OFFSHORE WIND REVOLUTION CHIUDE CON OLTRE 250 PARTECIPANTI, UN SUCCESSO L’EDIZIONE A TARANTO

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L’evento ha messo in rete istituzioni, imprese, porti, ricerca e territori, dimostrando che la sfida della transizione energetica può trasformarsi in un’occasione concreta di sviluppo industriale

Si è conclusa con successo la tre giorni di Offshore Wind Revolution (7-9 ottobre), l’evento di riferimento per lo sviluppo dell’eolico offshore nel Mediterraneo organizzato da Magellan Circle e dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio – Porto di Taranto con il patrocinio della Regione Puglia e del Comune di Taranto.

Questa terza edizione, la prima a Taranto, si è confermata come un fondamentale momento di confronto e networking per l’intera filiera industriale, portuale e istituzionale: 250 partecipanti, 28 partner & sponsor, 41 speaker, 2 missioni internazionali (Regione Occitanie e Paesi Bassi), 3 working group tematici, un workshop sulla comunicazione del settore e 7 sessioni di conferenza.

All’apertura della main conference, il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi, ha ribadito l’impegno del governo sullo sviluppo dell’eolico offshore dichiarando di voler costruire una filiera industriale per il Mediterraneo. Però la revisione del decreto Fer2, necessario per dare il via alle aste, slitta ancora a fine 2026, per questo tra gli operatori resta la preoccupazione di perdere un treno importante anche alla luce di ciò che sta succedendo negli altri Paesi: la Francia ha iniziato con tre progetti pilota testando sul territorio l’impatto positivo degli impianti e ha fatto così partire la filiera. Il governo francese ha investito 500 milioni, la Spagna ne ha messi sul piatto 212 e pur partendo un anno in ritardo rispetto all’Italia, nel dicembre 2026 partirà la prima asta. In Italia gli investimenti sui porti di Augusta e Taranto, scelti come hub dell’eolico offshore, 78 milioni, sono stati dimezzati nel 2026.

L’importanza strategica e le ricadute economiche del settore per Taranto sono state evidenziate dai dati presentati da Patrick Walison (Haskoning), che ha illustrato l’impatto potenziale dello sviluppo dell’offshore wind sul territorio: i benefici vanno oltre la costruzione delle infrastrutture: la partecipazione alla filiera offshore wind può generare un impatto stimato di circa 3.037 dipendenti a tempo pieno e 215 milioni di euro di Pil all’anno, oltre a un’occupazione ricorrente nelle attività di esercizio e manutenzione per circa 25 anni.

“Si è conclusa con grande successo la terza edizione di Offshore Wind Revolution – ha dichiarato il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, Giovanni Gugliotti – la prima ospitata a Taranto: tre giornate che hanno confermato la capacità della nostra città e del nostro porto di essere un punto di riferimento internazionale per l’eolico offshore nel Mediterraneo. L’evento ha messo in rete istituzioni, imprese, porti, ricerca e territori, dimostrando che la sfida della transizione energetica può trasformarsi in un’occasione concreta di sviluppo industriale, occupazione e innovazione per Taranto e per tutto il Mezzogiorno.

Il Porto di Taranto è pronto a svolgere un ruolo centrale in questa filiera, come piattaforma per l’assemblaggio, la logistica, la manutenzione e i servizi energetici. Per trasformare questa opportunità in risultati, però, servono certezze, risorse adeguate e tempi certi: l’hub eolico tarantino non può più attendere. L’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio continuerà a lavorare, insieme a Governo, Regione Puglia, Comune di Taranto e tutti i partner del settore, affinché la rivoluzione del vento abbia davvero il suo cuore a Taranto.”

Perché oggi i porti hanno un ruolo a 360 gradi: assemblaggio, manutenzione e logistica oltre a essere hub energetici a tutti gli effetti come ha dimostrato l’esperienza di Eemshaven nei Paesi Bassi raccontata da Erik Bertholet (Groningen Seaports): 24 progetti di eolico offshore terminati e 2 in corso, 1.577 turbine eoliche collegate e una capacità installata di 11,9 GW.

Nelle conferenze si è discusso del ruolo chiave di Taranto e del Mezzogiorno, della necessità di raccordo istituzionale tra Mit e Mase, ma si sono anche confrontate le dinamiche di mercato del Nord e Sud Europa, le strategie di attrazione dei finanziamenti, con le possibilità di supporto della Banca Europea per gli Investimenti.

L’esperienza della Regione Occitanie (Francia) con il distretto Wind’Occ ha dimostrato come la pianificazione industriale di lungo periodo sia una visione vincente.

Oggi la tecnologia è matura e chi propone un progetto per il finanziamento deve saper dire chiaramente come funzionerà, chi si assumerà il rischio e quali impatti avrà.

Gli operatori dell’eolico offshore hanno anche fatto autocritica: sono necessari nuovi paradigmi di comunicazione per raccontare i progetti al territorio: occorre superare i tecnicismi e dei dati di potenza, ma passare all’ascolto, a un tipo di narrazione che trasmetta passione, emozioni, ma anche essere trasparenti sugli impatti degli impianti.

Non è un caso che proprio a Offshore Wind Revolution si sia svolto un primo meeting tra alcuni porti del Mediterraneo che hanno l’obiettivo di confrontarsi su queste tematiche e fare rete per supportare lo sviluppo del settore anche nell’Europa del Sud.

Il valore aggiunto di #OWR2026: networking e working group

Il vero valore aggiunto della formula di Offshore Wind Revolution è stata nella prima parte dell’evento dedicata al networking, ai tavoli di lavoro operativi e alle esperienze riservate a sponsor, partner e alle aziende pugliesi selezionate da un bando della Regione Puglia.

Il 7 ottobre la visita riservata a 45 persone allo stabilimento Vestas, che produce pale offshore V236, strutture colossali lunghe 116 metri, destinate ai parchi eolici del Nord Europa e di tutto il mondo, ha lasciato a bocca aperta tutti i partecipanti. Vestas in poco tempo ha aumentato la forza lavoro da 700 a 2500 persone assumendo giovani del posto: l’età media tra uomini e donne è sotto i trent’anni. Per realizzare una pala occorrono circa 80 ore di lavoro e Vestas può produrne fino a 7 a settimana.

L’OWR Experience è proseguita con un’escursione sui catamarani della Jonian Dolphin Conservation per vedere dal mare Beleolico, l’impianto attivo nel porto di Taranto. Paolo Sammartino di Renexia Spa ha raccontato le peculiarità ingegneristiche dell’impianto, progettato senza il tradizionale pezzo di transizione montando le torri direttamente sui monopali. Inoltre una delle pale di ogni turbina è stata dipinta di nero per evitare le collisioni con gli uccelli.

Nella sede della Jonian Dolphin Conservation, nel rinnovato Palazzo Amati, i partecipanti hanno potuto vedere la control room dove vengono monitorate le aree sottomarine mostrando come l’impianto eolico non disturbi la vita di pesci e cetacei. I gruppi di lavoro hanno ragionato e sviluppato la “Cassetta degli attrezzi per la comunicazione dell’eolico offshore”.

Nella mattina dell’8 ottobre il format dei working group ha concentrato la discussione su come accelerare lo sviluppo del settore: si individuano le migliori pratiche, le sfide, le soluzioni concrete per ogni tema: porti, mercato italiano, tecnologia e ricerca.

Appuntamento alla prossima edizione

Alexio Picco, presidente di Magellan Circle, ha dichiarato: “Ci portiamo a casa tre giorni in cui le discussioni sono state concrete e aperte: la filiera dell’eolico offshore nel Mediterraneo necessita di regole chiare, competenze qualificate, porti adeguati e una più solida collaborazione tra attori pubblici e privati. Gli spunti emersi contribuiranno a definire le prossime fasi della conferenza. Un messaggio, in particolare, è emerso con chiarezza: l’eolico offshore si sviluppa quando tecnologia, territori e persone procedono nella stessa direzione”.

Il prossimo appuntamento del team di Offshore Wind Revolution sarà a KEY – The Energy Transition Expo, la principale fiera italiana ed europea dedicata alla transizione energetica, alle energie rinnovabili e alla mobilità sostenibile, organizzata da Italian Exhibition Group (IEG) alla Fiera di Rimini. Appuntamento dal 10 al 12 marzo 2027.

I partner del progetto:

Nello Steering Committee del progetto: Enrico Carloni (Embassy of Denmark in Italy); Mattia Cecchinato (WindEurope); Alessandro Corsini (Owemes); Giovanni Gugliotti (Adsp del Mar Ionio – Porto di Taranto), Fulvio Mamone Capria (Aero); Mauro Migliavacca (Innovation Norway), Alexio Picco (Magellan Circle); Luigi Severini (Nicetechnology e iLStudio Engineering).

Offshore Wind Revolution è possibile grazie al sostegno di:

Gold sponsor:

Acciona energia; BayWar.e; Divento; Enterprise Network MOS – Mediterranean Offshore Solutions; Europea Servizi Terminalistici; Fichtner Italia; Key – the energy transition expo; Montana; Nadara; Oxan Energy con Ingka Investments.

Silver sponsor:

Marraffa; Peyrani Sud.

Bronze sponsor:
EcoServizi srl

Supporter:

Ad’Occ Région Occitanie; NL Netherlands; Plenitude.

Technical Partner:
Jonian Dolphin Conservation; Osservatorio Nazionale Tutela del Mare; Vestas.