SNIM 2026, AL PRIMO FORUM DELLE IMPRESE NAUTICHE DEL MEZZOGIORNO L’IMPEGNO DEL GOVERNO: SUPERARE IL DPR 509 ENTRO LA PROSSIMA EDIZIONE

PRIMO FORUM DELLE IMPRESE NAUTICHE DEL MEZZOGIORNO

-Al Marina di Brindisi il primo Forum delle Imprese Nautiche del Mezzogiorno, dedicato al rafforzamento delle filiere, all’internazionalizzazione e alla formazione, con la partecipazione di istituzioni e rappresentanti del settore.

-Confindustria Nautica: nel 2025 fatturato record di 8,72 miliardi di euro per la nautica italiana, ma tra i cinque principali poli produttivi l’unico al Sud è Napoli. Cimmino (Confindustria): «Export da 4,4 miliardi, potenziale di ulteriori 953 milioni».

-Tra i partecipanti Barbara Cimmino, vicepresidente di Confindustria per l’Export e l’Attrazione degli Investimenti, Pierpaolo Ribuffo, capo del Dipartimento per le Politiche del Mare della Presidenza del Consiglio dei Ministri, e l’on. Gimmi Cangiano, presidente dell’Intergruppo Parlamentare per la Nautica. Al Forum anche un messaggio del Vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani.

Brindisi– Mettere in rete le imprese nautiche del Sud per rafforzarne la competitività sui mercati, l’accesso alle competenze e il dialogo con le istituzioni. È l’obiettivo del primo Forum delle Imprese Nautiche del Mezzogiorno, che si è svolto oggi al Marina di Brindisi nell’ambito dello SNIM – Salone Nautico di Puglia, in corso fino al 26 ottobre. Dal confronto tra imprese e istituzioni sono emerse le priorità per la crescita del comparto nel Mezzogiorno: rafforzare le filiere e accompagnare le aziende sui mercati internazionali, semplificare le procedure per la realizzazione e la manutenzione dei porti turistici, investire nella formazione e ridurre il divario di valore aggiunto con il resto del Paese.

Ad aprire i lavori sono stati Giuseppe Meo, presidente dello SNIM, Toni Matarrelli, presidente del Consiglio regionale della Puglia, Giuseppe Danese, presidente di Confindustria Brindisi, e Claudio Gorelli, presidente di Bocca di Puglia Spa.

Il quadro del comparto è stato tracciato da Tommaso Filì dell’Ufficio Studi di Confindustria Nautica, che ha presentato i dati de “La Nautica in Cifre – LOG 2025”, realizzato con Fondazione Edison e il Centro di ricerca IULM COMAR, e da Alessandro Battaglia, referente nazionale di CNA Nautica. Nel 2025 l’industria nautica italiana ha raggiunto il fatturato record di 8,72 miliardi di euro (+1,4%), con 32.420 addetti (+3%) e un contributo al PIL di 7,5 miliardi.

Oltre il 70% del fatturato è destinato ai mercati esteri: l’Italia è il secondo esportatore mondiale di imbarcazioni da diporto, con il 21,3% dell’export globale, il primo Paese per surplus commerciale del settore, con 4,4 miliardi di dollari, e il primo al mondo per ordini di superyacht, con 568 unità in costruzione. Cresce in modo significativo anche il comparto del refit, riparazione e rimessaggio (+14,6%), mentre la piccola nautica registra per il secondo anno consecutivo un calo di fatturato.

Dai dati emerge anche il ruolo ancora limitato del Mezzogiorno nella geografia produttiva della nautica: dei cinque principali poli territoriali della cantieristica, che concentrano l’89,2% del fatturato nazionale del settore, l’unico al Sud è la provincia di Napoli, con 55 imprese, 419 addetti e 115,7 milioni di euro di fatturato. Il Sud esprime invece una quota rilevante della ricettività: nelle regioni meridionali e insulari si trovano 459 delle 790 infrastrutture portuali per la nautica da diporto e circa il 47% dei posti barca del Paese, oltre 81 mila su 171.648.

Sui temi della rappresentanza, dell’internazionalizzazione e delle competenze sono intervenuti Marco Monsurrò, vicepresidente di Confindustria Nautica con delega allo Sviluppo del Mezzogiorno, Barbara Cimmino, vicepresidente di Confindustria per l’Export e l’Attrazione degli Investimenti, e Stefano Salvatore Cristaldi dell’Agenzia ICE.

Le politiche industriali e le strategie nazionali sono state al centro dell’ultima parte dei lavori, con Amerigo Splendori, direttore generale per i Servizi Territoriali del MIM, e l’on. Gimmi Cangiano, presidente dell’Intergruppo Parlamentare per la Nautica. Anche Pierpaolo Ribuffo, capo del Dipartimento per le Politiche del Mare della Presidenza del Consiglio dei Ministri è intervenuto sui temi all’ordine del giorno, evidenziando il peso crescente dell’economia del mare nel Mezzogiorno e annunciando l’impegno a semplificare le procedure per la portualità turistica, con l’obiettivo di superare il DPR 509 entro la prossima edizione dello SNIM. I lavori sono stati moderati da Maurizio Bulleri, giornalista e pilota.

«Il Sud, attraverso l’economia del mare, ha la possibilità di fare davvero la differenza. Oggi il settore genera nel Mezzogiorno 27 miliardi di euro di valore aggiunto, in crescita del 73% rispetto a sei anni fa, e conta circa 425 mila occupati, aumentati del 31%. L’Italia si è dotata di un Piano del Mare, giunto alla seconda edizione, e per la nautica da diporto sono stati compiuti importanti passi avanti grazie al decreto del MIT e alla legge sulla valorizzazione della risorsa mare. Restano tuttavia alcune priorità da affrontare, a partire dalla necessità di una disciplina più agile dei dragaggi, indispensabile per la realizzazione e la manutenzione dei porti, nel rispetto dell’ambiente. Un altro tema centrale è la semplificazione delle procedure per la portualità turistica, con particolare riferimento al DPR 509, che intendiamo superare prima della prossima edizione dello SNIM», ha affermato Pierpaolo Ribuffo, capo del Dipartimento per le Politiche del Mare della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

«La nautica rappresenta un’eccellenza del nostro sistema produttivo e un orgoglio nazionale, con l’Italia leader mondiale nella cantieristica. È un settore strategico per la nostra economia, al quale le istituzioni devono continuare a garantire il massimo sostegno. In questo percorso il Mezzogiorno può e deve svolgere un ruolo sempre più importante, attraverso un impegno condiviso tra Governo, enti locali e imprese per ridurre il divario ancora esistente in termini di valore aggiunto.

Fondamentale è anche il contributo della ZES Unica, tra i cui beneficiari è stata inserita l’industria nautica. Come Intergruppo Parlamentare per la Nautica vogliamo favorire il confronto tra istituzioni e operatori, raccogliere le esigenze dei territori e trasformarle in interventi concreti. Una priorità è inoltre la formazione, perché investire nelle competenze significa offrire alle nuove generazioni opportunità occupazionali solide e qualificate in un settore che continua a valorizzare il lavoro e le professionalità», ha dichiarato l’on. Gimmi Cangiano, presidente dell’Intergruppo Parlamentare per la Nautica.

«La nautica è una delle espressioni più complete del Made in Italy, capace di unire qualità manifatturiera, design e innovazione. Un settore che esporta 4,4 miliardi di euro e presenta un potenziale realizzabile di ulteriori 953 milioni. Il Mezzogiorno, con il suo patrimonio di cantieri, imprese e competenze, può svolgere un ruolo strategico in questa crescita. La sfida è rafforzare le filiere e accompagnare le imprese sui mercati internazionali, trasformando questo potenziale in investimenti, lavoro qualificato e opportunità per le nuove generazioni. Come Confindustria siamo impegnati a sostenere questo percorso, anche attraverso strumenti come ExPAnD, per un’internazionalizzazione sempre più strategica», ha dichiarato Barbara Cimmino, vicepresidente di Confindustria per l’Export e l’Attrazione degli Investimenti.