Londra. A seguito della firma del Memorandum d’Intesa tra la Repubblica Islamica dell’Iran e gli Stati Uniti, il Segretario Generale dell’IMO, Arsenio Dominguez, ha rilasciato questa dichiarazione:
“Dopo mesi di difficoltà e disagio per migliaia di marinai innocenti, e un impatto negativo per tutto il mondo, accolgo con profonda soddisfazione l’accordo di pace concluso tra Stati Uniti e Iran, che rappresenta un passo decisivo verso il ripristino della sicurezza marittima e la fine degli attacchi inaccettabili contro la navigazione civile.
Voglio rendere omaggio ai quattordici marinai innocenti che tragicamente persero la vita durante questo conflitto. La loro dedizione al servizio del commercio globale non sarà dimenticata.
Inizieremo l’attuazione del piano di evacuazione per oltre 11.000 naviganti ancora bloccati nella regione. Questa operazione su larga scala sarà condotta in stretta collaborazione con Iran, Oman, tutti gli altri Stati costieri della regione, gli Stati Uniti e l’industria marittima.
Abbiamo ottenuto le garanzie di sicurezza necessarie e verificato accuratamente le condizioni per una navigazione sicura a supporto di queste operazioni.
Rimaniamo pienamente impegnati a garantire la sicurezza dei naviganti e la continuità del commercio globale”.
Dopo vari colloqui di mediazione, l’IMO ha raggiunto l’obiettivo per realizzare in sicurezza un ‘corridoio umanitario’ per liberare i marittimi intrappolati nel Golfo Persico. (Art. 12 05.2026, IMO, Regno Unito e Francia insieme per liberare lo Stretto di Hormuz – il nautilus ).
Si tratta di una “evacuazione a fasi” per consentire i transiti nello Stretto di Hormuz, concertata tra l’IMO e l’Oman IMO, liberando così circa 11.000 marittimi intrappolati nel Golfo.
L’Oman guiderà l’IMO monitorando e fornendo aggiornamenti quotidiani sul numero di navi in partenza dalla regione.
L’Oman, nel suo avviso ufficiale – che si allega in seguito – sottolinea la necessità di un’”evacuazione graduale e controllata del traffico”.
Saranno utilizzate le due corsie disponibili – a nord e a sud – evidenziando che il normale Traffic Separation Scheme non è del tutto sicuro per via della presenza di mine (si parla di circa 80 mine); nell’avviso si parla di rischio di collisione per l’attraversamento di tale corridoio che risulta temporaneo.
L’IMO avverte che il transito in questo ‘corridoio umanitario’ – temporaneo – sarà comunque una scelta della singola nave e dei suoi operatori; ma una volta che avranno avuto il giorno assegnato, potranno spostarsi in un’area d’attesa designata in acque internazionali. I Comandanti possono scegliere sia la via settentrionale attraverso le acque territoriali iraniane, sia una via meridionale attraverso le acque territoriali omanite.
Le navi saranno istruite a contattare lo Stato costiero sulla rotta scelta per confermare che le condizioni di traffico permettono loro di proseguire e di assicurarsi che il loro AIS trasmetta durante il transito.
L’Oman sottolinea che i transiti avverranno senza imporre pedaggi e in conformità con il Diritto internazionale per garantire la libertà di navigazione. Le disposizioni pubblicate dalla Royal Navy of Oman, tuttavia, non affrontano l’ingresso delle navi nel Golfo, ma promettono ulteriori aggiornamenti.
La International Chamber of Shipping ha rilasciato una dichiarazione affermando: “Il piano di evacuazione dell’IMO è uno sviluppo positivo per garantire questo coordinamento e ripristinare la libertà di navigazione. È fondamentale che questo piano funzioni in armonia, piuttosto che in conflitto, con i meccanismi esistenti”.
Abele Carruezzo
*Si allega l’avviso della Royal Navy of Oman
(Stretto di Hormuz; foto courtesy satellitare NASA)









