domenica, Dicembre 5, 2021
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Ionian Spirit: risolta l’emergenza umanitaria, resta la nave in porto a Brindisi

Questa sera, con il rientro in Montenegro del comandante Velimir Hadzic, si è conclusa la vicenda della motonave Ionian Spirit nel porto di Brindisi, almeno dal punto di vista umanitario. Fermo in banchina da 29 settembre 2012, sul traghetto che collegava con Valona sono rimasti bloccati i 25 marittimi che costituivano l’equipaggio.

Ognuno di loro reclamava dall’armatore greco della Agoudimos Lines diverse mensilità non pagate al punto che, proprio un anno fa, l’equipaggio decise di restare a bordo fino al pagamento dei 50mila euro totali. In questi mesi, alcuni di loro hanno lasciato la nave per tornare in patria o per lavorare altrove mentre un gruppo ha atteso di fare causa all’armatore.

Il tribunale di Brindisi, infatti, ha sequestrato la nave come garanzia di pagamento dei debiti per i primi creditori privilegiati che sono proprio i marittimi. “Ho vissuto un anno di agonia – ha raccontato con grande commozione Velimir Hadzic, comandante della nave che, per ultimo, ha lasciato la nave oggi – e finalmente posso tornare nel mio Paese con dignità”. Grazie ad una colletta, infatti, è stato raccolto il denaro per consentigli di rientrare.
“La soluzione del problema – ha spiegato il comandante della Capitaneria di porto Giuseppe Minotauro – è stata possibile anche grazie al contributo del Comitato territoriale del Welfare del mare. In questi mesi, ed in particolare da dicembre, abbiamo dovuto affrontare un’emergenza vera”. A bordo, infatti, mancavano cibo, medicine, acqua, elettricità. La “gente del porto”, come l’ha definita Minotauro, ha assicurato viveri ma anche un generatore ed il carburante per alimentarlo.

Ora, però, resta il problema della nave: messa in vendita, dovrà comunque essere svuotata delle 60 tonnellate di liquidi accumulati in questi mesi. Per farlo l’Autorità portuale si è detta disposta ad anticipare le somme necessarie a pagare la ditta ma prima il tribunale dovrà autorizzare le operazioni. Il custode giudiziario, l’agente marittimo Franco Aversa che in quest’anno non ha mai fatto mancare il suo contributo all’equipaggio, ha già avviato la procedura per ottenere questo permesso.

 

Francesca Cuomo
Foto: Vincenzo Tasco

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