A pesca di rifiuti: giovedì 12 luglio, dalle ore 10.00 presso il Porto di Manfredonia

MANFREDONIA – Saranno 10 i pescherecci che giovedì 12 luglio, a partire dalle ore 10.00, sbarcheranno nel Porto di Manfredonia i rifiuti raccolti in mare durante la nottata di pesca. Rifiuti che verranno sottoposti a un primo monitoraggio direttamente al Porto, prima di essere conferiti in modo idoneo per la caratterizzazione.

Questa iniziativa, svolta nell’ambito di Clean Sea Life, progetto cofinanziato dall’Unione Europea, è stata realizzata grazie all’importante collaborazione con il Comune di Manfredonia, la Capitaneria di Porto di Manfredonia e l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale. Grazie alla sinergia con le istituzioni locali sarà possibile raccogliere informazioni sulla natura e quantità di rifiuti presenti sui fondali e mettere a punto un sistema per la loro gestione e smaltimento.

I rifiuti marini sono una delle principali emergenze ambientali del nostro tempo. La ‘pesca di rifiuti’ è una pratica ampiamente sperimentata con successo nel Nord Europa, ma in Italia l’assenza di norme e procedure specifiche impedisce che questo tipo di attività si svolga regolarmente: in assenza di una filiera a terra che ne assicuri lo smaltimento, i copertoni, bidoni, bottiglie, reti abbandonate e sacchi di plastica che finiscono nelle reti, vengono spesso rigettati in mare.

Dopo analoghe attività promosse nell’ambito di Clean Sea Life a Porto Torres, Rimini e San Benedetto, le giornate di Fishing for litter dell’estate 2018 si concluderanno proprio giovedì 12 luglio a Manfredonia, in attesa di essere replicate nei prossimi anni nelle stesse località.

All’incontro con la stampa parteciperanno:Innocenza Anna Starace, Assessore all’Ambiente del Comune di Manfredonia Silvio Del Casale, Capitano di Fregata (CP) della Capitaneria di Porto di Manfredonia Pietro Bianco, Direttore del Dipartimento esercizio porto di Bari, Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale Federica Barbera, Aree protette e biodiversità LegambienteStefania di Vito, Ufficio scientifico LegambienteGiovanni Furii, Responsabile centro di recupero tartarughe marine di ManfredoniaEleonora De Sabata, MedSharks e Ufficio stampa Clean Sea Life

La mattinata ‘A pesca di rifiuti’ si chiuderà con un aperitivo.
Il progetto Clean Sea Life, cofinanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del programma LIFE, ha l’obiettivo di contrastare l’accumulo dei rifiuti marini lungo le coste italiane attraverso azioni di sensibilizzazione e la diffusione di buone pratiche di gestione fra gli operatori e autorità locali, regionali e nazionali. Capofila del progetto è il Parco Nazionale dell’Asinara, in collaborazione con i partner CoNISMa, Fondazione Cetacea, Legambiente, MedSharks, MPNetwork; il progetto è iniziato a settembre 2016 e terminerà nel 2020.

Accordo tra AdSP MAM e Interporto Bologna s.pa.

BARI – Questa mattina, nella sede di Bari dell’AdSP MAM, il presidente Ugo Patroni Griffi e il direttore di Interporto Bologna s.p.a., Sergio Crespi, hanno sottoscritto un accordo di collaborazione volto a sviluppare la relazione ferroviaria Bologna Interporto – Bari Scalo Ferruccio – Brindisi Porto, utilizzando l’infrastruttura ferroviaria esistente presso il Porto di Brindisi.

Il documento prevede lo sviluppo e la promozione dell’attuale treno di trasporto combinato non accompagnato, sulla tratta Bologna Interporto – Bari Scalo Ferruccio, estendendolo a Brindisi Porto, (sulle due direttrici nord-sud e sud-nord); nuovi partenariati nazionali e internazionali; sostegno e condivisione di conoscenze logistiche, basate sull’adozione di modelli di business e di processo innovativi; sviluppo di altri servizi ferroviari; studio di una gamma di facilities da offrire ai fornitori di logistica e ai produttori ricadenti nel bacino di utenza.

“Il comparto logistico-ferroviario, purtroppo lontano da standard e traffici di altri paesi europei, ha bisogno di maggiore disponibilità dei servizi di terminalizzazione sul territorio, commenta il presidente Patroni Griffi. Il rilancio del settore dipende anche da questo. E’ importante recuperare e sviluppare la modalità di trasporto a traffico tradizionale (a carro completo interno e internazionale), ormai quasi scomparsa. Attraverso l’accordo miriamo a mettere a sistema il consolidato know-how dell’Interporto Bologna e la rete ferroviaria già esistente, sfruttando, anche, il nuovo raccordo realizzato a Brindisi che porta i binari direttamente allo sporgente di Costa Morena est, con l’obiettivo di imprimere un’accelerata allo sviluppo del traffico intermodale ferrovia- mare. Ciò porterà collegamenti più rapidi, decongestionando le strade italiane dal traffico su gomma e suggellerà il ruolo di hub geograficamente strategici dei porti di Bari e di Brindisi, nei collegamenti nazionali e internazionali.”

“Gli interporti devono guardare con maggiore attenzione al trasporto ferroviario e alla integrazione con le altre modalità di connessione, solo in questo modo sarà possibile realizzare un cluster completo di servizi fondamentali per la logistica del nostro Paese, commenta il direttore Crespi. E’ sempre più urgente promuovere un sistema di trasporto merci più sostenibile e intelligente, strettamente collegato ai porti, utilizzando la modalità del trasporto combinato non accompagnato.”
L’accordo ha la durata di un anno e promuoverà una serie di opportunità commerciali, a vantaggio dell’intera area geografica di cui l’Autorità di Sistema Portuale è competente.

Porto di Napoli: avviata gara Beverello, finanziata dall’Authority

NAPOLI – L’autorità di Sistema del Mar Tirreno Centrale ha avviato la procedura di gara per l’affidamento dei lavori della “Riqualificazione dell’area monumentale del porto di Napoli-nuovo terminal passeggeri alla calata Beverello” che sarà finanziato con fondi propri dell’Autorità da 17,9 milioni di euro. I lavori dovevano essere finanziati dal governo per 21 milioni di euro, ma una sentenza della Corte Costituzionale sulla legge di Stabilità 2018 ha bloccato l’erogazione dei fondi.

L’avvio della procedura d gara è avvenuto con la firma da parte del presidente dell’Autorità Pietro Spirito sulla delibera che approva il progetto esecutivo: “Siamo riusciti – spiega Spirito – in tempi strettissimi a reperire le risorse finanziarie per mettere a gara la prima fase del progetto “Beverello. Come è noto, una sentenza della Corte Costituzionale ha recentemente dichiarato incostituzionale il provvedimento contenuto in Legge di stabilità 2018, con il quale erano state finanziate una serie consistente di opere pubbliche del Paese, in quanto non era stato effettuato il passaggio in conferenza Stato-Regioni”.

Entro settembre le imprese dovranno presentare le proprie offerte per la gara europea. I tempi previsti per i lavori, dalla consegna del cantiere, sono dodici mesi.
Il progetto riguarda un’area della superficie di 2.400 mq e prevede la realizzazione di una nuova stazione marittima sulla cui copertura vi sarà una passeggiata che, partendo da via Acton, arriverà, con un salto di quota, all’imbocco del piazzale Angioino. Successivamente si interverrà, a mare, con la costruzione di pontili per l’attracco degli aliscafi mentre, sulla banchina, saranno migliorati gli attuali gate che, sull’esempio degli aeroporti, regolamenteranno l’accesso agli imbarchi. “La fase che ora si apre – ha osservato Pietro Spirito- è quella dei tempi per l’affidamento dei lavori, per il loro avvio e la loro conclusione. Porremo estrema attenzione sulla tempistica e sull’attuazione rigorosa del progetto. Il Beverello è la prima porta d’ingresso della città e vogliamo che sia adeguata per qualità dei manufatti e per modernità dei servizi.

Mentre saranno in corso i lavori, metteremo a gara la gestione della nuova Stazione Marittima per le isole del Golfo, ponendo attenzione sulla qualità dei servizi che saranno offerti alla clientela. Migliorare il luogo di primo impatto del porto verso il centro antico della città è stato uno dei primi obiettivi che, al mio insediamento, mi sono posto. Posso ora affermare che si realizzerà un’opera che, assieme al completamento dei lavori in Piazza Municipio ed alla realizzazione della stazione metropolitana in porto, sarà essenziale per cambiare il volto del porto e della città”

Nel porto di Bari arrivano due nuove unità navali del gruppo Grimaldi

BARI – A partire da ieri, domenica 8 luglio due nuove unità navali del gruppo Grimaldi hanno sostituito Eurocargo -Patrasso ed Eurocargo -Trieste, in servizio nel porto di Bari. Si tratta di Eurocargo -Livorno e Eurocargo- Alexandria due nave Ro-Ro cargo ship, la prima costruita nel 2012, la seconda nel 2011. Entrambe le unità dispongono di un volume di carico notevolmente superiore rispetto a quelle in servizio finora. Si passa infatti da una capacità di 220 pezzi per nave alle nuove configurazioni delle Eurocargo Alexandria e Livorno che vantano possibilità di carico di 265 pezzi + 405 auto ciascuna.

“Accogliamo con grande soddisfazione la decisione della Compagnia partenopea, leader nel settore, di implementare ulteriormente i servizi nel porto di Bari- commenta il presidente dell’AdSP MAM Ugo Patroni Griffi. I dati del traffico sulla linea Venezia/Bari/Patrasso sono in continuo e costante aumento; nel periodo gennaio/giugno 2018 abbiamo registrato un incremento del + 25% rispetto allo stesso periodo 2017. Se consideriamo solo i mezzi commerciali, l’aumento sulla linea gennaio/giugno 2017-2018 è del + 36%. Ciò significa che la strada intrapresa sta dando i suoi frutti.

Vogliamo rendere i porti di Bari e di Brindisi i protagonisti assoluti nello scenario dei collegamenti adriatici delle autostrade del mare,- conclude il presidente- incentivando modalità di trasporto eco-sostenibili con conseguenti benefici in termini di prevenzione degli incidenti sulle autostrade italiane.”

Porto di Livorno: si libera il bacino galleggiante, via alla gara

LIVORNO – La Capitaneria di porto di Livorno ha autorizzato la demolizione della motonave Urania, il cui relitto occupa dal 2015 il bacino galleggiante ‘Mediterraneo’ del porto di Livorno, bloccando di fatto anche la gara per l’affidamento dei bacini di carenaggio. Il provvedimento arriva al termine del lungo iter legato a un incidente mortale, avvenuto nel corso dei lavori di manutenzione, con il conseguente sequestro giudiziario e una serie di tavoli tecnici tra armatori, legali e autorità (marittime e di sistema).

L’autorizzazione è il presupposto per le operazioni di demolizione che dovrebbero iniziare nei prossimi 15 giorni, dopo la bonifica della nave. Una volta avvenuta la demolizione potrà quindi ripartire la gara per l’affidamento del comparto dei bacini di carenaggio, bloccata proprio dall’indisponibilità del bacino galleggiante.

L’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale, presieduta da Stefano Corsini, attende questo passaggio per mandare le lettere di invito per la presentazione delle offerte.

Il tema delle riparazioni navali, anche in campagna elettorale, era stato tra i più discussi dalle varie forze politiche in quanto costituisce una fonte di nuovo lavoro in una provincia che è attualmente inquadrata come “area di crisi complessa”.

Porto di Taranto: YilPort Holding chiede la concessione per il Molo Polisettoriale

TARANTO – Si comunica che in data 3 luglio 2018 è pervenuta all’Autorità di Sistema Portuale una domanda di concessione, ai sensi del comb. disp. degli artt. 16 e 18 L. 84/94, avente ad oggetto l’occupazione e l’uso totale dell’intero compendio portuale denominato “Molo Polisettoriale”  (con eccezione della Calata 5 ed aree retrostanti),  nonché l’uso delle attrezzature e/o delle installazioni attualmente ivi presenti.L’istanza è stata prodotta dalla YilPort Holding A.S. – attualmente tredicesimo operatore terminalistico portuale a livello mondiale – costituita ai sensi del diritto turco e controllata al 100% da Yildirim Holding A.S. – quest’ultima proprietaria del 24% di CMA CGM terzo vettore marittimo del mondo nel settore contenitori –.

Scopo della domanda è lo sviluppo dei traffici commerciali e della logistica, con particolare riferimento alla movimentazione dei container, di merce varia e ro-ro, con volumi progressivi attesi superiori a quelli consentiti dalla capacità massima del Molo Polisettoriale. La Società ha dichiarato che “l’incremento dei volumi sarà supportato tramite significativi investimenti sul piano economico/finanziario, con importanti ripercussioni sotto il profilo occupazionale”.

In relazione a quanto precede, il Comitato di Gestione dell’AdSP del Mar Ionio, il 4 luglio 2018, ha deliberato – su Proposta del Presidente dell’AdSP medesima, ai sensi del comb. disp. tra gli artt. 8, co. 3, lett. n) e 9, co. 5, lett. g) della L. 84/94 –  la sospensione della procedura di confronto avviata con lo strumento del dialogo competitivo sulle precedenti istanze sino all’esito dell’attività di verifica – da compiersi da parte della AdSP medesima – con riferimento alla domanda di rilascio della concessione presentata dalla cennata YilPort Holding A.S., per la successiva adozione di provvedimenti finalizzati al perseguimento del pubblico interesse.

COLLABORAZIONE TRA IL PORTO DI TRIESTE E IL CLUSTER AGROALIMENTARE FVG

TRIESTE – Il porto di Trieste guarda con interesse al segmento agroalimentare. È nata infatti una nuova collaborazione tra l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale e il Parco Agroalimentare FVG Agri-Food and Bioeconomy Cluster Agency, per sviluppare e promuovere le migliori strategie a supporto dello sviluppo del settore in ambito portuale e logistico.

“Trieste è un hub che fa sistema con le infrastrutture regionali e continua a puntare all’eccellenza della sua offerta” ha dichiarato il presidente dell’Autority, Zeno D’Agostino. “Abbiamo deciso di avvalerci del supporto e dell’esperienza del Cluster Agroalimentare FVG, anche in vista della creazione di una nuova area dedicata al settore food nel nostro scalo, a cui stiamo lavorando”.   All’interno della struttura di Bagnoli della Rosandra (ex Wärtsilä) acquisita di recente dall’Interporto di Trieste, sono in corso di progettazione alcuni spazi attrezzati ad hoc per lo stoccaggio e l’organizzazione delle spedizioni alimentari refrigerate. Si tratta di un primo nucleo di 2.000 mq di celle a temperatura controllata, su un totale di 76.000 mq di magazzini e 150.000 mq di piazzali, comprensivi di raccordo ferroviario collegato con la stazione di Aquilinia, che l’Interporto di Trieste ha a disposizione per sviluppare attività logistiche e manifatturiere. Le prime tipologie merceologiche ad alto valore aggiunto su cui si punterà saranno prodotti alimentari di alta qualità del settore vinicolo e lattiero-caseario, simboli del settore “food made in Italy” nel mondo.

Viste le opportunità di crescita che le nuove infrastrutture portuali offrono alle imprese del comparto agroalimentare e di bioeconomia regionale, l’Agenzia di sviluppo del Cluster agroalimentare supporterà l’Authority giuliana mettendo a disposizione le proprie competenze e know how. “L’obiettivo – ha rimarcato il presidente del Cluster, Claudio Filipuzzi – è quello di sviluppare un’attività sinergica volta a raccordare le nuove infrastrutture logistiche e operative alle catene del valore territoriali con proposte innovative sia dal punto di vista industriale che commerciale”.

Gli ambiti di collaborazione individuati dai due Enti andranno oltre il settore agroalimentare, includendo anche la creazione in ambito portuale di un terminal dedicato al biometano.

AdSP MAM e Liceo Artistico “De Nittis-Pascali” di Bari insieme per abbellire il porto

BARI – Si è conclusa la prima fase del progetto di alternanza scuola lavoro che ha visto impegnati circa 120 studenti del liceo artistico “De Nittis-Pascali” di Bari in un’opera di abbellimento dei new-jersey presenti nel porto di Bari. È il frutto di una convenzione stipulata dal presidente dell’AdSP MAM, Ugo Patroni Griffi e dalla dirigente scolastica del liceo artistico, Irma D’Ambrosio.

Il percorso didattico si è sviluppato in due fasi, la prima progettuale: per circa 15 giorni gli studenti in classe, con il supporto dei tutor scolastici, hanno ideato e progettato le opere pittoriche; la seconda operativa: per una settimana i giovani hanno realizzato i loro lavori su oltre 40 metri di new-jersey in porto.

“Rendere i ragazzi parte attiva dello sviluppo della loro città è il principale strumento didattico nelle mani degli educatori, – commenta il presidente Patroni Griffi – in questo modo costruiamo cittadini del futuro consapevoli e dotati di maggior senso civico. Gli studenti coinvolti non solo non vandalizzeranno mai i beni pubblici, ma vigileranno per preservarli. In questo percorso, i giovani hanno avuto la possibilità di manifestare e valorizzare la loro fantasia, mettendo in pratica gli insegnamenti ricevuti. Grazie al loro intervento artistico il nostro porto gode di un ulteriore appeal, conclude Patroni Griffi, le strutture di cemento armato sono diventate elemento di arredo urbano.”
Al progetto hanno partecipato quattro classi: due IV e una III del corso di Arti Figurative e una IV del corso di Architettura.

“Gli studenti hanno accolto con entusiasmo il progetto. – commenta la preside D’Ambrosio – Grazie al prezioso supporto del corpo docente, i ragazzi hanno utilizzato tecniche particolari per rendere le loro opere artistiche resistenti alle intemperie. Il risultato è davvero brillante. I giovani hanno dato vita ad una vera e propria performance, dove l’arte si fonde completamente con lo straordinario scenario rappresentato dal nostro porto. Poiché il Liceo Artistico di Bari è scuola capofila dei Licei Artistici della Puglia, mi farò promotrice presso gli altri istituti della regione perché l’iniziativa di alternanza scuola-lavoro  promossa dall’Autorità di sistema sia estesa in tutti quei porti che hanno collocato barriere new- jersey a tutela della pubblica incolumità.”
Al rientro dalle vacanze estive, gli studenti completeranno il lavoro, dipingendo la restante parte delle barriere presenti in porto.Il presidente Patroni Griffi ha intenzione di estendere il progetto anche negli altri porti di competenza, specie dove sono stati collocate barriere new- jersey, come di recente avvenuto a Manfredonia. Pertanto l’AdSP MAM fin da ora si dichiara disponibile a valutare convenzioni per l’alternanza scuola lavoro con altri licei artistici pugliesi delle città che insistono nella propria giurisdizione demaniale.

Università di Bari Aldo Moro e Adsp del Mare Ionio insieme per l’ecosistema innovativo

TARANTO – Si terrà lunedì 2 luglio, alle ore 9.30, presso la Sala Conferenze sita al piano terra del Dipartimento Jonico (Via Duomo – Taranto) la conferenza stampa e la sottoscrizione dell’Accordo che vede protagoniste l’Università degli Studi di Bari Aldo Moro e l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio.L’accordo prevede una forte sinergia su attività di creazione d’impresa, imprenditorialità innovativa, consolidamento dei rapporti con il territorio ed i portatori di interesse, diffusione della cultura marittimo- portuale, dei trasporti e della logistica, anche in chiave digitale.

Gli Enti si impegnano a collaborare nella programmazione e realizzazione di attività di formazione, studio, ricerca, percorsi su temi di comune interesse come l’economia del mare e dei trasporti, management portuale, turismo e digitalizzazione, nonché su tecnologie innovative come blockchain, internet of things, robotics, cognitive intelligence.Tutto ciò si basa su una forte ambizione, ossia coniugare le attività del “BaLab”, laboratorio di contaminazione e creatività dell’Università, con il progetto del “FuturePort Innovation Hub”, finalizzato alla realizzazione di un programma di innovazione, incubazione ed accelerazione di startup focalizzato, in particolare, sui temi dei trasporti e della logistica.

Università e Porto, insieme, con l’obiettivo di costituire a Taranto un incubatore di imprese innovative, capace di attrarre finanziamenti e partner qualificati per dare slancio all’ecosistema innovativo di tutto il Mediterraneo.Saranno presenti: il Prof. Antonio Felice Uricchio, Rettore dell’Università di Bari, ed il Prof. Avv. Sergio Prete, Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio.

A seguire, alle ore 10.00, presso la stessa sede, si terrà la cerimonia inaugurale della Summer School Vasco da Gama 2018 – Safety: navigation & environment.Il progetto formativo dell’Università di Bari Aldo Moro, legato all’ambito tematico del trasporto multimodale e della logistica portuaria, è stato finanziato dalla Regione Puglia e da Confindustria Taranto. La Summer School, che si avvale della collaborazione della Marina Militare e della Conference of Peripheral Maritime Regions (CPMR), avrà luogo nelle sedi accademiche del Dipartimento Jonico, della Scuola Sottufficiali della Marina Militare e del Polo Scientifico e Tecnologico Magna Grecia, dal 2 al 6 luglio 2018.

PORTO DI ANCONA: LINEE DI INDIRIZZO SU IMPIANTI SILOS DARSENA MARCHE

ANCONA – Il 31 dicembre 2019 scadranno le concessioni alle società Silos Granari della Sicilia srl e Sai srl che gestiscono i silos utilizzati per i traffici dei cereali nella darsena Marche dell’area commerciale del porto di Ancona. Su queste concessioni e sull’utilizzo degli spazi portuali su cui sono situati i silos, 34 quelli di Silos Granari Sicilia, alti 20 metri, 12 quelli di Sai con un’altezza di 44 metri, è stato approvato all’unanimità dal Comitato di gestione dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale un indirizzo sulla futura destinazione dell’area che, nel complesso, ha una superficie di 33 mila metri quadrati.

Con le società concessionarie degli impianti, l’Autorità di sistema portuale, alla sottoscrizione delle concessioni a gennaio 2016, s’impegnò a comunicare 18 mesi prima della scadenza le proprie valutazioni sulla futura destinazione di queste aree demaniali che sarà definita nel nuovo Piano regolatore portuale. Diversi gli elementi che sono stati presi in considerazione dal Comitato di gestione per esprimere la valutazione.

Razionalizzazione e vocazione degli spazi portuali
In primis, è stata valutata l’esigenza complessiva dello scalo di disporre di spazi adeguati e sufficientemente dimensionati per sviluppare le tipologie di traffico che caratterizzano lo scalo. Questa esigenza troverà una risposta nel prossimo Piano regolatore portuale che dovrà tenere conto anche del nuovo dinamismo rispetto alla trattativa sull’area ex Bunge, ulteriori 49 mila metri quadri di area industriale dismessa, strategicamente importante in un porto alla continua ricerca di spazi.

Previsioni degli strumenti di pianificazione territoriale che disciplinano le aree demaniali dove sono gli impianti: Il Piano regolatore comunale prevede la demolizione dei silos, che nel frattempo possono essere solo oggetto di interventi di manutenzione e conservazione.Si è stimato che sarebbero necessari interventi manutentivi onerosi, equivalenti o forse superiori alla costruzione di nuovi impianti.

Interventi indifferibili di manutenzione sugli impianti
Questi impianti, costruiti negli anni ’60, hanno bisogno di manutenzione straordinaria che una valutazione effettuata da qualificata società ha stimato essere pari a circa 7 milioni di euro.

Traffici e politiche nazionali del settore cerealicolo
Il piano cerealicolo nazionale del ministero delle Politiche agricole e forestali del 2016 prevede, tra l’altro, la necessità di razionalizzare i flussi logistici, di dismettere i centri più obsoleti, per ragioni logistiche, ambientali e igieniche, e di ammodernare le strutture di ricezione del prodotto e dei sistemi di stoccaggio.Inoltre, l’analisi dei dati tra il 2010 ed il 2017 rispetto alla portualità adriatica ha evidenziato la sempre maggiore concentrazione del traffico negli scali di Ravenna (1,9 milioni di tonnellate nel 2017) e Bari (1,6 milioni di tonnellate nel 2017). In confronto, il porto di Ancona ha movimentato 217 mila tonnellate, con un trend negativo rispetto al 2016. Dal 1 gennaio ad oggi sono state movimentate solo 18.314 tonnellate. Alla luce di tali aspetti, il Comitato di gestione ha deciso che eventuali domande di concessione che dovessero pervenire rispetto agli impianti in quesitone non potranno essere valutate positivamente.

Occupazione
Fondamentale, in qualsiasi ipotesi verrà percorsa, sarà la tutela delle 12 persone occupate negli impianti. L’Autorità di sistema portuale, in accordo con le parti sociali, adotterà tutte le azioni necessarie per favorire il riassorbimento dei dipendenti anche presso altre imprese che operano nel porto anche attraverso riconversione e formazione come previsto anche previsto dal “Protocollo per la tutela del lavoro nel porto di Ancona”, sottoscritto nel 2016. Sarà anche posta forte attenzione alla tutela del lavoro delle persone occupate nell’indotto.

Le linee di indirizzo approvate dal Comitato di gestione delineano un processo di trasformazione degli spazi portuali essenziale per assicurare competitività e aumento dell’occupazione. Un percorso in cui amministrazioni, imprese, comunità sono chiamati ad essere protagonisti. L’Autorità di sistema continuerà a perseguire l’obiettivo di gestire il cambiamento che deriva da tale trasformazione sempre nell’ottica degli interessi generali, soprattutto per favorire la creazione di iniziative imprenditoriali e la nascita di nuovi posti di lavoro.

IL NAUTILUS Anno 13 N°2

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato ad Assologistica e alle idee per il futuro messe insieme dall’associazione di categoria: le commissioni interne hanno espresso i loro orientamenti in maniera dettagliata e su questo tracciato si disegnano le decisioni future. All’interno di questo numero troverete anche tante informazioni sui porti di Livorno, Piombino, Trieste, Civitavecchia, Venezia e Genova ma anche le direttive internazionali sull’utilizzo di Gnl per uso energetico e la Brexit.
poseidone danese

© 2018 il nautilus. All Rights Reserved. Performed by SC Lab