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Storie scritte da Redazione

Livorno cerca la sua Via della Seta

LIVORNO – Cina-Pireo-Livorno, è questo l’asse lungo cui potrebbe svilupparsi il futuro dello scalo labronico. Se ne è parlato a Palazzo Rosciano, durante un incontro cui hanno preso parte il console onorario della Repubblica Popolare Cinese a Firenze, Wan Fuguo, e il console onorario della Grecia, Elena Konstantos; a riceverli, oltre al padrone di casa, Stefano Corsini, anche il sindaco cittadino Filippo Nogarin e il dirigente della promozione dell’ente portuale, Gabriele Gargiulo.

Non è un caso che nel quartier generale della Port Authority il console cinese e quello greco si siano presentati insieme. Dal 2016 il porto del Pireo è infatti in mano alla Cina attraverso il colosso Cosco ed è diventata una delle più importanti teste di ponte tra i mercati dell’Estremo Oriente e quelli dell’Europa Centro-Occidentale. Per Livorno potrebbe dunque presentarsi la possibilità di sviluppare collegamenti feeder con lo scalo ateniese che quasi un anno fa ha accolto presso il suo principale terminal container le prime unità navali da 20 mila Teu. Non solo: i due scali potrebbero traguardare inedite sinergie anche sul fronte dei rotabili, che rimane il business principale del porto della Città dei Quattro Mori.

L’idea di una collaborazione commerciale tra i tre Paesi non nasce certo oggi, ma è stata preparata attraverso una serie di incontri interlocutori che lo stesso presidente Corsini ha avuto nei mesi scorsi con il console greco Konstatos, che si è offerta di fare da intermediario con l’establishment politico cinese. Si tratta di un feeling che si è venuto a creare in tempi non sospetti e che è stato valorizzato quest’oggi dallo stesso console cinese, che ha asserito di essere venuto in visita a Livorno anche su richiesta del numero uno della Piraeus Port Authority, FU Chengqiu, e dei vertici del Piraeus Container Terminal, con cui vanta ottimi rapporti.

«Il nostro obiettivo è quello di promuovere la collaborazione tra Livorno e il Pireo – ha detto Fuguo –, riteniamo ci siano le condizioni per approfondire le possibili convergenze tra i due porti».

Gli ambiti di collaborazione potrebbero essere molteplici e svilupparsi nel quadro degli investimenti che la Cina sta portando avanti nel nome della Belt and Road Initiative, la nuova strategia commerciale con la quale Pechino potrebbe arrivare ad attivare tra i 1000 e 1400 miliardi di dollari di investimenti infrastrutturali. Si tratta di un progetto di un’ampiezza straordinaria di cui potrebbe beneficiare tutto il tessuto produttivo locale. Non a caso all’incontro ha partecipato anche il sindaco, la cui città ha fame di nuove occasioni di sviluppo industriale anche a seguito della recente crisi che ha investito il territorio: «Il porto e la sua città lavorano in stretta sinergia – ha dichiarato Nogarin, che ha così voluto mettere sul tavolo delle trattative l’ottimo rapporto che esiste tra Comune e l’Autorità Portuale – in alcune realtà i rapporti tra i due enti costituiscono un freno allo sviluppo di nuove occasioni, qui da noi sono invece sono un punto di forza».

L’incontro si è poi spostato in porto e ha consentito agli ospiti di farsi un’idea più chiara dello scalo portuale e delle potenzialità che questo sarà in grado di esprimere una volta realizzato il nuovo terminal container del porto (la Darsena Europa), vero asset sul cui futuro sono in molti a scommettere e sui cui sia Nogarin che Corsini hanno a più riprese richiamato l’attenzione dei due diplomatici.

La riunione, per ora soltanto interlocutoria, ha avuto già degli sviluppi, tanto che il console onorario cinese, il presidente Corsini e il sindaco si sono detti disponibili a proseguire la discussione direttamente in Grecia, presso il Porto del Pireo, dove dovrebbe essere organizzato un incontro con i vertici dello scalo ateniese.

«Grazie ai collegamenti con il Pireo, Livorno può aspirare a diventare un hub importante per la Cina sia nel traffico containerizzato che in quello dei rotabili – ha dichiarato Corsini – riteniamo da questo incontro possano nascere inedite possibilità di sviluppo per il nostro porto».

FIRMATA INTESA PER LO SPOSTAMENTO DEL PUNTO FRANCO A BAGNOLI DELLA ROSANDRA

TRIESTE  - Passo decisivo nell’iter di spostamento del regime giuridico di Punto Franco presso Bagnoli della Rosandra nell’area di proprietà dell’Interporto di Trieste, dove si sta incardinando un polo retroportuale logistico e industriale che darà nuova linfa allo scalo giuliano.
È stata firmata oggi presso la Torre del Lloyd l’intesa tra l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, la Prefettura di Trieste, la Regione Friuli Venezia Giulia, i Comuni di Trieste e San Dorligo della Valle e il Consorzio di Sviluppo Economico Locale dell’Area Giuliana.

Si tratta di un atto propedeutico, ma fondamentale per arrivare alla successiva emanazione del decreto a firma del presidente dell’Autorità di Sistema Portuale e quindi alla partenza operativa, nei prossimi giorni, delle attività in capo all’Interporto di Trieste. La procedura prevede infatti che lo spostamento del Punto Franco avvenga con un provvedimento del presidente dell’Autorità di Sistema Portuale, previa intesa con la Regione, i Comuni e le altre Istituzioni interessate. “Questa giornata è una data storica per il programma di sviluppo del porto, ma soprattutto per la nostra città e la nostra Regione. Parte FREEeste la nuova free zone industriale di Trieste”. Ha aperto così il presidente dell’Authority, Zeno D’Agostino. Pensiero condiviso dalle Autorità presenti all’incontro: Annapaola Porzio (prefetto di Trieste), Graziano Pizzimenti (assessore alle Infrastrutture e territorio della Regione FVG), Roberto Dipiazza (sindaco del Comune di Trieste), Sandy Klun (sindaco del Comune di San Dorligo della Valle), Antonio Paoletti (presidente della Camera di Commercio della Venezia Giulia).

La struttura di Bagnoli della Rosandra, acquisita dall’Interporto di Trieste da Wärtsila Italia nel dicembre 2017, con un investimento totale di circa 21 milioni di euro, comprende un’area di 240 mila metri quadri, di cui 74 mila coperti e include un raccordo ferroviario  con la stazione di Aquilinia. L’acquisizione è nata da una carenza di spazi a Fernetti per ospitare attività logistica. “Questa è un’operazione fondamentale – spiega Giacomo Borruso, presidente dell’Interporto di Trieste – perché ha permesso la realizzazione di un’area retroportuale adeguata alle attuali esigenze di sviluppo dello scalo giuliano. Ora con il Punto Franco prevediamo un ulteriore aumento delle nostre attività”.

Entro pochi giorni, infatti, il comprensorio godrà dei benefici del regime di Punto Franco, anche se  l’inaugurazione ufficiale delle struttura è prevista a febbraio. Va rilevato che l’Interporto sta già operando nei nuovi magazzini da giugno 2018  con l’acquisizione di  ulteriori traffici (coils e forestali), e l’avvio di operazioni di movimentazione e deposito a supporto dell’industria locale come Wärtsila Italia e Mangiarotti. Ad oggi, ancor prima dell’introduzione del nuovo regime, sono già state movimentate 37 mila tonnellate di merce. Una parte delle aree coperte verrà inoltre attrezzata come magazzino refrigerato con una prima unità di 20 mila posti pallet, sia a supporto dell’export dei prodotti regionali, sia per l’import di prodotti deperibili in distribuzione in tutta Europa.

Lo step successivo sarà rendere operativa la parte ferroviaria. “L’area è completamente efficiente proprio grazie alla presenza della ferrovia. L’Autorità di Sistema investe solo dove vi è la presenza di binari”, specifica D’Agostino. Nel comprensorio esiste un raccordo ferroviario interno, che sarà completamente rimesso a nuovo e allacciato alla stazione di Aquilinia tramite una bretella di 2 chilometri di proprietà di COSELAG, il Consorzio di Sviluppo Economico Locale dell’Area Giuliana.  I lavori di riattivazione della stazione di Aquilinia saranno invece portati avanti da RFI, con un investimento di circa 17 milioni di euro. Con la fine dei lavori ferroviari, previsti entro l’inizio del 2020, Aquilinia diventerà stazione di riferimento per tutto il porto industriale, collegando FREEeste, Piattaforma Logistica e Area Ex-Aquila.

Riva di Traiano: domenica riparte l’invernale

RIVA DI TRAIANO – Riprende domenica 20 gennaio 2019 il Campionato Invernale di Riva di Traiano – Trofeo Paolo Venanzangeli con una giornata in cui a farla da padrone dovrebbe essere lo scirocco, che è previsto in entrata alle prime luci dell’alba e  costante sugli 8 nodi per tutta la giornata che potrebbe presentare anche squarci di bel tempo.

“Sole o pioggia poco importa – commenta il presidente del CNRT Alessandro Farassino – l’importante è che si ricominci a regatare per questo Invernale sempre più interessante. Speriamo nei rientri a breve di qualche barca ancora in cantiere per lavori come Duende o Libertine, e nell’esordio del nuovo Luduan 2.0 che aspettiamo con curiosità oltre che con affetto. A breve, il 1° febbraio, avremo anche la conferenza stampa di presentazione della Roma per 2, per la quale ci sono già pervenute molte iscrizioni informali, con la partenza anticipata al sabato e tante altre novità per la classica di apertura della grande stagione dell’altura italiana”.

Il nuovo anno presenta ai vertici della classifica IRC Regata il First 40 di Gianrocco Catalano, Tevere Remo-Mon Ile, che dovrà guardarsi le spalle soprattutto da Ulika, Swan 45 di Stefano Masi, e da Milù III, Mylius 14E55 di Andrea Pietrolucci. Classifica nella classifica quella degli scafi in classe IRC2, che vede al comando Canopo, GS 39.2 di Andrea Majolino, seguito da Vulcano 2, First 34.7 di Giuseppe Morani, e da Vag 2, GS 40B di Alessandro Canova.

Molto più intricata la situazione in ORC, con un solo punto a dividere il leader Milù III, da Ulika e da Tevere Remo-Mon Ile. In Crociera, Roberto Padua con il suo First 36.7 Malandrina, condivide il primato a pari punto con Federico Galdi e il suo X362 Sport Soul Seeker. La coppia è seguita a soli 3 punti da  Fly Away 2, Dufour 40 di Magliacani/Di Grazia. First Wave di Guido Mancini e Fair Lady Blue di Oscar Campagnola, guidano rispettivamente le classifiche in Gran Crociera e nella X2.

NOMINE IMPORTANTI IN CASA NAUTICA ITALIANA NEL SEGNO DEL SOSTEGNO AL COMPARTO

MILANO – Una nuova rotta, complementare agli interessi dell’Associazione, di rilievo nazionale e internazionale per il Direttore Generale Marco Cappeddu, ed il Segretario Generale Lorenzo Pollicardo che hanno, infatti, accettato nuovi ruoli professionali.

Marco Cappeddu andrà a ricoprire un nuovo e prestigioso incarico istituzionale mantenendo per il momento le deleghe operative “pro tempore” fino all’insediamento e relativa comunicazione del nuovo riassetto organizzativo.
Lorenzo Pollicardo, invece, sarà il nuovo Technical & Environmental Director di SYBAss, l’Associazione internazionale che raggruppa i maggiori costruttori di Superyacht.

Due ruoli operativi pienamente sinergici con la mission di Nautica Italiana che avranno modo di contribuire, grazie alle nuove realtà istituzionali di riferimento, ad allargare la discussione e la visibilità relativa al comparto nautico includendo, così, settori strategici all’ulteriore consolidamento della leadership industriale italiana.

L’Associazione desidera ringraziare Marco Cappeddu e Lorenzo Pollicardo per il grande impegno e l’operato profuso sin dalla fondazione a servizio del progetto di Nautica Italiana, che oggi conta oltre 100 aziende associate e ha creato un solco innovativo nelle modalità di rappresentanza del settore.

L’AdSP MAM investe nella sicurezza per i lavoratori portuali

BARI – L’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale ha interamente finanziato un corso di formazione destinato ai lavoratori che operano nel porto di Bari, con l’obiettivo di implementare i livelli di sicurezza, attraverso conoscenze specifiche su metodologie, strumenti e servizi di prevenzione degli infortuni sul lavoro.

L’evento formativo, organizzato di concerto con ASL Bari, Capitaneria di Porto e Inail si svolgerà in un’unica giornata il 13 febbraio, 8 ore suddivise in due moduli, presso la sede di Bari dell’AdSP MAM.

Parteciperanno datori di lavoro, dirigenti, preposti, responsabili e addetti al servizio di prevenzione e protezione, rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza aziendale e di sito, territoriali, responsabili di sistema di gestione della salute e della sicurezza.

Durante la giornata sono previste esercitazioni applicative, casi studio ed esempi. In particolare, verrà illustrato il quadro del fenomeno infortunistico, incluse le cause e le dinamiche registrate; mettendo in evidenza quali siano gli strumenti operativi per prevenire infortuni che spesso risultano fatali per gli operatori.

“I lavoratori portuali sono il vero motore del porto- commenta il presidente dell’AdSP MAM Ugo Patroni Griffi. Effettuano un lavoro che richiede alta specializzazione e che, in certi casi, presenta alti rischi. Abbiamo inteso investire sulla formazione, per migliorare le performance di sicurezza in banchina, a tutela dei lavoratori e delle imprese.”

L’evento formativo, rientra sia tra gli obiettivi del “Piano dell’Organico delle imprese operanti nei porti gestiti dall’AdSP MAM”, approvato dal Comitato di Gestione nello scorso ottobre, sia tra quelli del “Patto per la tutele e la crescita del lavoro” sottoscritto, lo scorso 4 maggio, da AdSP, organizzazioni sindacali, associazioni di categoria di industria e commercio e dalle imprese portuali.

LA FREGATA MARGOTTINI PARTE PER IL MEDIO ORIENTE E MAR ARABICO

LA SPEZIA – Oggi la Fregata Europea Multi Missione (FREMM) Carlo Margottini è partita dalla base navale di La Spezia, per iniziare una campagna navale che la vedrà impegnata in Oceano Indiano, Medio Oriente e Mare Arabico (MOMA) per svolgere attività di presenza e sorveglianza a tutela delle linee di traffico marittimo di interesse nazionale.

La campagna rientra, inoltre, nell’ambito delle attività  svolte nel settore della cooperazione internazionale e del dialogo tra i Paesi dell’area con cui l’Italia intrattiene importanti rapporti politico-diplomatici, economici ed industriali, rappresentando, dunque, un’importante occasione per promuovere in modo integrato il “Sistema Paese”, affiancando e supportando le attività di importanti rappresentanti dell’industria nazionale per la difesa come Fincantieri, Leonardo, MBDA ed Elettronica, la cui collaborazione con la Marina Militare e la Difesa ha reso possibile la stessa campagna.

Nave Margottini farà tappa a Karachi (Pakistan), dove prenderà parte all’esercitazione “Aman 2019” con la marina pakistana insieme ad altri 19 paesi, ad Abu Dhabi dove parteciperà alla “Naval Defence Exhibition” (NAVDEX 2019) nell’ambito dell’“International Maritime Defence Exhibition & Conference” (IDEX 2019), a Kuwait City (Kuwait), a Damman (Arabia Saudita) e a Muscat (Oman).

La partecipazione di Nave Margottini alla IDEX-NAVDEX 2019 dimostra l’attenzione della Marina Militare verso gli sviluppi tecnologici e il ruolo che ricopre nelle collaborazioni con l’industria nazionale nella progettazione e realizzazione di piattaforme e sistemi avanzati quali le unità della classe FREMM.

Al via le ispezioni Mit su AdSP di Civitavecchia, Ravenna e Taranto

ROMA –  Sono in corso le verifiche a campione da parte di ispettori del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sulla gestione delle Autorità di Sistema portuale di Civitavecchia, Ravenna e Taranto.

Su indicazione del Ministro Danilo Toninelli, la Direzione Generale del Mit per la vigilanza sulle Autorità portuali, le infrastrutture portuali e il trasporto marittimo e per vie d’acqua interne ha portato a compimento tutte le procedure di nomina di una commissione ispettiva ad hoc composta dal direttore generale della RAM S.p.a. Francesco Benevolo, in qualità di presidente; dal dirigente del Mit Eugenio Minici e dal Capitano di Vascello Sandro Gallinelli, in servizio presso il Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto.

La commissione è stata incaricata di effettuare ispezioni sull’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Centro-Settentrionale di Civitavecchia, sull’Autorità di Sistema portuale del Mar Adriatico Centro-Settentrionale di Ravenna e sull’Autorità di Sistema portuale del Mare Ionio di Taranto.

L’attività di ispezione, attualmente in corso e che avrà una durata massima di sei mesi, punta in particolare a verificare la gestione dei rispettivi porti delle tre Autorità, con riguardo anche ai profili economico-finanziari, legale-amministrativi e tecnici.

Continua il lavoro del Comitato di Indirizzo della ZES campana

NAPOLI – Si è tenuta la terza riunione del Comitato di Indirizzo della ZES Campania. Il Comitato ha preso atto con soddisfazione degli emendamenti, sostenuti anche dal Governo, presentati in Parlamento al Decreto Semplificazione, in fase di conversione: le proposte costituiscono un positivo passo in avanti per consolidare il pacchetto localizzativo, prevedendo il dimezzamento dei tempi per i procedimenti amministrativi, eventuali autorizzazioni, licenze, permessi, l’istituzione delle aree doganali intercluse, il termine perentorio di 90 giorni per gli interventi relativi agli oneri di urbanizzazione primaria.

Proprio per questa ragione, Il Comitato ha deciso di attendere, per la formalizzazione del bando, la conversione del Decreto Semplificazione, al fine di poter incorporare tali elementi di innovazione rilevanti dal punto di vista della attrattività.
Intanto, la Regione Campania ha deliberato l’istituzione della Cabina di Regia per la ZES, e si appresta a mettere in atto le misure aggiuntive di carattere regionale, che costituiranno ulteriore sostegno al miglioramento della attrattività per gli investitori.

Infine, il Comitato ha proceduto ad analizzare e ad approfondire il contenuto del bando, che sarà emanato entro metà febbraio. La successiva riunione del Comitato di Indirizzo è stata convocata per il 25 gennaio.

Porto di Livorno: tornano operativi 2 accosti per la manutenzione delle navi

LIVORNO – Tornano di nuovo operative, dopo oltre un anno di stop, due banchine del porto di Livorno destinate alla manutenzione navale. Si tratta degli accosti 76 e 77 Est, i quali erano stati interdetti a causa della presenza di una gru pericolante, la cui rimozione è terminata in questi giorni. Le due banchine sono pubbliche e fanno parte del compendio dei bacini di carenaggio, per l’assegnazione del quale è in corso una gara pubblica con due partecipanti.

Una parte di questi accosti dovrebbe essere assegnata, almeno fino a luglio 2019, per l’allestimento di tre yacht di Azimut Benetti, società che partecipa alla gara per l’assegnazione del compendio. Ad annunciarlo pubblicamente lo scorso 14 dicembre scorso era stato il presidente dell’Autorità di sistema portuale del Tirreno settentrionale Stefano Corsini, nel corso di una conferenza stampa congiunta col sindaco Nogarin e con il comandante del porto di Livorno, tenutasi proprio nella sede di Livorno di Azimut Benetti.

QUATTRO WILD SPIRITS OLANDESI DOMANO LA TALISKER WHISKY ATLANTIC CHALLENGE

ANTIGUA – Il team Dutch Atlantic Four è il primo classificato della Talisker Whisky Atlantic Challenge, diventando il primo equipaggio olandese a vincere quella che è giudicata la gara di canottaggio più dura al mondo. Il quartetto ha dimostrato coraggio e determinazione necessari per superare le durissime condizioni atmosferiche e superare l’Oceano Atlantico, tagliando il traguardo con un tempo di 34 giorni, 12 ore e 9 minuti.

Marcel Ates (58), Erik Koning (51), Bart Adema (34) e David de Brujin (33) sono arrivati sulle coste di Antigua questa notte, accolti da una folla di amici, familiari e persone della piccola isola caraibica, che attendevano con il fiato sospeso il loro arrivo. Vincendo le onde e il vento lungo una tratta di più di 3000 miglia, i Dutch Atlantic Four hanno saputo conquistare il primo posto grazie ad un’incredibile resistenza mentale e fisica. Gli olandesi hanno mantenuto la prima posizione battagliando lungo la rotta con due equipaggi britannici, gli Oar Inspiring e i Nauti Boys, riuscendo a staccare gli inseguitori attesi all’arrivo in serata, a meno di 24 ore di distanza dai vincitori per una gara entusiasmante fino all’ultimo.

“La gara è stata davvero provante, più di quanto ci aspettassimo, ma ne siamo usciti assieme, come team, provando un rinnovato rispetto per l’oceano, questo enorme pista dove noi, su una piccola imbarcazione, siamo riusciti a danzare su ogni onda. Gli equipaggi britannici ci hanno dato davvero filo da torcere, ma ciò ci ha spinto a dare il massimo e spingerci oltre i nostri limiti; dopo il primo checkpoint abbiamo capito che eravamo davanti e ci siamo ripromessi di difendere il vantaggio come leoni. È stata davvero un’avventura unica, di quelle che ti cambiano la vita, un’opportunità per uscire dalla quotidianità e raggiungere un traguardo incredibile, impensabile” ha dichiarato Marcel, skipper del team olandese.

Tutti i membri degli equipaggi avevano fatto esperienza sulle acque dei fiumi in passato, ma questa gara è stata la prima volta nell’oceano per ciascuno di loro, qualcosa di completamente diverso da tutto ciò a cui erano abituati. Tra i membri del Dutch Atlantic Four figurano un Art Director (David), un Project Manager (Bart), un apicoltore e proprietario di una fattoria (Erik) capitanati da un appassionato di sport acquatici (Marcel) che, così come gli altri team, hanno trovato nella gara un’occasione per sensibilizzare e raccogliere fondi a favore di cause benefiche. Gli olandesi hanno attraversato l’Atlantico in nome di Precious Plastic, una comunità globale formata da centinaia di persone che lottano contro l’inquinamento della plastica, aiutando a tenere puliti i nostri mari e proteggendo l’ambiente, e Kika, un’associazione che promuove la ricerca medica focalizzata sull’infanzia.

La Talisker Whisky Atlantic Challenge è un’esperienza assolutamente unica, in grado di cambiare la vita. Ogni partecipante brucia circa 8.000 calorie al giorno, perdendo approssimativamente il 20% del peso corporeo durante la gara. Oltre alla sfida dal punto di vista fisico, gli atleti devono collaborare per rimanere mentalmente forti, soprattutto perché trascorrono il giorno di Natale e la vigilia di Capodanno lontani dalle famiglie durante questa sensazionale avventura, che dura dai 35 ai 90 giorni. Nelle avversità, sono inoltre testimoni di momenti mozzafiato, a stretto contatto con la natura, immersi nella straordinaria vita marina e in tramonti spettacolari.

Lisa Everingham, Global Talisker Marketing Manager, commenta così: “Siamo molto felici per i Dutch Atlantic Four e ammiriamo la loro determinazione in ogni momento della gara che li ha portato a vincere questa edizione. È stato un vero privilegio non solo sostenerli in quest’avventura capace di cambiare la vita, ma anche aver preso parte al loro viaggio. Questa gara è davvero unica, spinge i partecipanti a spogliarsi delle vesti della vita frenetica di tutti i giorni, per riabbracciare la natura e riscoprire ciò che più conta.”

La Talisker Whisky Atlantic Challenge è un’esperienza unica, che riesce a cambiare la vita delle persone che ne prendono parte. Alcuni dati significativi:
Distanza: 3,000 miglia dalle coste de La Gomera, Isole Canarie, attraverso l’Oceano Atlantico sino a English Harbour, Antigua
Numero di team: 28, con 88 rematori totali
Nazioni partecipanti: Regno Unito, Stati Uniti, Francia, Sud Africa, Olanda, Danimarca, Australia, Nuova Zelanda, Belgio, Bermuda & Antigua
Consumo calorico: 8,000 al giorno, perdita del 20% del peso corporeo durante la gara
Motivazioni: Ogni team raccoglierà i fondi da donare a favore di una causa, che li spronerà a proseguire l’avventura di una vita.

IL NAUTILUS Anno 13 N°4

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato alle crociere con un focus sull'Italian Cruise Watch e l'Ocean Cay di MSC Crociere. Due interviste esclusive ai presidenti di Autorità di Sistema: Pietro Spirito e Sergio Prete. Una riflessione sulla "Rotta Artica" ed un approfondimento sulla fascia costiera brindisina: estetica, criticità ed opportunità. Poi approfondimenti sulle Zes ed un progetto: "COSIRIFAREIBARI" che mira a cambiare il modo di spostarsi in città.
poseidone danese

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