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Storie scritte da Redazione

ORC INT 2020 – Nuovo trattamento degli asimmetrici

Riportiamo di seguito il comunicato ufficiale inviatoci dall’ORC: ORC INT 2020
Nuovo trattamento delle HEADSAILS SET FLYING (HSF) e ASYMMETRIC SPINNAKER con SHW/SFL <= 85% nel nuovo VPP ORC INT 2020

La principale nuova regola da considerare per il nuovo trattamento da parte del VPP ORCi 2020 delle HSF e degli asimmetrici con SHW/SFL<85% è la 304.1 ii) che recita:
“The sail area shall be smaller or equal to the respective one printed on the certificate. The sails inventory shall include the largest of each when on board: mainsail, mizzen, headsail set on the forestay, symmetric spinnaker, asymmetric spinnaker, mizzen staysail and all headsails set flying and all asymmetric spinnakers having SHW/SFL < 0.85. “

Questo significa che tutte le vele con le caratteristiche suddette devono essere non solo misurate ma anche riportate nell’ “inventory list” delle vele del certificato perché il VPP farà un run per ognuna delle vele incluse in questa lista.

Infatti nel nuovo VPP 2020 è stata inserita una transizione graduale tra le HSF e gli asimmetrici per evitare il grosso salto di rating (soprattutto nelle andature di bolina larga-reaching dove queste vele sono più efficaci) tra un HSF con rapporto di “mid girth” su base al 74.9% e asimmetrico al 75.1% di pari superficie che si verificava con il VPP 2019, con un grosso aumento di handicap per l’HSF, quindi è necessario valutare ciascuna di queste vele che ricadono in questo intervallo perché ognuna potrebbe risultare più veloce delle altre in alcuni punti di TWA,TWS. Infatti alla fine il VPP sceglie per ogni TWA e TWS la combinazione di vele più veloce.

Questa transizione è stata quindi introdotta tra il 50% e l’85% di questo rapporto tra “mid girth” e base con una variazione graduale dei coefficienti di portanza e resistenza tra quelli originali contenuti nel VPP 2019 di una “headsail” infierita e quelli di un asimmetrico. In questo modo tutte le HSF al 50% e gli asimmetrici al di sopra dell’85% avranno lo stesso trattamento avuto nel 2019 e le vele intermedie (quelle cioè con il rapporto tra il 50.1% e l’84.9% ) avranno un trattamento che cambierà gradualmente senza salti in questo intervallo di variazione.

Questo non significa che queste vele saranno penalizzate (o considerate più veloci come sarebbe meglio dire) dal VPP 2020 ma solo considerate più correttamente, anzi le HSF saranno rallentate gradatamente tra il 50.1% e il 74.9% mentre gli asimmetrici saranno gradatamente leggermente accelerati tra l’ 84.9% e il 75.1% tutto in funzione del rapporto tra “mid girth” e base e l’angolo di vento apparente.
In definitiva per evitare il brusco salto al 75% con il nuovo VPP si sono accelerati (di poco) solo gli asimmetrici vicini al 75% ma non ci saranno più salti di handicap né in corrispondenza del 75% né se ne sono introdotti di nuovi intorno all’85% (infatti non ci sarà praticamente differenza tra una vela con l’85% o 84.9%).

Foto Fabio Taccola

Ship & Finance: Armatori e Finanza si incontrano a Bruxelles

Roma-Il 20 gennaio, rappresentanti dello shipping e del mondo della finanza si sono incontrati a Bruxelles durante l’evento Ship&Finance, organizzato dall’ECSA con il supporto dell’Expert Group, per discutere ed individuare soluzioni pratiche e concrete per raggiungere obiettivi comuni, consentendo all’industria armatoriale europea di affrontare le prossime sfide e cogliere le opportunità, mantenendo il suo impegno di contribuire ad uno sviluppo sostenibile.

Nel corso del dibattito, Fabrizio Vettosi, Consigliere Confitarma e membro dell’Expert Group dell’ECSA, ha evidenziato la necessità di affrontare la situazione con un approccio graduale (comprehensive approach) al fine di identificare meglio e con una metodologia scientifica i differenti aspetti del settore per valutare la sua sostenibilità. Infatti, occorre tener presente che la diversità tra i singoli segmenti dello shipping comporta una molteplicità di conseguenze anche in termini di modelli di business.  Per esempio, l’applicazione delle misure IMO 2020, entrate in vigore il 1° gennaio scorso, stanno generando impatti diversi a seconda dei settori e delle aree geografiche, con il rischio di effetti, in termini di sostenibilità ambientale, uguali e contrari in alcuni casi.

Fabrizio Vettosi ha anche evidenziato l’esigenza di un approccio unitario alla tematica da parte delle organizzazioni del settore, sia nell’ambito delle singole associazioni nazionali sia nel loro coordinamento con ECSA e IMO, evitando di lasciare spazio ad iniziative private che potrebbero solo alimentare singole lobby di interesse (per esempio “Poseidon Principles”). Successivamente, il Consigliere Vettosi ha riepilogato il lavoro svolto da ECSA in questi anni e in particolare negli ultimi mesi, guardando in modo ottimistico alla progressiva entrata in vigore di Basel IV che non ha portato aggravi per lo shipping. In particolare, attraverso le ultime due consultazioni di gennaio e settembre 2019, lo shipping europeo ha reiterato alcune richieste specifiche.

“ECSA ha anche lavorato alla definizione della “Taxonomy” che per lo shipping sarà definita dal Technical expert group on sustainable finance (TEG) della Commissione europea nel corrente semestre – ha concluso Fabrizio Vettosi – e che, come auspichiamo, servirà a definire lo shipping molto più green anziché brown”. Tra gli altri hanno partecipato all’evento: Christos Gortsos (UGS e former Deputy della Greek Banking Association), Gonzalo Gasos (Managing Director della European Banking Federation), Gonzague Archambeaud (CEO Louis Dreyfus Armateurs), Ludovic Saverys (CFO di CMB e Board Member di Euronav), oltre ad altri rappresentanti della DG Fisma, TEG of EC, Danish Shipping, Skibs Credit. Il Panel è stato moderato da Marjolein Van Noort (Deputy MD di KVNR – Dutch Shipowners Association).

“La mia Fastnet Race” Enrico Zennaro racconta la sua partecipazione all’Everest della vela

Enrico Zennaro è il protagonista della serata in programma sabato 25 gennaio alle ore 17:30 presso Darsena Le Saline, un’evento organizzato da Chioggia Sailing Experience e promosso in occasione del Campionato Invernale di Vela d’Altura organizzato da Il Portodimare con la collaborazione di Darsena Le Saline.

Presso la club house di Darsena Le Saline Enrico Zennaro – velista di fama internazionale, socio onorario del Circolo Nautico Chioggia e tesserato per lo Yacht Club Portopiccolo, ambassador B&G, Meteomed ed atleta Montura – ritornerà nella sua Chioggia per raccontare la propria esperienza alla Rolex Fastnet Race 2019.

La Fastnet race è una gara fra imbarcazioni d’altura che si disputa al largo delle coste della Gran Bretagna. È considerata una delle classiche offshore. Viene disputata ogni due anni ed è lunga 608 miglia nautiche. Il percorso è inusuale, inizia al largo del porto di Cowes sull’isola di Wight, raggiunge lo scoglio di Fastnet vicino alla costa di sud-ovest dell’Irlanda e girato attorno ad esso si dirige verso Plymouth passando a sud dell’isola di Scilly.

Ingresso libero, posti limitati.

AdSP MAS: IL COMITATO DI GESTIONE APPROVA IL RIEQUILIBRIO ECONOMICO FINANZIARIO DI VENICE-RO PORT MOS

Venezia-Riunitosi oggi nella sede dell’Autorità di Sistema Portuale, il Comitato di gestione ha approvato il riequilibrio del piano economico finanziario e la variazione del contenuto della concessione assentita alla società Venice-Ro Port MOS.

Il presidente Pino Musolino ha dichiarato:

“Si chiude oggi un lungo iter amministrativo, fatto anche di momenti di studio e di analisi, durante il quale la nostra proposta di riequilibrio del piano economico finanziario relativo alla società Venice-Ro Port MOS ha ricevuto i pareri favorevoli del Dipartimento Interministeriale di Programmazione Economica e dell’Avvocatura Distrettuale dello Stato. Tutti i tecnici e i legali esperti in infrastrutture pubbliche coinvolti hanno confermato l’utilità e la sostenibilità dell’operazione, che è risultata necessaria per evitare il rischio di gravi danni economici per l’erario oltre che l’interruzione delle attività” dichiara il presidente Musolino facendo riferimento allo stanziamento di 9 milioni di euro per mettere in sicurezza la continuità aziendale della società privata operante nel terminal di Fusina, le cui finanze risultavano in grave dissesto già dal 2018.

“C’era il concreto rischio che il mancato avvio dei lavori nella Darsena Sud a Fusina comportasse l’obbligo di restituire all’Unione Europea circa 7,9 milioni di euro afferenti al progetto Adriamos, di cui il terminalista aveva beneficiato per costruire la struttura operativa dal 2014 e considerata strategica di interesse nazionale. Il rifinanziamento consentirà anche di evitare l’alea di un’azione legale per risarcimento con rischio per un danno emergente di svariate decine di milioni di euro, oltre che la perdita del canone demaniale, quantificato sull’intera durata della concessione in oltre 40 milioni. Un operatore finanziariamente sano – conclude il presidente Musolino – permetterà, inoltre, di mantenere un forte presidio nel comparto ro/ro-ro/pax, che è cresciuto a doppia cifra negli ultimi due anni, salvaguardando i posti di lavoro esistenti e permettendo la crescita dei traffici e il rilancio dell’occupazione”.

HEMPEL WORLD CUP SERIES MIAMI: Primo giorno di regate, vento leggero e molto oscillante, buona partenza dei velisti azzurri

Dopo 2 prove, nel 470 femminile Elena Berta e Bianca Caruso (5-5) al 2° posto.
Nel 470 maschile Giacomo Ferrari e Giulio Calabrò (4-13) al 7°

La Coppa del Mondo Hempel World Cup Series inizia nell’ anno Olimpico di Tokyo 2020 a Miami. Edizione in tono minore per numeri assoluti e per qualità delle flotte, tranne che per i doppi 470 Maschile e Femminile, a causa di un calendario che prevede in concomitanza il circuito Australiano con Sail Melbourne e a seguire ben sette Campionati Mondiali a Febbraio. A Miami sono in gara sette delle dieci classi Olimpiche (mancano 49er, FX e Nacra 17), per un totale di 182 atleti da 45 paesi.

La vela azzurra è presente con otto atleti della Squadra Nazionale, nelle classi 470 Maschile e Femminile, cui si sommano altri due timonieri nelle classi Laser Standard Maschile e Laser Radial Femminile.
Nelle classi 470 quantità e qualità delle flotte rendono attesa e significativa la regata di Miami.

Nel Day 1 sono state disputate due prove in ciascuna classe, con vento leggero tra 5 e 11 nodi, molto oscillante e mutevole di direzione.

Tra le femmine ci sono 16 equipaggi con campionesse del mondo e Olimpiche, protagoniste di vertice della ranking di classe. Dopo le due prove del giorno inaugurale in testa le francesi Camille Lecointre (già bronzo a Rio 2016) in coppia con Aloise Retornaz (2-2 i piazzamenti) e subito alle loro spalle le azzurre Elena Berta (GS Aeronautica Militare) e Bianca Caruso (Marina Militare), 5-5. Al terzo provvisorio le tedesche Frederike Loewe e Anna Markfort. Le altre azzurre Benedetta Di Salle (Marina Militare) e Alessandra Dubbini (SV Guardia di Finanza) sono all’11° posto con 6-15.

In campo maschile la flotta di 30 barche schiera veramente il meglio del panorama internazionale: sono presenti praticamente tutti gli equipaggi più forti, per quello che può definirsi un anticipo di Mondiale. Dopo le due prove di lunedi, in testa gli svedesi Anton Dahlberg e Frederik Bergstrom (3-2), davanti ai russi Pavel Sozykin e Denis Gribanov (9-1) e ai fratelli ungheresi Balazs e Zsombor Gyapjas.
Gli italiani Giacomo Ferrari e Giulio Calabrò (Marina Militare) sono al 7° posto (4-13) con due prove nelle quali erano partiti bene, girando le prime boe nel gruppo di testa, per poi lasciarsi risucchiare dalla flotta, soprattutto nella seconda. Gli altri italiani Matteo Capurro e Matteo Puppo (Yacht Club Italiano) sono al 18° posto (17-19).

Quanto ai due timonieri Laser, tra le ragazze del Radial Matilda Talluri (CN Livorno) è decima (BFD-4), tra i maschi Edoardo Libri (SEF Stamura) è 19° (22-17).

Il programma Hempel World Cup Series prevede due prove al giorno fino a venerdi, e quindi sabato le Medal Race tra i primi dieci di tutte le classi. Il fuso orario a Miami è 6 ore in anticipo rispetto all’ora italiana.

LE DICHIARAZIONI DEL GIORNO

GABRIO ZANDONA’ (tecnico 470 M):
“C’è un po’ di amaro in bocca in questa prima giornata perché tra i maschi Ferrari e Calabrò avevano in pugno due secondi posti di manche e invece torniamo a terra con un 4-13. Resta l’aspetto positivo dell’approccio alle regate con ottime partenze e prime boline, poi è mancata la lucidità per tenere le posizioni, e nella seconda prova c’è stato un salto di vento sfavorevole. Giornata difficile con vento da terra molto oscillante i nostri l’avevano interpretata bene. La prima prova è stata con pompaggio libero, impegnativa anche fisicamente, e c’è da dire che Calabrò esce da una influenza con febbre alta quindi piuttosto debilitato. Tutto sommato giornata positiva. La flotta è agguerrita, non manca nessuno e alcune nazioni si giocano la qualifica olimpica.”

GIACOMO FERRARI (timoniere 470 M):
“Prima prova quarti, seconda purtroppo tredicesimi, dopo una buona prima fase, non siamo riusciti a stare in fase col vento, molto complicato e oscillante come sempre da Nord a Miami. Giulio è chiaramente debilitato dalla febbre dei giorni scorsi, ma si sta riprendendo. Domani per il secondo giorno è previsto vento forte.”

Foto: Pedro Martinez / Sailing Energy

Riprende il Campionato Invernale dell’Argentario, Ari Bada ancora al comando

Cala Galera (GR) -  Prima regata del nuovo anno per il 43° Campionato Invernale dell’Argentario, manifestazione facente parte del 1° Campionato Unificato della Costa d’Argento, organizzato dal Circolo Nautico e della Vela Argentario, in collaborazione con lo Yacht Club Santo Stefano e il Circolo Velico Canottieri Porto Santo Stefano.

A dispetto delle regate precedenti, dove condizioni meteo avverse l’avevano sempre fatta da padrona, una bella giornata di sole ha accolto in banchina i regatanti, accompagnandoli nelle prove con brezza sui 7 nodi di intensità, proveniente da 340°.

Alla luce delle condizioni meteo, il Comitato di Regata presieduto da Maurizio Giannelli, coadiuvato da Fabio Andreuccetti e Mauro Vichi, ha deciso di articolare la regata su un percorso di andata e ritorno verso l’isola di Giannutri, per un totale di 19,6 NM.

Dopo 3 ore e 27 minuti di regata, Ari Bada, l’Elan S5 di Agostino Scornajenchi, è stata la prima barca a tagliare il traguardo aggiudicandosi anche la prima posizione in tempo compensato in IRC1 e in ORC.

La debuttante Fjore, J35 di Luca Aprati, ha conquistato la prima posizione in tempo compensato in IRC2.

Il commento dell’armatore che ha dominato la regata in IRC, ORC e tempo reale, Agostino Scornajenchi: “Meravigliosa giornata di vela oggi fra le isole dell’Arcipelago. Noi di Ari Bada siamo partiti concentrati, 10 nodi in partenza, boa di disimpegno al vento fronte spiaggia della Feniglia, Porto Ercole. Nel corso della lunga galoppata verso Giannutri e ritorno, l’aria sale fino a 18 nodi. Barche tutte molto veloci e sempre molto vicine, giriamo terzi a Giannutri. Il vento è steso, i grandi camminano veloci, dobbiamo inventarci qualcosa di buono. La fortuna ci assiste: prendiamo il giusto ritmo sulla progressiva rotazione a destra e alla fine riusciamo a mettere dietro tutti. Primi in reale e in compensato, sia IRC che ORC. Siamo contenti del risultato ma soprattutto siamo entusiasti della meravigliosa giornata di mare in amicizia e allegria. Ottima al solito l’ospitalità del Circolo, ci vediamo tra tre settimane. Viva la vela all’Argentario!”.

In classifica generale, sia IRC che ORC, dopo quattro prove Ari Bada mantiene saldamente il controllo con 5 e 7 punti rispettivamente, seguita da Galahad, il Cutter Bermudiano di Gerhard Niebauer, (16 e 9 punti) e terza posizione per Quattrogatti, il Comet 45 di Andrea Casini (18 e 14 punti).

Il prossimo appuntamento con il Campionato Invernale dell’Argentario è in programma per domenica 9 febbraio.

L’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale, rende noti i dati di traffico della merce movimentata negli scali di La Spezia e Marina di Carrara nello scorso anno

Complessivamente i dati sono i seguenti:

18,9 MILIONI DI TONNELLATE DI MERCE (+3,3%)
1.491.000 CONTENITORI (-3,9%)
650 MILA PASSEGGERI (+31%)

Nel dettaglio, si riportano i dati dei singoli scali

PORTO DELLA SPEZIA

Traffico contenitori
Il porto della Spezia assiste nel 2019 ad un leggero calo nel traffico contenitori con una movimentazione complessiva di 1,41 milioni di TEU (-5%). La flessione è da attribuire sostanzialmente alla ridotta attività di trasbordo che ha interessato lo scalo spezzino per tutto il 2019.
Si tratta comunque di volume di traffico molto rilevante che conferma il porto della Spezia al secondo posto in Italia tra gli scali di accesso ai mercati di destinazione finale, con una quota che si attesta intorno al 18% del mercato nazionale.

Traffico su ferro
In leggera crescita il trasporto intermodale a ferrovia che ha interessato il terminal LSCT: nel 2019 si sono movimentati circa 360mila TEU trasportati (+2,4%), su un totale di circa 7.800 treni, con una quota di trasporto ferroviario al netto del trasbordo superiore al 30%, quota tra le più rilevanti in Italia ed in Europa, che conferma la costante eccellenza dello scalo in questa modalità di trasporto.

Traffico complessivo
In termini di tonnellate complessive, il traffico che nel 2019 ha interessato il porto spezzino si attesta a 15,9 milioni (+0,6%), di cui 2,1 milioni di rinfuse liquide (+55,8%), 371mila di rinfuse solide (-59%) e 13,4 milioni di merci varie (-1%).
Oltre l’84% la quota di trasporto containerizzato sul traffico totale del porto.

Passeggeri
Nel 2019 sono transitati complessivamente nel golfo della Spezia 623mila crocieristi (+32%) dei quali 3.842 in homeport, imbarcati e sbarcati ai terminal crociere.
Le navi passeggeri che hanno scalato il golfo spezzino sono state 169. Per il 2020, sulla base delle prenotazioni pervenute, è stimato un traffico passeggeri di oltre 800mila unità.

PORTO DI MARINA DI CARRARA

Ottimi risultati per il Porto di Marina di Carrara, che chiude il 2019 con un incremento complessivo del traffico merci del 20%, con un totale di 3 milioni di tonnellate movimentate, di cui 676mila come rinfuse solide (+37%) e 2,32 milioni come merci varie, con incremento del +16%.
Tra quest’ultime, 1,1 milioni sono le merci containerizzate (+28,5%), 693mila il traffico Ro-Ro (+19,4%) e 503mila le altre merci varie (-7,8%).
In crescita il traffico contenitori con 81.156 TEU movimentati nell’anno (+40%).
Il traffico passeggeri si attesta a 26.565 transiti, con un incremento del 12,9% sul 2018.

La Sicilia in vetrina al Salone di Dusseldorf

Una vetrina internazionale per la Sicilia presente fino a domenica 26 gennaio al “Boot Dusseldorf 2020″, capitale d’inverno della nautica da diporto. Sono 38 le aziende siciliane operanti nel settore nautico presenti negli sconfinati espositivi della città della Renania-Vestfalia.

Millenovecento gli espositori annunciati, provenienti da 71 nazioni, con prodotti e servizi che spaziano dalle piccole imbarcazioni fuoribordo ai motoscafi cabinati e ai super yacht, dai battelli pneumatici alle barche a vela, dalle moto d’acqua ai surf e alle tavole a vela, per non dire delle attrezzature per il diporto, la subacquea e gli sport acquatici, e di tutto ciò che riguarda il turismo nautico e la salvaguardia dell’ambiente marino. Sono 230mila i metri quadrari dedicati allo spazio espositivo e almeno 250mila i visitatori attesi da oltre cento nazioni.

Altamente qualificata la collettiva siciliana che mette in campo la sua cantieristica, ma anche la produzione di forniture di componenti e accessori, senza dimenticare gli operatori del turismo nautico.

“Ancora una volta – commenta l’assessore regionale alle Attività produttive Mimmo Turano – siamo al fianco delle nostre imprese, per sostenere e promuovere l’eccellenza siciliana nel settore dell’industria nautica da diporto. Si tratta di un settore in crescita che conta seimila dipendenti e 140 approdi turistici distribuiti su tutto il territorio regionale con un fatturato medio complessivo che sfiora il tetto dei cinquanta milioni e che dunque va fortemente valorizzato soprattutto puntando sull’internazionalizzazione”.

La presenza siciliana al salone nautico tedesco è stata possibile nell’ambito dell’azione 3.4.1. del Po-Fesr Sicilia 2014/2020 che prevede progetti di promozione dell’export destinati a imprese individuate su base territoriale o settoriale. Secondo i dati forniti dal dipartimento regionale delle Attività produttive il contributo concesso ammonta in totale a centomila euro da suddividere tra le 38 aziende ammesse.

Regione Sicilia: A Barcellona si mette in sicurezza il litorale

Un altro tratto della costa tirrenica da difendere dalla furia dei marosi che, negli anni, hanno divorato intere porzioni di litorale. E’ quello che ricade nel Comune di Barcellona Pozzo di Gotto, nel Messinese, e che è compreso tra due torrenti: il Longano e il Termini. In particolare, nella zona adiacente alla foce di quest’ultimo anche la sede stradale del lungomare è andata distrutta e l’Ufficio contro il dissesto idrogeologico, già impegnato a mettere in sicurezza oltre ottanta chilometri di costa, è pronto a intervenire.

I primi lavori di ripascimento risalgono a oltre dieci anni fa: si operò allora su ottocento metri di battigia, una porzione esigua rispetto alle reali dimensioni del fenomeno erosivo. Adesso, invece, sono circa due chilometri quelli per i quali la Struttura commissariale, guidata dal presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci e diretta da Maurizio Croce, ha finanziato la progettazione, pubblicando la gara per affidare, contestualmente, anche le indagini sedimentologiche, biologiche e archeologiche.

Per schermare quest’altro tratto di litorale si prevede di realizzare pennelli a mare in ghiaia e materiale sabbioso lunghi settanta metri. Strutture che dovrebbero portare benefici pure per la spiaggia a levante del Longano, consentendo di proteggere, di riflesso, anche il centro abitato di Calderà, uno dei luoghi più affollati durante il periodo estivo.

Porto della Spezia, presidente Toti: un tavolo con Emilia e Toscana per Mini Pontremolese

Road map in attesa dell’opera complessiva

È il secondo porto italiano, sta facendo bene e ha tutta la nostra attenzione

La Spezia-Una mini Pontremolese attraverso un tavolo interregionale anche con Emilia e Toscana per realizzare una serie di opere in grado di dare le risposte che il territorio si aspetta, in attesa del progetto complessivo. Un’opera su cui si deve ragionare concretamente, a cominciare da iniziative concrete: dall’implementazione delle stazioni che non consentono l’incrocio dei treni sulla linea e da una riduzione delle tariffe da parte di RFI, in attesa del progetto complessivo di raddoppio che richiede più tempo.

È l’impegno di Regione Liguria comunicato oggi dal presidente di Regione Liguria Giovanni Toti nell’incontro svoltosi presso l’Autorità Portuale del Mar Ligure Orientale alla Spezia alla presenza degli operatori portuali. Una riunione per fare il punto sulle esigenze degli addetti ai lavori in porto a cui hanno preso parte, tra gli altri, l’assessore regionale alle Infrastrutture Giacomo Giampedrone, la presidente dell’Autorità Portuale Carla Roncallo e il segretario generale Giuseppe Di Sarcina, la parlamentare Manuela Gagliardi e il sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini.

Il tema delle infrastrutture è stato al centro dell’incontro, insieme a quello della sicurezza in un porto, quello della Spezia che ha percentuali di trasporto su ferro superiori al resto d’Italia, a cui si devono dare risposte concrete e strategiche per la comunità.
“La ferrovia rappresenta un elemento fondamentale per lo sviluppo del porto della Spezia – ha sottolineato il presidente di Regione Liguria – E la Pontremolese deve essere inserite dentro le reti Ten-T e diventare prioritaria in Europa nel 2023. Un periodo nel quale il ruolo di Regione Liguria sarà ancora di più fondamentale se riesce a mettere insieme le volontà delle regioni limitrofe, per avere un consenso comune e presentarsi ai tavoli di revisione delle reti Ten con un consenso allargato e interregionale”.

“Per noi la Pontremolese è un’infrastruttura prioritaria – ha detto Toti – e in attesa del raddoppio definitivo si può ragionare per gradi, per migliorare l’operatività dello scalo”. Regione Liguria, ha ricordato il governatore, sta prestando la massima attenzione al porto della Spezia dove, in primavera, partiranno i lavori per i binari che consentiranno la creazione di treni da 750 metri”. “Inoltre – ha continuato Toti – stiamo lavorando con Rfi per ragionare sulle tariffe di traccia che possono essere un altro aiuto alla competitività di questo porto. Un porto che è cresciuto, è all’avanguardia in Italia: ha raggiunto il milione di crocieristi, per i contenitori è il secondo porto del paese in una regione che ha già il primo porto per numero di contenitori e tutto questo dà l’idea dell’importanza della Liguria. È un porto che sta facendo bene e che merita tutta la nostra attenzione”.

Toti ha voluto anche ricordare, rispondendo ad eventuali obiezioni che “Non vi è nessun rischio di divisione tra città e porto se ognuno continua a fare la sua parte secondo un percorso di investimenti largamente conosciuto e condiviso. Oggi infatti la città di Spezia e il porto sono molto più integrati di un tempo e La Spezia è uno dei modelli di Liguria che vorremmo costruir”. “Quest’anno – ha aggiunto il presidente – sono infatti previsti quasi 1 milione di crocieristi. Un obiettivo che si può raggiungere perché è stato perseguito negli anni scorsi e che ci conferma che è stata fatta la scelta giusta”.

“Attualmente c’è un progetto che prevede ampiamenti di banchine, un molo nuovo, un progetto importante riguardante la stazione marittima e la riqualificazione del waterfront della città per molte decine di milioni di euro di investimenti – ha continuato Toti – Per dare gambe a questo piano e farlo andare avanti occorre che tutti si mettano d’accordo e che si assumano un impegno concreto. Non c’è nulla da discutere o da litigare, ma solo fare”.

Il porto della Spezia è avanti anche sul tema della sostenibilità ambientale: ha infatti una percentuale di ferro superiore agli altri porti ed è pronto a diventare primo porto per sostenibilità e infrastrutture. Anche grazie all’elettrificazione delle banchine e allo switch previsto sui carburanti a minor contenuto di zolfo.

Questo per dire che nel complesso tessuto industriale della Spezia, il suo porto è cresciuto di più in assoluto insieme a Genova e insieme al mercato turistico.

“La politica, secondo il governatore, deve fare la sua parte e penso che lo stia facendo cercando interlocutori e sensibilizzando il governo centrale. Ma affinché ci sia la giusta sensibilità i progetti vanno condivisi da tutti i soggetti: Regione, Comune, chi fa impresa, opinion leader dei territori. Oggi è il primo passo per una città che rappresenta un modello su cui mi auguro incida anche la transizione dal carbone al gas della centrale Enel. Il fatto che si possa fare impresa e shipping in uno degli scenari turistici più suggestivi d’Italia è un altro motivo di vanto. Tutti dobbiamo condividere e trasferire ciò in un dibattito nazionale che deve avere in primo piano il tema della logistica, della pontremolese, delle regole e della riorganizzazione del porto”.

IL NAUTILUS Anno 14 N°3

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato allo shipping con un focus sul soccorso in mare e sulla Brexit, il ruolo del porto di Salerno e la "Barletta marinara". Poi un approfondimento sui fari di Brindisi ed uno sul trasporto ad emissioni zero con Emma. E ancora, approfondimenti sulle crociere e sulla sicurezza nei nostri porti.
poseidone danese

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