Green port: “I fattori variabili”, la tassatività dei procedimenti o la semplificazione assoluta?

Emozioni forti e turbolenze giuridiche per una delle Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno i cui vertici sono stati attinti da un lungo procedimento della Corte dei Conti, relativamente alla legittimità dell’investimento di alcuni milioni di euro, finalizzato alla creazione delle infrastrutture abilitate alla fornitura di energia elettrica lungo le banchine destinata alle navi ormeggiate. La Corte dei Conti della Toscana ha stabilito con la sentenza depositata il 18 gennaio 2019, che la domanda proposta dalla competente Procura, intesa ad ottenere la condanna dei dirigenti della AdSP per colpa grave e danno erariale,  é priva di fondamento.

Viepiù, si legge, il danno mai sarebbe potuto essere evidenziato in quanto l’impianto di fornitura di energia elettrica ha una vita molto lunga e non consente valutazioni a brevissimo termine. Non solo, l’investimento sarebbe stato ripagato a valere sui canoni concessori e che gli accosti di navi passeggeri e mercantili, di già, ne giustificavano la creazione e quindi il finanziamento. Insomma un’opera programmata, realizzata e operativamente valida a tutti gli effetti.

L’impianto detto, e meglio noto di elettrificazione delle banchine, é uno dei più avanzati d’Europa e consente lo stazionamento in banchina di navi passeggeri a motori spenti, evitando di generare emissioni in atmosfera che compromettano la qualità dell’aria nella oramai quotidiana interfaccia citta-porto, eliminando anidride carbonica ed altri inquinanti nocivi per la salute di cittadini, operatori portuali e passeggeri, nell’attuazione delle numerose direttive europee  emanate sull’argomento della sostenibilità portuale.
Un modo nuovo e green di pensare l’approvvigionamento di energia per imbarcazioni, natanti e navi nei porti italiani alla luce, si accennava, delle direttive europee che dal 2003, con obiettivo 2025, intendono rendere a bassissime emissioni  inquinanti ed acustiche porti ed aree portuali. In questo senso abbiamo validi esempi nei porti di San Francisco, Goteborg, Lubech,  rispettivamente in California, Svezia e Germania.

L’ospitalità sostenibile delle navi da crociera, ma anche di quelle mercantili, senza dimenticare le flotte militari e da guerra, per un paese civile con oltre quaranta porti medio grandi ed oltre ottomila chilometri di coste, è obiettivo ambizioso ed unico che certamente non pare facile allorquando all’azione progettuale corrisponde un’azione accertativa che, se pur legittima, allunga i tempi di realizzazione, complica le vicende amministrative di riferimento, scalda gli animi di amministratori, dirigenti, rappresentanti istituzionali ed ambientalisti con l’obiettivo di accertamento della verità fattuale e giuridica.

Ma tutto questo è una seria perdita di tempo e tutti sanno che le iniziative commerciali e crocieristiche non gradiscono i ritardi. Ne in generale l’attività di impresa apprezza le lungaggini burocratiche nel mondo articolato e complesso delle procedure amministrative autorizzative e concessorie.
Di fatto,  l’esempio sopra citato evidenzia come proprio su di una lodevole iniziativa di una AdSP si è avuto lo scontro tra un potere giurisdizionale speciale, la Corte dei Conti, ed un potere autarchico di un Ente fornito di autonomia finanziaria deputato a meritoria opera di green port fortemente voluta e sentita dal territorio medesimo.

Questo lascia intendere che,  fatte salve le circostanze penalmente rilevanti, la parte amministrativa mostra chiari segni di limitazioni che rifluiscono, per un modus agendi  italiano, nell’organo di controllo della spesa pubblica; in molti paesi evoluti è la massima semplificazione amministrativa ed un centro unico decisionale a costituire la certezza propria della semplificazione e quindi della velocità di realizzazione dell’opera che nel caso specifico consentirebbe pianificazioni di accorti crocieristici, di maggior beneficio collettivo e non ultimo una maggiore efficienza operativa degli organi gestionali impegnati nel doversi difendere dalle accuse a vario titolo mosse e delle quali, ovviamente, intendevano e ci si intende sempre deontologicamente scagionarsi.

Quindi all’investimento veloce e green, non corrisponde una veloce risposta amministrativa.
Questo è il punto.
Non solo qui tratto di elettrificazione delle banchine ma anche elettrificazione funzionale alla navigazione interna ovvero quella fluviale, dei canali navigabili e dei laghi.
Uno per tutti il sistema idroviario Padano Veneto, inserito in un ampio piano dei trasporti costiero con il coordinamento di diverse regioni, rende praticamente chiare le dinamiche riguardanti la complessità burocratica  o amministrativa che gli Enti hanno nel porre in essere scelte ed azioni nell’interesse pubblico della navigabilità e della sicurezza dei canali medesimi.

Molte quindi le variabili in campo per uno sviluppo dei porti italiani, voluto peraltro formalmente dal Sistema Nazionale di Monitoraggio della Logistica (SiNeMoLo) previsto dalla legge 124 del 2017 al quale debbono contribuire tra le altre la piattaforma logistica nazionale digitale, la piattaforma integrata della logistica unitamente a quella delle Ferrovie dello Stato Italiane, il sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti ed il sistema informativo delle dogane.

Ferrobonus e marebonus costituiscono ad esempio moduli e linee di contributi per l’interconnessione tra trasporti che hanno in comune un porto, con oltre 20 mln di euro annui di spesa,  il cui fine é decongestionare la rete viaria stradale.
Insomma procedimenti amministrativi complessi a cui seguono complessi finanziamenti che farebbero pensare a risposte operative pronte ed immediate per tempi ed efficienza. Ma così, nella maggior parte dei casi, non è: prova ne sono a voler essere lungimiranti la mancanza, ad oggi ed in buona parte, dei decreti attuativi di Zes, Zls rispettivamente zone economiche speciali è zone logistiche semplificate strumenti di acceleratore di sviluppo economico che risentono molto dei ritardi e quindi a seguire dei mancati investimenti od investitore nelle zone delimitate geograficamente.

Stessa trafila con molte variabili sta interessando la costruzione di impianto e depositi Gnl, fonte di energia del futuro capace anche esso di alimentare le navi equipaggiate e comunque valida alternativa (o complementarietà di approvvigionamento) concettuale alla elettrificazione delle banchine come alcune AdSP hanno inteso avviare anche in Italia. Qui é da imitare quanto velocemente attuato ad esempio nei porti di Barcellona e Marsiglia dove veri e propri distributori  di gas naturale liquefatto consentono  di rifornire le navi passeggeri e merci, in transito su rotte internazionali.

In Italia prossima è l’apertura del “distributore” nel porto di La Spezia. Ovviamente salvaguardato è l’inquinamento atmosferico planetario e locale più prossimo agli ormeggi delle navi nei porti inseriti nella urbanistica cittadina delle cives.
Ma anche queste operazioni vedono forti attriti tra istituzioni ed associazioni portatrici di interessi collettivi avverse, che ove autorizzate con procedimenti complessi ed organismi composti quasi sempre alla avversità della popolazione indigena fa seguito l’intervento della magistratura che, fisiologicamente, allunga tempi di realizzazione e pone le basi di un possibile abbandono dell’interesse sull’opera infrastrutturale ed industriale.

Insomma tra norme amministrative, pareri, conferenze di servizi, procedimenti partecipati ed indagini accertative  ed ispettive della magistratura inquirente e contabile, le opere propedeutiche e alla elettrificazione delle banchine, e alla creazione di aree di stoccaggio e di distributori di Gnl, subiscono irrimediabili ritardi dovuti all’intrecciarsi di molti fattori che se pur legittimi e utilizzati non sposano l’interesse economico ed imprenditoriale allorquando il “tempo é  denaro”.

Forse è il caso, proprio per rendere sostenibili le iniziative green nei nostri porti, di adottare politiche gestionali uniche nelle procedure di spesa che costituiscono il Tallone di Achille di una burocrazia farraginosa ed esattamente ferma alla boa, nel mentre gare e rotte tracciate vedono, al largo, navigare natanti in cerca di… maggiore semplificazione ed efficacia… per il miglior raggiungimento di interessi certi sul gradimento dell’approdo equo di un ormeggio.
Questo auspichiamo affinché il futuro dei porti green sia, velocemente, il presente.

Teodoro Nigro

Livorno cerca la sua Via della Seta

LIVORNO – Cina-Pireo-Livorno, è questo l’asse lungo cui potrebbe svilupparsi il futuro dello scalo labronico. Se ne è parlato a Palazzo Rosciano, durante un incontro cui hanno preso parte il console onorario della Repubblica Popolare Cinese a Firenze, Wan Fuguo, e il console onorario della Grecia, Elena Konstantos; a riceverli, oltre al padrone di casa, Stefano Corsini, anche il sindaco cittadino Filippo Nogarin e il dirigente della promozione dell’ente portuale, Gabriele Gargiulo.

Non è un caso che nel quartier generale della Port Authority il console cinese e quello greco si siano presentati insieme. Dal 2016 il porto del Pireo è infatti in mano alla Cina attraverso il colosso Cosco ed è diventata una delle più importanti teste di ponte tra i mercati dell’Estremo Oriente e quelli dell’Europa Centro-Occidentale. Per Livorno potrebbe dunque presentarsi la possibilità di sviluppare collegamenti feeder con lo scalo ateniese che quasi un anno fa ha accolto presso il suo principale terminal container le prime unità navali da 20 mila Teu. Non solo: i due scali potrebbero traguardare inedite sinergie anche sul fronte dei rotabili, che rimane il business principale del porto della Città dei Quattro Mori.

L’idea di una collaborazione commerciale tra i tre Paesi non nasce certo oggi, ma è stata preparata attraverso una serie di incontri interlocutori che lo stesso presidente Corsini ha avuto nei mesi scorsi con il console greco Konstatos, che si è offerta di fare da intermediario con l’establishment politico cinese. Si tratta di un feeling che si è venuto a creare in tempi non sospetti e che è stato valorizzato quest’oggi dallo stesso console cinese, che ha asserito di essere venuto in visita a Livorno anche su richiesta del numero uno della Piraeus Port Authority, FU Chengqiu, e dei vertici del Piraeus Container Terminal, con cui vanta ottimi rapporti.

«Il nostro obiettivo è quello di promuovere la collaborazione tra Livorno e il Pireo – ha detto Fuguo –, riteniamo ci siano le condizioni per approfondire le possibili convergenze tra i due porti».

Gli ambiti di collaborazione potrebbero essere molteplici e svilupparsi nel quadro degli investimenti che la Cina sta portando avanti nel nome della Belt and Road Initiative, la nuova strategia commerciale con la quale Pechino potrebbe arrivare ad attivare tra i 1000 e 1400 miliardi di dollari di investimenti infrastrutturali. Si tratta di un progetto di un’ampiezza straordinaria di cui potrebbe beneficiare tutto il tessuto produttivo locale. Non a caso all’incontro ha partecipato anche il sindaco, la cui città ha fame di nuove occasioni di sviluppo industriale anche a seguito della recente crisi che ha investito il territorio: «Il porto e la sua città lavorano in stretta sinergia – ha dichiarato Nogarin, che ha così voluto mettere sul tavolo delle trattative l’ottimo rapporto che esiste tra Comune e l’Autorità Portuale – in alcune realtà i rapporti tra i due enti costituiscono un freno allo sviluppo di nuove occasioni, qui da noi sono invece sono un punto di forza».

L’incontro si è poi spostato in porto e ha consentito agli ospiti di farsi un’idea più chiara dello scalo portuale e delle potenzialità che questo sarà in grado di esprimere una volta realizzato il nuovo terminal container del porto (la Darsena Europa), vero asset sul cui futuro sono in molti a scommettere e sui cui sia Nogarin che Corsini hanno a più riprese richiamato l’attenzione dei due diplomatici.

La riunione, per ora soltanto interlocutoria, ha avuto già degli sviluppi, tanto che il console onorario cinese, il presidente Corsini e il sindaco si sono detti disponibili a proseguire la discussione direttamente in Grecia, presso il Porto del Pireo, dove dovrebbe essere organizzato un incontro con i vertici dello scalo ateniese.

«Grazie ai collegamenti con il Pireo, Livorno può aspirare a diventare un hub importante per la Cina sia nel traffico containerizzato che in quello dei rotabili – ha dichiarato Corsini – riteniamo da questo incontro possano nascere inedite possibilità di sviluppo per il nostro porto».

FIRMATA INTESA PER LO SPOSTAMENTO DEL PUNTO FRANCO A BAGNOLI DELLA ROSANDRA

TRIESTE  - Passo decisivo nell’iter di spostamento del regime giuridico di Punto Franco presso Bagnoli della Rosandra nell’area di proprietà dell’Interporto di Trieste, dove si sta incardinando un polo retroportuale logistico e industriale che darà nuova linfa allo scalo giuliano.
È stata firmata oggi presso la Torre del Lloyd l’intesa tra l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, la Prefettura di Trieste, la Regione Friuli Venezia Giulia, i Comuni di Trieste e San Dorligo della Valle e il Consorzio di Sviluppo Economico Locale dell’Area Giuliana.

Si tratta di un atto propedeutico, ma fondamentale per arrivare alla successiva emanazione del decreto a firma del presidente dell’Autorità di Sistema Portuale e quindi alla partenza operativa, nei prossimi giorni, delle attività in capo all’Interporto di Trieste. La procedura prevede infatti che lo spostamento del Punto Franco avvenga con un provvedimento del presidente dell’Autorità di Sistema Portuale, previa intesa con la Regione, i Comuni e le altre Istituzioni interessate. “Questa giornata è una data storica per il programma di sviluppo del porto, ma soprattutto per la nostra città e la nostra Regione. Parte FREEeste la nuova free zone industriale di Trieste”. Ha aperto così il presidente dell’Authority, Zeno D’Agostino. Pensiero condiviso dalle Autorità presenti all’incontro: Annapaola Porzio (prefetto di Trieste), Graziano Pizzimenti (assessore alle Infrastrutture e territorio della Regione FVG), Roberto Dipiazza (sindaco del Comune di Trieste), Sandy Klun (sindaco del Comune di San Dorligo della Valle), Antonio Paoletti (presidente della Camera di Commercio della Venezia Giulia).

La struttura di Bagnoli della Rosandra, acquisita dall’Interporto di Trieste da Wärtsila Italia nel dicembre 2017, con un investimento totale di circa 21 milioni di euro, comprende un’area di 240 mila metri quadri, di cui 74 mila coperti e include un raccordo ferroviario  con la stazione di Aquilinia. L’acquisizione è nata da una carenza di spazi a Fernetti per ospitare attività logistica. “Questa è un’operazione fondamentale – spiega Giacomo Borruso, presidente dell’Interporto di Trieste – perché ha permesso la realizzazione di un’area retroportuale adeguata alle attuali esigenze di sviluppo dello scalo giuliano. Ora con il Punto Franco prevediamo un ulteriore aumento delle nostre attività”.

Entro pochi giorni, infatti, il comprensorio godrà dei benefici del regime di Punto Franco, anche se  l’inaugurazione ufficiale delle struttura è prevista a febbraio. Va rilevato che l’Interporto sta già operando nei nuovi magazzini da giugno 2018  con l’acquisizione di  ulteriori traffici (coils e forestali), e l’avvio di operazioni di movimentazione e deposito a supporto dell’industria locale come Wärtsila Italia e Mangiarotti. Ad oggi, ancor prima dell’introduzione del nuovo regime, sono già state movimentate 37 mila tonnellate di merce. Una parte delle aree coperte verrà inoltre attrezzata come magazzino refrigerato con una prima unità di 20 mila posti pallet, sia a supporto dell’export dei prodotti regionali, sia per l’import di prodotti deperibili in distribuzione in tutta Europa.

Lo step successivo sarà rendere operativa la parte ferroviaria. “L’area è completamente efficiente proprio grazie alla presenza della ferrovia. L’Autorità di Sistema investe solo dove vi è la presenza di binari”, specifica D’Agostino. Nel comprensorio esiste un raccordo ferroviario interno, che sarà completamente rimesso a nuovo e allacciato alla stazione di Aquilinia tramite una bretella di 2 chilometri di proprietà di COSELAG, il Consorzio di Sviluppo Economico Locale dell’Area Giuliana.  I lavori di riattivazione della stazione di Aquilinia saranno invece portati avanti da RFI, con un investimento di circa 17 milioni di euro. Con la fine dei lavori ferroviari, previsti entro l’inizio del 2020, Aquilinia diventerà stazione di riferimento per tutto il porto industriale, collegando FREEeste, Piattaforma Logistica e Area Ex-Aquila.

Riva di Traiano: domenica riparte l’invernale

RIVA DI TRAIANO – Riprende domenica 20 gennaio 2019 il Campionato Invernale di Riva di Traiano – Trofeo Paolo Venanzangeli con una giornata in cui a farla da padrone dovrebbe essere lo scirocco, che è previsto in entrata alle prime luci dell’alba e  costante sugli 8 nodi per tutta la giornata che potrebbe presentare anche squarci di bel tempo.

“Sole o pioggia poco importa – commenta il presidente del CNRT Alessandro Farassino – l’importante è che si ricominci a regatare per questo Invernale sempre più interessante. Speriamo nei rientri a breve di qualche barca ancora in cantiere per lavori come Duende o Libertine, e nell’esordio del nuovo Luduan 2.0 che aspettiamo con curiosità oltre che con affetto. A breve, il 1° febbraio, avremo anche la conferenza stampa di presentazione della Roma per 2, per la quale ci sono già pervenute molte iscrizioni informali, con la partenza anticipata al sabato e tante altre novità per la classica di apertura della grande stagione dell’altura italiana”.

Il nuovo anno presenta ai vertici della classifica IRC Regata il First 40 di Gianrocco Catalano, Tevere Remo-Mon Ile, che dovrà guardarsi le spalle soprattutto da Ulika, Swan 45 di Stefano Masi, e da Milù III, Mylius 14E55 di Andrea Pietrolucci. Classifica nella classifica quella degli scafi in classe IRC2, che vede al comando Canopo, GS 39.2 di Andrea Majolino, seguito da Vulcano 2, First 34.7 di Giuseppe Morani, e da Vag 2, GS 40B di Alessandro Canova.

Molto più intricata la situazione in ORC, con un solo punto a dividere il leader Milù III, da Ulika e da Tevere Remo-Mon Ile. In Crociera, Roberto Padua con il suo First 36.7 Malandrina, condivide il primato a pari punto con Federico Galdi e il suo X362 Sport Soul Seeker. La coppia è seguita a soli 3 punti da  Fly Away 2, Dufour 40 di Magliacani/Di Grazia. First Wave di Guido Mancini e Fair Lady Blue di Oscar Campagnola, guidano rispettivamente le classifiche in Gran Crociera e nella X2.

IMO 2020 influenzerà i consumi e quanto ci costerà?

Londra-L’aumento della tassa sul diesel in Francia ha generato la rivolta di strada di Parigi con i “gilet gialli”, mettendo in crisi la stessa politica francese e tuttora ala ricerca d’identità. L’IMO, alla stessa maniera, con l’introduzione delle nuove linee guida fra poco più di un anno, costringerà le compagnie di navigazione a utilizzare combustibili “più puliti” per le loro navi, cioè diesel marino a basso contenuto di zolfo per salvaguardare l’ambiente marino e l’atmosfera. Avremo le “navi con gilet gialli”?

Le agenzie di rating prevedono che le nuove regole IMO 2020 faranno aumentare la domanda di diesel per il trasporto, mentre l’offerta sarà limitata dalla capacità che avranno le industrie di raffinazione ad adattarsi al nuovo fronte con rapidità. Secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia, i prezzi all’ingrosso del diesel potrebbero aumentare fino al 30%, poiché saranno molte compagnie di navigazione, obbligate a usare carburanti più puliti per evitare potenziali sanzioni.

I conti. Secondo la S&P Global Platts Analytics, il costo economico complessivo dell’IMO 2020 potrebbe raggiungere anche un trilione di dollari usa nel giro di cinque anni. Le compagnie di navigazione, con una flotta mondiale di circa 80.000 navi, inevitabilmente trasferiranno sui consumatori i maggiori costi di carburante per l’utilizzo di diesel a basso contenuto di zolfo allo 0,5% o per l’installazione sule loro navi di dispositivi, “scrubber” (filtri depuratori), allo scopo di ripulire le emissioni dei motori. Ogni filtro depuratore, per la sua installazione a bordo di una nave, costa tra i due e i sei milioni di dollari usa.

Considerazioni. Se l’analisi ambientalista, spingendo sempre su regole più strette nel campo dei trasporti marittimi, è giusta probabilmente nel 2020 ci dobbiamo aspettare un’instabilità dei prezzi, perché la natura dei mercati delle materie prime influenzerà tutti gli intermediari del commercio di petrolio e soprattutto i bilanci delle famiglie. La maggior parte delle persone non sa cosa sia veramente l’olio combustibile e non conosce la sua chimica; ma se i prezzi aumenteranno per i consumatori a causa dell’IMO 2020, allora si presterà molta attenzione su questo fronte per mantenere stabili i bilanci familiari. Raggiungere l’obiettivo zero emissioni per l’IMO è fondamentale: tuttavia, data la crescita della popolazione globale, raggiungere tale obiettivo sarà difficile e le navi a zero emissioni potranno entrare in servizio su scala commerciale non prima della fine del prossimo decennio.

La politica. Per ora si discute e si fa propaganda soprattutto nel salvare il nostro pianeta dai repentini cambiamenti climatici. Poiché il trasporto marittimo rappresenta circa il 90% delle movimentazioni del commercio mondiale, i rischi inflazionistici derivanti dall’introduzione dell’IMO 2020 non sono presi in considerazione dal mondo politico. I responsabili delle politiche, per la maggior parte, non sono consapevoli della stasi che l’intero settore industriale e commerciale dovrà affrontare.

Il Presidente degli Usa, Donald Trump, si è impegnato personalmente nel richiedere all’OPEC un abbassamento dei prezzi petroliferi per salvaguardare i consumatori. Inascoltato, si sta preparando forse a non far passare l’IMO 2020?  Lo staff di Trump non è convinto che per affrontare il cambiamento climatico sia sufficiente aumentare i prezzi del petrolio. E ancora, non è convinto che costringere lo shipping a utilizzare combustibili più puliti non è sufficiente se non si affronti il rischio economico globale della stagnazione industriale. A meno che i governi non riducano le tasse sui carburanti, sicuramente per i consumatori saranno tempi si “verdi”, ma “duri”.

Rimane l’altro fronte politico e cioè come l’IMO farà rispettare i suoi nuovi regolamenti. Per le grandi compagnie di navigazione internazionali non sarà un problema, in quanto certificate e affidabili; ma la maggior parte delle altre e piccole compagnie sarà molto difficile monitorare lì attuazione delle nuove norme.

Abele Carruezzo

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NOMINE IMPORTANTI IN CASA NAUTICA ITALIANA NEL SEGNO DEL SOSTEGNO AL COMPARTO

MILANO – Una nuova rotta, complementare agli interessi dell’Associazione, di rilievo nazionale e internazionale per il Direttore Generale Marco Cappeddu, ed il Segretario Generale Lorenzo Pollicardo che hanno, infatti, accettato nuovi ruoli professionali.

Marco Cappeddu andrà a ricoprire un nuovo e prestigioso incarico istituzionale mantenendo per il momento le deleghe operative “pro tempore” fino all’insediamento e relativa comunicazione del nuovo riassetto organizzativo.
Lorenzo Pollicardo, invece, sarà il nuovo Technical & Environmental Director di SYBAss, l’Associazione internazionale che raggruppa i maggiori costruttori di Superyacht.

Due ruoli operativi pienamente sinergici con la mission di Nautica Italiana che avranno modo di contribuire, grazie alle nuove realtà istituzionali di riferimento, ad allargare la discussione e la visibilità relativa al comparto nautico includendo, così, settori strategici all’ulteriore consolidamento della leadership industriale italiana.

L’Associazione desidera ringraziare Marco Cappeddu e Lorenzo Pollicardo per il grande impegno e l’operato profuso sin dalla fondazione a servizio del progetto di Nautica Italiana, che oggi conta oltre 100 aziende associate e ha creato un solco innovativo nelle modalità di rappresentanza del settore.

L’AdSP MAM investe nella sicurezza per i lavoratori portuali

BARI – L’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale ha interamente finanziato un corso di formazione destinato ai lavoratori che operano nel porto di Bari, con l’obiettivo di implementare i livelli di sicurezza, attraverso conoscenze specifiche su metodologie, strumenti e servizi di prevenzione degli infortuni sul lavoro.

L’evento formativo, organizzato di concerto con ASL Bari, Capitaneria di Porto e Inail si svolgerà in un’unica giornata il 13 febbraio, 8 ore suddivise in due moduli, presso la sede di Bari dell’AdSP MAM.

Parteciperanno datori di lavoro, dirigenti, preposti, responsabili e addetti al servizio di prevenzione e protezione, rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza aziendale e di sito, territoriali, responsabili di sistema di gestione della salute e della sicurezza.

Durante la giornata sono previste esercitazioni applicative, casi studio ed esempi. In particolare, verrà illustrato il quadro del fenomeno infortunistico, incluse le cause e le dinamiche registrate; mettendo in evidenza quali siano gli strumenti operativi per prevenire infortuni che spesso risultano fatali per gli operatori.

“I lavoratori portuali sono il vero motore del porto- commenta il presidente dell’AdSP MAM Ugo Patroni Griffi. Effettuano un lavoro che richiede alta specializzazione e che, in certi casi, presenta alti rischi. Abbiamo inteso investire sulla formazione, per migliorare le performance di sicurezza in banchina, a tutela dei lavoratori e delle imprese.”

L’evento formativo, rientra sia tra gli obiettivi del “Piano dell’Organico delle imprese operanti nei porti gestiti dall’AdSP MAM”, approvato dal Comitato di Gestione nello scorso ottobre, sia tra quelli del “Patto per la tutele e la crescita del lavoro” sottoscritto, lo scorso 4 maggio, da AdSP, organizzazioni sindacali, associazioni di categoria di industria e commercio e dalle imprese portuali.

LA FREGATA MARGOTTINI PARTE PER IL MEDIO ORIENTE E MAR ARABICO

LA SPEZIA – Oggi la Fregata Europea Multi Missione (FREMM) Carlo Margottini è partita dalla base navale di La Spezia, per iniziare una campagna navale che la vedrà impegnata in Oceano Indiano, Medio Oriente e Mare Arabico (MOMA) per svolgere attività di presenza e sorveglianza a tutela delle linee di traffico marittimo di interesse nazionale.

La campagna rientra, inoltre, nell’ambito delle attività  svolte nel settore della cooperazione internazionale e del dialogo tra i Paesi dell’area con cui l’Italia intrattiene importanti rapporti politico-diplomatici, economici ed industriali, rappresentando, dunque, un’importante occasione per promuovere in modo integrato il “Sistema Paese”, affiancando e supportando le attività di importanti rappresentanti dell’industria nazionale per la difesa come Fincantieri, Leonardo, MBDA ed Elettronica, la cui collaborazione con la Marina Militare e la Difesa ha reso possibile la stessa campagna.

Nave Margottini farà tappa a Karachi (Pakistan), dove prenderà parte all’esercitazione “Aman 2019” con la marina pakistana insieme ad altri 19 paesi, ad Abu Dhabi dove parteciperà alla “Naval Defence Exhibition” (NAVDEX 2019) nell’ambito dell’“International Maritime Defence Exhibition & Conference” (IDEX 2019), a Kuwait City (Kuwait), a Damman (Arabia Saudita) e a Muscat (Oman).

La partecipazione di Nave Margottini alla IDEX-NAVDEX 2019 dimostra l’attenzione della Marina Militare verso gli sviluppi tecnologici e il ruolo che ricopre nelle collaborazioni con l’industria nazionale nella progettazione e realizzazione di piattaforme e sistemi avanzati quali le unità della classe FREMM.

Al via le ispezioni Mit su AdSP di Civitavecchia, Ravenna e Taranto

ROMA –  Sono in corso le verifiche a campione da parte di ispettori del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sulla gestione delle Autorità di Sistema portuale di Civitavecchia, Ravenna e Taranto.

Su indicazione del Ministro Danilo Toninelli, la Direzione Generale del Mit per la vigilanza sulle Autorità portuali, le infrastrutture portuali e il trasporto marittimo e per vie d’acqua interne ha portato a compimento tutte le procedure di nomina di una commissione ispettiva ad hoc composta dal direttore generale della RAM S.p.a. Francesco Benevolo, in qualità di presidente; dal dirigente del Mit Eugenio Minici e dal Capitano di Vascello Sandro Gallinelli, in servizio presso il Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto.

La commissione è stata incaricata di effettuare ispezioni sull’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Centro-Settentrionale di Civitavecchia, sull’Autorità di Sistema portuale del Mar Adriatico Centro-Settentrionale di Ravenna e sull’Autorità di Sistema portuale del Mare Ionio di Taranto.

L’attività di ispezione, attualmente in corso e che avrà una durata massima di sei mesi, punta in particolare a verificare la gestione dei rispettivi porti delle tre Autorità, con riguardo anche ai profili economico-finanziari, legale-amministrativi e tecnici.

Continua il lavoro del Comitato di Indirizzo della ZES campana

NAPOLI – Si è tenuta la terza riunione del Comitato di Indirizzo della ZES Campania. Il Comitato ha preso atto con soddisfazione degli emendamenti, sostenuti anche dal Governo, presentati in Parlamento al Decreto Semplificazione, in fase di conversione: le proposte costituiscono un positivo passo in avanti per consolidare il pacchetto localizzativo, prevedendo il dimezzamento dei tempi per i procedimenti amministrativi, eventuali autorizzazioni, licenze, permessi, l’istituzione delle aree doganali intercluse, il termine perentorio di 90 giorni per gli interventi relativi agli oneri di urbanizzazione primaria.

Proprio per questa ragione, Il Comitato ha deciso di attendere, per la formalizzazione del bando, la conversione del Decreto Semplificazione, al fine di poter incorporare tali elementi di innovazione rilevanti dal punto di vista della attrattività.
Intanto, la Regione Campania ha deliberato l’istituzione della Cabina di Regia per la ZES, e si appresta a mettere in atto le misure aggiuntive di carattere regionale, che costituiranno ulteriore sostegno al miglioramento della attrattività per gli investitori.

Infine, il Comitato ha proceduto ad analizzare e ad approfondire il contenuto del bando, che sarà emanato entro metà febbraio. La successiva riunione del Comitato di Indirizzo è stata convocata per il 25 gennaio.

IL NAUTILUS Anno 13 N°4

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato alle crociere con un focus sull'Italian Cruise Watch e l'Ocean Cay di MSC Crociere. Due interviste esclusive ai presidenti di Autorità di Sistema: Pietro Spirito e Sergio Prete. Una riflessione sulla "Rotta Artica" ed un approfondimento sulla fascia costiera brindisina: estetica, criticità ed opportunità. Poi approfondimenti sulle Zes ed un progetto: "COSIRIFAREIBARI" che mira a cambiare il modo di spostarsi in città.
poseidone danese

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