Un confronto sugli scenari pianificatori per integrare le esigenze delle autorità di controllo nella pianificazione e nei futuri atti concessori, con l’obiettivo di coniugare sicurezza delle merci ed efficienza delle operazioni portuali
Genova– Prevedere spazi adeguati per le attività di controllo e valorizzare la collaborazione tra Autorità di Sistema Portuale e amministrazioni competenti per rendere più efficienti le operazioni portuali e rafforzare la tutela dell’interesse pubblico. Sono questi i temi principali del confronto che si è svolto oggi tra l’AdSP del Mar Ligure Occidentale, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, la Guardia di Finanza e la Polizia di Frontiera di Genova e Savona, nell’ambito del percorso di approfondimento degli scenari del nuovo Piano Regolatore Portuale.
Nel corso dell’incontro, il Segretario Generale Tito Vespasiani ha illustrato il percorso di adozione dei nuovi Piani Regolatori Portuali, a partire dal Documento di Pianificazione Strategica di Sistema (DPSS), e le ipotesi di sviluppo dei porti di Genova, Pra’, Savona e Vado Ligure. Il confronto ha consentito di raccogliere le esigenze delle amministrazioni preposte ai controlli e di individuare alcuni ambiti da approfondire nelle successive fasi di pianificazione e attuazione.
Tra i temi emersi, la possibilità di introdurre nel nuovo PRP un principio generale sulla disponibilità di aree adeguate alle verifiche doganali e di sicurezza, da tradurre successivamente in indicazioni specifiche negli atti concessori. Le amministrazioni hanno evidenziato la necessità di spazi attrezzati per i controlli, in particolare per i traffici Ro-Ro e passeggeri, e l’opportunità di valutare una struttura centrale di servizi condivisa per coordinare le diverse attività di verifica, comprese quelle doganali e sanitarie.
È stata inoltre segnalata l’esigenza di individuare aree idonee ai controlli su particolari tipologie di merci, tra cui rifiuti, contenitori IMO e prodotti pericolosi.
La disponibilità di spazi appropriati è una condizione essenziale per consentire alle amministrazioni competenti di svolgere efficacemente le proprie funzioni e, al tempo stesso, evitare che l’assenza di strutture adeguate possa rallentare la movimentazione delle merci. L’efficacia dei controlli rappresenta infatti un elemento qualificante dell’organizzazione portuale: tutela la salute e la sicurezza dei cittadini, garantisce il rispetto delle regole e contribuisce a rendere più fluido il percorso delle merci attraverso lo scalo.
La possibilità di inserire questo principio nella pianificazione e di declinarlo negli atti concessori discendenti, costituisce un elemento innovativo nell’impostazione del nuovo PRP.
Nel corso dell’incontro è stata inoltre illustrata l’evoluzione del Port Community System (PCS), il sistema digitale di gestione dei flussi informativi portuali, il cui utilizzo è stato uniformato a tutti e quattro gli scali del sistema nel marzo 2026. L’integrazione dei sistemi informatici sotto un’unica gestione, iniziativa che ha raccolto l’apprezzamento dei presenti, consente di superare la precedente separazione tra Genova e Savona-Vado e punta a rendere più omogenee le procedure, anche in relazione alla digitalizzazione dei varchi. Tra gli aspetti da approfondire figura anche l’eventuale impiego di strumenti di controllo, come scanner e portali, in ambito ferroviario.
Il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale, Matteo Paroli, ha dichiarato: «Il nuovo Piano Regolatore Portuale deve tradurre le esigenze di sviluppo dei nostri scali in un’organizzazione più efficiente delle attività e dei servizi. L’incontro con Dogane e forze di polizia ha evidenziato la necessità di considerare fin dalla pianificazione spazi adeguati per i controlli doganali, sanitari e di sicurezza, demandandone la concreta applicazione ai successivi atti concessori, valutando anche soluzioni condivise che consentano alle amministrazioni di svolgere le proprie funzioni senza rallentamenti evitabili nelle operazioni portuali. I controlli sono una componente essenziale della competitività: garantiscono il rispetto delle norme, tutelano i consumatori e assicurano condizioni di accesso al mercato corrette. È questo il senso del confronto avviato: integrare le esigenze delle amministrazioni nella pianificazione, affinché sicurezza, regolarità dei traffici ed efficienza operativa trovino riscontro nell’organizzazione quotidiana dei porti».








