Porto di Ancona: compagnie dei traghetti sempre più green

Si è svolta la riunione convocata dall’Autorità di sistema portuale e dalla Capitaneria di porto di Ancona per fare il punto sugli interventi che le compagnie di navigazione metteranno in atto dal 1 gennaio 2020. Da quella data, tutte le navi saranno tenute ad utilizzare, quando in navigazione in mare aperto, in manovra e all’interno dei porti, carburanti con tenore di zolfo inferiore allo 0,5%. Qualora la sosta in porto, secondo gli orari preventivamente resi noti al pubblico, dovesse superare le due ore dovranno, ultimate le manovre di ormeggio, utilizzare carburanti con un tenore di zolfo non superiore allo 0,1 %.

Erano presenti all’incontro importanti rappresentanti delle sei compagnie di navigazione i cui traghetti scalano il porto di Ancona oltre ai responsabili di Msc Crociere. Per l’Autorità di sistema portuale hanno partecipato il presidente Rodolfo Giampieri e Guido Vettorel, responsabile Promozione e progetti europei. Per la Capitaneria di porto di Ancona, il Contrammiraglio Enrico Moretti, Comandante del porto di Ancona e Direttore Marittimo della Marche, unitamente al suo staff di Ufficiali tecnici.

Dal tavolo di confronto è emerso che ognuna delle compagnie ha posto la massima attenzione sul tema della sostenibilità prevedendo, in potenza, la possibilità di adottare provvedimenti anche più restrittivi rispetto a quanto previsto dalla norma Ue e rispondendo, in tal senso, positivamente alle sollecitazioni dell’Autorità di sistema portuale e della Capitaneria che hanno messo in evidenza quanto la vicinanza dello scalo alla città richieda una maggiore sensibilità e attenzione. Nota sicurante positiva.

Adria Ferries ha confermato l’installazione sulla propria flotta presente ad Ancona, navi AF Marina e AF Claudia, di torri di lavaggio dei gas di scarico denominate scrubbers, dispositivi che, secondo quando dichiarato dalla compagnia, consentirebbero l’abbattimento delle emissioni ben oltre la soglia di legge oltre a ridurre la presenza di particolato. Analoga scelta è stata effettuata dalla compagnia Grimaldi Euromed sui propri traghetti Cruise Europa e Cruise Olympia sui quali è tuttora in corso l’installazione degli scrubbers. Quest’ultima nave, al momento in cantiere, proprio per l’inserimento di questi dispositivi di mitigazione, è temporaneamente sostituita dal traghetto Mykonos Palace, già attrezzato con quattro scrubbers sui motori principali. Superfast ha annunciato per la primavera del 2020 l’installazione degli scrubbers sul proprio traghetto Superfast XI. Fino ad allora la compagnia utilizzerà carburante a ridotto tenore di zolfo (0,5%) come previsto dalla normativa.

Le altre compagnie Anek e Snav utilizzeranno per ora il carburante previsto (0,50%). Hanno inoltre dichiarato di avere già individuato il fornitore, elemento importante vista la scarsa reperibilità sul mercato di tale tipo di combustibile. Jadrolinja ha confermato il suo impegno per la sostenibilità visto che già da tempo utilizza, sia in navigazione che in sosta, gasolio allo 0,1% di zolfo.

All’incontro, i rappresentanti di Msc Crociere hanno portato il contributo della compagnia rispetto alle tematiche delle emissioni annunciando che, dal 1 gennaio 2020, tutte le navi del gruppo hanno già garantito l’approvvigionamento a carburante con tenore di zolfo massimo allo 0,5% in navigazione e combustibile allo 0,1% in porto. Anche questa compagnia ha in corso la progressiva installazione di sistemi scrubbers sulla propria flotta.

L’azione concreta delle compagnie conferma l’impegno condiviso sul tema della sostenibilità da parte di tutti i soggetti coinvolti del cluster marittimo, frutto di un confronto periodico fra le istituzioni del porto e le compagnie armatoriali e reso concreto un anno fa dall’innovativa sottoscrizione dell’accordo volontario “Ancona blue agreement”. L’intesa, promossa dall’Autorità di sistema portuale e dalla Capitaneria di porto di Ancona, ha, per certi versi, anticipato i contenuti della nuova norma Ue. Un metodo di lavoro che continuerà cercando di individuare tutti quei possibili interventi migliorativi per la riduzione delle emissioni anche rispetto alla normativa vigente e di prossima attuazione. Una grande attenzione alla cultura ambientale da parte del porto e delle compagnie di navigazione.

“Questa è una tematica importante per un porto che vive dentro la città – ha detto il Contrammiraglio Enrico Moretti, Comandante del porto di Ancona -, con l’accordo Ancona blue agreement abbiamo cercato di introdurre misure correttive nelle more dell’entrata in vigore delle suddette nuove misure, unitamente a coloro che hanno aderito all’accordo e stimolando chi, nel contempo, non l’ha sottoscritto. Il confronto continuerà al fine di verificare se sussistano margini di miglioramento rispetto a quanto prevede la norma”.

“La sostenibilità è uno degli elementi di massima attenzione nel rapporto fra porto e comunità e anche uno dei fattori sempre più qualificanti della competitività tra le aziende per un porto moderno – ha affermato Rodolfo Giampieri, presidente Autorità di sistema portuale –, sta andando avanti un processo irreversibile di miglioramento ambientale che si affida a tutte le tecnologie più avanzate. Da sottolineare il grande impegno, sensibilità e forte senso di responsabilità da parte delle compagnie di navigazione, che si traduce in un miglioramento complessivo del lavoro di tutti noi su questo tema e in una convivenza migliore con la comunità che deve ritenere sempre di più il porto internazionale di Ancona come una grande risorsa di tutto il territorio”.

FINCANTIERI: A MARGHERA AL VIA I LAVORI IN BACINO PER “RYNDAM”

Trieste– Si è svolta oggi presso lo stabilimento di Marghera la cerimonia di impostazione in bacino di “Ryndam”, la nuova nave da crociera che Fincantieri sta realizzando per la società armatrice Holland America Line, brand del gruppo Carnival Corporation & plc, primo operatore al mondo del settore crocieristico.

Il blocco dell’unità, lungo 14 metri, largo 34 e dal peso di più di 500 tonnellate, fa parte della sezione di centro nave di “Ryndam”, quattordicesima nave costruita dal cantiere di Marghera per questo brand e la cui consegna è prevista nel 2021.

La nuova unità, gemella di “Koningsdam” e di “Nieuw Statendam”, navi della classe “Pinnacle” consegnate rispettivamente nel 2016 e 2018 dallo stesso stabilimento, avrà una stazza lorda di circa 99.800 tonnellate, una lunghezza di quasi 300 metri e potrà ospitare a bordo 2.668 passeggeri in 1.340 cabine. Sarà caratterizzata da uno stile moderno e contemporaneo, in linea con la tradizionale eleganza che contraddistingue tutte le navi del brand. Il design sarà curato, come per le gemelle, da due dei maggiori e prestigiosi studi di architettura del mondo, Tihany Design e Yran & Storbraaten, che si sono ispirati all’architettura della musica per la progettazione di numerose aree pubbliche.

Il progetto della nave sarà orientato all’ottimizzazione dell’efficienza energetica e alla riduzione dell’impatto ambientale, rispondendo alle più stringenti e attuali normative di sicurezza.

Dal 1990 ad oggi Fincantieri ha costruito 96 navi da crociera (di cui ben 73 dal 2002), altre 50 unità sono in costruzione o di prossima realizzazione negli stabilimenti del gruppo.

Comunale di Livorno: L’assessore Simoncini a Firenze alla presentazione dell’”Armadio della Memoria” Per non dimenticare le tragedie del Moby Prince, la strage di Viareggio e il naufragio della Costa Concordia

Livorno- L’assessore Gianfranco Simoncini ha rappresentato questa mattina l’Amministrazione Comunale di Livorno alla cerimonia di inaugurazione dell’Armadio della Memoria, che si è svolta alla Biblioteca Pietro Leopoldo di palazzo Cerretani a Firenze.

Istituito in applicazione di una mozione unanime del Consiglio regionale nell’aprile del 2017, Armadio della Memoria è il nome scelto per identificare l’archivio di tutti i materiali disponibili sulle tre tragedie del 10 aprile 1991 (Moby Prince), del 29 giugno 2009 (Viareggio) e del 13 gennaio 2012 (Costa Concordia):il disastro della Moby Prince nel mare di Livorno, l’incidente ferroviario di Viareggio, il naufragio della Costa Concordia davanti all’isola del Giglio, che rappresentano tre ferite aperte non solo per i familiari che in quelle tragedie persero i propri cari, ma anche per l’intera Toscana. Per questo  non devono essere dimenticati.

La stessa mozione ha promosso anche la nascita di un coordinamento regionale tra istituzioni e associazioni dei familiari delle vittime.
“E’ un fatto di grande importanza – sottolinea Gianfranco Simoncini -  che sia mantenuto perennemente acceso il ricordo delle tre stragi avvenute in Toscana con l’auspicio che, studiando i documenti, si possano prevenire nuovi episodi simili. Per Livorno in particolare la vicenda del Moby rappresenta una ferita indelebile per tutti i livornesi e per questo l’Amministrazione Comunale ha sempre dimostrato vicinanza  verso i familiari delle vittime.

Per questo continueremo ad impegnarci al loro fianco affinché si faccia piena luce e giustizia sulla strage. Ringrazio chi ha promosso la mozione che ha portato alla apertura dell’Armadio della Memoria ed in particolare il Consigliere Gazzetti primo firmatario. La vicenda del Moby Prince, rappresentata una parte della storia della nostra città che non avremmo voluto vivere – conclude Simoncini -  ma grazie anche al lavoro indefesso e continuo del Comitato 140, ha permesso di riconfermare l’identità solidale e la spinta alla ricerca della giustizia che contraddistingue l’animo livornese”.

Alla cerimonia a Firenze sono intervenuti il presidente del Consiglio regionale, Eugenio Giani, i consiglieri Leonardo Marras, Stefano Baccelli e Francesco Gazzetti, e i rappresentanti delle Associazioni dei familiari delle vittime.

REGIONE BASILICATA: PIANO COSTE, L’IMPEGNO DI ROSA E MERRA

Gli assessori regionali all’Ambiente, Gianni Rosa e alle Infrastrutture, Donatella Merra hanno promosso un incontro interdipartimentale per programmare il lavoro per l’approvazione del Piano Coste e del Piano Lidi.

“Si tratta – ha detto l’assessore Rosa al termine della riunione, che si è tenuta nella sede del Dipartimento Ambiente – di strumenti importantissimi non solo per la tutela ambientale, ma anche per programmare lo sviluppo costiero. Per questo motivo ho concordato con l’assessore Merra, con la quale avevo già partecipato ad un sopralluogo sulle coste del Metapontino, di convocare un incontro con gli uffici competenti dei due Dipartimenti”.

“Abbiamo deciso – ha sottolineato l’assessore Merra – di dar luogo in tempi brevi al Piano Coste, che prevederà una ricognizione dello stato di fatto dei litorali costieri e la realizzazione di interventi volti alla mitigazione dei rischi, alcuni dei quali già previsti nell’archivio Rendis e che a breve saranno finanziati. Parte integrante del Piano Coste – ha concluso – sarà il Piano Lidi, che elaboreremo di concerto con i Comuni delle zone costiere”.

Ue: Autorità portuali italiane trasformate in s. p. a.

Bruxelles. Sono anni che la Commissione Europea è convinta che l’Italia operi una concorrenza sleale tramite i c.d. “aiuti di Stato” in ambito portuale, evitando di imporre imposte e questo non riguarda solo i porti italiani.

Iter. Tutto è iniziato lo scorso 8 gennaio, quando la Commissione Ue ufficialmente ha invitato l’Italia e la Spagna ad adottare un regime fiscale per i loro porti; bisognava uniformarsi alla direttiva europea decisa nel 2013. La prima fase riguarda un semplice invito allo Stato membro dell’Ue per allinearsi alle regole sugli aiuti di Stato; la Commissione ne valuta le rimostranze dello Stato e ne studia le misure da adottare per un’altra indagine più approfondita, prima di applicare l’avvio di una procedura d’infrazione.

Ora ci troviamo in questa fase: l’Italia ha preso tempo, ma non intende applicare le misure richieste dall’Ue, perché i porti commerciali italiani sono gestiti da un ente pubblico che non fa profitto. Infatti, tra il 1994 e il 2016, i porti italiani sono stati gestiti da “autorità portuali”, per poi passare alla gestione delle “autorità di sistema portuale”che amministrano più porti. Il presidente dell’AdSP è incaricato dal Ministero dei Trasporti su voto consultivo (e non vincolante) delle Commissioni parlamentari. Le AdSP sono estensioni dello Stato e difficilmente potranno essere convertite in aziende, salvo modifiche legislative complesse.

Oggi. Intanto, per la prima volta, le misure proposte a gennaio scorso dalla Commissione Ue sono state esaminate in via ufficiale dal Governo nella Conferenza delle AdSP presieduta dal Ministro De Micheli, stabilendo la strategia per il proseguimento della trattativa e per evitare le procedure d’infrazione.

UE. La Commissaria europea alla Concorrenza, Margrethe Vestager, afferma che i porti italiani (quelli spagnoli nel frattempo saranno soggetti a regolamenti fiscali promessi dal nuovo Governo), hanno una doppia attività: il lavoro delle autorità portuali e uno specifico economico. Quello delle AP è prettamente amministrativo, di gestori de demanio pubblico; mentre il lato economico è quello concernente la riscossione dei canoni demaniali, cioè l’affitto delle banchine alle imprese private per cui si percepiscono entrate da tassare. La strategia Ue è la seguente: se un porto non scorpora le attività pubbliche da quelle commerciali, adottando un regime fiscale autonomo, la Commissione non può pianificare in maniera uniforme lo sviluppo del settore, né avere una politica dei trasporti europea efficace, perché ci sarà sempre un Governo che si avvantaggerà su di un altro, creando distorsioni di mercato.

Osservazione. I porti che si affacciano sul Mediterraneo sono, geograficamente e strutturalmente, controllati dallo Stato,  diversamente da quelli del North range europeo, tranne il Pireo, unico caso di scalo privatizzato e venduto dalla Grecia nel 2016 al gruppo armatoriale controllato dalla Cina. Con questo non si vuole a tutti i costi contrariare lo sviluppo legislativo europeo, ma il rischio di perdere in capacità portuale esiste. Trasformare in società private le AdSP, anche se partecipate pubblicamente, i porti italiani più in difficoltà potrebbero attirare capitali stranieri per ottenere liquidità, indebolendo, di fatto, la strategia economico-marittima di uno Stato come l’Italia disteso nel Mediterraneo.

Bruxelles. Nel frattempo, una delegazione dell’ANCIP (Associazione delle Compagnie Imprese Portuali), accompagnata dall’europarlamentare PD Seriglio, martedì e mercoledì scorsi, ha incontrato istituzioni e funzionari delle Commissioni che trattano i temi della portualità. E’ stato rimarcato che i porti italiani sono governati da AdSP, quali Enti pubblici non economici a ordinamento speciale; amministrano per conto dello Stato il demanio marittimo e svolgono funzioni di controllo della disciplina e di regolamenti portuali, oltre al governo e della programmazione, sviluppo dei porti di sistema.

L’iniziativa ha inteso rafforzare l’azione di confronto del MIT e in particolare del Ministro De Micheli con la Commissione Ue. Forse si arriverà a una trasformazione guidata delle AdSP in aziende speciali, con qualche norma aggiuntiva (comma undici dell’art.6, L.84/94), evitando alle autorità stesse la partecipazione in società che si occupano di logistica e intermodalità. Questo sarà sufficiente per evitare la procedura d’infrazione da parte dell’Ue?

 

Abele Carruezzo

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Una “no tax area” per la ZES jonica: la proposta della Regione Puglia per il “Cantiere Taranto”

Mino Borraccino (assessore allo Sviluppo Economico della Regione Puglia): “Come si ricorderà, il 13 novembre scorso ho trasmesso al Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, e al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Mario Turco, una nota che riassumeva alcune proposte finalizzate a rendere maggiormente attrattivo e appetibile, per investitori italiani ed esteri, il territorio ionico in modo da incentivare lo sviluppo economico di Taranto e della sua provincia che, come noto, sta attraversando una fase di straordinaria difficoltà.

“Raccoglievo in tal modo l’invito formulato nei giorni scorsi dal premier Conte, affinché gli fossero sottoposti suggerimenti per affrontare la questione dell’ex Ilva di Taranto con l’obiettivo di sostenere il tessuto produttivo e imprenditoriale di tutta l’area ionica.
“Nell’ambito dei provvedimenti annunciati per il “Cantiere Taranto” ripropongo oggi la proposta principale che mi premurai di avanzare: l’istituzione di una “no tax area” per il territorio della ZES jonica.

Credo infatti che l’esenzione totale dal pagamento dell’IRES per 10 anni metterebbe davvero il sistema delle piccole e (soprattutto) delle grandi imprese in condizione di venire a investire nella ZES, riservando ovviamente alla parte pubblica il monitoraggio dei risultati, come i livelli occupazionali, il valore dei fatturati o la stabilità dell’investimento.
“Comprendo che una iniziativa del genere, di carattere eccezionale, potrebbe essere qualificata come “aiuto di Stato” dal’UE e, come tale, ritenuta incompatibile con i Trattati e quindi spetterebbe discuterne preventivamente a quei livelli.

“Ma in realtà si tratterebbe di fare qualcosa di simile a quanto già fatto in passato, per esempio con le esenzioni fiscali riconosciute in occasione degli eventi sismici del Centro Italia, giacchè quello che sta avvenendo a Taranto con le dolorose vicende legate al ArcelorMittal è di una gravità pari a un vero e proprio terremoto economico e sociale.
“Ci auguriamo quindi che il Governo prenda in considerazione la proposta, inserendola a pieno titolo negli interventi  relativi al “Cantiere Taranto”.

CIRCOLO DELLA VELA BARI: XXXII Trofeo Cristoforo Bottiglieri – XXI Campionato Invernale Città di Bari

Sabato 23 e domenica 24 novembre si va in acqua

È in programma sabato 23 novembre, per le derive, e domenica 24, per Altura, Minialtura e Amatoriale, la seconda giornate del XXXII Trofeo Cristoforo Bottiglieri valido come prova del XXI Campionato Invernale di Vela d’Altura Città di Bari le cui prime prove si sono disputate sabato 9 e domenica 10 novembre.

Trentadue le imbarcazioni (e gli equipaggi) che si sono iscritti alla manifestazione organizzata dal Circolo della Vela Bari (12 per la classe Amatoriale; 12 per la Minialtura e 8 per l’Altura). A queste si aggiungono le derive che, per volere della direzione nautica del CV Bari, per il secondo anno consecutivo sono state inserite con una regata loro dedicata all’interno del Trofeo. Sono state proprio le derive le prime a scendere in acqua sabato 9 novembre con 45 imbarcazioni divise nelle classi Optimist, Laser, 29er, Bahia e scuola vela. La regata è valida anche come prima prova del campionato sociale del Circolo della Vela Bari. Due le prove portate a termine dalla classe 29er mentre solo una per le altre, con un vento che si è mantenuto sui 7-8 nodi ma con direzione variabile tra lo scirocco e il maestrale.

Una sola la prova portata a termine domenica 10 novembre su un percorso di 3,25 miglia marine per le classi Altura e Amatoriale e di 4,60 miglia per la classe Minialtura. Entrambi allestiti sullo specchio d’acqua antistante il Lungomare Sud di Bari, che sarà anche la location della prova di domenica prossima. Gli equipaggi si sono affrontati a suon di virate e strambate in una regata caratterizzata da vento leggero, che è ruotato nel corso della giornata dal libeccio alla tramontana, rendendo particolarmente difficile il compito del Comitato di Regata la cui presidenza era affidata a Paolo Salatino. A causa delle mutevoli condizioni atmosferiche, che hanno visto il susseguirsi anche di bassi corpi nuvolosi, si è potuto procedere alla partenza della prima classe in gara, quella Amatoriale, solo alle ore 13.16. Subito dopo è partita la classe Altura e infine la Minialtura. La costante e continua diminuzione del vento per la classe Altura ha indotto il Comitato di Regata a optare per la riduzione di percorso della prova dando l’arrivo al termine del primo giro del campo di gara. Le altre classi sono invece riuscite a completare il percorso.

Al termine della prova portata a termine in testa alla classifica overall c’è Morgan IV di Nicola De Gemmis (CC Barion) con Mario Zaetta al timone. Seconda Faust x2 di Paolo Scattarelli (CN Bari) con Marco Schnabl al timone e terza Pervinca di Cosimo Ostuni (LNI Monopoli) con Francesco Laera al timone. Guida la classifica della Minialtura Nellaria di Vito Laforgia (CN Bari) con Fabrizio Buono al timone. Seconda Yellow Bee di e con Andrea Algardi al timone (CN Bari). Terza Compagnia del Mare di Francesco Mastropierro (CV Molfetta) con Antonio Macina al timone. In classe Amatoriale invece la classifica provvisoria è aperta da Kairos di Giuio Ranieri (Cus Bari) seguita da Idro di Savino Valerio (CN Bari) e Max di Massimo Santoro (CV Bari), tutte con gli armatori al timone.

Nulla però è ancora scritto per l’assegnazione del titolo, sottolinea Gigi Bergamasco, direttore nautico del C.V.Bari, molto soddisfatto per la nutrita partecipazione a questa regata e che ricorda il vice presidente nautico del Circolo degli anni Settanta, Cristoforo Bottiglieri, guida per giovani velisti divenuti grandi atleti di caratura nazionale ed internazionale.

Domenica dunque si torna in acqua per la seconda giornata di prove. La partenza è fissata per le 11.00, vento permettendo. Ad oggi le previsioni meteo parlano di vento tra i 17 ed i 20 Nodi da Est-SudEst con probabile pioggia nelle ore centrali della giornata.

La classifica che scaturirà dalla somma delle classifiche delle due prove decreterà i vincitori che saranno premiati domenica stessa con una cerimonia nei saloni del Circolo (sede Teatro Margherita) alle 18,00.

Il XXXII Trofeo “Cristoforo Bottiglieri” sarà assegnato al 1° classificato della classifica Overall in tempo compensato nella classe Altura e Minialtura. Saranno inoltre premiati per la classe Altura: i primi tre classificati in tempo compensato Overall; il 1° in tempo compensato della categoria Regata, della Crociera/Regata e della Gran Crociera. Per la classe Minialtura: i primi tre classificati in tempo compensato Overall, i primi tre in tempo reale della classe Surprise. Per la classe Amatoriale: i primi tre classificati in tempo compensato della classe Amatoriale B e Amatoriale C. Saranno inoltre premiati, per le derive, i primi tre classificati nelle classi Laser, 29er, Optimist, Bahia e scuola vela.

Foto: Patrizia Aversa

Giornata della Trasparenza al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare

Il 25 novembre p.v., presso l’Auditorium di questo Ministero, si terrà la “Giornata della Trasparenza al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare  – 2019”.

Sarà possibile partecipare previa registrazione on-line all’indirizzo di posta elettronica  Giornata.Trasparenza@minambiente.it oppure a partire dalle ore 9,30 presso il desk nella saletta d’ingresso all’Auditorium.

GIORNATA DELLA TRASPARENZA
(Sala Auditorium, lunedì 25 novembre 2019)

Ore 9,30:
Ingresso e accredito degli invitati e partecipanti
Ore 10,00:
Introduzione a cura di: Avv. Pietro Cucumile
I Sessione
Ore 10,15:

il MATTM PROMOTORE DI POLITICHE AMBIENTALI TRASPARENTI
A cura di: Prefetto Silvana Riccio – Segretario generale M.A.T.T.M.
II Sessione
Ore 10,35:

il MATTM: CASA DI VETRO DELL’AMBIENTE
A cura di: Prof. Piervito Bianchi e dott.ssa Maria Lisa Garzitto – Organismo Indipendente di
Valutazione
III Sessione
Ore 10,55:

FREEDOM OF INFORMATION ACT (Legge 7 agosto 2015 n.124, Decreto legislativo n.97
del 2016)
A cura di: Cons. Marco De Giorgi o delegato – Ufficio per la valutazione della performance,
Dipartimento della Funzione Pubblica
IV Sessione
Ore 11,20:

INFORMAZIONI AMBIENTALI
A cura di:
• dott. Oliviero Montanaro – Direttore generale M.A.T.T.M.
• dott. Francesco Lazzarini, Dirigente del Servizio per la gestione dei processi (ISPRA) “Progetto
SI-URP: la risposta del SNPA alla sfida della trasparenza”;
• Ing. Giuseppina Monacelli, Dirigente del Servizio per il Sistema Informativo Nazionale
Ambientale (ISPRA), “Servizi attuali e prospettive di crescita del Sistema Informativo Nazionale
Ambientale (SINA)”

Conclusioni e saluti finali
A cura del Prefetto Silvana Riccio
Sono stati invitati ai lavori il Ministro Sergio Costa ed il Sottosegretario di Stato Roberto Morassut

Via della Seta: Fedriga, Fvg è hub per Paesi rivolti a Centro Europa

“Su Cina timori legittimi ma noi propositivi grazie a cautele”

Trieste- “Il sistema del Friuli Venezia Giulia è il riferimento per molti Paesi che guardano al Centro Est Europa perché oggi noi siamo l’hub dell’area non solo dal punto di vista logistico ma anche del terziario avanzato e della ricerca e in questo la Via della Seta può rappresentare un’opportunità, ferme restando tutte le cautele che dobbiamo garantire perché il rapporto con la Cina sia biunivoco”.

È il concetto espresso dal governatore Massimiliano Fedriga che oggi è intervenuto nella sessione di apertura del “Belt and Road Summit: successful business in the way ahead” organizzato alla Stazione marittima di Trieste da The European House – Ambrosetti in collaborazione con l’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico orientale.

Per quanto riguarda le preoccupazioni sulle relazioni con il colosso economico cinese, “sono legittime e le condivido – ha convenuto Fedriga – ma non ci devono fermare, bensì farci trovare risposte propositive e non negative. Da questo punto di vista – ha aggiunto – siamo ben strutturati, basti pensare che il porto di Trieste, essendo pubblico, può dare i suoi terreni solo in concessione e quindi ha tutte le leve per controllare gli investimenti che in esso si possono concretizzare”.

Il governatore si è detto convinto che “il versante della zona franca del porto di Trieste possa trovare sempre maggiori opportunità di sviluppo” e ha rivolto “un appello al Governo affinché le imprese che vogliono insediarsi in zona franca possano avvalersi di una procedura standard e non sartoriale ogni qualvolta chiedano di investire qui, perché altrimenti corriamo il rischio di peggiorare l’attrattività della nostra area”.

Altro asset di sviluppo della collaborazione con la Cina può venire dalle relazioni culturali tra civiltà millenarie che può produrre incoming nel territorio regionale. “Sul turismo, ne ho parlato ieri con l’ambasciatore cinese – ha reso noto Fedriga – e possiamo portare avanti progetti condivisi. C’è grande interesse da parte della popolazione della Cina per l’Italia e una storia nascosta a livello internazionale, in parte atipica come quella di Trieste e del Friuli Venezia Giulia, può rappresentare una nicchia molto interessante”.

Fedriga, intervenuto al summit dopo il presidente del China Development Institute Fan Gang e l’ambasciatore della Repubblica popolare cinese in Italia, Li Junhua, dal palco del summit ha colto l’occasione per ringraziare l’ex ministro dell’Economia e delle Finanze, Giovanni Tria, tra i moderatori del convegno, per l’importante azione svolta a favore del Friuli Venezia Giulia maturata con la sigla dei nuovi accordi finanziarii Stato-Regione. ARC/PPH/fc

Foto: ARC Montenero

Vietri sul Mare nella storia del sistema portuale salernitano

Questo pomeriggio, giovedì 21 novembre, alle 17, presso l’Aula Consiliare del Comune di Vietri sul Mare, si terrà la presentazione del volume “La riforma portuale di Federico II”, scritto dall’avvocato marittimista Alfonso Mignone ed edito da La Nuova Mezzina.

Con l’evento “Vietri nella storia del sistema portuale salernitano” si tornera’ a discutere del volume LA RIFORMA PORTUALE DI FEDERICO II. Nella Ordinatio novorum portuum per regnum ad extraenda victualia varata da Federico II nel 1239 è menzionato il porto di Vietri che era stato concesso precedentemente da Ruggero Borsa alla Badia di Cava per i propri i traffici marittimi. Con Federico II il porto ritornò alla Corona ma furono confermati i privilegi commerciali.

In età moderna e fino agli albori del Regno d’Italia restava scalo di una certa importanza per il cabotaggio costiero e i piccoli traffici nonchè per la pesca. Ciò era dovuto alla felice posizione all’interno del commercio tirrenico, il diretto rapporto degli opifici con la spiaggia e le retrostanti colline ricche di legname. Oggi lo scalo di Vietri si prepara ad avere un  futuro come attracco delle linee di cabotaggio per Salerno, Isole e Costiera.

Dopo i saluti istituzionali del sindaco Giovanni De Simone e dell’assessore alla Cultura Antonello Capozzolo interverranno l’autore e gli storici Maria Antonietta Del Grosso e Aniello Tesauro. Moderatore dell’incontro Antonio Dura di Puracultura.

IL NAUTILUS Anno 14 N°3

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato allo shipping con un focus sul soccorso in mare e sulla Brexit, il ruolo del porto di Salerno e la "Barletta marinara". Poi un approfondimento sui fari di Brindisi ed uno sul trasporto ad emissioni zero con Emma. E ancora, approfondimenti sulle crociere e sulla sicurezza nei nostri porti.
poseidone danese

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