Il Presidente Musolino invita le compagnie crocieristiche a raccogliere fondi per Venezia e la laguna colpite dall’acqua alta eccezionale

Una raccolta di fondi a supporto di Venezia devastata dalla marea eccezionale di martedì scorso. E’ quanto ha chiesto stamane Pino Musolino, Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale, a tutte le compagnie crocieristiche che scalano in Laguna, inviando una lettera a sua firma ai rispettivi Amministratori Delegati.

“Come amministratore pubblico incaricato di gestire il più importante polo economico e occupazionale dell’area veneziana (i porti lagunari impiegano oltre 19mila lavoratori, di cui 4500 nel solo settore crocieristico) ritengo necessario supportare la popolazione che deve superare questa tragedia” si legge nella lettera firmata dal presidente Musolino che continua con: “Sarebbe un messaggio di grande importanza da parte vostra e dell’intero comparto crocieristico se decideste di raccogliere dei fondi per sostenere la nostra città colpita e i suoi abitanti. Si tratterebbe di un segnale tangibile della vostra vicinanza a Venezia e un segno concreto che è possibile costruire un rapporto fiduciario tra l’industria crocieristica e la comunità veneziana”.

A commento della lettera Musolino aggiunge: “Con quest’iniziativa a supporto dei cittadini vogliamo anche trasmettere il messaggio che il porto e i suoi lavoratori sono parte integrante del tessuto sociale di Venezia e dell’area lagunare e partecipano pienamente alla sofferenza di questi giorni. Sapremo riprenderci anche da questo disastro e, ne sono certo, riusciremo a trovare il giusto equilibrio per salvaguardare il nostro territorio, assieme alla sua economia, anche di fronte alle difficili sfide climatiche del prossimo futuro, imparando dal passato e applicando le tecnologie del XXI secolo, perché Venezia deve continuare a vivere, non come museo a cielo aperto ma come polo di sviluppo economico, d’innovazione e di occupazione”.

Porti, al via raccolta manifestazioni interesse per AdSp mari Tirreno meridionale e Ionio

Invio dei curricula possibile fino al 26 novembre per candidarsi al ruolo di Presidente

MIT – Con la pubblicazione dello specifico avviso, è stata avviata la raccolta di manifestazioni di interesse per l’incarico di Presidente della Autorità di Sistema Portuale (AdSP) dei mari Tirreno meridionale e Ionio.

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha deciso di avviare la raccolta di manifestazioni di interesse per raccogliere profili qualificati che possano ricoprire in via esclusiva e a tempo pieno il ruolo di Presidente dell’Autorità. La scelta del nome di chi verrà designato Presidente verrà poi fatta dal Ministro, con l’intesa dei Presidenti delle Regioni interessate, sentite le Commissioni parlamentari.

La norma prevede che il Presidente dell’AdSP venga “scelto fra cittadini dei Paesi membri dell’Unione europea, aventi comprovata esperienza e qualificazione professionale nei settori dell’economia dei trasporti e portuale”. La partecipazione all’avviso avviene inviando il proprio curriculum e specificando, in particolare, le esperienze e qualificazioni professionali conseguite nei settori dell’economia dei trasporti e portuale. Il curriculum deve essere redatto, in ogni suo campo, in lingua italiana secondo il modello di cv europeo, e deve essere inviato esclusivamente mediante posta elettronica, entro il 26 novembre 2019, al seguente indirizzo: ufficio.gabinetto@pec.mit.gov.it

L’avviso non ha natura concorsuale. Non è prevista alcuna procedura selettiva, non verrà redatta e pubblicata alcuna graduatoria, né sarà reso pubblico l’elenco di coloro che avranno presentato il proprio curriculum vitae.

Per visualizzare l’avviso:
http://www.mit.gov.it/normativa/nota-protn42470-del-5-novembre-2019

AdSP MAS: Nasce il portale dedicato alle carriere nella logistica portuale

E’ già online da qualche giorno il sito www.lavorareinporto.it realizzato dall’ente di formazione dell’Autorità di Sistema Portuale CFLI – Consorzio Formazione Logistica Intermodale. Il sito web offre una panoramica sul mondo del lavoro portuale e in generale della logistica accompagnando chi cerca un’occupazione nella scelta della professione e del percorso formativo necessario.

CFLI si rivolge a disoccupati e inoccupati, mirando a fornire concrete opportunità di reinserimento nel mondo del lavoro, ma anche agli studenti delle scuole superiori che possono imparare una professione frequentando i corsi biennali dell’ITS Marco Polo di Venezia.

Il portale lavorareinporto.it è suddiviso in tre aree che corrispondono ai tre passi necessari per iniziare a lavorare nel porto. La scelta della professione, innanzitutto, con una serie di video interviste ai lavoratori che consentono di scoprire quali sono le competenze richieste; la scelta del percorso formativo e, infine, la scelta delle prime esperienze in porto, dove reperire i contatti di aziende operanti al porto di Venezia e tutta la modulistica necessaria per avviare esperienze di alternanza scuola-lavoro e progetti formativi in azienda. Un’ampia area video offre, infine, varie informazioni sull’organizzazione del Porto, sugli Enti che vi operano e sugli eventi di orientamento che ogni anno vengono proposti, tra cui il Logistics Career Day.

Per approfondire
Il sito lavorareinporto.it è realizzato e gestito da CFLI, nasce nell’ambito del progetto europeo INTERMODADRIA, finanziato dal programma IPA Adriatico. Grazie al progetto europeo di capitalizzazione TRASPOGOODS il sito è stato arricchito, implementato e riorganizzato. Co-finanziato dal Fondo FESR attraverso il programma INTERREG Italia-Croazia, TRANSPOGOOD iniziato a gennaio 2018 conta su un partenariato pubblico-privato formato da 8 partner e un budget di 1.170.990,00€. Il progetto vuole supportare le attività dei principali operatori logistici: shipper, fornitori di servizi di logistica, operatori dei trasporti e autorità.

AdSP del Mare di Sardegna: Il Comitato di Gestione approva bilancio di previsione 2020 ed investimenti per 120 milioni di euro

Un sistema capace di generare un valore di oltre 150 milioni di euro in un solo anno, 100 dei quali per investimenti infrastrutturali nei sette porti di competenza. Sono le stime del bilancio di previsione 2020 approvato, ieri sera a Cagliari, dal Comitato di Gestione dell’AdSP del Mare di Sardegna. Un documento che attesta la definitiva maturità contabile dell’Ente, dopo l’unificazione finanziaria delle due ex Autorità Portuali sarde sancita, lo scorso anno, con l’approvazione del previsionale 2019 e la suddivisione delle competenze in capo a strutture direzionali ben definite.

Positive le stime di entrata per il 2020, pari a 50 milioni di euro (principalmente derivanti da tasse portuali e canoni demaniali), spinte da asset in crescita come i traffici marittimi che, in base alle previsioni, proseguiranno con segno più anche nei prossimi 12 mesi, confermando l’AdSP in testa alla movimentazione passeggeri a livello nazionale. Così come si annunciano positivi i segnali del mercato crocieristico che conferma ricadute consistenti sulla destinazione Sardegna. Strategica, sia dal punto di vista delle entrate che per la competitività degli scali di sistema, l’attivazione di nuovi servizi come il bunkeraggio con bettoline – attivo nel porto di Cagliari – ed il rifornimento di GNL che partirà nei prossimi mesi ad Oristano.

Il documento contabile approvato ieri tiene conto anche della situazione del comparto container del Porto Canale di Cagliari, con previsioni, in attesa del bando internazionale per l’assegnazione del compendio a nuovi operatori, di minori introiti per i canoni demaniali (circa 1 milione e 100 mila euro) e tasse di ancoraggio (pari a 2 milioni). Nonostante la consistenza delle entrate, il bilancio punta comunque alla riduzione della spesa corrente sulla quale incide, in particolare, l’onere derivante dalla gestione di un’area di competenza tra le più vaste a livello nazionale attribuite ad una singola AdSP. In questo caso, il contenimento che sarà sostenuto dall’azione di informatizzazione che avrà lo scopo di accorciare le distanze tra porti, utenti portuali, nella prospettiva di rendere sempre più “smart” gli scali del Sistema.

Unitamente al Bilancio di previsione 2020, il Comitato di gestione ha approvato anche il programma triennale delle opere portuali (2020 – 2022), che prevede una spesa di 117 milioni e mezzo di euro, 64 milioni dei quali per il solo 2020. Tra i punti all’ordine del giorno della seduta di ieri, insieme alle informative sulle concessioni demaniali assentite per il prossimo quadriennio, l’organo dell’Ente ha deliberato il rilascio del parere favorevole, che verrà acquisito nella conferenza di servizi indetta dal MISE, a favore della realizzazione, nel Porto Canale, di un deposito di Gas Naturale Liquefatto realizzato dalla ISGAS Energit Multiutilities S.P.A..

Un parere che, mantenendo ferme alcune prescrizioni sulla salvaguardia degli spazi in concessione per altre attività, quale quella della logistica del confinante gruppo Grendi, pone le basi per conferire allo scalo di Cagliari ulteriore competitività nei servizi al traffico marittimo. “Quello approvato oggi – spiega Massimo Deiana, Presidente dell’AdSP del Mare di Sardegna – è un bilancio che segna una maturità contabile per il nostro Ente già saldamente unificato e organizzato in direzioni con specifiche competenze e, quindi, con una migliore distribuzione delle risorse. I numeri riportati danno un’idea chiara del ruolo strategico che l’Autorità di Sistema Portuale gioca a livello regionale e non solo, generando, da sola, un valore economico pari a 150 milioni di euro in un anno.

La previsione, sostenuta da dati di traffico positivi e da entrate costanti sui canoni conferisce la giusta stabilità al bilancio che, sono certo, con la gara internazionale per l’individuazione del nuovo concessionario del Porto Canale, verrà adeguatamente rinforzata, grazie ai nuovi introiti che deriveranno da canoni e tasse di ancoraggio, così come si riveleranno strategici gli investimenti sui depositi di Gnl a Cagliari ed Oristano”.

Non solo entrate, ma anche una pianificazione consistente di interventi infrastrutturali. “Il piano triennale delle opere approvato prevede interventi infrastrutturali per oltre 117 milioni di euro in tre anni, 64 milioni dei quali nel solo 2020 – continua Deiana – cifre che lasciano ben intendere che è in corso la rivoluzione dell’intero sistema portuale sardo. Manutenzioni straordinarie in tutti gli scali, ma anche infrastrutturazioni nell’ambito del Porto Canale che rimuoveranno il freno alla crescita ed al salto di qualità atteso, oramai, da troppo tempo”.

Gli interventi più consistenti, in breve, inseriti nel Piano triennale delle opere portuali
Tra gli interventi più consistenti inserito nell’elenco triennale, per quanto riguarda Cagliari, il completamento della passeggiata di Su Siccu, il consolidamento della banchina antistante al Capannone Nervi, la demolizione del Silos e dei fabbricati di Sa Perdixedda e, non ultime, le opere di infrastrutturazione primaria nel lato Est del Porto Canale – che comprenderanno anche quelle di mitigazione e compensazione, così come stabilito nella conferenza di servizi per la riedizione del Piano Paesaggistico – per la realizzazione del polo nautico.

Manutenzione delle banchine ed adeguamento degli scarichi delle acque meteoriche riguarderanno anche gli scali di Oristano e Portovesme. Su Porto Torres, oltre agli stanziamenti per i lavori dell’Antemurale, parte della spesa interesserà la manutenzione dell’illuminazione, la riqualificazione delle aree archeologiche, l’avvio del secondo lotto della Darsena Servizi e la realizzazione dello scalo di alaggio e varo.

Per quanto riguarda Olbia, sono previsti interventi di potenziamento sulle banchine del porto industriale, dell’illuminazione dell’Isola Bianca ed interventi di manutenzione sulla stazione marittima. Manutenzione sugli asfalti e fondali interesseranno, infine, lo scalo di Golfo Aranci. Per i quattro porti del Nord (compresa Santa Teresa), il 2020 vedrà l’approvazione dell’accordo quadro che ingloberà un budget di 18 milioni di euro per interventi infrastrutturali.

AdSP del Mar Tirreno Settentrionale: Provinciali rientra a Palazzo Rosciano

Dopo otto mesi di sospensione dal proprio ruolo, il segretario generale, Massimo Provinciali, rientra nel pieno delle proprie funzioni.

È scaduta infatti oggi per Provinciali la misura cautelare disposta dal giudice a carico del numero due dell’Adsp Del Mar Tirreno Settentrionale, nell’ambito dell’inchiesta sulle autorizzazioni all’utilizzo degli accosti e dei piazzali della radice della Darsena Toscana che ha coinvolto anche il presidente Corsini (rientrato a fine agosto) e alcuni operatori del porto.

Il 5 luglio scorso la Cassazione ha annullato l’ordinanza del Tribunale del Riesame di Firenze accogliendo in pieno il ricorso degli avvocati difensori e trasmettendo gli atti dell’annullamemto allo stesso Riesame, che però ha tenuto l’udienza solo il 21 ottobre scorso e non si è ancora pronunciato.

Corsini e Provinciali sono dunque rientrati per scadenza naturale della sospensione.

“Rientrare per scadenza della sospensione quando questa è stata giudicata dalla Cassazione totalmente immotivata fa un po’ male, ma raddoppierò gli sforzi per recuperare il tempo perduto”, ha dichiarato Provinciali.

AdSP MTS: Ok al bilancio di previsione 2020

Un presunto avanzo di cassa di 141 milioni, un risultato economico netto di 2 milioni e un avanzo di amministrazione che di qui alla fine dell’anno prossimo dimagrirà di 12,5 milioni, passando da 88 a 75 milioni di euro. Sono i numeri illustrati dal segretario generale facente funzione, Simone Gagliani, e riportati nel bilancio di previsione per l’esercizio finanziario del 2020, che questa mattina è stato approvato dal Comitato di Gestione.

«Il 2020 è un anno importante per l’AdSP, che sarà chiamata a confermare il trend positivo di crescita dei traffici degli ultimi anni», ha dichiarato il presidente Corsini, che ha aggiunto: «Il bilancio di previsione approvato vedrà impegnata l’Autorità Portuale sul fronte dell’ammodernamento dei propri porti attraverso un importante piano di investimenti»

Le spese per investimenti
Per proseguire lungo la strada ormai tracciata e per favorire nei porti di Sistema il necessario sviluppo economico ed occupazionale, l’AdSP prevede di spendere per l’anno che viene 24 milioni di euro per la realizzazione di opere infrastrutturali.

«Sono molti gli obiettivi che ci siamo ripromessi di raggiungere per il 2020 – ha spiegato Corsini – tra questi figurano il completamento delle opere previste dal Piano Regolatore Portuale di Piombino e l’infrastrutturazione dei porti elbani, con riferimento, in particolare, alla realizzazione della nuova Stazione Marittima a Portoferraio e delle opere previste dall’Adeguamento Tecnico Funzionale del Piano Regolatore Portuale di Rio Marina».

Su Livorno, invece, «intendiamo realizzare gli interventi pioritari per favorire l’insediamento di Porto 2000, sviluppare i raccordi ferroviari per incentivare l’internodalità e realizzare il ponte mobile sullo Scolmatore, grazie al quale diverrà finalmente possibile chiudere le Porte Vinciane ed evitare così l’insabbiamento continuo dei fondali prospicienti le banchine della Darsena Toscana».
Infine, «Andremo avanti con la Darsena Europa, non dimenticando di accantonare per l’anno 10 milioni di euro che portano a complessivi 60 milioni di euro l’ammontare delle risorse proprie destinate all’opera di espansione a mare del porto».

Le entrate
Le entrate correnti sono iscritte per 36,9 mln di euro. La Port Authority prevede di incamerare per il 2020 13 mln di euro dalle tasse portuali e 7,5 mln dalle tasse di ancoraggio. Mentre verranno incamerati 11,1 mln di euro grazie ai canoni demaniali. A queste si aggiungono le entrate in conto capitale per circa 9,2 mln di euro (tra questi, 6 milioni provengono dal mutuo acceso con la BEI e 2,9 milioni dalla Regione Toscana).

Il Programma Triennale delle opere pubbliche
Oltre al bilancio di previsione è stato approvato il programma triennale 2020/2022 delle opere pubbliche. Dal quadro delle risorse emergono previsioni di spesa nel triennio per oltre 380 milioni di euro, di cui 24 mln nel 2020, 106,7 mln nel 2021, e 261,4 nel 2022.

Il nuovo numero massimo delle autorizzazioni allo svolgimento delle operazioni e dei servizi portuali
Nel corso della riunione il Comitato di Gestione ha anche adottato la delibera concernente la determinazione per il 2020 del numero massimo delle autorizzazioni all’esercizio delle operazioni e dei servizi portuali.

Con riferimento alle operazioni portuali, a Livorno è stato confermato un numero massimo pari a quelle attualmente attive, mentre a Piombino il numero è stato incrementato di 2 unità in previsione degli esiti dell’Atto di Indirizzo dell’agosto scorso. Confermate le autorizzazioni massime concedibili anche i porti elbani.

Per quanto riguarda i servizi portuali, sono stati confermati per tutti i porti i numeri massimi delle autorizzazioni previsti nel 2019.

AdSP MAM entra nella rete di EcoPorts, diventando membro attivo e accedendo a tutti gli strumenti previsti dalla principale iniziativa ambientale del settore portuale europeo

L’Autorità di Sistema portuale del Mare Adriatico Meridionale entra nella rete degli EcoPorts, la principale iniziativa ambientale del settore portuale in Europa.

Un risultato che premia il lavoro dell’Ente rivolto alla salvaguardia dell’ambiente, obiettivo principale perseguito nei cinque porti dell’Adriatico meridionale.

Accedere alla piattaforma significa essere parte integrante di un sistema sviluppato dai porti per i porti e progettato con l’obiettivo di mettere in pratica le linee di indirizzo tracciate da ESPO (European Sea Ports Organization), di cui EcoPorts fa parte integrante, e finalizzate a incoraggiare il libero scambio di esperienze, tra i porti membri,  sulle tematiche ambientali.

“Si tratta di un primo importante step- commenta il presidente dell’AdSP MAM Ugo Patroni Griffi- a cui ne seguiranno altri, finalizzati ad ottenere le certificazioni ambientali: vere e proprie etichette rilasciate esclusivamente ai porti che rispettano stringenti parametri di ecosotenibilità. Le sfide ambientali che lo shipping dovrà affrontare nell’immediato futuro- continua il Presidente- sono complesse e generano incertezza. Tra queste, bisognerà garantire qualità dell’aria, la produzione di energia e fronteggiare le conseguenze dei cambiamenti climatici. L’ottenimento delle certificazioni- conclude Patroni Griffi- è l’unico standard della gestione ambientale riconosciuto a livello europeo, specifico per il settore portuale, che contribuirà a rendere i nostri porti maggiormente competitivi, attrattivi e integrati nelle reti internazionali.”

Il principio generale di EcoPorts è quello di aumentare la consapevolezza sulla protezione ambientale attraverso la cooperazione e la condivisione delle conoscenze tra i porti europei, così da sostenerli nel miglioramento della gestione ambientale e nel raggiungimento degli obiettivi prefissati di sostenibilità.

Nel confronto con il proprio benchmark europeo, l’AdSP MAM si è classificata tra le prime posizioni nella compilazione del questionario Self Diagnosis Method (SDM) (metodo di autodiagnosi), rispetto alle proprie prestazioni ambientali contenute nel documento SDM Review.

LA CORTE DI CASSAZIONE ANNULLA SENZA RINVIO L’ORDINANZA DEL TRIBUNALE DEL RIESAME DI LECCE NEI CONFRONTI DEL PRESIDENTE UGO PATRONI GRIFFI E DEL DIRETTORE DEL DIPARTIMENTO TECNICO ADSP MAM FRANCESCO DI LEVERANO

La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio l’ordinanza del Tribunale del Riesame di Lecce con cui veniva disposta la misura interdittiva della sospensione dall’incarico per otto mesi per il presidente dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico meridionale, Ugo Patroni Griffi, e per il direttore del Dipartimento Tecnico, Francesco Di Leverano.

La suprema Corte, quindi, ha ricalcato sostanzialmente la decisione già adottata dal GIP che in prima istanza aveva respinto la richiesta del PM.

La terza sezione penale della Corte di Cassazione, riunitasi ieri mercoledì 23 ottobre, costituita da giudici specializzati nella materia urbanistica ed edilizia, ha approfondito per oltre due ore in Camera di Consiglio, tutte le questioni proposte dalle parti, addivenendo ad una decisione ponderata e analizzata in tutte le sue pieghe.

In tutti questi mesi, nonostante la pendenza del provvedimento, il Presidente, il Dirigente e tutto il Management dell’Ente hanno, comunque, continuato ad operare e lavorare per la crescita dei porti del sistema e in particolare per il porto di Brindisi; impegno confermato dai dati relativi ai traffici e alle proiezioni per l’immediato futuro.

“E’ risultato lampante il nostro assunto– commenta il Presidente- ossia che l’infrastrutturazione di un porto non può costituire reato, atteso che si tratta di opere necessarie e indispensabili per garantire i livelli di security imposti dalla Legge e consentire allo scalo di adeguarsi ai propri competitor, italiani e stranieri. Un sincero ringraziamento va alla Comunità portuale brindisina e a tutti quegli operatori che hanno creduto nella correttezza e nella trasparenza della nostra azione amministrativa.”

Il presidente Patroni Griffi e il direttore del Dipartimento Tecnico Di Leverano sono stati difesi dagli avvocati  Amilcare Tana, Vito Epifani, Luciano Marchianò, Carlo Enrico Paliero e Alfredo Gaito.

Conferenza Nazionale delle Autorità di Sistema Portuale

L’incontro di coordinamento presieduto dal ministro Paola De Micheli

MIT- Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli ha presieduto  oggi  la Conferenza Nazionale di Coordinamento delle Autorità di Sistema Portuale.

Nel corso dell’incontro il Ministro ha manifestato l’intenzione di avviare un percorso di confronto, di analisi e di risoluzione dei problemi attraverso la convocazione periodica della conferenza.

Due le priorità che sono state portate dal Ministro De Micheli all’attenzione dei presidenti: il regolamento di gestione delle concessioni da modificare sulla base delle indicazioni contenute in una delibera dell’Autorità nazionale dei Trasporti, e il tema del rischio di infrazione europea dopo la comunicazione arrivata da Bruxelles sulla tassazione delle attività portuali italiane.

Sulla seconda questione il Ministro ha espresso la volontà di avviare un negoziato con l’Unione Europea senza intraprendere alcun contenzioso di natura giurisdizionale con le istituzioni continentali.

Unanime la condivisione da parte dei presidenti che sono intervenuti rispetto al metodo annunciato dal Ministro fondato sulla centralità della conferenza per affrontare tutte le questioni più importanti del sistema portuale italiano.

L’ingegner Cristina Bianchi nominata Segretario Generale AdSP Mare Adriatico centro settentrionale

Il Commissario Straordinario dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico centro settentrionale, ingegner Paolo Ferrecchi, ha proposto al Comitato di Gestione la nomina dell’ingegner Cristina Bianchi quale Segretario Generale facente funzioni della stessa Autorità.

Il Comitato di Gestione ha accolto la proposta positivamente e da oggi, 16 ottobre 2019, l’ingegner Bianchi ricoprirà il ruolo di Segretario Generale f.f. dell’AdSP del Mare Adriatico centro settentrionale, sino al ripristino del Segretario Generale dottor Paolo Ferrandino.

L’ingegner Bianchi, esperta di comprovata esperienza e qualificazione professionale nel settore disciplinato dalla legge 84/1994 nonché in materia tecnico-amministrativa, già membro del Comitato di Gestione del Porto di Ravenna in rappresentanza della Regione Emilia Romagna, è dunque da oggi nelle condizioni di poter garantire quotidianamente la propria presenza in via Antico Squero, al fine di contribuire ad assicurare la piena e continuativa operatività dell’Ente.

IL NAUTILUS Anno 14 N°3

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato allo shipping con un focus sul soccorso in mare e sulla Brexit, il ruolo del porto di Salerno e la "Barletta marinara". Poi un approfondimento sui fari di Brindisi ed uno sul trasporto ad emissioni zero con Emma. E ancora, approfondimenti sulle crociere e sulla sicurezza nei nostri porti.
poseidone danese

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