ERF la società di manovra ferroviaria del Porto di Venezia diventa Impresa Ferrovia

VENEZIA – ERF (Esercizio Raccordi Ferroviari), la società di manovra ferroviaria del Porto di Venezia, ottiene il Certificato di Sicurezza e diventa a tutti gli effetti Impresa Ferroviaria.

Il Certificato di Sicurezza consente l’accesso a quella parte di infrastruttura ferroviaria per la quale è stato richiesto – in questo caso “Venezia Marghera Scalo” – e viene rilasciato dall’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie (D.Lgs. 162/2007), competente per tutti gli aspetti normativi, autorizzativi e di controllo relativi al sistema ferroviario nazionale. Il Certificato di sicurezza si compone di una parte A, attestante che il Sistema di Gestione della Sicurezza di ERF è valido in tutta l’Unione Europea, e di una parte B che autorizza ERF stessa ad operare in autonomia il servizio ferroviario di manovra nell’impianto di Venezia Marghera Scalo.

Si tratta di un traguardo importante in quanto ERF è autorizzata a poter formare propri macchinisti e operatori ferroviari e potrà operare il servizio di manovra in maniera completamente autonoma, pre-condizione necessaria per qualsiasi ulteriore sviluppo futuro.ERF, Gestore Unico della Manovra (delibera ART 18/2016) si è qualificato come Impresa Ferroviaria rispondendo in maniera tempestiva ad una nuova fase del mercato ferroviario che richiede sempre più società strutturate sia dal punto di vista del know how ferroviario del personale, dell’adeguamento dei mezzi in uso e dei Sistemi di Gestione di Sicurezza adottati.

ERF si affaccia quindi con tutte le carte in regola al nuovo panorama ferroviario (Delibere ART e Quarto Pacchetto ferroviario) e potrà concorrere sul mercato per mantenere il ruolo di rilievo presso il Comprensorio di Venezia Marghera Scalo o su altri asset.

SI tratta di un ulteriore tassello che compone il mosaico della “cura del ferro” in atto al Porto di Venezia; cura che ha già prodotto risultati rilevanti dato che i carri movimentati nel periodo gennaio-agosto sono stati 68.080 (+13,7% rispetto lo stesso periodo 2017) pari a oltre 1,73 milioni di tonnellate (+12% in peso rispetto allo stesso periodo 2017).

Porto di Taranto: Compendio “Molo Polisettoriale” esito dell’avviso

TARANTO – Con riferimento all’Avviso Pubblico del 03.08.2018 – con il quale l’AdSP del Mar Ionio,  vista l’istanza prodotta dalla Yilport Holding A.S. e richiamate le deliberazioni del Comitato di Gestione n. 06/18 e 07/18, rispettivamente del 04.07.2018 e 31.07.2018,  ha implementato la procedura di evidenza pubblica per l’assentimento in concessione, ex art. 18 L. 84/94, del Compendio denominato “Molo Polisettoriale” per la finalità dello sviluppo dei traffici commerciali e della logistica, con particolare riferimento alla movimentazione dei contenitori unitamente alla movimentazione di merce varia e ro-ro e nell’ottica della più ampia e proficua utilizzazione delle aree – si comunica come, nel termine all’uopo assegnato, non siano pervenute all’AdSP domande concorrenti. Sono state, invece, prodotte “osservazioni” da parte della Italcave Spa ed  “osservazioni/opposizione” da parte del Consorzio Southgate Europe Terminal.

Atteso quanto precede, l’AdSP avvierà l’istruttoria di merito sulla cennata domanda di Yilport Holding A.S. nel corso della quale saranno altresì esaminate le cennate osservazioni ed opposizioni.

L’esito dell’istruttoria sarà rimesso all’attenzione del Comitato di Gestione, Organo competente a deliberare, ai sensi del comb. disp. tra gli artt. 8, co. 3, lett. n) e  9, co. 5, lett. g) della L. 84/94, sul rilascio o meno della concessione ex art. 18 della L. 84/94 cit.

PORTO DI VENEZIA: INVESTIMENTI PER OLTRE 3 MILIONI DI EURO AL TERMINAL MULTI SERVICE

VENEZIA – E’ stata collaudata oggi la gru di ultima generazione che sarà presto operativa nel terminal Multi Service a Porto Marghera. Si tratta di una gru Biargano Model 6 prodotta dalla Konecranes Gottwald, le cui sezioni sono giunte direttamente in nave da Dusseldorf, sede produttiva.

Le operazioni di assemblaggio, che si sono svolte direttamente al terminal, sono durate due settimane, trattandosi di un mezzo che raggiunge i 39 metri di altezza e fino a 51 metri di sbraccio massimo per un peso di oltre 450 tonnellate.La gru, con portata fino a 125 tonnellate ha una configurazione a doppio argano, fondamentale per l’utilizzo delle benne a funi che permetteranno di garantire un elevato rate di sbarco nelle navi, con migliori prestazioni soprattutto in termini di velocità e consumi rispetto alla altre analoghe dotazioni già in uso presso il terminal: la Biargano va infatti ad aggiungersi alle altre 7 gru portuali da 80 a 200 tonnellate, e potrà essere alimentata anche tramite energia elettrica.

Un investimento di oltre 3 milioni che andrà a potenziare ulteriormente le performance di Multi Service, terminal d’eccellenza riconosciuto a livello europeo nel settore breakbulk e in particolare dei project cargo.“Si tratta di un investimento importante per la nostra azienda che, in questo modo, continua a scommettere sullo scalo di Venezia – dichiara Paolo Dello Iacono, AD di Multi Service -. Siamo convinti della potenzialità del Porto e dell’intero sistema portuale italiano e confidiamo di aumentare i nostri traffici in futuro, continuando a investire in risorse umane e tecnologiche”.

“Quando un nostro terminalista sceglie di rafforzare la sua presenza nel nostro scalo, investendo risorse in tecnologia e innovazione, significa che siamo sulla strada giusta – conferma il Presidente dell’AdSP Pino Musolino – La nostra missione continua ad essere quella di creare le condizioni adatte affinché gli imprenditori continuino a scommettere sul Porto del Veneto con i suoi scali di Venezia e di Chioggia, l’efficienza dei quali è condizione necessaria affinché le aziende si possano approvvigionare di materie prime e possano esportare i loro prodotti finiti nel mondo”.

REALIZZATE A PORTO MARGHERA TRE CALDAIE PLUG&PLAY MACCHI DESTINATE AL KAZAKISTAN

VENEZIA – Faranno parte di uno dei più grandi impianti oil&gas al mondo le tre caldaie Plug & Play prodotte dalla Macchi (divisione della Sofinter S.p.A. con headquarter a Gallarate e vari stabilimenti in Italia e in Europa) nello stabilimento di Marghera. Si tratta di tre gioielli della meccanica, mega carichi del peso di 700 ton ciascuno, e delle dimensioni di 30 metri di lunghezza, 16 metri di larghezza e 11 metri di altezza destinate al Kazakistan, dove faranno parte di un impianto oil&gas di ultimissima generazione.

Moduli di tali dimensioni e peso, ma soprattutto di assemblaggio impiantistico così spinto, ad oggi non erano mai stati realizzati a Marghera da Macchi pronti per l’imbarco; d’altra parte l’azienda da due anni ha scelto di aprire il suo nuovo maggior stabilimento in via Ramo dell’Azoto a Marghera: una scelta strategica, che consente ai colli di grandi dimensioni (caldaie industriali che raggiungono grandissime dimensioni e che richiedono un trasporto speciale) di raggiungere le vicine banchine poiché impossibilitati a viaggiare su strada per ragioni di peso e dimensioni: l’unità produttiva di Via Ramo dell’Azoto non solo produce, ma riceve di fatto anche le varie componenti dalle altre fabbriche Macchi per realizzare il prodotto finale.

“A Marghera finalizziamo un prodotto che fino a qualche anno fa non era pensabile a questo livello di dettaglio. Siamo stati tra i primi a studiare e proporre la modularizzazione seguendo le evoluzioni di questo mercato. Oggi senza dubbio, possiamo essere considerati un’eccellenza e tra i leader mondiali del settore” spiega l’Operations & Logistics Manager di Sofinter, ing. Bruno Bianchi. “Le caldaie in modalità Plug & Play sono un prodotto altamente innovativo: si tratta di caldaie già integrate di tutti i componenti ed apparecchiature accessorie necessari al loro funzionamento ed in questo modo il cliente finale necessita solo di eseguire praticamente le attività di interconnessioni per l’avviamento. Le dimensioni ed il peso di questo prodotto richiedono necessariamente un “assembly yard” in prossimità dell’area portuale per permettere, fatte tutte le verifiche del caso, di raggiungere il porto ed assicurarne l’imbarco. Ragioni queste che hanno quindi reso Porto Marghera il luogo ideale per investire”.Un investimento che certamente ha dato i suoi frutti, se si considera che in due anni sono state prodotte e imbarcate a Marghera ben 19 plug & play.

“Siamo orgogliosi che tra le aziende insediate a Marghera vi siano eccellenze operanti a livello internazionale come la Macchi” afferma il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale Pino Musolino “L’accessibilità alla banchina è un asset che da sempre rende Venezia il gateway ideale per i project cargo, e non si tratta più di scegliere Venezia solo come scalo, ma come sede di produzione per ridurre al minimo il percorso in transito di queste componenti dalle dimensioni eccezionali. Come dimostra il caso della Macchi, le aziende scelgono di approfittare della vicinanza e dell’accessibilità alla banchina delocalizzando a Marghera le loro sedi produttive, ed evitando di far viaggiare i colli eccezionali su strada. Ricordiamo che Venezia conta non solo su terminal dedicati e operatori altamente specializzati ma anche – unico scalo in Italia – sulla modalità fluviale, che registra andamenti positivi su questa filiera, consentendo il traffico di pezzi oversize senza vincoli di peso e misure”.

La delicata fase di trasferimento dei tre mega carichi dallo stabilimento di Macchi alla banchina è stato messo in opera dai mezzi speciali autopropulsivi (SPMT’s) della Fagioli, altra azienda leader per i servizi in questo settore, che a Marghera è insediata e opera dal 1994.

Il terminal Multiservice, specializzato e riconosciuto a livello internazionale nella movimentazione dei project cargo, ha invece seguito tutte le fase propedeutiche ed operative per permettere l’imbarco con modalità Ro/Ro tramite i mezzi speciali della Fagioli, che si sono recati a bordo della chiatta posizionando il carico su supporti predisposti dall’armatore. Multiservice, oltre alla messa a disposizione di banchine con scassa Ro/Ro, ha inoltre realizzato uno speciale accesso al terminal che ha consentito ai pezzi oversize di transitare verso la banchina per l’imbarco.Due delle tre caldaie “Big” Plug & Play sono già in viaggio per il Kazakistan; la terza salperà a metà  settembre.

MACCHI è una storica azienda protagonista nel mercato internazionale della progettazione e costruzione di caldaie industriali e di caldaie a recupero per il settore Oil&Gas, petrolchimico, LNG ed energetico.Fondata nel 1959 e incorporata in Sofinter SpA nel 2004, MACCHI ha installato nel mondo oltre 1000 unità. La gamma di prodotti e attività include: Caldaie industriali a tubi d’acqua con combustione a gas, olio e olio greggio, Caldaie a recupero HRSG per cicli cogenerativi con turbina a gas, Caldaie a recupero WHB su processo industriali e Bruciatori a gas e a olio a basse emissioni di NOx. Tutti i modelli di caldaie MACCHI possono essere modularizzati con l’applicazione Plug&Play per facilitare l’installazione e l’avviamento della caldaia. Oltre al workshop di Marghera operativo dal 2007, MACCHI ha mantenuto il suo storico stabilimento a Fagnano Olona (VA) dedicato alla fabbricazione di parti in pressione per caldaie.

Inoltre, dal 2004, MACCHI si avvale anche di uno stabilimento a Drobeta Turnu Severin (Romania) con una banchina privata che si affaccia direttamente sul fiume Danubio.

Porto di Bari: mercoledì sottoscrizione con banche

BARI – Mercoledì 12 settembre alle ore 10.30 nella sala conferenze dell’AdSP MAM, uffici di Bari piazzale C.Colombo 1, verrà sottoscritto un Accordo di collaborazione tra le Banche: Popolare di Puglia e Basilicata, Popolare di Bari e Popolare Pugliese, le Università degli studi di Bari, Aldo Moro, e di Lecce, Unisalento, e l’AdSP MAM.

Obiettivo dell’Accordo, costituire un supporto fattivo alle imprese aggiudicatarie di opere appaltate dall’Ente portuale nella realizzazione del piano operativo triennale di investimenti, con finanza sia ordinaria che straordinaria, anche mediante l’anticipo o la cessione dei crediti maturati nei confronti dell’AdSP. Attraverso il documento, le Banche si impegnano a fornire forme di agevolazioni per gli investimenti, soprattutto per gli imprenditori interessati a progetti di sviluppo nelle aree portuali o nelle ZES.

Le due Università, invece, organizzeranno attività didattiche, di ricerca e analisi delle direttrici ottimali per lo sviluppo economico delle aree portuali/ZES, con l’obiettivo di formare adeguatamente i potenziali investitori che ne facciano richiesta.Con la sottoscrizione dell’Accordo, l’AdSP MAM muove un ulteriore e fondamentale passo in avanti per rendere le aree portuali/ZES funzionali e dinamiche, perché possano, nell’immediato futuro, contribuire significativamente al rilancio economico di tutto il territorio.

Porto di Trieste protagonista a Parigi con la “via della Seta”

TRIESTE – ”C’è una situazione nuova in Europa, i porti del sud, tradizionalmente di serie B rispetto ad Amburgo, Rotterdam o Anversa, oggi sono coinvolti in primo piano. Gli investitori cinesi, passati da Suez e dal Pireo, arrivano da sud e per queste rotte è una grande rivoluzione”: lo ha detto il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale (il Porto di Trieste), Zeno D’Agostino, parlando con l’ANSA a margine di un simposio a Parigi del “Dialogo fra i continenti”, dedicato a “Derive o connettività?”.

D’Agostino, intervenuto alla tavola rotonda centrata sui porti e il loro sviluppo, ha illustrato la portata innovatrice e le aperture sul futuro della cosiddetta nuova “via della Seta”: “si tratta di un grande progetto di infrastrutturazione globale che modificherà, in meglio, l’accessibilità di alcune aree del globo. L’aumento della connettività e della relativa accessibilità di un territorio – ha continuato D’Agostino – ne aumentano il traffico di merci e persone in primo luogo, ma soprattutto ne determinano una nuova dignità localizzativa industriale e logistica”.

Quello di oggi, ha spiegato poi D’Agostino a margine dei lavori, “è il risultato di 3 anni di lavoro, di molte missioni di Trieste in Cina e delle società di stato cinesi coinvolte nel progetto ‘via della Seta’ a Trieste”. “Già durante il governo Gentiloni – continua – Genova, Venezia e Trieste erano state individuate come potenziali porti di investimento per la Cina, poi il dialogo è andato avanti.

A Trieste, i soggetti coinvolti diventerebbero partner di operatori già presenti in porto – precisa D’Agostino – consentendo così il potenziamento e lo sviluppo di nuove banchine, nuovi terminal, nuovi piazzali e attività portuali”. A facilitare l’arrivo dei finanziamenti, aggiunge, è stata “l’approvazione di un piano regolatore, 2 anni fa, che ha eliminato gli ostacoli burocratici che sussistono in altre situazioni europee”. Oggi i porti dell’Italia del nord, Genova e Trieste, “sono quelli che permettono di dialogare con i grandi mercati del centro ed dell’est Europa, diventato negli ultimi anni la locomotiva del nostro continente.

Trieste e l’Adriatico sono diventati protagonisti. Basti pensare che a Trieste negli ultimi 3 anni c’è stata un’esplosione positiva del traffico dei treni merci, diventati 230 dagli 80 di 3 anni fa”.

Porti di Toscana: 21,5 milioni di tonnellate movimentate primi 6 mesi

LIVORNO – ”I dati statistici del primo semestre sono straordinari e premiano gli sforzi fin qui sostenuti dalla Port Authority per consolidare le linee di traffico mercantile e migliorare la capacità di attrazione dei suoi porti”. Lo ha detto il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale, Stefano Corsini, commentando i dati consuntivi del porto di Livorno, Piombino, Portoferraio, Rio Marina e Cavo, nel primo semestre dell’anno rispetto al corrispondente periodo del 2017.

La movimentazione complessiva nei porti di sistema è risultata superiore a 21,5 mln di ton con un incremento del 5,8%. L’analisi delle tipologie di traffico indica un incremento dell’11,4% (+12,9% in termini di tonnellate movimentate) nel campo dei rotabili: con 371.713 unità sbarcate e imbarcate nei tre porti di riferimento (Livorno, Piombino, Portoferraio), i RO/RO sono oggi la punta di diamante del sistema portuale dell’Alto Tirreno, e incidono sul traffico complessivo per oltre il 50%. Buoni rendimenti anche sul fronte dei passeggeri, sia di traghetti che di crociere: con oltre 3,5 mln di unità, il comparto ha messo a segno un +0,9% nonostante il calo dei passeggeri da e per l’isola d’Elba nei porti di Piombino e Portoferraio.

Per Corsini il lavoro di squadra con la Capitaneria di Porto e gli operatori portuali è stato fondamentale: “L’allargamento provvisorio del canale di accesso,l’illuminazione notturna che rende Livorno potenzialmente scalabile h24, le ordinanze della Capitaneria che dettano le nuove condizioni per l’ingresso, l’uscita e la manovra delle grandi navi porta container e car carrier in Darsena Toscana, hanno consentito di conseguire obiettivi di breve termine che nei prossimi sei mesi daranno ulteriori soddisfazioni in termini di traffici, non solo a Livorno, ma anche a Piombino, dove l’insediamento di Jindal rappresenta un passaggio essenziale per far decollare la componente industriale del sistema portuale”.

MUSOLINO RISPONDE A TONINELLI

VENEZIA – In merito alle dichiarazioni odierne del Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Danilo Toninelli sul tema Grandi Navi a Venezia, il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale Pino Musolino dichiara:

“Chiediamo ancora una volta d’incontrare al più presto il Ministro Toninelli per comprendere chiaramente le direttive del Governo italiano rispetto al futuro dell’industria crocieristica a Venezia e, di conseguenza, in tutti i porti crocieristici dell’Adriatico che dipendono dall’operatività dello scalo lagunare”.

“Come è noto, negli ultimi mesi l’Autorità di Sistema Portuale si è mossa a livello progettuale per dare concretezza alle indicazioni ricevute in sede dell’ultimo “Comitatone”. Tali indicazioni non prevedono l’escavo di nuovi canali ma semplicemente l’adeguamento a livelli previsti dal Piano Regolatore Portuale dei canali esistenti. Allo stesso modo, ricordo che la Capitaneria di Porto di Venezia ha recentemente aggiornato i parametri utilizzati per segmentare i flussi delle Grandi Navi, individuando un algoritmo complesso che tiene conto di molteplici variabili oltre al tonnellaggio”.

“Siamo a disposizione fin da subito per ri-avviare un tavolo di lavoro con il Ministero e raccogliere eventuali correzioni tecnico-politiche alla soluzione, condivisa e realizzabile, già individuata per ribilanciare i flussi delle Grandi Navi a Venezia salvaguardando il fragile ecosistema lagunare e rispettando, nel contempo, le aziende impegnate in questo comparto, da cui dipende un notevole indotto che pesa per circa il 3% del PIL veneziano e che impiega complessivamente oltre 4000 addetti”.

AdSP MAM: domani accordo con di Majo e incontro con Rosato

BRINDISI – Giovedì 30 agosto alle ore 10.30 presso gli uffici di Brindisi, in piazza Vittorio Emanuele II n.7, i presidenti delle AdSP del Mare Adriatico Meridionale e del Mar Tirreno Centro Settentrionale, Ugo Patroni Griffi e Francesco Maria di Majo, sottoscriveranno un accordo di collaborazione finalizzato a sviluppare il corridoio intermodale Tirreno Centrale-Adriatico Meridionale, attraverso i porti di Civitavecchia/Gaeta e Bari/Brindisi, mediante la promozione dei collegamenti stradali, ferroviari e logistici tra il Tirreno Centro-Settentrionale e l’Adriatico Meridionale.

Il documento prevede, tra l’altro, l’individuazione di sinergie e di progetti per il miglioramento, in chiave ecosostenibile e di efficientamento energetico, dei traffici nell’ambito portuale, soprattutto in riferimento agli accessi nei porti del traffico Ro-Ro.

Tale accordo contribuirà a sviluppare le diverse direttrici trasversali che dal porto di Civitavecchia giungono nei porti dell’Adriatico Centrale e Meridionale e quindi quel ruolo di “land bridge” che riveste l’Italia centrale e meridionale nel collegamento tra la penisola iberica con quella balcanica e con la Grecia e che si baserà su un trasporto intermodale in cui la componente marittima è prevalente.

Ciò determinerà indubbi vantaggi ambientali, in termini di riduzione di emissioni nocive nell’aria, rispetto al trasporto tutto su gomma nonchè decongestionerà anche il traffico sulle strade e autostrade della Liguria e della Pianura Padana.

Al termine dell’incontro, alle ore 11.00, il presidente Patroni Griffi riceverà l’onorevole Ettore Rosato, vice presidente della Camera dei Deputati, col quale si confronterà sui temi dello sviluppo della portualità brindisina e di sistema.

Porto di Taranto: sistema integrato con Massafra e Statte

TARANTO – Un sistema intelligente ed integrato a servizio delle aree portuali e delle aree con vocazione industriale dei Comuni di Taranto, Massafra e Statte.
È questo l’obiettivo prioritario che il progetto “Miglioramento degli standard di sicurezza intelligente ed integrata dell’area di sviluppo produttivo e portuale di Taranto” ha fissato nella proposta progettuale candidata qualche settimana fa a valere sull’Asse II Azione 2.1 “Interventi integrati finalizzati all’incremento degli standard di sicurezza in aree strategiche per lo sviluppo” del Programma Operativo Nazionale “Legalità” 2014-2020.

In data 8 agosto 2018, il Ministero dell’Interno – Dipartimento della Pubblica Sicurezza e Autorità di Gestione del Programma ha comunicato la definitiva approvazione della proposta progettuale e la relativa ammissione a finanziamento.
L’iniziativa era partita in data 18.10.2017, quando, su impulso del Prefetto Donato Giovanni Cafagna, il partenariato composto, tra gli altri, da AdSP del Mar Ionio, Consorzio ASI di Taranto, Comuni di Taranto, Massafra e Statte, CCIAA di Taranto e Confindustria Taranto hanno siglato un protocollo d’intesa mirante alla fattiva collaborazione tra gli enti per la predisposizione di una proposta progettuale.

Il progetto mira ad innalzare i livelli di sicurezza e legalità in cui opera il sistema economico e imprenditoriale delle aree coinvolte (area logistico-portuale e aree dei Comuni di Taranto, Massafra e Statte di pertinenza – e non – del Consorzio ASI), attraverso l’integrazione delle attuali tecniche di controllo del territorio con tecnologie più evolute, da attuarsi con modalità integrative e innovative al fine di rafforzare la sicurezza delle aree e aumentarne l’attrattività anche in vista di una futura istituzione di una Zona Economica Speciale.

Il progetto prevede, pertanto, la creazione di presidi con l’ausilio di apparati con video-analisi, sensori per il monitoraggio ambientale, sensori ad infrarossi, telecamere termiche e lettori targhe che forniranno i dati ad una piattaforma PSIM (Phisical Security Information Management) in grado di collezionare e correlare i dati (anche connessi al riconoscimento facciale) che saranno utilizzati dalla Questura di Taranto per l’analisi preventiva dei reati.

Rispetto all’approvazione del progetto, il Prefetto Cafagna esprime la propria soddisfazione: “Il finanziamento da parte del P.O.N. Legalità del Ministero dell’Interno è la conferma di una grande attenzione verso un’area – quella del porto e della zona industriale – strategica per lo sviluppo del territorio tarantino. E’ anche il risultato del grado elevato di integrazione, a livello locale, tra Istituzioni e stakeholders economici, che va nella giusta direzione del potenziamento infrastrutturale ad alto valore tecnologico del sistema della sicurezza”.

Il Presidente dell’AdSP del Mar Ionio Sergio Prete evidenzia che: “risulta sempre più necessario dotarsi di livelli più alti di sicurezza intelligente ed integrata al fine di creare un ambiente sicuro – reale e virtuale –in cui far operare le imprese. Questo aspetto, nel medio-lungo termine, risulterà essere un fattore di competitività del sistema produttivo-logistico e di attrazione per gli investitori, soprattutto nell’ottica della costituenda ZES jonica. Ringrazio il Prefetto per il supporto e il coordinamento assicuratoci e gli Enti che hanno fattivamente collaborato alla stesura della proposta”.

Il Presidente del Consorzio ASI di Taranto dichiara che: “sicurezza e legalità contribuiranno sicuramente a migliorare l’attrattività delle aree industriali specialmente in questo momento in cui stanno per partire le ZES che rappresentano una grande opportunità per il nostro territorio. Come consorzio ASI questo progetto rappresenta una continuità di ciò che in precedenza abbiamo già garantito ai nostri insediati con la videosorveglianza che oggi sarà implementata con nuove e avanzate tecnologie. Un altro risultato che mi preme sottolineare è l’interazione tra i diversi soggetti istituzionali che hanno collaborato a questo progetto e che può costituire un modello vincente di impegno e di organizzazione anche per affrontare altre sfide future”.

IL NAUTILUS Anno 13 N°2

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato ad Assologistica e alle idee per il futuro messe insieme dall’associazione di categoria: le commissioni interne hanno espresso i loro orientamenti in maniera dettagliata e su questo tracciato si disegnano le decisioni future. All’interno di questo numero troverete anche tante informazioni sui porti di Livorno, Piombino, Trieste, Civitavecchia, Venezia e Genova ma anche le direttive internazionali sull’utilizzo di Gnl per uso energetico e la Brexit.
poseidone danese

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