Il Marocco punta sui porti di Nador e di Dakhla

Marocco punta sui porti di Nador e di Dakhla

(Slide courtesy by National Ports Agency)

La strategia portuale del Marocco al 2030 inizia con l’apertura dei due porti estremi della Regione: Nador Mediterraneo Ovest nel 2026, e il porto Dakhla Atlantique nel 2028

Marrakech. La strategia di strutturazione del Piano Portuale e gli obiettivi su cui si fonda la visione delle Autorità pubbliche del Marocco per il 2030 stanno determinando un’evoluzione del paesaggio portuale della Regione.

La posizione strategica del porto di Nador rispetto all’Europa meridionale, così come la necessità a lungo termine di promuovere il trasporto marittimo come alternativa al trasporto su strada, ha imposto all’Agenzia Nazionale dei Porti una vision infrastrutturale portuale votata alla competizione sia nel Mediterraneo e sia nell’Atlantico. La National Ports Agency è l’organismo autorevole e regolatore del nuovo sistema portuale marocchino istituito dalla legge 15-02.

Attualmente, la Regione orientale sta vivendo una crescita significativa nello sviluppo delle infrastrutture di trasporto (autostrade, ferrovie) e delle infrastrutture economiche (parchi industriali, parchi agroalimentari, ecc.): quindi la strategia di mantenere aperte tutte le opzioni per un futuro di sviluppo portuale.

Il Marocco – strategicamente – prevede di utilizzare le sue facciate atlantiche e mediterranee lunghe 3.500 chilometri per favorire le rotte commerciali globali, attrarre investimenti strategici, espandere i corridoi energetici e consolidare la propria posizione come porta d’accesso fondamentale tra l’Africa e il resto del mondo.

Si prevede che il fabbisogno annuo di traffico del porto di Nador entro il 2030, esclusi i prodotti energetici (carbone e GNL), sarà di 10 milioni di tonnellate di merci e 1.900.000 passeggeri, inclusi 200.000 croceristi.

Il nuovo porto di Nador West Med, in quanto hub interregionale, è il terzo porto del Marocco, dopo Tanger Med e Jorf Lasfar e può diventare un concorrente di Casablanca nell’entroterra più distante (regione di Fes-Meknes).

Nel Piano Portuale 2030 sono poste le basi per ampliare la capacità di Nador nei prossimi dieci-quindici anni; oltre al traffico tradizionale (prodotti siderurgici), il nuovo porto di Nador West Med, situato nella baia di Betoya – di prossima apertura nel 2026 – punta al turismo (crociere e grandi yacht), pur mantenendo i suoi collegamenti via traghetto con l’Europa come porto veloce roll-on/roll-off incentrato sul trasporto merci via mare nell’ambito dello sviluppo delle Autostrade del Mare.

Il nuovo porto mediterraneo ospiterà il primo terminal di GNL del Marocco tramite un’unità galleggiante di stoccaggio e rigassificazione. Questa infrastruttura collega tramite gasdotto ai centri industriali del nord-ovest, supportando la transizione del Marocco dalla dipendenza dal carbone verso il gas naturale e le fonti di energia rinnovabile. La FSRU a Nador West Med con la rete di gasdotti garantiranno una fornitura a lungo termine e consentiranno la conversione delle centrali elettriche a combustibili più puliti.

Sul versante dell’Atlantico, il Piano Portuale 2030 del Marocco prevede lo sviluppo del porto di Dakhla; sono in corso lavori di ampliamento per soddisfare la domanda immediata a breve termine e la capacità sarà aumentata a 1 milione di tonnellate, incluse 670.000 tonnellate di pesce pelagico fresco (invece delle attuali 500.000 tonnellate, incluse 400.000 tonnellate di pesce pelagico). La sua capacità totale prevista raggiunge i 35 milioni di tonnellate all’anno, coprendo il traffico di container, sfusi liquidi e solidi, ittici, prodotti minerari e componenti di energia rinnovabile.

Il Piano prevede di trasformare il porto di Dakhla in un porto turistico, un porto passeggeri (per i collegamenti con le Isole Canarie) e potenzialmente in un porto crocieristico con escursioni nelle zone turistiche interne della regione; inoltre, è in animo di sviluppare attività di nautica da diporto all’interno della baia. Il nuovo porto di Dakhla Atlantique sarò pronto per operare nel 2028.

Il progetto di Dakhla Atlantique sta già prendendo forma all’interno della strategia portuale nazionale per il 2030 e del nuovo modello di sviluppo per le province meridionali; l’obiettivo è trasformare Dakhla-Oued Eddahab in un’interfaccia centrale per l’integrazione economica africana.
Il porto è stato progettato per servire come una piattaforma moderna e ad alta capacità per sbloccare nuovi investimenti e rafforzare la posizione industriale e logistica del Marocco attraverso il corridoio atlantico.

I piani di sviluppo includono una zona industriale e logistica di 1.600 ettari organizzata attorno a quattro priorità chiave: – rendere l’area attraente per gli operatori attraverso una piattaforma multimodale; – migliorare l’accesso ai terreni industriali serviti; – favorire sinergie industriali per la creazione di valore maggiore; – e sviluppare uno spazio logistico ed economico a servizio dei mercati dell’Africa occidentale e del Sahel. Il sito, situato a circa 50 chilometri dal centro urbano di Dakhla, beneficerà anche di una forte connettività marittima verso i continenti americano, europeo e africano.

Il progetto del nuovo porto Dakhla Atlantique è in fase avanzata e già si sono proposti investimenti internazionali da parte della Francia e USA; in ultimo una delegazione di imprenditori delle Isole Canarie, ha visitato il porto di Dakhla, prevedendo investimenti per rafforzare la connettività trasportistica tra Marocco e Spagna.

I porti italiani del Mar Tirreno saranno favoriti dai nuovi flussi merceologici connessi con il nuvo porto di Nador e con l’Africa settentrionale.

Abele Carruezzo