PORTI DI VENEZIA E CHIOGGIA, IL COMITATO DI GESTIONE APPROVA L’AUMENTO DELLE TARIFFE PER I SERVIZI PORTUALI

Venezia- Nella riunione odierna del Comitato di Gestione, alla presenza del Commissario Straordinario dell’Autorità Cinzia Zincone, del Direttore Marittimo del Veneto pro tempore Piero Pellizzari, del Comandante del Porto di Chioggia Michele Messina, di Fabrizio Giri, in rappresentanza della Città Metropolitana di Venezia, e Maria Rosaria Anna Campitelli, in rappresentanza della Regione Veneto, sono stati illustrati gli esiti dei lavori della Commissione Consultiva di Venezia tenutasi ieri.

Nell’ambito dei pareri pronunciati dalla Commissione Consultiva, il Comitato ha espresso parere favorevole per l’aggiornamento della tariffa di cui all’ordinanza per la fornitura di lavoro portuale temporaneo ex art. 17 l. 84/94 del porto di Venezia e all’erogazione di misure di incentivazione al pensionamento di quattro lavoratori della società cooperativa Nuova Compagnia Lavoratori Portuali.

L’aggiornamento, nello specifico, prevede l’innalzamento delle tariffe per assicurare maggiore sostegno ai lavoratori portuali, nonché per fronteggiare il calo dei traffici marittimi connesso alla crisi economica globale dovuto alla pandemia in atto.

Il Comitato ha, inoltre, votato favorevolmente il rilascio alla società Magli dell’autorizzazione per la fornitura di servizi specialistici, complementari e accessori al ciclo delle operazioni portuali.

Porto di Brindisi: al via la fase di testing della direttrice di pista dell’aeroporto del Salento

Sta per essere eliminata definitivamente la storica interferenza tra le attività di porto ed aeroporto. Per lo scalo portuale si spalancano prospettive di crescita enormi.

Brindisi-Inizia oggi la fase di testing della direttrice pista 5/31, il cono di atterraggio che passa sul porto di Brindisi, dopo l’esecuzione dei lavori finalizzati alla modifica dell’inclinazione del sentiero di discesa.

L’aeroporto del Salento riapre con il nuovo assetto operativo che ha comportato l’arretramento della soglia pista di circa 200 metri e che consentirà al porto di Brindisi di operare con limiti di ingombro in altezza delle navi ben diversi da quelli che sino ad oggi hanno costretto lo scalo marittimo ad una operatività fortemente condizionata.

Una volta conclusa la fase di sperimentazione, l’Ente Nazionale Aviazione Civile (ENAC) approverà definitivamente la nuova carta ostacoli che sancirà una svolta epocale per il porto di Brindisi.

In particolare, presso le banchine di Punta delle Terrare saranno consentiti gli ormeggi e le partenze delle navi traghetto con ingombri in altezza sino a 50 metri, a fronte dei 36 metri attuali che impongono la necessità di ottenere l’emanazione di notam appositi per navi che superino tale altezza, come ad esempio le navi RO-RO tipo Eurocargo alte 41 metri e per le quali l’operatività è consentita, presso quegli ormeggi, solo in ore diurne.

Inoltre, grazie alla stretta sinergia tecnica tra AdSPMAM, ENAC, Aeroporti di Puglia ed ENAV, e l’impegno dei parlamentari del territorio, onorevoli Anna Macina e Mauro D’Attis, anche presso tutte le altre banchine del porto saranno rivisitati i limiti ad oggi vigenti e che, con l’approvazione definitiva della nuova carta ostacoli, consentiranno, ad esempio, l’ormeggio di grandi navi da crociera con altezza sino a 62 metri, rispetto agli attuali 48,9, senza necessità di richiedere ed ottenere uno specifico notam.

“Si apre oggi una nuova era per il porto di Brindisi, un risultato a cui l’Ente sta lavorando da oltre 2 lustri e che ha comportato un impegno di spesa di oltre 1,3 milioni di euro per compartecipare alle spese finalizzate all’adeguamento infrastrutturale dell’aeroporto- commenta il presidente di AdSPMAM Ugo Patroni Griffi. Una volta completata la sperimentazione e approvata la nuova carta ostacoli convocheremo, con tutti i soggetti interessati, una conferenza stampa.

Si sta per chiudere il capitolo della storica interferenza tra le attività portuali ed aeroportuali- conclude il Presidente- e si aprirà una nuova fase che spalancherà per il porto prospettive di crescita enormi che, se accompagnate dall’adeguata infrastrutturazione dello scalo prevista dai documenti di pianificazione e programmazione dell’Ente, comporterà ricadute importanti per tutto il territorio”.

Even Given ancora sotto sequestro

Suez. Dopo il disincaglio della portacontainer Ever Given nel Canal di Suez, il Tribunale egiziano di Ismailia, accogliendo il ricorso dell’Authority del Canale di Suez, aveva richiesto un risarcimento danni di 900 milioni di dollari e il sequestro della stessa nave. L’incaglio aveva portato la chiusura del canale per quasi una settimana e un forte sfasamento dei traffici marittimi tra Asia ed Europa, oltre alle difficoltà di gestione delle operazioni portuali in vari porti, Rotterdam, Singapore e anche Genova. La SCAuthority ha stimato le perdite in circa 15milioni di dollari di tasse di transito al giorno.


L’armatore giapponese della nave Even Given, Shoei Kisen Kaisha, secondo prassi marittima, aveva chiesto ai proprietari delle merci caricate sulla nave di contribuire a sostenere i costi d’indennizzo; questo era ed è possibile solo quando si tratta di carichi coperti da assicurazione. Per questo l’armatore aveva informato diversi proprietari di container presenti a bordo di assumersi una parte dei costi, stimati in circa 16 milioni di dollari.


Giorni addietro, l’Ammiraglio Osama Rabie, presidente della SCA, aveva dichiarato di aver ridotto la sua richiesta nei confronti dell’armatore a 600 milioni di dollari, dai 900 milioni di dollari iniziali; anche in considerazione delle ispezioni degli ingegneri del Registro di classificazione ABS, i quali avevano riscontrato danni limitati e che la nave poteva riprendere il suo viaggio.

Il Tribunale egiziano, durante il dibattimento, aveva ricevuto la dichiarazione degli UK P&I – assicuratori della nave – respingeva la valutazione dei 900 milioni di dollari per danni subiti dalla SCA, perché troppo aleatoria e non sostenibile, dimostrando che erano sufficienti 600 milioni di dollari (300 milioni per il salvataggio + 300 milioni per danno morale e di immagine). Intanto, il Tribunale egiziano ha respinto il dissequestro della nave. L’armatore giapponese, Shoei Kisen Kaisha, ha ora tempo fino al 20 maggio per appellarsi, mentre l’UK P&I Club continua a lavorare sul caso cercando una soluzione amichevole. Soluzione che si prospetta plausibile, viste le ultime dichiarazioni del presidente della SCA, sulla riduzione del 30% del risarcimento danni.


La nave Ever Given, del 2018 e con bandiera panamense, con una lunghezza complessiva di 399,94 metri, è una delle portacontainer più lunghe in servizio; una tale dimensione, unitamente a una larghezza di 58,8 metri e a un’altezza pari a 32,9 metri, le consente di avere una capacità di trasporto container pari a 20.124 Teu.

Abele Carruezzo

Foto cortesy Suez Canal Authority

SEAFUTURE & FONDI EUROPEI PER LA DIFESA

4 Maggio 2021 evento online


In attesa della settima edizione di SEAFUTURE, che si terrà alla Spezia dal 28 settembre al 1 ottobre 2021, Il 4 maggio si è svolto un evento online sulle tematiche relative ai Fondi Europei per la Difesa a cui hanno preso parte oltre 200 partecipanti, tra i quali rappresentanti delle Istituzioni, le più importanti aziende del settore e molte Piccole e medie imprese, i Centri di Ricerca e le Università.


L’European Defence Fund prevede un bilancio totale concordato di circa 8 miliardi di euro per il periodo 2021-2027. Circa un terzo finanzierà progetti di ricerca nel settore della difesa competitivi e collaborativi e due terzi integreranno gli investimenti degli Stati membri, cofinanziando i costi per lo sviluppo delle capacità di difesa dopo la fase di ricerca. Il regolamento EDF 21/27 è stato approvato il 28 aprile u.s. ed entrerà in vigore all’atto della pubblicazione nella gazzetta ufficiale Europea attesa il 12 maggio p.v. Il Work Programme è stato consegnato il 30 aprile ed il loro definitivo consolidamento è previsto entro la prima decade di giugno.


“L’industria della difesa è ben rappresentata in Liguria. Per la nostra regione è un settore che esprime l’eccellenza delle attività in innovazione tecnologica e ricerca, le competenze professionali e la sinergia tra università, enti di ricerca ed industria.

La nostra strategia è quella di creare tutte le condizioni per un rafforzamento della crescita industriale e di un’industria che sia sostenibile ed all’avanguardia” cosi apre la conferenza Andrea Benveduti, Assessore allo Sviluppo Economico della Regione Liguria
“Per poter competere sui mercati internazionali è fondamentale che la ricerca dell’innovazione sia continua e sistemica, per favorire la competitività delle aziende, sopratutto le Pmi, che possono e devono avere un ruolo cruciale nella crescita economica dell’Ue” con queste parole introduce la conferenza Cristiana Pagni, Presidente di IBG S.r.l., società organizzatrice di SEAFUTURE, sottolineando, inoltre, che “la capacità di innovarsi delle imprese dovrà essere supportata dal contesto normativo europeo e nazionale, attraverso programmi economici e politici adeguati.”


È Intervenuto in seguito l’Ammiraglio Dario Giacomin, Vice Segretario Generale del Segretariato Generale della Difesa-DNA, sostenendo come “Le opportunità dall’Unione Europea sono indispensabili da cogliere, da un lato perché dobbiamo essere protagonisti nella scena Europea, dall’altro è necessario all’UE che l’Italia partecipi attivamente ai progetti di questo tipo. Noi siamo, come Italia, uno dei paesi major dell’Ue, sia come dimensione complessiva che come dimensione industriale, anche per l’alto livello e la valenza della cultura nazionale e del livello tecnico scientifico, delle capacità di ricerca e di sviluppo”


All’evento sono successivamente intervenuti, la Dott.ssa Luisa Riccardi, Direttore V Reparto “Innovazione Tecnologica”, SGD-DNA, che ha inquadrato il tema relativo alla Ricerca Europea per la Difesa e il Gen. B. Fortunato di Marzio, Direttore III Reparto “Politica Industriale e Relazioni Internazionali”, SGD-DNA.


Hanno concluso, infine, la conferenza, il Dott. Alessandro Cignoni, Head of Unit PESCO, che ha spiegato il ruolo dell’Agenzia Europea della Difesa in ambito ricerca e sviluppo capacitivo per la Difesa e Ing. Marco Falzetti, Direttore APRE, il quale ha esposto il programma quadro Europeo di ricerca e innovazione 2021-2027: Horizon Europe.


Il successo dell’iniziativa ha confermato che sinergia, integrazione e cooperazione internazionale sono la chiave per la realizzazione di una strategia condivisa per l’innovazione tecnologica e la crescita economica.Partecipazione, capacità di resilienza e determinazione generano nuove opportunità per lo sviluppo globale. Gli organizzatori continueranno ad impegnarsi affinché l’edizione di SEAFUTURE 2021 rappresenti il punto d’incontro internazionale per tutti coloro che operano nel campo della difesa, l’hub del Mare Mediterraneo per la Blue Economy.


L’evento è stato organizzato da Enterprise Europe Network (Riviere di Liguria-Azienda Speciale CCIAA Riviere di Liguria, InHouse-Azienda Speciale CCIAA Genova e Regione Liguria) in collaborazione con il Segretariato Generale della Difesa-DNA e Seafuture.

Sostegni: Mura (Pd), ok indennità per portuali di Cagliari

“Non sarà ancora l’Agenzia dei lavoratori del transhipment, su cui avevamo lavorato, ma per tutto il 2021 i portuali di Cagliari beneficeranno di una indennità specifica consentendoci di lavorare su soluzioni più solide per il futuro che poggino su un rilancio del porto canale anche grazie alle risorse appositamente destinate dal Recovery.

È un risultato importante e molto atteso, frutto di un lavoro di squadra fra i parlamentari sardi che dovremo esser capaci di attivare più spesso”. Lo dichiara la presidente della commissione Lavoro della Camera Romina Mura (Pd), a seguito dell’approvazione al Senato dell’emendamento Cucca-Floris-Fenu al Dl Sostegni che contrasta la crisi, in particolare nella movimentazione dei container.


Per Mura che insieme a Frailis e Gavino Manca, aveva presentato un emendamento apposito già nella Legge di Bilancio 2020, “si tratta di un obiettivo raggiunto anche se intermedio rispetto a quello che concordato con sindacati e Autorità portuale. Ora massimo impegno sulla valorizzazione della Zona economica speciale e del ruolo strategico della piattaforma portuale di Cagliari”.

PORTO DI BRINDISI: “L’economia va in porto”

Mercoledì 12 maggio alle ore 11.00, nell’auditorium del Liceo Ettore Palumbo di Brindisi, via Achille Grandi, 17, si svolgerà un incontro dal titolo:

“L’economia va in porto”.

All’evento, organizzato dal Liceo Palumbo e dall’AdSP MAM nel pieno rispetto delle norme di sicurezza anti-Covid, relazionerà il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, Ugo Patroni Griffi, che si interfaccerà con una delegazione degli studenti.

Si parlerà del ruolo cruciale del porto di Brindisi nel tessuto economico territoriale e nazionale; dei progetti dell’Ente mirati ad indirizzarne lo sviluppo nei prossimi anni; delle prospettive di crescita; di blue-economy ed economia circolare; di ZES e Zona Franca Doganale .

Porterà i saluti la dirigente scolastica dell’Istituto, Maria Oliva.

Modererà l’incontro Massimiliano Oggiano, docente della Scuola.

L’evento sarà trasmesso in diretta sulle pagine Facebook di AdSP MAM e del Liceo Palumbo.

Inserimento del Porto di Brindisi nella lista dei Porti Core: Un’ennesima occasione da non perdere, ma da cogliere al volo

Un’opportunità strategica che non si ripeterà

Come noto, il porto di Brindisi, e quindi la sua città e la sua provincia, non furono inseriti nella precedente stesura del Regolamento UE 1315/2013 che istituisce la nuova mappa delle 9 Reti Transeuropee di trasporto (Reti TEN-T) con la rete centrale (comprehensive) e la rete principale (core). L’art. 20 comma 2 del Regolamento stabilisce che i porti da includere nella rete comprehensive dovranno avere la “disponibilità di combustibili puliti alternativi” e rispettare almeno uno dei seguenti criteri: 1. Appartenere ad un nodo urbano primario; 2. Avere un traffico complessivo di merci maggiore dell’1% del totale UE; 3. Ogni Regione deve avere almeno un porto core scelto come quello con traffico più elevato tra i facenti parte di una linea costiera continua.

Ebbene, la situazione attuale per l’Italia indica 14 porti core, i primi 11 comparivano già nella proposta della Commissione dell’ottobre 2011, Palermo fu aggiunto a dicembre dello stesso anno perché era stato escluso per errore tecnico. Cagliari ed Augusta, invece, furono inseriti durante l’iter di approvazione del Regolamento al Parlamento Europeo ed al Consiglio ed in ultimo, anche se risultano non superare la soglia di traffico identificata ma, utilizzando altri criteri sono stati inclusi: Napoli, Bari ed Ancona. E’ evidente che il porto di Brindisi pur avendo abbondantemente i requisiti previsti per Legge, non è stato inserito tra i porti core perché nessuno lo ha proposto.

Nel nuovo scenario per una mobilità sostenibile e intelligente, la Commissione Europea ha deciso di riconsiderare l’elenco dei Porti Core, avviando una consultazione pubblica presso tutte le parti interessate all’interno della Comunità Europea. La consultazione si materializza con la compilazione di un apposito questionario.

Il Propeller club Port of Brindisi, nella sua funzione propulsiva dello sviluppo del nostro Porto e, visto il rapporto di imprescindibile simbiosi, della città e della sua Provincia, si è fatto promotore in data 7 aprile u.s. di un webinar intitolato ” Brindisi, Porto Core”. Al webinar hanno preso parte, fra gli altri ,il Presidente della Regione Puglia, il Sindaco di Brindisi, il Presidente dell’Autorità Portuale oltre varie figure politiche di respiro Nazionale. In quel consesso fu da più parti sottolineata l’importanza assoluta dell’inserimento del Porto di Brindisi nella lista dei Porti Core.

Un’ennesima occasione da non perdere e da cogliere al volo! Immediatamente dopo il webinar, il club si è attivato al fine di promuovere la consultazione a tutti i soggetti interessati, locali e non. A tal proposito ci corre l’obbligo di sottolineare la collaborazione e ringraziare innanzitutto il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale dell’Adriatico Meridionale, prof. Ugo Patroni Griffi.

È doveroso altresì ringraziare per il contributo prestato, relativo alla consultazione pubblica, Confindustria Brindisi, Raccomar Puglia, Federspedi Puglia, Confetra Puglia, ENEL Logistic, l’Associazione Nazonale logistica dell’Intermodalità ALIS, il Distretto della Nautica di Diporto della Regione Puglia, il Consorzio Nazionale Avvistamento Navi e comunicazioni, alcuni servizi portuali e altri.

Brindisi oggi può cogliere, grazie alle Reti TEN-T, l’opportunità di assumere un ruolo strategico all’interno delle geometrie europee del trasporto, con enormi benefici in termini di crescita del reddito e dell’occupazione e con un notevole miglioramento anche sull’impatto ambientale, il termine perentorio della consultazione scade alla mezzanotte del 5 maggio p.v. e, mancando ancora poche ore, ci auguriamo vivamente che anche le amministrazioni comunali e provinciali, possano aderire a tale consultazione. Sarebbe molto grave ove ciò non avvenisse, visto che già la Regione Puglia non ha, purtroppo, ritenuto di richiedere che Brindisi venisse inserita nell’elenco dei Porti Core.

Il Presidente
Maria De Luca

in fotografia: nel riquadro a destra la mappa attuale e la nuova mappa delle TEN-T con tretteggiate in blu e rosso le due varianti ai corridoi mediterranei richieste dalle quattro regioni adriatiche attualmente escluse dal disegno europeo (Marche, Abruzzo, Molise, Puglia).

Il naviglio italiano va rinnovato

Roma. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, prima di partire per Bruxelles è stato rivisto, nell’ultimo Consiglio dei Ministri, in alcuni punti. Si ricorderà che la quota di risorse per il rinnovo della flotta italiana non era contemplata; ieri sera è giunta la nota del Ministro Giovannini per fare chiarezza sulle quote di risorse per il comparto dei trasporti e della logistica. Complessivamente sono 62 miliardi di euro gli interventi sulle infrastrutture, sulla mobilità e sulla logistica sostenibili approvati dal Consiglio dei Ministri.

Si legge nella nota: “Una cifra che fa emergere il ruolo centrale del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili (Mims) nell’attuazione di progetti determinanti per il rilancio del Paese, basato sulla sostenibilità economica, sociale e ambientale. Rispetto alle risorse previste a legislazione vigente per gli investimenti di competenza del Mims, il Pnrr aggiunge 47 miliardi di euro”. I progetti del Ministero si finanziano per 41 miliardi con le risorse europee del programma Next Generation Eu (40,7 miliardi) e con quelle del React Eu (313 milioni), cui si aggiungono risorse nazionali per quasi 21 miliardi di euro, di cui 10,6 miliardi dal Fondo complementare e 10,3 miliardi dallo scostamento di bilancio.

L’aumento il Ministero lo giustifica e chiarisce: “I fondi nazionali perseguono i medesimi obiettivi di quelli europei, ma in alcuni casi finanziano progetti relativi a un orizzonte temporale più lungo rispetto al termine del 2026 imposto dal Pnrr, come il completamento dell’Alta Velocità Salerno-Reggio Calabria”; ed ancora: “Il 56% delle risorse (34,7 miliardi di euro) è destinata a interventi nel Mezzogiorno, segno della volontà del Governo di avviare concretamente politiche per il superamento dei divari tra le diverse aree del Paese”.


Si parla di 8,4 miliardi di euro (settore del trasporto pubblico locale ‘green’ e trasporto rapido di massa) per il rinnovo dei treni, degli autobus, delle navi per la riduzione delle emissioni.


Per quanto riguarda gli investimenti per lo sviluppo dei porti, della logistica e dei trasporti marittimi abbiamo: nuova diga Porto di Genova (0,5 mld); ammodernamento del Porto di Trieste (0,4mld); elettrificazione delle banchine dei porti Ten-T (Piano nazionale del cold ironing 0,7mld); efficientamento energetico e gestione dei rifiuti nei porti (0,3mld); aumento della capacità portuale nei porti di Venezia, La Spezia, Napoli e Cagliari (0,2mld); infrastrutture per le Zes (0,6mld); ultimo e penultimo miglio ferro-strada porti di Venezia, Ancona, Civitavecchia, Napoli, Salerno (0,1mld); efficientamento energetico e ambientale nei porti dello Stretto di Messina (0,1mld); aumento accessibilità marittima nei porti di Vado Ligure, Ravenna, Civitavecchia, Napoli, Salerno,Taranto, Brindisi e Trapani (0,6mld); mobilità sostenibile per le piccole isole (0,04mld).


“Grazie all’adozione del decreto-legge relativo al fondo complementare”, sottolinea Giovannini, “sarà possibile cominciare ad impiegare le risorse nazionali già nei prossimi mesi, stimolando così la ripresa economica e occupazionale, che nei settori delle costruzioni e dei trasporti è già in atto, come mostrano gli ultimi dati Istat. Peraltro, questi interventi si affiancheranno a quelli derivanti dal commissariamento delle opere bloccate da anni deciso due settimane fa e dall’assegnazione agli enti territoriali dei fondi per la manutenzione delle strade provinciali e il potenziamento del trasporto pubblico locale, a conferma dell’impegno del Governo in questi primi due mesi di lavoro per la ripartenza dell’Italia”.

“Il Pnrr è solo l’inizio di un processo che prevede investimenti senza precedenti per la costruzione e la riqualificazione di infrastrutture, per la mobilità sostenibile, per rafforzare le imprese e migliorare la qualità del lavoro e della vita delle persone, tutelando gli ecosistemi terrestri e marini”- conclude la nota del Ministro Enrico Giovannini -.

Abele Carruezzo


Per altri approfondimenti si allega il documento del Mims.

L’ECSA accoglie con favore l’approvazione da parte del Parlamento europeo dell’accordo commerciale e di cooperazione UE-Regno Unito

Il 27 aprile, 660 eurodeputati hanno votato a favore dell’accordo di commercio e cooperazione UE-Regno Unito

Dopo il previo assenso delle commissioni per gli affari esteri e il commercio del PE, il 27 aprile il Parlamento europeo ha finalmente approvato l’accordo di commercio e cooperazione UE-Regno Unito con 660 voti a favore, a soli quattro giorni dalla fine del periodo di candidatura ad interim. L’accordo, che ora può entrare in vigore il 1 ° maggio, è già stato ratificato dal Regno Unito ed è applicabile in via provvisoria dal 1 ° gennaio 2021, dopo essere stato concordato dall’UE e dai negoziatori del Regno Unito il 24 dicembre 2020.

Il 1 ° gennaio 2021, il periodo di transizione è terminato dopo che il Regno Unito ha lasciato l’Unione europea il 31 gennaio 2020. Le sue relazioni commerciali con l’UE sono state temporaneamente disciplinate dall’accordo commerciale e di cooperazione (TCA) UE-Regno Unito, che istituisce un’area di libero scambio di beni e servizi paragonabile agli accordi commerciali che l’UE ha firmato con altri partner globali, come il Giappone.

L’accordo commerciale e di cooperazione UE-Regno Unito concluso tra l’UE e il Regno Unito stabilisce accordi preferenziali in settori vitali come il commercio di beni e servizi, l’economia digitale, i diritti di proprietà intellettuale, l’applicazione della legge e la cooperazione giudiziaria. Comprende anche disposizioni per garantire condizioni di parità.

Sebbene ciò non possa essere considerato equivalente alla situazione in passato, quando il Regno Unito era ancora un membro dell’UE, l’accordo di commercio e cooperazione va oltre le disposizioni di un grezzo accordo di libero scambio e ora fornisce una solida base per preservare la libertà commerciale, rispetto dei diritti umani fondamentali e cooperazione reciproca.

Avendo fortemente sostenuto una soluzione negoziata che consentisse il flusso continuo del commercio senza interruzioni, il Segretario generale dell’ECSA Martin Dorsman ha dichiarato:

“Accogliamo con favore la fine di un lungo periodo di incertezza sul rapporto tra l’UE e il Regno Unito e sottolineiamo il ruolo fondamentale svolto dall’industria marittima sia per l’economia dell’UE che per quella del Regno Unito. Il settore marittimo è cruciale per l’economia del Regno Unito e rappresenta il 76% del commercio estero dell’UE: salvaguardare i flussi commerciali tra l’UE e il Regno Unito è fondamentale per la ripresa dalla pandemia e le relazioni reciproche “.

English

European shipping welcomes the approval by the European Parliament of the EU-UK Trade and Cooperation Agreement

On April 27, 660 MEPs voted in favour of the EU-UK Trade and Cooperation agreement

After the prior assent of EP foreign affairs and trade committees, on April 27 the European Parliament has finally approved the EU-UK Trade and Cooperation agreement with 660 votes in favour, just four days ahead of the end of the ad-interim application period. The deal, which can now enter into force on May 1, has already been ratified by the UK and it is provisionally applicable since 1 January 2021, after having been agreed by the EU and the UK negotiators on December 24, 2020.

On January 1, 2021, the transition period came to an end after the UK left the European Union on January 31, 2020. Its trade relationship with the EU has been temporarily governed by the EU-UK Trade and Cooperation Agreement (TCA), which establishes a free-trade area in goods and services comparable to the trade deals the EU has signed with other global partners, such as Japan.

The EU-UK Trade and Cooperation Agreement concluded between the EU and the UK sets out preferential arrangements in vital areas such as trade in goods and in services, digital economy, intellectual property rights, law enforcement and judicial cooperation. It also includes provisions on ensuring a level playing field.

Although this cannot be considered to be equivalent to the situation in the past, when the UK was still an EU Member, the Trade and Cooperation Agreement goes beyond the provisions of a crude free trade agreement and now provides a solid basis for preserving trade freedom, respect of fundamental human rights and mutual cooperation.

Having strongly advocated for a negotiated settlement which allowed the continued seamless flow of trade, ECSA’s Secretary-General Martin Dorsman stated:

“We welcome the end of a long period of uncertainty on the relationship between the EU and the UK and we highlight the pivotal role played by the maritime industry for both the EU and the UK economy. The shipping sector is crucial for the UK economy and accounts for 76% of the EU’s external trade: safeguarding trade flows between the EU and the UK is key for the recovery from the pandemic and the mutual relationship.”

Approvata risoluzione per un trasporto marittimo più efficiente e più pulito

Bruxelles. Dal 26 al 29 aprile 2021, in seduta plenaria, il Parlamento Ue ha approvato la relazione sulle misure tecniche e operative per un trasporto marittimo più efficiente e più pulito, anche in rapporto alla proposta A9-0029/2021 della presidente commissione per i trasporti e turismo, Karima Delli (francese, membro del partito ecologista Europa Ecologia I Verdi, eurodeputata dal 2009 e presidente della commissione per i trasporti e il turismo del Parlamento europeo dal 2019).


La presente risoluzione intende proporre una tabella di marcia a livello dell’Ue che preveda misure concrete per limitare le emissioni del settore marittimo. Attraverso tale risoluzione si vuole dimostrare che il livello europeo è fondamentale per rendere più ecosostenibile questo settore, che troppo spesso è considerato prettamente internazionale.


Considerazioni. Il trasporto marittimo e i porti svolgono un ruolo fondamentale per l’economia dell’Unione, dal momento che quasi il 90 % degli scambi esterni di merci avviene via mare, e che svolgono un ruolo importante per il turismo; che il trasporto marittimo e i porti sono fondamentali per garantire la continuità delle catene di approvvigionamento, come dimostrato durante la pandemia di COVID-19; che il contributo economico complessivo del settore marittimo dell’Ue al PIL di quest’ultima era pari a 149 miliardi di euro nel 2018 e che detto settore assicura oltre due milioni di posti di lavoro; che nel 2018, in termini di impatto economico diretto, il settore del trasporto marittimo assicurava nell’Unione 685 mila posti di lavoro in mare e a terra; che il 40 % della flotta mondiale per stazza lorda è controllato dall’Unione europea;

considerando che il trasporto marittimo di merci e passeggeri è un fattore chiave per la coesione economica, sociale e territoriale dell’Ue, in particolare per quanto concerne la connettività e l’accessibilità delle regioni periferiche, insulari e ultraperiferiche; che a tale riguardo l’Ue dovrebbe investire nella competitività del settore marittimo e nella sua capacità di realizzare la transizione sostenibile; che il settore marittimo è regolamentato sia a livello dell’Ue che a livello internazionale e dipende ancora in misura considerevole dai combustibili fossili; che il sistema per il monitoraggio, la comunicazione e la verifica delle emissioni di CO2 generate dal trasporto marittimo è attualmente in fase di revisione, al fine di ridurre le emissioni di gas a effetto serra del trasporto marittimo nelle acque dell’Ue.

Deplora che sul mercato europeo esista una distorsione della concorrenza tra i combustibili fossili, che beneficiano di un trattamento fiscale più favorevole, e i combustibili alternativi puliti prodotti da fonti rinnovabili e pertanto si invita la Commissione a porre rimedio a tale situazione proponendo di ripristinare norme in materia di concorrenza leale, applicando al trasporto marittimo il principio “chi inquina paga” e incoraggiando e incentivando ulteriormente, anche attraverso esenzioni fiscali, l’utilizzo di alternative ai combustibili pesanti, le quali stanno riducendo sensibilmente l’impatto sul clima e sull’ambiente del settore marittimo.

Regimi d’incentivazione dell’energia pulita. Riconosce l’impatto dell’utilizzo dell’olio combustibile pesante; sottolinea la necessità di contrastare efficacemente le emissioni prodotte dai combustibili impiegati dalle navi e di ridurre gradualmente l’utilizzo dell’olio combustibile pesante nel settore del trasporto marittimo, non solo come combustibile in sé, ma anche come sostanza di miscelazione per i combustibili marini; rileva che è necessario garantire la neutralità tecnologica purché essa sia coerente con gli obiettivi dell’Ue in materia di ambiente; osserva che nel trasporto marittimo mancano criteri adeguati e armonizzati a livello dell’Ue sulla cessazione della qualifica di rifiuto; pone l’accento sulla necessità di evitare la rilocalizzazione delle emissioni di CO2 e di preservare la competitività del settore del trasporto marittimo europeo.


Porti e trasporto merci. La risoluzione chiede alla Commissione Ue di sostenere L’obiettivo dell’azzeramento dell’inquinamento delle banchine (per quanto concerne sia le emissioni di gas a effetto serra sia gli inquinanti atmosferici) e di favorire lo sviluppo e la diffusione di soluzioni multimodali pulite nei porti, che siano sostenute mediante un approccio per corridoi; invita la Commissione a intervenire nel disciplinare l’accesso ai porti europei delle navi più inquinanti sulla base della direttiva sul controllo da parte dello Stato di approdo, nonché a incentivare e sostenere l’utilizzo di energia da terra impiegando energia elettrica pulita o altre tecnologie di risparmio energetico aventi un impatto significativo in termini di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra e degli inquinanti atmosferici.

Promuovere il trasferimento modale verso il trasporto marittimo a corto raggio, nell’ambito del Green Deal; promuovere il trasporto ferroviario e il trasporto per vie navigabili interne, in quanto alternativa sostenibile al trasporto aereo e su strada di merci e passeggeri; per questi temi, il documento rileva l’importanza di rinnovare e ammodernare la flotta europea nell’ottica di promuovere la sua transizione verde e digitale e favorire la competitività del settore europeo delle tecnologie marittime.

Elaborare una chiara strategia per promuovere il trasporto marittimo ro-ro per le merci, in modo da ridurre la presenza di veicoli pesanti sulle strade; incoraggiare la Commissione a prendere provvedimenti più concreti per collegare la sua politica marittima all’obiettivo di evitare trasporti su strada a lungo raggio e dannosi per l’ambiente in tutto il continente, incoraggiando forniture più vicine ai mercati di destinazione attraverso porti più piccoli.

Ridare senso al concetto di autostrade del mare in quanto parte integrante della rete TEN-T, dal momento che esse sono essenziali per agevolare i collegamenti e i servizi a corto raggio quali alternative sostenibili al trasporto terrestre, nonché di facilitare la cooperazione tra i porti marittimi e il collegamento con l’entroterra semplificando i criteri di accesso, in particolare per i collegamenti tra i porti al di fuori della rete centrale, nonché assicurando un significativo sostegno finanziario ai collegamenti marittimi in quanto alternativa al trasporto terrestre e garantendo il loro collegamento alle reti ferroviarie.


Zone di controllo delle emissioni e IMO. In tema di Zone di controllo delle emissioni, la risoluzione del Parlamento europeo sottolinea l’urgente necessità, dal punto di vista sanitario e ambientale, di istituire una zona di controllo delle emissioni di ossidi di zolfo (SECA) che copra tutti i paesi del Mediterraneo e invita la Commissione e gli Stati membri a sostenere attivamente la presentazione di tale zona dinanzi all’IMO entro il 2022. L’istituzione di una zona di controllo delle emissioni non solo nel Mediterraneo, ma in tutti i mari europei, è una misura fondamentale per ridurre l’impatto del settore marittimo sulla salute dei cittadini e sulla biodiversità dei mari dell’Unione nonché per armonizzare i limiti delle emissioni di NOx e SOx in tutti i mari europei.


Navi e propulsione. Si invita la Commissione europea, gli armatori e gli operatori di navi a garantire l’attuazione di tutte le misure operative e tecniche disponibili per raggiungere l’efficienza energetica; si osserva che, nel settore marittimo, l’armatore della nave non coincide sempre con la persona o entità responsabile dell’esercizio commerciale della nave; pertanto che il principio ‘chi inquina paga’ dovrebbe applicarsi, ritenendola responsabile, alla parte responsabile dell’esercizio commerciale della nave, vale a dire l’entità commerciale che paga il carburante consumato dalla nave, ad esempio l’armatore, il gestore, il noleggiatore a tempo oppure il noleggiatore a scafo nudo.


Finanziamenti dell’Unione. Si invita la Commissione a sostenere, nell’ambito dei programmi di finanziamento europei, in particolare i programmi Orizzonte Europa e InvestEU, la ricerca su tecnologie e combustibili puliti e la loro diffusione; evidenzia il potenziale dell’elettricità da fonti rinnovabili supplementari, tra cui l’idrogeno verde, l’ammoniaca e la propulsione eolica; sottolinea, a tale riguardo, l’incidenza finanziaria della transizione verso combustibili alternativi puliti, tanto per l’industria navale quanto per la catena di approvvigionamento del combustibile terrestre e per i porti; ritiene che i porti rappresentino poli naturali per la produzione, lo stoccaggio, la distribuzione e il trasporto di combustibili alternativi puliti; chiede che nel quadro del programma Orizzonte Europa siano riproposti gli inviti a presentare progetti “Green Deal”, già indetti dalla Commissione nell’ambito di Orizzonte 2020, in particolare al fine di rendere più ecosostenibile il settore marittimo e sostenere la ricerca e l’innovazione nonché la diffusione di alternative ai combustibili pesanti, le quali stanno riducendo sensibilmente l’impatto sul clima e sull’ambiente del settore marittimo.


Controllo e attuazione. S’invita la Commissione a garantire la trasparenza e la disponibilità di informazioni in merito agli impatti ambientali e alle prestazioni energetiche delle navi, nonché a valutare l’istituzione di un sistema di etichettatura a livello europeo, in linea con le azioni
adottate a livello di IMO, che dovrebbe mirare a ridurre efficacemente le emissioni e assistere il settore fornendo un migliore accesso ai finanziamenti, ai prestiti e alle garanzie in base alle sue prestazioni in materia di emissioni, migliorando il monitoraggio delle emissioni, creando benefici attraverso la concessione di incentivi alle Autorità portuali ai fini della differenziazione dei diritti d’uso dell’infrastruttura portuale nonché aumentando l’attrattiva
del settore; sottolinea inoltre la necessità di un’ulteriore promozione, sviluppo e attuazione del regime “nave verde”, che dovrebbe tenere conto della riduzione delle emissioni, del trattamento dei rifiuti e dell’impatto ambientale, in particolare attraverso la condivisione
di esperienze e competenze.

Abele Carruezzo

IL NAUTILUS Anno 15 N°1

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato al sistema per ormeggio "briccole", e un focus sullo sviluppo metropolitano della città di Bari e delle sue infrastrutture portuali. Il Parlamento Europeo approva "L'European Green Deal" e poi un approfondimento sul lavoro nei porti ed uno sul valore delle merci.
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