Volvo Ocean Race: vantaggio sud

ALICANTE – Del trio settentrionale, che ha vento più leggero, fa parte anche il leader della classifica generale MAPFRE, con Dongfeng Race Team che è secondo a soli tre punti e con Turn the Tide on Plastic. Le velocità medie delle tre barche sono restate fra i 7 e i 10 nodi, mentre il quartetto meridionale corre a oltre 15 nodi. Si assiste quindi a una separazione della flotta e coloro che si sono tenuti a sud hanno accumulato un vantaggio di una trentina di miglia.

Bouwe Bekking ha spiegato che c’è molto in gioco: “Come previsto c’è un grande spalti nella flotta, quindi sarà interessante vedere cosa succederà fra cinque giorni.” Ha scritto il veterano olandese in un blog da bordo. “Abbiamo optato per la rotta sud per stare davanti al fronte, praticamente abbiamo sempre avuto più vento… Le barche a nord hanno deciso di avvicinarsi alla rotta ortodromica, che è più corta e avranno aria più debole nelle prossime 24 ore, anche se dovrebbero avere meno corrente provocata dalla Corrente del Golfo.

Nell’ultimo report loro avevano 6 nodi e noi 25, saranno momenti carichi di stress per loro. Ma credo che sul lungo periodo andrà loro bene. E’ una situazione che abbiamo già visto in questa tappa transatlantica. Anche noi troveremo vento leggero e può essere che domani si debba virare.”

Il vantaggio, in effetti, si sta riducendo e Dongfeng, MAPFRE e Turn the Tide on Plastic hanno tutti ripreso velocità e, su una rotta più diretta, hanno ridotto il deficit in rapporto alla distanza all’arrivo. Con una separazione nord/sud di oltre 200 miglia, la differenza fra i due gruppi è enorme. “E’ uno split notevole.” Ha spiegato il neozelandese Blair Tuke da MAPFRE. “E’ un po’ preoccupante che Brunel sia così distante. Potrebbe andarci bene, o anche no… E’ una di quelle situazioni in cui devi fare del tuo meglio con il vento che ai. Noi abbiamo deciso così, vedremo cosa succederà in questa prossima transizione che domani o dopo porterà un vento nuovo.”

Per tutta la flotta le condizioni si sono mantenute migliori del previsto, grazie alla Corrente del Golfo che porta con sé temperature miti, che rendono la vita a bordo più semplice. “Abbiamo avuto mare piatto, una bella temperatura e siamo riusciti anche a muoverci.” Ha scritto la skipper di Turn the Tide on Plastic, Dee Caffari. “Abbiamo vento leggero davanti e per stasera saremo nella nuova aria sulle altre mura, e dovrebbe aumentare. Resteremo in questa bassa pressione  per qualche giorno, quindi dobbiamo continuare a spingere finché c’è vento e rimanerci agganciati.”

BANDALARGA VINCE IL 50° TROFEO DEL NOSTROMO

LUINO – Vento debolissimo per la flotta diimbarcazioni che hanno preso parte alla 50a edizione del Trofeo del Nostromo, regata d’altura organizzata dall’Associazione Velica Alto Verbano di Luino. Quasi tutte le imbarcazioni in gara hanno potuto concludere entro il tempo massimo la prova  sul Percorso Corto: Luino, Punta Lavello, Tronzano, scoglio dei Castelli di Cannero, mentre molti partecipanti non sono riusciti a completare il Percorso Lungo che dopo lo scoglio dei Castelli proseguiva fino a Caldè per poi concludersi di nuovo a Luino.

“La settimana precedente al Nostromo l’inverna, il vento termico da sud tipico del lago, ha sempre soffiato con regolarità anche a intensità sostenute – ha dichiarato Flavio Favini consigliere AVAV e noto velista a livello internazionale che ha preso parte alla regata con l’imbarcazione “Paola” – per cui contavamo sul fatto che avrebbe potuto essere così anche oggi. Per questo avevamo anticipato la data di svolgimento di quasi due mesi sapendo che di solito le condizioni di questo periodo dell’anno sono ideali per andare a vela sul lago”.

Nonostante il poco vento è stato comunque possibile assegnare il Trofeo e gli altri prestigiosi premi intitolati a personaggi che hanno fatto la storia sportiva del sodalizio velico luinese.

Il Trofeo del Nostromo, una scultura in bronzo realizzata appositamente nel 1969 da Matilde Magnaghi, è andato all’imbarcazione “Bandalarga”, Ultimate 30 dell’armatore Piero Refraschini, portacolori di Topvela di Laveno e che imbarcava i noti visti verbanesi Tiziano Nava, Alfio Lavazza, Marco Di Natale e Aldo Bottagisio. “Bandalarga” si aggiudicava anche la Coppa Benito Gatti per il primo posto nella classifica delle classi ORC B-C e la Coppa Chirola che premiava la classifica ORC Overall in tempo compensato.Il Trofeo Nino Ferraio, riservato al primo classificato ORC C sul percorso corto in tempo compensato è andato all’equipaggio del D772 “Vizio” guidato dal presidente della XV Zona FIV Fabio Mazzoni e portacolori del Circolo Nautico Caldè.

La stessa imbarcazione conquistava il posto d’onore nella classifica ORC Overall TC, davanti al Melges 30 modificato “Paola” di Aldo Rivolta in rappresentanza dell’AVAV e che annoverava fra i membri del suo equipaggio Fabrizio Eusebio nel ruolo di timoniere e Flavio Favini. “Paola” concludeva al secondo posto nella classifica del Trofeo del Nostromo.Infine i primo posto della classe Amatoriale C era appannaggio del team svizzero dello Yacht Club Ascona guidato da Olivier Von Kaenel.

Da segnalare la partecipazione di due equipaggi, a bordo delle imbarcazioni della classe J24, delle squadre Agonistica e Pre-agonistica AVAV guidati dai rispettivi allenatori e istruttori per una prima esperienza con “barche da grandi”. L’equipaggio dell’agonistica, guidato da Rossella Losito con Luca Favini (figlio di Flavio) era formato Arianna Baldioli , Emma Bologna, Edoardo Bogni ,Virginia Brunazzo, Filippo Camporeale, Costanza Curcio, Riccardo Molla, Alvise Moroni, Vera Siccardi. Con Lorenzo Osti i ragazzi della pre-agonistica erano Giovan Battista Maletto, Edoardo Ragno, Nicolò Rigazzi e Thomas Rigoni.

I ragazzi della squadra agonistica già la prossima domenica 27 maggio 2018 scenderanno in acqua sul campo di regata di casa: infatti l’AVAV organizzerà la 1a  Selezione Zonale XV Zona FIV Classe Optimist-Act 1 Trofeo Optimist Giovani Velisti 2018 che già lo scorso anno aveva visto la partecipazione di circa 80  timonieri di età compresa fra i 9 e i 14 anni.

Questo importante anniversario, il 50esimo del Trofeo del Nostromo, ricorre nell’anno in cui si festeggiano anche gli 80 anni del sodalizio velico luinese dalla sua fondazione nel 1938 del secolo scorso.

IL PORTO DI TRIESTE PRIMO ENTE IN ITALIA AD OTTENERE L‘ATTESTATO PAROLE O_STILI

TRIESTE – Il Porto di Trieste è la prima istituzione in Italia ad ottenere l’attestato “Parole O_Stili. Per una comunicazione responsabile” da parte di Parole O_Stili, l’Associazione nata per promuovere la condivisione dei valori espressi nel “Manifesto della comunicazione non ostile” – dieci principi di stile per arginare e combattere i linguaggi ostili in Rete – lanciato a Trieste nel febbraio 2017 e diffusosi in pochi mesi non solo in Italia, ma in tutta Europa.

Il conferimento della certificazione per la conclusione dell’intero percorso formativo si è tenuto oggi con una cerimonia ufficiale a Trieste presso la Torre del Lloyd, sede dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, a cui hanno presenziato Zeno D’Agostino, presidente dell’Authority, Rosy Russo, presidente dell’Associazione Parole O_Stili, Ernesto Belisario, avvocato, specializzato in diritto amministrativo e scienza dell’amministrazione e consigliere del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione.

L’attestazione di Ente attento ad una comunicazione responsabile è frutto del progetto di formazione intrapreso dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale con Parole O_Stili nel marzo del 2018.  Una parte del personale ha infatti lavorato con esperti qualificati e partecipato a corsi e workshop sull’importanza dell’utilizzo dei linguaggi non ostili sui social network e sul web.

Quest’attestazione diventa un nuovo punto di partenza per rafforzare e consolidare la consapevolezza che “virtuale è reale” e che l’ostilità espressa in Rete può avere conseguenze concrete e permanenti nella vita delle persone ma anche di aziende, enti e istituzioni.

Il progetto “Academy Parole O_Stili” nasce per definire e promuovere i principi di rispetto e cittadinanza che devono governare la comunicazione delle imprese e delle pubbliche amministrazioni nei social media. Il percorso formativo rivolto a collaboratori di aziende, istituzioni e enti si propone di promuovere una consapevolezza rispetto al linguaggio sui social allo scopo di attivare un cambiamento nei comportamenti comunicativi delle persone.

“Un porto non è un luogo chiuso dove attraccano navi e si movimentano container, ma è una comunità strettamente legata alla città, dove donne e uomini di luoghi e culture diverse si ritrovano per parlare un’unica lingua, quella della condivisione” – ha dichiarato Zeno D’Agostino, presidente dello scalo giuliano.  “Non deve stupire quindi che il primo porto d’Italia per tonnellaggio totale e movimentazione dei treni sia anche il primo Ente ad aderire alla missione portata avanti dall’Associazione Parole O_Stili.  Oggi la crescita e lo sviluppo di una comunità, soprattutto di una così ampia come quella portuale, non possono prescindere dagli strumenti innovativi del digitale, e saperli utilizzare con coscienza critica è imprescindibile per diventare attori e promotori di un cambiamento culturale anche per il territorio circostante.”

“Siamo molto contenti di aver iniziato il progetto dell’Academy di Parole O_Stili proprio con un’istituzione di Trieste. La città in cui il Manifesto della comunicazione non ostile è nato, poco più di un anno fa. Crediamo che le parole abbiano un grande potere: danno forma al pensiero, trasmettono conoscenza, aiutano a cooperare, costruiscono visioni. Proprio per questo è una responsabilità saperle utilizzare al meglio” – dichiara Rosy Russo, presidente dell’Associazione Parole O_Stili – “Condividere una nuova, moderna, sostenibile visione dei social media e della comunicazione è ormai azione imprescindibile per ogni figura pubblica o aziendale. Il fatto che sia una istituzione portuale a sostenerla e promuoverla è importantissimo, perché un porto ogni giorno non è impegnato a movimentare soltanto merci ma anche idee, progetti e nuovi modi di pensare e comunicare”.

“A fronte dei benefici che possono essere conseguiti attraverso l’uso dei Social Network, vi sono alcuni importanti rischi per l’azienda” – ha dichiarato Ernesto Belisario, avvocato, specializzato in diritto amministrativo e scienza dell’amministrazione e consigliere del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione – “perdita di produttività del personale, danni all’immagine aziendale provocati da un uso scorretto, contenzioso con il personale o con gli utenti a causa di contenuti inappropriati, perdita di informazioni confidenziali. Per questo motivo, sono sempre più le amministrazioni e le imprese che adottano un apposito documento denominato Social Media Policy (SMP) che ha l’obiettivo dichiarato di ridurre al minimo i rischi connessi all’utilizzo aziendale dei Social Network”.

BATTEZZATA LA NUOVA AZZURRA TP52 ALLA VIGILIA DELLA 52 SUPER SERIES

SEBENICO – La nuova Azzurra TP52 è stata battezzata dalla madrina di sempre, la Principessa Zahra Aga Khan, a Sebenico, in Croazia, alla vigilia della prima tappa della 52 Super Series.
Come vuole la tradizione marinara per una buona sorte, la bottiglia si è spaccata sulla prua di Azzurra al primo colpo per mano della madrina, la Principessa Zahra Aga Khan.

La nuova Azzurra, quarta della serie TP52, è stata battezzata a Sebenico, in Croazia, alla vigilia della prima regata della 52 Super Series 2018, il circuito top della vela professionistica per barche a chiglia che vede la barca simbolo sportivo dello Yacht Club Costa Smeralda campionessa di carica per la terza volta.

Assieme alla Principessa Zahra Aga Khan, sulla banchina della D Marin di Sebenico hanno festeggiato la nuova Azzurra la famiglia armatrice, i Roemmers, le autorità locali, l’intero equipaggio schierato a bordo, il Commodoro dello Yacht Club Costa Smeralda Riccardo Bonadeo con la moglie Sciakè. il Segretario generale Jan Pachner e Mauro Pelaschier, negli anni ’80 timoniere della prima Azzurra in America’s Cup e oggi Ambassador della One Ocean Foundation.

I rappresentanti dei team avversari si sono congratulati con il team Azzurra, rinnovando quella tradizione dello yachting che vede gli equipaggi avversari in mare e grandi amici a terra.
Nel corso del cocktail è stata presentata la One Ocean Foundation, nata dal successo del forum per la sostenibilità e protezione degli oceani, organizzato dallo YCCS nel 2017, in occasione del suo 50° anniversario.

La nuova Azzurra è un progetto dello studio Botin Partners ed è scesa in acqua a metà marzo a Valencia, dove è stata costruita presso il cantiere King Marine con la supervisione del project manager Miguel Costa.
Azzurra ha subito vinto il test event di PalmaVela, nel quale si sono messi in evidenza gli altri due team che fino all’ultima prova della scorsa stagione le hanno conteso il titolo: Platoon con John Kostecki alla tattica e Quantum Racing condotta da Dean Barker sulle chiamate tattiche di Terry Hutchinson, presenti nella 52 Super Series in prospettiva della 36^ America’s Cup.

A bordo di Azzurra, lo skipper e timoniere Guillermo Parada avrà quest’anno al suo fianco come tattico la leggenda della vela Santiago Lange, oro olimpico ai Giochi di Rio, con il quale vanta un’intesa speciale e un’amicizia ultradecennale. Lo storico tattico di Azzurra TP52, Vasco Vascotto, da questa stagione sarà a bordo di Luna Rossa, il cui debutto agonistico avverrà proprio a Sebenico.

Il Commodoro dello Yacht Club Costa Smeralda, Riccardo Bonadeo, ha dichiarato al termine della cerimonia: “Questo è un giorno particolarmente felice, la Principessa Zahra è madrina per la quarta volta di Azzurra TP52, così come sua madre battezzò negli anni ’80 le Azzurra 12mR che regatarono in America’s Cup.  A questo si aggiunga la presenza della famiglia Roemmers al completo, alla quale va tutta la nostra gratitudine per armare Azzurra, portando il guidone dello YCCS nella prestigiosa 52 Super Series. Sono lieto di rivolgere loro un ringraziamento doppio, infatti la famiglia Roemmers ha appena annunciato di voler sostenere finanziariamente la nostra Fondazione One Ocean per la sostenibilità degli oceani, della quale Azzurra è ambasciatrice”.

Gli ha fatto eco Pablo Roemmers a nome dei membri della famiglia armatrice, tutti presenti alla cerimonia: “Ringraziamo la Principessa Zahra per aver voluto essere come sempre la madrina di Azzurra, è un grande onore averla con noi, siamo certi che la sua presenza sarà di buon auspicio per questa barca, così come lo è stata con le precedenti. Siamo inoltre lieti che Azzurra sia Ambasciatrice della One Ocean Foundation, una iniziativa cui plaudiamo e intendiamo sostenere fattivamente”.

Da domani le 12 barche si daranno battaglia nelle acque della Dalmazia con previsioni di vento medio e medio leggero. Azzurra non sarà l’unico rappresentante italiano, oltre al debutto di Luna Rossa si segnala il gradito ritorno di Xio Hurakan, team interamente italiano con Tommaso Chieffi alla tattica.

La partenza è prevista alle ore 12, sarà disponibile il Virtual Eye sul sito ufficiale 52superseries.com e su azzurra.it. Come di consueto verranno postati su Facebook e Twitter aggiornamenti in diretta dal campo di regata.

Costa Crociere e Banco Alimentare Onlus insieme per la lotta allo spreco alimentare

BARI-Ieri, con lo scalo della nave Costa Deliziosa, Bari è entrato ufficialmente, come primo porto del Mare Adriatico, nel programma delle donazioni alimentari della flotta Costa.
Una collaborazione tra la Fondazione Banco Alimentare Onlus e Costa Crociere per il recupero ed il riutilizzo delle eccedenze alimentari prodotte a bordo delle navi da crociera.
Il progetto prevede la raccolta di cibo preparato, non servito, dei ristoranti della nave e la sua distribuzione a persone in difficoltà. Un’iniziativa partita da Savona a luglio 2017 e arrivata a Civitavecchia a dicembre dello stesso anno, che ha permesso di distribuire 28.700 porzioni di cibo. Grazie agli scali che verranno effettuati dalla nave Costa Deliziosa, tutti i lunedì saranno consegnati i cosiddetti “ready to eat”, pasti non serviti agli ospiti della nave e conservati in apposite vaschette in alluminio ed etichettati (per la tracciabilità) e donati alla Fondazione “Opera Santi Medici Cosma e Damiano Bitonto Onlus”, una struttura che accoglie 120 persone ogni giorno: minori, adulti indigenti e persone in condizione di povertà. Inoltre, la Fondazione ospita in case alloggio, malati di HIV ed in case di accoglienza, 36 donne in difficoltà, garantendo loro circa 200 pasti quotidiani.

Il presidente della Fondazione del Banco Alimentare Onlus, Andrea Giussani: “La consegna di questi alimenti è particolarmente interessante, perchè sono alimenti sottratti dall’essere buttati, alimenti di grande qualità e che vengono consegnati a strutture caritative e che il Banco Alimentare sostiene. Quindi per noi è una occasione davvero straordinaria con un partner di grande eccezione, di grande nome, e questo aiuta anche la presenza del Banco Alimentare in tutta Italia”.

Il presidente del Banco Alimentare Onlus della Puglia, Luigi Riso: “Una lodevole iniziativa che va ad aggiungersi all’attività che giornalmente svolgiamo a supporto dei poveri. Nella regione Puglia distribuiamo alimenti ad oltre sessantamila persone, e giornalmente ci attiviamo affinchè possiamo recuperare dei prodotti alimentari da destinare a loro. In questo caso siamo particolarmente contenti perchè questi alimenti, che riusciamo a recuperare da Costa Crociere, hanno anche un alto contenuto nutritivo”. Continua:”Quando siamo andati a trovare il Papa, egli ci ha esortato non considerare i poveri come numeri, e questa iniziativa va proprio in questa direzione, trattare i poveri come se fossero i più grandi nostri amici”.

Giuseppe Carino, Vice Presidente Guest Experience&OBS Costa Crociere:”Ringrazio la Fondazione “Opera Santi Medici Cosma e Damiano Bitonto Onlus” per aver reso possibile questa tappa del nostro cammino. Il percorso che abbiamo intrapreso nel 2017 con il Banco Alimentare ci consente di recuperare delle eccedenze alimentari che sono prodotte a bordo delle nostre navi, di sbarcarle e di donarle a chi ne ha più bisogno. Non è una cosa semplice, è un percorso da pionieri che ha richiesto un grandissimo lavoro di preparazione e di coordinamento con le autorità locali, ed è ad oggi una storia di grande successo. Dal 2017, partendo dal porto di Savona poi passando per Civitavecchia, recentemente a Marsiglia ed ora nel porto di Bari, sono state servite 28700 porzioni di cibo, preparate dai nostri chef, mai servite a bordo. Un numero importantissimo che mi rende orgoglioso come gestore di tutte le operazioni che i nostri equipaggi sono in grado di fare e della buona azione che noi facciamo nei confronti delle persone che sono maggiormente in difficoltà”. “Ci sarà la possibilità che il cibo che è stato prodotto, cucinato a bordo, ma non consumato nella giornata precedente, di essere sbarcato e donato, tentativo importante di donare le eccedenze alimentari che fino alla emanazione della Legge 166/2016 non era possibile. In passato i rifiuti alimentari, non consumati, a che si tratta di cibo di ottima qualità, non potevano essere assolutamente donati”.

L’On. Maria Chiara Gadda, emanatrice della legge 166/2016(Legge Antisprechi):”Una legge costruita con chi ogni giorno questa legge la deve applicare. Una legge che ha segnato un cambio di rotta, rappresentando un’opportunità per le imprese ed enti del terzo settore dal punto di vista culturale e progettuale. In Italia ma anche nel panorama europeo, la legge 166, è la prima legge di Economia Circolare. Cioè per funzionare, l’Economia Circolare deve contemplare alcuni aspetti, sicuramente la sostenibilità economica del sistema, sicuramente quella ambientale ma soprattutto quella sociale. Questa legge finalizza il recupero delle eccedenze alla solidarietà sociale. Il progetto di Costa Crociere, unico nel suo genere, è un esempio virtuoso che coniuga il messaggio sociale del contrasto agli sprechi alimentari, con la sostenibilità economica ed ambientale del sistema”.

 

Salvatore Carruezzo

 


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Il VALORE DELLE FILIERE PRODUTTIVE NEL NUOVO CONTESTO COMPETITIVO E INNOVATIVO TRA INDUSTRIA 4.0 E CIRCULAR ECONOMY

SESTO VOLUME DELLA COLLANA
“UN SUD CHE INNOVA E PRODUCE”

La Ricerca di SRM presentata oggi al Banco di Napoli

 

Il 43,6% del valore aggiunto manifatturiero nel Mezzogiorno è generato dalle filiere Alimentare, Aeronautico, Automotive, Abbigliamento-Moda e Farmaceutico (4A e Pharma). Si tratta di 12,7 mld di €, il cui peso sul dato nazionale supera quello medio manifatturiero: 17,2% contro 12,3%.
L’export di tali produzioni è di 20,6 mld €, il 13,5% dell’export nazionale, si contano inoltre oltre 49mila imprese, pari 33% dell’Italia e oltre 217mila addetti, il 19,1% del dato nazionale. (allegate le schede delle filiere).
Le 5 filiere meridionali citate hanno un peso di rilievo anche nel commercio manifatturiero interregionale: il 45% per export ed il 48,4% per import. Sono inoltre filiere lunghe che si sviluppano da Nord a Sud e per effetto delle interdipendenze di filiera, 100 euro di investimento in questi 5 settori producono un effetto a cascata su tutta l’economia nazionale di 580 euro, con un moltiplicatore quindi pari a 5,8.

Oltre 10.000 imprese (oltre i dieci addetti) nel Mezzogiorno, hanno fatto investimenti in innovazione ed hanno parametri che le rendono quindi innovative. Queste imprese sono più concentrate rispetto alla media nazionale nell’Internet of Things (10,2% contro 9,9%), nelle vendite on line (11,9% contro 11,4%) e dei Big Data Analytics (6% contro 4,9%), settori nei quali il Mezzogiorno spicca per qualità innovativa.
Il nuovo paradigma dell’Economia Circolare, basato sul riutilizzo nel ciclo produttivo di scarti e rifiuti industriali, sarebbe particolarmente adatto allo sviluppo di un’industria nel Mezzogiorno capace di integrare crescita economica e ambiente. L’industria del riciclo in Italia produce 12,6 miliardi di euro di valore aggiunto, circa l’1% dell’intero PIL italiano.

Napoli, 22 maggio 2018 – È stata presentata oggi, nel corso di un convegno nella sede del Banco di Napoli, la ricerca realizzata da SRM (Centro Studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo) dal titolo Il valore delle filiere produttive nel nuovo contesto competitivo e innovativo, tra Industria 4.0 e Circular Economy, sesto volume della collana di studi sui settori manifatturieri di punta del Mezzogiorno.
Il convegno, introdotto dal Presidente del Banco di Napoli, Maurizio Barracco ha avuto l’obiettivo di stimolare un dibattito rivolto ad esprimere l’importante ruolo che il Mezzogiorno riveste nelle cinque filiere produttive nazionali – Alimentare, Abbigliamento-Moda, Automotive, Aerospazio, Farmaceutica e delle Scienze della Vita. Sono stati analizzati i punti di forza e le aree di rischio della produzione meridionale, e quei fattori chiave – come la logistica e l’innovazione – che assicurino le sue potenzialità di crescita ed espansione, nonché le proposte di intervento, identificando i possibili obiettivi di politica industriale per l’area meridionale.

La ricerca dimostra che il valore delle filiere manifatturiere meridionali va misurato sia attraverso i tradizionali indicatori, ma soprattutto attraverso le innumerevoli relazioni produttive che percorrono lo stivale da Nord a Sud e viceversa. L’obiettivo è infatti evidenziare il peso e il valore competitivo delle realtà industriali meridionali e il grado di connessione produttiva delle filiere, fulcro di forti interdipendenze tra Nord e Sud e driver di valore del Made in Italy nel mondo. Il Paese risulta quindi più unito di quanto sembri ma viene anche sottolineato quanto oggi sia cruciale adottare i nuovi modelli competitivi dettati dalla Quarta rivoluzione industriale e dalla Circular Economy, per favorire un concreto e strutturale percorso di crescita delle principali filiere produttive meridionali.

Nel corso della giornata, inoltre, il Direttore Generale del Banco di Napoli Francesco Guido ha presentato il nuovo progetto Impresa 2022. Obiettivo dell’iniziativa è quello di tracciare il modello a cui le imprese dei settori economici più importanti del Sud dovranno tendere per essere realmente competitive fra cinque anni – quindi nel 2022 – non soltanto in termini di mantenimento della quota di mercato attuale ma anche per aspirare a traguardi superiori. Attraverso uno studio sviluppato da SRM che osserva le dinamiche nazionali e internazionali benchmark di ciascun settore e proietta i trend in atto, il progetto identifica quindi i profili dimensionali minimi, il grado di apertura internazionale, le tecnologie, le competenze professionali e le managerialità necessarie allo scopo. Il progetto ha il fine di creare un’“alleanza” fra le imprese più avanzate da un lato e gli attori dell’istruzione, della formazione, dell’innovazione dall’altro, con un ruolo della Banca che interviene non soltanto per garantire il supporto finanziario ordinario, ma anche per accompagnare la crescita attraverso misure di finanza straordinaria, consulenze strategiche e internazionalizzazione.

I risultati della ricerca sono stati presentati dal Direttore di SRM, Massimo Deandreis e da Salvio Capasso, responsabile dell’area di ricerca “Economia delle Imprese” di SRM.

E’ seguita la tavola rotonda introdotta e moderata dal direttore generale del Banco di Napoli Francesco Guido alla quale hanno partecipato – nella prima sessione dal titolo “Nuovi modelli competitivi tra Industria 4.0 e Circular Economy – Antonio Caraviello, CEO Sophia High Tech, Gennaro Chianese, Product Manager Original Birth e Luigi Iavarone, Amministratore IWT – Iavarone Wood Technology. Alla seconda sessione della tavola rotonda dal titolo “Le filiere lunghe: sinergie e collaborazioni tra i territori” hanno partecipato Dario Gallina, Presidente Unione Industriale Torino e Ambrogio Prezioso, Presidente Unione Industriali Napoli.

Il convegno si è concluso con l’intervento dell’Assessore alle Attività Produttive della Regione Campania Amedeo Lepore.

Maurizio Barracco, Presidente Banco di Napoli: “I dati e le analisi oggi illustrate ci ricordano che il Mezzogiorno è ricco di realtà positive che il Banco di Napoli è pronto a sostenere per favorire una ripresa duratura e dimostrano che anche nel Sud sono presenti aziende con caratteristiche competitive vincenti e ben integrate nella filiera nazionale ed internazionale. Il nostro intento è quello di far luce sulle filiere eccellenti del Mezzogiorno, nelle quali c’è capacità di fare impresa, spirito imprenditoriale, internazionalizzazione e voglia di misurarsi concretamente con le migliori realtà internazionali”.

Francesco Guido, Direttore Generale del Banco di Napoli: “L’incontro di oggi, esplorando le caratteristiche innovative delle nostre filiere produttive, ci fornisce la chiara percezione di come le imprese e le dinamiche imprenditoriali si stanno trasformando e orientando verso un nuovo modello competitivo basato su innovazione, dimensione, formazione e internazionalizzazione. In questo contesto il Banco di Napoli ha lanciato il progetto Impresa 2022 con l’obiettivo di contribuire con la collaborazione attiva delle nostre realtà imprenditoriali a definire un percorso di crescita dell’intero tessuto produttivo. Il Banco di Napoli vuole in questo modo fattivamente impegnarsi a sostenere le imprese in questo percorso che, come dimostrano i dati, è anche la via per un migliore merito di credito e un più forte legame tra banca e imprese”.

Massimo Deandreis, Direttore Generale SRM: “L’obiettivo della ricerca è conoscere e far conoscere il valore delle principali filiere produttive del Mezzogiorno e riconoscere la loro forza connettiva tra il Nord ed il Sud del Paese. Dai dati emerge infatti non solo il valore e la presenza significativa di queste filiere nel Mezzogiorno ma anche l’interdipendenza esistente e il contributo che esse forniscono alla competitività del nostro Paese. Un Sud, quindi, che sa innovare, produrre e nel quale esistono grandi eccellenze. Da qui emerge un messaggio positivo che può contribuire a ridare fiducia, anche per attrarre nuovi investimenti e valorizzare la voglia di fare impresa”.

http://www.sr-m.it/wp-content/uploads/2018/05/CS-filiere-22-maggio-2018.pdf

http://www.sr-m.it


Uno strumento operativo per la nautica da diporto

BARI – E’ un interessante libro da tenere sulla scrivania, anzi a portata di mano, per chi volesse completare la propria conoscenza e competenza come “perito navale e nautico” e non solo. Parliamo del primo libro “commentario” della nuova legge del Codice della Nautica da Diporto, edito da Libellula Edizioni e scritto con grande professionalità dall’Avv. Roberta Caragnano. L’ultima riforma del Codice della Nautica da Diporto è contenuta nel D.lg. n. 229 del 3.11.2017. e i commenti riguardano anche la legge delega n. 167/2015, la legge n.  2015/2017 e la legge di Bilancio 2018.

Con questa nuova riforma, la Nautica da diporto diventa “maggiore” e contempla una sua autonomia nell’esercizio della navigazione da diporto, sia quella commerciale, sia quella per “plesure”.

La Prof.ssa Roberta Caragnano, Avvocato giuslavorista e Direttore Scientifico Responsabile della Collana Diritto del lavoro, Commerciale e della Navigazione, ha evidenziato la specificità e la complessità di un dipartimento del nostro Diritto, quello navale e nautico, che tutti aspettavamo da anni, sia professionisti della struttura della navigazione, come scienza, sia per gli appassionati del mare e del suo ampio orizzonte, compreso quello del turismo nautico. Devo dire che il commentario si legge e si consulta agevolmente, soprattutto con una linearità dovuta alla sua didattica delle unità esposte nel libro.

Si tratta di unità legislative riguardanti l’ambiente marino e le norme per la sua protezione; la sicurezza della navigazione nell’accezione moderna di security e di safety, normata dalle convenzioni internazionali IMO per la salvaguardia della vita umana in mare. Sportelli telematici per i diportisti , registro telematico delle imbarcazioni da diporto e del registro dei titolari di patenti nautiche.

Non si tralascia la normativa sulle scuole nautiche e centri di formazione nautica: troppi in Italia e a volte anche troppo superficiali, dal sapore casalingo, e non tutti accreditati per legge,  senza considerare le nuove normative internazionali  per acquisire le competenze e la professionalità per essere uno skipper o hostess di bordo di uno yacht (STCW ). Non si vuole comprendere che si può essere istruttori  anche se si possiede una patente nautica, o essere socio di i associazioni nautiche, ma per essere docenti di tali discipline occorre una formazione universitaria con una abilitazione specifica in navigazione. Il libro è testimone di una visione completa del nuovo assetto giuridico della Nautica da Diporto.

Competenze espresse anche nella prefazione del presidente del Distretto Pugliese della Nautica, Dott. Giuseppe Danese, e nella premessa del Prof. Ugo Patroni Griffi, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale. Un grazie all’Avvocato  Roberta Carignano per il suo impegno in questo settore.

 

Abele Carruezzo

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Volvo Ocean Race: prime 24 ore nella nebbia, Dongfeng Race Team guida la carica

ALICANTE – C’è già un primo split nel gruppo di testa. Dongfeng Race Team è stata la prima barca a strambare, poco prima delle 15, mentre gli arci-rivali di MAPFRE continuano con il resto della flotta su una rotta sud-est.
E’ stata una prima notte complicata soprattutto dalla presenza di una fitta nebbia, comune nell’area di Nantucket. Così ha descritto la situazione in un tweet Liz Wardley da bordo di Turn the Tide on Plastic: “E’ la prima volta da quando siamo partiti da Newport che si riesce a vedere a più di 50 metri per la nebbia! Una prima notte folle, ma ora stiamo entrando nel ritmo.”

Il team guidato da Dee Caffari è stato il primo a strambare verso nord, ma si è trattato di una mossa obbligata più che tattica, a causa di un ritardo accumulato per la penalità subita nelle primissime fasi della tappa. “La notizia negativa è che abbiamo dovuto strambare per primi, perché il salto di vento è arrivato con la bassa pressione.” Ha scritto la skipper nel suo blog dall’oceano. “Adesso stiamo navigando mure a sinistra con vento più leggero degli altri e ci avviciniamo al limite della ice exclusion zone (la zona di esclusione dei ghiacci), speriamo di non avere un passo più lento degli avversari.”

In Italia, dove è tornata per una breve pausa, Francesca Clapcich ha commentato così questo primo giorno della nona tappa: “Purtroppo non sono in barca… purtroppo perché passo ore a controllare il tracking della regata e a vedere cosa stanno facendo i ragazzi di Turn the Tide on Plastic! Siamo stati i primi ad aver strambato per dirigerci piú a nord. La partenza da Newport non é stata delle migliori e questa scelta sará sicuramente dettata dal fatto di cercare una strategia diversa. Dongfeng e MAPFRE sono i leader al momento e hanno passato Brunel che aveva fatto una grande partenza. Ma la tappa é ancora molto aperta e ci sono ancora tante miglia per giocarsela!”

In testa alla flotta restano i dubbi e quasi tutti sembrano aver adottato una tattica di controllo, con le prime tre barche della classifica generale che occupano le prime tre posizioni. Dongfeng Race Team ha dato battaglia fin dalla partenza e stanno imponendo un ritmo altissimo, mentre Team Brunel, con il friulano Alberto Bolzan e che aveva preso il ruolo di battistrada nell’uscita dalla baia di Newport, è caduto un po’ indietro in una tappa che lo skipper  Bouwe Bekking hai leader della classifica generale, gli spagnoli di MAPRE, guida il gruppetto di barche che si dirigono ancora a sud-est nel tentativo di rimanere nell’aria più intensa.

“Siamo felici di essere tornati in regata e per ora stiamo andando bene.” Ha detto l’iberico Pablo Arrarte in un collegamento da MAPFRE questa mattina. “Siamo veloci, dobbiamo restare concentrati e non prendere decisioni sbagliate. Dongfeng ha fatto un buon lavoro finora ed è molto veloce. Sono un po’ di miglia avanti, ma c’è ancora tanta strada da fare. Presto dovremo strambare e quello sarà il momento cruciale, speriamo di recuperare qualche miglio.”

Rolex Capri Sailing Week: assegnati i trofei della combinata e i 4 orologi submariner

NAPOLI – Con la cerimonia di premiazione, nella piazzetta caprese, si è conclusa la Rolex Capri Sailing Week , che ha avuto inizio l’11 maggio scorso, con la regata d’altura della Tre Golfi, partita da Napoli. Nelle acque che circondano l’isola di Tiberio, invece, sono stati assegnati, dopo quattro giornate di regate, i titoli di Campioni Nazionale del Tirreno, la Mylius Cup – in palio tra le imbarcazioni del cantiere piacentino-  ed il Maxi Yacht Capri Trophy destinato alle meravigliose barche arrivate  dal Regno Unito, dalla Francia, dal Principato di Monaco, dagli Stati Uniti e, naturalmente, dall’Italia.

Sul palco della piazzetta più nota nel mondo i rappresentanti dei circoli organizzatori, Yacht Club Italiano, Circolo del Remo e della Vela Italia Italia e Yacht Club  Capri, Andrew McIrvine segretario generale dell’IMA (International Maxi Association) ed il presidente Italia della Rolex, Gian Riccardo Marini con il direttore generale Stephan Müller che hanno consegnato agli armatori, vincitori della classifica combinata tra la Regata dei Tre Golfi e le prove capresi, i quattro orologi Rolex-submariner date.

Nella categoria di Maxi ha vinto Caol Ila R (YCCS), del londinese Alex Schaerer, che ha ricevuto anche una targa dall’ IMA, mentre tra i Mylius ha trionfato Ars Una, degli armatori romani Biscarini-Rocchi (ADS GranLasco).
In classe Orc a vincere il prestigioso orologio e il premio del CRV “Italia” sono stati, tra le barche grandi, Freccia Rossa, di Vadim Yakimenko (YC Ancona) e tra le piccole, Squalo Bianco del siciliano Concetto Costa (Nic Catania).
Al sodalizio più rappresentato sul podio della RCSW, lo Yacht Club Costa Smeralda, è andato il trofeo messo in palio dallo YC Italiano, consegnato dal vice presidente Jean Dufour.

“La collaborazione tra i club organizzatori ha prodotto un risultato vincente – afferma un soddisfatto Roberto Mottola di Amato, presidente CRV Italia -. Lo YC Italiano ha promosso sull’intero piano nazionale la partecipazione di molti armatori, così come grazie allo YC Capri abbiamo avuto un’accoglienza unica sull’isola e una valida gestione delle prove in mare. Il tutto si evidenzia anche dal numero delle barche iscritte, 121, che hanno goduto di buone condizioni meteo, a partire dalla Tre Golfi, e di ottime regate sulle boe e costiere, a Capri, grazie al Comitato di Regata che ha realizzato percorsi che hanno esaltato il territorio ed il valore tecnico delle prove”

Anche Marino Lembo, presidente dello YC Capri, traccia un bilancio positivo anche in considerazione del turismo di qualità che produce il movimento velico della RCSW: “All’edizione di questo anno, che di fatto ha aperto la stagione turistica dell’isola, hanno partecipato nomi importanti dell’aristocrazia e dell’industria mondiale. Un movimento turistico importante per numeri e qualità di persone che hanno aderito. Basti pensare che nell’equipaggio di SUD, la barca giunta dall’Olanda, anche un membro della famiglia reale, il principe Maurits Van Oranje – Nassau, in gara anche il baronetto inglese Sir Peter Ogden, armatore di Jethou, dal nome dell’isola del canale della Manica di cui è proprietario e che conta solo 3 abitanti”.

Volvo Ocean Race: goodbye Newport, prossima fermata Cardiff

NEWPORT – La nebbia di Newport, che era stata protagonista anche all’arrivo dell’ottava tappa, minacciava anche la partenza della Leg 9. E invece un bel vento intorno ai 15 nodi ha tolto la cappa di umidità dalla Narragansett Bay, offrendo uno spettacolo unico ai numerosissimi spettatori e alle centinaia di barche accorse a salutare i sette team. La partenza è stata data in perfetto orario, alle 14 locali, le 20 in Italia e ha visto una lotta serratissima fra le tre barche che occupano i primi tre posti della graduatoria generale MAPFRE, Dongfeng Race Team e Team Brunel.

Dopo la vittoria nella Gurney’s Resort In-port Race di sabato, gli olandesi di Team Brunel dello skipper veterano Bouwe Bekking, con il friulano Alberto Bolzan e il campione olimpico e di Coppa America Peter Burling al timone, hanno confermato il buon stato di forma. Approfittando anche delle schermaglie tra le due barche rosse, MAPFRE e Dongfeng Race Team, rispettivamente prima e seconda della classifica generale l’equipaggio con bandiere olandese ha preso la testa della flotta.

“Sappiamo di dover battere le barche rosse.” Ha detto Bouwe Bekking intervistato prima della partenza e riferendosi a MAPFRE e Dongfeng Race Team. “Il massimo sarebbe vincere la tappa e che loro finissero sesti e settimi, ma non possiamo esserne certi. Quello che possiamo fare invece è navigare bene e lavorare per ottenere un buon risultato.”
“E’ stato uno stopover incredibile, qui a Newport, abbiamo ricevuto un sacco di supporto.” Ha detto lo skipper statunitense di Vestas 11th Hour Racing, Charlie Enright, che è cresciuto vellicamenti proprio in quelle acque. “Newport ha mostrato il suo aspetto migliore questa settimana, è stato bellissimo.”

Della stessa opinione anche lo skipper di team AkzoNobel skipper Simeon Tienpont. “Qui tutti conoscono la regata, tutta la città vive di vela. Ma anche se qui si sta benissimo è tempo di ripartire. Siamo felici dell’ottima accoglienza di Newport, ma essendo un team olandese e avvicinandoci al gran finale in Olanda, non vediamo l’ora di arrivarci.”
Le previsioni per la nona tappa sono complesse, con diversi sistemi meteo e la corrente del Golfo da superare. Secondo le proiezioni la flotta potrebbe impiegare otto o nove giorni per coprire la distanza fino a Cardiff.

“E’ un tappa complicata.” Ha spiegato lo skipper di Dongfeng Race Team, Charles Caudrelier. “Dovremo prendere delle decisioni importanti fin da subito, e potrebbe esserci una separazione della flotta. Potrebbe essere la decisione chiave dell’intera tappa. Dovremo spingere ma stare attenti a non spingere troppo. Non abbiamo scelta, dovremo dare il 100% e sarà interessante seguire da terra perché sarà veloce…”

I sette equipaggi in effetti affronteranno le prime ore della nona tappa con condizioni abbastanza impegnative, con vento teso da sud-ovest prima di prendere le prime decisioni strategico/tattiche già da domani, e che potrebbero essere determinanti per i proseguo della tappa che poiché assegnerà doppi punti potrebbe essere cruciale ai fini della vittoria finale.

IL NAUTILUS Anno 13 N°1

In questo nuovo numero de Il Nautilus vi proponiamo uno speciale sul porto di Trieste con gli ultimi dati e provvedimenti che riguardano le recenti attività dell’Autorità di sistema. Si parla anche dei porti di Civitavecchia, Ancona, Venezia, Napoli, La Spezia, Genova, Cagliari e Porto Torres. Ma si parla anche dei risultati della manifestazione NauticSud che si è svolta a Napoli e di come vengono smaltiti i rifiuti prodotti dalle navi secondo le ultime direttive internazionali.
poseidone danese

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