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Porto di Brindisi: Eni chiede aree per la piattaforma petrolifera

Per la gestione e il deposito del materiale relativo alla piattaforma petrolifera Fpso Firenze, gestita dall’Eni, la società ha chiesto la concessione all’Autorità portuale di 2mila metri quadrati in località Costa Morena.

L’Authority, come prescrive la legge, ha pubblicato in Albo la richiesta per consentire la presentazioni di eventuali eccezioni o quella di domande simili alla richiesta presentata dalla società Bis Srl di Giuseppe Giurgola.

L’area, che si trova in quella destinata anche all’attracco dei traghetti, sarà utilizzata da Eni per predisporre le operazioni necessarie all’installazione della piattaforma petrolifera che la società dovrà gestire nei pressi del pozzo Aquila.

Nei prossimi venti giorni i cittadini, ma anche imprenditori interessati ad ottenere la stessa area, potranno presentare osservazioni alla richiesta. Trascorsi i giorni stabiliti, l’Autorità portuale assegnerà ad Eni lo spazio che servirà anche come deposito di materiale. Per l’assistenza e il rifornimento alla piattaforma petrolifera sono infatti necessari ampi piazzali soprattutto per ospitare i mezzi di supporto.

Francesca Cuomo

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Capitano danese in balia delle onde zigzagando fra le isole

L’Hav Danica, una nave da carico lunga 83 metri, in navigazione dalla Svezia per Luebeck, in Germania, la scorsa settimana, è stata avvistata alla deriva nello stretto Gran Belt in Danimarca.

La Guardia Costiera  danese, non potendo comunicare con la nave, ha disposto l’invio di un elicottero della marina per intercettarla; il marine sbarcato sulla nave trova il capitano, russo, ubriaco ed addormentato al timone. I  marines, dopo aver preso il controllo della nave, hanno trasportato il capitano alla stazione di polizia Roskilde.

L’esame del sangue, preso otto ore dopo l’arresto, ha evidenziato 2,18 grammi di alcol per litro. Il capitano Holbaek, per aver infranto il diritto marittimo è sotto sorveglianza in carcere e  sarà processato il 13 marzo prossimo.

La considerazione da fare è che l’Automatic Identification System (AIS) e Vessel Traffic System danesi funzionano; questo ha permesso di osservare la nave che se ne stava zigzagando nel Mar Baltico fra le numerose isole e di evitare eventuali disastri.

Abele Carruezzo
Foto: Klaus Brandyk – marinetraffic.com

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Comarit/Comanav: compagnia del Marocco a rischio default

La compagnia di traghetti Comarit/Comanav, a seguito della drastica riduzione di finanziamenti da parte del Marocco, ha bloccato le quattro navi che collegano la Spagna e Francia con il Marocco. In tutto sono 11 le navi bloccate in Spagna,in Francia ed in Marocco.

Così, nel porto di Algeciras, oltre 100 marittimi marocchini, imbarcati sulle quattro navi della Comarit/Comanav, si trovano ad affrontare problemi di carenze alimentari, necessari per vivere; scarsità di carburante e senza soldi.

L’ITF (International Transport Workers ‘Federation), in collaborazione con l’Union Marocaine du Travail (UMT), sta cercando di aiutare i quattro equipaggi bloccati in Algeciras, e che si trovano al limite delle loro possibilità come da una nota dell’Apostolatus Maris.

Durante le ispezioni operate sulle quattro navi, (Ibn Battuta, Al Mansour, El Boughaz e Banasa, tutte battenti bandiera marocchina) i marinai lamentano la paga di cinque mesi, poiché si stanno creando problemi seri per le loro famiglie; il sindacato ha ottenuto un minimo di carburante ed acqua per esigenze di bordo dell’equipaggio per altri cinque giorni.

L’ITF e UMT si appellano alla Compagnia per saldare tutto il dovuto a tutti i suoi equipaggi, e per tramite l’Autorità Marittima il Governo marocchino e il Ministero dei Trasporti ad intervenire per assicurare la risoluzione di tutti gli obblighi economici.

Abele Carruezzo

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David Cameron apre la conferenza sulla Somalia

La Somalia, un paese con 3.300 km. di costa non protetti, sta subendo la massiccia presenza di pescherecci europei ed asiatici  che con tecnologie industriali  stanno saccheggiando le ricche risorse ittiche della regione; flotte pescherecce, vere e proprie navi-officina.

Non potendo pescare in Mediterraneo per over-sforzo di pesca, stanno dominando una delle zone di pesca più ricche rimaste al mondo. Questo è quanto si legge nel Report pubblicato ieri dal Global Policy Forum; il rapporto, scritto da Suzanne Dershowitz e James Paul, anticipa la conferenza internazionale sulla Somalia che si terrà domani 23 febbraio a Londra.

Con parole chiare i pescherecci stranieri vengono definiti “criminali” perché praticano una pesca illegale e non regolamentata. La conferenza sarà ospitata favorevolmente dal Primo Ministro britannico David Cameron, nonostante i vari insuccessi della politica internazionale verso la Somalia operati dall’Unione Africana e dalle Nazioni Unite.

Saranno presenti 40 governi di Stato insieme ai rappresentanti delle nazioni Unite, l’Unione Africana, l’Unione Europea, la banca Mondiale, l’Inter-Governamental Authority per lo sviluppo, l’Organizzazione della Conferenza Islamica e la Lega degli Stati Arabi. La Gran Bretagna ha inoltre invitato i rappresentanti delle Istituzioni federali transitorie della Somalia, così come i presidenti di Somaliland, Puntland, Galmudug e Ahlu Sunnah wal Jamaah.

La situazione è complessa dopo circa 20 anni di “non democrazia” e negazioni dei diritti umani; è giunto il momento di rendere alla Somalia una aspettativa civile verso l’autodeterminazione del proprio popolo per cui è necessario un “cambiamento” radicale da parte della politica internazionale e soprattutto da parte dei leader politici della Somalia stessa. Il rapporto sottolinea la connessione tra le battaglie al largo delle coste somale con le crisi on-shore del Paese sotto la presenza continua di forze armate straniere.

Oggi sono diversi interessi che muovono una certa presenza di forze straniere a prevalere sulla Somalia: riserve minerarie di ferro, stagno, uranio, rame ed altri metalli; depositi di gas naturale e circa 5-10 miliardi di barili di riserve di petrolio greggio (al valore di circa 500 milioni di dollari); materie prime che portano gli USA, aziende australiane, canadesi e cinesi ad interessarsi alla Somalia e non certo per aiutare queste popolazioni.

Dopo anni di impiego delle flotte navali di alcune delle maggiori potenze, e nonostante i loro sofisticati sistemi elettronici di sorveglianza aerea, non sono riusciti a debellare il fenomeno “pirateria”; anzi in quest’ultimi anni sono aumentati gli attacchi a navi mercantili; e comunque negativa è stata la loro azione anche nei confronti della pesca illegale e i cosiddetti dumping tossici.

Anzi, nel report si legge che la pesca illegale e il dumping tossico provocano la pirateria al punto che ha portato alcune famiglie somale ad approvare la pirateria come una forma legittima di difesa nazionale. Tutti si aspettano, da questa conferenza internazionale, una migliore risposta alla crisi della Somalia, soprattutto fermare l’escalation della violenza in atto in quella regione. Basta studiare il fenomeno con approcci “olistici”; oggi occorre fare ha garantito David Cameron, non più descrizione del fenomeno.

Abele Carruezzo

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Porto di Taranto: si prepara l’Accordo per lo sviluppo

Dopo l’emanazione, la scorsa settimana,  del decreto di nomina del Commissario Straordinario per le urgenti attività volte all’adeguamento infrastrutturale del Porto di Taranto, nella persona del Presidente dell’Autorità Portuale Prof. Avv. Sergio Prete, in corso di registrazione, oggi vi è stato l’incontro convocato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per lo sviluppo delle economie territoriali, avente per oggetto la definizione del testo del protocollo d’intesa denominato “Accordo per lo sviluppo dei traffici containerizzati nel Porto di Taranto e il superamento dello stato d’emergenza socio economico ambientale”.

Al predetto incontro erano presenti, oltre agli alti rappresentanti della Presidenza, l’Autorità Portuale, il Comune, la Provincia di Taranto, la Regione Puglia, rappresentanti del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, del Ministero dell’Ambiente, del Ministero del Lavoro, della Evergreen Marine Corporation, della Taranto Container Terminal spa.

Ciascuna delle parti presenti ha apportato il proprio contributo e sono state recepite le integrazioni proposte da alcuni soggetti di parte pubblica. Ulteriori integrazioni al testo dell’accordo perverranno al Presidente dell’Autorità Portuale entro i primi giorni della prossima settimana.

Le parti si sono espresse, ciascuna per quanto di propria competenza, fornendo garanzie circa gli impegni così come delineati nell’accordo e assicurando la sussistenza dei fondi per le opere ivi previste.

Nel merito, al fine di definire il testo dell’accordo, le Parti restano in attesa dell’esito dell’incontro tra le OO.SS. e i vertici della Taranto Container Terminal SpA, fissato per il 24 pv, presso la Direzione Provinciale del Lavoro di Taranto, in relazione alla trasformazione della procedura di mobilità a carico di 160 dipendenti della società in CIGS.

Una volta definito, nella prossima settimana, il testo finale dell’accordo, si potrà procedere a fissare – nel breve – la data per la sottoscrizione definitiva dell’accordo.

IL FANO YACHT FESTIVAL AL VARO DELL’8 EDIZIONE

La passione per il mare, l’emozione di atmosfere esclusive, l’incontro con i protagonisti della nautica e i modelli di ultima generazione: il sogno del Fano Yacht Festival è di nuovo realtà.

Giunto alla sua ottava edizione, il Salone Nautico dell’Adriatico organizzato da AdriaticFestival ritorna dal 10 al 13 maggio nella splendida cornice del Porto Turistico Marina dei Cesari, a Fano.

L’evento, che oggi vanta una tradizione di successi, si conferma nel suo settore uno dei principali appuntamenti dell’Adriatico, e in grado di attrarre un pubblico sempre più ampio: operatori qualificati e professionisti, imprenditori e istituzioni, ma soprattutto turisti e visitatori da ogni parte d’Italia e d’Europa.
Un successo di pubblico che si preannuncia in crescita in questa nuova edizione del FYF, oggi polo d’attrazione per i visitatori nazionali e internazionali che gravitano nelle Marche, e una delle più prestigiose componenti dell’offerta turistica nella regione.

Grazie al giusto mix di iniziative, che uniscono con eleganza l’esposizione all’intrattenimento, il Salone è diventato un vero e proprio Festival della Nautica dove vivere tutto il fascino del blu.
Le meraviglie del panorama naturale qui infatti si arricchiscono di storia e si fondono con la tradizione, quella dell’antichissima marineria legata alla città di Fano. Visitare il Fano Yacht Festival diventa un’occasione per scoprire le mille suggestioni di un territorio, oltre che per sorprendersi passeggiando fra le novità esposte in un litorale d’eccezione.

Musica, artisti, degustazioni locali, appuntamenti sportivi, convegni tematici e presentazioni si alterneranno in un ricco calendario di iniziative collaterali, con il coinvolgimento dell’editoria specializzata e dei network radio-televisivi nazionali, per un emozionante weekend nel segno del tridente.

Fra le novità dell’anno si rafforzano, ampliandosi, alcune aree tematiche inaugurate nelle ultime edizioni, frutto di un costante aggiornamento alle tendenze internazionali del mercato: punta di diamante, il mondo della Blue Economy e della sostenibilità etico-ambientale, e poi ancora imbarcazioni a vela, nautica da pesca, sia sportiva che commerciale, e infine il connubio con design, moda e high tech nel campo dell’accessoristica.
La responsabilità sociale ed ecologica della nuova nautica si traduce in mezzi a basso impatto ambientale realizzati con processi produttivi e tecnologici avanzati che introducono, fra le tante innovazioni, materiali più leggeri, motori a propulsione ibrida e con carburanti ecologici, dispositivi e sistemi per consentire una totale accessibilità anche alle persone diversamente abili.

L’edizione 2012 rinnova ancora una volta l’ormai storica partecipazione dei maggiori brand della nautica da diporto: Azimut, Atlantis, Benetti, Blu Martin, Cranchi, Pershing, Ranieri, Sessa, Sly e Vismara sono solo alcuni dei marchi che accoglieranno il pubblico business e privato con modelli nuovi ed usati, proposti in esclusiva per il salone a condizioni imperdibili.

Le prove in mare sono uno dei plus che rendono il FYF unico nel suo genere: a differenza di altri saloni nautici, infatti, qui i visitatori possono valutare le performance delle imbarcazioni sperimentandole direttamente in acqua, e diventare da semplici spettatori a reali protagonisti dell’evento.

Il tutto accanto a un’offerta ancora più ricca di spazi e location, tra cui l’AREA VIP nel nuovo J Club, dedicata ad accogliere i numerosi espositori, clienti e giornalisti accreditati del FYF che vogliano concedersi una pausa di relax o approfondire accordi commerciali.
Inaugurato all’interno del noto locale J Lounge che si affaccia sull’affascinante orizzonte del mare, il nuovo spazio è ispirato alle atmosfere raffinate dei classici yacht club e, nel suo nome, rende omaggio ai celebri J class yacht degli anni Trenta, entrati nella storia della nautica come precursori dell’America’s Cup.

Il Fano Yacht Festival è organizzato con il prezioso supporto di Camera di Commercio di Pesaro e Urbino, Comune di Fano, Provincia di Pesaro e Urbino, Regione Marche, CNM – Consorzio Navale Marchigiano, Marina dei Cesari e Fiera delle Marche, che sostengono la manifestazione sin dalla sua nascita, nell’intento di creare un sistema virtuoso che leghi insieme identità del territorio, economia e turismo.

Lo strategico posizionamento centrale sulla dorsale adriatica, l’alta qualità dell’esposizione, la molteplicità delle iniziative in programma e un bagaglio di esperienze racchiuse in una vera e propria cultura del mare: sono queste le carte vincenti di un salone giovane ma che in poco tempo si è affermato come iniziativa di punta, autorevole e prestigiosa nella nautica dell’Adriatico.
La dinamicità e il costante aggiornamento ne sostengono la forza competitiva anche oggi, di fronte ai complessi scenari economici mondiali, che il FYF dimostra di saper affrontare grazie alla sua capacità di guardare al futuro con  spirito innovatore e propositivo.

LA FONDAZIONE CARIGE PER LO YACHT CLUB SANREMO

Sono state molte e importanti le opere di ristrutturazione che, tra il 2010 e 2011, lo Yacht Club Sanremo ha avviato e messo in cantiere.

I lavori hanno permesso di realizzare alcune indispensabili migliorie alla sede, sia da un punto di vista estetico, come il rifacimento della facciata, sia da un punto di vista di sicurezza e funzionalità dello storico edificio, situato nel porto Vecchio di Sanremo.

Tutto questo è stato possibile grazie all’intervento della Fondazione Carige, che ha sostenuto il progetto di riqualificazione dello stabile, appoggiando il piano di interventi che erano divenuti improcrastinabili e che non era possibile effettuare con le sole forze dell’Associazione sportiva.

Per ricordare questo prezioso e indispensabile contributo, lo Yacht Club Sanremo ha affisso una targa all’ingresso della Sede sociale, in onore della prestigiosa Fondazione che da sempre opera a sostegno delle associazioni liguri.

Aperte le iscrizioni alla seconda edizione della JEPSON CUP

L’ Associazione Velica Marineria Ponzese con il supporto del Comune di Ponza e delle Autorità Portuali locali, presenta la seconda Edizione della JEPSON CUP – regata di circolo intitolata a Jepson (Giovanni Verbini), storico velista ponzese che ha attraversato tutti i mari del mondo come marinaio di fiducia dell’armatore Giorgio Falck, i prossimi 2 e 3 giugno 2012.

Obiettivo primario dell’iniziativa è di far ri-conoscere i valori della marineria al grande pubblico.
Dopo i gravissimi incidenti di quest’anno, come la tragedia  della Costa Concordia, due giorni dedicati ai grandi valori della Marineria, dedicati a Jepson il personaggio che ben ha saputo inorgoglire la marineria italiana.

Per 12 volte ha attraversato l’equatore, per ben 3 volte ha compiuto il giro del mondo sopravvivendo anche ad un naufragio, quando, in testa ad una regata a bordo della Guia III in pieno oceano la sua barca venne affondata da un gruppo di orche.
Durante i giorni della regata sarà allestita una mostra con accesso gratuito sulla marineria, con foto storiche e documenti della grande marineria italiana nel mondo.

Come evento di circolo, la regata è accessibile a tutte le categorie, sul modello della storica Barcolana triestina.
Il campo di regata istituito è lo specchio di mare antistante il porto borbonico, compreso tra lo Scoglio Rosso e l’isola di Zannone. Un’area unica per le caratteristiche logistiche e le peculiarità ambientali che la rendono una delle location più suggestive dell’arcipelago pontino e del Parco Nazionale del Circeo.

La partenza è prevista per le ore 12 si sabato 2 giugno.

Info: www.marineriaponzese.it

Volvo Ocean Race: CAMPER prende la testa, Groupama resiste, Team Sanya recupera

Partita la scorsa domenica notte da Sanya, la flotta partecipante alla quarta tappa della Volvo Ocean Race è impegnata nella difficile navigazione attraverso il mar cinese meridionale dove le condizioni del vento sono migliorate ma lo stato del mare resta ancora fastidioso. Molto vicini i due battistrada CAMPER e Groupama 4, i cinesi di Team Sanya risalgono in terza posizione e precedono Abu Dhabi, Telefónica e PUMA quando mancano circa 300 miglia al waypoint dello stretto di Luzon.

E’ CAMPER with Emirates Team New Zealand con lo skipper australiano Chris Nicholson a guidare la flotta nel complesso attraversamento del mar cinese meridionale verso lo stretto di Luzon, dopo aver superato gli avversari di Groupama, che pure rimangono a un’incollatura dallo scafo rosso. Complesso perché, se le condizioni del vento sono migliorate con una brezza di circa 15 nodi di intensità, il moto ondoso è rimasto ancora difficile e fastidioso, con mare incrociato. Inoltre, rispetto alle previsioni, il vento è girato, compromettendo almeno al momento, le scelte fatte da alcuni team.

Come quella dei leader della classifica generale, gli spagnoli di Team Telefónica che si erano tenuti più a nord della flotta, insieme a PUMA, alla ricerca di una brezza di direzione più favorevole in uscita dallo stretto di Taiwan, ma che hanno perso strada una volta virato, a causa di uno scarso del vento. Iker Martínez, skipper di Team Telefónica ha spiegato così la situazione:
”Sono state ore movimentate, il vento è girato molto e abbiamo dovuto virare. Apparentemente non sembrava un segnale cattivo, ma poi abbiamo visto che si trattava di una situazione locale e mentre noi cercavamo di alzarci il più possibile gli altri sottovento navigavano 20 o 30 gradi più orzati. Per questo abbiamo dovuto toglierci da questa zona e rimetterci in linea con i primi tre, però nella loro poppa. Un vero peccato, sembrava la scelta giusta.”

Contrariamente allo scafo azzurro degli spagnoli, la barca che si era tenuta più a sud, Team Sanya guidata da Mike Sanderson si è trovata in una posizione più favorevole, risalendo al terzo posto della graduatoria provvisoria alle spalle di CAMPER e dei francesi di Groupama 4. Come noto, il team cinese dispone di un mezzo della penultima generazione e sulla carta meno veloce, il che costringe lo skipper e soprattutto il navigatore norvegese Aksel Magdahl a un approccio più coraggioso e radicale. Nel suo blog di oggi Sanderson ha spiegato così la scelta: “Ancora una volta, Telefónica a nord e noi a sud, non prendetevela con noi se non funzionerà, loro sono sempre anche mezzo nodo più veloci… Ma questa volta siamo qui perché volevamo essere in questa posizione, forse abbiamo una possibilità tattica. Teniamo le dita incrociate sperando di aver ragione e di prendere un buon salto per riavvicinarci.”

A bordo della barca battistrada il navigatore Will Oxley prevede che lo stato del mare possa migliorare nelle prossime ore, per la felicità di tutti i velisti: “Penso di poter parlare a nome di tutti dicendo che non vediamo l’ora di uscire dal mar cinese meridionale. Fino ad ora abbiamo virato una sola volta e quasi tutte le barche stanno facendo rotta verso nord-est. Non c’è molta scelta in termini tattici per ora, si tratta di uscire da questo tratto di mare. Sono momenti di nervosismo, ma siamo in buona posizione, speriamo che la barca ci dia una mano.”

Dopo aver ceduto la prima piazza agli ispano neozelandesi, i francesi di Groupama 4 restano i più vicini a CAMPER e dimostrano di avere un ottimo passo di bolina. “Dopo la partenza abbiamo avuto un po’ di lasco” ha detto lo skipper Franck Cammas oggi durante un collegamento video “Due ore sopra i venti nodi con mare duro. Poi abbiamo cominciato a navigare di bolina, che non è un’andatura che gradiamo molto, specialmente perché non abbiamo preparato la barca in questo senso. Ma resistiamo. Sapevamo di dover soffrire i primi giorni, speriamo che arrivino delle andature più larghe dopo Taiwan.” Quanto allo stato del mare e ai pericoli presenti in zona Cammas ha detto che: “C’è un’onda ogni 3 secondi e ogni volta si prende un colpo, dovrebbe migliorare però. Siamo più preoccupati delle piattaforme petrolifere, che non sono molto ben indicate sulle carte.”

Essendo stati costretti a inseguire dalla partenza di domenica, con quasi quaranta minuti di ritardo, gli americani di PUMA stanno cercando una soluzione alternativa per riguadagnare terreno, ossia puntare e navigare a nord di Taiwan, con un aggravio di circa 400 miglia, per evitare anche una zona di bonaccia. “Il problema è che per ora non si riesce a capire cosa fare, i sistemi meteo cambiano in fretta e la rotta che pensavamo di tenere, passando vicino alla punta meridionale di Taiwan e l’isola più settentrionale delle Filippine, sembra non essere più fattibile. Non ci sarà più vento su tutta la zona, quando ci arriveremo. E’ pazzesco pensare di dover andare così a nord quando in realtà vogliamo andare a sud.”

Prossimo waypoint per la flotta è il passaggio dello stretto di Luzon, nella parte nord delle Filippine, distante circa 300 miglia dalla posizione attuale delle barche, che dovrebbero poterlo raggiungere nella giornata di giovedì.

Al rilevamento delle ore 14 di oggi quando tutte le barche sono scese sotto la soglia delle 5.000 miglia all’obiettivo, solo 5,70 miglia separano di due battistrada CAMPER e Groupama 4, in terza posizione a poco meno di 12 milgia è risalito Team Sanya, che guida il trio degli inseguitori composto da Abu Dhabi a 13,8 miglia e da Team Telefónica a 17,3 mentre gli americani di PUMA hanno perso ulteriormente terreno e si trovano ora a 46,3 miglia di distanza dai leader. Tutte le barche navigano dagli undici nodi e mezzo ai dodici nodi di velocità con una quindicina di nodi d’aria.

La quarta tappa, da Sanya ad Auckland è lunga oltre 5.200 miglia e assegnerà 30 punti al vincitore, 25 al secondo, 20, 15, 10 e 5 punti per i piazzamenti successivi.

Posizioni al rilevamento delle ore 13 GMT (14 ora italiana) del 21 febbraio 2012:

1. CAMPER with Emirates Team New Zealand, a 4.880,1 miglia da Auckland*
2. Groupama sailing team, +5,7
3. Team Sanya, , +11,6
4. Abu Dhabi Ocean Racing +13,8
5. Team Telefónica, +17,3
6. PUMA Ocean Racing powered by BERG, +46,3
(* 1 miglio = 1,852 km)

Classifica generale Volvo Ocean Race 2011-12:

1. Team Telefónica, 101 punti
2. CAMPER with Emirates Team New Zealand, 83
3. Groupama sailing team, 73
4. PUMA Ocean Racing powered by BERG, 53
5. Abu Dhabi Ocean Racing, 43
6. Team Sanya, 17

Enrica Lexie: i due marò italiani preparano il ricorso

Stamani sono state state presentate due petizioni all’ Alta Corte di Kochi, relative alla vicenda dei maro’ italiani fermati dalle autorita’ indiane, tra cui quella della moglie di una pescatore ucciso che chiede un risarcimento al governo italiano.

I legali nominati dal governo italiano per seguire il caso dei marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, sono freneticamente al lavoro da stamattina per preparare un ricorso presso l’Alta Corte; La delegazione italiana ha trascorso la mattina in albergo a mettere a punto la tesi difensiva poiche’ il 4 Marzo scadrà il fermo di polizia e inizierà il fermo giudiziario.

Mentre si cerca ancora di fare chiarezza attorno ai fatti, da Atene e’ arrivata la smentita alle notizie riportate dalla stampa italiana secondo cui una petroliera greca – la Olympic Flair – sarebbe stata attaccata da pirati e scambiata dalle autorità indiane con la nave italiana Enrica Lexie. Un portavoce della Marina Mercantile ellenica distaccato presso il ministero per la protezione del cittadino ha dichiarato stamani all’ ANSA che nessuna nave mercantile battente bandiera greca è stata attaccata da pirati al largo delle coste meridionali dell’India negli ultimi giorni.

I due militari italiani si trovano intanto nella guesthouse della polizia sull’isola di Wellingdon, dove sorge il porto di Kochi, in stato di arresto. «Non possono avere contatti con l’esterno – spiega all’ANSA il vicecommissario M.Benoy responsabie per la sicurezza. Latorre e Gironi oggi sono apparsi brevemente sulla veranda per poi rientrare immediatamente. Rispetto a ieri davanti al bungalow non c’è più la stampa e anche la polizia ha preferito condurre le indagini in maniera più discreta per evitare il sensazionalismo mediatico di questi giorni.

Per il momento non e’ stata ancora rilasciata alcuna comunicazione ufficiale da parte della compagnia di navigazione Fratelli D’Amato, proprietaria della nave Enrica Lexie, sulla quale erano imbarcati i due marò del Battaglione San Marco accusati dalle autorità indiane di aver ucciso due pescatori indiani, scambiandoli per pirati.

Dalla compagnia fanno trapelare che stanno monitorando costantemente la situazione, nella quale comunque la società ha un ruolo marginale, e che rimane sotto la gestione delle autorita’ italiane. L’unico auspicio della Fratelli D’amato e’ che la nave possa riprendere al più presto la navigazione.

Matteo Bianchi

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IL NAUTILUS Anno 7 N°1

nuovo numeroIn questo numero speciale sul disastro della Costa Concordia all’Isola del Giglio e un lungo e dettagliato focus sul Piano operativo triennale del porto di Brindisi. Gli investimenti della Msc a Gioia Tauro e le implicazioni dei nuovi investimenti nei porti della Turchia, il Terminal Crociere nello scalo brindisino anche alla luce del nuovo sistema portuale pugliese, poi la sottoscrizione dell’Autorità portuale di Trieste per la sostenibilità dello sviluppo delle aree retro portuali, il passaggio ai cinesi di Shing Weichai di Ferretti e l’accordo con Invitalia per il porto di Ravenna.
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