Manuale delle Zone Economiche Speciali, Zone Logistiche Semplificate e Zone Franche Doganali

presentazione del Manuale delle ZES

(da sx: Prof Ugo Patroni Griffi- Sottosegretario Luigi Sbarra e Pres.te Confindustria Bari-Bat Mario Aprile; foto courtesy Prof. Patroni Griffi)

ZES Mezzogiorno, confronto con il Sottosegretario Luigi Sbarra e presentazione del Manuale delle ZES

Bari. I porti europei – in questi ultimi anni – stanno affrontando un orizzonte business trasformato da un commercio globale e da una trasformazione energetica che l’evoluzione dello shipping globale sta imponendo, anche in questo periodo di nuova geopolitica del processo del trasporto marittimo.

La stessa industria marittima si trova – oggi – a risolvere una pressione senza precedenti per modernizzare le obsolete infrastrutture, ridurre le emissioni, assicurarsi finanziamenti per accedere all’evoluzione digitale in atto.

Oggi si richiede ai porti – per essere competitivi – soluzioni infrastrutturali fisiche e pianificazione strategica per attrarre investimenti, superando anche le difficoltà burocratiche tra pubblico e privati; occorre un approccio collaborativo più adatto ai progetti complessi di oggi.

Una strategia portuale che sappia ‘promuovere’ un futuro di rotte; in particolare, monitorando le rotte energetiche, cogliere le opportunità che lo scenario evolutivo dispone – trasformazione ecologica, digitale e sociale – in modo tale che nessun porto rimanga fuori.

La Zona Economica Speciale e la Zona Franca Doganale vanno inquadrate e valorizzate guardando alle vocazioni di un territorio e soprattutto promosse e pubblicizzate.

Per esempio, la Zona Franca Doganale Interclusa di Brindisi, con la sua ampia retroportualità, permetterà di avere aree dove le merci provenienti dai mercati extra UE potranno essere esenti da IVA e Dazi Doganali; zona dove sarà favorito lo stoccaggio delle merci che potranno essere conservate dall’importatore per un tempo illimitato prima di essere ri-immesse sul mercato.

Questo consentirebbe di stimolare il fenomeno del ri-export attirando imprese che hanno quest’esigenza. Anche qui, quando si parla di ‘retroportualità’ non basta dichiarare quanto sia ampia e quanti mq sono a disposizione; ma si sottintende un sistema economico di retroportualità che disponga di una logistica semplificata ed una intermodalità viva di servizi.

Venerdì’ scorso, 27 marzo, 2026, presso Confindustria Bari-Bat si sono confrontati imprese, professionisti e stakeholder pugliesi su esperienze, strumenti e nuove prospettive legate alle Zone Economiche Speciali, per trasformare le opportunità in azioni reali e sviluppo di una Regione attenta all’innovazioni per guardare insieme al futuro dell’impresa nel Mezzogiorno.

Importanti gli interventi di Luigi Sbarra, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega per il Sud, che guida la Struttura di Missione per la ZES, unitamente al presidente di Confindustria Bari-Bat Mario Aprile, al Sen. Filippo Melchiorre, a Ugo Patroni Griffi – Professore di Infrastrutture e Logistica Sostenibili e Presidente dell’Agenzia Rapporti con l’esterno presso UNIBA- e Filippo Sciscioli – Dirigente Suap di ente locale – consulente ANCI.

Dal confronto con imprenditori e istituzioni emerge un dato chiaro: la ZES si conferma uno strumento efficace di politica industriale, con autorizzazioni rapide e investimenti in crescita costante. Per il Sottosegretario Sbarra nel 2025 sono stati attivati oltre 7,3 miliardi di euro di investimenti nel Sud, mentre nei primi mesi del 2026 si registrano già numeri significativi in termini di autorizzazioni, occupazione e sviluppo.

La Puglia, insieme alla Campania, e dopo la Sicilia, si conferma tra i principali poli di attrazione, trainando una quota rilevante degli investimenti e delle ricadute occupazionali. Gli interventi e le testimonianze dirette delle imprese hanno evidenziato come la ZES stia rafforzando il tessuto produttivo esistente, con l’obiettivo di attrarre sempre più investimenti ad alto valore aggiunto.

Ed allora, se l’intuizione della ZES unica del Mezzogiorno è stata corretta, gli imprenditori ora hanno bisogno di strumenti di forte semplificazione, di flessibilità dei rapporti di lavoro oltre a strumenti dedicati alla formazione.

Solo in queste direzioni potremo vedere un sistema portuale competitivo e avere quelle conoscenze che sappiano interpretare le dinamiche che lo shipping globale attraversa. In questa direzione, è stato presentato il ‘Manuale’ delle ZES del Prof Ugo Patroni Griffi, pubblicato il 25 marzo scorso, edito da Cacucci Editore Bari,

“Il ‘Manuale’ – ha dichiarato il Prof Patroni Griffi – offre la prima ricognizione organica e aggiornata sulle Zone Economiche Speciali, sulle Zone Logistiche Semplificate e sulle Zone Franche Doganali, trasformando un quadro normativo complesso in una trama coerente di regole, procedure e casi applicativi”.

Vengono sottolineati i passaggi storici che vanno dalla ricostruzione delle otto ZES regionali alla ZES Unica, al funzionamento dell’Autorizzazione Unica e dello Sportello Unico Digitale ZES, fino al credito d’imposta e al suo cumulo con altri incentivi.

Il volume guida, passo dopo passo, nella progettazione e gestione degli investimenti, con particolare attenzione alla bancabilità dei progetti e ai rapporti con l’amministrazione e gli intermediari finanziari.

“L’analisi – ha aggiunto Patroni Griffi – è continuamente messa alla prova sul terreno: le esperienze internazionali (Polonia, Cina, Jebel Ali, Vision 2030 saudita), il ruolo strategico della portualità meridionale, la blue economy, le ZFD e le ZLS sono letti come tasselli di una stessa politica industriale, chiamata a fare del Mezzogiorno non una periferia assistita, ma una piattaforma competitiva nel Mediterraneo allargato”.

Il Manuale è scritto in forma semplice, con una lingua che parla quella del Diritto, senza perdere di vista l’economia reale.

E’ inteso come strumento formativo e operativo per imprese, professionisti, funzionari pubblici e decisori politici per passare dalle norme ai cantieri, dalle agevolazioni scritte sulla carta agli investimenti effettivamente realizzati.

Abele Carruezzo

Manuale delle ZES

(Copertina del Manuale)