Pirateria: diminuiscono gli incidenti

Londra. Nei primi nove mesi del 2021 si è registrato il numero più basso di attacchi di pirati dal 1994, secondo i dati del rapporto trimestrale sulla pirateria, recentemente pubblicato dall’International Maritime Bureau (IMB) della Camera di Commercio Internazionale (ICC).


Secondo questo rapporto, tra gennaio e settembre di quest’anno ci sono stati 97 incidenti: 85 navi sono state abbordate, una dirottata, due colpite da armi da fuoco e nove tentativi di attacco.

A livello globale, vi è stata un netto calo del numero di atti di pirateria, (solo 97 incidenti rispetto ai 132 dell’anno scorso) e nonostante questi buoni dati, la violenza di alcuni attentati rimane ancora motivo di preoccupazione per lo shipping internazionale.


A gennaio un marinaio è stato ucciso nel Golfo di Guinea, cui vanno aggiunti altri tre membri dell’equipaggio feriti, due aggrediti, cinque minacciati, otto presi in ostaggio e 51 rapiti nei primi nove mesi dell’anno.
Il rapporto IMB evidenzia il calo degli incidenti nel Golfo di Guinea, attualmente la zona più pericolosa del pianeta per le navi mercantili.

Infatti, in quest’area, nei primi nove mesi del 2021, è stato registrato ventotto episodi di pirateria e rapina a mano armata, rispetto ai quarantasei dello stesso periodo del 2020.

Al largo della costa nigeriana, questo calo è stato particolarmente notevole. Fino a settembre sono stati registrati solo quattro incidenti, rispetto ai 17 dello stesso periodo del 2020 o ai 41 del 2018.
Il rapporto IMB evidenzia anche i progressi compiuti nelle acque indonesiane, dove si è registrata una diminuzione del numero d’incidenti.
Il rapporto, poi, non riguardava solo il declino della pirateria, poiché evidenziava anche i segnali preoccupanti verificatesi nello Stretto di Singapore e le preoccupazioni che emergono al largo delle coste del Perù.


Quest’anno, con 20 incidenti, lo Stretto di Singapore è stato testimone del più alto numero di rapine a mano armata dal 1991. Sebbene gli incidenti siano stati furti di basso livello, come quelli del Perù (15 incidenti a Callao Anchorage), l’IMB ha avvertito che gli autori rappresentano una seria minaccia per le navi e la gente di mare.


Il rapporto conclude che non si può abbassare la guardia e che è necessario continuare gli sforzi per garantire la sicurezza dei marittimi. Gli Stati costieri dovranno aumentare i loro sforzi di coordinamento e sicurezza per migliorare ulteriormente la sicurezza e la protezione nelle regioni marittime più vulnerabili.


Abele Carruezzo