Porto di Brindisi: collegamento da Costa Morena Est alla rete ferroviaria

BRINDISI – Venerdì 22 marzo alle ore 12.00 nella sala conferenze del Consorzio ASI di Brindisi, via Angelo Titi, 19, il presidente, Domenico Bianco, il presidente dell’AdSP MAM, Ugo Patroni Griffi e i responsabili RFI – Commerciale Direttrice Adriatica  Roberto Laghezza, Direzione Territoriale Produzione Bari  Giuseppe Marta, illustreranno alla stampa la definizione dell’iter procedurale finalizzato a collegare direttamente la banchina di Costa Morena Est, nel porto di Brindisi, alla Rete Ferroviaria Italiana.
Finalmente, infatti, grazie alla fattiva sinergia tra i tre soggetti coinvolti, si procederà alla firma del contratto per esercizio del raccordo ferroviario, ossia i nuovi binari che l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale di Brindisi ha realizzato nell’area di Costa Morena Est. L’infrastruttura, attraverso il raccordo di proprietà del Consorzio ASI, consentirà l’allacciamento diretto dei binari portuali alla rete ferroviaria nazionale, per effettuare operazioni logistiche connesse con il trasporto ferroviario di merci di vario genere anche a mezzo container.

Si apre, pertanto, una nuova era per il porto di Brindisi che viene così messo nelle condizioni di poter sviluppare nuovi collegamenti intermodali, che consacreranno lo scalo quale hub internazionale per lo scambio di merci con l’Europa e con i Paesi che si affacciano nel bacino del Mediterraneo. Il porto di Brindisi che in passato poteva vantare l’intermodalità nave-treno, ai tempi della Valigia delle Indie prima e con lo scalo Brindisi Marittima poi, torna a possedere un efficiente collegamento ferroviario delle banchine alla rete nazionale.

Ciò è stato possibile grazie al lavoro sinergico non solo del Consorzio ASI e dell’Autorità di Sistema Portuale, ma anche grazie al contributo del Comune e della Provincia di Brindisi, anch’essi firmatari nel 2012 di un protocollo d’intesa con la Regione Puglia relativo all’assetto ferroviario retroportuale.

Logistics Career Day il 21 marzo

VENEZIA – Giovedì 21 marzo il Porto di Venezia ospiterà l’annuale appuntamento con il LOGISTICS CAREER DAY, evento formativo dedicato agli istituti scolastici secondari del territorio.Dopo il consolidato successo delle scorse edizioni, il CFLI – Consorzio Formazione Logistica Intermodale – coordinerà la giornata dedicata all’approfondimento sulle professioni dei trasporti e della logistica e sui percorsi di formazione attivi in questo ambito nel territorio veneto.

L’iniziativa, che si svolgerà presso il Terminal 103 di Venezia Terminal Passeggeri, si pone l’obiettivo di offrire agli studenti e alle loro famiglie un’occasione di incontro non solo con professionisti, formatori, orientatori, ma anche con giovani che hanno trovato la loro strada nella Logistica, al fine di conoscere i diversi percorsi formativi attivi nel settore e poter progettare in modo consapevole il proprio futuro formativo e professionale.

L’evento si aprirà alle 09:30 e vedrà, nel corso della mattinata, gli interventi di rappresentanti dell’Autorità di Sistema Portuale, di enti formativi, di terminalisti, spedizionieri, trasportatori, tutti sul palco per fornire ai giovani gli spunti per le loro prossime decisioni in campo formativo e professionale.

DELEGAZIONE DEL QATAR OGGI IN VISITA AL PORTO DI VENEZIA

VENEZIA – Una delegazione del Qatar, accompagnata da ITA Doha e composta dai vertici di Mwani (Qatar Ports Management Company), da alcuni rappresentanti dei terminal portuali e dalla Qatar Free Trade Zone Authority, ha incontrato stamane i vertici dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale.

L’incontro con il Porto di Venezia si è sviluppato in un seminario tecnico introdotto dal Presidente Pino Musolino presso la sede dell’Autorità a Venezia e in una serie di incontri business-to-business.I settori su cui si è focalizzata l’attenzione dei partner del Qatar sono stati principalmente tre: project cargo, prodotti deperibili ed energetico, in particolare LNG.

Il presidente Musolino dichiara: “La forte vocazione alle relazioni internazionali del nostro porto ci porta a collaborare sempre più con realtà che si stanno ritagliando un ruolo rilevante nel contesto del commercio per via marittima come il Qatar. L’incontro di oggi è stato estremamente proficuo e ciò ci porta a essere fiduciosi sulla prossima e concreta apertura di nuove opportunità di collaborazione su più fronti con i principali porti di questo Paese”.

L’appuntamento si inserisce nel quadro del Memorandum of Understanding firmato a Roma il 15 gennaio 2018 tra Assoporti e l’omologa associazione catarina Mwani Management Port Authority, volto a una maggiore efficienza e all’integrazione dei trasporti e della logistica tra i due Paesi.

Portoferraio: al via la stagione crocieristica

LIVORNO – È arrivata giovedì scorso a Portoferraio la M/N Arethusa. La lussuosa nave da crociera della compagnia Grand Circle Cruise Line, con i suoi 49 passeggeri a bordo, quasi tutti di nazionalità americana, ha di fatto dato il via alla stagione crocieristica nell’Isola d’Elba.

La cruise boat farà ritorno a Portoferraio altre tre volte (il 19 e 21 marzo, e il 2 aprile). Poi toccherà alla Rinsedam, alla Flying Clipper, alla Berlin, alla Azamara Pursuit, alla Star Pride e alla Wind Star. I passeggeri di queste navi affolleranno le banchine della città in tutto il mese di aprile.

Il calendario pubblicato sul sito dell’Autorità di Sistema Portuale prevede in tutto 100 accosti a Portoferraio tra marzo e ottobre.
Il servizio di accoglienza a terra ai crocieristi sarà offerto come per lo scorso anno dalla Società Cosimo de’ Medici, partecipata del Comune di Portoferraio.

Per quanto riguarda il porto di Piombino i crocieristi cominceranno ad arrivare nel mese di giugno, come da calendario. Nello scalo piombinese sarà la società terminalista Tuscany Terminal a offrire i servizi ai crocieristi di concerto con la Società Parchi Val di Cornia.

Porto di Trieste: pronti ad accogliere gli investimenti cinesi

TRIESTE – Il monito di Washington preoccupa ma la fibrillazione in città per l’eventuale prossimo arrivo dei cinesi è palpabile, tale da superare il punto di non ritorno.
D’altronde, l’Autorità portuale guidata da Zeno D’Agostino da anni è impegnata in una riorganizzazione amministrativa e logistica dello scalo e in una sua ‘blindatura’ perché gli investitori che dovessero arrivare – asiatici, americani o africani – trovino un perimetro giuridico entro il quale agire.

“E’ falso dire che svendiamo l’Italia o il porto di Trieste ai cinesi”, ammoniva pochi giorni fa D’Agostino. Ora gli ha fatto eco il potente assessore regionale leghista alla Sicurezza e Autonomie locali Pierpaolo Roberti che ha puntualizzato: “Diversamente da quanto succede in altri Stati, non possiamo vendere pezzi di porto, possiamo dare concessioni. Quindi quello che è successo alla Grecia con il Pireo non può accadere nel porto di Trieste. Dopodiché dobbiamo vigilare e stare attenti: accettiamo tutti gli investimenti, ma dobbiamo poterli gestire noi”.

Anche sul Pireo, così frequentemente tirato in ballo come esempio negativo dell’atteggiamento da padrone di Pechino, c’è comunque da obiettare. Matteo Parisi, della omonima storica casa di spedizioni, ricorda che da quando lì è arrivato il colosso cinese Cosco “in quello scalo lavorano duemila greci che prima erano disoccupati”. Il progetto originario cinese prevedeva la costruzione di una ferrovia lungo i Balcani per arrivare direttamente in Europa ma poi per le difficoltà orografiche e la tormentata situazione sociale, ha fatto deviare la Belt and Road Initiative marittima su Adriatico (Venezia, Trieste, Koper) e Tirreno (Genova).

Per ragioni diverse, tra questi porti, il traffico dell’ultima tappa si concentrerebbe su Trieste. Per il momento, tuttavia, gli accordi da firmare prevedono solo una collaborazione sullo sviluppo della rete ferroviaria. Parisi ha le idee chiare: “Dobbiamo puntare su traffici come questi per crescere e creare lavoro. Ma bisogna distinguere tra chi intende farsi finanziare progetti dai cinesi e chi è pronto a mettersi in società con i cinesi, cioè siglare intese perché si sostenga un progetto industriale. Questo è un modello sano”. Ne è convinto anche il sindaco, Roberto Dipiazza, che oggi ha ribadito lo sforzo per avviare “lo sviluppo della città”.

Il presidente della Cciaa Venezia Giulia, Antonio Paoletti, ha invece sottolineato un aspetto della vicenda che di tanto in tanto viene citato: “Trieste comincia a dar fastidio ai grossi player e ai grossi porti del nord Europa. Si potrebbe leggere così” la nuova attenzione da parte della comunità internazionale sulla Via della Seta, via che “Trieste ha sempre avuto”.

Record di traffici per i porti del Sistema

44 milioni di tonnellate di merce movimentata e segni più davanti a quasi tutti gli indicatori di traffico. Il 2018 è da record

Una crescita del 7,3% nel tonnellaggio complessivo e segni più davanti a quasi tutti gli indicatori di traffico, con l’eccezione dei traghetti, che sono diminuiti dello 0,4%. Sono i dati del rapporto statistico dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale, presentati stamani nel corso della prima conferenza stampa del neo commissario Pietro Verna.

Nell’anno appena trascorso, i porti di Livorno, Piombino e quelli elbani di Portoferraio, Rio Marina e Porto Cavo hanno movimentato 44 milioni di tonnellate di merce.

Lo scalo labronico si conferma regina nel settore delle autostrade del mare, dove con le sue 507 mila unità commerciali in ingresso e in uscita dal porto (+ 13,2% rispetto al 2017) ha contribuito a movimentare il 70% del traffico complessivamente generato in questo comparto da tutti i porti del Sistema. Assieme a Piombino (che ha movimentato oltre 125 mila unità, in calo dell’8%) e ai porti elbani (95mila unità, +1,8%), sono state movimentate quasi 729 mila tir e trailer (+7,1%).

I passeggeri transitati dagli scali portuali dell’Alto Tirreno sono stati 9 milioni 723 mila, +0,5% rispetto al 2017. In crescita il traffico delle crociere, con 825 mila crocieristi (+12,3%). In particolare, è stato il porto di Livorno a registrare il dato più performante, movimentando 786.136 cruisers (+12,5%), seguono i porti elbani con 26.415 unità (in calo dell’11,4%) e quello di Piombino (12.759 unità, +116,4%).

Nel traffico dei traghetti, i porti nel loro insieme hanno movimentato quasi 9 milioni di passeggeri, di cui 2,6 milioni in transito da Livorno (+ 5,3%), 3,2 milioni da e per Piombino (-2,7%) e 3.044.667 da e per gli scali insulari ( -2,7%).
Nel settore delle merci alla rinfusa, sono stati movimentati quasi 12 milioni di tonnellate di merce, di cui 8,8 9,5 di rinfuse liquide (+7,5%) e 2 milioni di tonnellate di dry bulk (0,7%).

Nelle altre tipologie di traffico è il porto di Livorno a gestire il 100% del traffico complessivamente movimentato dai porti dell’Alto Tirreno.

Nei container Il 2018 ha fatto registrare complessivamente una crescita dell’1,9% rispetto al 2017 con 748 mila TEU movimentati. Al raggiungimento del buon risultato hanno contribuito i container pieni, che sono aumentati del 7,5% sia in import che in export. In decremento, invece, i contenitori vuoti (-2%) e il transhipment (154 mila TEU totali, -9,3%) che oggi costituisce il 20% del traffico dello scalo.

Bene anche le auto nuove, dove è stato raggiunto il terzo record consecutivo: 666 mila unitù e una crescita dell’1,3%.

E non potevano che essere ottimi i rendimenti del traffico dei prodotti forestali: 1,65 milioni di tonnellate movimentate e +4% sul 2017.
Complessivamente, sono transitate dagli scali dell’Alto Tirreno 34.912 navi, in diminuzione del 3,4% rispetto all’anno precedente. È diminuita anche la stazza lorda complessiva del movimento navi, che è passata dalle 319 mila tonnellate del 2017 alle 315 mila del 2018.

I dati statistici li potete trovare qui

Porto di Venezia: modificato all’unanimità il Pot

VENEZIA – Nel corso della riunione del Comitato di Gestione dell’Autorità di Sistema Portuale di mercoledì 27 febbraio è stata approvata all’unanimità la prima revisione del Piano Operativo Triennale 2018 – 2020 che conferma le strategie finalizzate a promuovere la crescita e lo sviluppo del sistema portuale dei porti di Venezia e Chioggia, in coerenza sia con gli strumenti di indirizzo sovraordinati, sia con la pianificazione territoriale.

Sotto un profilo più generale, nel corso del 2018 l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Adriatico Settentrionale ha avviato numerose azioni con l’obiettivo di migliorare l’accessibilità nautica, l’accessibilità ferroviaria, l’accessibilità stradale e quella digitale. Allo stesso tempo sono state portate avanti iniziative atte a migliorare la sostenibilità ambientale delle attività portuali al fine di garantire uno sviluppo equilibrato e sostenibile del sistema portuale di Venezia e Chioggia.

Più in particolare, dalla prima revisione del Piano Operativo Triennale, emerge che, nel corso del 2018, l’Ente è stato impegnato nella fase di gestione ed attuazione dei progetti europei in corso e nella fase di avvio di nuovi progetti approvati nell’ambito della programmazione Europea 2014-2020, per un totale di contributi gestiti pari ad oltre 34 milioni €.

Sotto il profilo dell’accessibilità nautica, sono stati avviati i lavori di escavo del Canale Malamocco Marghera per garantirne la navigabilità e sono stati adottati ausili immateriali e digitali per favorire la sicurezza e l’operatività della navigazione.Altrettanta attenzione è stata riservata all’accessibilità ferroviaria e all’accessibilità stradale, sia sotto il profilo infrastrutturale, sia sotto il profilo operativo.Particolare rilievo assume poi l’approvazione da parte della Regione del Veneto, in via definitiva, del progetto di Adeguamento Tecnico Funzionale del Piano Regolatore Portuale relativo all’arretramento della banchina del Canale Industriale Ovest in corrispondenza dell’area di Montesyndial.

L’arretramento di 35 m dell’attuale sponda è contestuale alla realizzazione di una nuova banchina. L’intervento è volto a garantire la piena accessibilità nautica del Canale Industriale Ovest, consentendo il transito in sicurezza alle navi che devono raggiungere le aree più interne del canale stesso anche in presenza di navi ormeggiate in banchina Liguria e banchina Emilia, nonché sulla sponda dell’area Montesyndial.

È stata infine approvata all’unanimità, l’attività svolta per lo sviluppo del progetto per la realizzazione di un terminal costiero di stoccaggio di LNG nel canale Sud (l’investimento complessivo è stimato in circa 105 milioni di euro ed ha ottenuto un importante co-finanziamento europeo nell’ambito della programmazione CEF pari a c.a. 18,5 milioni di euro).

Infine, nel corso della seduta, sono stati espressi pareri positivi da tutti i membri del Comitato di gestione relativamente all’esito dei lavori della Commissione Consultiva di Venezia e della Commissione Consultiva di Chioggia sul rilascio delle autorizzazioni per la fornitura di servizi specialistici, complementari e accessori al ciclo delle operazioni portuali, per l’anno 2019 nei rispettivi porti.

PORTO DI ANCONA: DEMOLIZIONE SILOS DARSENA MARCHE

ANCONA – Trasformazione, parola chiave per il porto di Ancona. Un percorso di cambiamento legato al cambiamento del mercato come per il settore dei cereali, che ha visto una forte e irreversibile riduzione dei traffici nello scalo.

Una riflessione di mercato che ha contribuito, è stato spiegato in una conferenza stampa nella sede dell’Adsp, assieme all’indispensabilità di una profonda e onerosa manutenzione straordinaria dei manufatti, alla mancata richiesta del rinnovo di concessione demaniale di Silos Granari Sicilia e di Sai, a quanto previsto dalla pianificazione urbanistica, alla decisione di recuperare l’area per altre attività portuali, con relativo abbattimento dei 46 silos complessivi che si trovano alla darsena Marche, 34 del concessionario Silos Granari della Sicilia srl (alti 28 metri) e 12 di Sai srl (alti 44 metri).

Venerdì si è chiusa, in sede di Conferenza dei servizi, la procedura amministrativa per l’intervento di demolizione che sarà realizzato a carico di Silos Granari della Sicilia attraverso un’azienda specializzata. Oggi, dentro l’impianto, inizia la fase propedeutica all’abbattimento dei silos edificati sull’area in concessione.

LA DECISIONE DEL COMITATO DI GESTIONE PORTUALE

Il 31 dicembre 2019 scadranno le concessioni alle società Silos Granari della Sicilia srl e Sai srl che gestiscono i silos utilizzati per i traffici dei cereali nella darsena Marche dell’area commerciale del porto di Ancona. Con le due società concessionarie, l’Autorità di sistema portuale, alla sottoscrizione degli atti a gennaio 2016, si era impegnata a comunicare 18 mesi prima della scadenza le proprie valutazioni sulla futura destinazione di queste aree demaniali. E’ stato, quindi, approvato all’unanimità dal Comitato di gestione dell’Adsp il 27 giugno 2018 un indirizzo sull’area che non prevede più l’utilizzo dei silos.

LE MOTIVAZIONI PRINCIPALI DELLA DECISIONE DEL COMITATO DI GESTIONE PORTUALE

Traffici cereali e politiche nazionali per il settore

Il piano cerealicolo nazionale del ministero delle Politiche agricole e forestali del 2016 prevede la necessità di razionalizzare i flussi logistici, di dismettere i centri più obsoleti, per ragioni logistiche, ambientali e igieniche, e di ammodernare le strutture di ricezione del prodotto e dei sistemi di stoccaggio.L’analisi dei dati, tra il 2010 e il 2017, della portualità adriatica ha evidenziato la sempre maggiore concentrazione del traffico negli scali di Ravenna (1,9 milioni di tonnellate nel 2017) e Bari (1,6 milioni di tonnellate nel 2017) in quanto scali in prossimità delle grandi aziende di trasformazione. Il porto di Ancona, invece, ha movimentato 217 mila tonnellate, con un continuo trend negativo. Dal 1 gennaio 2018 ad oggi sono state movimentate soltanto circa 20 mila tonnellate.

Costi interventi di manutenzione sugli impianti

Sui silos, costruiti negli anni ’60, sarebbe stato necessario prevedere interventi di manutenzione straordinaria che, una valutazione effettuata da una qualificata società, ha stimato essere di circa 7 milioni di euro. Una cifra difficile da ammortizzare sulla base dei flussi di traffico che hanno caratterizzato l’ultimo decennio, sempre in costante e progressiva diminuzione.

Richiesta di concessione

Alla data del 30 giugno 2018, scadenza della decisione di indirizzo dell’area da parte del Comitato di gestione portuale, non sono pervenute domande di rinnovo di concessione demaniale per l’utilizzo dei silos.

Strumenti di pianificazione territoriale

La demolizione dei silos si configura come azione coerente alle previsioni dello strumento urbanistico comunale vigente. La redazione del futuro Piano regolatore portuale, che la legge prevede come competenza dell’Autorità di sistema portuale, sarà naturalmente effettuata con l’intesa dell’Amministrazione comunale e inquadrerà le future previsioni ad uso portuale dell’area all’interno di una più ampia strategia di sviluppo dello scalo dorico.

Razionalizzazione degli spazi portuali

È stata valutata l’esigenza complessiva dello scalo di disporre di spazi adeguati e dimensionati per sviluppare le tipologie di traffici emergenti o in espansione. Una necessità che troverà una risposta nel prossimo Piano regolatore portuale, che sarà definito dopo la stesura del Piano regolatore di sistema portuale di cui, a breve, sarà affidato l’incarico al gruppo di professionisti che lo redigerà.

Le superfici a disposizione

Questa trasformazione libererà una banchina complessiva di circa 350 metri, con un retro banchina di 33 mila metri quadrati, che insieme all’area ex Bunge, sulla quale si procede per l’acquisizione, di ben 49 mila metri quadrati, creerà uno spazio complessivo di 82 mila metri quadrati, una vera grande opportunità per lo sviluppo delle attività portuali e per la creazione di nuova occupazione.

OCCUPAZIONE

Grazie all’impegno delle organizzazioni sindacali, le 13 persone occupate negli impianti sono al centro dell’attenzione per una ricollocazione. Mercoledì si svolgerà un’ulteriore riunione del tavolo sul “Protocollo per la tutela del lavoro nel porto di Ancona”.

DEMOLIZIONE IMPIANTO SILOS GRANARI DELLA SICILIA

L’azienda apre oggi il cantiere per le operazioni propedeutiche alla demolizione dei 34 silos edificati sulla propria concessione. L’intervento sarà effettuato per la maggior parte con abbattimento meccanico controllato e con tecnologie innovative con microcariche esplosive, realizzato da imprese specializzate e in giornate programmate. A breve sarà definito, dall’azienda demolitrice, e reso pubblico, il cronoprogramma dei lavori, che dovrebbero concludersi entro metà giugno. Altrimenti, l’intervento sarà sospeso durante la massima stagione di traffico dei traghetti per poi riprendere a settembre.

DICHIARAZIONI

“Questa trasformazione è l’evidenza che il porto di Ancona accetta la sfida della modernità e della contemporaneità – ha detto Rodolfo Giampieri, presidente Autorità di sistema portuale -, guarda in faccia l’evoluzione dell’economia e del mercato, che sta crescendo in maniera diversa nello scalo. Il porto cambia e si evolve con il mercato, per continuare ad essere a fianco delle imprese cercando di favorire opportunità per lo sviluppo delle attività portuali e la creazione di nuova occupazione”. “La riorganizzazione di quel pezzo di città è un tema che ha attraversato la città per almeno trent’anni – ha detto Valeria Mancinelli, sindaco di Ancona -, siamo arrivati adesso ad un punto di svolta positiva per l’evoluzione del porto di Ancona”. L’assessore comunale al Porto, Ida Simonella, ha sottolineato “il valore di un intervento su un’area che segna un salto di discontinuità nella prospettiva di crescita dello scalo dorico, con un orizzonte di sviluppo e di programmazione a medio-termine”. “Questa è una scelta ponderata e condivisa – ha affermato il contrammiraglio Enrico Moretti, direttore marittimo delle Marche e comandante del porto di Ancona -, che consentirà al porto di recuperare spazi per l’economia portuale e del territorio”. “Come Camera di Commercio delle Marche – ha detto il presidente Gino Sabatini -, abbiamo oggi un peso e la possibilità di farci ascoltare sui tavoli nazionali dove siamo pronti e disponibili a condividere, con Comune di Ancona e Autorità di sistema portuale, ogni iniziativa che possa favorire la realizzazione di progetti di ulteriore crescita di quest’area e della sua economia, a cominciare dall’indispensabile collegamento fra porto e grande viabilità”.

Porto di Genova: Spediporto, a febbraio torna il segno più

GENOVA – ”A febbraio il porto rialza la testa”.Spediporto, l’associazione degli spedizionieri genovesi, presenta i dati raccolti che mostrano un ritorno al segno più dopo un 2018 chiuso in perdita dell’8%, segnato dal crollo del ponte Morandi. Anche gennaio 2019, ricorda l’associazione, si era chiuso a -4%. Febbraio torna alla crescita: +3% fra traffici import ed export rispetto a febbraio 2018. Traina la ripresa l’aumento dell’export, con una media del +6%.

E’ il primo segnale di inversione, da consolidare, e Spediporto suona un campanello d’allarme: la carenza di personale tecnico in molte amministrazioni fondamentali per far funzionare al meglio il porto può provocare una battuta d’arresto. “L’impegno di tutti è stato quello di lavorare al pieno recupero di efficienza e affidabilità – dice il presidente Alessandro Pitto – Un impegno compreso dai clienti del porto e sostenuto da un buon mese per l’export italiano.

Ora dobbiamo accelerare su semplificazioni, sgravi (Zes e Zls) e efficientamento di molti servizi”. E poi c’è appunto il nodo della mancanza di personale tecnico negli uffici della dogana, di medici e tecnici nell’ufficio di sanità marittima, di veterinari ed attrezzature adeguate.

“Solo grazie al grande impegno delle attuali strutture – spiega – è stato possibile andare avanti ma il precariato e i pensionamenti a brevissimo renderanno impossibile garantire il servizio di controlli nei tempi che la clientela richiede. Se così fosse il traffico sarebbe ulteriormente penalizzato, uno sgambetto agli sforzi fatti finora”.

PORTO DI ANCONA: PRESENTAZIONE DEMOLIZIONE SILOS

ANCONA – Il porto di Ancona si prepara ad affrontare una trasformazione dei propri spazi dovuta all’evoluzione del mercato dei cereali con il conseguente abbattimento dei silos che si trovano nella Nuova darsena. L’evoluzione sarà illustrata in una conferenza stampa che si svolgerà lunedì 11 marzo, alle 12, nella Sala Marconi dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale ad Ancona.

Interverranno alla conferenza stampa: Rodolfo Giampieri, presidente dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale Valeria Mancinelli, sindaco del Comune di Ancona Enrico Moretti, contrammiraglio, direttore Marittimo delle Marche e comandante del porto di Ancona Gino Sabatini, presidente della Camera di Commercio delle Marche

IL NAUTILUS Anno 13 N°4

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato alle crociere con un focus sull'Italian Cruise Watch e l'Ocean Cay di MSC Crociere. Due interviste esclusive ai presidenti di Autorità di Sistema: Pietro Spirito e Sergio Prete. Una riflessione sulla "Rotta Artica" ed un approfondimento sulla fascia costiera brindisina: estetica, criticità ed opportunità. Poi approfondimenti sulle Zes ed un progetto: "COSIRIFAREIBARI" che mira a cambiare il modo di spostarsi in città.
poseidone danese

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