martedì, Agosto 3, 2021
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Ucina: Albertoni conferma crisi anche nel settore nautico

«Il momento e sicuramente molto difficile in Italia, dove, dopo un estate funestata dal susseguirsi di annunci sulle modifiche alla manovra, il consumatore ha perso la fiducia». Il il presidente di Ucina, Anton Francesco Albertoni, ha commentato il momento che attraversa il settore a poche settimane dall’apertura a Genova del Salone Nautico Internazionale di Genova, al via dal primo al 9 ottobre.

«Se i risultati incoraggianti del primo trimestre 2011 avevano fatto sperare in una lieve ripresa – dice Albertoni nel corso di una lunga intervista all’agenzia Ansa – ora la situazione è cambiata e un comparto come quello della nautica, legato al tempo libero, non può non risentirne.

La situazione di instabilità creatasi con la crisi greca in maggio ha di nuovo paralizzato il mercato. Il nostro settore risente molto delle volatilità politiche e sociali. Purtroppo ora dobbiamo fare i conti con una situazione fortemente modificata, in particolare per quanto riguarda l’Italia. È un dato di fatto sconfortante ma reale».

Appena tornato da Cannes, dove si è concluso il primo dei saloni dell’autunno dedicati alla nautica, Albertoni precisa che anche lì la crisi si è fatta sentire: «I visitatori sono diminuiti del 15% rispetto all’anno scorso, ma l’aria che si respirava a Cannes era diversa: i francesi hanno la consapevolezza di aver fatto sacrifici, di aver stretto la cinghia, continuano a farlo, ma perlomeno hanno davanti una strada tracciata.

Noi italiani non l’abbiamo. La manovra, o meglio le manovre, con il susseguirsi di annunci, di modifiche, hanno leso la tradizionale capacità degli italiani di guardare il bicchiere mezzo pieno. Nel 2008 il mercato interno per la nautica rappresentava circa il 55-60%, oggi circa il 20%».

Il presidente di Ucina annuncia comunque per Genova un «salone straordinario» e si dice soddisfatto per la conferma da parte delle aziende del comparto che nella rassegna hanno investito anche quest’anno nonostante la congiuntura difficile.

Francesca Cuomo

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