Meta, cavo sottomarino transoceanico collegherà Stati Uniti e Francia

Project Petal

(Project Petal; foto courtesy Meta)

Un cavo sottomarino lungo 7.000 km con fibre multi-core per il trasporto di informazioni e dati; l’AI ridisegna la fibra di Internet

Menlo Park, California. Se il settore del trasporto marittimo di merci risente della crisi geopolitica e con il blocco degli Stretti Hormuz e Bab el-Mandeb, il trasporto di dati risulta fiorente, grazie all’uso di cavi sottomarini che raddoppiano la capacità di trasporto rispetto ai cavi transoceanici più avanzati di oggi.

I cavi sistemati sul fondo degli oceani sono – oggi – strutture portanti per l’asset fisica di Internet. Il 99% circa del traffico dati intercontinentale passa attraverso queste connessioni in fibra ottica, comprese chiamate, messaggi, video e gran parte dei servizi cloud utilizzati ogni giorno.

Meta sta investendo miliardi di dollari in tecnologie di trasmissione avanzate, con particolare attenzione alla resilienza e alla sicurezza. Il progetto grande prevede: – Tre nuovi corridoi oceanici per il traffico dati, ottimizzati per la velocità e l’efficienza. – Posizionamento dei cavi a 7.000 metri di profondità, riducendo i rischi di danneggiamento. – Tecnologie di protezione avanzate nelle aree costiere, per prevenire rotture causate da àncore o movimenti tettonici.

Meta ha annunciato piani per sviluppare il Progetto Petal, un cavo sottomarino transoceanico che collegherebbe Stati Uniti e Francia su circa 7.000 chilometri. Si prevede che l’infrastruttura entrerà in servizio nel 2029.

Petal è il primo cavo sottomarino al mondo a capacità “petabit” su scala oceanica. Meta lo presenta come un’infrastruttura di nuova generazione per sostenere traffico Internet, servizi cloud e applicazioni di intelligenza artificiale. 1 Petabit (Pbps) equivale ad 1.000 Terabits (Tbps).

L’innovazione del cavo Petal di Meta consiste nel raddoppiare la capacità senza raddoppiare il numero di fibre, grazie alla multi‑core fiber (a due core); cioè ogni fibra contiene due nuclei ottici indipendenti, portando un sistema da 24 coppie di fibre a offrire una capacità equivalente a 48 coppie tradizionali. Si tratta di fornire un petabit al secondo di capacità, mentre i sistemi tradizionali trasportano dati in terabit al secondo.

Questo volume di trasporto-dati rappresenta la capacità di rete necessaria per permettere al 75% della popolazione mondiale di trasmettere musica contemporaneamente, secondo l’azienda, e soprattutto senza un aumento proporzionale di energia o infrastruttura fisica.

Per sviluppare il cavo, Meta sta collaborando con NEC e Sumitomo Electric Industries, con la società di telecomunicazioni Orange che sostiene i piani per far atterrare il sistema sulla costa atlantica della Francia. Nei prossimi tre anni Meta e i partner dovranno industrializzare non soltanto la fibra, ma cavi, repeater, connettori, te terminal e procedure di installazione capaci di sopravvivere per decenni in ambiente oceanico.

L’iniziativa amplia il portafoglio dell’azienda con oltre 20 progetti sottomarini internazionali, che include anche il Project Waterworth e si estende per centinaia di migliaia di chilometri in tutto il mondo.

La corsa all’intelligenza artificiale sta modificando una realtà molto meno virtuale del software: pensare un attimo a dislocare un container ‘virtuale’ da un porto ad un altro e per costruire servizi apparentemente immateriali, Big Tech deve possedere sempre più silicio, acqua, energia e vetro.

Abele Carruezzo