Home » Archivio Autore
Storie scritte da Redazione

LAVORATORI PORTUALI TERMINAL CROCIERE: FATE RIPARTIRE LE CROCIERE SUBITO ANCHE A VENEZIA

SCEGLIETE CON URGENZA LA SOLUZIONE DEFINITIVA PER ASSICURARE LA STAGIONE 2021

I lavoratori scrivono al Governo, alle Istituzioni locali e ai candidati per creare le condizioni per far ripartire subito le crociere anche a Venezia e per scegliere al più presto una soluzione che ovvi il passaggio a San Marco gestendo al contempo la transizione per assicurare un futuro agli oltre 4000 lavoratori e alle loro famiglie.

“Anche noi votiamo, non chiediamo sussidi ma che ci venga assicurata la dignità del nostro lavoro e riconosciuta l’eccellenza che nel mondo ci invidiano”

Venezia- Si è tenuta oggi al il Piazzale Isonzo della Stazione Marittima di Venezia una conferenza stampa cui hanno preso parte i lavoratori delle imprese portuali che operano con e per le crociere oggi per la maggior parte in cassaintegrazione, che hanno voluto far sentire la propria voce davanti a quello che è stato definito “un silenzio assordante della politica e delle istituzioni”.

Nel corso della mattinata hanno preso la parola alcuni dei rappresentanti dei lavoratori per far presente che, nonostante sia giunto da Roma il via libera alla crocieristica, la città di Venezia rischia di restare tagliata fuori dalla ripresa delle crociere per non aver saputo dare una pronta risposta al settore che da oltre 10 anni chiede una soluzione alternativa per far giungere le navi e i crocieristi in città.
Una soluzione che, spesso si dimentica, garantirebbe il mantenimento del l’home Port a Venezia e con esso tutta l’economia di fornitura, i posti di lavoro e i servizi collegati alle navi.

I partecipanti, che si sono dichiarati unanimemente a favore di una soluzione alternativa che ovvi il passaggio davanti a San Marco, hanno sottolineato la necessità che la politica e le istituzioni diano una risposta chiara e immediata per consentire alle crociere di tornare a Venezia in piena sicurezza e di non mettere così a rischio anche la stagione 2021, dopo che la stagione 2020 sembra irrimediabilmente perduta.

Le mancate decisioni della politica unite alle dichiarazioni e alle minacce di manifestazioni e tafferugli da parte dei comitati del “no” hanno infatti allontanato le compagnie che stanno lentamente ricominciando a viaggiare con il benestare del Governo e con protocolli di sicurezza anti-Covid molto severi. La scelta di preferire lo scalo Trieste piuttosto che a Venezia non è accettabile perché mette a rischio oltre 4000 lavoratori e migliaia di famiglie il cui futuro oggi è quantomai incerto.

Gli ammortizzatori sociali concessi dallo Stato per far fronte all’avvento della pandemia stanno per terminare ma i lavoratori hanno chiaramente sottolineato che oggi a Venezia è in gioco non solo un comparto rilevante per l’economia locale ma soprattutto la dignità dei lavoratori che non chiedono di ricevere sussidi o “adeguato welfare”, come da alcuni paventato, ma vogliono poter contare sul loro posto di lavoro e sul loro stipendio guadagnato onestamente.

Mettere in discussione la crocieristica a Venezia non è una semplice questione ambientale o di immagine, non si può giocare con il futuro dei lavoratori e delle famiglie che fino ad oggi sono rimaste in silenzio attendendo una decisione ma che oggi – davanti alla possibilità di occupazione zero – lanciano da un terminal silenzioso e inoperoso un grido di allarme e preoccupazione che non si esclude possa sfociare in ulteriori manifestazioni nelle prossime settimane.

Manifestazioni che, sempre nel rispetto della sicurezza e con il garbo che ha contraddistinto i lavoratori portuali in questi anni, mirano a portare all’attenzione de Governo, della politica locale e dei candidati alle prossime elezioni regionali e cittadine, un dissenso e una preoccupazione che non è più sostenibile.

Il rischio, hanno ribadito, è quello di gettare a mare un intero settore produttivo, florido e sempre più sostenibile, per la paura di decidere. I lavoratori ritengono infatti che non solo vada identificata una soluzione tra i progetti presentati su cui vi è maggiore convergenza istituzionale che rappresentano una alternativa concreta al passaggio davanti a San Marco ma che questo vada fatto velocemente e studiando contestualmente tutte le misure necessarie per agevolare la transizione salvaguardando il traffico e la relativa occupazione. Non è più dunque un semplice appello ma una vera necessità per non mettere a rischio il futuro di una parte importante della città, della sua economia e di un importante bacino di votanti che non si accontentano più proclami ma pretendono soluzioni concrete e certezze per il futuro.

L’appello di oggi è solo l’inizio di un percorso che vedrà la nascita di un tavolo permanente dei lavoratori e delle imprese portuali che mira a sostenere un futuro compatibile e sostenibile per la crocieristica e lottare – tutti assieme – per assicurare un futuro alle famiglie coinvolte da questa assurda situazione.

Il tavolo è aperto alla partecipazione di tutti i lavoratori portuali nella convinzione che la prima fonte di occupazione e reddito del Veneto che conta oltre 22 mila occupati, il Porto, sia un bene da salvaguardare, rilanciare e potenziare e non debba essere mai messo in discussione per la paura di decidere o il timore di un confronto. Fino ad oggi sono state ascoltate le voci di molti è ora che anche il Porto faccia sentire la sua, una voce di esperti e conoscitori del settore una voce, quella dei lavoratori portuali, che ha contribuito a rendere grande Venezia nei secoli.

Nel corso della mattinata, sono stati ricordati alcuni dati provenienti dai più recenti studi condotti da importanti centri di ricerca, riconosciuti a livello internazionale, che certificano che l’economia del mare a Venezia genera un impatto economico positivo non solo per la città ma per tutta l’Italia pari a 410 milioni di euro, creando più di 7mila posti di lavoro stabili. Nella nostra città, la spesa diretta di passeggeri, equipaggi e navi ogni anno raggiunge i 155 milioni, pari a 426mila euro ogni giorno, che diventano 676mila se si considerano solo i giorni in cui almeno una nave è in città. Con i suoi 1,41 milioni di passeggeri, la crocieristica ha coperto quasi il 3% del Pil dell’economia di Venezia.

Ma è necessario andare oltre l’occupazione e le attività dirette ma vanno considerate anche le attività dell’indotto che, come tutti, stanno soffrendo del calo delle presenze e non possono contare sullo stesso giro d’affari pre-pandemia. Venezia vanta una produzione pari a 5,6 miliardi di euro (dati Istat 2015 elaborati dalla Cgia di Mestre). Per un quinto è merito dell’area portuale della città, comprese le attività di crociera e quindi di transito di turisti. Le attività economiche presenti sulla terraferma e nella città insulare generano quasi 1,1 miliardi, ascrivibili al settore dei trasporti/magazzinaggio. Poco meno del 20% della ricchezza comunale, quindi, è “generato” dal porto commerciale e dalle attività collegate a questo settore.  Si tratta di dati rilevanti che la miopia nel non voler trovare una soluzione sostenibile per la crocieristica mette a rischio. Non si tratta quindi di ascoltare la voce dei lavoratori portuali del settore crociere che oggi prendono una posizione ma di ascoltare anche tutti gli altri lavoratori e imprenditori dell’indotto che in assenza di soluzioni concrete potranno intravvedere davanti a loro solo un destino a tinte fosche.

Infine i lavoratori hanno annunciato che se Costa Crociere confermerà la scelta di tornare a Venezia per la stagione 2020 con una nave, i lavoratori saranno pronti ad accoglierla ed a offrire alla compagnia e ai passeggeri il miglior servizio possibile che ha sempre contraddistinto il Porto Crociere di Venezia e le migliori misure di sicurezza anti Covid,. Lo stesso varrà per tutte le compagnie che vorranno tornare e aiutare così Venezia a garantire un futuro ai lavoratori e alle famiglie.

Lettera aperta inviata al Governo e alle Istituzioni Locali

Ill.mo Sig. Presidente del Consiglio Avv. Giuseppe Conte
Ill.mo Sig. Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Dott.ssa Paola De Micheli
Ill.mo Sig. Ministro dell’Ambiente Dott. Sergio Costa
Ill.mo Sig. Ministro dello Sviluppo Economico Ing. Stefano Patuanelli
Ill.mo Sig. Ministro per i Beni e Attività Culturali e del Turismo Avv. Dario Franceschini
Ill.mo Sig. Presidente della Regione Veneto Dott. Luca Zaia
Ill.mo Sig. Sindaco di Venezia Dott. Luigi Brugnaro
Gentili Candidati alle elezioni regionali del Veneto e del Comune di Venezia

E p.c.
Ill.mo Sig. Prefetto di Venezia Dott. Vittorio Zappalorto
Ill.mo Sig. Commissario Straordinario dell’Autorità di Sistema Portuale dell’Altro Adriatico Settentrionale Dott. Pino Musolino
Ill.mo Sig. Comandante della Capitaneria di Porto di Venezia CA (CP) Piero Pellizzari
Provveditorato Interregionale per le Opere Pubbliche per il Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia

Affidiamo a Voi tutti questa nostra accorata lettera affinché nelle scelte che auspichiamo prenderete per il futuro della crocieristica a Venezia possiate tenere conto anche delle istanze degli oltre 4000 lavoratori del settore e delle loro famiglie.

Oggi questi lavoratori sono per lo più in cassintegrazione sulla base agli ammortizzatori sociali previsti dal Governo per affrontare la pandemia Covid-19. Questi ammortizzatori finiranno presto e noi lavoratori ne siamo ben lieti, se solo potessimo intravvedere davanti a noi un futuro solido grazie alla ripresa della crocieristica. Sappiamo che avete impiegato tempo e risorse per consentire alle Compagnie di ripartire in sicurezza, Vi chiediamo la stessa determinazione nel prendere una decisione per la crocieristica a Venezia garantendo un adeguato periodo di transizione che salvaguardi i traffici e l’occupazione ad essa collegati.

Non volgiamo entrare nel merito della scelta ideale che non ci compete, ma vogliamo che sia solo definitiva e che si arrivi ad essa in tempi rapidi. Non vogliamo sussidi o ammortizzatori sociali, vogliamo continuare a fare il nostro lavoro al meglio per garantire un futuro sostenibile alla nostra città e un futuro solido alle nostre famiglie.  In questi anni abbiamo deciso di parlare poco e di restare al nostro posto, ma la situazione oggi vede due situazioni contrapposte: l’assoluta indecisione politica aggravata dalla crisi dovuta al Covid-19 che ha azzerato i traffici e l’ostilità dei Comitati del “no”. Tutto questo non è più sostenibile e riteniamo che il combinato disposto da questa situazione si sia spinta fino a condizionare le scelte del mercato che preferisce scalare altri porti alternativi al nostro, non sulla scorta dell’impossibilità di accedere alle nostre banchine ma per il silenzio della politica e per le ingiustificate minacce che troviamo inaccettabili.

Tutti assieme rappresentiamo un comparto che per Venezia è essenziale per la crescita economica e sociale, un settore – quello dell’economia del mare – sul quale da sempre Venezia e il suo hinterland hanno potuto contare, sin dalle sue origini. Ma un comparto quello della portualità veneziana sotto attacco da troppo tempo nel suo complesso e purtroppo orfano di scelte fondamentali per mantenere la sua accessibilità nautica. E senza la portualità è l’intera industria manufatturiera e dei servizi di Venezia che scompare.

Gli studi condotti da eminenti centri di ricerca, riconosciuti a livello internazionale, certificano che l’economia del mare a Venezia genera un impatto economico positivo non solo per la città ma per tutta l’Italia pari a 410 milioni di euro, creando più di 7mila posti di lavoro stabili. Nella nostra città, la spesa diretta di passeggeri, equipaggi e navi ogni anno raggiunge i 155 milioni, pari a 426mila euro ogni giorno, che diventano 676mila se si considerano solo i giorni in cui almeno una nave è in città. Con i suoi 1,41 milioni di passeggeri, la crocieristica ha coperto quasi il 3% del Pil dell’economia di Venezia.

Vi citiamo questi dati perché riteniamo che il turismo crocieristico debba essere interpretato con attenzione, non solo per il numero di presenze, peraltro esigue se paragonate al numero complessivo di turisti che ogni anno visitavano Venezia, ma per l’alto valore aggiunto che porta in città, a coloro che qui vivono e ancora vi lavorano. Una città che troppo spesso viene descritta solo come meta di turismo incontrollato ma noi, con il nostro lavoro e la nostra esperienza, riusciamo a gestire grandi quantità di passeggeri e persone con efficienza, in sicurezza e rispetto di tutti coloro che in città vivono.

Venezia è da decenni il Primo Homeport del Mediterraneo questo significa che i nostri passeggeri iniziano e concludono la propria crociera a Venezia e quindi richiedono spazi a terra e servizi efficienti e organizzati, per questo è importante che voi teniate conto non solo degli aspetti ambientali ma anche di quelli pratici. Spostare uno dei migliori terminal crociere in altra area è possibile, ma dobbiamo poter garantire gli stessi servizi e lo stesso livello di sicurezza e soprattutto quell’autonomia dei traffici commerciali così come di quelli turistici che fino ad oggi ne hanno permesso uno sviluppo sinergico con ampia crescita occupazionale.

Anche noi siamo cittadini di Venezia, anche noi quando guardiamo una nave passare davanti al Bacino di San Marco ci soffermiamo a osservarne la rotta, anche noi immaginiamo lo stupore dei passeggeri che ci osservano dall’ultimo ponte della nave. Poi però, a differenza di molti, portiamo lo sguardo a terra, sulle cime dei rimorchiatori, sui nostri carrelli porta bagagli, sui nostri bus, sui nostri terminal e ci rimbocchiamo le maniche perché quello che per alcuni è un’industria da abbattere a tutti i costi per noi è lavoro, impegno, esperienza di alto livello che molti altri paesi ci invidiano e soprattutto futuro per le nostre famiglie. Questo lavoro ci consente inoltre di vivere in città o nei dintorni, di mantenere le nostre famiglie ma soprattutto di contribuire a mantenere vivo a Venezia quello spirito di città che dal mare ha sempre tratto vita e prosperità.

Noi le navi le conosciamo bene, sappiamo che sono uno dei settori di eccellenza italiani, così come sappiamo che l’evoluzione tecnologica in corso e gli investimenti nel settore sono tra i più elevati al mondo. Quelle che per alcuni sono “Grandi Navi” giorno dopo giorno diventano gioielli tecnologici sempre più sostenibili. Sarebbe dunque miope voler imporre limiti che non tengano conto anche di questi aspetti.

Siamo consapevoli che la tutela dell’ambiente abbia un peso rilevante, anche noi siamo cittadini di questa splendida città e anche noi abbiamo a cuore il suo futuro, ma voi abbiate a cuore anche il futuro del nostro lavoro e quello delle nostre famiglie.

Sappiamo che molto si può fare e tutti noi, ciascuno per quel che può, ha messo a disposizione la propria esperienza per trovare soluzioni alternative, soluzioni di cui tutti parlano ma che nessuno – ad oggi – si è preso la responsabilità di scegliere.

Le discussioni politiche e la mancanza di scelte sul tema della crocieristica a Venezia hanno subito e continuano a subire un’influenza mediatica che non è più accettabile da parte delle oltre 4000 famiglie che attendono da anni certezze sul proprio futuro. Oggi con la crisi economica innescata dal Covid-19 abbiamo più che mai bisogno di risposte a soluzioni che non possono più attendere di essere realizzate e soprattutto poter contare su una ripartenza dei traffici che ci sembra ingiustamente preclusa per questa stagione e che sarebbe insostenibile si verificasse anche nel 2021 decretando il fallimento della politica e con esso purtroppo di tutto il settore. Ne va del futuro delle nostre famiglie e ne va della nostra dignità di lavoratori, nessuno di noi vuole vivere di sussidi ma continuare a vivere del proprio lavoro e dello stipendio che ci siamo sempre guadagnati in modo onesto. Ma soprattutto, con il nostro lavoro, vogliamo contribuire a rendere vitale, autonoma, sostenibile e fiera la nostra città.

I Lavoratori Portuali del settore Crociere e le loro famiglie

Waterfestival Viverone 2020: il 26 e 27 settembre torna il Gran Premio

Dopo il successo dell’anno scorso, il Rainbow Team riporta la Manifestazione Sportiva di Motonautica Nazionale e Internazionale sul lago biellese

Il Watefestival di Viverone è sempre più vicino. È tutto pronto per la sesta edizione della manifestazione sportiva che per la seconda volta di fila viene organizzata dal Rainbow Team Association asd, la scuderia di motonautica dell’ex campione mondiale di Motonautica F1 H20 nel 1992 Fabrizio Bocca, presidente dell’associazione e allenatore delle leve giovanili.

Dopo il successo dell’anno scorso del Gran Premio che tornava a sei anni di distanza dall’ultima edizione biellese, reso possibile dalla collaborazione con il Comune di Viverone, la Regione Piemonte, U.I.M. (Union International Motonautique) e FIM (Federazione Italiana Motonautica), il Waterfestival 2020 sarà un’occasione non solo per confermare la presenza del Rainbow Team a livello nazionale e internazionale, ma per riportare turismo e attenzione al territorio biellese utili per la rinascita post-Covid.

Sebbene tutto verrà organizzato secondo le norme anti virus, questo non vieterà di poter non solo assistere alle gare di uno sport che oggi, dopo i successi degli anni ’80, torna in auge, ma permetterà anche di partecipare alle varie iniziative collaterali create apposta per turisti e ospiti.

Come nel 2019, anche quest’anno ci saranno manifestazioni culturali e folkloristiche che permetteranno a turisti amanti della motonautica, e non solo, di godersi due giorni di relax immersi tra la tipica enogastronomia piemontese e le tradizioni del luogo. La promozione turistica del territorio sarà racchiusa nel nome di Discovery Viverone & Serra Morenica, l’insieme di eventi promozionali realizzato in collaborazione con il Comune di Viverone, La Regione Piemonte, i Comuni del Territorio e l’Agenzia di Sviluppo della Serra. Verranno organizzati eventi di intrattenimento turistico e sportivo con itinerari enogastronomici alla scoperta del territorio.

Vero protagonista del weekend sarà, però, lo sport con il Gran Premio di Motonautica. Memori dei grandi successi che vanno dal 2009 al 2019, le acque del Lago di Viverone si prestano a essere nuovamente terreno di sfida per i drivers impegnati nel Gran Premio di Motonautica per l’assegnazione del titolo Mondiale di Formula 4, del titolo Mondiale di Formula 350 che si disputeranno in prova unica con quattro brevi manches, e della tappa del Campionato Italiano Formula Junior Elite.

«Sarà un evento unico e importante per tutto il Nord d’Italia – dice Fabrizio Bocca –, perché finora è la prima gara confermata». Al Waterfestival di Viverone ne seguirà una a Baveno, sempre in Piemonte, il weekend successivo, mentre le precedenti a Brindisi e in Calabria per cui anche i ragazzi del Rainbow Team si stavano allenando sono state annullate. È un bel segno di rinascita che arriva proprio dalla regione piemontese, tra le più colpite a livello sanitario durante l’emergenza sanitaria.

«Per noi – continua il presidente Bocca – anche lo sport deve e può ripartire. In più il nostro lo fa con tutte le precauzioni per il Covid: il distanziamento in acqua tra gli atleti è garantito e ognuno di loro è isolato a bordo della propria imbarcazione. Anche sul paddock saranno garantite tutte le misure necessarie. Avremo con noi igienizzanti e mascherine. Gli ospiti, i parenti dei driver che verranno dall’estero e tutti i turisti saranno al sicuro, tutto come indicato nel nuovo protocollo sicurezza della Federazione Italiana Motonautica a seguito delle disposizioni nazionali del CONI. E in più ci divertiremo e porteremo turismo a un luogo che in questo periodo ha tanto patito la crisi portata dalla pandemia. Siamo orgogliosi e lieti che proprio la motonautica possa servire per risollevare il biellese».

Straordinario scenario, unico per bellezza e atmosfera, ideale per ospitare nel suo anfiteatro morenico piloti provenienti da tutto il mondo che si sfideranno in una competizione ricca di adrenalina e all’insegna del divertimento e dello spettacolo a massimi livelli. Anche per questa edizione, il Rainbow Team è onorato di essere stato designato direttamente dalla Federazione Italiana Motonautica F.I.M. come organizzatore ufficiale dell’evento.

Il Rainbow Team è un’associazione sportiva di Casale Monferrato nata nel 1976, con all’attivo due titoli di Campione del Mondo piloti F1 H2O, un titolo di Campione del Mondo F3 H2o, un titolo di Campione Italiano F3 H2o e un titolo di Campione Italiano F2 H2o
Le nostre attività comprendono F1, F2, F4, Formula Junior, Moto d’Acqua e il settore giovanile gestito dalla scuola Federale FIM Fabrizio Bocca Race Academy.

Dal 2010 si apre il settore di organizzazione eventi per le gare di Campionato Mondiale, Europeo e Italiano. Dal 2011 inizia lo sviluppo del settore moto d’acqua, con partecipazione ai Campionati Italiano, Europeo e Mondiale.

Sempre sulle acque di Viverone già a settembre 2010 la scuderia è stata l’organizzatore esclusivo di una data del Campionato Mondiale F2, in cui driver e team provenienti da tutto il mondo si sono sfidati regalando emozioni uniche agli spettatori presenti.

MARIO MATTIOLI: BENE LE MISURE DEL DECRETO AGOSTO MA SONO URGENTI INTERVENTI STRUTTURALI

Roma-L’inserimento nel Decreto Agosto delle misure che riconoscono un concreto sostegno alle aziende operanti con navi iscritte nel Primo registro, proposte dalla Ministra Paola De Micheli, e approvate dal Consiglio dei Ministri del 7 agosto, sono motivo di grande soddisfazione per Confitarma che ha sostenuto con forza tali provvedimenti in
tutte le sedi istituzionali.

“Oltre a riconoscere l’esigenza di consentire la ripartenza delle crociere – afferma Mario Mattioli, presidente di Confitarma – dopo alcuni “incidenti di percorso” è stato dato il giusto riscontro positivo alle istanze presentate e sostenute con forza dalla Confederazione Italiana Armatori in merito all’esigenza di misure per dare almeno un ristoro parziale a tutte le aziende con unità iscritte nel Primo registro, e non solo per quelle del cabotaggio minore, come ad esempio quelle che operano nel bunkeraggio marittimo, che hanno registrato notevoli perdite di fatturato in questo periodo di crisi per la pandemia Covid19″.

“Non meno importanti – prosegue Mattioli – sono le misure previste per la compensazione dei danni subiti tra febbraio e dicembre 2020 dal comparto del trasporto marittimo di lungo raggio a causa della riduzione dei loro ricavi. La Ministra De Micheli ha rispettato l’impegno ed ora l’auspicio è che l’iter parlamentare di conversione del Decreto Agosto confermi tali misure di fondamentale importanza per un settore come quello marittimo che ha dimostrato di essere fondamentale per l’economia e la vita quotidiana del Paese anche durante l’attuale crisi
pur dovendo affrontare enormi difficoltà. Di fatto – conclude il Presidente di Confitarma – il settore avrebbe bisogno di interventi strutturali specie in vista del prossimo autunno che non si prospetta affatto facile”.

DL AGOSTO: Le misure del MIT, via libera del Consiglio dei Ministri

PORTI E CROCIERE:

- 50 milioni di euro per la compensazione dei danni subiti dal settore del trasporto marittimo di lungo raggio dovuti alla riduzione dei ricavi tariffari tra febbraio e dicembre 2020;

- 35 milioni di euro per le decontribuzioni del settore della crocieristica e del cabotaggio marittimo;

- 26,4 milioni di euro di copertura per l’erogazione di un’indennità pari a 600 euro ai lavoratori marittimi per i mesi di giugno e luglio 2020;

- 20 milioni di euro per la riduzione dei canoni delle concessioni portuali.

NAUTICA E CONCESSIONI DEMANIALI:

- aumento, a decorrere dall’anno 2021 e fino al 2026, del canone minimo a 2500 euro per qualunque tipologia concessoria;

- definizione dei contenzioni pendenti per il pagamento dei canoni mediante corresponsione del 30% dell’importo, se in un’unica soluzione, del 60% in caso pagamento rateizzato

TRASPORTO AEREO:

- 32 milioni per 10 mesi di cassa integrazione per i lavoratori Air Italy

- accelerazione costituzione della NewCo Alitalia-con predisposizione immediata del piano industriale da sottoporre alla Commissione europea

STRADA E TRASPORTO SU GOMMA:

- 400 milioni per il trasporto pubblico locale

- 200 milioni per la messa in sicurezza di ponti e viadotti esistenti e la realizzazione di nuovi ponti

- 67 milioni di euro per il rinnovo degli autobus utilizzati per i servizi turistici nonché per il rimborso delle rate e dei canoni di leasing relativi all’acquisto di autobus effettuati tra gennaio 2018 e febbraio 2020

- 35 milioni di euro per l’erogazione di bonus taxi e NCC utilizzabili per i trasferimenti cittadini dalle categorie sociali svantaggiate con un ampliamento della platea dei fruitori a coloro che versano in stato di difficoltà.

- 30 milioni di euro di misure compensative per i minori ricavi in favore delle aziende di trasporto passeggeri con autobus non soggetti a obblighi di servizio pubblico

- 5 milioni di euro per la deduzione di spese non documentate come misura di riduzione del reddito imponibile in favore dell’autotrasporto

VENEZIA:

- Istituzione dell’Autorità per la Laguna di Venezia per la gestione del Mose e le attività di manutenzione e di trasferimento delle competenze dall’ex Magistrato delle acque.​

Mit: costituita l’Autorità per la Laguna di Venezia

Assorbirà le competenze dell’ex Magistrato delle acque

Mit- È stata approvata oggi dal Consiglio dei ministri la norma che costituisce l’Autorità per la Laguna di Venezia che assorbirà le competenze dell’ex Magistrato delle acque. Verrà inoltre costituita una società in house interamente partecipata dalla stessa Autorità per la gestione e manutenzione del Mose. La norma prevede anche l’assunzione di personale a tempo indeterminato che andrà a formare l’organico dell’Autorità. Viene  disposta la liquidazione del Consorzio Venezia Nuova e si agevola l’operatività del Centro clima a Venezia quale ente di ricerca, già istituito con la legge di Bilancio 2020. Infine, si recuperano risorse per circa 530 milioni di euro, derivanti da risparmi di oneri finanziari, per il completamento del Mose.

Comune di Genova: Waterfront di Levante, il mare si riprende il suo spazio

Iniziato il riempimento acqueo del canale realizzato nell’area dell’ex Nira. Prosegue il percorso di profonda trasformazione dell’area fieristica

Il mare dell’area della Fiera di Genova si sta pian piano riprendendo i propri spazi dando sempre più vita al progetto del “Waterfront di Levante” elaborato, nel 2017, dall’architetto Renzo Piano con il suo team, e donato al Comune di Genova, alla Regione Liguria e all’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale.

Tre motopompe dalla potenza complessiva di più di mille metri cubi all’ora gettano da questa mattina acqua marina nei 15mila metri cubi dell’invaso. Le operazioni si concluderanno in meno di 14 ore. Lo specchio d’acqua ha una superficie di 3.340 metri quadrati e la profondità è di 4,5 metri. Sono stati scavati oltre 32mila metri cubi di materiali, demoliti oltre 3 mila metri cubi di sovrastrutture in cemento armato e oltre 2.400 metri cubi di moli (di cui ancora quello che fa da diga da rimuovere).

Con l’inizio del riempimento acqueo del primo tratto del canale navigabile sorto al posto dell’auditorium dell’edificio ex-Nira, prosegue quindi il percorso di profonda trasformazione dell’area fieristica.

L’area con le finiture esterne e il posizionamento della scultura “Muraglia” di Pietro Cascella sarà pronta a metà settembre, in tempo per il prossimo Salone Nautico. La scultura (lunga 61 metri e alta 5) è stata smontata quando è stato demolito il palazzo ex-Nira Ansaldo ed è stata conservata con cura – d’intesa con la Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio della Liguria – nei depositi della Fiera di Genova. Durante la progettazione esecutiva si è riscontrato che con i dovuti accorgimenti progettuali l’opera trova la sua quasi naturale collocazione sulla banchina al di sotto della Batteria Stella. È prevista anche l’illuminazione scenica dell’opera.

Le operazioni di realizzazione del primo tratto di canale navigabile hanno subito un leggero allungamento dei tempi causato dall’emergenza COVID e dal rinvenimento di roccia compatta più in superficie di quanto risultasse da vecchie carte nautiche. Il “ritorno” dell’acqua in darsena, il cui accesso principale è prospiciente la fortificazione seicentesca della cerchia muraria genovese ex “Batteria Stella”, è il presupposto indispensabile per realizzare gli altri tratti del “canale-urbano” oggetto di progettazioni successive. Il canale scorrerà parallelo alla costa, e si estenderà dal Palasport nella zona fieristica fino a Porta Siberia nell’area del Porto Antico.

L’avanzamento dell’opera – il cui costo complessivo è di circa 5 milioni di euro – è stato presentato questa mattina alla presenza dell’assessore all’urbanistica del Comune di Genova, della direzione lavori pubblici del Comune di Genova e dei rappresentanti di CMCI scarl consorzio stabile, la ditta che sta eseguendo i lavori.

Cassa Depositi e Prestiti e Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale insieme per lo sviluppo dei porti di Bari e Brindisi

Da CDP supporto tecnico-amministrativo per la realizzazione di iniziative strategiche per le aree portuali e le città. Tra gli interventi ci sono la riqualificazione del molo San Cataldo del porto di Bari e i lavori nell’area di Capo Bianco del porto di Brindisi



Roma– Cassa Depositi e Prestiti e Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (Adspmam) hanno firmato un protocollo d’intesa volto a rafforzare la loro cooperazione per favorire e accelerare la realizzazione di infrastrutture di sviluppo delle aree portuali.

CDP – che per la prima volta dopo il protocollo d’intesa con Assoporti dello scorso giugno sigla un accordo con un’Autorità Portuale – supporterà Adspmam fornendo attività di consulenza tecnico-amministrativa per la progettazione, l’esecuzione e lo sviluppo del Partenariato Pubblico Privato relativamente alle infrastrutture di diverse aree strategiche nei porti di Bari e Brindisi. Nello specifico, i progetti inseriti nell’accordo riguardano, per il porto di Bari: la riqualificazione del molo San Cataldo, lo sviluppo dell’approdo turistico e quello del rapporto porto/città. Per il porto di Brindisi, invece, la collaborazione fra CDP e Autorità portuale si focalizzerà sullo sviluppo dell’area della colmata di Capo Bianco (ex British Gas) al fine di renderla attrattiva per l’insediamento di un operatore terminalista di primaria importanza internazionale.

Cassa Depositi e Prestiti, in linea con il suo piano industriale 2019-21, affiancherà l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale in tutte le fasi che porteranno alla realizzazione di queste opere strategiche per i porti e le città in cui si trovano, dalla programmazione all’esecuzione, passando anche per la progettazione e l’affidamento dei lavori. Inoltre, CDP valuterà eventuali richieste di finanziamento da parte dell’Adspmam individuando le migliori condizioni tempo per tempo praticabili e fornendo il supporto necessario a favorire il perfezionamento delle relative operazioni di finanziamento.

“Avere come partner Cassa Depositi e Prestiti, uno dei pilastri dell’economia italiana, conferisce alla nostra azione strategica di infrastrutturazione dei porti di Bari e di Brindisi una solidità economico-finanziaria significativa. CDP ci fornirà supporto tecnico-amministrativo in una serie di interventi che abbiamo programmato per rendere i nostri porti maggiormente funzionali, operativi e competitivi” ha dichiarato il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale Ugo Patroni Griffi.

“Con la firma di questo primo accordo con un’Autorità Portuale, Cassa Depositi e Prestiti rafforza il proprio ruolo nel supportare il rinnovamento infrastrutturale del Paese. CDP assisterà, infatti, l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale nella realizzazione di nuove opere strategiche per i porti di Bari e Brindisi, con l’obiettivo di valorizzare e riqualificare le aree interessate anche nell’ottica di favorire ulteriormente lo sviluppo turistico e commerciale. Un primo impegno per la crescita del sistema portuale nazionale che, considerata la rilevanza strategica dei porti e della logistica, avrà effetti positivi anche su altri principali settori dell’economia italiana, favorendone la ripresa”, ha dichiarato Fabrizio Palermo, Amministratore delegato di CDP.

L’AdSP MAS OTTIENE 26 MILIONI DAL MIT PER ESCAVI E INTERVENTI AL MOLO SALI

Venezia-La Conferenza Unificata ha dato via libera al Decreto proposto dalla Ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli che stabilisce lo stanziamento di 906 milioni di euro da destinare a 23 opere proposte dalle Autorità di Sistema portuale italiane e ritenute meritevoli di finanziamento.

Ai porti di Venezia e Chioggia sono destinati 26 milioni a seguito delle proposte d’intervento avanzate dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale.

Gli interventi riguarderanno le opere di escavo dei canali a quota prevista dal Piano Regolatore Portuale con relativo conferimento dei sedimenti e alcuni lavori da realizzare al Molo Sali di Porto Marghera.

Per gli escavi sono stati stanziati 10 milioni utili a migliorare l’accessibilità nautica degli scali di Venezia e Chioggia e a contrastare il naturale e progressivo insabbiamento dei canali e dei bacini navigabili. Priorità verrà data al Canale Malamocco-Maghera, principale arteria del traffico merci del porto veneziano, e all’ingresso del porto San Leonardo. Nel contempo, si provvederà a scavare alcuni accosti del canale industriale Ovest compresa la Darsena della Rana, la Darsena Irom lungo il Canale Vittorio Emanuele III, l’accosto San Marco Petroli nel canale industriale Sud. Mentre per Chioggia, terminata la fase delle caratterizzazioni, si stanno approntando i necessari interventi manutentivi relativi allo scalo clodiense. I sedimenti saranno conferiti perlopiù in Isola delle Tresse ma si prevedono anche conferimenti di sedimenti classe A in barena e di classe oltre C presso la cassa del Molo Sali.

Per il Molo Sali l’AdSP disporrà di 16 milioni di euro, che serviranno a realizzare due interventi: un primo stralcio, equivalente a 1,75 milioni di euro, servirà a mettere in sicurezza il palancolato esistente che perimetra le casse di colmata e a realizzare una nuova paratia esterna in modo tale da garantire che i materiali contenuti nelle casse non fuoriescano; con i rimanenti fondi si avvierà la realizzazione di una nuova banchina portuale, allestendo i diaframmi per la paratia di banchina e di ancoraggio, la pavimentazione e tutte le finiture annesse. La durata complessiva dei lavori al Molo Sali è stimata in 48 mesi, di cui 8 mesi saranno necessari per completare il primo stralcio. E’ bene precisare che questi interventi non andranno ad aumentare la capacità di conferimento dei fanghi nella cassa di colmata. Per poter operare è però necessario che la cassa di colmata venga messa nelle disponibilità di AdSP, con la conclusione del processo di trasferimento in corso su regia della Regione Veneto.

Al via le operazioni di recupero delle ecoballe dai fondali del golfo di Follonica

Roma – «Oggi è una giornata importante per gli equilibri ambientali di queste terre, finalmente abbiamo dato il via alle operazioni di recupero delle 40 ecoballe residuali da 1,2 tonnellate l’una che dal 2015 giacciono sui fondali del golfo di Follonica».
A dare l’annuncio è il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, ad appena due settimane dalla seduta del Consiglio dei Ministri che ha dichiarato lo stato di emergenza per il risanamento ambientale.

«Le chiamano tutti così – spiega il ministro – ma di “eco” non hanno proprio nulla: sono ammassi di rifiuti di plastica abbandonati a mare da una nave cinque anni fa, nel silenzio generale. Oggi finalmente iniziamo a portarle in superficie con la Marina Militare».

«Un lavoro che dal primo giorno del mio insediamento – conclude il ministro Costa – abbiamo affrontato, nominando immediatamente un commissario, l’ammiraglio Aurelio Caligiore, che ringrazio: è riuscito, insieme con la Guardia Costiera, a mapparle e identificarle. Lo stato di emergenza e il lavoro della Protezione Civile durerà 6 mesi, e sarà una lotta contro il tempo perché se queste balle piene di plastica dovessero aprirsi andremmo incontro ad un disastro ambientale senza precedenti».

Nel pomeriggio, nell’ambito della conferenza con il Capo Dipartimento della Protezione Civile e i rappresentanti delle Istituzioni coinvolte nelle operazioni di recupero delle ecoballe, il ministro Costa ha poi evidenziato «l’ottima sinergia tra la Marina Militare, la Guardia Costiera, il Dipartimento di Protezione Civile e il ministero dell’Ambiente nel Golfo di Follonica. Una corsa contro il tempo che ha avviato il recupero delle 40 #ecoballe di plastica che giacciono nel fondo del mare dal 2015 e scongiurato il disastro ambientale».

«Il recupero delle ecoballe non era più procastinabile e da ministro dell’Ambiente ho fortemente voluto questa operazione. Anche se l’iter per la ricerca delle responsabilità giuridico-amministrative di quanto accaduto è stato avviato, il nostro compito è tutelare l’ambiente. – il ministro Costa ha poi concluso – Inoltre, ci assumiamo l’impegno di supportare quei pescatori, che definirei paladini dell’ambiente, che fin dalla prima ora si sono dati da fare per recuperare queste balle e salvaguardare le acque del Golfo di Follonica».

MARIO MATTIOLI PLAUDE AL VIA LIBERA ALLA RIPARTENZA DELLE CROCIERE

Roma-“Il via libera alle crociere dal 15 agosto, annunciato ieri sera dal presidente del Consiglio nella conferenza stampa per la presentazione delle misure del Dpcm – afferma Mario Mattioli, Presidente di Confitarma – è per noi motivo di grande gioia e sollievo. Inutile negare che pur sperando fortemente in una decisione in tal senso, fino all’ultimo non l’abbiamo data per scontata”.

“È chiaro -aggiunge il presidente di Confitarma – che le crociere dovranno ripartire con l’adozione di tutte le dovute cautele e misure precauzionali per garantire la sicurezza di passeggeri ed equipaggi. Siamo lieti che sia stata data risposta positiva ad una delle priorità sostenute da Confitarma nella convinzione che il comparto crocieristico sia un tassello fondamentale del nostro turismo che contribuisce notevolmente all’economia del Paese”.

IL NAUTILUS Anno 15 N°1

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato al sistema per ormeggio "briccole", e un focus sullo sviluppo metropolitano della città di Bari e delle sue infrastrutture portuali. Il Parlamento Europeo approva "L'European Green Deal" e poi un approfondimento sul lavoro nei porti ed uno sul valore delle merci.
poseidone danese

© 2020 il nautilus. All Rights Reserved. Performed by SC Lab