(Da sx: Isabelle Ryckbost, Bart Jan Hoevers, Willemien Koning, Sara Matthieu, Berte Simons, Cas König; foto courtesy Port of Rotterdam)
Bruxelles. Cinque porti olandesi – in riunione a Bruxelles la settimana scorsa – hanno invitato i responsabili politici europei a tradurre rapidamente la Strategia Europea dei Porti in misure concrete, pratiche e adeguatamente finanziate.
Le Autorità Portuali di Amsterdam, dei porti marittimi di Groningen, Moerdijk, Rotterdam e North Sea Port hanno espresso questo appello durante la riunione, evidenziando il loro documento di posizione congiunto Full Steam Ahead. I cinque porti collaborano all’interno dell’Associazione dei Porti Olandesi (BOZ).
La discussione è stata moderata da Isabelle Ryckbost, Segretaria Generale dell’Organizzazione Europea dei Porti Marittimi (ESPO).
I punti chiave e priorità
Nel marzo 2026, la Commissione Europea ha presentato la Strategia Europea dei Porti. La strategia riconosce esplicitamente i porti come centri strategici per commercio, industria, energia e sicurezza.
La discussione si è focalizzata su temi quali la competitività portuale, la transizione energetica, la sicurezza e l’accesso ai finanziamenti. Secondo i porti olandesi, questo riconoscimento rappresenta un passo avanti importante. La prossima sfida è chiarire come le ambizioni europee saranno realizzate nella pratica.
I porti olandesi hanno delineato tre priorità chiave: certezza degli investimenti, accordi chiari sulle infrastrutture portuali strategiche e una cooperazione transfrontaliera più forte
Rendere i porti europei più sostenibili e resilienti
Si è parlato degli investimenti in infrastrutture energetiche, moli, collegamenti ferroviari e di vie navigabili interne, e strutture per nuovi vettori energetici; le aziende possono effettuare tali investimenti a lungo termine solo se politiche, regolamentazioni e finanziamenti sono sufficientemente prevedibili.
Pertanto è necessario mantenere la possibilità di accordi a lungo termine e fornire da parte UE meccanismi di finanziamento appropriati; le nuove normative dovrebbero rafforzare la sicurezza e la resilienza dei porti senza ritardare inutilmente gli investimenti di cui sono urgentemente necessari.
Uso civile e militare dei porti
Le infrastrutture portuali possono servire sia scopi civili che militari. Moli, collegamenti ferroviari, vie d’acqua, impianti energetici e aree di stoccaggio sono essenziali per l’economia quotidiana, ma potrebbero essere necessari anche per la mobilità militare e per la resilienza dell’Europa.
I cinque porti olandesi riconoscono il doppio uso di una infrastruttura portuale, ma allo stesso tempo chiedono all’UE di definire chiaramente le responsabilità per il proprio sviluppo, protezione e finanziamento. Sottolineano inoltre che l’attuazione dovrebbe essere effettuata in stretta collaborazione con le Autorità Portuali, i governi e le imprese che operano nei porti.
Inoltre, i flussi commerciali, le reti energetiche e le catene del valore industriali non si fermano ai confini nazionali: i porti sono collegati ad altre regioni olandesi ed europee tramite navigazione interna, ferrovie, strade e reti di gasdotti.
I porti marittimi quindi esortano l’Europa a non organizzare regolamenti e investimenti esclusivamente su base esclusivo alle esigenze di un solo Stato membro. statale membro. Una maggiore cooperazione tra porti e cluster industriali può aiutare ad allineare meglio le infrastrutture energetiche, le connessioni con l’entroterra, la mobilità militare e gli obiettivi di sicurezza economica.
Isabelle Ryckbost alla fine della riunione, ha riassunto che “Investire nei porti significa investire in Europa”.
“Il loro messaggio è chiaro – ha aggiunto Isabelle Ryckbost – l’Europa ha riconosciuto il valore strategico dei suoi porti. Il passo successivo è prendere decisioni concrete su regolamentazione, finanziamento e responsabilità, affinché i porti possano contribuire pienamente a un’Europa competitiva, sostenibile e resiliente.
Abele Carruezzo








