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Inaugurazione nuova darsena pescherecci a Cagliari

CAGLIARI – Mercoledì 28 giugno sarà inaugurata la nuova darsena pescherecci nel porto storico di Cagliari. La cerimonia è prevista per le ore 10,00 presso la darsena in via Sa Perdixedda.

La darsena è la maggiore opera realizzata nel nostro scalo negli ultimi anni. Accoglierà la totalità della flotta pescherecci presente a in città in un’area appositamente attrezzata e con una zona di espansione che sarà presumibilmente dedicata al consumo e alla vendita dei prodotti del mare.

Per Cagliari e il suo porto è una rivoluzione importantissima. Le aree rimaste libere (oggi occupate a macchia di leopardo dai pescherecci) verranno riconvertite e dedicate esclusivamente alla nautica da diporto, facendo diventare il nostro scalo un immenso porto turistico adibito a crociere e grandi yacht. La città aspetta da anni questa trasformazione così come i pescatori e il mondo del porto.

PORTO DI TRIESTE: 80 MLN DI EURO ALL’ADSP PER LA PROGETTAZIONE EUROPEA

TRIESTE – 80 milioni di euro di budget, con un cofinanziamento variabile da progetto a progetto tra il 20 e il 100%, pari a circa 15 milioni di euro. Sono queste le risorse a disposizione dell’AdSP per il settore della progettazione europea.  Ampio il ventaglio dei programmi di finanziamento a cui l’Authority è riuscita ad attingere: CEF (Connecting Europe Facilities), Horizon 2020, Interreg Med, Interreg Spazio Alpino, Interreg Central Europe e Interreg ADRION.

Sono invece ben 9 i progetti di cui l’Ente è attualmente partner: dalle infrastrutture (NAPA4CORE e Adri-Up) alla mobilità sostenibile per i crocieristi (LOCATIONS), dall’ICT (PORTIS) alla progettazione di misure per la sostenibilità ambientale (SUPAIR, TalkNET), dallo studio per ottimizzare il trasporto ferroviario (AlpInnoCT, ISTEN) a quello per rendere più efficiente la collaborazione tra i diversi stakeholder portuali (Clusters 2.0). Sono attualmente in fase di valutazione anche altri 5 progetti.

Per il presidente Zeno D’Agostino: “Rafforzare il settore della ricerca attraverso i finanziamenti comunitari, nazionali e regionali è una  priorità. In un porto competitivo serve una strategia che non valorizzi solo lo sviluppo delle infrastrutture, ma anche i settori della conoscenza e dell’innovazione, nonché il dialogo continuo con gli enti di formazione e ricerca del territorio. Oggi si è competitivi solamente se si è in grado di seguire l’evoluzione tecnico organizzativa del mercato. Ecco perché negli ultimi anni abbiamo investito nel campo della ricerca e sviluppo, potenziando il settore interno ad essa dedicato anche attraverso le recenti nuove assunzioni di giovani brillanti ricercatori.

I progetti finanziati sono solo il risultato più evidente di questa strategia, che si completa con un lavoro continuo di innovazione e progettualità logistica condiviso con gli operatori del porto e dell’industria del territorio. Questo oggi fa la differenza per uno scalo come il nostro, ed i risultati in termini di aumento della competitività, di traffici, di occupazione e di valore creato ne sono la concreta testimonianza”.

Porto di Taranto: approvato il Pot 2017-19

TARANTO – Nel pomeriggio di ieri, 19 giugno 2017, il Comitato di Gestione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio ha deliberato, all’unanimità, l’approvazione del “Piano Operativo Triennale 2017-2019 e Vision 2030 del porto di Taranto”, dopo aver acquisito il parere positivo, previsto dalla Legge, espresso all’unanimità da parte dei componenti dell’Organismo di Partenariato della Risorsa Mare, nella riunione tenutasi nel corso della mattinata.

Il documento di pianificazione portuale – che, nel breve, sarà pubblicato sul sito istituzionale dell’AdSP – si presenta con una veste innovativa rispetto al passato, caratterizzata da un approccio strategico di più ampio respiro che contribuisca ad allineare la programmazione dell’Ente a quella comunitaria, nonché alle principali milestones introdotte dal Piano Strategico Nazionale della Portualità e della Logistica e formalizzate attraverso la Legge di riforma del sistema portuale italiano.

Con il nuovo Piano l’Ente ha inteso, infatti, guardare al futuro e tracciare una vision al 2030, con l’obiettivo di definire l’agenda dello sviluppo dello scalo jonico attraverso un approccio business-oriented volto alla promozione dei traffici, attraverso una politica di sostenibilità economica-ambientale e nell’ottica di rafforzare e valorizzare l’identità territoriale della città di Taranto nella sua veste di città-porto.

Dopo uno sguardo ampio e approfondito sullo scenario economico e geopolitico di riferimento, il POT si sviluppa in sezioni tematiche che illustrano, a più livelli, le sfide che lo scalo è chiamato ad affrontare per essere al passo con le dinamiche evolutive e i trend del mercato dello shipping. Uno smart port 4.0, che pur guardando ad innovazione e sviluppo non trascura la necessità di applicare un approccio as-is al fine di conoscere e gestire al meglio le difficoltà quotidiane della intera Port community.

Il Presidente dell’AdSP, nel sottolineare l’orientamento dettato dalla sua nuova programmazione ha dichiarato che “la stesura del documento si inserisce in un momento storico molto importante per il porto di Taranto che oggi si presenta in costante trasformazione e nel quale il territorio e tutto il cluster portuale possano intravedere scenari di crescita e sviluppo”.

Nel corso della riunione di ieri pomeriggio, il Comitato di Gestione ha, altresì, deliberato all’unanimità, di procedere alla costituzione dell’Agenzia per la somministrazione del lavoro in porto e per la riqualificazione professionale (transhipment). La Delibera del Comitato di Gestione giunge a valle dell’intesa da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – acquisita la scorsa settimana – e consente di dare avvio alla concreta attuazione di quanto previsto dalla Legge n.18/2017. Nei prossimi giorni, infatti, sarà individuato l’Amministratore unico e costituita l’apposita società.

Come noto, l’Agenzia avrà lo scopo di sostenere l’occupazione, accompagnare i processi di riconversione industriale delle infrastrutture portuali e evitare grave pregiudizio all’operatività ed all’efficienza portuale, tramite attività di supporto alla collocazione professionale dei lavoratori iscritti nei propri elenchi, anche attraverso percorsi formativi dedicati ai lavoratori che saranno condivisi con la Regione Puglia.

Primo scalo ad Olbia per l’Aurora

OLBIA – Union Jack sulla prua e clientela rigorosamente inglese. Questa mattina alle 07.00, con provenienza da Salerno, l’Aurora ha toccato per la prima volta il porto di Olbia – Isola Bianca.Duecentosettanta metri di lunghezza e oltre 76 mila tonnellate di stazza, la nave della P&O, gruppo Carnival, ha compiuto quello che in gergo tecnico si chiama Maiden Call, primo scalo in un porto.

Sono 1816 i passeggeri a bordo, ai quali si aggiungono altri 800 membri d’equipaggio. Per questi, numerose le escursioni messe a disposizione dal tour operator Agenzie Marittime Sarde: Costa Smeralda, La Maddalena, i siti archeologici di Arzachena – La Prisgiona ed il trenino verde. Un bel biglietto da visita per presentare un territorio non ancora ben noto alla clientela inglese.

Per l’evento, proprio questa mattina, il comandante della nave, Robert Camby, ha ricevuto a bordo il Commissario Straordinario dell’Autorità Portuale e Direttore Marittimo del Nord Sardegna Pietro Preziosi, per il consueto scambio di crest ed un primo feedback sul porto di Olbia. “Come sempre – spiega Preziosi – l’incontro con il comandante di una nave da crociera si rivela fondamentale per valutare da un differente punto di vista il porto. La manovra e le operazioni d’ormeggio sono andate molto bene, stante il fatto che, in preparazione dell’arrivo di questa nave, c’è stato un costante confronto tra Agenzia marittima, Autorità Portuale e Marittima e Corpo dei Piloti. La presenza dell’Aurora all’Isola Bianca rappresenta un’importante scommessa per il porto e per il futuro del mercato crocieristico”.

La P&O, infatti, si affaccia ad Olbia per la prima volta proprio quest’anno. Il primo scalo della compagnia inglese è stato quello dello scorso 1 giugno con l’Arcadia. Una serie di toccate esplorative che proseguiranno nei prossimi mesi e sulle quali l’obiettivo fondamentale sarà quello di fidelizzare il gruppo armatoriale per il futuro.

“Questa esperienza, così come la stagione 2017 della Costa Crociere a Porto Torres, rappresenta l’occasione propizia per ampliare il mercato crocieristico nel Nord Sardegna – conclude Preziosi -. I nostri porti hanno potenzialità enormi di crescita ed il mio augurio è che si possa presto potenziarne la ricettività con nuovi interventi di dragaggio e allungamento delle banchine. Una sfida importante e prioritaria alla quale sarà chiamata la nuova Autorità di Sistema Portuale”.

Prossimo scalo ad Olbia, quello di giovedì con la MSC Crociere che, anche quest’anno, a partire dall’8 giugno scorso, con la Armonia ha ritrovato Olbia come tappa strategica per una clientela giovane, alla ricerca di spiagge e divertimento e, soprattutto, come base per la partenza per il tour di 7 giorni nel Mediterraneo.

I PORTI DEL MERIDIONE PUNTANO SULLE ZONE ECONOMICHE SPECIALI?

BRINDISI – Quello che, per lungo tempo, è stato un assillante refrain per ogni legislatura, molto presto potrebbe tramutarsi in realtà. Stiamo parlando delle c.d. ZES (Zone Economiche Speciali) che, specialmente nel Meridione, mai ripresosi del tutto dalla “amara” dipartita della Cassa per il Mezzogiorno, si candidano a trainare le aree portuali in panne e non.

Lo scorso 9 giugno, difatti, il Consiglio dei Ministri ha licenziato un decreto legge, rubricato come “disposizioni urgenti per la crescita del Mezzogiorno”, che si incarica di facilitare l’istituzione delle ZES nelle aree portuali nonché in quelle ad esse economicamente collegate. Si legge nel comunicato a mezzo stampa rilasciato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri come lo scopo sia “quello di sperimentare nuove forme di governo economico di aree concentrate, nelle quali le procedure amministrative e le procedure di accesso alle infrastrutture per le imprese, che operano o che si insedieranno all’interno delle aree, siano coordinate da un soggetto gestore in rappresentanza dell’Amministrazione centrale, della Regione interessata e della relativa Autorità portuale, al fine di consentire una progettualità integrata di sviluppo della ZES, con l’obiettivo di rilanciare la competitività dei porti delle regioni meridionali”.

Seppur in attesa della pubblicazione del decreto legge in Gazzetta Ufficiale, già paiono scorgersi i primi caratteri delle ZES, naturale evoluzione delle zone franche in ambito doganale, la cui attivazione spetterà al Governo su richiesta della regione interessata e previa l’allegazione di un convincente progetto di sviluppo.Le ZES saranno dotate di agevolazioni fiscali aggiuntive rispetto al regime ordinario del credito d’imposta al sud: in particolare, oltre agli investimenti delle PMI, saranno eleggibili per il credito d’imposta investimenti fino a 50 milioni di euro, di dimensioni sufficienti ad attrarre player internazionali di grandi dimensioni e di strategica importanza per il trasporto marittimo e la movimentazione delle merci nei porti del Mezzogiorno.

Le aree interessate dalle ZES, ricomprese tra le regioni dell’Obiettivo Convergenza (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia), dovranno godere di una particolare vocazione produttiva e di apertura ai mercati internazionali. Così come ha esplicitato lo stesso Ministro per la coesione territoriale ed il Mezzogiorno, Claudio De Vincenti, “Gioia Tauro potrebbe essere il primo territorio candidato ad ospitare una ZES” ma c’è spazio anche per tante altre aree portuali quali, ad esempio, Napoli, Salerno, Taranto (su quest’ultima, Matera, prossima capitale europea per la cultura 2019, pare abbia riposto le proprie ambizioni).

Al giorno d’oggi, si contano circa 4000 ZES in oltre 130 paesi del Mondo e, peraltro, risultano particolarmente concentrate ed apprezzate in Asia, nelle Americhe così come nelle regioni del Pacifico. Nel Vecchio Continente, ammontano a 97 le ZES esistenti (di cui ben 14 sono in Polonia) e sono ammesse  dall’articolo 107, paragrafo 3, del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea che concede deroga alla disciplina sugli aiuti di Stato ogni qualvolta un intervento risponda ad una delle seguenti finalità: sviluppo economico di un’area del c.d. obiettivo convergenza, promozione di un progetto di comune interesse europeo, sostegno all’economia nazionale turbata da “grave instabilità”, promozione della cultura e della conservazione del patrimonio, ecc.

In tutto ciò, l’Italia sembra esser essersi convinta dell’attrattività economica di un simile strumento, trascinata peraltro dalle varie risultanze dei rapporti SVIMEZ per il Mezzogiorno: dal solo 2013 ad oggi, ad esempio, sono state depositate in Parlamento ben 13 proposte di leggi istitutive di ZES in svariate aree del paese, da nord a sud, senza essere, nostro malgrado, addivenute a nulla di concreto. Ebbene, il recente decreto legge per il Mezzogiorno potrebbe preludere l’arrivo della tanto sospirata bonaccia per molte aree portuali del Mezzogiorno, che stiano in campana.

 

Stefano Carbonara

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PORTO SOSTENIBILE: UN NUOVO CAPITOLO DI SVILUPPO A TRIESTE

TRIESTE – Il porto di Trieste, da sempre attento alla sostenibilità ambientale, ha terminato il progetto di modifica dell’impianto fotovoltaico presente nello scalo, grazie al supporto del Gestore dei Servizi Energetici, società controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze con un ruolo centrale nella promozione dello sviluppo sostenibile in Italia.

Con la modifica progettuale individuata, e in seguito alla valutazione tecnica effettuata dal GSE, i pannelli fotovoltaici posti sulla copertura del magazzino n. 50 sul molo V, potranno essere ricollocati su altri magazzini del porto, garantendo il mantenimento in esercizio dell’impianto e il rispetto delle condizioni per l’accesso agli incentivi. La vicenda dei pannelli fotovoltaici era sorta quando la Samer & Co. Shipping aveva chiesto all’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale la demolizione del magazzino n. 50, sul quale erano installati sin dall’anno 2012 i pannelli dell’impianto gestito dalla Meridian Parco Energia srl.

Obiettivo della Samer Co Shipping è l’acquisizione di nuove aree scoperte all’interno del molo V al fine di ricavare nuovi spazi operativi per il terminal intermodale attualmente in costruzione. “Lo scalo giuliano ha una forte vocazione ferroviaria, ed è impegnato nella crescita della mobilità intermodale e nella movimentazione sostenibile delle merci” – commenta il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, Zeno D’Agostino. “Desidero ringraziare il G.S.E. poiché l’autorizzazione ricevuta ci consente di perseguire i piani di sviluppo del porto, creando le condizioni per realizzare nuovi investimenti senza penalizzare le attività economiche già esistenti”.

Francesco Messineo Commissario Straordinario Autorità Portuale Salerno

NAPOLI – L’ingegner Francesco Messineo è stato nominato, con decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Commissario Straordinario dell’Autorità Portuale di Salerno. Resterà in carica sino al 31 dicembre 2017. Dal 1 gennaio 2018, infatti, Salerno entrerà a far parte  dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale.

“La mia attenzione – ha dichiarato Messineo a seguito della notifica del decreto di nomina – sarà prioritariamente dedicata al dragaggio dei fondali portuali e alla prosecuzione del cantiere di Porta Ovest. Continueremo a lavorare nei prossimi mesi per realizzare al meglio, entro l’anno, l’integrazione tra i porti campani, in una logica di mutuo sviluppo. L’economia del nostro territorio richiede leve di crescita, ed anche l’istituzione delle zone economiche speciali per le aree contigue ai porti di Napoli e di Salerno rappresenta un’occasione per offrire nuove opportunità di sviluppo alla nostra Regione e per attrarre nuovi investimenti.”

L’Autorità Portuale di Salerno, così come precisato nel decreto di nomina del Commissario Straordinario, manterrà l’autonomia finanziaria e amministrativa sino al 31 dicembre 2017.
Francesco Messineo, dal suo canto, resta Segretario Generale dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale, svolgendo le nuove funzioni di Commissario Straordinario di Salerno nelle more del completamento del sistema portuale campano che comprende i porti di Napoli, Salerno e Castellammare di Stabia.

Nel decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti del 13 giugno 2017 in cui si nomina il Commissario Straordinario (art.1), all’art.2 si definisce anche la costituzione del Collegio dei revisori dei conti dell’Autorità Portuale di Salerno che risulta così composto: Presidente, Salvatore Riccio, membri effettivi, Antonietta De Pasquale, Emanuele Mattei, membri supplenti, Silvia Cirasa e Carla Folcarelli.
Il Commissario Straordinario sarà affiancato dal Segretario Generale dell’Autorità Portuale di Salerno Luigi Di Luise.

Nasce nello spezzino un polo di ingegneria specialistica dedicato alla Difesa

TRIESTE – Fincantieri ha firmato un accordo per l’acquisizione, tramite la propria controllata Delfi, di una partecipazione di Isselnord, società italiana presente in tutti i comparti della Difesa e nei principali settori industriali in ambito civile, specializzata nelle attività di ingegneria di supporto logistico e delle tecnologie informatiche ad essa applicate. In questa prima fase l’operazione riguarderà una quota maggioritaria della società, per giungere al controllo completo entro un periodo concordato.

L’operazione, si inquadra nello sviluppo del business Naval Services, anche attraverso l’offerta e la gestione dei servizi di gestione del ciclo di vita di sistemi complessi (“Life Cycle Management”), dal loro concepimento fino all’alienazione finale.

L’acquisizione ha una doppia valenza. Infatti, con l’accesso ad un bacino di competenze qualificate e impiegabili da subito, costituisce da un lato, la soluzione alla forte crescita del carico di lavoro del settore Naval Services, dovuta al rinnovo della flotta della Marina Militare affidato a Fincantieri, nonché agli altri ordini acquisiti di recente dal Gruppo in ambito militare; dall’altro consentirà, grazie alle relazioni di Isselnord, attiva in molteplici ambiti industriali, di rafforzare i rapporti commerciali nel settore della Difesa anche al di fuori del perimetro tradizionale di Fincantieri con particolar riferimento all’Aerospazio, ai sistemi di combattimento, di comando e controllo e ai prodotti software dedicati, con la prospettiva di fornire servizi ad alto valore aggiunto anche agli altri segmenti di attività del Gruppo.

Delfi è una società del gruppo Fincantieri preposta allo sviluppo delle attività di ingegneria logistica e manutentiva relativa alle commesse nel settore militare navale, nata nel 2008 in joint venture con la stessa Isselnord.

L’Amministratore delegato di Fincantieri Giuseppe Bono ha commentato: “Consideriamo questa operazione di grande rilievo strategico, poiché da oggi prende forma sul territorio spezzino un polo di ingegneria della Difesa, costituito da circa 200 persone, altamente specializzato, in grado di arricchire ulteriormente l’offerta che Fincantieri propone e che, già oggi, è unica per ampiezza e valore tecnologico”. Bono ha concluso: “Rafforzeremo  inoltre, nell’immediato la nostra presenza nel Naval Services, settore che riveste un’importanza fondamentale per i nostri clienti e che è sinonimo di affidabilità e competenza”.

PORTO DI TRIESTE: OPEN DAY 2017 DOMENICA 18 GIUGNO

TRIESTE –  Un evento “porte aperte” per permettere alla città di conoscere da vicino il motore dell’economia e del lavoro del territorio, fondamentale sia nel passato, che nel presente, che nel futuro.

Questo è l’Open Day del Porto di Trieste, organizzato dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale insieme a tutte le associazioni di categoria, gli operatori e la comunità portuale e previsto per domenica 18 giugno 2017.

Organizzato in 8 turni, in partenza alle 9, 10, 11, 12, 14, 15, 16 e 17 dal Museo Ferroviario di Campo Marzio, l’Open Day si articola in varie tappe. Dopo una presentazione generale, prevista all’interno del Museo Ferroviario di Campo Marzio, si proseguirà in pullman attraverso lo Scalo: Terminal Ro-Ro (Samer Seaports & Terminal Srl); Terminal multimodale (EMT Europa Multipurpose Terminals SpA); Terminal container (Trieste Marine Terminal SpA); Silocaf (Pacorini Silocaf Srl); Scalo Legnami (General Cargo Terminal SpA) e infine Canale Navigabile (Frigomar Srl e altre aziende).

Grazie all’Open Day, quindi, i visitatori potranno osservare i terminal principali, conoscere i luoghi del carico e scarico delle navi e dei traghetti, scoprire tante notizie sulle merci in transito, su cosa contengono i container e dove sono diretti. Vedranno poi come il porto di Trieste abbia una vocazione ferroviaria con ogni banchina servita dai binari, scopriranno come lo scalo sia  strettamente collegato alla produzione industriale e manifatturiera e potranno notare grandi motori e bobine giganti pronti per l’imbarco. Si potrà inoltre entrare in alcuni magazzini dove farsi avvolgere dall’intenso aroma dei chicchi di caffè, camminare tra i bancali di legname, accedere alle celle frigorifere e scoprire come si conservano le merci.

L’evento ha inoltre lo scopo di valorizzare chi ogni giorno lavora nei terminal, dando l’opportunità agli operatori di raccontarsi e di mostrare quali sono le loro professioni e di cosa si occupano nel dettaglio.

Modalità d’iscrizione all’Open Day
Prenotazione obbligatoria via web su www.porto.trieste.it o via telefono al numero 340 7546609 fornendo, per ciascuna delle persone che si vogliono iscrivere: Nome e Cognome, Indirizzo, Recapito di telefono cellulare, Estremi di un documento di identità in corso di validità, Data di nascita.

Porto di Taranto: pronti alla costituzione dell’Agenzia per la somministrazione del lavoro

TARANTO – Si comunica che, in data odierna, è pervenuta la nota del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – Direzione Generale per la Vigilanza sulle Autorità Portuali, con la quale viene partecipata l’intesa prevista dall’art. 4 co. 1 del D.L.29 dicembre 2016, n. 243, convertito con modificazione in legge n.18/2017, propedeutica alla costituzione dell’Agenzia per la somministrazione del lavoro in porto e per la riqualificazione professionale (transhipment).

Alla luce di tale intesa, l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio acquisirà, durante la prossima riunione del Comitato di Gestione, prevista per il 20 giugno p.v., apposita Delibera onde procedere alla costituzione e a dare concreta attuazione a quanto previsto dalla norma promossa e promulgata su impulso del Ministro per la Coesione Territoriale e il Mezzogiorno, Prof. Claudio De Vincenti. Nei prossimi giorni sarà individuato l’Amministratore Unico della suindicata Agenzia, selezionato a seguito di procedura ad evidenza pubblica.

Subito dopo la costituzione e la strutturazione dell’Agenzia sarà attivato un apposito tavolo di lavoro con la Regione Puglia per tracciare e definire i percorsi formativi che i lavoratori dovranno seguire ai fini della riqualificazione professionale e della ricollocazione presso le imprese operanti in ambito portuale.

L’Agenzia avrà lo scopo di sostenere l’occupazione, accompagnare i processi di riconversione industriale delle infrastrutture portuali e evitare grave pregiudizio all’operatività ed all’efficienza portuale, tramite attività di supporto alla collocazione professionale dei lavoratori iscritti nei propri elenchi.

IL NAUTILUS Anno 12 N°1

BRINDISI - In questo numero lo speciale è destinato alle crociere con i dati di Rsiposte Turismo e le previsioni per il 2017 di un settore ormai fondamentale per l’economia del Paese. Ma anche le importanti novità sulla safety portuale e sui regolamenti dell’Unione Europea sui servizi portali e la trasparenza finanziaria dei porti. Poi i porti di Napoli. Ancona, Trieste, Piombino e Olbia con gli investimenti e le nuove infrastrutture previste nei diversi scali italiani.
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