(Stretto di Hormuz; foto sat courtesy NASA by IMO)
Un’altra petroliera colpita, mentre continuano gli attacchi; nuove azioni da parte degli USA su Teheran, mentre Londra sanziona navi russe e in Cina le navi aspettano in coda per il bunker
Londra. La nave, mentre era in navigazione nello Stretto di Hormuz – ieri 1° ottobre – è stata colpita da un proiettile procurando un incendio a bordo e confermando la situazione difficile circa la sicurezza marittima per questa rotta strategica per gli approvvigionamenti energetici e non solo.
UKMTO ha dichiarato che l’equipaggio non ha corso nessun pericolo; mentre i danni ambientali non si conoscono e le Autorità stanno indagando.
L’ultima valutazione del Joint Maritime Information Center, pubblicata ieri, giovedì mattina prima dell’Allerta 147-26, ha contato quattro attacchi o interruzioni confermate nello Stretto nelle ultime 96 ore e ha mantenuto il livello di minaccia regionale a “SEVERE”.
Si consiglia alle navi di transitare con cautela e di segnalare attività sospette mentre le Autorità indagano.
Gli USA
L’amministrazione Trump ha ampliato giovedì la sua campagna economica contro l’Iran, prendendo di mira il sistema ferroviario del paese, le principali aziende industriali e una rete bancaria ombra collegata alla Russia che, secondo funzionari statunitensi, ha aiutato Teheran a spostare le entrate petrolifere e altri fondi attorno alle sanzioni internazionali.
Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha annunciato due azioni separate nell’ambito della sua campagna ‘Operation Economic Outcast’, ampliando le sanzioni oltre l’industria petrolifera iraniana, mentre il blocco militare statunitense continua a limitare il commercio marittimo.
Il Tesoro ha intensificato la pressione su una rete finanziaria legata alla Russia che, secondo funzionari statunitensi, è stata utilizzata dall’Iran per spostare denaro, facilitare la vendita di petrolio e finanziare l’acquisto di armi.
Il Regno Unito
Il Regno Unito ha imposto sanzioni su otto navi come parte di un pacchetto più ampio che prende di mira le entrate energetiche russe, la logistica marittima e le persone accusate di sostenere la guerra di Mosca in Ucraina.
Le nuove misure (31) annunciate ieri giovedì includono 23 individui e entità, insieme a otto navi che saranno soggette a sanzioni di navigazione e commercio nel Regno Unito. Le navi sono sospettate di appartenere alla flotta ombra russa: cinque delle navi sono gasiere trasportatori di GNL; tre le più nuove appartenente alla Ice Class Arc 7 più recenti destinate a sostenere il commercio artico di GNL russo.
Il Regno Unito aveva annunciato giorni addietro che le restrizioni sul trasporto marittimo e i servizi correlati per il GNL russo si amplieranno a partire dal 1° gennaio 2027.
Le sanzioni fanno parte di una strategia della Gran Bretagna che mirano a inasprire le restrizioni sui servizi a supporto delle esportazioni russe di GNL. Allo stesso tempo, Londra ha introdotto esenzioni mirate che riguardano le spedizioni di GNL russo verso Giappone e Corea del Sud, mentre i due paesi si allontanano dalle forniture russe.
In Cina
Intanto, in Cina, le navi sono costrette ad aspettare molto tempo per rifornirsi nel principale hub di rifornimento cinese, Zhoushan, dove le conseguenze della guerra USA-Iran hanno ristretto le forniture e fatto salire i prezzi.
I ritardi sono causa di vincoli sulle importazioni di greggio derivanti dal conflitto in Medio Oriente ed anche parte delle raffinerie cinesi che preferiscono produrre benzina e diesel per ottenere margini redditizi. Questo ha portato a tagli nella produzione residua di olio combustibile, comprimendo le forniture del cosiddetto carburante per il bunker. Alcune navi che cercano di rifornirsi nel porto a sud di Shanghai si trovano ad affrontare tempi di attesa di circa una o due settimane.
Abele Carruezzo








