Blue Economy Forum “Bari, porta d’Oriente”

Bari, porta d'Oriente rel

Bari. L’incontro rappresenta un’occasione utile per approfondire, con i principali attori istituzionali ed economici del territorio, le prospettive di un settore che incide in maniera crescente sulle politiche ambientali, sull’innovazione dei servizi e sulla qualità delle infrastrutture portuali.

Non scopriamo niente di nuovo se affermiamo che il trasporto marittimo è uno dei driver dello sviluppo della nostra economia italiana e soprattutto di quella meridionale.

Sostenere un trasporto marittimo efficiente ed efficace è sicuramente volano di internazionalizzazione, di innovazione, di investimenti in infrastrutture, nonché di occupazione e crescita del Pil.

Il sistema portuale del Meridione d’Italia rappresenta un asset di tradizioni, know-how che con le imprese e infrastrutture portuali e retroportuali genera un comparto dinamico, capace di attrarre anche investimenti esteri.

Il nostro sistema portuale – al di là del dibattito in corso sulla riforma – deve ancora migliorare il suo sistema burocratico; occorrono un’adeguata pianificazione dello sviluppo di settore, una maggiore attenzione alla politica portuale e retroportuale, oltre ad avere una nuova vision più verso la internazionalizzazione, innovazione, la sostenibilità e la dovuta digitalizzazione, per rendere più smart lo shipping, i porti e le attività di logistica.

Bari, porta d’Oriente, aperta verso il Mediterraneo che – in questi ultimi anni – ha assunto un ruolo importante nelle strategie di crescita delle compagnie armatoriali per le sue potenzialità di sviluppo. Si stanno affermando sia le rotte internazionali e sia quelle dello ShortSea Shipping alimentate dal feederaggio e dall’incremento degli scambi nella direzione nord sud e vuoi anche per l’impulso delle politiche comunitarie e nazionali per lo sviluppo dell’intermodalità, intesa come processo di integrazione economica e commerciale della stessa area mediterranea.

Di questo si parlerà al ‘Forum – Blu Economy’ organizzato dal Secolo XIX, presso il teatro Kursaal Santa Lucia di Bari -Largo Adua, 5 (dalle ore 09:30 alle 13:00) e che vedrà Bari come porta d’Oriente. La partecipazione al forum è gratuita, basta registrarsi al link: https://events.blueconomy.com/bari/.

L’iniziativa offrirà un quadro aggiornato sulle dinamiche economiche che interessano porti, logistica e traffici, mettendo in evidenza come la crescita sostenibile del comparto marittimo rappresenti oggi un fattore decisivo per la competitività dell’intero sistema produttivo regionale.

Il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, Francesco Mastro, partecipera all’intervista; seguirà una tavola rotonda su “Merci, traghetti e crociere: un ecosistema da preservare” e poi ci sarà l’intervento frontale su “Infrastruttura e logistica sostenibile” di Ugo Patroni Griffi, Professore ordinario di diritto commerciale, Università di Bari Aldo Moro.

Riceviamo – in esclusiva per Il Nautilus – dal Prof Ugo Patroni Griffi – la sua relazione sull’argomento corredata da slide significative.

Per Patroni Griffi, la competitività dei porti nel prossimo futuro si basa sulla capacità di governare due forze globali e irreversibili: la transizione verde e la trasformazione digitale; non si tratta di dinamiche separate, ma fanno parte della cd ‘doppia transizione’.

“Il porto – afferma Patroni Griffi – è il nesso fisico e digitale dove convergono supply chain globali, infrastrutture adeguate e flussi di dati di energia”.

Si è convinti che il ‘porto’ si sta evolvendo: da sito geografico con strutture per l’accoglienza di navi ad hub energetico e digitale che, sulla base di un’intermodalità integrata, diviene terminal per combustibili alternativi. Questa sarà la nuova strategia di un porto: una posizione unica che possa influenzare l’intera catena del valore, dalla rotta marittima all’ultimo miglio.

“Il ruolo di Bari come ‘Porta d’Oriente’ – sostiene Patroni Griffi – amplifica tale dinamica strategica, connettendo l’Europa ai mercati e catene di approvviggionamento cruciali”.

Per questo occorre ottimizzare i flussi con una logistica smart, lavorando sui percorsi, rendendo un tracciamento in tempo reale della carbon footprint e riducendoi le emissioni. Il porto è asset natutrale per una condivisione dei dati, dimensione digitale strategica per creare ecosistemi collaborativi.

“Il porto del futuro- sottolinea Patroni Griffi – è un hub energetico che promuove attivamente sia l’abbandono dei combustibili fossili e sia l’economia circolare”.
Poi, la relazione prosegue con un quadro di riferimento per la sostenibilità portuale.

Si ringrazia il Prof Ugo Patroni Griffi per il contributo, stante la fattiva collaborazione tra la S.C. Editore tramite Il Nautilus e l’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, tramite la cattedra Infrastrutture e Logistica sostenibili.

Abele Carruezzo

*Si allega la relazione.