori del settore sui costi energetici, le regole del lavoro in ambienti a temperatura controllata, la transizione ecologica e la carenza di competenze. Guidi: «La logistica del freddo non è una nicchia: è parte integrante della competitività del sistema Italia».

Milano – Assologistica ha riunito oggi, nell’ambito di Transpotec Logitec alla Fiera di Milano, la quasi totalità degli operatori della filiera del freddo per un confronto operativo sulle criticità che incidono sulla tenuta e sulla competitività di un comparto decisivo per l’agroalimentare, il farmaceutico, la sanità e la distribuzione. Da questo confronto l’associazione intende partire per aprire un dialogo con il Governo, con le istituzioni europee e con tutti i soggetti chiamati a legiferare in materia, portando all’attenzione dei decisori le priorità e le esigenze concrete della filiera.

L’incontro, aperto dal presidente di Assologistica Paolo Guidi e dal segretario generale Jean François Daher, ha messo al centro la necessità di riconoscere la logistica del freddo come infrastruttura strategica nazionale, da integrare stabilmente nelle politiche industriali, energetiche, ambientali e logistiche del Paese.

Il confronto ha preso le mosse dalla presentazione di Luca Quaresima, uno dei principali esperti e manager europei nel settore della logistica del freddo e dei magazzini automatizzati, country manager per l’Italia di NewCold, azienda leader mondiale nei magazzini automatizzati ad alta tecnologia per lo stoccaggio a temperatura controllata.

Quaresima è stato inoltre indicato da Assologistica come delegato speciale per la filiera del freddo, con l’obiettivo di contribuire alla costruzione di un percorso strutturato di rappresentanza e proposta. «Assologistica ha il compito di rappresentare tutta la filiera, anche quei segmenti che a volte vengono considerati di nicchia ma che, in realtà, sono centrali per l’economia italiana. La logistica del freddo è uno di questi: alimentare, farmaceutico, trasporti, magazzini, distribuzione e ultimo miglio dipendono dalla capacità di garantire continuità, sicurezza e qualità lungo tutta la catena», ha dichiarato Paolo Guidi, presidente di Assologistica.

La filiera del freddo comprende magazzini frigoriferi, trasporto refrigerato, piattaforme a temperatura controllata, impianti industriali, manutenzione specializzata e servizi connessi alla movimentazione e distribuzione di merci sensibili. Secondo il documento presentato durante l’incontro, il mercato italiano della cold chain è stimato oltre 7,8 miliardi di dollari, mentre la filiera del frozen food presenta una crescita prevista del 5,6% annuo composto. Il settore sostiene in modo diretto la sicurezza alimentare, la continuità sanitaria, la qualità dei prodotti e la competitività del made in Italy.

Le criticità: energia, regole, competenze e investimenti

Il nodo energetico resta tra le priorità. Le infrastrutture della catena del freddo operano in continuità, 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, con consumi non comprimibili senza compromettere la qualità e la sicurezza dei prodotti. L’incidenza dell’energia sui costi operativi può arrivare, a seconda degli impianti e delle attività, fino al 40%. Il documento ha evidenziato anche l’impatto della volatilità dei mercati energetici e il disallineamento tra il profilo di consumo del comparto e gli strumenti oggi disponibili per il sostegno alle imprese energivore.

«Non si tratta soltanto di chiedere un intervento sui costi dell’energia. Il tema energivori è una parte di un progetto più ampio: il riconoscimento istituzionale della filiera del freddo come infrastruttura strategica nazionale. Investire nel freddo significa investire nella sicurezza alimentare e sanitaria del Paese, nella competitività del made in Italy e nella resilienza della logistica italiana», ha sottolineato Luca Quaresima.

Accanto all’energia, il comparto denuncia un quadro normativo ancora frammentato. La logistica del freddo presenta specificità organizzative e operative che non sempre trovano un adeguato riconoscimento nelle regole generali della logistica: dalla permanenza in ambienti di severo freddo alle rotazioni del personale, dalle pause alle indennità, fino agli standard di sicurezza e produttività.

Altrettanto rilevante è il tema della transizione ecologica. La sostituzione degli impianti, l’adeguamento ai regolamenti F-Gas, l’adozione di refrigeranti a basso impatto ambientale, l’efficientamento energetico, l’autoproduzione da fonti rinnovabili, i sistemi di accumulo e il monitoraggio intelligente richiedono investimenti significativi, con tempi di ritorno spesso complessi, soprattutto per le piccole e medie imprese del settore.

Il confronto ha posto inoltre l’attenzione sulla carenza di figure qualificate: tecnici frigoristi, manutentori specializzati, operatori logistici esperti, tecnici energetici, personale per impianti automatizzati e autisti specializzati nel trasporto refrigerato. Per Assologistica, la formazione e il rapporto con scuole, ITS e università rappresentano una leva decisiva per rendere più attrattive le professioni della logistica e costruire le competenze necessarie alla trasformazione del settore.

Assologistica: fare sistema per trasformare le criticità in proposte

Nel corso dell’incontro, Assologistica ha confermato la volontà di avviare un percorso stabile con le imprese della filiera del freddo, sul modello dei tavoli già promossi per altri settori specialistici della logistica. L’obiettivo è costruire una posizione condivisa, fondata su evidenze tecniche e su una rappresentanza ampia, da portare al confronto con istituzioni, committenza industriale e distributiva, associazioni nazionali ed europee.

«La filiera logistica deve essere l’espressione del fare sistema. Le specificità sono importanti, ma nel sistema Paese è fondamentale che tutte le modalità e tutti i segmenti della logistica vengano rappresentati in modo unitario, perché il risultato finale è la competitività dell’Italia», ha affermato Guidi.

Jean François Daher ha richiamato la necessità di una tutela specifica per un comparto che, pur svolgendo una funzione industriale e sociale essenziale, è stato spesso considerato alla stregua di un servizio generico.

«I frigoriferi sono energivori e svolgono una funzione sociale evidente: garantiscono la conservazione degli alimenti e dei prodotti farmaceutici. Per questo dobbiamo tornare a far riconoscere la specificità dell’industria del freddo e superare gli ostacoli che, in passato, hanno impedito al settore di accedere pienamente agli strumenti di sostegno», ha dichiarato Jean François Daher, segretario generale di Assologistica.

L’associazione lavorerà anche attraverso il rafforzamento della propria presenza territoriale e il dialogo con competenze internazionali, a partire dal confronto con la Global Cold Chain Alliance, per valorizzare esperienze e best practice già sperimentate in altri Paesi.

Ruggerone: «senza catena del freddo la produzione si perde»

In chiusura, il vicepresidente di Assologistica Umberto Ruggerone ha ricordato il metodo di lavoro che l’associazione ha seguito negli ultimi anni: ascolto dei comparti, costruzione di gruppi di lavoro, alleanze con committenza e associazioni di filiera, interlocuzione con ministeri e politica, fino alla trasformazione delle proposte in norme e regolamenti.

«Quando Assologistica si è fatta portavoce di un’esigenza concreta di un comparto, con il giusto schema di alleanze e con un rapporto strutturato con le istituzioni, è riuscita a portare a casa risultati. Oggi siamo pronti a tornare sul tema del freddo con una ben diversa capacità di rappresentanza», ha evidenziato Ruggerone. «Senza la catena del freddo la produzione si perde. Se togli il freddo, il sistema produttivo ed economico non va avanti: per questo il settore deve essere riconosciuto per quello che è, una componente essenziale del sistema Paese», ha aggiunto il vicepresidente di Assologistica.

Assologistica conferma quindi l’impegno a costruire, insieme alle imprese, una strategia nazionale dedicata alla filiera del freddo: un percorso orientato a sostenere investimenti, occupazione, innovazione, sicurezza e competitività, in una fase in cui la domanda di servizi a temperatura controllata è destinata a crescere e la concorrenza internazionale rende sempre più urgente una risposta di sistema.

Le direttrici di lavoro emerse dal confronto
-riconoscimento della filiera del freddo come infrastruttura strategica nazionale;
-accesso coerente agli strumenti per le imprese energivore e a meccanismi di compensazione dei costi energetici;
-semplificazione e aggiornamento del quadro normativo, con regole chiare per le attività in ambienti a temperatura controllata;
-incentivi per efficientamento energetico, revamping degli impianti, refrigeranti a basso impatto, autoproduzione e accumulo;
-piani di formazione specialistica per tecnici, operatori e nuove competenze legate ad automazione e digitalizzazione;
-sviluppo infrastrutturale e semplificazione degli iter autorizzativi per nuovi magazzini e piattaforme refrigerate.

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