Una sintesi della ‘due giorni’ di Adria Shipping Summit

Adria Shipping Summit foto

(Foto courtesy Adria Shipping Summit)

Trieste– Una manifestazione dedicata al cluster produttivo-marittimo che insiste sui porti dell’Alto Adriatico e governati dalle AdSP con base a Trieste, Venezia e Ravenna.

Una ‘due giorni’ di studio e di riflessioni che ha riportato ‘a terra’ l’impegno di rafforzare l’integrazione e la collaborazione di tutta la filiera produttiva, senza trascurare lo shipping immerso in questo nuovo scenario di competizione europea e con con lo sguardo rivolto alla trasformazione geopolitica delle rotte nel Mediterraneo.

Dalla Stazione Marittima di Trieste, la 3a edizione di Adria Shipping Summit – organizzata in sessioni – ha affrontato diversi temi con autorevoli leader e varie Associazioni del sistema portuale e logistico italiano ed in particolare dell’Alto Adriatico.

Le riflessioni

“Adriatico, Golfo centrale del Mediterraneo esteso” è stata la prima riflessione di Adria Shipping Summit 2026 che evidenziato il ruolo dell’Alto Adriatico nel nuovo scenario geopolitico e geoeconomico del Mediterraneo.

E’ stato richiamato il concetto dei “mediterranei globali”: snodi strategici per i traffici, ma anche vulnerabili. Infatti, si è parlato di nuove rotte, della vulnerabilità delle catene logistiche e soprattutto del corridoio – nuovo progetto IMEC – che vede il porto di Trieste – gateway dell’Europa – collegato in rete con l’Europa e l’Asia, con particolare riferimento ai porti turchi.

“Alto Adriatico, porta d’Europa. Un sistema esteso di porti e il ruolo di Trieste: questa seconda riflessione è stata dedicata alla rete ferroviaria a servizio dei porti del Nord Est; ha messo a confronto operatori e gestore dell’infrastruttura sulla capacità di sostenere la crescita dei traffici.

RFI Rete Ferroviaria Italiana, ha illustrato un piano di investimenti da 31 miliardi per il Nord Est, l’area più avanzata nell’adeguamento agli standard TEN-T (60% per i treni lunghi, contro il 10% della media nazionale), ricordando che i grandi progetti richiedono tempi lunghi e che le interruzioni previste sono necessarie per manutenzione e sviluppo.

Porto e industria, oltre la Zona Franca. La sessione dedicata ai porti industriali del Friuli Venezia Giulia ha allargato lo sguardo oltre la semplice movimentazione delle merci.

Trieste e Porto Nogaro – grazie ai dragaggi e alla presenza di una zona franca – capaci di accogliere navi più grandi e ridurre i noli – si stanno registrando nuovi insediamenti industriali; si sta andando verso una visione di sistema Paese, con porti specializzati, retroportualità efficiente e un marketing nazionale capace di attrarre flussi diretti ai porti del Nord Europa.

E’ stata altresì evidenziata la capacità della logistica portuale di servire il sistema produttivo, naturalmente rafforzando formazione – dalla Scuola all’Università – per rafforzare le competenze della filiera logistica.

CONFETRA – Confederazione Generale Italiana dei Trasporti e della Logistica , ha ricordato che per le imprese l’efficienza si misura nella certezza e nella rapidità con cui le merci raggiungono la destinazione. Concetto già richiamato a Civitavecchia (28.09. 2026, Logistica e infrastrutture, Urbani ad ALAS Confetra Lazio: «Da rafforzare i collegamenti del porto di Civitavecchia con il sistema produttivo del Lazio» – il nautilus ).

E’ stato, inoltre, approfondito il rapporto tra Diritto Doganale e Marittimo nel commercio internazionale, evidenziando la necessità per le imprese di sviluppare una maggiore compliance doganale e una conoscenza integrata della supply chain marittima alla luce della riforma del Codice Doganale dell’UE.

Energia e materie prime critiche. La quarta sessione di Adria Shipping Summit 2026 ha messo al centro due temi decisivi per il futuro dell’Alto Adriatico, con un confronto sul rapporto tra porti, approvvigionamenti energetici, materie prime, ricerca e innovazione.

Il presidente dell’AdSP MAO, Marco Consalvo, ha richiamato il ruolo dei porti nell’autonomia strategica europea sulle terre rare.

Marghera, Ravenna e Trieste possono fare sistema mettendo a fattor comune vocazioni complementari. Trieste può contare su fondali profondi, collegamenti ferroviari con il cuore dell’Europa, Porto Franco e un ecosistema scientifico di livello internazionale.

Con questa visione, si è parlato – in conclusione – delle diverse vocazioni e competenze che compongono il sistema portuale di Monfalcone: una realtà nata con una forte identità industriale e cresciuta al servizio di un territorio e di un hinterland che vanno ben oltre i confini locali.

“L’ingresso nell’ AdSP del Mare Adriatico Orientale – ha detto il presidente Consalvo – ha rafforzato il rapporto con Trieste, creando una combinazione di specializzazioni complementari che consente di leggere i due scali all’interno di un unico sistema, valorizzandone peculiarità, servizi e capacità operative. Essere capaci, in sostanza – di avere la capacità – come porti – di integrarsi in un unico sistema”.

Abele Carruezzo