lunedì, Settembre 20, 2021
HomeNewsItaliaCosta Concordia: “E’ stato errore umano”

Costa Concordia: “E’ stato errore umano”

All’Isola del Giglio si è consumata una delle peggiori tragedie della storia della marineria, l’ho vissuta e continuo a farlo, con la delusione di chi da anni si ostina a dire cose che sembrano oscure ai più. Venerdì 13 Gennaio, nel bene e nel male, la differenza l’ha fatta il Fattore Umano.

L’evoluzione tecnologia ed informatica ha portato tali e tante innovazioni che talvolta non sono non sono accompagnate dalle necessarie risorse Umane. Statistiche alla mano, gli incidenti sono da addebitare, sino al 90% al fattore umano. In sintesi: Una manovra incosciente di una persona senza remore professionali e di coscienza ed animato da una eccesiva valutazione delle proprie capacità e spregio di una valutazione del rischio.

Dopo l’impatto, improvviso, “inaspettato”, la reazione è stata di paura, smarrimento, frustrazione e profondo dolore. Le reazioni del comandante a tali sentimenti sono state consequenziali. Egli non c’era più. Nel 2001, a Southampton negli Uffici della P&O durante un corso di Gestione delle emergenze in mare e delle folle, gli psicologi insistevano sui comportamenti umani durante una emergenza, che possano mettere a repentaglio la vita delle masse di persone.

Questo fa comprendere (non giustificare) i comportamenti del Comandante Schettino; ma anche la inutilità della pressione su di lui affinchè tornasse a bordo a dirigere le operazioni di soccorso. Il suo stato d’animo non avrebbe MAI permesso una gestione corretta delle procedure a seguito dello shock subito e delle reazioni istintive che lo avevano completamente bloccato.

Comandare non significa avere divisa o i gradi; significa avere Leadeship, che non si impara sui libri o in un corso o in aula; semplicemente si ha o non si ha! Si migliora, corregge, modifica con paziente lavoro e tanta esperienza, ma non si inventa.  Alcune  persone donano la vita per salvare altri; altre invece  fuggono davanti a piccoli rischi. Sconosciuti  rischiano la propria vita per salvare quella di altri mentre, i familiari assistono impietriti davanti alla morte di propri cari!

Alcuni  si lasciano morire senza tentare di salvarsi, altre si arrampicano con insospettata agilità  felina per mettersi in salvo. Nel labirinto della mente umana vanno cercate le risposte, di tutti, compreso il commissario di bordo Manrico Giampetroni e la stragrande maggioranza dell’equipaggio che in divisa, o in  pigiama, ha fatto quanto doveva essere fatto per evacuare in breve tempo oltre 4.000 persone  da una nave che sbandata, sta affondando. Qualcuno ha detto giustamente che gli abitanti del Giglio devono essere premiati con una medaglia; questo comunque non fa giustizia del fatto che loro hanno dato assistenza a terra alle persone che l’equipaggio ha gestito durante una evacuazione di tale portata!

L’equipaggio e le Emergenze
Qualche giornalista pretendeva che ogni lancia di salvataggio dovesse avere due ufficiali a guidarla;  Bruno Vespa immaginava centinaia di ufficiali assenti durante l’abbandono! Quel tipo di nave ha solo Otto ufficiali di Coperta (o di rotta), oltre al comandante e l’allievo Ufficiale. Gli ufficiali che non sono di Guardia (servizio) non hanno obbligo di divisa, sono intervenuti in tuta o in pigiama quelli in turno di riposo; si aspettavano in divisa!

Loro gestiscono il personale addestrato e Certificato per la gestione, manovra e condotta delle lance di salvataggio; essi possono non essere Ufficiali, ma sono innanzitutto MARINAI (uomini di Mare, non alpinista) come il cuoco Vito Clemente ed il primo commissario di bordo Lorenzo Barabba, miei allievi, si sono prodigati nei soccorsi. Solo chi non conosce i meccanismi umani e d il caos delle masse di folla può scrivere o dire le stupidaggini che ho sentito e letto. Certo con calma si ristabilire un minimo di verità .  Le comunicazioni avrebbero potuto essere più tempestive.

Durante una emergenza, una notizia può scatenare il panico ed il caos; tuttavia ritengo che la gente debba essere informata, con cautela. Ma deve essere informata per evitare di perdere il rapporto di fiducia che scatena il disordine e l’anarchia. Vespa parlava di stipendi di 20.000 euro al mese!! Il comandante in seconda di quella nave guadagna meno di un terzo di quanto detto, stando perennemente lontano da casa. I sacrifici per arrivare a tali posizioni di prestigio; cominciano con lo studio in una delle poche scuole che ancora si salva in Italia; l’Istituto Tecnico Nautico; i due esami di stato successivi presso una Capitaneria di porto, le decine di corsi di Addestramento professionale.

Il Titanic
Quando affondò il Titanic, l’industria dei trasporti marittimi assunse una serie di misure tecniche di sicurezza. Sicuramente questo disastro provvederà a modificare alcuni aspetti organizzativi e maggiormente legati all’Errore Umano.

Le Soluzioni
Leggo di proposte di non far passare le navi dal Canal Grande; di proibire alcuni passaggi. Le navi, in Italia e nel mondo salgono nei fiumi, attraversano i laghi, passano le chiuse, tagliano gli Istmi e canali. Nel nord Europa, i traffici fluviali portano merci dai Porti del nord sino in Svizzera; dall’Austria sino alle foci del Danubio; sul Mississippi, da Baton Rouge e New Orleans sino al golfo del Messico. Fatevi consigliare, per cortesia.

I Numeri
Ogni giorno muoiono decine di persone per incidenti automobilistici; migliaia ogni anno, in Italia; quattro persone al giorno muoiono sul lavoro; oltre mille persone all’anno. Centinaia di milioni di persone ogni anno salgono su una nave; oggi piangiamo circa trenta morti. L’ultimo incidente marittimo è stato, credo, il Moby Prince, nella rada di Livorno, la sera del 10 aprile1991, dove persero la vita 141 persone.

Uno scandalismo volgare ha trascinato sulle prime pagine una mistificazione della verità  che mette in serio pericolo una industria che dà  lavoro a centinaia di migliaia di persone: Cantieri, agenzie, società, equipaggi, ristoratori, fornitori, manutentori, impiantisti e decine di altre categorie stanno subendo sulla propria pelle una pressione ingiusta e ingloriosa.

Capt. Simone Quaranta
Consulente alla Formazione Marittima ed Offshore
Accreditato Ministero Infr. Trasporti e Navigazione, e UK MCA Cost Guard

RELATED ARTICLES

Most Popular