(screenshot, marinetraffic.com)
In questo periodo si parla spesso di AIS, soprattutto nelle zone geo-politiche di crisi e nei tratti di mare (Golfo Persico e Stretto di Hormuz) interessati dall’attacco US & Israel contro l’Iran.
Si parla anche di messaggi AIS falsi inviati da hacker per distogliere informazioni reali di petroliere in transito nel Golfo Persico; o di petroliere della flotta ombra al fine di non essere rintracciate e abbordate da Forze militari dei paesi che le hanno sanzionate.
L’AIS, Automatic Identification System
È un sistema di identificazione automatica – dispositivo radio – che usa due frequenze VHF (Very High Frequency, di solito 161,95 Mhz e 162,025 Mhz) per trasmettere e ricevere continuamente (in inglese: in broadcast) una serie di informazioni alle altre navi ed a terra con una portata in VHF pari a circa 20 miglia nautiche. Nei sistemi AIS più moderni vengono usate frequenze HF/MF quindi la portata aumenta fino a 200 miglia nautiche.
Il Cap.V della SOLAS (Safety Of Life At Sea), lo impone a tutte le navi maggiori per viaggi internazionali di 300 tonnellate di stazza lorda e a tutte le navi traghetto; navi con 500 tonnellate di stazza adibite per viaggi non internazionali e tutte le navi passeggeri che trasmettono, su VHF, informazioni in formato digitale che indicano chi sono, dove si trovano, che tipo di imbarcazione sono e informazioni utili come rotta, velocità e direzione.
Alcune legislazioni più restrittive lo impongono anche alle navi da diporto e ai pescherecci (U.S.A. – U.K. – Canada).
Può essere utilizzato anche “in passivo” cioè riceve senza trasmettere e “vede, senza essere visti”. Questa possibilità è consigliata in zone oggetto di pirateria, però le Agenzie di sicurezza marittima consigliano di interrompere le trasmissioni AIS per evitare l’identificazione della nave da parte dei pirati.
Il Sistema AIS viene interfacciato con l’ECDIS (Electronic Chart Display and Information Systems), ma soprattutto con il radar per velocizzare al massimo le procedure per evitare gli abbordi in mare (identificazione ed eventuale chiamata); questo avviene solitamente nella navigazione commerciale; ma il Sistema si sta diffondendo anche nella nautica sa diporto. L’AIS fa parte anche del Sistema Globale di Soccorso e Sicurezza in mare (GMDSS, Global Maritime Distress and Safety System).
Modalità di funzionamento
Il sistema risponde a tre modalità di funzionamento: – Automatico (self-reporting): le informazioni compaiono automaticamente sul monitor. – Assegnato (assigned): il messaggio compare sul monitor automaticamente solo se si verificano alcune condizioni predefinite: se una nave entra in una data zona, oppure se ha un CPA (Closed Point Approch) inferiore a quello limite impostato, oppure se riporta nel messaggio un allarme o una difficoltà (vincolata dalla propria immersione, difficoltà di manovra, se trasporta merci pericolose o altro)- Ad interrogazione (polling): il messaggio compare solo su richiesta.
L’AIS interagisce come ‘imput’
I dati dell’AIS devono essere visibili anche nel sistema integrato ECDIS-RADAR ARPA (Radio Detection And Ranging – Automatic Radar Plotting Aid) in modo da utilizzare tutte le informazioni coincidenti o no con i dati AIS (cioè che confermano o no i dati AIS)
Inoltre, i dati dell’AIS sono registrati in tempo reale dal VDR (Voyage Data Recorder) ed è possibile consultare i dati AIS passati.
Naturalmente, il sistema AIS non può sostituire il Radar e viceversa: perché alcuni bersagli rilevati al radar, non avendo il sistema AIS (es. barca a vela) o avendolo SPENTO, non sono visualizzati sull’ECDIS integrato con l’AIS. Ed anche perché alcuni bersagli sono rilevati dall’AIS perché ne riceve i dati in VHF, ma non rilevabili dal Radar (perché nascosti da isole o da insenature).
Dati riportati nel messaggio AIS
-Identificazione (Mobile Service Idenyify) e Numero IMO; – Nominativo: – Tipo di imbarcazione;- Destinazione; – Ultimo porto scalato; -Dimensioni.
-Per l’esercizio della nane dati navigazionali: – Posizione; – Rotta; – Velocità; – Stato di navigazione; – Pescaggio e tipologia del carico.
Tecnologia
L’AIS è formato da un ricetrasmettitore VHF collegato a un sistema di radio-posizionamento nautico o un ricevitore GPS (Global Positioning System), con altri sensori elettronici di navigazione, quali ad esempio una girobussola.
La trasmissione avviene su due canali (87B e 88B) della banda destinata alle trasmissioni radio fra mezzi navali. Le frequenze utilizzate sono: 161.975 Mhz e la 162.025 Mhz.
I dati vengono trasmessi periodicamente utilizzando degli algoritmi che consentono di evitare la collisione fra le trasmissioni delle varie unità.
Di recente, sono stati introdotti sul mercato i dispositivi AIS ‘Uomo in mare’ e almeno un produttore ne integra uno nei suoi giubbotti di salvataggio. Questi dispositivi hanno un vantaggio rispetto alle unità tradizionali dotate di trasmettitore satellitare (EPIRBS, Emergency Position Indicating Radio Beacon ) in quanto saranno visualizzati sui chart-plotter delle imbarcazioni adiacenti, mentre l’EPIRB allerterà solo le Autorità Marittime di terra preposte alla ricerca e al soccorso (Search and Rescue).
Simbologia AIS
I simboli hanno ‘forma’ diversa:

Nave ferma

Nave in movimento
‘colore’ differente:


verde, la nave non ha alcun problema

colore giallo. La nave trasporta merci pericolose; quando tale simbolo appare per la prima volta sul monitor AIS, emette un segnale sonoro.

colore rosso. La nave ha un allarme in atto. Quando appare per la prima volta, viene emesso un segnale sonoro. L’Autorità Marittima ha l’obbligo di contattare la nave.

colore rosso lampeggiante. Allarme sonoro continuo. La nave ha spento l’AIS oppure ha ricevuto un allarme e l’Autorità Marittima ha l’obbligo di contattare la bave per chiarimenti dovuti.
Abele Carruezzo


