(Molo VII ustato per l’operazione ship to ship di GNL; foto courtesy Autorità Portuale Trieste)
L’aumento dell’adozione del GNL come combustibile marittimo ha portato molti ordini di navi a GNL aumentando la domanda di navi bunker GNL e infrastrutture portuali
Atene/Pireo/Trieste. Da luglio 2024, il porto di Trieste è stato scenario dell’’operazione di bunkeraggio da nave a nave nell’Adroiatico; è la prima operazione eseguita da Edison tramite l’impiego della nave metaniera Ravenna Knutsen, che dal 2021 approvvigiona il deposito costiero GNL di Ravenna. L’operazione è stata possibile grazie a un’ordinanza del 5 luglio 2024 con cui la Capitaneria di Porto di Trieste ha approvato il nuovo “Regolamento per il bunkeraggio ‘ship to ship’ di GNL e Bio GNL alle navi certificate Codice IGF (Codice sicurezza internazionale per la nave che utilizza gas o altri combustibili a basso punto di infiammabilità) nel porto di Trieste”. Poi, da gennaio 2025, anche il porto di Genova si è attrezzato per tale operazione.
Secondo Intermodal Shipbrokers, le navi alimentate a GNL stanno guadagnando costantemente una quota in espansione della flotta globale, contando 1.329 navi in grado di utilizzare il GNL come carburante a marzo 2025, con una capacità di carico totale di 110 milioni di tonnellate di stazza lorda, che rappresenta il 6,56% della flotta globale. Per fare un confronto, nel 2021 esistevano solo 558 navi di questo tipo.
Una tendenza simile si osserva negli ordini di nuova costruzione che attualmente comprendono 1.037 navi, che rappresentano il 37,79% del portafoglio ordini globale.
Sostenuto da queste dinamiche di crescita – come riporta Intermodal Shipbroker – anche il mercato del bunkeraggio di GNL aumenta la domanda e ha raggiunto 32 navi bunker di GNL impegnate nel rifornimento da nave a nave a partire dal 2025.
La capacità combinata della flotta è pari a 263.201 metri cubi – più del doppio dal 2022 – con proiezioni che indicano un ulteriore aumento del tonnellaggio del 6% nel 2025 e un robusto 18% nel 2026, riferisce Intermodal.
L’età media delle navi da bunkeraggio è di sei anni, con la maggior parte delle unità costruite in cantieri cinesi e sudcoreani, mentre la proprietà è concentrata in Asia orientale ed Europa (Giappone, Corea del Sud, Spagna).
Nel segmento delle nuove costruzioni, febbraio 2025 ha visto un afflusso di otto ordini per un totale di 137.900 mc, portando il portafoglio ordini complessivo a 28 navi con una capacità combinata di 481.400 mc.
Il rapporto tra portafoglio ordini e flotta si attesta al 183%, il che implica una forte dinamica di crescita. Inoltre, la dimensione media delle navi per il rifornimento di GNL di nuova generazione è aumentata a 17.179 mc, rispetto all’attuale media di 8.225 mc, segnalando uno spostamento verso unità più grandi.
Parallelamente alla crescita della flotta di bunkeraggio di GNL, anche l’infrastruttura portuale di GNL si è ampliata.
Il numero di porti dotati di impianti di bunkeraggio di GNL, tra cui serbatoi di stoccaggio, gasdotti di distribuzione di GNL e sistemi di sicurezza avanzati, è salito a 201 a livello globale, 60 in più rispetto al 2021. Inoltre, si prevede che altri 57 porti saranno potenziati con impianti di bunkeraggio di GNL entro la fine del 2026.
In questo contesto, si prevede che il mercato del bunkeraggio di GNL sia pronto per un’espansione sostanziale nei prossimi anni, conclude Intermodal.
Mentre lo scenari del settore del bunkeraggio di GNL, influenzato da varibili geologico/economiche, gli armatori sono costretti ancora ad investire in navi compatibili con GNL per garantirsi soluzioini di carburante più pulite e commercialmente valide.
L’industria marittima ha anche assistito alla rinascita del retrofit dei motori al GNL per uso marittimo nel 2024 come soluzione a breve termine degli armatori per la riduzione delle emissioni di carbonio in un contesto di rafforzamento dei requisiti normativi, secondo quanto rilevato dal Lloyd’s Register (LR) nel suo ultimo Engine Retrofit Report.
Abele Carruezzo








