Onu: sospeso il Trattato su biodiversità marina degli oceani

Con una nota del 9 marzo scorso, l’Onu rende nota la decisione di rimandare la quarta e ultima sessione della Conferenza Intergovernativa sulla biodiversità marina degli oceani a causa dell’emergenza Covid-19. Quest’ultima sessione, la più importante, avrebbe dovuto culminare in una parafatura del Trattato Internazionale sulla Biodiversità Marina nelle zone non soggette a giurisdizione nazionale.

“Siamo molto dispiaciuti, ma questa è la cosa giusta da fare. Torneremo e concluderemo i nostri negoziati su questo nuovo importante trattato per proteggere i nostri oceani”, ha scritto in un tweet Catherine Boucher, consulente legale della missione canadese all’ONU.

Uno degli aspetti da considerare è che a causa di questo stallo tutti gli stati membri guadagneranno tempo nel cercare un compromesso ampiamente dibattuto nella penultima sessione della conferenza tenutasi a New York dal 19 al 30 Agosto 2019. La bozza del trattato, negoziato nel contesto della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, si pone come obiettivo la conservazione e l’uso sostenibile delle risorse marine. Una risoluzione adottata con il consenso della riunione plenaria dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite che ha accettato di rinviare i colloqui alla “prima data possibile disponibile” a causa dell’epidemia di coronavirus.
Perché un Trattato sulla biodiversità marina?

Nell’ultima sessione della Conferenza, prevista dal 23 Marzo al 3 Aprile 2020 e poi cancellata, i governi avrebbero dovuto concordare un trattato globale per salvaguardare la vita nei mari al di fuori della giurisdizione nazionale degli Stati costieri, una regione scarsamente regolamentata che rappresenta i due terzi dell’oceano mondiale.

La carenza di una regolamentazione internazionale ha fatto sì che il 66% della superficie degli oceani subisse gravi cambiamenti antropogenici. Cosa vuol dire? Che le risorse marine, con una valore socio-economico fondamentale per l’uomo,hanno iniziato ad essere sempre più scarse, minacciando attività essenziali quali la pesca fino ad arrivare agli attuali cambiamenti climatici. Sì, perché gli oceani ne mitigano gli effetti, assorbendo un terzo dell’anidride carbonica presente nell’atmosfera.

La pesca eccessiva, il trasporto marittimo, l’inquinamento da plastica e il potenziale dell’estrazione dei fondali marini sono tra le minacce che già colpiscono gli ecosistemi marini. Nel frattempo, gli impatti climatici come il riscaldamento delle acque, l’aumento dell’acidità del mare, stanno anche minando la resilienza della biodiversità marina.  António Guterres, Segretario Generale Onu, ha dichiarato che il Trattato Internazionale sulla biodiversità marina  è fondamentale per il progressivo sviluppo del diritto del mare, considerandolo la “costituzione degli oceani”.

Noi, in sostanza, siamo parte di questa biodiversità e ne utilizziamo i servizi: cibo, acqua, energia e risorse per la nostra vita quotidiana. Proprio per questo abbiamo il dovere di salvaguardarla.

Elide Lomartire

ICS AND ITF CALL ON G20 TO SUPPORT THE “UNSUNG HEROES OF GLOBAL TRADE”

La lettera congiunta che ICS (International Chamber of Shipping) e ITF (International Transport Workers Federation) hanno scritto al G20 lanciando un appello ai Governi per facilitare il movimento essenziale di marittimi e personale marittimo.

La lettera dell’organizzazione degli armatori e l’unione dei marittimi ai governi (in allegato)i fa seguito al loro dialogo con il G20 e agli esiti positivi basati sull’incontro virtuale dei ministri del commercio e degli investimenti del G20, che ha avuto luogo lunedì 30 marzo.

Guy Platten, segretario generale della Camera internazionale di navigazione, ha dichiarato:

“La questione dei cambi di equipaggio può diventare un grosso problema per l’economia globale se i governi non rispondono alle nostre preoccupazioni.

ITF e ICS hanno lavorato a stretto contatto per presentare ai governi  soluzioni pragmatiche su cui lavorare e siamo pronti a sostenere il G20, le istituzioni delle Nazioni Unite e, soprattutto, i nostri marittimi.

I marittimi sono gli eroi non celebrati del commercio globale, ma le attuali restrizioni messe in atto per rispondere alla pandemia di COVID-19 non sono sostenibili. ”

Stephen Cotton, segretario generale della Federazione internazionale dei lavoratori dei trasporti ha dichiarato:

“L’industria marittima chiede ai governi di mostrare rispetto per i marittimi e di coordinare una strategia globale con le principali parti interessate, comprese le principali compagnie aeree, per allentare le restrizioni e facilitare i cambi degli equipaggi delle navi. ITF e ICS nutrono serie preoccupazioni per migliaia di marittimi il cui compito a bordo è terminato ma sono costretti a rimanere in mare per altri mesi a causa delle attuali restrizioni nazionali sui viaggi.

L’attuale situazione di stallo non solo minaccia la salute e il benessere dei marittimi, ma aumenta anche il rischio di incidenti marittimi e mette a rischio le catene di approvvigionamento globali che sono parte integrante della risposta e del superamento di questa pandemia.

Chiediamo un’azione globale immediata e coordinata per riprendere in sicurezza i cambiamenti dell’equipaggio e il rimpatrio dei marittimi in modo da proteggere la salute e la sicurezza e, in definitiva, la vita dei marittimi.”

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ICS AND ITF CALL ON G20 TO SUPPORT THE “UNSUNG HEROES OF GLOBAL TRADE”

COVID-19 RESTRICTIONS ARE STORING UP TROUBLE FOR SEAFARERS AND GLOBAL SUPPLY CHAINS


LONDON – The International Chamber of Shipping (ICS) and the International Transport Workers’ Federation (ITF) have issued a joint call on behalf of seafarers to governments to facilitate the essential movement of seafarers and marine personnel.

The letter from the shipowners’ organisation and seafarers’ union to governments follows up on their dialogue with the G20, and the positive outcomes built on in the G20 Trade and Investment Ministers virtual meeting which took place on Monday, 30 March.
Guy Platten, Secretary General of the International Chamber of Shipping said:

“The issue of crew changes has the potential to become a massive problem for the global economy if governments do not address our concerns. ITF and ICS have worked closely to come forward with pragmatic solutions for governments to work on and we stand ready to support the G20, the UN institutions and most importantly our seafarers. Seafarers are the unsung heroes of global trade but the current restrictions being put in place to respond to the COVID-19 pandemic are not sustainable.”

Stephen Cotton, General Secretary, International Transport Workers’ Federation said:
“The maritime industry is calling on governments to show respect for seafarers and coordinate a global strategy with key stakeholders, including major airlines, to ease restrictions and facilitate the changeover of ships’ crews. ITF and ICS have grave concern for thousands of seafarers whose duty on board has ended but are forced to remain at sea for additional months due to current national travel restrictions. The current deadlock not only threatens seafarers’ personal health and wellbeing, but also increases the risk of marine accidents and jeopardises the global supply chains that are integral to responding to, and eventually overcoming, this pandemic. We call for immediate and co-ordinated global action to safely resume crew changes and the repatriation of seafarers in a manner that protects the health and safety, and ultimately the lives of seafarers.”

The full letter to G20 leaders and ministers can be downloaded from www.ics-shipping.org

Nuova proroga, di legge, alla call internazionale per il Porto Canale di Cagliari

Slittano ancora i tempi, questa volta per effetto del recente D.l. del 17 marzo scorso, per poter formalizzare la richiesta di concessione ex art. 18 per il porto Canale di Cagliari. Anziché il 15 aprile, così come stabilito dal primo avviso di proroga pubblicato lo scorso 28 febbraio, la nuova scadenza della call internazionale è stata fissata per il 1 giugno alle 12.00.

Una decisione che, oltre essere stata sollecitata in questi giorni da operatori economici interessati, risulta imposta dal recente provvedimento sulle “Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19” che, proprio all’articolo 103, prevede che “ai  fini  del  computo  dei  termini  ordinatori  o  perentori, propedeutici, endoprocedimentali, finali ed esecutivi, relativi  allo svolgimento di procedimenti amministrativi  su  istanza  di  parte  o d’ufficio, pendenti  alla  data  del  23  febbraio  2020  o  iniziati successivamente a tale data, non si tiene conto del periodo  compreso tra la medesima data e  quella  del  15  aprile  2020”.

Così come reso noto nella prima proroga tecnica – che già era stata, a suo tempo, avanzata da alcuni soggetti interessati – restano invariati i criteri stabiliti nell’avviso presentato alla stampa e pubblicato il 5 dicembre scorso sulla Gazzetta della Repubblica Italiana, Europea, sui principali organi di informazione nazionali e stranieri e sul sito istituzionale dell’Ente. A partire dall’oggetto della concessione: 1.600 metri lineari di banchina, con possibilità di allungamento così come previsto all’interno del Piano regolatore, 16 metri di fondale e quasi 400 mila quadri di piazzale, sul quale sono presenti 6 cabine elettriche, 3 fabbricati destinati ad uffici, mensa, spogliatoi, depositi attrezzature, nonché un Punto di Ispezione Frontaliero (ai quali si aggiunge la possibilità di locale o acquistare dal Consorzio Industriale Provinciale di Cagliari il relativo parco gru e mezzi per la movimentazione).

Immutati anche i punti cardine del “pacchetto insediativo” (collegamento alla Zona Economica Speciale di oltre 1.600 ettari; Zona Franca Doganale interclusa, vicinanza al servizio di bunkeraggio navale operato dalla Saras; riproposizione di un Contratto di Localizzazione per il sostegno degli investimenti per l’acquisto di nuove attrezzature), i criteri di valutazione che terranno conto della vision dell’Ente sul futuro del Porto Canale, la durata del titolo concessorio e l’importo annuale del canone, la cui parte variabile potrà essere soggetta a riduzione in dipendenza dei volumi di traffico che il nuovo terminalista registrerà. Una volta presentata, la domanda di concessione ex. Art 18 della Legge 84/94 sarà pubblicata per 60 giorni. Entro tale termine, anche altri soggetti interessati potranno presentare delle istanze in concorrenza o eventuali osservazioni ed opposizioni alla stessa.

“Ancora una volta dobbiamo, purtroppo, rivedere i termini della sollecitazione di mercato ed allungare l’attesa per la definizione della procedura – spiega Massimo Deiana, Presidente dell’AdSP del Mare di Sardegna – Rispetto alla prima proroga, legata esclusivamente a richieste di integrazione documentale da parte di alcuni soggetti interessati, questa volta è anche la norma emergenziale a dettare le nuove tempistiche. Una situazione senza precedenti che ci impone un ulteriore slittamento della scadenza per la presentazione delle proposte dalle quali, ci auguriamo, possa nascere una delle più importanti partite di rilancio economico e sociale che il Paese chiede al comparto portuale”.

Scarica qui l’avviso

MIT: AdSP volano di sviluppo per l’uscita dall’emergenza Covid 19

Roma. Doveva essere l’anno dell’IMO 2020 per le norme internazionali sulla riduzione delle emissioni di gas serra in atmosfera prodotte dal trasporto marittimo. Invece in questo primo trimestre 2020 si combatte contro un nemico invisibile, il Covid -19. Emergenza che sta mettendo in crisi l’intero settore dello shipping internazionale. L’epidemia di coronavirus ha interessato tutti i segmenti della catena logistica del settore navale riducendo le prospettive di crescita per quest’anno 2020 e sta influenzando anche lo sviluppo della flotta. Sicuramente, nel working e thinking dello shipping si è passati dal regolamento sullo zolfo dell’IMO 2020 come argomento focus dell’anno all’emergenza sanitaria da covid-19 che si è trasformata in emergenza economica/sociale.

Le domande di trasporto marittimo, anche se si sono salvaguardate alcune tipologie di merci, si sono indebolite e l’incertezza si è estesa su tutta la filiera. Anche le attività delle costruzioni navali e di demolizione ora sono limitate dalle restrizioni sanitarie in tutto il mondo e ritardi nella consegna di nuove navi. L’impatto del coronavirus sull’industria navale significa che molte società armatoriali potrebbero ora demolire le loro navi. Questa situazione si sta riflettendo anche negli sviluppi della flotta per tutto il primo semestre 2020; e se poi ci mettiamo l’incertezza sulle future normative ambientali, un armatore ci penserà due volte prima di ordinare nuove costruzioni di navi senza un valido “aiuto di stato” a scapito di quello che pensa l’intellighenzia finanziaria europea sulla tassazione dei porti.

In questo periodo particolare, pensiamo che le varie Autorità dei Sistemi Portuali italiani possano essere importanti per cogliere tutte le possibilità degli aiuti ministeriali messi in campo per pianificare una ripresa delle attività marittime/portuali e logistiche. L’altro giorno si tenuto il secondo incontro con il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, durante il quale i presidenti di AdSP hanno formulato un piano strategico sulle misure di carattere economico ed organizzativo per contenere le ricadute negative e per la ripartenza dell’economia del mare.

La strategia dei presidenti delle AdSP si sviluppa su cinque punti: 1- estensione della normativa derogatoria sui canoni a tutte le concessioni disciplinate dal Codice della Navigazione; 2- l’azzeramento dei canoni demaniali dal 1° marzo sino al 31 agosto2020, compatibilmente con le disponibilità di bilancio, e rateizzazione dei canoni per i mesi seguenti fino al 31 dicembre 2020 per sostenere le aziende; 3- sterilizzazione degli effetti negativi dell’emergenza sanitaria sulla durata delle concessioni, con possibile estensione di un anno delle concessioni relative ai terminal passeggeri, crociere e ai cantieri navali; 4- interventi di sostegno finanziario alle compagnie portuali per superare la crisi e garantire la continuità delle operazioni portuali; 5- deroga alla destinazione d’uso delle aree portuali ai fini del decongestionamento, favorendo l’utilizzo più intenso del demanio pubblico e quindi maggiore creazione di valore.

Lo stesso Ministero si è fatto carico di inserire, nel “decreto Liquidità”, illustrato ieri alla stampa dal Presidente Conte, altre agevolazioni. Tale decreto sbloccherà garanzie pubbliche, fino a un importo massimo di 2,6 miliardi, in favore di Fincantieri, tramite il sistema export- CREDIT di SACE – Cassa Depositi e Prestiti, relative a dodici navi da crociera da costruire. Si tratta di quattro navi da crociera MSC Cruises; l’installazione di scrubber sulla nave Msc Magnifica; una nave della Carnival; quattro navi della Viking Cruises; tre navi della Norwegian Cruise Line Holdings (queste ultime a rischio di perdere la commessa).

In più sul portale Trasparenza del Ministero – Direzione generale per lo sviluppo del territorio, la programmazione e i progetti internazionali PON in materia d’infrastrutture e trasporti – è stato pubblicato l’Avviso di manifestazione d’interesse per la formulazione di proposte progettuali nell’ambito dell’asse B “ Recupero Water Front”. Gli interventi progettuali riguardano la Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. Possono presentare i progetti le pubbliche amministrazioni individuate dal D.lgs. 30marzo 2001, n. 165 art. 1 comma 2. Le linee d’azione riguardano interventi di ampliamento e riqualificazione degli approdi e moli; restyling del terminal crociere dei porti delle regioni meno sviluppate; interventi di sistemazione e di riqualificazione funzionale e urbanistica delle aree portuali; interventi di miglioramento della connessione materiale tra i centri urbani e le aree portuali.

In particolare per la Puglia sarà data priorità  ad interventi coerenti con gli indirizzi strategici del Piano Regionale dei Trasporti e relativo Piano Attuativo, e/o del Documento Strategico dell’Area Logistica Integrata di Puglia e Basilicata e/o del Piano regionale delle Merci e della Logistica; interventi previsti da Piani Urbani di Mobilità Sostenibile (PUMS) adottati dopo l’approvazione delle Linee Guida regionali per la redazione dei PUMS (DGR n.193 del 20.02.2018 modificata con DGR n. 1645 del 20.09.2018). I tempi per la presentazione dei relativi progetti sono molto ristretti. E il Comune di Brindisi non dovrebbe perdere  altro tempo per coordinare la progettualità con l’AdSPMAM.

Abele Carruezzo

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AdSP del Mar Ionio-Avviata campagna social: #ilPortoacasa

L’AdSP del Mar Ionio ha lanciato la campagna social #ilportoacasa con lo scopo di aprire virtualmente il porto alla cittadinanza, in un momento critico dovuto all’emergenza sanitaria e caratterizzato dall’implementazione di misure di contrasto del contagio da Covid-19.

Attraverso la pubblicazione di una foto (di repertorio) al giorno sui social media alle ore 10.00, corredata da un breve approfondimento, gli utenti hanno la possibilità di conoscere i dettagli della realtà portuale normalmente sconosciuti ai non addetti ai lavori – operazioni portuali, cantieri, dotazioni infrastrutturali. Inoltre ogni mercoledì viene pubblicato un post arricchito da un excursus su una tematica specifica legata al porto.

La diffusione della cultura marittima portuale continua a essere uno degli obbiettivi principali nella strategia dell’Ente di realizzare una coesione sempre più stretta tra porto e città, anche attraverso la sperimentazione di nuove modalità focalizzate sullo sviluppo di una comunità digitale.

Gli hashtag della campagna sono #ilportoacasa #andràtuttobene #portoditaranto #taranto

COVID-19: EMERGENZA del Trasporto Marittimo Lacuale e Fluviale

Rapallo-L’Associazione Italiana Armatori Trasporto Passeggeri lancia un “mayday” alle istituzioni per la salvaguardia delle attività di categoria. Il momento di difficoltà che vive tutto il paese a causa della pandemia da Coronavirus rischia di travolgere l’intero settore, fortemente dipendente dall’andamento di una stagione turistica che appare già ampiamente compromessa.

Con una flotta di oltre 1.450 unità, più di 13.500 lavoratori tra marittimi e personale di terra, il cluster trasporta annualmente circa 38milioni di passeggeri per un fatturato di 342 milioni di euro. Numeri di tutto rispetto che gravitano attorno al trasporto di passeggeri in linea e non, alle escursioni turistiche tra le più rinomate località italiane, ai servizi di navigazione in acque interne. Un microcosmo fortemente specializzato che manifesta la propria preoccupazione soprattutto per i lavoratori annuali e stagionali che rischiano da una parte di non poter lavorare, dall’altra di non poter usufruire dei sostegni economici perché non rientranti nelle categorie identificate dai Decreti emessi dal Governo dall’inizio dell’emergenza ad oggi.

“Ci sentiamo abbandonati dai provvedimenti Cura Italia che il governo italiano ha decretato nei giorni scorsi,” sottolinea il presidente di AIATP, Salvatore Gambardella. “Le misure prese finore non tengono minimamente conto del blocco del turismo a livello nazionale e internazionale che rappresenta la principale fonte di reddito delle nostre aziende. La nostra attività è prettamente stagionale, svolgendosi da aprile ad ottobre, e non possiamo aspettare la prossima stagione per riprendere la piena operatività”. “Noi trasportiamo passeggeri – continua Gambardella – ma rappresentiamo quel valore aggiunto e un ramo del sistema turistico nazionale che non può essere dimenticato o ignorato. Noi navighiamo per consentire ai turisti di ammirare e di raggiungere via mare i luoghi più suggestivi e incantevoli che il nostro Paese ci ha messo a disposizione e lo facciamo con professionalità, con notevoli sforzi, ma ora abbiamo bisogno di quell’aiuto da parte delle istituzioni senza le quali rischiamo di fallire”.

Oltre alle misure urgenti che si stanno adottando in questo periodo AIATP chiede, in particolare, anche un piano di rilancio degli investimenti che permetta al settore di superare il periodo di emergenza per affrontare nella maniera più adeguata la prossima stagione. “Sicuramente il 2020 si può considerare già archiviato. Proprio in virtù di questo occorre ribadire che le aziende non potranno far fronte agli obblighi contributivi e fiscali per evidente mancanza di fondi”.

Preoccupa, soprattutto, il destino dei lavoratori stagionali sia  marittimi sia di terra. “Ad oggi – denuncia il presidente dell’associazione – non possono beneficiare del bonus di 600 euro previsto dall’art. 29 del decreto 17 Marzo 2020 e della circolare INPS n° 49 del 31 Marzo 2020 poichè il trasporto passeggeri è inserito in un ramo del comparto industriale e non in quello turistico. Chiediamo concreti aiuti anche per la nostra categoria e le nostre famiglie, come già fatto per le altre realtà legate al turismo e alle compagnie aeree private”.

POSTICIPATA L’EDIZIONE 2020 DI SEAFUTURE

La Spezia– In considerazione dell’evoluzione legata all’emergenza sanitaria in corso e dei provvedimenti adottati a livello nazionale e internazionale per limitare la diffusione del virus COVID-19, Italian Blue Growth S.r.l., società organizzatrice di Seafuture, ha scelto di posticipare l’edizione 2020 prevista presso la base militare della Spezia dal 23 al 27 giugno prossimi. La nuova data della rassegna dedicata all’economia del mare e alle innovazioni in ambito marittimo-navale civile e militare sarà comunicata appena possibile.

La decisione è frutto di un’attenta analisi della situazione sia dal punto dell’evoluzione della pandemia, che dal punto di vista economico e normativo e nasce da un profondo senso di responsabilità, nella convinzione che per superare questa difficile prova lo sforzo di ciascuno sia fondamentale per ritornare quanto prima ad una ritrovata normalità.

“Crediamo che posticipare la rassegna sia la soluzione più giusta per supportare l’impegno di tutti coloro che stanno affrontando in prima linea la pandemia causata dal Coronavirus – ha detto Cristiana Pagni, Presidente di Italian Blue Growth Srl – Oggi l’Europa e il mondo intero, le Istituzioni e le imprese devono concentrarsi per vincere una sfida ancora più grande e raccogliere le energie per affrontare il domani con ancora più determinazione. Stiamo monitorando costantemente la situazione così da poter riprogrammare la nuova edizione di Seafuture, affinchè si possa svolgere garantendo le condizioni di massima sicurezza per tutti i partecipanti, nella certezza che Seafuture potrà rappresentare un’occasione di rinnovata fiducia e un segnale di ripartenza per il nostro Paese.

Il team organizzatore non si ferma e continuerà a lavorare per preparare il miglior Seafuture possibile. Una manifestazione che rappresenta un’occasione unica di incontro tra industria, ricerca e istituzioni per favorire lo sviluppo e la competitività del sistema paese nel campo della Blue Economy e della difesa, grazie alla partecipazione delle numerose aziende eccellenti, su cui sempre contiamo, e al supporto di tutti i nostri partner.”

La AdSP del mare di Sardegna ai primi posti nella classifica della portualità nazionale

Prima per numero di passeggeri su traghetto, seconda per movimentazione di rinfuse liquide, terza per tonnellate globali di merce. Per il terzo anno consecutivo, nonostante la contrazione del traffico container, l’AdSP del Mare di Sardegna conferma il suo ruolo chiave nel panorama della portualità nazionale.

È, in sintesi, quanto emerge dal Bollettino statistico redatto dall’Associazione dei porti italiani (Assoporti) relativo al 2019. Un focus dettagliato sul sistema portuale del Paese nell’anno appena concluso, che mette in chiaro i numeri generati dalle 16 Autorità di Sistema, per un totale di circa 50 porti amministrati. In questo scenario,  l’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna conferma la leadership nazionale nel trasporto passeggeri su traghetto (lungo raggio) con 4.991.759 unità, alle quali si aggiungono altri 845 mila di Portovesme e 284 mila circa di Santa Teresa; passeggeri, questi, che rientrano nella categoria del “corto raggio”.

Secondo posto, invece, con 27.873.750 tonnellate, nel settore delle rinfuse liquide (preceduti da Trieste e Monfalcone) e al quarto per tonnellaggio di merci varie trasportate su gommate (10.922.066); classifica, questa, dominata dal sistema portuale di Livorno, Piombino e Portoferraio con quasi 22 milioni di tonnellate. Terza posizione, con 46.250.438 tonnellate, per il totale delle merci movimentate (somma di rinfuse liquide, solide, contenitori, varie e su gommato). Classifica nella quale l’AdSP sarda è preceduta da quella del Mare Adriatico Orientale (Trieste e Monfalcone), con poco più di 66 milioni di tonnellate e, al primo posto, da quella del Mar Ligure Occidentale (Genova e Savona – Vado), con oltre 67 milioni.

Ottavo posto, invece, sullo scenario nazionale dell’industria crocieristica, con oltre 457 mila unità in transito. Negativo, invece, il risultato dei container movimentati che, con l’interruzione del traffico a partire dalla scorsa primavera, ha portato il Porto Canale di Cagliari al decimo posto, rispetto all’ottavo dei due anni precedenti. Situazione che, comunque, non ha inficiato l’andamento generale del sistema Sardegna. “Il bollettino statistico di Assoporti per l’anno 2019 è sicuramente la fotografia più chiara del panorama dei trasporti marittimi del nostro Paese – spiega Massimo Deiana, Presidente dell’AdSP del Mare di Sardegna -. Un focus che, ancora una volta, ha messo in luce l’enorme potenzialità dei nostri porti nel sistema nazionale ed il ruolo strategico che l’AdSP sarda gioca in termini di valore aggiungo nell’economia isolana.

Dati positivi che, nonostante la crisi del comparto container, rendono il sistema dei porti sardo altamente competitivo”. Numeri che, per il 2020, difficilmente saranno riproponibili. “I dati del bollettino di Assoporti – continua Deiana – rappresentano una ventata di ottimismo in un momento così difficile, quale quello dettato dall’emergenza sanitaria globale, che ci sta mettendo di fronte ad un taglio del 100 per cento sul traffico crocieristico, di oltre il 90 per cento su quello passeggeri e ad una crisi industriale, senza precedenti, per alcune importanti realtà armatoriali.

Le performance 2019 devono spingerci a guardare avanti con fiducia, ribandendo il ruolo fondamentale che i porti giocano nel panorama economico e sociale italiano. E’ in momenti come questi che bisogna pianificare la ripartenza, ripensando l’intero impianto, soprattutto rimuovendo quegli inutili vincoli che ostacolano l’improrogabile rilancio della portualità nazionale, attraverso la realizzazione di piani di investimento per opere strategiche, innovazione tecnologica e digitalizzazione dei processi e delle operazioni portuali. Solo così potremmo rispondere efficacemente ad una nuova e più difficile realtà totalmente che non ammetterà più le lentezze di una burocrazia elefantiaca”.

De Micheli e Presidenti Autorità Portuali al lavoro su misure di contenimento e ripresa attività

Individuazione di misure di carattere economico ed organizzativo

MIT- Prosegue il dialogo fortemente voluto dal ministro delle Infrastrutture e Trasporti con i presidenti delle Autorità di Sistema Portuale per l’individuazione di misure di carattere economico ed organizzativo volte al contenimento delle ricadute negative e alla rapida ripartenza dell’economia del mare.

In particolare, sul tavolo di oggi, il tema degli interventi di sostegno finanziario e di rilancio dei Porti e delle imprese che operano nei porti. A questo proposito, su proposta del Ministro, si è scelto di procedere con l’istituzione di un gruppo di lavoro congiunto – Mit e Autorità di Sistema Portuale – per il rapido utilizzo di risorse già disponibili, ma non ancora nelle condizioni di essere spese. Al più presto tali risorse devono essere rese accessibili grazie a norme semplificate per la realizzazione delle infrastrutture, finalizzate al progetto di rilancio del sistema economico del mare.

Infine, la questione più volte affrontata dal ministro De Micheli delle navi da crociera battenti bandiera italiana tuttora in navigazione e la necessità di finalizzare, quanto prima, il piano, per i prossimi approdi sicuri nei nostri porti. Attracchi che dovranno avvenire senza sovraccaricare in alcun modo la capacità recettiva dei sistemi sanitari regionali già fortemente stressata. Quindi un piano ispirato alla solidarietà ed alla sostenibilità sanitaria.

Costa Mediterranea naviga verso Napoli

La nave da crociera, Costa Mediterranea, dopo un lungo navigare di moto vario nelle acque maltesi/siciliane, ha lasciato il Canale di Sicilia, ieri sera verso le ore 23.30 ora locale, dirigendo la prua verso il porto di Napoli. Non poteva essere diversamente! Napoli che per secoli è stata (e lo è ancora) la patria della Navigazione e delle Costruzioni Navali, non poteva rifiutarsi di accogliere una nave, battente bandiera italiana, nelle acque del suo porto. La paura del governatore della Campania, De Luca, per evitare ulteriori focolai, è venuta meno, ponendo delle condizioni  all’attracco della nave della Costa Crociere nel porto di Napoli.

Sbarcheranno per il momento solo persone di nazionalità italiana, in attesa di accordi bilaterali con i Paesi di origine degli altri ospiti per il rimpatrio. L’arrivo nel porto di Napoli è previsto per domani 07.04.2020 intorno alle 08.00 oa locale. Ricordiamo il dibattito in corso sull’apertura dei porti in emergenza Covid-19.  Le Autorità Marittime (Capitanerie di Porto per garantire la safety della navigazione) e le AdSP (per realizzare le funzioni e l’operosità necessarie dei porti) agendo di comune accordo devono garantire l’attracco alle navi.

Speriamo che non si ripeta più quello visto per Savona, Civitavecchia, dove sindaci e altre autorità locali si sono espressi per la chiusura dei porti: non compete loro vietare l’attracco a navi battenti bandiera italiana. Ancora una volta Brindisi – porta d’oriente- è stata di esempio nell’accoglienza delle navi Costa Fortuna (ieri) e della Costa Victoria attesa per l’8 aprile prossimo;  Brindisi esprime di fatto quel tanto parlato e non svolto binomio città-porto.

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IL NAUTILUS Anno 15 N°1

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato al sistema per ormeggio "briccole", e un focus sullo sviluppo metropolitano della città di Bari e delle sue infrastrutture portuali. Il Parlamento Europeo approva "L'European Green Deal" e poi un approfondimento sul lavoro nei porti ed uno sul valore delle merci.
poseidone danese

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