lunedì, Ottobre 18, 2021
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Comitato Wellfare pro nave sequestrata

Navigando fra i porti si trova anche di questo: la motonave “Dila S.” battente bandiera panamense non può lasciare la banchina di porto megarese di Augusta, perché sequestrata. A bordo si trovano 5 turchi e 3 georgiani –equipaggio- che sta reclamando lo stipendio di quattro mesi (circa 64.000 euro) e resistono grazie all’impegno del “Comitato Welfare” del porto di Augusta. La nave si trova sotto sequestro perché l’armatore non ha pagato il costo del bunker effettuato a Malta; situazione che può anche capitare, ma che non può gravare sull’equipaggio: persone che hanno consentito il “navigare” della tua nave ed hanno permesso che tu guadagnassi. La nave è giunta nello scalo megarese lo scorso 11 febbraio, proveniente da Alessandria d’Egitto, diretta a Casablanca, ha un carico di 1500 tonnellate di nitrato di ammoniaca (fertilizzante). Subito dopo l’arrivo, ha effettuato rifornimento di bunker e provviste. Prima della partenza al comandante è stato notificato un sequestro cautelativo da parte di una società maltese per un debito residuo di 36 mila dollari, circa 27 mila euro, per una precedente fornitura di bunker effettuato nell’Isola di Malta. Però grazie alla solidarietà del comitato e quella di altri marittimi, l’equipaggio della “Dila S.” riesce a sopravvivere in attesa che l’armatore sblocchi la situazione. Anche il sindacato internazionale dei marittimi si è interessato del caso, senza risultati ad oggi; l’Apostolato del Mare si sta adoperando per alleviare i disagi di questi marittimi; grazie a questi apostoli, la sera i marittimi lasciano la nave e nella sede della Stella Maris viene offerto loro un posto caldo e possono mettersi in contatto con i propri familiari. I marittimi di Augusta si sono mobilitati per raccogliere cibo e generi di prima necessità e naturalmente, grazie alla collaborazione della Capitaneria di Porto, Corpo Piloti , Gruppo Ormeggiatori e Gruppo Barcaioli. Gli armatori turchi hanno fatto sapere che tutto sarà risolto quanto prima.

Abele Carruezzo
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