(Foto d’archivio courtesy CENTCOM)
Dopo che per mesi ha costretto marittimi a rimanere a bordo delle proprie navi per la chiusura dello Stretto di Hormuz, ora l’Iran presenta una protesta all’IMO sull’uso del canale 16 da parte degli USA
L’Iran sostiene che le Forze statunitensi stiano usando il canale VHF 16 per intimidazioni militari e pressioni psicologiche
Teheran. L’Iran ha presentato una protesta formale all’Organizzazione Marittima Internazionale, sostenendo che le Forze militari statunitensi stanno usando impropriamente il Canale VHF 16, trasformandolo in “uno strumento di intimidazione militare e pressione psicologica contro gli equipaggi civili”.
Il Canale VHF 16 (156.8 MHz) è il canale internazionale di soccorso, sicurezza e chiamata usato in mare, che tutte le imbarcazioni devono monitorare per comunicazioni di emergenza. È il canale di emergenza e chiamata previsto dal Global Maritime Distress and Safety System (GMDSS). È usato per: – Mayday (pericolo grave e immediato); – Pan-Pan (urgenza non immediatamente vitale); – Securité (avvisi di sicurezza alla navigazione); – Chiamate iniziali tra navi e tra nave–costa, prima di spostarsi su un canale di lavoro.
La protesta dell’Iran è l’ultima trovata per fare pressione sugli Stati Uniti nella speranza di allentare il blocco della navigazione iraniana e dei suoi porti.
In una lettera depositata all’IMO alla fine della scorsa settimana – ma la notizia è trapelata ieri sui social – l’Ambasciatore iraniano e il rappresentante permanente presso l’IMO hanno dichiarato che il governo li ha incaricati di sollevare la seria preoccupazione che riguarda la sicurezza marittima, le comunicazioni di soccorso e la sicurezza dei naviganti nel Golfo Persico.
Nella lettera all’IMO si afferma che Coast Guard iraniana ha ricevuto segnalazioni da navi commerciali, compagnie di navigazione e operatori marittimi secondo cui il Canale VHF 16 è stato usato in modo improprio dall’Esercito statunitense, violando la risoluzione dell’IMO per cui il canale è riservato a comunicazioni di emergenza, urgenza e sicurezza molto brevi, oltre e a violare anche le normative SOLAS.
“I marinai iraniani sono stati contattati in persiano con linguaggio minaccioso, offensivo e provocatorio e, in alcuni casi, esortati ad abbandonare le loro imbarcazioni. Tale comportamento ha compromesso la corretta disponibilità di questo canale essenziale di sicurezza marittima e ha causato un grave stress e pressione psicologica sugli equipaggi civili”, è scritto ancora nella lettera di protesta.
Si accusano gli Stati Uniti di ostacolare l’ adempimento degli obblighi in situazioni di sicurezza e di difficoltà.
Intanto, l’Iran dimentica che proprio l’IMO ha denunciato 106 incidenti con 24 vittime dall’inizio del conflitto, inclusi due marinai dispersi in ottobre e altri 12 feriti. L’IMo aveva proposto anche un ‘corridoio umanitario’ per l’evacuazione dei marittimi.
(Art. 22,04.2026, Stretto di Hormuz: L’IMO, pronto un corridoio d’evacuazione per le navi bloccate – il nautilus ).
L’Ambasciatore iraniano – in sostanza – chiede agli organismi competenti all’interno dell’IMO di “prendere le misure appropriate” e che la lettera venga distribuita a tutti gli Stati membri.
Il CENTCOM sottolinea che le forze statunitensi hanno ripreso il blocco americano contro tutte le navi che entravano o uscivano dai porti iraniani il 14 luglio. Al 10 ottobre, ha riportato che quattro imbarcazioni commerciali sono state messe fuori uso e 135 navi sono state spostate durante tre mesi di rigorosa controllo. Inoltre, le Forze statunitensi, hanno distrutto 10 petroliere collegate alla rete ombra multimiliardaria del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica.
L’Iran sembra utilizzare tutte le vie per cercare di esercitare pressione sugli Stati Uniti, soprattutto considerando che le elezioni di metà mandato sono a poche settimane di distanza.
Abele Carruezzo








