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Storie scritte da Redazione

Coppa America: a Venezia incontra il Mose

Proprio mentre le barche della Coppa America prendevano i primi contatti con l’acqua veneziana, il catamarano del Consorzio Venezia Nuova che posizionerà i cassoni del Mose scendeva in mare a fianco dei rimorchiatori che trainavano fuori dal porto rifugio di Punta Sabbioni il primo elemento del Mose, uno dei due di spalla nel canale nord della bocca di porto del Lido. Il cassone è stato affondato all’altezza dell’isola appositamente costruita a metà della porta d’accesso dal mare alla Laguna di Venezia.

Dopo che lo stesso Mose ha già prestato per il Village dei velisti quell’Arsenale che diventerà il centro pensante e il cantiere di manutenzione, è questa la seconda coincidenza simbolica tra il mondo dell’America’s Cup e il sistema di paratoie mobili che il Consorzio Venezia Nuova sta costruendo alle bocche di porto lagunari, per salvaguardare la città dalle acque alte. Grazie alle regate, Venezia è tornata in questi giorni al centro delle cronache marine di tutto il mondo.

E quello compiuto in queste ore con la messa in opera dei primi elementi del Mose è un passo significativo verso la realizzazione del sistema di paratoie: è il primo pezzo di Mose vero e proprio messo in acqua, con la posa dei cassoni destinati ad ospitare le paratoie che, con tolleranze millimetriche, verrà completata nel primo braccio di mare da qui ad ottobre. Poi inizierà il montaggio delle paratoie vere e proprie, nei primi mesi del 2013.

Fondi permettendo (l’opera è coperta al 75% dal Cipe, anche se con ricorso al prestito ponte), l’obiettivo è di farle entrare in funzione nel 2015. «Finire la posa delle prime paratoie – spiega Flavia Faccioli, del Consorzio Venezia Nuova – non vuol dire difendere Venezia dalle acque alte, ma ci permetterà di procedere più velocemente con le altre. L’epoca giusta della chiusura del progetto, comunque, dipenderà dal flusso di finanziamenti dei prossimi anni».

Foto: M. Bertolin

SANREMO MINI SOLO: IN REGATA

La flotta dei mini 6.50, che da oggi pomeriggio sono impegnati in navigazione solitaria per la Sanremo Mini Solo, è partita alle 14.30. Le previsioni meteorologiche hanno costretto il Comitato Organizzatore a modificare il percorso di regata previsto. Ora, dopo la partenza da Sanremo, la flotta dovrà arrivare a Golfe Juan, in Francia. Da qui rientrerà a Sanremo, passando un cancello e facendo quindi rotta verso l’isola di Bergeggi, per poi tornare all’arrivo a Sanremo.

Il cambiamento è stato fatto per ragioni di sicurezza, com’è stato illustrato dal comitato di regata, nel corso del briefing, che si è svolto in mattinata allo Yacht Club Sanremo.

E’ possibile seguire la regata in diretta online grazie al sistema tracking, che permette di visualizzare in ogni momento la posizione di tutte le imbarcazioni sul sito web: http://www.sgstracking.com/livetrack/sms2012.php realizzato grazie alla collaborazione con S.G.S. automazione.  Altre informazioni sulla Sanremo Mini Solo sono online sul sito dedicato: http://www.oceanitalia.com/SMS/index.php.

Al termine del briefing della regata, allo Yacht Club Sanremo si è svolta anche una cerimonia con la consegna del guidone sociale, dedicata a due navigatori che hanno appena concluso il Giro Italia a Vela.
Si tratta di un’avventura particolare in quanto Egidio Carantini, quarantanovenne di Pavia, è persona non vedente e insieme a Berti Bruss, giornalista triestino, ha deciso di affrontare questa sfida.

Partiti da Trieste lo scorso 25 marzo, Carantini e Bruss hanno affrontato tutti i mari delle coste italiane, per arrivare a chiudere la loro esperienza nella città dei fiori mercoledì. La traversata, contrassegnata dal maltempo, è stata più lunga del previsto proprio perché sono stati persi molti giorni di navigazione.

“Abbiamo deciso di fare il Giro d’Italia a vela insieme – dicono Egidio e Berti – per dimostrare che è possibile, che la disabilità non è un ostacolo e che una persona non vedente in barca può fare tutto o quasi quello che fa un altro marinaio”.
“Il solo problema, paradossalmente, – spiega Egidio – è di notte, con il buio i rumori sono più confusi e vi sono grosse difficoltà se non avessi a fianco Berti”.

“Io, i tuoi occhi, tu l’anima mia” – questo il nome di questa avventura – è stato seguito da un blog e da una pagina Facebook, in cui è possibile trovare tutti i dettagli di quest’esperienza.

Anche la Lega Navale di Sanremo, rappresentata dal suo presidente Ulrico Martinelli, ha presenziato alla cerimonia, giacché Egidio Carantini ha avuto molte esperienze veliche nell’ambito del progetto Homerus, sostenuto da entrambe le associazioni nautiche matuziane.

Foto: J. Robinson

Torna la Jepson Cup a Ponza

L’ 1, 2 e 3 giugno 2012, nel golfo dell’isola di Ponza, si darà il via alla seconda edizione dell’evento velico dedicato a Giovanni Verbini, la JEPSON CUP. Quest’anno ospiti della manifestazione velica anche Saily  ed il Giornale della Vela. Il campo di regata istituito è lo specchio di mare antistante il Porto Borbonico, un’area unica per le caratteristiche logistiche e le peculiarità ambientali che la rendono una delle location più suggestive dell’arcipelago pontino, la manifestazione è aperta a tutte le categorie, sul modello della storica Barcolana triestina.

Per questa seconda edizione oltre la parte in mare sono previste  iniziative culturali presso il Cantiere, circolo e nucleo operativo dell’associazione,  che ospiterà durante la  manifestazione  concerti, mostre e proiezioni, offrendo agli equipaggi momenti di relax oltre l’appoggio necessario per tutta la parte tecnica della competizione.

Venerdì 1 giugno alle ore 18,00 sono previste le registrazioni, il via alle 12,00 di sabato 2 giugno. Domenica 3 giugno evento di chiusura della regata.
La manifestazione velica è organizzata dall’Associazione Marineria Ponzese con il supporto delle autorità locali, della Pro Loco di Ponza, Miceli Vela Rya Training Centre, Eventovela, Tecnomar, Saily Tv ed il Giornale della vela.

Volvo Ocean Race: domani il ricordo dell’olandese Horrevoets

Domani ricorre il sesto anniversario della scomparsa di Hans Horrevoets, il velista olandese caduto in mare da bordo di ABN AMRO TWO durante la tappa transatlantica dell’edizione 2005/06 del giro del mondo. Dopo sei anni, la moglie di Horrevoets Petra van Rij ha dato alle stampe un libro sulla sua vita con Hans e sugli effetti della sua tragica morte sulla loro giovane famiglia intitolato “Yesterday, everything was good” (Ieri andava tutto bene).

Il libro di Petra descrive la sua vita con Hans e la sua carriera di velista, come pure il viaggio che fece nel 2010 insieme alle due figlie Bobby e Kitt nelle sedi di tappa del percorso storico della regata, in Australia e Nuova Zelanda. L’opera è stata presentata una settimana dopo che Petra e sua sorella Marijke hanno inaugurato The Young Widow (www.dejongeweduwe.nl), una fondazione che ha come scopo l’aiuto alle giovani vedove e alle loro famiglie. “Negli ultimi sei anni Marijke ha assistito alla mia lotta contro il dolore” ha detto Petra.

“Ha cercato degli strumenti per aiutarmi, la fondazione si rivolge proprio a giovani vedove con bambini e Marijke e io vogliamo condividere la nostra esperienza con altre donne che ne hanno bisogno”. Petra ha espresso anche gratitudine per tutto l’aiuto pratico che ha ricevuto immediatamente dopo la scomparsa di Hans. “Per un certo periodo di tempo non ero in grado di fare nulla. Solo più tardi mi sono resa conto di quanto supporto io abbia ricevuto, ed è una cosa che non succede a tutti”. I suoi ex compagni hanno ricordato Hans, sottolineando la preoccupazione costante per la possibilità che simili incidenti si ripetano.

Mike Sanderson, che era skipper della barca gemella di ABN AMRO TWO, ABN AMRO ONE ha affermato che la settima tappa della regata, attraverso l’Atlantico da Miami a Lisbona, sarà particolarmente ricca di emozione. “Per rispetto, per dolore, tutti penseremo ad Hans durante la prossima tappa. C’è qualcuno in quasi tutti i team che è stato colpito direttamente dalla sua scomparsa. Tutta la famiglia della Volvo ne è stata colpita. E’ stata la tragedia più grande della regata nell’era attuale”.

Assoporti: i porti italiani tra i primi nel Mediterraneo

Pubblicato il nuovo numero di “Porti e Mediterraneo”, la newsletter semestrale frutto della sinergia tra Assoporti (Associazione dei Porti Italiani) ed SRM-Studi e Ricerche per il Mezzogiorno (centro studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo), uno strumento che propone dati, analisi e testimonianze sulla logistica e sulla portualità italiana nel contesto dell’economia mediterranea.

Il paper nello specifico approfondisce il ruolo degli scali italiani nella geografia della competizione portuale nel Mediterraneo e del Mar Nero; e analizza la funzione e le prospettive del traffico merci e passeggeri dei Porti Italiani, nonché le imminenti sfide che l’intero cluster marittimo dovrà affrontare per cogliere le opportunità legate ai cambiamenti politico sociali che stanno coinvolgendo i Paesi dei versanti meridionale ed orientale.

Dai dati presentati emerge la posizione di primo piano rivestita dall’Italia in Europa per ciò che concerne l’interscambio commerciale con l’Area Med, che avviene quasi esclusivamente via mare (40,6 miliardi di euro, oltre il 70%). Il commercio marittimo verso la regione si concentra soprattutto nei Paesi del Southern Med (oltre 20,6 miliardi di euro per il 2011, pari al 50,7%) vale a dire Algeria, Egitto, Libia, Marocco, Tunisia; segue l’Area dell’East Med (Israele, Libano, Siria e Turchia) con quasi 17 miliardi di euro pari al 41,8% e, quindi, quella dell’Adriatic Med (Albania, Bosnia-Erzegovina, Montenegro e Croazia) con circa 3 miliardi di euro (7,5%). Tra i singoli Paesi coinvolti negli scambi marittimi italiani è segnalata al primo posto la Turchia, seguita da Tunisia ed Egitto, con un flusso di merci quantificabile in circa 11,3 miliardi di euro.

Numeri di forte interesse per gli operatori del settore, che nella Newsletter possono confrontarsi con autorevoli testimonianze dello scenario marittimo internazionale. In questo numero Assoporti e SRM intervistano Sixte Cambra, Luigi Merlo e Sergio Prete, Presidenti di tre porti che all’interno del bacino rivestono un ruolo di best players: Barcellona, Genova e Taranto. Le interviste mostrano strategie, progetti e i dati più interessanti delle tre realtà infrastrutturali anche loro coinvolte in un momento “economicamente” complesso come quello che sta attraversando la nostra economia; non mancano le riflessioni sulle prospettive.

“Porti e Mediterraneo” – commenta il Presidente di Assoporti Francesco Nerli – intende rappresentare un momento di riflessione non solo sullo scenario attuale, ma specialmente sui vari possibili scenari futuri, per ragionare sulle scelte che l’Italia deve fare nel settore marittimo anche al fine di favorire l’internazionalizzazione, per mantenere un ruolo di primo piano nell’economia mediterranea».

«Questo lavoro – afferma il Direttore Generale di SRM Massimo Deandreis -  conferma l’impegno di SRM nella valorizzazione del trasporto marittimo, patrimonio economico del nostro Paese e si inserisce nel più ampio progetto di SRM dell’ “Osservatorio Permanente sulle Relazioni Economiche tra l’Italia e il Mediterraneo”, che si concretizza nel sito www.srm-med.com e che si propone di comprendere le dinamiche e l’impatto di reciproca relazione economica tra l’Italia e i Paesi Mediterranei, dinamiche in cui i porti assumono un ruolo rilevante, poiché rappresentano una piattaforma naturale di sviluppo all’interno dell’Area Med».

Regione Puglia chiede intervento di Clini su prospezioni petrolifere

«Più aumentano le Bandiere Blu, più fameliche diventano le società petrolifere». Mentre si rinnovano quasi ogni giorno nuove richieste di Via per ricerche petrolifere nel Basso Adriatico, il presidente del Consiglio regionale, Onofrio Introna, chiede un incontro al ministro dell’Ambiente Corrado Clini, per «acquisire dettagli ufficiali sul numero e sul contenuto delle autorizzazioni che interessano le nostre acque».

Il presidente dell’Assemblea pugliese chiede se rispondano al vero le notizie relative al nuovo nulla osta all’ampliamento delle prospezioni geofisiche 3D lungo le coste pugliesi dell’Adriatico, che sarebbe stato chiesto e ottenuto dalla Northern Petroleum al ministero dello sviluppo economico. Interesserebbe altri 600 kmq, portando l’area marittima interessata a un totale di 1.200 km quadrati. Ritenendo «che anche i Ministri tecnici debbano tenere conto delle posizioni delle Regioni e degli enti locali», Introna fa appello alla «sensibilità istituzionale» del responsabile del dicastero dell’Ambiente per ottenere un «momento di confronto».

L’incontro col ministro, osserva Introna, servirà a sottolineare «la stridente contraddizione della politica ambientale del Paese, che da un lato celebra i successi territoriali certificati dalle prestigiose Bandiere Blu concesse dalla FEE, dall’altro autorizza campagne di ricerca che preludono a programmi di sfruttamento degli idrocarburi nella piattaforma marina prospiciente le stesse coste premiate per la qualità delle acque».

SANREMO MINI SOLO: DOMANI LA PARTENZA

Ancora una volta lo Yacht Club Sanremo organizza, in collaborazione con la classe nazionale, una grande regata, estremamente dura ed impegnativa, dedicata tutta ai Mini 6.50, che domani alle 14.00, in solitario, partiranno per un percorso di 230 miglia.

Da anni ormai questa regata è uno dei fiori all’occhiello del calendario eventi dello Yacht Club Sanremo, poiché è una prova, sportivamente, molto impegnativa. Sia l’imbarcazione che lo skipper, al momento della partenza, devono essere in condizioni molto più che ottimali per poter affrontare tre giorni di mare, da soli, 24 ore no stop.

Il percorso previsto della Sanremo Mini Solo prevede Sanremo – Isola della Gallinara – Isola di Porquerolles – Sanremo, ma, date le previsioni meteorologiche, che si pensa saranno assai impegnative nel corso del fine settimana, non si esclude che il tragitto possa subire delle significative modifiche.

Sulla linea di partenza ci saranno diciannove imbarcazioni, sebbene ci siano ventun iscritti ufficiali, ma sono già due i ritiri. Le nazioni rappresentate sono Italia, Francia, Spagna, Germania e Belgio.

In questi giorni la flotta dei mini 6.50 è già a Sanremo per gli ultimi preparativi prima della regata, che comprendono i controlli sulle attrezzature di sicurezza delle imbarcazioni, che in questo caso, sono rigorosissimi.

La flotta sarà seguita lungo il percorso da barche appoggio e monitorata costantemente tramite i tracking, che permetteranno di visualizzare in ogni momento la posizione di ogni imbarcazione sul sito web: http://www.sgstracking.com/livetrack/sms2012.php  grazie alla collaborazione con S.G.S. automazione.

Foto: James Robinson Taylor

Volvo Ocean Race 2011/2012: i numeri

Sono stati pubblicati i dati della copertura media e social della prima metà della Volvo Ocean Race 2011/12. Il Mid Race Report mostra un incremento sostanziale del pubblico su tutte le piattaforme: televisione, radio e internet e con numeri interessanti che riguardano il nostro paese.

Il Mid Race Report è un documento basato su analisi indipendenti di autorevoli società specializzate, che prende in considerazione i dati della copertura media e del seguito da parte di appassionati in tutto il mondo della Volvo Ocean Race. Questa edizione fa riferimento al periodo che precede la partenza della regata da Alicante fino a circa metà marzo.

Sulla piattaforma web, il numero di articoli online già superato il totale registrato nell’edizione 2008/09, con 30.651 pezzi nel periodo da 10 ottobre 2011 al 18 marzo 2012 rispetto ai 30,468 della scorsa regata. Per quel che concerne il mercato italiano, il dato è particolarmente significativo e il nostro paese si piazza al quinto posto nel mondo dopo Spagna, Francia, USA e Australia.

I numeri di copertura TV, radio e online sono stati determinati anche da una strategia di comunicazione integrata fra i diversi tipi di media, dalla collaborazione con importanti agenzie di stampa, pubblicazioni ed emittenti di qualità in tutto il mondo. “Una parte importante della nostra strategia è stata di aumentare il livello di copertura mediatica su tutte le piattaforme disponibili” ha affermato il CEO della Volvo Ocean Race Knut Frostad. “Sono stato positivamente colpito dall’ampiezza e dalla qualità della copertura sul web, ed è molto positivo constatare che si sono già superati i numeri della passata edizione.”

E’ interessante notare come l’Italia, pur non avendo un team in regata o una sede di tappa, si conferma comunque come una delle nazioni dove il giro del mondo a vela è seguito con maggior entusiasmo dagli appassionati e con grande attenzione dai mezzi di comunicazione.

Un altro obiettivo degli organizzatori della Volvo Ocean Race è stato l’aumento della qualità e del livello di coinvolgimento diretto nelle varie sedi di tappa della regata, tanto che sono stati 1.3 milioni i visitatori dei Race Village delle prime quattro località, Alicante, Cape Town, Abu Dhabi e Sanya in Cina. “Noi e gli organizzatori locali siamo stati particolarmente felici di vedere tanto pubblico nei village, le cui visite sono state lunghe e ripetute.” Ha detto Knut Frostad. “C’è ancora molta strada da fare fino alla fine della regata, noi siamo più che mai determinati a migliorare ancora i numeri e a raggiungere dati record in tutti i settori.”

ITALIA-SLOVENIA: ROSATO; COLLEGARE I PORTI DI TRIESTE E CAPODISTRIA

“Il Governo italiano apra con la Slovenia le attività diplomatiche necessarie a giungere a un accordo per la realizzazione della galleria di collegamento ferroviario tra i porti di Trieste e Capodistria (Slovenia)”. Lo chiede il deputato del Pd Ettore Rosato in un’interrogazione indirizzata al ministro delle Infrastrutture, Corrado Passera, al ministro degli Affari esteri, Giulio Terzi, e al ministro degli Affari europei, Enzo Moavero Milanesi.

“Il rafforzamento dei collegamenti tra Trieste e Capodistria – scrive Rosato – è esigenza impellente e non più rimandabile per i due porti, che trarrebbero solo vantaggi da una collaborazione transfrontaliera. Anzi, risulta difficile sostenere in un mercato competitivo e globale l’esistenza in un tratto molto ristretto di costa, di quattro porti di diverse ma pur sempre limitate dimensioni, che non siano connessi e integrati”.

Ricordando “il ritardo nella progettazione e il mancato rilascio dell’autorizzazione ambientale da parte dell’Agenzia della Repubblica di Slovenia per l’ambiente che hanno compromesso l’accesso ai fondi europei della Prospettiva finanziaria 2007 – 2013”, Rosato osserva che “questo blocco implica che la costruzione del secondo binario sulla linea Capodistria – Divaccia sarà per lo meno rinviata di alcuni anni”.

“Alla luce del progetto di costruzione del terzo molo nel porto di Capodistria – prosegue Rosato – dell’approvazione del finanziamento per la piattaforma logistica del porto di Trieste, nonché dell’interessamento manifestato dalle Ferrovie slovene a operare nello scalo di Trieste nel recente incontro tra Ferrovie slovene, sindaco e autorità portuale di Trieste, risulta sempre più urgente la costruzione delle necessarie infrastrutture ferroviarie di collegamento con il territorio e tra i porti vicini”, conclude.

Sicilia 2012: a due terzi del viaggio

Prosegue il viaggio intorno alla Sicilia in kayak in solitario e in autosufficienza energetica di Guido Grugnola, una circumnavigazione in senso antiorario dell’isola che lo vede impegnato per circa 45 giorni e per oltre 600 miglia. Ripartito il 5 maggio da Palermo, in poco più di una settimana, Grugnola è arrivato domenica a Licata, coprendo altre 234 miglia. Ora il totale è di 437 miglia percorse, dalla partenza da Catania.

“Avendone calcolate 600 per l’intera circumnavigazione, me ne mancano poco meno di 200 per terminare il viaggio. Sono altri 8-9 giorni in mare, tempo permettendo. Purtroppo le previsioni non promettono niente di buono e sono rientrato per qualche giorno a Milano. Lavorerò aspettando che il tempo migliori.”

Al suo arrivo a Licata, infatti Guido ha dovuto decidere per uno stop, dato che il vento di maestrale forte e i bollettini per questa settimana annunciavano ancora vento intenso e mare formato. In questa seconda frazione del suo itinerario il kayaker milanese ha visitato altre località del litorale siciliano: Palermo Mondello, Terrasini, Castellammare del Golfo, San Vito lo Capo, Trapani, Biscione (Petrosino), Marinella di Selinunte, Eraclea Minoa, San Leone nei pressi di Agrigento e appunto Licata.

Seguendo l’obiettivo principale del suo viaggio, la scoperta e il monitoraggio delle coste, Guido ha continuato il reportage con immagini foto e video del litorale e con il racconto sul suo blog. “In questa parte dell’isola” racconta “ho visto tratti di spiagge e scogliere davvero belle. Da Castellamare del Golfo a Scopello è tutta una scogliera che pare irraggiungibile e quindi è rimasta pressoché intatta. La Riserva naturale dello Zingaro, ha anche contribuito a preservare questo tratto di costa. Qualche edificio abbandonato qua e là, ma sono molto pochi: i resti della tonnara di Scopello, qualche villetta… In particolare la zona fra San Vito lo Capo e Trapani è affascinante e sono meno numerose le costruzioni a pochi metri dal mare o gli edifici abbandonati, forse anche grazie alla minore accessibilità della costa e alle condizioni meteo in un tratto più aperto agli elementi.

In effetti in questo tratto la navigazione è più complessa. Dopo Trapani è un alternarsi di spiagge di sabbia e scogliere meravigliose, spesso meno accessibili da terra della più nota Scala dei Turchi e con una minore presenza di costruzioni.” Una situazione che è confermata anche dalla presenza di un maggior numero di animali.

“Ci sono molti uccelli: i gabbiani reali che in questo momento sono molto attenti ai loro pulcini e che quindi cerco di non disturbare, le rondini che volano vorticosamente negli anfratti delle scogliere più cavernose e strapiombanti, gli aironi – sempre in coppia, le sterne – accanite pescatrici e i cavalieri d’Italia che volando in piccoli stormi di 5-7 esemplari mi sono venuti a guardare da vicino già due volte. Tutto questo succede a livello del mare mentre in alto i rapaci scrutano i pendii erbosi alla ricerca di una preda.

Il mare è di una bella tonalità di verde e ho visto parecchie meduse, mentre devo dire che il pesce, almeno quello un po’ più grande è praticamente assente.” Un dato che ha colpito Grugnola è la presenza costante di scarichi a mare che compromettono la qualità dell’acqua. “Benché l’acqua sia limpida, in diversi tratti vicino ai centri abitati ho notato una forte presenza di alghe che ricoprono rocce, sassi, e persino la sabbia e le posidonie con un sottile velo verde chiaro.

Questa eutrofizzazione – eccesso di vegetazione marina, produce un ciclo che quando le alghe si decompongono sottrae ossigeno ad altre forme di vita. Conseguenza dell’uso dei fertilizzanti che portano in mare fosfati e nitrati, contribuendo alla proliferazione delle alghe ma anche degli scarichi dei centri abitati.” Malgrado navighi in solitario, e in autosufficienza tecnica ed energetica, e spesso monti la sua tenda in spiaggia per passarvi la notte e ripartire prima dell’alba, nel corso della sua navigazione Grugnola ha avuto diversi momenti sociali e di scambio con i siciliani.

“Le sedi della Lega Navale Italiana dove sono riuscito a fare tappa, i presidenti e i soci, ma anche le altre persone del luogo sono stati davvero ospitali e mi hanno accolto a braccia aperte. Con loro ho potuto anche parlare dello scopo del mio viaggio e mi è piaciuto vedere che, come uomini di mare, hanno coscienza del problema del rispetto delle coste e dell’ecosistema del litorale.

Purtroppo però le istituzioni sono spesso sorde a questo tipo di segnali, ed è un vero peccato. Ho riscontrato con piacere un grande interesse per il tema e per il progetto Rounditaly Cruise – Sicilia 2012.” Sebbene sia stato costretto a fermarsi a Licata in attesa di un miglioramento delle condizioni meteo, Grugnola si è detto soddisfatto di quanto fatto finora e, soprattutto della scelta del suo mezzo: “Ancora una volta il kayak si conferma il mezzo migliore per navigare lungo il litorale.

Anche con condizioni meteo marine non proprio ideali, basti pensare che in approccio a Licata il vento soffiava con raffiche fino 32 nodi, ma ho potuto proseguire in sicurezza. Ed è un mezzo che tutti possono utilizzare, basta affidarsi a una buona scuola, prepararsi bene e soprattutto cercare di migliorare le proprie doti marinaresche.” Al momento è difficile dire quando sarà in grado di riprendere la navigazione: “Guardo costantemente il meteo, ma non so ancora quando potrò ripartire. Spero per il fine settimana.”

Il blog/diario di bordo del progetto Sicilia 2012 è pubblicato sul sito www.rounditalycruise.it dove è anche possibile seguire la navigazione passo, passo con l’ausilio di un tracker satellitare (sistema di cartografia elettronica) installato a bordo, che visualizza costantemente la posizione e la navigazione effettuata. Il messaggio, i patrocini e i partner Scopo ultimo del progetto Sicilia 2012 è la scoperta del patrimonio naturalistico del litorale siciliano e la sua salvaguardia da ogni forma di abuso e degrado.

Le immagini fotografiche e le riprese video svelano da una prospettiva ravvicinata e inedita i tratti costieri più sconosciuti della Sicilia per condividerne la natura ma anche l’urbanizzazione, affinché possano venire salvati o riqualificati per le generazioni future. Proprio per questo suo aspetto di viaggio ecologicamente rispettoso e di progetto di ricerca, Sicilia 2012 gode del patrocinio di Legambiente e di Salviamo il Paesaggio. Come nel 2011 hanno confermato il loro sostegno anche la Lega Navale Italiana, il Centro Velico Caprera, la Federazione Italiana Canoa Kayak, la Federazione Italiana Canoa Turistica e Sottocosta, la scuola nazionale di kayak in mare.

Il progetto Sicilia 2012 si svolge in collaborazione con Waternest, importatore esclusivo per l’Italia di TideRace che ha fornito un kayak modello XPLORE in kevlar-carbonio per questa navigazione. Creative Group ha fornito un MacBook Air con il software necessario per elaborare immagini e video da caricare sul blog mentre Reed Chillcheater ha fornito l’abbigliamento tecnico.

IL NAUTILUS Anno 7 N°2

nuovo numeroIn questo numero uno speciale sulle Lame pugliesi e la procedura che porta il solco erosivo a diventare baia. All'interno un approfondimento sulle norme allo studio dell'Unione europea per combattere la pirateria, le rotte liguri che portano a Rotterdam, il valore di un porto rapportato al costo dei servizi, le regole del federalismo applicate alla portualità, un'intervista esclusiva a Claudio Guerrieri sulla situazione del comparto nautico nella provincia di Lucca, la stagione crocieristica dei porti del Nord Sardegna, un resoconto dell'Authority di Ancona e i progetti di Massidda per il porto di Cagliari.
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