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Porto di Brindisi: bando per l’innalzamento del cono d’atterraggio

BRINDISI – Svolta decisiva nella procedura di innalzamento dei limiti del cono di atterraggio che interessa le banchine del porto di Costa Morena-Terrare, a Brindisi. La società Aeroporti di Puglia, infatti, in attuazione degli impegni assunti attraverso un protocollo di intesa promosso dalla soppressa Autorità portuale di Brindisi e siglato lo scorso 26 settembre, ha pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica e sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea un bando di gara finalizzato all’esecuzione dei lavori impiantistici e di ingegneria, relativi agli interventi di riqualifica della pista di volo RWY 13/31 dell’aeroporto del Salento.

Obiettivo, portare l’air-draft dagli attuali 36 mt. (sul livello medio mare) a 50 mt, al fine di svincolare definitivamente il traffico portuale dalle attuali restrizioni operative che, fino ad oggi, lo hanno fortemente penalizzato.

La soppressa Autorità portuale di Brindisi aveva già previsto un impegno di spesa di 1 milione 300 mila euro, per le opere afferenti l’infrastruttura portuale.  Le offerte potranno essere presentate entro il 31.07.2017, i lavori dureranno, secondo stima, 510 giorni, 200 dei quali saranno effettuati in ore notturne.

Attraverso tale atto, inizia la fase conclusiva dell’azione esercitata, da numerosi anni, dall’Ente portuale brindisino, volta a definire una delle più rilevanti problematiche che affliggono il porto. Lo scalo, infatti, avrà l’opportunità di recuperare una parte molto rilevante delle proprie potenzialità operative, con evidenti e conseguenti favorevoli impatti sullo sviluppo dei traffici.

“Nonostante negli anni il percorso sia stato impervio e lungo, la sinergia operativa tra Aeroporti di Puglia, l’Ente portuale, Enac ed Enav sta producendo, finalmente, i frutti tanto auspicati, – commenta il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale dell’Adriatico Meridionale, prof. Ugo Patroni Griffi. “Tali risultati- conclude il presidente- sono stati ottenuti grazie alla professionalità delle strutture, al grande spirito collaborativo e all’unità di intenti che ha animato tutti gli attori principali di questa annosa vicenda”.

Autorità di sistema del Mar Ionio: consegna dei primi lavori al Molo Polisettoriale

TARANTO – In data odierna l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio ha preso in consegna anticipata dall’ATI Consorzio Stabile GRANDI LAVORI S.c.r.l / Impresa Ottomano Ing. Carmine S.r.l. / Favellato Claudio S.p.A., i primi 600 metri di banchina del Molo Polisettoriale, costituenti la fase 1 dei lavori di RIQUALIFICAZIONE DEL MOLO POLISETTORIALE – AMMODERNAMENTO DELLA BANCHINA DI ORMEGGIO  – PORTO DI TARANTO al fine di restituirli all’operatività portuale.

I predetti primi 600 metri sono stati ultimati ad agosto del 2016 e, a valle del collaudo statico delle strutture, è stato possibile procedere alla odierna consegna anticipata. L’ultimazione dei restanti 600 metri di banchina (per un totale di 1200) è prevista per il 5 giugno 2017.

La consegna degli ulteriori ed ultimi 600 metri di banchina è prevista per luglio 2017, a valle del collaudo statico per il quale sono già in corso di esecuzione le necessarie prove.

Entro la fine di luglio, le opere di ammodernamento saranno ultimate e, pertanto, saranno operativi 1500 metri di banchina ed i piazzali retrostanti, esattamente le aree assentite in concessione al precedente operatore terminalista. Sono, inoltre, in corso di realizzazione, gli interventi per la realizzazione della cassa di colmata in ampliamento del V Sporgente e del dragaggio della banchina di ormeggio del Molo Polisettoriale che porteranno i fondali alla profondità di – 16.5 metri per i primi 1200 metri e – 15.00 metri per la restante parte.

Tali ultimi lavori termineranno a maggio 2018 con la possibilità di avere una parte della banchina a – 16.5 m. già nei primi mesi dello stesso 2018.

Il Port Community System LISy esteso ai porti della ADSP Mare Adriatico Centrale

ANCONA – Si è svolta lo scorso venerdì 12 maggio la prima riunione con gli operatori dei porti di Pescara ed Ortona per la presentazione del Port Community System LISy, che sarà messo a disposizione di tutti i porti dell’ADSP del Mare Adriatico Centrale a partire dal mese di giugno.

Presso la sede della Capitaneria di porto di Ortona, diretta dal Comandante Pio Oliva, si è tenuta la riunione operativa con gli operatori, i rappresentanti delle Capitanerie di Pescara ed Ortona, ed i tecnici dell’Associazione temporanea di impresa DBA Lab-Multiconsult che hanno in carico lo sviluppo e la gestione del PCS. Dopo il benvenuto del Comandante Oliva, il Segretario Generale dell’ADSP Mare Adriatico Centrale Matteo Paroli ha introdotto le caratteristiche del sistema, sottolineando in particolare l’utilità per semplificare il dialogo con le amministrazioni pubbliche in piena sicurezza e tutela dei dati.

Successivamente, i tecnici delle imprese appaltatrici ed i funzionari dell’Ufficio Sviluppo, Promozione e Statistiche Guido Vettorel e Matilde Cellerino hanno presentato il sistema e le sue funzionalità, insistendo in particolar modo sull’architettura “once” che caratterizza l’interfaccia dei diversi moduli al fine di consentire il massimo riuso del dato. Il PCS LISy attualmente dialoga con i sistemi PMIS delle Capitanerie di porto, AIDA dell’Agenzia Dogane e TRAMAR di Istat, mentre è in corso la funzionalizzazione per il dialogo con i sistemi telematici ITS e delle ferrovie. Ulteriore vantaggio, il sistema, completamente gratuito per l’utenza, dispone di un modulo per lo svolgimento degli adempimenti doganali che permette l’utilizzo di questo unico sistema per l’interfaccia con 3 diversi soggetti e l’integrazione dei dati.

La soluzione di Port Community System denominata LISy (Logistic Information System), è una piattaforma internet in grado di soddisfare le esigenze di scambio informativo e documentale delle filiere logistiche, degli operatori privati e pubblici e della comunità portuale. Il sistema rilasciato è di tipo “single window” in cui procedure, dati ed informazioni risiedono su un server centrale protetto, in grado di consentire l’utilizzo da parte di utenti abilitati attraverso un normale browser web e secondo policy di accesso e sicurezza prestabilite e gerarchiche. Ulteriore valore aggiunto, la capacità del sistema di interfacciarsi e dialogare con i sistemi informatici già in uso presso gli operatori, semplificando l’utilizzo del PCS e garantendo ulteriore flessibilità all’utenza.

“Nell’ottica del sistema portuale – ha dichiarato il Segretario Generale Matteo Paroli – l’estensione del sistema di PCS a tutti gli scali dell’Adriatico centrale rappresenta un ulteriore passo in avanti nella strategia di integrazione e messa in rete che è alla base della nuova legge di riforma della portualità. Sono convito che gli operatori potranno immediatamente percepire i vantaggi in termini di servizi e tempistiche ridotte che derivano dall’introduzione del sistema.”

Porto di Ancona: incontro dei sindaci per la firma del protocollo per la Via Clementina

ANCONA – Ieri alla sede dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale l’incontro dei sindaci e degli amministratori di  Ancona, Falconara, Chiaravalle, Jesi, Serra San Quirico, Genga, Sassoferrato, Matelica, Fabriano, Fossato Di Vico, Sigillo, Gualdo Tadino, Nocera Umbra per la firma del protocollo per lo sviluppo della Via Clementina, antica strada papale oggi elemento unificante dei territori coinvolti.

Un progetto per sostenere lo sviluppo turistico ed economico, orientato alla sostenibilità e al valore del fattore umano. Grazie ai promotori Laboratorio via Clementina e Centro Sociale Il Faro.

Porto di Livorno: in Fortezza Vecchia si parla di gigantismo navale

LIVORNO – Sono ingombranti, circolano a passo di lumaca (per risparmiare sui costi di carburante), hanno un impatto devastante sul mercato dei noli (a causa dell’eccesso di stiva) e sulle capacità ricettive di quasi tutti i porti del continente. I giganti del mare, diventati oggi un vero e proprio asset finanziario, su cui le banche e istituti di credito, specialmente prima della crisi dei mutui subprime, avevano investito massicciamente, sono stati al centro di un acceso dibattito a Livorno tra studiosi ed esperti di settore.

L’occasione è stata offerta dalla presentazione, nella cornice della cinquecentesca Fortezza Vecchia, dell’ultima fatica del professor Sergio Bologna, “Tempesta Perfetta sui mari”, opera che prendendo spunto dalla crisi del colosso coreano Hanjin, settima compagnia navale del mondo, si concentra sull’attuale stato di salute del settore.Una esplorazione della dark side of the moon – l’ha definita Bologna -una interrogazione sui costi che oggi deve sopportare la comunità portuale nel suo insieme per sostenere il gigantismo navale, ma anche una presa di coscienza sulle attuali condizioni di sicurezza in cui operano i lavoratori del mare. Che sono e rimangono il vero hardware dei porti e dello shipping e i primi a pagare le conseguenze dell’attuale assetto della finanza navale.

Sono tutti temi di spinosa attualità, a detta dell’intellettuale triestino, il quale condivide con molti critici, tra cui il  più volte citato Martin Stopford (trading ships not cargo), un particolare scetticismo nei confronti di certi scenari: in cambio di pochi margini di profitto, il gigantismo navale stressa i porti di mezzo mondo, costringendoli a implementare continuamente le proprie infrastrutture e ripropone il tema flessibilità nella organizzazione del lavoro in modo inedito rispetto all’immediato passato.

Ne sa qualcosa il segretario generale dell’Autorità di Sistema del Mar Adriatico Orientale, Mario Sommariva, che ha invocato una presenza più marcata dello Stato: “Servono Autorità Portuali forti, dotate di potestà di intervento, capacità di scelta anche in ambito formativo. Serve inoltre una direttiva che faccia ordine nel mare magnum del lavoro portuale, eliminando quelle distorsioni che oggi si sono prodotte in tema di appalti di segmenti del ciclo operativo. Credo infine che l’intervento pubblico nell’uso delle risorse sia oggi estremamente attuale”.

Lo Stato è insomma chiamato a ad acquisire un ruolo centrale in un’epoca in cui si sono acuiti i conflitti sociali: “Bene ha fatto il Ministro Del Rio a ricondurre sotto l’ombrello delle proprie competenze la responsabilità della programmazione delle opere infrastrutturali – è stata la chiosa di Bologna in apertura del convegno –, abbiamo visto arrivare al MIT qualcuno che ha avuto il coraggio di bloccare progetti che considero insensati”.

Il docente dell’Università degli Studi di Trieste, Vittorio Alberto Torbianelli è dello stesso avviso e non a caso ha insistito molto sulla necessità di definire un sistema comune nella calibrazione dei rischi di investimento nelle opere realizzate in project financing: “Ci sono oggi richieste di finanziamento infrastrutturale nei porti che appaiono ingiustificate rispetto alle attuali tendenze di mercato. La rincorsa acritica al gigantismo navale appare pericolosa perché ci pone in una posizione di sudditanza nei confronti delle grandi compagnie di navigazione. In una situazione, quale quella che si è venuta a prefigurare oggi, caratterizzata sempre di più da concentrazioni orizzontali di tipo oligopolista, occorre un governo forte che definisca, specialmente nelle opere finanziate tramite project financing, un sistema di calibrazione dei rischi coerente a livello nazionale, che non abbia diversificazioni a livello territoriale”. Vale a dire: ci vogliono parametri comuni cui far riferimento nella realizzazione delle grandi opere infrastrutturali.

Da un’analista all’altro, il presidente dell’Adsp del Mar Tirreno Centro-Settentrionale, Francesco di Majo, ha sottolineato che il pubblico può giocare un ruolo fondamentale nella evoluzione della portualità italiana. “Il legislatore ha capito che i porti devono lavorare in sinergia tra di loro. La vera novità della legge è infatti la Conferenza dei presidenti dell’Adsp: tutti i 15 presidenti siederanno insieme confrontandosi direttamente con il ministro sul tema della programmazione delle infrastrutture”.

E anche il presidente di Confetra, Nereo Marcucci, invita a guardare avanti: “Dobbiamo capire che il gigantismo navale in se e per se non è un male: esistono dei porti che possono e devono adattarsi alle grandi navi e porti che devono seguire un’altra vocazione. Tra questi ci sono quelli multipurpose, che oggi stanno soffrendo a causa di questa situazione”. Per Marcucci l’Italia ha dei margini di intervento: “e il Governo in questi due anni ha dimostrato di avere a cuore il sistema portuale, salvandoci dal morbo dell’anarchia offertista. Ora bisogna guardare avanti, vedo alcuni porti italiani che si candidano ad hub di riferimento per i traffici con il Nord Europa, ma Livorno, attraverso la Livorno-Firenze e con l’alta capacità può arrivare a Mannheim prima di quanto possa fare Genova col Terzo valico”.

Insomma, se è vero che certi fenomeni, come il gigantismo navale, non possono essere controllati da un singolo porto, è altrettanto vero che possono essere quanto meno governati attraverso un piano ben definito di priorità: una di queste è quella dello sviluppo ferroviario. Perché, come ha ricordato più volte Bologna, il mercato europeo, oltre le Alpi, lo si conquista con le ferrovie: ne è convinta Giulia Costagli, del Centro Studi e Progetti Innovativi di Rete Ferroviaria Italiana, per la quale occorre proseguire con il nuovo corso inaugurato dal Ministero Del Rio, che ha più volte annunciato di volere portare la quota di traffico su ferro anche al di là dei valori pretesi da Bruxelles (30% entro il 2030, 50% entro il 2050).

Per il segretario generale dell’Autorità Portuale di Livorno, Massimo Provinciali, la questione principale da affrontare nell’immediato è quella di applicare correttamente il nuovo disposto della legge di riforma della 84/94: “Per noi addetti ai lavori – ha detto – la riforma ha diversi nodi da sciogliere. Ma il risultato che frattanto è stato raggiunto, ovvero quello di aver riportato la portualità al centro della politica di governo, con una visione di insieme omogenea ed equilibrata sulle priorità da portare avanti di qui a quindici anni è un risultato che ci ricompensa di ogni sforzo”.

Gigantismo navale, concentrazione oligopolistica di mercato, lavoro portuale e flessibilità, sicurezza, regime concessorio e centralità dello Stato: è difficile mettere insieme tutti questi argomenti, lo ha sottolineato anche il senatore Marco Filippi, in apertura del convegno: “Il libro di Bologna ha il grande merito di costringerci a fare i conti con alcuni temi ineludibili.

Non c’è forse un’unica vera via d’uscita dai dilemmi posti dal gigantismo navale, ma occorre lavorare contemporaneamente su molteplici fronti. Con la riforma della 84/94 il Governo ha dimostrato di volersi assumere l’onere di acquisire un ruolo guida nella gestione delle complessità: è un primo importante traguardo”.

Ragazzi in azienda: centinaia di studenti scoprono i porti di Genova e Savona – Vado

GENOVA – Al via il progetto pilota “Ragazzi in Azienda” promosso da Regione Liguria e realizzato da Confindustria Liguria insieme alle Associazioni Industriali di Genova, Savona, La Spezia e Imperia, con il patrocinio dell’Ufficio Scolastico Regionale, per aiutare gli studenti delle scuole secondarie di primo grado e le loro famiglie nella scelta del percorso di studio.

Un’occasione unica per consentire ai ragazzi di fare l’esperienza di una realtà produttiva, entrando in contatto con le eccellenze dell’economia del nostro territorio. Il progetto “Ragazzi in Azienda”, coordinato da ALFA all’interno dell’iniziativa “#orientiamocialfuturo” finanziata sul Fondo Sociale Europeo 2014-2020, verrà portato avanti da Confindustria Liguria, forte dell’esperienza di “Fabbriche Aperte” dell’Unione Industriali di Savona, ampliando così questa best-practice a tutto il territorio regionale.

“Lo avevo annunciato lo scorso anno a chiusura del progetto Fabbriche Aperte – ha spiegato l’assessore regionale alla Formazione Ilaria Cavo – e oggi sono lieta di dare avvio a questo nuovo progetto che, estendendosi su tutto il territorio, coinvolgerà oltre 3000 studenti di tutta la Liguria del secondo anno della scuola secondaria di primo grado che nell’orario curricolare potranno fare esperienza dell’andamento del mercato del lavoro e fare una scelta consapevole del proprio futuro formativo e professionale, coerente con le proprie competenze e aspirazioni. L’incontro con il mondo del lavoro attraverso i testimonial è stato al centro dei nuovi contenuti che abbiamo voluto inserire nel Salone Orientamenti; quest’azione ne è la naturale prosecuzione portando direttamente i ragazzi all’interno delle imprese.”

Il Progetto “Ragazzi in Azienda” vede il coinvolgimento di oltre 40 aziende sul territorio regionale e 29 Istituti comprensivi tra Imperia e La Spezia. Tra le aziende che hanno dato la loro disponibilità in Provincia di Genova: ABB, Cantieri Amico, Ansaldo Energia, l’Autorità del Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, Esaote, ETT, Fuorimuro, Rimorchiatori Riuniti, SAAR e SECH. In provincia di Savona: APM Terminals, Autorità del Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, Bitron, Bombardier, Transportation Italy. In provincia della Spezia: San Lorenzo, Fincantieri, La Spezia Container Terminal, Porto Lotti, Costa Group, Leonardo, Termomeccanica, TAG, CAP Gemini, ASG Superconductors, Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale (sezione crociere). In provincia di Imperia: Alberti G. & C. e Rineri.

“E’ un progetto che rientra nella visione di Confindustria di far transitare i ragazzi dal mondo della scuola a quello del lavoro, attraverso il gioco – ha aggiunto Roberto Botte, presidente dei Giovani di Confindustria Genova –  tenendo conto delle esigenze delle fabbriche presenti sul territorio e orientandoli così verso le materie scientifiche, per cercare di fare in modo che la domanda delle aziende locali trovi corrispondenza in questi giovani e nelle famiglie”.

Prima e dopo le visite in azienda i ragazzi si confronteranno con i tutor per condividere aspettative e produrre un report sull’esperienza effettuata. Gli elaborati prodotti verranno valutati nell’ambito di un concorso che si concluderà con la premiazione degli studenti in occasione del Salone Orientamenti di Genova a novembre.

Il sistema portuale del Mar Tirreno centrale aderisce ad A.l.i.s.

NAPOLI – Un esempio unico di integrazione nella catena della logistica. Il Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale entra a fa parte di A.L.I.S. L’Associazione Logistica dell’Intermodalità Sostenibile che mette a sistema tutti gli operatori del comparto logistico: autotrasportatori anche monoveicolari, aziende armatoriali, aziende ferroviarie, terminal, agenzie e spedizionieri.

E ora anche realtà portuali, che hanno un ruolo primario nella filiera logistica. “Sono veramente lieto della collaborazione con A.L.I.S. – ha affermato Pietro Spirito, Presidente del Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale – i nostri porti di Napoli e Salerno sapranno di sicuro fare da trait-d’union tra le diverse realtà territoriali, e non solo, per creare collegamenti sempre più diversificati e integrati. Lavoreremo insieme ad A.L.I.S per valorizzare le soluzioni intermodali tra mare e terra, privilegiando una integrazione tra trasporto ferroviario e traffici marittimi”.

“Siamo veramente soddisfatti che una realtà così importante come il Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale abbia deciso di entrare a far parte del nostro progetto – ha dichiarato il Presidente di A.L.I.S. Guido Grimaldi – Crediamo fermamente che il futuro del settore che rappresentiamo sia la combinazione delle diverse modalità di trasporto.

L’ingresso del Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale nella nostra realtà di associazionismo innovativo è un grande passo avanti verso il raggiungimento degli obiettivi che ci siamo posti ed è pienamente rispondente al dettato del nuovo Piano Strategico Nazionale della Portualità e della Logistica redatto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che, come ormai noto, mira al miglioramento e alla crescita dei traffici delle merci e delle persone attraverso la promozione dell’intermodalità, anche in relazione alla razionalizzazione, al riassetto e all’accorpamento delle Autorità Portuali preesistenti” ha concluso il Presidente di A.L.I.S. A pochi mesi dalla sua fondazione A.L.I.S. è costituita da numerose realtà legate strettamente al mondo dei trasporti.

Il successo dell’Associazione è ricollegabile infatti ad una diffusa esigenza di rappresentatività di tutto il settore. Ma soprattutto A.L.I.S. rappresenta oggi più di 400 aziende associate, oltre 120.000 unita di forza lavoro, più di 65.000 mezzi in termini di parco veicolare e 2.700 collegamenti marittimi settimanali con le isole, oltre 100 linee di Autostrade del Mare.

IL PRESIDENTE PATRONI GRIFFI INCONTRA L’AMBASCIATORE DELLA REPUBBLICA DI ALBANIA

BARI – Una nuova fase di cooperazione transfrontaliera è stata avviata dalla AdSP del Mare Adriatico Meridionale, tesa a sostenere, nei prossimi anni, lo sviluppo del traffico marittimo tra i porti che si affacciano sulle opposte sponde del basso Adriatico e a migliorare la qualità dei servizi offerti ai passeggeri.

Proprio in riferimento a questi ultimi, nel corso dell’incontro sono state affrontate le problematiche riguardanti le procedure di controllo di frontiera dei passeggeri provenienti dal Porto di Durazzo.

Le procedure seguite dalla Polizia di frontiera sono particolarmente complesse trattandosi di una varco extra Schengen e un numero di passeggeri e mezzi da controllare, che durante i picchi di traffico può raggiungere anche le 6.000/7.000 persone al giorno,  in un momento di particolare attenzione per la sicurezza nazionale per effetto dei numerosi eventi terroristici avvenuti in giro per il mondo ed in Europa in particolare.  Al fine di contribuire alla velocizzazione dei controlli,  l’AdSP MAM , d’intesa con tutte le Istituzioni competenti in ambito portuale in materia di controlli, sta completando la progettazione di un intervento di rimodulazione e di nuova riconfigurazione dei varchi carrabili e pedonali della port facility Molo S. Vito, dove ormeggiano le navi per i collegamenti con l’Albania.

Attualmente esiste un unico varco carrabile localizzato sulla banchina di fronte al Terminal Crociere dove ci sono le  postazioni della Dogana, della Guardia di Finanza e della Polizia di Frontiera che effettuano i controlli su due corsie. Il varco pedonale, invece, è allestito all’interno della Stazione Marittima Passeggeri S. Vito, dove le postazioni contemporaneamente attive per i  controlli della Polizia di Frontiera, di security e doganali sono due.

Il progetto in fase di realizzazione prevede, nello specifico, l’aumento delle postazioni di controllo degli accessi carrabili, che diventeranno quindi in totale nove, ripartiti su tre varchi; l’individuazione di una corsia dedicata all’emergenza in ogni varco carrabile; la realizzazione di quattro nuove postazioni di controllo della Polizia di Frontiera nella Stazione Marittima Passeggeri.

A questa prima tranche di interventi, che comporteranno una spesa di circa 400.000 euro e saranno cantierizzati in pochi mesi, si aggiunge un altro e più significativo intervento, per un importo di circa 1.250.000 euro, che riguarderà la ristrutturazione, con ampliamento, della Stazione marittima passeggeri S.Vito. Si è conclusa positivamente, infatti, la  fase della Conferenza di servizi preliminare sul progetto definitivo per l’acquisizione di tutti i pareri necessari. Tutti questi interventi saranno sostenuti con fondi del bilancio proprio della soppressa Autorità Portuale di Bari con uno sforzo molto significativo in relazione all’esiguità del bilancio dell’Ente.

Il miglioramento delle condizioni infrastrutturali, tuttavia, non potrà essere risolutivo rispetto alle criticità lamentate e riguardanti le attese al controllo di Frontiera, considerato comunque l’alto numero delle persone da verificare. In ragione di ciò l’AdSP  ha proposto  di individuare modalità di svolgimento dei controlli, che comincino sin dalla fase dell’imbarco dei passeggeri nel Porto di Durazzo, magari affiancando poliziotti italiani a quelli albanesi. Per far ciò dovrà realizzarsi un accordo tra gli Stati che, in considerazione della particolarità del collegamento tra i porti pugliesi e quelli albanesi, definisca nuovi ed innovativi protocolli di sicurezza e controllo, eventualmente supportati da quei sistemi tecnologici ed informatici che già sono particolarmente evoluti nel Porto di Bari.

L’Ambasciatore di Albania, Anila Bitri Lani,  ha accolto con soddisfazione le informazioni ricevute, assicurando il massimo impegno per sostenere la richiesta presso il Governo albanese, al fine di poter giungere al più presto ad una velocizzazione dei controlli. D’altra parte, anche l’Albania, come Paese facente parte della Nato ed in preadesione all’Unione Europea, è impegnata nel contrasto al terrorismo internazionale e quindi ha tutto l’interesse affinché i controlli si effettuino con puntualità e precisione. A tal fine, già da alcune settimane, tutti i mezzi in partenza dal porto di Durazzo vengono controllati con sistemi scanner così come i bagagli dei passeggeri.

Il Presidente dell’Autorità di sistema del Mare Adriatico Meridionale, Prof. Avv. Ugo Patroni Griffi, ha poi auspicato una sempre maggiore collaborazione tra i porti della AdSP con i porti albanesi e preannunciato che al più presto intende recarsi in Albania per conoscere personalmente i Direttori dei porti di Durazzo e Valona e rafforzare le intese a sostegno dei collegamenti operati tra questi porti con quelli di Bari e  Brindisi, gettando le basi per l’attivazione di altre linee, magari stagionali, nei momenti di più intenso traffico, con altri porti della Puglia adriatica che fanno parte della nuova Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale.

Il Porto di Cagliari alla fiera Transport Logistic 2017 di Monaco

MONACO – L’Autorità Portuale di Cagliari e’ presenta insieme ai maggiori player del settore logistico della Sardegna, alla ventesima edizione del Transport Logistic, il più grande salone internazionale di logistica, mobilità, IT e supply chain che si svolge al quartiere Fieristico di Monaco di Baviera dal 9 al 12 maggio.

Partecipano, in rappresentanza dello scalo sardo, il Comandante Roberto Isidori, Commissario straordinario dell’AP e l’Avv. Valeria Mangiarotti, Responsabile Marketing. Sono presenti per i più importanti operatori sardi gli amministratori delegati del Gruppo Contship Italia Dott. Franco Cupolo, e del Gruppo Grendi Ing. Antonio Musso. Il porto di Cagliari con gli oltre 700.000 Teu’s trasbordati nel solo 2016, si conferma tra i primi scali italiani di transhipment, terzo se si considera la totalità del traffico commerciale. Naturale cerniera tra Europa e Nord Africa, Cagliari punta con forza sulla logistica, che in questi anni ha prodotto ricchezza e posti di lavoro.

Presentato un importante progetto di partnership tra il gruppo Grendi e la GTS di Bari per il trasporto combinato di merci dalla Sardegna al nord Europa e viceversa. In particolare la peculiarità di tale progetto consiste nell’utilizzo di contenitori da 45′ imbarcati prima sulle navi della Grendi e successivamente veicolati tramite i servizi ferroviari della GTS dall’hub di Piacenza a tutte le principali destinazioni del Nord Europa. L’iniziativa, oltre ad incrementare i volumi di traffico da e per la Sardegna, rappresenta un’ulteriore esempio di trasporto sostenibile che contribuisce ad abbattere le emissioni di CO2 nell’atmosfera.

Anche per l’edizione 2017 si confermano i grandi numeri che da sempre caratterizzano questa manifestazione: circa 2000 gli espositori presenti, provenienti da oltre 60 Paesi si sono dati appuntamento alla Fiera di Monaco per presentare tutte le nuove tecnologie del settore e discutere, attraverso un ampio ed articolato programma di conferenze, del futuro di un mercato che sta cambiando, anche grazie alla digitalizzazione dei processi. L’Autorità Portuale, presente a Monaco anche nello spazio espositivo dell’Associazione dei Porti Italiani (ASSOPORTI), coglierà ogni occasione per promuovere tra gli interlocutori altamente qualificati del Transport Logistic i servizi della portualita’ isolana  e sviluppare nuovi contatti commerciali.

IL PORTO DI VENEZIA E IL GRUPPO GRIMALDI ALLA FIERA TRANSPORT LOGISTIC 2017

MONACO – Il porto di Venezia è protagonista a Monaco di Baviera alla fiera internazionale “Transport Logistic”, il principale evento del settore a livello mondiale.Massiccia la presenza degli operatori veneziani che da sempre considerano Monaco un appuntamento immancabile perché raccoglie tutti i player del settore, totalizzando oltre 2.000 espositori e 55.500 visitatori in media.

In occasione della fiera, il Porto di Venezia e il Gruppo Grimaldi, l’operatore multinazionale leader nella logistica integrata e specializzato nel trasporto marittimo di merci rotabili (auto, van, camion, ecc.), hanno presentato i servizi intermodali mare/ferro offerti da e per Venezia con origine e destinazione il Mediterraneo Orientale, il Centro Europa e l’area del Baltico.

I servizi Ro-Ro e Ro-Pax da e per Venezia hanno mostrato un forte incremento nel 2016 e vanno ad aggiungersi al recente ritorno della linea container diretta con il Far East e al consolidamento dei servizi Intra-Med che fanno di Venezia il primo porto italiano in Adriatico per la movimentazione dei container (610mila TEU nel 2016). Ma Venezia è anche riconosciuto come il gateway perfetto per gli operatori del settore break bulk (in particolare per import/export siderurgico a servizio delle industrie della Pianura Padana) e per i colli eccezionali, che oggi da Venezia vengono esportati in più di 50 paesi nel mondo.

“Oggi come ieri, il porto di Venezia è crocevia di rilevanza internazionale per diverse tipologie di merci grazie alle rotte marittime percorse dalle 39 compagnie che scalano il nostro porto, e ai servizi intermodali con i mercati più dinamici d’Europa supportati dalle 6 imprese ferroviarie che operano nel nostro scalo. Un insieme di operatori e infrastrutture che fanno di Porto Marghera il cuore pulsante dell’import/export del Veneto e del Nord Est da/per tutto il mondo.

L’attivazione dei nuovi servizi si va ad aggiungere a quelli, interamente intermodali, che già oggi collegano la Grecia (via mare) con i mercati del Nord Europa (via ferrovia), potremo così continuare ad incrementare la nostra leadership nel settore delle Autostrade del Mare che nel corso del 2016 ha fatto segnare un +30% e prospetta una crescita a doppia cifra anche per il 2017”, ha dichiarato Pino Musolino, Presidente dell’Autorità di sistema Portuale dell’Adriatico Settentrionale.

“Appena due anni fa in questa occasione abbiamo annunciato l’ingresso del Porto di Venezia nella rete di Autostrade del Mare del Gruppo Grimaldi con il lancio della linea per Patrasso. Il bilancio di questo biennio è più che positivo, tant’è che il Gruppo ha incrementato la propria presenza estendendo ed arricchendo i propri servizi. Sono lieto di annunciare in quest’occasione che è allo studio un servizio shuttle per collegare il terminal ferroviario di Verona al Terminal Ro-Port di Venezia dando la possibilità agli operatori del settore di utilizzare i diversi collegamenti con la Germania e con l’Europa orientale e creando un vero e proprio ponte con la Grecia e i Balcani. Tutte le attività da noi sviluppate a Venezia hanno un chiaro obiettivo: l’integrazione dei trasporti marittimi con quelli ferroviari al fine di espandere i percorsi intermodali alla nostra clientela”, ha dichiarato Guido Grimaldi, Corporate Short Sea Shipping Commercial Director, Grimaldi Group.

La millenaria abilità di Venezia nel creare ponti e connessioni tra mercati, culture e continenti si ritrova anche nel claim commerciale “Port of Venice. Bridging the World. Since forever” scelto per accompagnare gli operatori e per presentare i nuovi servizi nel corso della fiera.

Una scelta legata alla storia di Venezia e alla sua potenza marittima basata sull’eccellenza del porto allora localizzato a San Marco e su un hub commerciale come Rialto collegato con i Fondaci, la Zecca ed il Mercato: regno dei famosi mercanti veneziani. Da qui nasce l’icona, che sullo sfondo mostra il ponte di Rialto, simbolo del cuore commerciale di Venezia e al tempo stesso simbolo della straordinaria capacità – tutta veneziana – di connettere il mondo.

IL NAUTILUS Anno 12 N°1

BRINDISI - In questo numero lo speciale è destinato alle crociere con i dati di Rsiposte Turismo e le previsioni per il 2017 di un settore ormai fondamentale per l’economia del Paese. Ma anche le importanti novità sulla safety portuale e sui regolamenti dell’Unione Europea sui servizi portali e la trasparenza finanziaria dei porti. Poi i porti di Napoli. Ancona, Trieste, Piombino e Olbia con gli investimenti e le nuove infrastrutture previste nei diversi scali italiani.
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