Trasporti, firmato Accordo Quadro Italia-Tunisia

Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi con Ministro dei Trasporti della Repubblica Tunisina Rachid Amri

(Il Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi con Ministro dei Trasporti della Repubblica Tunisina Rachid Amri; foto courtesy Uff. St. MIT)

Roma/Tunisi. L’Accordo Quadro firmato -ieri, 29 luglio 2026 – tra l’Italia e la Tunisia consolida un’intesa strategica destinata a rafforzare il parteniarato bilaterale nel settore dei trasporti e della logistica.

L’intesa è stata sottoscritta dal Viceministro italiano delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi, e dal Ministro tunisino dei Trasporti, Rachid Amri.

Uno degli aspetti più rilevanti dell’Accordo è il rafforzamento dei collegamenti marittimi tra Italia e Tunisia. Durante l’incontro è stata sottolineata la volontà di intensificare la cooperazione tra le compagnie di navigazione dei due Paesi, con l’obiettivo di favorire gli scambi commerciali e consolidare il ruolo del Mediterraneo come hub logistico tra Europa e Nord Africa.

L’Accordo Quadro si inserisce nella più ampia strategia italiana di cooperazione con il Nord Africa, in particolare nell’ambito del Piano Mattei, e punta a rafforzare il partenariato economico con la Tunisia, considerata un partner strategico sia per i trasporti sia per l’integrazione delle reti euro-mediterranee. (art. 30.01.2025, Energia: Pichetto a Tunisi, opportunità di crescita per i due Paesi nello spirito del Piano Mattei – il nautilus).

I punti salienti dell’Accordo

Si tratta di una cooperazione su tutti i principali sistemi di trasporto: marittimo, ferroviario, stradale e aereo, con l’obiettivo di rendere più integrate le reti tra i due Paesi.

In particolare si punta allo sviluppo della logistica e della mobilità intelligente, creando un quadro stabile per progetti comuni e investimenti. Rafforzare le competenze tecniche attraverso programmi di formazione per dirigenti e tecnici delle amministrazioni e delle imprese pubbliche. Agevolare lo scambio di know-how e buone pratiche nella gestione delle infrastrutture e dei servizi di trasporto. Collaborare sulle nuove tecnologie, con particolare attenzione a: – mobilità elettrica; – energie verdi; – pianificazione delle infrastrutture; – innovazione applicata ai trasporti. Il tutto con un obiettivo comune fra i due paesi per migliorare efficienza e competitività del sistema logistico mediterraneo.

Infatti, l’evoluzione dei traffici marittimi tra i porti italiani e quelli del Nord Africa, rappresenta un tema molto interessante perché non riguarda solo i trasporti: coinvolge commercio, energia, geopolitica e catene di approvvigionamento.

Negli ultimi anni stiamo assistendo almeno a cinque tendenze.

1.Il Mediterraneo torna al centro dello scenario internazionale

Le crisi degli ultimi anni (pandemia, guerra in Ucraina, tensioni nel Mar Rosso) hanno spinto molte imprese europee a cercare fornitori più vicini. Questo fenomeno, spesso definito nearshoring, ha aumentato l’interesse verso il Nord Africa, in particolare Tunisia, Marocco ed Egitto.
Per i porti italiani significa poter diventare la porta d’ingresso delle merci nordafricane verso il mercato europeo.

2.La Tunisia come partner naturale dell’Italia
La Tunisia è distante dalla Sicilia meno di 150 km nel punto più vicino e ha una forte integrazione industriale con l’Italia. Molte aziende italiane producono o assemblano in Tunisia:- componentistica automotive; – tessile e abbigliamento; – elettromeccanica; – agroalimentare.

Questo significa che una parte rilevante dei traffici non riguarda grandi navi oceaniche, ma servizi ro-ro (traghetti per camion e semirimorchi), molto efficienti per le filiere industriali.

3.I porti italiani che possono crescere

Alcuni scali sono particolarmente ben posizionati: – Porto di Gioia Tauro, già uno degli hub di trasbordo del Mediterraneo; – Porto di Augusta, strategico per energia e merci; – Porto di Palermo, Trapani e Cagliari per la loro vicinanza geografica alla Tunisia. Ma sicuramente altri porti del Meridione d’Italia possono partecipare allo sviluppo di tale Accordo.

4.Non solo container
I traffici futuri riguarderanno sempre più: – energia (cavi elettrici, batterie, idrogeno, gas); – componenti industriali; – prodotti agricoli; – mezzi pesanti e semirimorchi; – merci refrigerate.
La logistica diventa quindi più diversificata rispetto al solo trasporto container.

5.La concorrenza è forte

L’Italia non è l’unico Paese che vuole diventare il principale hub del Mediterraneo. Competono anche altri porti come Tanger M (con una rete collegamenti in 180 porti), Pireo (con flussi merceologici per l’Europa), Valencia e Algeciras (con i traffici container).

“La firma di questo Accordo rappresenta un risultato concreto che rafforza ulteriormente il rapporto tra Italia e Tunisia in un settore strategico come quello dei trasporti e della logistica. Il Mediterraneo deve tornare ad essere uno spazio di connessione, crescita e sviluppo condiviso. L’Italia conferma la volontà di investire in partenariati capaci di rendere più efficienti i collegamenti, favorire gli scambi commerciali e sostenere la competitività dei nostri sistemi logistici”, ha dichiarato il Viceministro Edoardo Rixi.

Alcuni dei più interessanti piani di sviluppo dell’Accordo Quadro riguardano il progetto strategico ELMED: il cavo elettrico sottomarino Italia-Tunisia, lungo 220 km che consentirà lo scambio di energia elettrica tra Europa e Nord Africa.

In ambito del potenziamento dei porti e della logistica l’obiettivo è creare una vera piattaforma euro-mediterranea. Fra le iniziative allo studio: – digitalizzazione delle procedure doganali; – miglioramento dei collegamenti tra i porti tunisini (soprattutto Radès) e quelli italiani; – maggiore integrazione delle catene logistiche per ridurre tempi e costi delle merci.

Nel medio periodo, l’Italia guarda alla Tunisia come partner per la produzione e il trasporto di energia pulita. L’idea è sviluppare infrastrutture che possano affiancare il futuro Corridoio Sud dell’Idrogeno (SouthH2 Corridor) e rendere il Mediterraneo un asse energetico tra Africa ed Europa. Si tratta di un progetto di lungo termine, ma considerato strategico dal Piano Mattei. (art. 09.04 2024, Snam: SoutH2 Corridor e Callisto Mediterranean CO2 Network confermati Progetti di Interesse Comune dell’Unione Europea – il nautilus).

L’Accordo Quadro firmato ieri è soprattutto un quadro di cooperazione: non finanzia direttamente singole opere, ma crea il contesto per accelerare progetti già in preparazione e avviarne di nuovi.

Abele Carruezzo