(File:Roggenplaat-Eastern-Scheldt-Zeeland-2020; courtesy – Luka-Peternel.jpg https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/)
Tutto è possibile: tre milioni di metri cubi di sabbia saranno disposti su 261 ettari dell’ex estuario nella Eastern Scheldt, nei Paesi Bassi
Amsterdam. Si tratta di un importante progetto di rifornimento di sabbia volto a contrastare l’erosione e preservare preziosi habitat intertidali per almeno 25 anni.
Con un piccolo conto, 3 milioni m³ di sabbia corrispondono, con densità tipica di 1,5 t/m³, a circa 4 500 tonnellate di materiale, sufficienti per coprire 261 ha con uno spessore medio di circa 1,15 m.
La Eastern Scheldt è un ex estuario nella provincia di Zelanda, Paesi Bassi, situato tra Schouwen-Duiveland e Tholen a nord e Noord-Beveland e Zuid-Beveland a sud. Ospita anche il più grande parco nazionale dei Paesi Bassi, fondato nel 2002.
Ora, quando si parla di “zona interditale”, si intende un ecosistema che si trova sulle coste marine, dove una moltitudine di organismi che vivono sulla riva sopravvive a variazioni tra alte e basse maree; ospita molti esseri viventi ed è anche un importante punto di alimentazione sia per uccelli residenti che migratori. Questo ecosistema offre anche protezione dall’erosione e impedisce alle onde di tempesta di raggiungere gli edifici lungo la riva.
Il progetto
Gli impianti copriranno parti del Galgeplaat e dello Slikken van den Dortsman, due delle più grandi distese e fanghi dell’Oosterschelde. Insieme, si estendono su più di 2.100 ettari.
Il posizionamento della sabbia è previsto da ottobre 2026 a marzo 2027, sollevando aree selezionate affinché rimangano esposte più a lungo durante il ciclo di marea.
La Royal Boskalis B.V. (Boskalis) – società di ingegneria civile marittima – eseguirà i lavori, utilizzando sabbia dragata da un canale di navigazione nell’Eastern Scheldt.
Il piano progettuale approvato combina la manutenzione del canale di navigazione con il restauro dell’habitat, dando al materiale dragato un secondo scopo e supportando la conservazione a lungo termine delle pianure tidali.
La piana tidale o piana di marea è un’area, alternativamente sommersa ed emersa, modellata dal flusso e riflusso delle maree; si sviluppa lungo coste basse e a debole inclinazione, con alta escursione mareografica, in cui l’innalzamento e l’abbassamento del livello marino provoca cicliche sommersioni ed esposizioni di ampie superfici.
L’intervento ingegneristico affronta l”assenza di sabbia’, dove i sedimenti si spostano dalle pianure di marea poco profonde verso le parti più profonde dell’estuario senza essere sostituiti.
Valutazioni del Consiglio Idrico olandese
Dalla costruzione della barriera contro le mareggiate dell’Oosterscheldekering, Oesterdam e Philipsdam, le zone dell’estuario si sono progressivamente ridotte.
Il Consiglio Idrico olandese – con la Direzione e la gestione delle Acque, Rijkswaterstaat – afferma che le pianure e le palude fangose della Eastern Scheldt sono sotto pressione a causa della cosiddetta assenza di sabbia: “Dalla costruzione dell’Oosterscheldekering, dell’Oesterdam e della Philipsdam, le placche sono diventate sempre più piccole. La sabbia scompare nelle parti più profonde della Eastern Scheldt, mentre non viene fornita abbastanza sabbia nuova alle placche”.
“Senza misure – aggiunge il Consiglio delle Acque olandese – importanti aree di riposo e foraggio per uccelli e foche scompariranno gradualmente sott’acqua. Con il rifornimento di sabbia, parti della Galgeplaat e della Slikken van den Dortsman possono prosciugarsi più a lungo”.
L’esperienza pratica
Il progetto ingegneristico si ispirerà a un precedente rifornimento di sabbia a Roggenplaat, sempre nella Eastern Scheldt. La valutazione di quel progetto ha fornito esperienza pratica nella distribuzione della sabbia utilizzando macchinari e nell’applicazione di misure per accelerare il recupero della vita sul fondale marino.
L’esperienza passata – tutta olandese – e gli ultimi risultati guideranno i nuovi lavori, aiutando a stabilire la collocazione dei sedimenti e il recupero delle aree colpite.
L’obiettivo è mantenere la funzione ecologica delle pianure di marea affrontando al contempo lo squilibrio sottostante nell’apporto di sedimenti.
Il progetto è realizzato da Rijkswaterstaat, Direzione Generale del Ministero delle Infrastrutture e della Gestione delle Acque dei Paesi Bassi, dalla Provincia di Zelanda e dall’Organizzazione per la Conservazione della Natura Natuurmonumenten. Fa parte dell’Approccio Programmatico alle Grandi Acque, un’iniziativa nazionale volta a sviluppare ecosistemi resilienti nelle principali acque dei Paesi Bassi.
L’olandese Boskalis è un importante fornitore globale di servizi che opera nei settori del dragaggio, delle infrastrutture marittime e dei servizi marittimi. L’azienda offre soluzioni creative e innovative a tutto tondo alle sfide infrastrutturali nelle regioni marittime, costiere e deltaniche del mondo. Fra gli ultimi suoi progetti vi è una nave posa-cavi ad altas capacità. (Art. 22. 05.2026, Transizione Energetica: L’olandese Boskalis investe in una nave posa cavi ad alta capacità – il nautilus).
Abele Carruezzo
(Stelle marine e bivalvi si aggrappano a una roccia durante la bassa marea sulla spiaggia Shi Shi Beach, Parco Nazionale Olimpico; foto courtesy National Geographic Society)









