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Storie scritte da Redazione

ICS AND ITF CALL ON G20 TO SUPPORT THE “UNSUNG HEROES OF GLOBAL TRADE”

La lettera congiunta che ICS (International Chamber of Shipping) e ITF (International Transport Workers Federation) hanno scritto al G20 lanciando un appello ai Governi per facilitare il movimento essenziale di marittimi e personale marittimo.

La lettera dell’organizzazione degli armatori e l’unione dei marittimi ai governi (in allegato)i fa seguito al loro dialogo con il G20 e agli esiti positivi basati sull’incontro virtuale dei ministri del commercio e degli investimenti del G20, che ha avuto luogo lunedì 30 marzo.

Guy Platten, segretario generale della Camera internazionale di navigazione, ha dichiarato:

“La questione dei cambi di equipaggio può diventare un grosso problema per l’economia globale se i governi non rispondono alle nostre preoccupazioni.

ITF e ICS hanno lavorato a stretto contatto per presentare ai governi  soluzioni pragmatiche su cui lavorare e siamo pronti a sostenere il G20, le istituzioni delle Nazioni Unite e, soprattutto, i nostri marittimi.

I marittimi sono gli eroi non celebrati del commercio globale, ma le attuali restrizioni messe in atto per rispondere alla pandemia di COVID-19 non sono sostenibili. ”

Stephen Cotton, segretario generale della Federazione internazionale dei lavoratori dei trasporti ha dichiarato:

“L’industria marittima chiede ai governi di mostrare rispetto per i marittimi e di coordinare una strategia globale con le principali parti interessate, comprese le principali compagnie aeree, per allentare le restrizioni e facilitare i cambi degli equipaggi delle navi. ITF e ICS nutrono serie preoccupazioni per migliaia di marittimi il cui compito a bordo è terminato ma sono costretti a rimanere in mare per altri mesi a causa delle attuali restrizioni nazionali sui viaggi.

L’attuale situazione di stallo non solo minaccia la salute e il benessere dei marittimi, ma aumenta anche il rischio di incidenti marittimi e mette a rischio le catene di approvvigionamento globali che sono parte integrante della risposta e del superamento di questa pandemia.

Chiediamo un’azione globale immediata e coordinata per riprendere in sicurezza i cambiamenti dell’equipaggio e il rimpatrio dei marittimi in modo da proteggere la salute e la sicurezza e, in definitiva, la vita dei marittimi.”

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ICS AND ITF CALL ON G20 TO SUPPORT THE “UNSUNG HEROES OF GLOBAL TRADE”

COVID-19 RESTRICTIONS ARE STORING UP TROUBLE FOR SEAFARERS AND GLOBAL SUPPLY CHAINS


LONDON – The International Chamber of Shipping (ICS) and the International Transport Workers’ Federation (ITF) have issued a joint call on behalf of seafarers to governments to facilitate the essential movement of seafarers and marine personnel.

The letter from the shipowners’ organisation and seafarers’ union to governments follows up on their dialogue with the G20, and the positive outcomes built on in the G20 Trade and Investment Ministers virtual meeting which took place on Monday, 30 March.
Guy Platten, Secretary General of the International Chamber of Shipping said:

“The issue of crew changes has the potential to become a massive problem for the global economy if governments do not address our concerns. ITF and ICS have worked closely to come forward with pragmatic solutions for governments to work on and we stand ready to support the G20, the UN institutions and most importantly our seafarers. Seafarers are the unsung heroes of global trade but the current restrictions being put in place to respond to the COVID-19 pandemic are not sustainable.”

Stephen Cotton, General Secretary, International Transport Workers’ Federation said:
“The maritime industry is calling on governments to show respect for seafarers and coordinate a global strategy with key stakeholders, including major airlines, to ease restrictions and facilitate the changeover of ships’ crews. ITF and ICS have grave concern for thousands of seafarers whose duty on board has ended but are forced to remain at sea for additional months due to current national travel restrictions. The current deadlock not only threatens seafarers’ personal health and wellbeing, but also increases the risk of marine accidents and jeopardises the global supply chains that are integral to responding to, and eventually overcoming, this pandemic. We call for immediate and co-ordinated global action to safely resume crew changes and the repatriation of seafarers in a manner that protects the health and safety, and ultimately the lives of seafarers.”

The full letter to G20 leaders and ministers can be downloaded from www.ics-shipping.org

Nuova proroga, di legge, alla call internazionale per il Porto Canale di Cagliari

Slittano ancora i tempi, questa volta per effetto del recente D.l. del 17 marzo scorso, per poter formalizzare la richiesta di concessione ex art. 18 per il porto Canale di Cagliari. Anziché il 15 aprile, così come stabilito dal primo avviso di proroga pubblicato lo scorso 28 febbraio, la nuova scadenza della call internazionale è stata fissata per il 1 giugno alle 12.00.

Una decisione che, oltre essere stata sollecitata in questi giorni da operatori economici interessati, risulta imposta dal recente provvedimento sulle “Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19” che, proprio all’articolo 103, prevede che “ai  fini  del  computo  dei  termini  ordinatori  o  perentori, propedeutici, endoprocedimentali, finali ed esecutivi, relativi  allo svolgimento di procedimenti amministrativi  su  istanza  di  parte  o d’ufficio, pendenti  alla  data  del  23  febbraio  2020  o  iniziati successivamente a tale data, non si tiene conto del periodo  compreso tra la medesima data e  quella  del  15  aprile  2020”.

Così come reso noto nella prima proroga tecnica – che già era stata, a suo tempo, avanzata da alcuni soggetti interessati – restano invariati i criteri stabiliti nell’avviso presentato alla stampa e pubblicato il 5 dicembre scorso sulla Gazzetta della Repubblica Italiana, Europea, sui principali organi di informazione nazionali e stranieri e sul sito istituzionale dell’Ente. A partire dall’oggetto della concessione: 1.600 metri lineari di banchina, con possibilità di allungamento così come previsto all’interno del Piano regolatore, 16 metri di fondale e quasi 400 mila quadri di piazzale, sul quale sono presenti 6 cabine elettriche, 3 fabbricati destinati ad uffici, mensa, spogliatoi, depositi attrezzature, nonché un Punto di Ispezione Frontaliero (ai quali si aggiunge la possibilità di locale o acquistare dal Consorzio Industriale Provinciale di Cagliari il relativo parco gru e mezzi per la movimentazione).

Immutati anche i punti cardine del “pacchetto insediativo” (collegamento alla Zona Economica Speciale di oltre 1.600 ettari; Zona Franca Doganale interclusa, vicinanza al servizio di bunkeraggio navale operato dalla Saras; riproposizione di un Contratto di Localizzazione per il sostegno degli investimenti per l’acquisto di nuove attrezzature), i criteri di valutazione che terranno conto della vision dell’Ente sul futuro del Porto Canale, la durata del titolo concessorio e l’importo annuale del canone, la cui parte variabile potrà essere soggetta a riduzione in dipendenza dei volumi di traffico che il nuovo terminalista registrerà. Una volta presentata, la domanda di concessione ex. Art 18 della Legge 84/94 sarà pubblicata per 60 giorni. Entro tale termine, anche altri soggetti interessati potranno presentare delle istanze in concorrenza o eventuali osservazioni ed opposizioni alla stessa.

“Ancora una volta dobbiamo, purtroppo, rivedere i termini della sollecitazione di mercato ed allungare l’attesa per la definizione della procedura – spiega Massimo Deiana, Presidente dell’AdSP del Mare di Sardegna – Rispetto alla prima proroga, legata esclusivamente a richieste di integrazione documentale da parte di alcuni soggetti interessati, questa volta è anche la norma emergenziale a dettare le nuove tempistiche. Una situazione senza precedenti che ci impone un ulteriore slittamento della scadenza per la presentazione delle proposte dalle quali, ci auguriamo, possa nascere una delle più importanti partite di rilancio economico e sociale che il Paese chiede al comparto portuale”.

Scarica qui l’avviso

AdSP del Mar Ionio-Avviata campagna social: #ilPortoacasa

L’AdSP del Mar Ionio ha lanciato la campagna social #ilportoacasa con lo scopo di aprire virtualmente il porto alla cittadinanza, in un momento critico dovuto all’emergenza sanitaria e caratterizzato dall’implementazione di misure di contrasto del contagio da Covid-19.

Attraverso la pubblicazione di una foto (di repertorio) al giorno sui social media alle ore 10.00, corredata da un breve approfondimento, gli utenti hanno la possibilità di conoscere i dettagli della realtà portuale normalmente sconosciuti ai non addetti ai lavori – operazioni portuali, cantieri, dotazioni infrastrutturali. Inoltre ogni mercoledì viene pubblicato un post arricchito da un excursus su una tematica specifica legata al porto.

La diffusione della cultura marittima portuale continua a essere uno degli obbiettivi principali nella strategia dell’Ente di realizzare una coesione sempre più stretta tra porto e città, anche attraverso la sperimentazione di nuove modalità focalizzate sullo sviluppo di una comunità digitale.

Gli hashtag della campagna sono #ilportoacasa #andràtuttobene #portoditaranto #taranto

COVID-19: EMERGENZA del Trasporto Marittimo Lacuale e Fluviale

Rapallo-L’Associazione Italiana Armatori Trasporto Passeggeri lancia un “mayday” alle istituzioni per la salvaguardia delle attività di categoria. Il momento di difficoltà che vive tutto il paese a causa della pandemia da Coronavirus rischia di travolgere l’intero settore, fortemente dipendente dall’andamento di una stagione turistica che appare già ampiamente compromessa.

Con una flotta di oltre 1.450 unità, più di 13.500 lavoratori tra marittimi e personale di terra, il cluster trasporta annualmente circa 38milioni di passeggeri per un fatturato di 342 milioni di euro. Numeri di tutto rispetto che gravitano attorno al trasporto di passeggeri in linea e non, alle escursioni turistiche tra le più rinomate località italiane, ai servizi di navigazione in acque interne. Un microcosmo fortemente specializzato che manifesta la propria preoccupazione soprattutto per i lavoratori annuali e stagionali che rischiano da una parte di non poter lavorare, dall’altra di non poter usufruire dei sostegni economici perché non rientranti nelle categorie identificate dai Decreti emessi dal Governo dall’inizio dell’emergenza ad oggi.

“Ci sentiamo abbandonati dai provvedimenti Cura Italia che il governo italiano ha decretato nei giorni scorsi,” sottolinea il presidente di AIATP, Salvatore Gambardella. “Le misure prese finore non tengono minimamente conto del blocco del turismo a livello nazionale e internazionale che rappresenta la principale fonte di reddito delle nostre aziende. La nostra attività è prettamente stagionale, svolgendosi da aprile ad ottobre, e non possiamo aspettare la prossima stagione per riprendere la piena operatività”. “Noi trasportiamo passeggeri – continua Gambardella – ma rappresentiamo quel valore aggiunto e un ramo del sistema turistico nazionale che non può essere dimenticato o ignorato. Noi navighiamo per consentire ai turisti di ammirare e di raggiungere via mare i luoghi più suggestivi e incantevoli che il nostro Paese ci ha messo a disposizione e lo facciamo con professionalità, con notevoli sforzi, ma ora abbiamo bisogno di quell’aiuto da parte delle istituzioni senza le quali rischiamo di fallire”.

Oltre alle misure urgenti che si stanno adottando in questo periodo AIATP chiede, in particolare, anche un piano di rilancio degli investimenti che permetta al settore di superare il periodo di emergenza per affrontare nella maniera più adeguata la prossima stagione. “Sicuramente il 2020 si può considerare già archiviato. Proprio in virtù di questo occorre ribadire che le aziende non potranno far fronte agli obblighi contributivi e fiscali per evidente mancanza di fondi”.

Preoccupa, soprattutto, il destino dei lavoratori stagionali sia  marittimi sia di terra. “Ad oggi – denuncia il presidente dell’associazione – non possono beneficiare del bonus di 600 euro previsto dall’art. 29 del decreto 17 Marzo 2020 e della circolare INPS n° 49 del 31 Marzo 2020 poichè il trasporto passeggeri è inserito in un ramo del comparto industriale e non in quello turistico. Chiediamo concreti aiuti anche per la nostra categoria e le nostre famiglie, come già fatto per le altre realtà legate al turismo e alle compagnie aeree private”.

POSTICIPATA L’EDIZIONE 2020 DI SEAFUTURE

La Spezia– In considerazione dell’evoluzione legata all’emergenza sanitaria in corso e dei provvedimenti adottati a livello nazionale e internazionale per limitare la diffusione del virus COVID-19, Italian Blue Growth S.r.l., società organizzatrice di Seafuture, ha scelto di posticipare l’edizione 2020 prevista presso la base militare della Spezia dal 23 al 27 giugno prossimi. La nuova data della rassegna dedicata all’economia del mare e alle innovazioni in ambito marittimo-navale civile e militare sarà comunicata appena possibile.

La decisione è frutto di un’attenta analisi della situazione sia dal punto dell’evoluzione della pandemia, che dal punto di vista economico e normativo e nasce da un profondo senso di responsabilità, nella convinzione che per superare questa difficile prova lo sforzo di ciascuno sia fondamentale per ritornare quanto prima ad una ritrovata normalità.

“Crediamo che posticipare la rassegna sia la soluzione più giusta per supportare l’impegno di tutti coloro che stanno affrontando in prima linea la pandemia causata dal Coronavirus – ha detto Cristiana Pagni, Presidente di Italian Blue Growth Srl – Oggi l’Europa e il mondo intero, le Istituzioni e le imprese devono concentrarsi per vincere una sfida ancora più grande e raccogliere le energie per affrontare il domani con ancora più determinazione. Stiamo monitorando costantemente la situazione così da poter riprogrammare la nuova edizione di Seafuture, affinchè si possa svolgere garantendo le condizioni di massima sicurezza per tutti i partecipanti, nella certezza che Seafuture potrà rappresentare un’occasione di rinnovata fiducia e un segnale di ripartenza per il nostro Paese.

Il team organizzatore non si ferma e continuerà a lavorare per preparare il miglior Seafuture possibile. Una manifestazione che rappresenta un’occasione unica di incontro tra industria, ricerca e istituzioni per favorire lo sviluppo e la competitività del sistema paese nel campo della Blue Economy e della difesa, grazie alla partecipazione delle numerose aziende eccellenti, su cui sempre contiamo, e al supporto di tutti i nostri partner.”

La AdSP del mare di Sardegna ai primi posti nella classifica della portualità nazionale

Prima per numero di passeggeri su traghetto, seconda per movimentazione di rinfuse liquide, terza per tonnellate globali di merce. Per il terzo anno consecutivo, nonostante la contrazione del traffico container, l’AdSP del Mare di Sardegna conferma il suo ruolo chiave nel panorama della portualità nazionale.

È, in sintesi, quanto emerge dal Bollettino statistico redatto dall’Associazione dei porti italiani (Assoporti) relativo al 2019. Un focus dettagliato sul sistema portuale del Paese nell’anno appena concluso, che mette in chiaro i numeri generati dalle 16 Autorità di Sistema, per un totale di circa 50 porti amministrati. In questo scenario,  l’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna conferma la leadership nazionale nel trasporto passeggeri su traghetto (lungo raggio) con 4.991.759 unità, alle quali si aggiungono altri 845 mila di Portovesme e 284 mila circa di Santa Teresa; passeggeri, questi, che rientrano nella categoria del “corto raggio”.

Secondo posto, invece, con 27.873.750 tonnellate, nel settore delle rinfuse liquide (preceduti da Trieste e Monfalcone) e al quarto per tonnellaggio di merci varie trasportate su gommate (10.922.066); classifica, questa, dominata dal sistema portuale di Livorno, Piombino e Portoferraio con quasi 22 milioni di tonnellate. Terza posizione, con 46.250.438 tonnellate, per il totale delle merci movimentate (somma di rinfuse liquide, solide, contenitori, varie e su gommato). Classifica nella quale l’AdSP sarda è preceduta da quella del Mare Adriatico Orientale (Trieste e Monfalcone), con poco più di 66 milioni di tonnellate e, al primo posto, da quella del Mar Ligure Occidentale (Genova e Savona – Vado), con oltre 67 milioni.

Ottavo posto, invece, sullo scenario nazionale dell’industria crocieristica, con oltre 457 mila unità in transito. Negativo, invece, il risultato dei container movimentati che, con l’interruzione del traffico a partire dalla scorsa primavera, ha portato il Porto Canale di Cagliari al decimo posto, rispetto all’ottavo dei due anni precedenti. Situazione che, comunque, non ha inficiato l’andamento generale del sistema Sardegna. “Il bollettino statistico di Assoporti per l’anno 2019 è sicuramente la fotografia più chiara del panorama dei trasporti marittimi del nostro Paese – spiega Massimo Deiana, Presidente dell’AdSP del Mare di Sardegna -. Un focus che, ancora una volta, ha messo in luce l’enorme potenzialità dei nostri porti nel sistema nazionale ed il ruolo strategico che l’AdSP sarda gioca in termini di valore aggiungo nell’economia isolana.

Dati positivi che, nonostante la crisi del comparto container, rendono il sistema dei porti sardo altamente competitivo”. Numeri che, per il 2020, difficilmente saranno riproponibili. “I dati del bollettino di Assoporti – continua Deiana – rappresentano una ventata di ottimismo in un momento così difficile, quale quello dettato dall’emergenza sanitaria globale, che ci sta mettendo di fronte ad un taglio del 100 per cento sul traffico crocieristico, di oltre il 90 per cento su quello passeggeri e ad una crisi industriale, senza precedenti, per alcune importanti realtà armatoriali.

Le performance 2019 devono spingerci a guardare avanti con fiducia, ribandendo il ruolo fondamentale che i porti giocano nel panorama economico e sociale italiano. E’ in momenti come questi che bisogna pianificare la ripartenza, ripensando l’intero impianto, soprattutto rimuovendo quegli inutili vincoli che ostacolano l’improrogabile rilancio della portualità nazionale, attraverso la realizzazione di piani di investimento per opere strategiche, innovazione tecnologica e digitalizzazione dei processi e delle operazioni portuali. Solo così potremmo rispondere efficacemente ad una nuova e più difficile realtà totalmente che non ammetterà più le lentezze di una burocrazia elefantiaca”.

De Micheli e Presidenti Autorità Portuali al lavoro su misure di contenimento e ripresa attività

Individuazione di misure di carattere economico ed organizzativo

MIT- Prosegue il dialogo fortemente voluto dal ministro delle Infrastrutture e Trasporti con i presidenti delle Autorità di Sistema Portuale per l’individuazione di misure di carattere economico ed organizzativo volte al contenimento delle ricadute negative e alla rapida ripartenza dell’economia del mare.

In particolare, sul tavolo di oggi, il tema degli interventi di sostegno finanziario e di rilancio dei Porti e delle imprese che operano nei porti. A questo proposito, su proposta del Ministro, si è scelto di procedere con l’istituzione di un gruppo di lavoro congiunto – Mit e Autorità di Sistema Portuale – per il rapido utilizzo di risorse già disponibili, ma non ancora nelle condizioni di essere spese. Al più presto tali risorse devono essere rese accessibili grazie a norme semplificate per la realizzazione delle infrastrutture, finalizzate al progetto di rilancio del sistema economico del mare.

Infine, la questione più volte affrontata dal ministro De Micheli delle navi da crociera battenti bandiera italiana tuttora in navigazione e la necessità di finalizzare, quanto prima, il piano, per i prossimi approdi sicuri nei nostri porti. Attracchi che dovranno avvenire senza sovraccaricare in alcun modo la capacità recettiva dei sistemi sanitari regionali già fortemente stressata. Quindi un piano ispirato alla solidarietà ed alla sostenibilità sanitaria.

Costa Mediterranea naviga verso Napoli

La nave da crociera, Costa Mediterranea, dopo un lungo navigare di moto vario nelle acque maltesi/siciliane, ha lasciato il Canale di Sicilia, ieri sera verso le ore 23.30 ora locale, dirigendo la prua verso il porto di Napoli. Non poteva essere diversamente! Napoli che per secoli è stata (e lo è ancora) la patria della Navigazione e delle Costruzioni Navali, non poteva rifiutarsi di accogliere una nave, battente bandiera italiana, nelle acque del suo porto. La paura del governatore della Campania, De Luca, per evitare ulteriori focolai, è venuta meno, ponendo delle condizioni  all’attracco della nave della Costa Crociere nel porto di Napoli.

Sbarcheranno per il momento solo persone di nazionalità italiana, in attesa di accordi bilaterali con i Paesi di origine degli altri ospiti per il rimpatrio. L’arrivo nel porto di Napoli è previsto per domani 07.04.2020 intorno alle 08.00 oa locale. Ricordiamo il dibattito in corso sull’apertura dei porti in emergenza Covid-19.  Le Autorità Marittime (Capitanerie di Porto per garantire la safety della navigazione) e le AdSP (per realizzare le funzioni e l’operosità necessarie dei porti) agendo di comune accordo devono garantire l’attracco alle navi.

Speriamo che non si ripeta più quello visto per Savona, Civitavecchia, dove sindaci e altre autorità locali si sono espressi per la chiusura dei porti: non compete loro vietare l’attracco a navi battenti bandiera italiana. Ancora una volta Brindisi – porta d’oriente- è stata di esempio nell’accoglienza delle navi Costa Fortuna (ieri) e della Costa Victoria attesa per l’8 aprile prossimo;  Brindisi esprime di fatto quel tanto parlato e non svolto binomio città-porto.

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Grande successo per il II Trofeo #classeJ24dacasa: la vittoria a Camillo di Fraia

Alla seconda edizione della regata virtuale J24 ideata da Lorenzo Errani e Roberto-Bunny Valzania hanno partecipato in quarantacinque
Tanta la voglia di regatare in J24 al tempo di Covid 19 senza infrangere le regole

Dopo il successo della prima edizione svoltasi l’ultimo fine settimana di marzo e vinta da Jacopo Ognibene, anche nel week end appena concluso è proseguita l’iniziativa nata da Lorenzo Errani e Roberto -Bunny- Valzania, rappresentanti della vulcanica Flotta J24 della Romagna: un Campionato Virtuale di vela che, dopo regate combattute e agguerrite in perfetto stile J24 ma disputate rigorosamente da casa e, ovviamente, non con il proprio J24 ma con un cellulare, un tablet o un laptop, assegna il Trofeo #classeJ24dacasa.

“Questo secondo intenso week-end di vela virtuale per la Classe J24, ha visto “scendere in acqua” 45 imbarcazioni in rappresentanza di tutte le flotte italiane. Quasi un campionato italiano che ha visto la partecipazione di rappresentanti delle Flotte Sardegna, Anzio, Puglia, Golfo dei Poeti, Trieste, Garda-Caldonazzo e dell’immancabile padrona di casa, la Flotta della Romagna, che ha governato la manifestazione con un Comitato rafforzato per far fronte alle aumentate esigenze organizzative.- ha spiegato Roberto (Bunny) Valzania -Questa volta, infatti, al mio fianco e a quello di Lorenzo Errani si sono schierati anche Isacco Lami e Federico Lelli Mami, per comandare e coordinate le quattro flotte in cui è stato necessario suddividere i quarantacinque “equipaggi” iscritti. Una partecipazione numerosa e di grande qualità: da Francesco (Ciccio) Picaro de La Superba a Marco Frulio, armatore e timoniere di Aria, da Tano Soriano e il suo Jebedee alla “famiglia” Di Fraia con Botta Dritta, con Mariolino che ha ceduto la ribalta al figlio Camillo.

Le regate del sabato, suddivise in quattro flotte, prevedevano la qualificazioni per la flotta Gold e per quella Silver. I primi tre di ogni flotta accedevano alla finale Gold, i secondi tre alla finale Silver.
Le regate del sabato avevano già lasciato intravedere quello che poi si è verificato nelle finali di domenica. Infatti, se nella finale silver è stato Ciccio Picaro ad aggiudicarsi il primo posto, nella finale Gold è stata lotta fino all’ultimo bordo fra Marco Frulio, Federico Bressan (timoniere del J24 della flotta di Romagna Kismet) e Camillo di Fraia. Ed è stato proprio quest’ultimo a spuntarla con il suo Botta Dritta, che ha impressionato per la sua regolarità. (3-1-3-2-2-1-2).

Aria, invece, ha pagato due prove a vuoto, e, nonostante i suoi tre primi posti (2-9-1-9-1-4-1) è stato costretto a combattere per il secondo posto fino all’ultima prova contro ITAFB84 (quest’ultimo penalizzato da un black out internet proprio nell’ultimo bordo che ne ha determinato la squalifica).
Da ricordare il fair play di Enjoy” condotto da Luca Silvetri che per primo ha segnalato al Comitato un errore nel punteggio che gli aveva inizialmente attribuito il terzo posto. Chapeau.

Tecnicamente è stato un dominio della Flotta sarda che ha lasciato alla Romagna solo il gradino più basso del podio. Ma quello che va ricordato è il clima di fratellanza che ha accomunato i giocatori in un week end che ha fatto nascere nuove conoscenze e rinsaldato amicizie a lunga distanza come sono quelle della nostra Flotta J24. Ma soprattutto, come ha dichiarato il vincitore Camillo Di Fraia,  “aldilà della soddisfazione per la vittoria contro avversari così bravi, ci ha fatto tornare una voglia matta di tornare in mare a confrontarci realmente sul campo di regata con il J24, contro tutti questi amici che non conoscevo prima, per poter esprimere, al suono del vento, tutte le capacità teoriche che questo gioco ci trasmette.

E magari farlo con papà Mariolino”. Non si sa se come alleato o come avversario (ndr). Ringraziamenti, infine, per l’impeccabile organizzazione e per un evento molto divertente che ci ha permesso di pensare a cose più leggere di quelle che stiamo vivendo e staccare per qualche ora la mente da questa drammatica situazione. Gestire cinquanta persone a distanza è stato davvero molto impegnativo ma è stata una bellissima esperienza che ha rimesso in contatto persone altrimenti chiuse nel loro silenzio. Davvero bello. Un abbraccio a tutti sperando di rivederci presto sui campi di regata, quelli veri!”

Foto: Davide Casadio


RAVENNA SMART PORT: BANDA ULTRA LARGA IN FIBRA OTTICA NEL PORTO DI RAVENNA FIRMATA LA CONVENZIONE TRA AUTORITÀ PORTUALE E SOCIETÀ LEPIDA

Ravenna- È stata firmata tra Lepida, società in house della Regione Emilia-Romagna, e l’Autorità Portuale di Ravenna la convenzione per completare la connessione in fibra ottica (Banda Ultra Larga) nell’ambito portuale di Ravenna. La Banda Ultra Larga consiste in una rete in fibra ottica con capacità di ricevere e inviare dati ad altissima velocità. Questa rete consentirà agli operatori portuali collegati di operare con nuove straordinarie possibilità informatiche e digitali oltre che garantire maggiore efficienza nei collegamenti tra l’AdSP, le altre pubbliche amministrazioni e tutti gli stakeholder portuali.

Nel 2015 la stessa Lepida ha realizzato sul lato sinistro del Canale la rete di accesso alla Banda Ultra Larga fra la zona industriale Bassette e il Terminal Crociere di Porto Corsini, dove tra l’altro è attivo, grazie a questa rete, un servizio Wi-Fi libero e gratuito a favore principalmente dei crocieristi. Con questo nuovo accordo sarà possibile completare il progetto di connessione con fibra ottica di tutto l’ambito portuale tramite la posa di ulteriori 29 km di cavi che formeranno un anello intorno all’area portuale compreso l’attraversamento subacqueo tra Marina di Ravenna e Porto Corsini.

La Convenzione, sottoscritta dal Direttore Generale di Lepida, Gianluca Mazzini, e dal Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale, Daniele Rossi, prevede che la realizzazione dell’opera, dopo avere ottenuto le autorizzazioni necessarie, si concluda in 4 mesi. La posa dei cavi in fibra permetterà in un secondo tempo anche l’accesso ad EmiliaRomagnaWiFi – la rete regionale WiFi libera e gratuita a disposizione dei cittadini. L’Assessore alle infrastrutture, trasporti e turismo della Regione Emilia-Romagna, Andrea Corsini, che ha seguito la finalizzazione dell’Accordo, ha dichiarato: “Con questo strategico intervento il Porto della Regione Emilia-Romagna rafforzerà la sua competitività dotandosi di una infrastruttura digitale in grado di renderlo connesso attraverso la Banda Ultra Larga a tutto vantaggio delle imprese e dei terminal.

Continua l’impegno della Regione per cablare tutto il territorio consapevoli che la competitività economica e produttiva richiede sempre di più grandi investimenti proprio sulle infrastrutture digitali come stiamo facendo”. Ugualmente l’ing. Gianluca Mazzini, Direttore Generale di Lepida, ha rimarcato la valenza strategica dell’investimento per favorire la transizione al digitale come più importante leva di sviluppo del territorio :  “L’interconnessione strutturata del Sistema Portuale di Ravenna completa alcuni investimenti infrastrutturali iniziati anni orsono in questa zona e permette la creazione di importanti ridondanze nell’infrastruttura regionale a disposizione di tutti gli Enti Pubblici e per la soluzione di problematiche di divario digitale.

La transizione al digitale necessita di buone infrastrutture, al punto che queste devono essere una commodity assolutamente trasparente, per potersi concentrare sui servizi. Con il nostro Socio AdSP abbiamo trovato un’ottima collaborazione, partendo dalle infrastrutture per andare verso i servizi digitali”. “L’Autorità di Sistema Portuale di Ravenna – commenta il Presidente dell’AdSP, Daniele Rossi – è impegnata nella diffusione della cultura digitale e dell’utilizzo dei servizi telematici da parte della comunità portuale.

La nuova e più importante sfida per il futuro sarà proprio quella della completa digitalizzazione delle procedure e dei controlli. Restiamo a disposizione degli operatori interessati alla connessione per fornire tutta l’assistenza necessaria”. Alle aziende del Porto sarà infatti offerta la possibilità di attivare contratti di connettività a condizioni tecniche ed economiche particolarmente vantaggiose consentendo loro di rendere più efficienti e più economici i processi amministrativi, ma soprattutto di svolgere la loro attività con una migliore sostenibilità ambientale.

IL NAUTILUS Anno 15 N°1

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato al sistema per ormeggio "briccole", e un focus sullo sviluppo metropolitano della città di Bari e delle sue infrastrutture portuali. Il Parlamento Europeo approva "L'European Green Deal" e poi un approfondimento sul lavoro nei porti ed uno sul valore delle merci.
poseidone danese

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