Bari sarà il primo porto in cui passeggeri e operatori potranno respirare aria “fotocatalizzata”

AdSP MAM, T.ECO.M, LA PULISAN e RE AIR avviano un progetto pilota, primo in Italia, che potrà essere esportato anche negli altri porti del sistema

Bari-Questa mattina, nel terminal crociere del porto di Bari, il presidente dell’AdSP MAM, Ugo Patroni Griffi, ha assistito ad un’azione dimostrativa del sistema RE AIR; una start up nata dall’esperienza di un gruppo di giovani imprenditori che propone sistemi innovativi e brevettati per il trattamento di superfici in ambienti indoor e outdoor. Il progetto si fonda sul principio della fotocatalisi, un processo naturale di degradazione ossidativa delle sostanze inquinanti e microbiotiche diffuse nell’ambiente, ottenuto attraverso l’azione combinata della luce solare o artificiale e dell’aria.

Al termine della dimostrazione pratica, nella sala conferenze della sede di Bari, ha avuto luogo una tavola rotonda a cui hanno preso parte, oltre al Presidente dell’Ente, Claudia Nuzzo, T.ECO.M; Gabriele De Bonfilis, LA PULISAN ; Angelo Del Favero, Raffaella Moro e Gianluca Guerrini di RE AIR.

Gli esperti hanno dimostrato che il sistema è in grado di decomporre microrganismi nocivi (quali microbi, batteri e allergeni);di  ridurre drasticamente il livello di inquinanti tossici; di abbattere per oltre il 90% gli ossidi di azoto (NOx).

“A valle delle evidenze scientifiche che ci sono state sottoposte- commenta il Presidente- abbiamo deciso di avviare un protocollo di collaborazione che parte dal porto di Bari per poi estendersi anche agli altri porti del sistema. Ancora una volta, lo scalo adriatico assume il ruolo di pioniere in Italia nella sperimentazione tecnologica. Il biossido di titanio, principio fondante della fotocatalizzazione, potrà essere un nostro alleato sia nella attuale fase di emergenza, sia quando sarà cessato l’allarme Covid, poichè viene utilizzata la più avanzata tecnologia oggi disponibile di ossidazione fotocatalitica in soluzione acquosa avanzata, che utilizza la luce, non prodotti chimici a beneficio dell’ambiente”. “Siamo difronte ad un sistema totalmente sostenibile, -conclude Patroni Griffi- in grado di ridurre i costi e di migliorare attivamente l’ecosistema.”

La fotocatalisi è il fenomeno naturale in cui una sostanza, detta fotocatalizzatore, attraverso l’azione della luce (naturale o prodotta da speciali lampade) modifica la velocità di una reazione chimica. In presenza di aria e luce si attiva un forte processo ossidativo che porta alla decomposizione delle sostanze organiche e inorganiche inquinanti.

Il funzionamento del processo imita la fotosintesi clorofilliana (trasforma sostanze dannose per l’uomo in sostanze inerti). I due elementi, luce e aria, a contatto con il rivestimento delle superfici, favoriscono l’attivazione della reazione e la conseguente decomposizione delle sostanze organiche, dei microbi e batteri (gram negativi e gram positivi, muffe, allergeni, ossidi di azoto, aromatici policondensati, benzene, dell’anidride solforosa, monossido di carbonio, formaldeide, del metanolo, etanolo, etilbenzene, monossido e biossido di azoto).

T.ECO.M, LA PULISAN  e RE AIR ringraziano il presidente Patroni Griffi per aver saputo cogliere una sfida tecnologica avveniristica che potrà essere utilizzata anche negli altri porti italiani.

PORTO DI VENEZIA, I COMPONENTI DI CITTA’ METROPOLITANA E REGIONE DISERTANO ANCHE LA TERZA CONVOCAZIONE DEL COMITATO DI GESTIONE

Venezia-Era stata convocata con urgenza domani alle ore 10:00 la seduta del Comitato di Gestione per votare il Bilancio 2019 dell’Ente ma i membri rappresentanti la Città Metropolitana di Venezia e la Regione del Veneto hanno già comunicato oggi con identico messaggio la loro “indisponibilità a poter partecipare”.

L’ordine del giorno della seduta prevede la votazione sui seguenti punti:

Variazione ai residui attivi e passivi dell’esercizio finanziario 2019 (delibera, ai sensi dell’art. 9, comma 5 lett. c).
Approvazione del Rendiconto generale per l’esercizio finanziario 2019 (delibera ai sensi dell’art. 9, comma 5 lett. c).

A integrazione della documentazione già prodotta, l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Adriatico Settentrionale – Porti di Venezia e Chioggia, aveva messo a disposizione dei membri del Comitato, già a partire dal 25 giugno 2020, una precisa nota tecnica in risposta al parere depositato dai membri della Città Metropolitana di Venezia e della Regione del Veneto al termine della seduta del Comitato di gestione del 18 giugno 2020.

Gli altri membri del Comitato si riuniranno comunque domani in ottemperanza al regolamento che disciplina lo svolgimento del Comitato di gestione dell’AdSP MAS.

COMMISSARIAMENTO DEL PORTO DI TRIESTE: MARIO SOMMARIVA, COMMISSARIO STRAORDINARIO

IN SEGUITO ALLA PRONUNCIA ANAC SULLA DECADENZA DI ZENO D’AGOSTINO DA PRESIDENTE DELL’AUTORITA’ DI SISTEMA PORTUALE DEL MARE ADRIATICO ORIENTALE, MARIO SOMMARIVA DIVENTA COMMISSARIO STRAORDINARIO

IERI SERA LA NOMINA DA PARTE DEL MINISTRO DEI TRASPORTI, PAOLA DE MICHELI
SOMMARIVA HA GIA’ FIRMATO UN DECRETO DI CONVALIDA TUTTI GLI ATTI DELLA GESTIONE D’AGOSTINO

Trieste– Commissariamento del porto di Trieste in seguito ad una pronuncia dell’ANAC che ha dichiarato decaduto Zeno D’Agostino dalla carica di presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale. La sentenza risale al 16 marzo, ma è stata notificata solo nei giorni scorsi alla Torre del Lloyd. Secondo l’Autorità nazionale anticorruzione, la carica di presidente dell’Authority che  D’Agostino ricopriva dal 2016, sarebbe stata inconferibile, per il precedente incarico di D’Agostino ai vertici della Trieste Terminal Passeggeri, di cui l’Autorità di Sistema Portuale, detiene il 40% delle quote.

Tempestiva e immediata l’azione del MIT: Paola De Micheli Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti,  nominando Mario Sommariva, commissario straordinario dell’Autorità di Sistema Portuale, ha in pari tempo confermato la propria stima nell’operato di Zeno D’Agostino.

L’incarico a Sommariva, attuale Segretario Generale del porto di Trieste, è stato formalizzato ieri in tarda serata con la firma del decreto da parte del Ministro. La nomina vuole garantire la continuità dell’azione amministrativa dell’Autorità e la conclusione di tutti i procedimenti già in essere. Dal MIT è giunta anche rassicurazione sulla validità ed efficacia di tutti gli atti fino ad oggi adottati sotto la gestione D’Agostino.

Va rilevato che Sommariva ha già firmato un decreto di convalida di tutti gli atti deliberati dal 2016 ad oggi.

“Ringrazio il ministro Paola De Micheli per la fiducia accordata al sottoscritto”, ha dichiarato Mario Sommariva. “L’incarico ha lo scopo di assicurare stabilità e continuità per il tempo strettamente necessario al pieno ripristino degli organi di vertice, che auspico avvenga nel più breve tempo possibile. Il porto è motore economico della città e non si può fermare”.

Sommariva, originario di Genova, vanta una lunga esperienza nel settore marittimo.  Oltre ad aver rivestito il ruolo di Segretario Generale al porto di Trieste, e al porto di Bari dal 2007 al 2014, ha avuto incarichi di rilievo nell’ambito delle politiche del lavoro del settore portuale.

Autorità Portuale di Livorno: una storia lunga 25 anni

Il 2020 porta in dote una importante ricorrenza: il 25° anniversario dell’istituzione dell’Autorità Portuale di Livorno. Nel suo primo quarto di secolo, l’Ente che ora governa i porti di Livorno e Piombino ha superato crisi globali (come quella del 2008, i cui effetti hanno cambiato il mondo), avviato opere e progetti importanti per lo sviluppo dei propri scali portuali, portando ai porti traffici e occupazione.

Il Piano Regolatore Portuale approvato nel 2015; iI risanamento dell’Agenzia per il Lavoro in porto nel 2016; la trasformazione di un interporto, l’Amerigo Vespucci, in un moderno retroporto; la presa in consegna di un bene monumentale storico, la Fortezza Vecchia, che in pochi mesi è diventato un luogo di attrazione per migliaia di turisti e cittadini e punto di riferimento nel waterfront urbano-portuale; il rilancio dei traffici con il raggiungimento di record nazionali nella movimentazione dei rotabili e delle auto nuove: sono solo alcuni dei risultati che la Port Authority ha conseguito in questi anni, sotto la conduzione di quattro presidenti (Nereo Marcucci, Roberto Piccini, Giuliano Gallanti e Stefano Corsini) e passando attraverso periodi di commissariamento.

Tutto è iniziato nella mattina del 31 maggio del 1995 quando il n .1 della prima Autorità Portuale istituita in Italia, Nereo Marcucci, ha salito le scale dello storico palazzo Rosciano, aprendo un nuovo importante capitolo nella storia dello scalo portuale labronico. Da quel momento le lancette del tempo hanno preso a scorrere velocemente, portando oggi l’Autorità Portuale ad avere un nome diverso (Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale) e una diversa estensione delle competenze, avendo sotto la sua giurisdizione i porti di Livorno, Piombino, Portoferraio, Rio Marina, Cavo e Capraia Isola.

“Celebrare le origini dell’Autorità Portuale non è un esercizio di semplice retorica, soprattutto in un momento così drammatico come quello che stiamo vivendo”, ha affermato il segretario generale dell’AdSP, Massimo Provinciali, che ritiene opportuno “rendere omaggio oggi tutti quelli che, in questi 25 anni, hanno lavorato dagli Uffici dell’Ente per il bene del porto livornse”.

Oggi quello dell’Alto Tirreno è uno dei maggiori sistemi portuali italiani per quantità di traffico totale (oltre 42 milioni di tonnellate di merce, che rappresenta il 14% del traffico portuale italiano e 9 milioni di passeggeri movimentati annualmente) e detiene il primato nazionale nel comparto del traffico rotabile in termini di tonnellate movimentate e numero di mezzi commerciali.

“Se è vero che camminiamo sulle spalle dei giganti, quello che siamo diventati lo dobbiamo soprattutto a chi ci ha preceduto in questi anni nella guida dell’Ente – ha concluso Provinciali – Ho avuto l’onore e il piacere di lavorare direttamente o indirettamente con tutti i presidenti, ma in questo momento il mio pensiero non può che andare in particolar modo a Giuliano Gallanti: senza la sua lungimiranza oggi non saremmo forse dove ci troviamo. Se il porto di Livorno ha un futuro che si chiama Darsena Europa, lo dobbiamo in buona parte a lui”,.

Per celebrare degnamente la ricorrenza, l’AdSP ha aveva organizzato un programma di eventi. Le celebrazioni sono state però rimandate a causa del Coronavirus.

Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio: Approvazione del nuovo PIANO OPERATIVO TRIENNALE 2020-2022

TARANTO - È stato approvato con Delibera del Comitato di Gestione n. 03/2020 del 13/05/2020 il nuovo Piano Operativo Triennale (POT) 2020- 2022 dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, il documento programmatico previsto dalla vigente normativa del Sistema Portuale Italiano finalizzato a pianificare, lungo un arco temporale triennale, la condotta istituzionale – strategica, organizzativa ed operativa – dell’AdSP. Il documento è disponibile per il download al seguente link.

La redazione del POT ha abbracciato una metodologia basata sul principio della partecipazione quale strumento di apertura e promozione di politiche inclusive in grado di favorire l’integrazione tra i piani di sviluppo e, nel contempo, la coesione tra stakeholder del porto di Taranto – il cluster portuale, gli Enti, le Istituzioni e il personale interno – al fine di accrescere il valore dell’accountability istituzionale puntando sulla sperimentazione di nuove metodologie di lavoro.

Il documento è stato elaborato in collaborazione con SRM – Studi e Ricerche per il Mezzogiorno, che ha fornito supporto strategico e specializzato nell’analisi delle dinamiche economiche riguardanti il tema dei trasporti marittimi e logistico-portuali come descritte e approfondite nelle sezioni dedicate all’analisi dello scenario macroeconomico globale e nazionale.

La strategia inclusa nel nuovo documento programmatico che andrà a caratterizzare l’arco temporale 2020- 2022 si arricchisce di nuovi elementi e progettualità capaci di guardare al futuro in chiave propositiva e generativa ed è articolata su n. 5 obiettivi prioritari:  Innovazione, Porto e territorio, Sostenibilità, Infrastruttura fisica e Competitività, Accountability istituzionale. L’implementazione di tali obiettivi si svilupperà attraverso n. 20 azioni strategiche che andranno a tradurre e dare nuovo impulso alle diverse componenti portuali: da quella commerciale a quella logistica, da quella turistico – crocieristica a quella infrastrutturale e, non ultima, la componente industriale, all’insegna della sostenibilità economica ed ambientale.

Tra gli elementi introdotti col nuovo Piano, la proposta di un modello di porto 6.0 elaborata da SRM. Il modello offre una chiave interpretativa delle attività che uno scalo moderno deve essere in grado di mettere in campo per favorire la crescita di un territorio e per dare valore aggiunto alle attività marittime e logistiche, al fine di migliorare il posizionamento strategico e la forza competitiva nello scenario globale del sistema portuale. Il POT presenta, infine, una rivisitazione della Vision 2030 del Porto di Taranto introdotta con il precedente Piano e oggi aggiornata nei contenuti e nella forma, al fine di presentare, in maniera chiara ed efficace gli elementi di competitività su cui la nuova programmazione è incentrata ed allineata con le prospettive di sviluppo del sistema portuale ionico.

Gli obiettivi e le sfide lanciati per il nuovo triennio – afferma il Presidente dell’AdSPMI, Sergio Prete – ambiscono a generare processi di innovazione e rigenerazione nei diversi ambiti che caratterizzano il sistema portuale di Taranto: dall’efficientamento energetico-ambientale al potenziamento della digitalizzazione dei processi e all’interoperabilità dei sistemi informativi; dalla valorizzazione della ZES e della ZFD alla operatività del terminal contenitori e della piattaforma logistica.

La nuova programmazione intende, inoltre, dare nuovo impulso all’economia del territorio, sostenendo la vitalità delle realtà produttive esistenti ed emergenti e la più ampia interconnessione ed integrazione dell’ecosistema portuale, con l’obiettivo di generare nuovi modelli di business declinabili nella filosofia della ‘circular economy’, cioè in grado di sostenere la massima valorizzazione delle risorse marittime-portuali, industriali, intermodali, logistiche e turistiche.”

Quasi 15 milioni di euro per interventi di infrastrutturazione nei porti AdSP MAM

L’emergenza Covid non ferma l’attività amministrativa dell’Ente portuale, firmati in remoto 12 contratti di appalto e subappalto

Bari-Nei mesi di marzo e di aprile, l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, nonostante la crisi sanitaria e le conseguenti misure restrittive, ha continuato senza alcuna interruzione la propria attività amministrativa sia per garantire l’operosità dei porti, snodi strategici della catena logistica nella movimentazione delle merci, sia per predisporre tutte le procedure prodromiche, indispensabili per l’avvio delle opere di infrastrutturazione già programmate.

Disponendo, pertanto, di una serie di procedure amministrative concluse e contrattualizzate, l’Ente portuale sta già iniziando i lavori pianificati, atteso che le recenti disposizioni governative consentono il riavvio dei cantieri.

Nonostante il lock-down, infatti, l’AdSP MAM ha sottoscritto da remoto 12 contratti con altrettanti appaltatori per un valore complessivo che sfiora i 15 milioni di euro. Importo che si somma a quanto già stanziato per gli accordi quadro manutenzioni delle infrastrutture civili e degli impianti già in essere.

Tutto l’intricato e complesso iter procedurale è stato eseguito da remoto, attraverso l’utilizzo di piattaforme tecnologiche che hanno consentito di esperire le diverse fasi delle gare d’appalto.

“Nonostante le difficoltà oggettive- commenta il presidente dell’AdSP MAM Ugo Patroni Griffi- non abbiamo mai lesinato sforzi e impegno. Non abbiamo mai inteso perdere un solo istante, con l’obiettivo di farci trovare prontissimi, ai nastri di partenza, al riavvio delle attività.”.
“Per tentare di parare gli innumerevoli contraccolpi economici legati alla pandemia, infatti, – conclude Patroni Griffi- è necessario riaccendere i motori produttivi del Paese. Il riavvio delle attività cantieristiche nei nostri porti vuole essere un significativo contributo finalizzato alla ripresa economica nei nostri territori.

Sono 24 le opere appaltate:

PORTO DI BARI

• APPALTO INTEGRATO: LAVORI DI REALIZZAZIONE DELL’IMPIANTO FOTOVOLTAICO A SERVIZIO DELLA STAZIONE MARITTIMA- 220.000 €

◦ LAVORI DI REALIZZAZIONE DI TORRI FARO SUI PIAZZALI RETROSTANTI LE BANCHINE OPERATIVE DELLA DARSENA DI LEVANTE – 1.200.000 €

• LAVORI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA CON ADEGUAMENTO DELLE STRUTTURE DI CONTROLLO PIF (posti d’ispezione frontalieri) E PED (punti di entrata designata) AL NUOVO REGOLAMENTO (UE) 2017/625- 200.000 €

• SERVIZIO DI PROGETTAZIONE DEFINITIVA ED ESECUTIVA, NONCHÈ DIREZIONE LAVORI, INCLUSO IL COORDINAMENTO DELLA SICUREZZA IN FASE DI PROGETTAZIONE ED ESECUZIONE PER LA REALIZZAZIONE DI UN TERMINAL PASSEGGERI SULLA BANCHINA 10 DEL PORTO DI BARI-  6.400.000 €

• PORTO DI BARI. LAVORI DI RIMODULAZIONE E NUOVA CONFIGURAZIONE DEI VARCHI CARRABILI E PEDONALI DELLA PORT FACILITY MOLO SAN VITO EXTRA SCHENGEN E ADEGUAMENTO DELLA VIABILITÀ- 1.600.000 €

• LAVORI DI RIFACIMENTO E RICONFIGURAZIONE DEI SERVIZI IGIENICI AL PIANO TERRA DELLA STAZIONE MARITTIMA S. VITO- 200.000 €

• INTERVENTO URGENTE DI FORNITURA E POSA IN OPERA DELLA RETE IN FIBRA OTTICA PER L’ESTENSIONE DEI SERVIZI DI CONNETTIVITÀ PORTUALE NELLA TRATTA VARCO PIZZOLI – VARCO DELLA VITTORIA- 164.079 €

PORTO DI BRINDISI

◦ APPALTO INTEGRATO: PROGETTAZIONE ESECUTIVA ED ESECUZIONE DEI LAVORI DI RIQUALIFICAZIONE DELLA STAZIONE MARITTIMA LATO MARE, NONCHÉ DEI PROSPETTI E DELLE COPERTURE DEGLI UFFICI PROSPICIENTI PIAZZA  VITTORIO EMANUELE II- 900.000 € -

◦ AFFIDAMENTO IN CONCESSIONE DEL SERVIZIO DI RIFORNIMENTO IDRICO ALLE NAVI- 300.000 € -

◦ SERVIZIO PER LA PULIZIA DI STRADE E PIAZZALI, RITIRO E TRASPORTO A SMALTIMENTO DEI RIFIUTI, SERVIZIO GIORNALIERO DI PULIZIA DEGLI IMMOBILI DEMANIALI E DEGLI UFFICI DI BRINDISI DELL’AUTORITÀ DI SISTEMA PORTUALE- 427.910 €

◦ SERVIZIO PER IL COMPLETAMENTO DELLA CARATTERIZZAZIONE AMBIENTALE DELLE AREE PORTUALI A TERRA E PER LA CARATTERIZZAZIONE INTEGRATIVA DELL’AREA DENOMINATA SANT’APOLLINARE, COSTA MORENA E PUNTA DELLE TERRARE – 600.000 €

◦ OPERE DI COMPLETAMENTO ACCOSTI PORTUALI NAVI TRAGHETTO E RO-RO SANT’APOLLINARE NEL PORTO DI BRINDISI. PIANO DI INDAGINE AI FINI DELLA VERIFICA E SUCCESSIVA CONFERMA DELL’ATTUALITÀ

◦ DEGLI ESITI DELLA CARATTERIZZAZIONE DEI FONDALI GIÀ CONDOTTA 250.000 €

◦ SERVIZIO PER IL COMPLETAMENTO DELLA CARATTERIZZAZIONE AMBIENTALE DELLE AREE PORTUALI A TERRA E PER LA CARATTERIZZAZIONE INTEGRATIVA DELL’AREA DENOMINATA SANT’APOLLINARE, COSTA MORENA E PUNTA DELLE TERRARE – 13.350 €

◦ COMPLETAMENTO DELLA INFRASTRUTTURAZIONE PORTUALE MEDIANTE BANCHINAMENTO E REALIZZAZIONE DELLA RETROSTANTE COLMATA TRA IL PONTILE PETROLCHIMICO E COSTA MORENA EST. PIANO DI INDAGINE AI FINI DELLA VERIFICA E SUCCESSIVA CONFERMA DELL’ATTUALITÀ DEGLI ESITI DELLE CARATTERIZZAZIONI DEI FONDALI GIÀ CONDOTTE- 440.000 €

◦ SERVIZIO DI AGGIORNAMENTO DELLA CARATTERIZZAZIONE DEI FONDALI NELL’AREA ALL’IMBOCCATURA E COMMERCIALE DEL PORTO DI BRINDISI 155.000 €

PORTI DI MONOPOLI- BARLETTA E MANFREDONIA

• PORTO DI MONOPOLI. AFFIDAMENTO IN CONCESSIONE DEL SERVIZIO DI RACCOLTA E GESTIONE DEI RIFIUTI E DEI RESIDUI DEL CARICO PRODOTTI DALLE NAVI- 120.000 €

• SERVIZIO DI AGGIORNAMENTO DELLA CARATTERIZZAZIONE DEI FONDALI NELL’AREA ALL’IMBOCCATURA E COMMERCIALE DEL PORTO DI MONOPOLI 250.000 €

• LAVORI DI REALIZZAZIONE DI STRUTTURE LEGGERE PREFABBRICATE DESTINATE AD INFOPOINT A SERVIZIO DEI PASSEGGERI NEI PORTI DI MANFREDONIA, MONOPOLI E BARLETTA. “PROGETTO INTERREG V-A EL-IT GREECE – ITALY 2014 – 2020 THEMIS”- 520.071 €

• PORTI DI MANFREDONIA E BARLETTA – ACCORDO QUADRO MANUTENZIONE E TENUTA IN ESERCIZIO PORTI. II atto aggiuntivo ai Rep 56/2018 (il primo atto aggiuntivo è il Rep 216/19)- 68.000 €

Nei cinque porti del sistema, inoltre, sono previsti:

◦ SERVIZI DI COMUNICAZIONE E MARKETING TERRITORIALE DEL PROGETTO THEMIS FINANZIATO NELL’AMBITO DEL PROGRAMMA INTERREG VA GREECE ITALY 2014/2020- 139.533 €

◦ ATTO AGGIUNTIVO AL CONTRATTO DI ACCORDO QUADRO PER LAVORI DI LAVORI DI MANUTENZIONE E TENUTA IN ESERCIZIO DEGLI IMPIANTI

◦ TECNOLOGICI DEGLI IMMOBILI NEGLI AMBITI DEMANIALI DEI PORTI DEL SISTEMA – LOTTO 3 – MANFREDONIA E BARLETTA – 453.000€

◦ LAVORI DI LAVORI DI MANUTENZIONE E TENUTA IN ESERCIZIO DEGLI IMPIANTI TECNOLOGICI DEGLI IMMOBILI NEGLI AMBITI DEMANIALI DEI PORTI DEL SISTEMA – LOTTO 1 – BARI – 108.200 €

La AdSP del mare di Sardegna ai primi posti nella classifica della portualità nazionale

Prima per numero di passeggeri su traghetto, seconda per movimentazione di rinfuse liquide, terza per tonnellate globali di merce. Per il terzo anno consecutivo, nonostante la contrazione del traffico container, l’AdSP del Mare di Sardegna conferma il suo ruolo chiave nel panorama della portualità nazionale.

È, in sintesi, quanto emerge dal Bollettino statistico redatto dall’Associazione dei porti italiani (Assoporti) relativo al 2019. Un focus dettagliato sul sistema portuale del Paese nell’anno appena concluso, che mette in chiaro i numeri generati dalle 16 Autorità di Sistema, per un totale di circa 50 porti amministrati. In questo scenario,  l’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna conferma la leadership nazionale nel trasporto passeggeri su traghetto (lungo raggio) con 4.991.759 unità, alle quali si aggiungono altri 845 mila di Portovesme e 284 mila circa di Santa Teresa; passeggeri, questi, che rientrano nella categoria del “corto raggio”.

Secondo posto, invece, con 27.873.750 tonnellate, nel settore delle rinfuse liquide (preceduti da Trieste e Monfalcone) e al quarto per tonnellaggio di merci varie trasportate su gommate (10.922.066); classifica, questa, dominata dal sistema portuale di Livorno, Piombino e Portoferraio con quasi 22 milioni di tonnellate. Terza posizione, con 46.250.438 tonnellate, per il totale delle merci movimentate (somma di rinfuse liquide, solide, contenitori, varie e su gommato). Classifica nella quale l’AdSP sarda è preceduta da quella del Mare Adriatico Orientale (Trieste e Monfalcone), con poco più di 66 milioni di tonnellate e, al primo posto, da quella del Mar Ligure Occidentale (Genova e Savona – Vado), con oltre 67 milioni.

Ottavo posto, invece, sullo scenario nazionale dell’industria crocieristica, con oltre 457 mila unità in transito. Negativo, invece, il risultato dei container movimentati che, con l’interruzione del traffico a partire dalla scorsa primavera, ha portato il Porto Canale di Cagliari al decimo posto, rispetto all’ottavo dei due anni precedenti. Situazione che, comunque, non ha inficiato l’andamento generale del sistema Sardegna. “Il bollettino statistico di Assoporti per l’anno 2019 è sicuramente la fotografia più chiara del panorama dei trasporti marittimi del nostro Paese – spiega Massimo Deiana, Presidente dell’AdSP del Mare di Sardegna -. Un focus che, ancora una volta, ha messo in luce l’enorme potenzialità dei nostri porti nel sistema nazionale ed il ruolo strategico che l’AdSP sarda gioca in termini di valore aggiungo nell’economia isolana.

Dati positivi che, nonostante la crisi del comparto container, rendono il sistema dei porti sardo altamente competitivo”. Numeri che, per il 2020, difficilmente saranno riproponibili. “I dati del bollettino di Assoporti – continua Deiana – rappresentano una ventata di ottimismo in un momento così difficile, quale quello dettato dall’emergenza sanitaria globale, che ci sta mettendo di fronte ad un taglio del 100 per cento sul traffico crocieristico, di oltre il 90 per cento su quello passeggeri e ad una crisi industriale, senza precedenti, per alcune importanti realtà armatoriali.

Le performance 2019 devono spingerci a guardare avanti con fiducia, ribandendo il ruolo fondamentale che i porti giocano nel panorama economico e sociale italiano. E’ in momenti come questi che bisogna pianificare la ripartenza, ripensando l’intero impianto, soprattutto rimuovendo quegli inutili vincoli che ostacolano l’improrogabile rilancio della portualità nazionale, attraverso la realizzazione di piani di investimento per opere strategiche, innovazione tecnologica e digitalizzazione dei processi e delle operazioni portuali. Solo così potremmo rispondere efficacemente ad una nuova e più difficile realtà totalmente che non ammetterà più le lentezze di una burocrazia elefantiaca”.

IL RICONOSCIMENTO DI POTERI SPECIALI PER I PRESIDENTI DELLE ADSP: I MODELLI DI GENOVA E TARANTO A CONFRONTO

 

L’odierno modello di gestione portuale viene reputato da molti addetti al settore non più sufficiente per l’ammodernamento e il rilancio degli scali italiani: secondo alcune recenti statistiche le inefficienze amministrative e burocratiche impediscono l’immediata cantierizzazione di nuove opere portuali per un valore complessivo superiore al miliardo di euro.

Dinanzi ad un simile scenario, ulteriormente gravato nelle ultime settimane dall’emergenza COVID-19, l’intera comunità portuale italiana ha chiesto al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti il riconoscimento di poteri speciali per le ADSP, replicando quanto già avviene, per esempio, nel caso dei porti di Taranto e Genova.
I due modelli, tuttavia, presentano significative diversità meritevoli di approfondimento.

Si parta innanzitutto dal caso Taranto dove il locale presidente dell’ADSP del Mar Ionio esercita, grazie al DPCM del 17.02.2012, finanche la funzione di commissario straordinario secondo quanto stabilito dal combinato disposto degli articoli, rispettivamente, 214, comma 5 e 7, del Codice degli Appalti – D.Lgs n. 50/2016 e 13 del D.L. n. 67/1997.

Quest’ultimo, meglio noto come decreto “Sblocca Cantieri”, prevede sin dal 1997 una nuova figura di commissario straordinario dedita al completamento di specifiche opere di rilevante interesse nazionale che: (I) sono state individuate ed elencate a mezzo DPCM; (II) non sono state completate in quanto la loro esecuzione non è mai stata avviata oppure risulta sospesa/parzialmente sospesa; (III) sono finanziate in tutto o in parte dallo Stato ovvero cofinanziate dalla Unione Europea.

La disciplina in questione consente al commissario straordinario l’esercizio di poteri estremamente rilevanti.
Il primo è quello relativo all’acquisizione del c.d. silenzio assenso in caso di inerzia delle amministrazioni competenti nell’adozione dei provvedimenti strumentali alla realizzazione della opera.

Così come statuito dall’articolo 13, co. II e IV, del decreto Sblocca Cantieri,  il commissario straordinario può chiedere che tutte le amministrazioni competenti rilascino i propri provvedimenti, prodromici all’avvio di una opera, entro 30 giorni (rectius: tale termine è ridotto a 15 giorni per i provvedimenti emessi dalle amministrazioni locali, provinciali e regionali mentre è esteso fino a 60 giorni per le pronunce sulla compatibilità ambientale dell’opera); decorsi invano tali termini, ordunque, il commissario straordinario adotta i provvedimenti, anche di natura sostitutiva, necessari per l’esecuzione dell’opera, salvi gli effetti dei provvedimenti giurisdizionali.

Il secondo potere è dettato, invece, dall’articolo 13, co. IV bis, del predetto decreto secondo cui “per l’attuazione degli interventi i commissari straordinari provvedono in deroga ad ogni disposizione vigente e nel rispetto comunque della normativa comunitaria sull’affidamento di appalti di lavori, servizi e forniture, della normativa in materia di tutela ambientale e paesaggistica, di tutela del patrimonio storico, artistico e monumentale, nonché dei principi generali dell’ordinamento”; i provvedimenti in deroga, è bene sottolinearlo, devono però essere sempre motivati dagli stessi commissari straordinari.

Il terzo e ultimo potere, infine, abilita il commissario straordinario a svolgere le funzioni di stazione appaltante laddove si configurino impedimenti all’avvio o alla ripresa dei lavori.
Ciò premesso, si proceda ora all’esame del modello Genova dove, al contrario di quanto avviene nel porto di Taranto, il presidente della locale ADSP non è stato investito della carica di commissario straordinario per il completamento delle opere strategiche.

Occorre fare una premessa. All’indomani della tragedia del Ponte Morandi il governo italiano ha varato il D.L. n. 109/2018 (noto anche come Decreto Morandi e successivamente convertito con Legge n. 130/2018) cui ha predisposto una serie di misure per il sostegno e la ripresa economica del territorio genovese.

L’implementazione di tali misure è stata affidata nelle mani di un commissario straordinario per la ricostruzione – nel caso di specie il Sindaco di Genova – che, nell’esercizio delle proprie funzioni, “opera in deroga ad ogni disposizione di legge diversa da quella penale”, fatto salvo il rispetto del codice delle leggi antimafia (nonché delle connesse misure di prevenzione) e degli inderogabili vincoli derivanti dalla appartenenza all’Unione Europea (v. articolo 1, co. V, Decreto Morandi).

Le funzioni del commissario straordinario per la ricostruzione si estendono anche alla materia portuale: ai sensi dell’articolo 9 bis del Decreto Morandi, il commissario straordinario adotta, su proposta della locale ADSP, un piano straordinario di investimenti urgenti da realizzare a cura della stessa ADSP entro 36 mesi dalla data di adozione del provvedimento commissariale e con l’applicazione delle deroghe di cui al sopraccitato articolo 1, co. V.

Le ulteriori misure previste nel Decreto Morandi ed interessanti la materia portuale riguardano, rispettivamente, la realizzazione di una Zona Logistica Semplificata per il Porto e il Retroporto di Genova (articolo 7), l’incremento del gettito IVA nei porti rientranti nell’ADSP del Mar Ligure Occidentale (articolo 9) nonchè l’erogazione di contributi economici per l’Agenzia del lavoro temporaneo in porto.

A questo punto appaiono più che doverose alcune riflessioni sul cosiddetto modello Genova e sulla sua potenziale applicabilità alle restanti ADSP operanti nel territorio nazionale.

In via preliminare va osservato che il modello Genova e, in generale, il Decreto Morandi sono stati criticati da una parte della dottrina per la loro potenziale illegittimità costituzionale. Nello specifico le critiche hanno riguardato, in primis, la sproporzionalità dei poteri derogatori commissariali rispetto alla situazione emergenziale configuratasi a Genova e, in secundis, l’approssimazione con cui il Decreto Morandi ha individuato, senza una adeguata motivazione, le norme di legge derogabili dal commissario straordinario (v. Il “Decreto Genova” quale estremizzazione della deroga emergenziale, Federico Spanicciati, Giornale Diritto Amministrativo 2019, 1, 63).

In altre parole il Decreto Morandi sarebbe in aperto contrasto con la giurisprudenza costituzionale in materia (v. Corte Costituzionale n. 127/1995) che, tra l’altro, non sembra ammettere la deroga di norme primarie per l’assolvimento di compiti di ordinaria amministrazione.

Proprio per quest’ultima ragione, ad avviso di chi scrive, non apparirebbe opportuna la replicabilità del modello Genova ad altre ADSP per la tempestiva realizzazione di infrastrutture portuali; del resto, come osservato, esiste già il modello Taranto per la implementazione di opere di rilevanza strategica nazionale.

Diverso, tuttavia, potrebbe essere il ragionamento ove si considerasse l’eccezionalità e l’imprevedibilità della congiuntura socio/economica manifestatasi in questo periodo per effetto del COVID-19; lo stato di emergenza ben si presterebbe a richieste di poteri derogatori sia da parte delle ADSP che di altri soggetti pubblico/privati seppur nella piena consapevolezza che il nostro ordinamento giuridico potrebbe non essere preparato a tutto ciò.

 

Stefano Carbonara

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Lettera alla città e al porto del Presidente e del Segretario Generale dell’AdSP del Mar Tirreno Centro Settentrionale

Civitavecchia - La diffusione da parte di questo ente di alcune notizie positive che sono pervenute -peraltro nel corso di una riunione a cui hanno partecipato anche le organizzazioni sindacali- direttamente da taluni operatori portuali, su alcuni traffici merci, aveva il solo scopo di trasmettere un piccolo segnale di ottimismo in uno scenario drammatico, di emergenza nazionale, che coinvolge l’intero settore produttivo del Paese con inevitabili ricadute negative per il comparto portuale e quindi per il porto di Civitavecchia colpito, in particolare dal blocco internazionale del traffico di navi da crociera e dal blocco del traffico di passeggeri nei collegamenti nazionali con le isole.

In un momento in cui tutto il mondo prova ad essere unito per affrontare un’emergenza senza eguali, appare persino inimmaginabile che si consumino delle energie ad alimentare polemiche e strumentalizzazioni divisive all’interno della comunità portuale.

Il compito di questo ente, come di tutte le AdSP, è ora cercare di fronteggiare con tutti gli strumenti a disposizione il drammatico impatto che la diffusione del coronavirus sta avendo sui porti italiani. E’ una battaglia che, silenziosamente, tutti i dipendenti di questa amministrazione stanno combattendo dentro e fuori gli uffici. E allora proseguiamo con l’incessante ricerca di sostegno, anche finanziario, da parte del Governo e della Regione Lazio, con le azioni rivolte alla realizzazione di attività anche straordinarie che moltiplichino il lavoro ordinario e con il dialogo costantemente aperto con i nostri interlocutori per collaborare ad individuare tutte le soluzioni possibili di tenuta prima e, di rilancio poi, dell’economia portuale.

Ce la faremo a sostenere questo porto ma senza urla e senza proclami con il lavoro fondamentale della nostra struttura amministrativa che non ha mollato neanche per un minuto e con le imprese che si fanno avanti, con serietà e pacatezza, per fornire contributi di pensiero alla superiore “causa di tutti”.

Non lo raccontiamo ogni giorno, è vero, ma non abbiamo il tempo di farlo e questo, nel mondo dei social, probabilmente non paga.

Ci appelliamo al buon senso, al senso di responsabilità, all’amore per il bene comune, siamo e restiamo a disposizione di tutti coloro che esortiamo a collaborare con noi per fare fronte comune ed affrontare, mitigare e superare nel modo migliore l’attuale drammatica fase emergenziale cercando al meglio di coniugare l’operatività del porto con la tutela della salute di tutti coloro che devono continuare a lavorare.

Anche a Civitavecchia, come nel resto del mondo, uniti si vince.

Il Presidente dell’AdSP del Mar Tirreno Centro Settentrionale, Francesco Maria di Majo

Il Segretario Generale dell’AdSP del Mar Tirreno Centro Settentrionale, Roberta Macii

Emergenza COVID-19: l’AdSP MAM posticipa i termini di pagamento di canoni e diritti portuali

Un provvedimento teso a supportare stakeholders e operatori, nei porti del sistema

 

Bari-Il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, Ugo Patroni Griffi, ha firmato nella giornata di ieri una ordinanza contenente “provvedimenti urgenti a seguito della pandemia da COVID -19 per il pagamento dei canoni demaniali marittimi di cui alle concessioni d.m. art. 36 c.n., canoni ex artt. 16-17 e 18 della Legge 84/94 e ss.mm. ed ii. e diritti portuali per il traffico passeggeri e veicoli, in attuazione delle disposizioni di cui all’art. 92 del D.L n. 18 del 17.03.2020 Cura Italia”, per via dell’improvvisa riduzione dei traffici marittimi riguardanti il trasporto di merci e di persone.

Attraverso il provvedimento, l’Ente portuale, in applicazione del Decreto Legge n.18 “Cura Italia” e introducendo ulteriori misure nei limiti massimi consentiti dalla legge, posticipa il pagamento dei canoni e dei diritti portuali per contrastare e contenere le ricadute economiche negative derivanti dalla diffusione del COVID-19 su tutto il territorio nazionale ed internazionale.

Nello specifico, sono rinviati al prossimo 15 dicembre i pagamenti dei canoni dovuti dalle imprese portuali autorizzate all’espletamento di operazioni portuali nei cinque porti del sistema (artt. 16, e 17 L. 84/94), e da tutte imprese portuali che sono anche concessionarie di aree demaniali marittime (art.18 L.84/94); termini che, invece, il D.L.18 fissa al 31 luglio.

Non solo, l’AdSP MAM ha introdotto nel provvedimento anche altre categorie, non contemplate dal Cura Italia, ampliando così lo spettro dei soggetti beneficiari del provvedimento. Si tratta di tutti i concessionari di aree demaniali marittime (art. 36 del Codice della Navigazione) che usufruiranno di una proroga al 15 novembre del termine di scadenza del pagamento del canone; e delle compagnie di navigazione (art. 6 L. 84/94) che , invece, vedranno differito di 30 giorni, dall’emissione della relativa fattura, il termine di pagamento dei diritti portuali, senza l’applicazione degli interessi.

“Il Covid-19 sta attaccando ferocemente anche i polmoni della nostra economia, commenta il Presidente Patroni Griffi. Attraverso il provvedimento intendiamo dare una boccata di ossigeno a tutto il nostro cluster marittimo che registra quotidiane e continue flessioni nei traffici di persone e mezzi. Stiamo effettuando uno sforzo significativo, per consentire alle aziende di recuperare liquidità, andando ben oltre la ratio legis del Cura Italia. Un ulteriore aiuto che vogliamo fornire a tutta la comunità portuale dell’Adriatico meridionale perchè possa avere il tempo di riprendersi, una volta terminata l’emergenza.”

L’ordinanza è stata pubblicata sul sito web istituzionale dell’Ente, nella giornata di ieri, ed è visionabile attraverso il seguente link:
file:///C:/Users/APBR_AreaFinanziaria/Downloads/Ordinanza%20AdSP-n.4%20del18.03.2020.pdf

IL NAUTILUS Anno 15 N°1

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato al sistema per ormeggio "briccole", e un focus sullo sviluppo metropolitano della città di Bari e delle sue infrastrutture portuali. Il Parlamento Europeo approva "L'European Green Deal" e poi un approfondimento sul lavoro nei porti ed uno sul valore delle merci.
poseidone danese

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