(Area concessa alla Boluda Maritime Terminals; foto courtesy Autorità Portuale di Barcellona)
Boluda Maritime Terminals, società di Valencia, ottiene la gestione dell’area contenente il molo per aver presentato la migliore offerta all’appalto
Barcellona. Il Consiglio di amministrazione dell’Autorità Portuale di Barcellona ha dato il via libera alla proposta di Boluda Maritime Terminals per la futura gestione della concessione polifunzionale presso il molo Príncep d’Espanya.
Attualmente lo spazio del molo – fino a quest’anno – è in concessione a Sammer (Gruppo Mestre), una società che insieme ad Andino concorrente anche alla gara di appalto.
Erano state presentate delle contestazioni, da parte di Sammer e dal gruppo peruviano Andino, che accusavano la partecipazione di Marsa Maroc nella filiale Boluda. Accuse che hanno cercato di invalidare sia le offerte di Boluda che dell’Andino stessa.
Fonti dall’ambito portuale confermano che sia le accuse presentate all’appalto da Mestre sia quelle del gruppo peruviano Andino sono state respinte.
L’Autorità Portuale di Barcellona aveva sospeso la gara e poi ripresa, (Art, 03.08.2026, Sospesa l’apertura delle proposte per il terminal portuale Príncep d’Espanya a Barcellona – il nautilus ).
La nuova concessione prevede un’area di 87.425 mq. e 531 metri lineari di molo, che sarà gestita da Boluda Maritime Terminals per 16 anni.
Come riportato dall’Autorità Portuale, “la proposta dei Boluda Maritime Terminals ha ottenuto il punteggio più alto in assoluto”.
La proposta di Boluda prevede un traffico marittimo di almeno 1,3 milioni di tonnellate all’anno, dal 2028 al 2032; le specifiche presentate stabilivano un minimo di 240.000 tonnellate all’anno.
Da ieri, dopo il via libera per la concessione inizia l’iter amministrativo. In particolare, l’analisi sulla proprietà del gruppo Boluda che ha ottenuto un punteggio di 30,5 punti su 50 nella fase tecnica, rispetto ai 24,6 punti di Sammer e ai 23,45 assegnati dal Comitato appaltare ad Andino.
La proposta di Boluda ha offerto un investimento iniziale di 39 milioni di euro, secondo i verbali della fase tecnica; cifra che viene suddivisa in 11 milioni per eseguire lavori che configurano il terminal secondo il suo approccio, e altri 28 milioni per le attrezzature.
Sammer e Andino avevano presentato investimenti per opere di 5,7 milioni di euro – entrambi – senza specificare ulteriori investimenti.
Inoltre, le specifiche prevedevano possibili contributi economici all’Autorità Portuale di Barcellona, un’area in cui Boluda impegna un milione di euro, mentre Andino aveva proposto la metà di quella cifra; Sammer non aveva proposto nessun contributo diede alcun contributo.
Il nuovo terminal garantirà continuità all’attività di merci generali non containerizzate, un traffico essenziale per il posizionamento strategico del porto; non si esclude la possibilità di movimentazione container, tenendo conto del traffico di navi miste, merci generali ro-ro e container.
L’Autorità Portuale mira a garantire un servizio competitivo, aperto a terzi e allineato alle esigenze logistiche e industriali del territorio.
Abele Carruezzo








