Porto di Taranto: concessione per il Molo Polisettoriale

TARANTO – Si comunica che il Comitato di Gestione dell’AdSP del Mar Ionio, ha deliberato – su proposta del Presidente dell’AdSP medesima, ai sensi del comb. disp. tra gli artt. 8, co. 3, lett. n) e 9, co. 5, lett. g) della L. 84/94 –  di accogliere la domanda di concessione prodotta in data 03.07.2018, integrata rispettivamente in data 24.07.2018 e 12.11.2018, da Yilport Holding AS e finalizzata al rilascio della autorizzazione ex art. 16 L. 84/94 e della concessione ex art. 18 della legge medesima, per la durata di anni quarantanove, dell’intero compendio demaniale marittimo denominato “Molo Polisettoriale” del Porto di Taranto (con esclusione della Calata 5 ed aree retrostanti) allo scopo di rendere operativo un terminal multipurpose, per lo sviluppo dei traffici commerciali e della logistica, con particolare riferimento alla movimentazione dei container, di merci varie e ro-ro.

Ciò dopo la definitiva valutazione positiva della Commissione Interna Permanente ed in considerazione della rilevanza del proponente e della portata operativa e di mercato della richiesta concessoria tale da far emergere, sotto vari punti di vista, l’evidente concreta opportunità di perseguimento degli interessi pubblici tesi a garantire la più ampia e proficua utilizzazione del Molo Polisettoriale, il rilancio occupazionale, l’incremento dei traffici portuali e della logistica, nonché la valorizzazione delle infrastrutture realizzate e realizzande, nonchè del ruolo del porto di Taranto e del sistema portuale italiano nello scenario del Mediterraneo ed internazionale.

La Yilport Holding AS, controllata al 100% dalla Yildirim Holding A.S. – uno dei gruppi industriali in più rapida crescita della Turchia – è proprietaria del 24% del capitale di CMA-CGM, con sede a Marsiglia e terza più grande compagnia di navigazione mercantile al mondo.Prima della suindicata decisione il Comitato di Gestione ha adottato le deliberazioni di riscontro alle osservazioni presentate dalla Italcave SpA ed alle osservazioni/opposizione presentate del Consorzio Southgate Europe Terminal.

Si resta in attesa dell’esito dell’udienza cautelare che si terrà domani dinanzi al TAR Puglia – Lecce, relativa al ricorso presentato dallo stesso Consorzio Southgate Europe Terminal, per poter avviare con ogni urgenza tutte le attività necessarie per la piena operatività del terminal, per l’avvio del graduale ricollocamento dei lavoratori della Agenzia “Taranto Port Workers Srl” e per il rilancio commerciale, logistico ed occupazionale del porto di Taranto e del suo indotto.

BANDO AUTORITA’ SISTEMA MAR ADRIATICO CENTRALE PER PIANO REGOLATORE DI SISTEMA

ANCONA – Comincia il percorso per disegnare il futuro dei porti dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale, Ancona-Falconara Marittima, Pesaro, San Benedetto del Tronto nelle Marche, Pescara e Ortona in Abruzzo. È stato pubblicato il bando di gara europeo per la redazione del Piano regolatore di sistema portuale che comprende la stesura del Documento di pianificazione strategica di sistema (Dpss) e la redazione con l’aggiornamento dei piani regolatori portuali di ciascuno dei porti dell’Adsp. Il Piano traccia le linee guida per il futuro dei porti in un’ottica integrata di sistema, capace di rispondere alle opportunità di crescita in modo armonico, coordinato anche con il territorio e per assicurare uno sviluppo sostenibile, economico, sociale, ambientale, in ambito portuale.

I servizi tecnici richiesti dal bando riguardano la pianificazione strategica e l’aggiornamento dei singoli Piani regolatori portuali, il rapporto ambientale di Vas-Valutazione ambientale strategica, il coordinamento tecnico-scientifico del Piano regolatore portuale di sistema (Prsp), con il necessario supporto tecnico per giungere all’approvazione finale.

Il Documento di pianificazione strategica di sistema conterrà la ricognizione dello stato attuale dei porti del sistema nel contesto nazionale e internazionale. In particolare saranno analizzati l’attuale dotazione infrastrutturale sia di carattere nazionale sia regionale, i livelli di servizio e accessibilità, la rete dei trasporti di riferimento, l’eventuale presenza di vincoli nelle aree limitrofe ai porti (archeologici, ambientali), il contesto territoriale, lo sviluppo urbano e il loro legame con i porti. Con il Documento saranno anche individuate e analizzate le tendenze evolutive portuali, i punti di forza e di debolezza e le opportunità del contesto territoriale, e saranno definiti gli obiettivi di sviluppo dell’Autorità di sistema portuale e dei singoli porti.

Tutto il percorso si baserà su un serio lavoro di confronto con le amministrazioni locali, gli stakeholder di riferimento, le imprese, le associazioni di categoria, le organizzazioni sindacali e tutti i portatori di interesse. Sulla base del Documento di pianificazione saranno aggiornati i piani regolatori di ogni porto del sistema. Il valore a base di gara del bando di gara è di 2,26 milioni di euro. Fra i criteri di aggiudicazione dell’appalto, oltre al prezzo, ci sono le capacità di individuare e superare le eventuali criticità che potrebbero condizionare lo sviluppo dei porti.

La valutazione delle offerte, che devono arrivare entro l’8 gennaio 2019, comincerà il 10 gennaio.  La durata del contratto d’appalto è di 390 giorni effettivi dalla firma. L’impegno contrattuale durerà, in ogni caso, fino a quando le due Regioni competenti, Marche e Abruzzo, avranno approvato il Piano regolatore di sistema portuale.

“Inizia il lavoro per la definizione del più importante strumento di pianificazione strategica di tutto il sistema portuale – afferma il presidente Rodolfo Giampieri -, un documento fondamentale per dare corpo al sistema e far sì che i porti lavorino in coordinamento fra di loro, con una strategia condivisa e integrata di crescita, fondamentale anche per dare certezze all’operato delle imprese portuali, in modo che possano programmare investimenti di lungo periodo, e favorire un ambiente adeguato ad accogliere e stimolare lo sviluppo di lavoro per le aziende e per la creazione di occupazione”.

“Questo è il primo bando per lo sviluppo di un Piano regolatore di sistema dopo l’entrata in vigore della riforma dei porti – commenta il segretario generale dell’Autorità di sistema, Matteo Paroli – e, in particolare, è fra i primi documenti di pianificazione strategica portuale a livello nazionale”.

Short Master in “Porti, Retroporti e Zone Economiche Speciali”

BARI – Dopo la giornata inaugurale del 9 novembre, hanno avuto inizio il 15 novembre, presso la sede di Bari dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Adriatico Meridionale, le lezioni dello Short Master in “Porti, Retroporti e Zone Economiche Speciali”.

Il corso diretto dal prof. Antonio Felice Uricchio ha visto, nella giornata d’apertura tenutasi presso il Terminal Crociere di Bari, la partecipazione del presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Adriatico Meridionale prof. avv. Ugo Patroni Griffi, del segretario generale dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Adriatico Meridionale dott. Tito Vespasiani, dei rappresentanti dell’Agenzia delle Dogane dott.ssa Mariangela Polini e dott.ssa Annarita De Salvatore, del prof. avv. Antonio Leandro – docente di diritto internazionale dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”; 51 discenti proventi da più parti d’Italia – tra cui dipendenti dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Adriatico Meridionale, dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, dell’Agenzia delle Dogane, dei porti di Messina e Civitavecchia, oltre a liberi professionisti e laureati – hanno assistito alle lezioni tenute dal prof. Antonio Felice Uricchio (professore ordinario di diritto tributario e Rettore protempore dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”),  dal prof. Nicola Fortunato (professore aggregato di diritto tributario presso l’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”) e dal prof. Aldo Berlinguer (professore ordinario di diritto privato comparato presso l’Università degli Studi di Cagliari).

Il Corso, fruibile anche in modalità e-learning, è promosso dall’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” – Dipartimento Jonico in “Sistemi Giuridici ed Economici del Mediterraneo: società, ambiente, culture” – in partenariato con Aeroporti di Puglia, GTS General Transport Service SpA, Confindustria Bari e BAT – Giovani Imprenditori, Autorità di Sistema Portuale del Mar Adriatico Meridionale, Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio e IRSA – Consiglio Nazionale delle Ricerche.

Gli obiettivi del corso sono quelli di approfondire – attraverso un’analisi che coinvolga i principali aspetti giuridici, economici, fiscali, ambientali – il tema delle Zone Economiche Speciali e delle attività ad esse connesse: dalla fiscalità all’ambiente, dalla blue economy allo sviluppo di porti, retroporti ed aeroporti, dalla logistica integrata al trasferimento tecnologico, passando per esperienze virtuose e best practice.

Il fine principale dello Short Master – il primo in Italia dedicato al tema ZES – è quello di offrire sul piano teorico-pratico, un panorama di competenze trasversali che tenga conto – non solo della recente istituzione, nel Mezzogiorno d’Italia, delle Zone Economiche Speciali (legge 3 agosto 2017 n. 123) – ma anche dei vantaggi, degli svantaggi e delle relative problematiche connesse all’impiego di modelli di fiscalità differenziata in aree portuali e retroportuali; in questa prospettiva, appare evidente la necessità di formare, attraverso un percorso altamente specialistico e performante, figure professionali che dispongano di un bagaglio di conoscenze immediatamente e validamente fruibili.

“Le ZES costituiscono un concreto volano di sviluppo non solo per il porto, ma per tutto il territorio- commenta il presidente dell’AdSP MAM Ugo Patroni Griffi. Affinché possano essere sfruttati appieno gli ampi vantaggi che ne riverranno, sarà necessario farsi trovare pronti con personale altamente formato e competente. Le Zone Economiche Speciali non sono un prodotto- conclude Patroni Griffi- ma un processo che si realizza nel tempo. Uno step determinante per il passaggio dalla Red Economy alla Blue Economy.”

L’attività di formazione – 100 ore (pari a 4 CFU) suddivise in 5 moduli didattici, articolate in n. 50 ore di didattica frontale (n. 25 ore esercitazioni e n. 25 ore di studio individuale) – è affidata a docenti di grande prestigio ed esperienza appartenenti al mondo accademico ed alle istituzioni nazionali e comunitarie.

Diciotto partecipanti, inoltre, potranno beneficiare di borse di studio a totale copertura delle spese di iscrizione finanziate: n. 15 da Aeroporti di Puglia; n. 1 da Confindustria Bari e BAT – Giovani Imprenditori; n. 1 da GTS General Transport Service S.p.A; n 1 da Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale.

L’Authority del Mare Adriatico Meridionale, Interporto Bologna e GTS insieme al LogiTrans di Istanbul

ISTANBUL – Logitrans, la fiera internazionale per la logistica e i trasporti, ponte perfetto tra il mercato europeo, quello asiatico e quello russo, si è tenuta presso l’Expo Center IFM di Istanbul, in Turchia, dal 14 al 16 novembre 2018, ed ha visto quest’anno la partecipazione congiunta dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale – porti di Bari, Brindisi, Manfredonia, Barletta e Monopoli – Interporto Bologna e GTS – Green Transport Solutions.

L’evento espositivo,arrivato alla sua dodicesima edizione,con un’ampia gamma di prodotti e servizi nel settore della logistica e del trasporto integrato, ha registrato oltre 13.00 partecipanti di 50 paesi diversi, 150 espositori provenienti da 24 nazioni.Insieme nello stand collettivo, i porti dell’AdSP MAM, con Interporto Bologna e GTS, hanno presentato alla platea internazionale, le proprie infrastrutture, i servizi ferroviari e, in particolare il servizio intermodale Bologna – Bari effettuato in partnership.La partecipazione congiunta fa seguito all’accordo sottoscritto da AdSP MAM e Interporto Bologna che prevede lo sviluppo della relazione ferroviaria Bologna Interporto – Bari Scalo Ferruccio – Brindisi Porto utilizzando l’infrastruttura ferroviaria esistente presso lo scalo brindisino, che verrà effettuata da GTS.

L’obiettivo è creare un sistema di trasporto e di logistica integrato che faccia da leva per aumentare la competitività e facilitare gli scambi, rafforzando i legami tra i soggetti del settore dei trasporti al fine di offrire al mercato soluzioni innovative ed ecosostenibili.

“Interporto Bologna è impegnata a sviluppare il proprio network ferroviario al fine di dare alle 120 aziende insediate e al mercato servizi di qualità. A fronte di uno sviluppo immobiliare della logistica in continua espansione, finalmente anche l’anima ferroviaria della Piattaforma Logistica più grande d’Europa sta emergendo grazie a progetti innovativi come il Mercitalia Fast, il primo treno al mondo che trasporta merce a 300 km/h e che grazie a Interporto Bologna sta sviluppandosi sul mercato dei trasporti, così come al lancio di diverse relazioni con GTS, leader sul corridoio Sud – Nord di servizi ferroviari come ilBologna – Bari – Brindisi, Bari – Bologna – Zeebrugge. La partecipazione condivisa a Logitrans di Istanbul con l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionalee GTS ha avuto un grande successo ed è la dimostrazione che solo facendo rete è possibile essere attrattivi in un mercato che ha bisogno di competenza, professionalità e passione”, commenta il Direttore di Interporto Bologna Sergio Crespi.

“LogiTrans ci ha offerto l’opportunità di confrontarci con gli stakeholders dei mercati emergenti, in settori strategici quali la logistica e l’intermodalità trasportistica”, dichiara il Presidente dell’AdSP MAM Ugo Patroni Griffi. “È necessario imprimere un’accelerata allo sviluppo del traffico intermodale ferrovia-mare. Ciò porterà collegamenti più rapidi,decongestionandole strade italiane dal traffico su gomma e suggellerà il ruolo di hub geograficamente strategici dei porti di Bari e di Brindisi, nei collegamenti nazionali e internazionali.Con grande soddisfazione, ad Istanbul abbiamo visto finalmente la Puglia sulle mappe di tutti i maggiori operatori. Come avvenuto in Campania,Lombardia, Piemonte e Liguria,è però necessario promuovere – anche con misure di sostegno economico quali il ferrobonus regionale – l’intermodalità. A tal fine chiederò alla Regione Puglia di prevedere una siffatta misura. Se il costo della tratta Brindisi- Bari fosse ridotto, infatti, il porto di Brindisi potrebbe essere davvero competitivo con altri scali italiani ed esteri”.

Porto di Gioia Tauro: traffico a -6% nel 2018

CATANZARO – E’ scesa del 6% nei primi nove mesi del 2018, rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno, la movimentazione di container nel porto di Gioia Tauro. A rilevarlo è la nota congiunturale di aggiornamento sull’economia calabrese di Bankitalia presentata oggi a Catanzaro.

Prosegue il trend negativo per il traffico container nel porto transhipment calabrese, già evidenziato lo scorso anno quando la perdita registrata fu pari all’11%. “A pesare sul trend negativo – secondo gli analisti di Bankitalia – è il cambiamento che ha interessato il mercato del transhipment nel suo complesso e che impone una sfida competitiva”. Dal report di Bankitalia emerge, invece, che “l’aumento della movimentazione di autoveicoli che, pur con un peso ridotto rappresenta ad oggi la principale forma di diversificazione funzionale dello scalo”.

MISSIONE DEL PORTO DI TRIESTE A MONACO

TRIESTE – Lo scalo giuliano consolida i legami istituzionali e commerciali con la Baviera, organizzando una missione nella capitale del land tedesco, conclusasi ieri, per illustrare i nuovi investimenti ferroviari e i nuovi piani di sviluppo.  Per gli operatori e le istituzioni bavaresi, Trieste si conferma scalo privilegiato nel Mediterraneo per i traffici con il Far East.

Specie ora che l’Europa guarda con attenzione alla Cina e al progetto One Belt One Road, “Trieste diventa un hub privilegiato” ha sottolineato Zeno D’Agostino, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale, “grazie a una posizione  geografica strategica, fondali naturali per accogliere le grandi navi oceaniche e collegamenti ferroviari giornalieri diretti in tutta Europa. Un “rail port di rilievo internazionale” come l’ha definito D’Agostino, “che si propone come sistema logistico-portuale e industriale di riferimento per il mercato tedesco”.

L’evento organizzato dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, in collaborazione con la Camera di Commercio Italo-tedesca e il patrocinio dell’Ambasciata d’Italia a Berlino, si è svolto presso la Camera di Commercio e dell’Industria di Monaco e dell’Alta Baviera. Alla serata hanno assistito un centinaio di ospiti, tra rappresentanti istituzionali, operatori del settore e giornalisti.Francesco Leone, consigliere economico dell’Ambasciata d’Italia a Berlino,  e Alessandro Marino, Segretario generale della Camera di Commercio Italo-tedesca hanno aperto i lavori, evidenziando il solido legame economico tra Trieste e la Baviera e il ruolo del porto a servizio dei mercati dell’Europa centrale. Concetti ripresi da Alessio Lilli, presidente del Gruppo TAL, che gestisce l’oleodotto transalpino e testimonia concretamente il legame storico che unisce lo scalo  giuliano alla Germania. Se Trieste è il primo porto d’Italia e primo scalo petrolifero del Mediterraneo, il merito è di SIOT, che fornisce il 100% del fabbisogno energetico della Baviera e il 40% della Germania, verso cui sono diretti circa 30 milioni di greggio all’anno.

A seguire, Zeno D’Agostino ha presentato ad ampio raggio investimenti, numeri e statistiche parlando di un “modello Trieste” il cui successo si basa su una governance snella gestita direttamente dall’Authority, a capo di un sistema complesso che include zona industriale, punti franchi e interporti. D’Agostino ha rimarcato anche i grandi passi avanti e sviluppi nel settore ferroviario in corso a Trieste, con investimenti per circa 110 milioni, nonché la strategicità che lo scalo riveste per l’economia della Regione Friuli Venezia Giulia e per il Governo italiano. Per quanto riguarda le relazioni ferroviarie, il 30% dei treni del porto giuliano sono diretti verso la Germania, mentre nel primo semestre dell’anno in corso, 1.467 sono stati i treni coinvolti su questa direttrice con un aumento di quasi il 12% rispetto al primo semestre del 2017. Vari i collegamenti diretti da Trieste alla Germania. Dal molo VII (Trieste Marine Terminal) partono e arrivano 6 coppie di treni settimanali per Monaco, 2 per Burghausen  al servizio della Wacher Chemie, una delle maggiori industrie chimiche della Baviera, e 2 per la nuova destinazione di Giengen con un servizio da poco attivato. Dal molo VI (Ekol) invece 9 coppie di treni per Colonia, 4 per Ludwigshafen e 3 per Karlsruhe. Dal terminal della Samer Seaports invece 5 sono i roundtrip per Monaco, 3 per Ludwigshafen, 4 per Duisburg e infine 2 per Wörth.

Gli aspetti tecnici delle relazioni commerciali con Trieste  sono stati evidenziati durante la tavola rotonda moderata da Gerhard Grünig, caporedattore della rivista VerkehrsRundschau, a cui hanno partecipato Daniel Jähn  di Kombiverkehr, Sebastian Lechner (Associazione dei trasportatori baveresi) e Alexander Goldemund (Associazione degli spedizioneri bavaresi).

Infine, Karin Jäntschi-Haucke in rappresentanza del Ministero Bavarese delle Infrastrutture e Trasporti, ha illustrato i progetti in corso per rendere più efficienti i collegamenti tra Italia e Germania attraverso il Brennero, rimarcando il vantaggio competitivo della rotta adriatica via  Trieste rispetto ai porti del Nord Europa, in termini di tempo e salvaguardia ambientale. La serata si è conclusa con un momento di networking dedicato agli operatori triestini e bavaresi.

Rixi: “Mose e home port temi da affrontare per Venezia”

VENEZIA – ”Penso che prima di decidere le cose, bisogna vederle. Su Venezia, sono due i grossi temi da affrontare”: lo ha detto, al termine del suo sopralluogo al porto di Venezia, il viceministro per le Infrastrutture, Edoardo Rixi. “Il primo tema – ha spiegato – è la situazione del Mose e le sue influenze sulla gestione del porto, che diventerà un porto a orari come nel nord Europa, con un traffico da gestire con ore d’anticipo. Anche se va detto che lì le maree si possono sapere con anticipo, mentre qui, per l’acqua alta, ci sono tempi variabili, con non pochi problemi per la gestione, anche se ci lavoreremo con modelli matematici”.

Il secondo tema, ha proseguito, “è legato al fatto che Roma e Venezia sono le principali mete dei crocieristi in Italia. Venezia, come home port delle crociere, è fondamentale per tutto l’Adriatico, visto che, se venisse meno questa qualifica, si perderebbe tutto il traffico in questo mare”. Per Rixi, “è un tema che va comparato con i temi ambientali, visto che vanno preservati i valori artistici e ambientali di Venezia, compatibilmente con la necessità di poter usufruire della città a livelli mondiali. C’è anche il discorso delle nuove navi, perché saranno un centinaio quelle che saranno destinate alle crociere nel Mediterraneo e i porti che non saranno in grado di accoglierle o di organizzarsi saranno sempre meno appetibili”.

“Sono due temi – ha aggiunto il viceministro – da affrontare con la massima cura, ricordando l’importanza strategica del porto di Venezia, legata ai flussi turistici e al sistema industriale che dal nord-est arriva fino a Brescia, che trova in tutto ciò la sua base logistica. Bisogna migliorare gli impatti ambientali, attraverso un sempre maggior rispetto e la riduzione delle emissioni, ma non perdere strategicità, perché il rischio è quello di bloccare il sistema logistico del Paese.

Il Mediterraneo è un pilastro della catena logistica continentale, che, negli ultimi decenni, ha investito soprattutto sul nord Europa: è qui che si decide il futuro, se cioè l’Italia, e il nord Italia in particolare, torneranno a crescere o semplicemente vedranno le navi che transitano nel Mediterraneo e si fermano solo per scaricare”. Quasi l’80% dei container, ha concluso Rixi, vengono scaricati nel nord Europa: “bisogna trovare una soluzione per rendere compatibili un ambiente delicato e la necessità che il Paese torni a crescere – ha concluso -. Non si può aspettare né dire che le navi non devono transitare, senza trovare soluzioni che devono essere rapide e serie, tranquillizzando gli operatori e dando risposte a Venezia”.

Approvato il bilancio di previsione 2019 della Adsp del Mar Tirreno Centrale

NAPOLI – Via libera del Comitato di Gestione al primo bilancio di previsione del 2019 unificato per i porti di Napoli, Salerno e Castellammare di Stabia.  Il sistema portuale campano, a distanza meno di un anno dall’ingresso del porto di Salerno nella Autorità di Sistema, prende forma anche sotto l’aspetto contabile.

“Abbiamo lavorato in questi mesi – precisa il Presidente dell’AdSP del Mar Tirreno Centrale, Pietro Spirito – per unificare i sistemi di gestione amministrativa e contabile. In meno di un anno l’integrazione è stata realizzata, ed il documento contabile, che abbiamo approvato in Comitato di Gestione dopo il consensus dell’Organismo di Partenariato, rappresenta l’unità di gestione dei tre scali da tutti i punti di vista: entrate, spese, investimenti. Con il 2019 quest’unicità si svilupperà grazie all’ottimizzazione ed alla razionalizzazione delle nostre attività, per costruire e realizzare una strategia comune volta a potenziare il sistema portuale campano. Anche l’avvio della Zona Economica Speciale della Campania, partita con la prima riunione del Comitato di Indirizzo in ottobre, sarà un fronte di lavoro molto rilevante, per offrire alla comunità delle imprese occasioni di investimento produttive ed un sistema logistico maggiormente efficiente.”

I dati di previsione indicano per il 2019 un avanzo economico di 1 milione e 631 mila euro, un avanzo di amministrazione di 192 milioni e 575 mila euro, un avanzo finanziario di 99 milioni e 468 mila euro.  Per quanto riguarda il capitolo “investimenti”, il totale investimenti con fondi AdSP ammonta a 9 milioni e 650 mila euro, quelli finanziati a euro 31 milioni e 557 mila euro.

“Il nostro – ha sottolineato il Presidente – è un bilancio di previsione “prudente”, che considera solo parzialmente l’andamento dei traffici nei tre scali, che registrano crescite significative nel 2018, in particolare nel settore container e delle crociere. Le prospettive per il 2019 si presentano interessanti, anche se lo scenario macroeconomico potrebbe determinare qualche rallentamento nell’incremento delle movimentazioni, in particolare nel settore delle merci. Lavoreremo per migliorare le previsioni di bilancio, portando risultati più robusti di avanzo, per continuare a finanziare – anche con risorse proprie – gli investimenti che servono al potenziamento delle nostre infrastrutture”.

PORTO DI ANCONA: CROCIERE, UNA BELLA STAGIONE

ANCONA – Una bella stagione quella delle crociere al porto di Ancona. Domani attracca la Nautica della compagnia Oceania Cruises, ultimo approdo del 2018 per le crociere che ha visto un totale di 38 approdi complessivi di cui 20 di Msc Sinfonia, che ha già confermato la propria presenza nel porto dorico nel 2019.

La Nautica, una nave da crociera classica ed elegante, arriva da Venezia alle 7 per ripartire alle 19 per Spalato, in Croazia. A bordo ci saranno 670 crocieristi e 400 persone dell’equipaggio. Per tutti loro, saranno a disposizione la bellezza della città di Ancona e delle altre località marchigiane dove vengono organizzate le escursioni con guide turistiche specializzate. La stagione 2018 delle crociere segna un risultato con un aumento a doppia cifra mentre gli operatori del settore sono già al lavoro per l’estate 2019.

“E’ stata una bella stagione per le crociere nel porto di Ancona – dice il presidente dell’Autorità di sistema portuale, Rodolfo Giampieri -, crediamo che le persone che sono arrivate a bordo di queste navi siano ripartite con un sorriso dopo aver conosciuto la bellezza di questa città e delle altre località delle Marche visitate. Ringraziamo tutti coloro che sono venuti a trovarci, le compagnie, gli operatori che hanno consentito di raggiungere questi risultati e diamo a tutti un arrivederci al prossimo anno. Siamo convinti che dalle crociere, continuando a lavorare come sistema, potranno nascere delle ottime opportunità per il turismo della regione trasformandole in crescita per il lavoro delle imprese e occupazione”.

Convenzione tra AdSP MAM e Liceo Artistico “Marzolla-Simone-Durano” di Brindisi

BRINDISI – Giovedì 8 novembre alle ore 11.00 nella sala riunioni dell’AdSP MAM, sede di Brindisi – piazza Vittorio Emanuele II n. 7, si terrà una conferenza di presentazione del progetto: “Il fronte sull’acqua. Valorizzazione del waterfront di Brindisi”.

Si tratta di un’iniziativa proposta dall’Ente portuale e accolta dall’Istituto scolastico nell’ambito delle attività previste dai programmi di alternanza scuola lavoro. L’obiettivo è quello di promuovere attività di studio e di valorizzazione del fronte mare, attraverso l’analisi dei beni in possesso del demanio marittimo. Gli studenti, con l’ausilio di alcuni tutor, svilupperanno attività di marketing e di documentazione fotografica sull’impatto ambientale delle opere; trasformeranno le barriere stradali in cemento, e gli altri dispositivi di sicurezza allocati in porto in oggetti di arredo urbano, attraverso graffiti e street- art.

Protagonisti del progetto saranno gli studenti delle terze classi del liceo, i quali oltre ad essere impegnati in attività pittoriche pratiche, effettueranno visite guidate ed escursioni in porto, analizzeranno, inoltre, tutti i segmenti posti in ambito portuale che necessitano di nuove prospettive di valorizzazione.

All’incontro con la stampa saranno presenti il presidente dell’AdSP MAM, Ugo Patroni Griffi,  la dirigente scolastica del Liceo Artistico, Carmen Taurino e gli studenti coinvolti nel progetto.

IL NAUTILUS Anno 13 N°3

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato a Canale Pigonati di Brindisi; la storia, le potenzialità, le attuali richieste per il suo allargamento al fine di agevolare l’entrata nel porto interno delle grandi navi da crociera. Poi articoli sulle Zes, porti di Ancona, Bari, Campania ma anche le professioni del mare, il lavoro portuale nelle sue specificità ed un interessante racconto del porto di Salerno che nel Mediterraneo rappresenta un ponte tra Oriente ed Occidente.
poseidone danese

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