Risultati della missione del Ministro Tajani in Cina: impulso all’export e accordi per 360 milioni di euro

On.le Antonio Tajani

(Il Ministro degli Affari Esteri, On.le Antonio Tajani; foto courtesy Uff. stampa MAECI)

La missione in Cina del Ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, e in particolare la tappa di Shanghai, ha registrato risultati concreti per il rafforzamento dell’export italiano nel mercato asiatico.

Tra i principali esiti, l’avvio di una strategia mirata ad accrescere la presenza del Made in Italy in Cina, con attenzione ai comparti dell’agroalimentare, della meccanica e della gioielleria. È stato inoltre sottoscritto un piano d’azione sull’e-commerce e sono stati finalizzati tre accordi tra SACE e partner cinesi, tra cui due intese strategiche a sostegno dell’export nei settori industriale e del legno-arredo, per un valore complessivo di 360 milioni di euro.

Il sostegno del Governo alla comunità imprenditoriale italiana in Cina è stato al centro della Commissione Economica Mista e del Dialogo Imprenditoriale, co-presieduti a Pechino dal Ministro Tajani e dal Ministro del Commercio Wang Wentao, alla presenza di oltre 50 imprese italiane e cinesi. A Shanghai, il Ministro ha inoltre guidato un incontro con circa 70 imprenditori italiani e i rappresentanti di ICE, SACE, SIMEST e CDP.

La missione ha contribuito a rafforzare il dialogo con le Autorità cinesi, con l’obiettivo di migliorare le condizioni operative per le imprese italiane e promuovere un contesto più trasparente e prevedibile. Tra i settori prioritari per lo sviluppo dell’interscambio e degli investimenti emergono la transizione energetica, la meccanica avanzata e le tecnologie a basso impatto ambientale.

La presenza industriale italiana in Cina si conferma solida, con importanti gruppi attivi in ambiti strategici quali energia, siderurgia, aeronautica, cantieristica navale e agroalimentare. Nell’area di Suzhou, alle porte di Shanghai, operano oltre 100 aziende italiane, rendendola il principale distretto produttivo italiano al di fuori dell’Unione europea.

Per quanto riguarda il “turismo” cinese incoming, si registra un crescente interesse per l’Italia, testimoniato dall’aumento dei flussi turistici, dalla crescente attenzione per le nostre tradizioni umanistiche e scientifiche e dal forte interesse per la lingua italiana.

I corsi di lingua italiana presenti in oltre 50 università cinesi, insieme alla presenza di oltre 15.000 studenti cinesi nel nostro sistema universitario, rappresentano un investimento strategico di lungo periodo.

Questi giovani costituiscono un ponte tra le rispettive società e contribuiscono a rafforzare la reciproca comprensione con effetti duraturi.

In linea con i valori fondanti della Repubblica e con i principi guida della nostra politica estera, l’Italia considera il rapporto con la Cina una componente essenziale della propria azione internazionale, che intendiamo perseguire con equilibrio, chiarezza e spirito costruttivo.

Rafforzare la presenza dell’Italia in Cina significa non solo cogliere opportunità, ma anche contribuire allo sviluppo di una relazione più solida e matura. È un obiettivo che perseguiamo con determinazione, nella consapevolezza che dialogo e cooperazione restano strumenti essenziali per affrontare le sfide del nostro tempo.

L’On. le Antonio Tajani, durante la visita in Cina, ha sottolineato che “abbiamo riscontrato ancora una volta grande interesse per il prodotto italiano”.

Il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ha poi detto che “l’annuncio della nuova tratta Pechino-Venezia e viceversa che verrà inaugurata a inizio luglio e che garantirà una via diretta per imprenditori e turisti”.

Fonte: MAECI