Geopolitica, competitività portuale e trasformazioni del lavoro al centro della mattinata inaugurale della main conference della Naples Shipping Week. Ai lavori anche il Ministro Nello Musumeci
Napoli– La crescente instabilità geopolitica, la sicurezza delle rotte commerciali e le nuove sfide legate al lavoro nel settore marittimo, dalla formazione alle competenze, sono state al centro della mattinata inaugurale della 18ª edizione di Port&ShippingTech (PST26), il Forum internazionale dedicato alle innovazioni tecnologiche per lo sviluppo del sistema logistico e marittimo, main conference della Naples Shipping Week.
Al confronto, ospitato al Centro Congressi della Stazione Marittima di Napoli, è intervenuto anche il Ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, che ha richiamato l’attenzione sulla crisi internazionale: “Il Mediterraneo non è assolutamente al riparo dalle ripercussioni delle crisi e dei conflitti in corso e mai come in questo momento l’UE è chiamata a dare segnali di presenza nelle politiche del mare”.
La necessità di rafforzare la cooperazione internazionale e diversificare le rotte marittime è stata evidenziata anche da Pierpaolo Ribuffo, Capo Dipartimento per le Politiche del Mare della Presidenza del Consiglio dei Ministri: “Servirà un mix di deterrenza, anche attraverso la cooperazione, e di ridondanza con la creazione di alternative in termini di rotte e direttrici”.
Le trasformazioni del commercio marittimo e il ruolo strategico delle rotte intra-mediterranee sono stati approfonditi nella sessione “I grandi scenari dei container”, organizzata da SRM, mentre il confronto su “Le risorse del mare come territorio” ha posto al centro il rapporto tra sovranità economica, giacimenti, energia e collegamenti sottomarini. I dati illustrati da Sidra parlano chiaro: il 40% delle coste basse italiane è interessato da fenomeni di erosione, dovuti in larga parte all’intervento umano e aggravati dal cambiamento climatico. Tra le possibili risposte, l’utilizzo dei depositi sottomarini di sabbia per il ripascimento delle coste, un intervento che richiede una pianificazione condivisa tra più territori per garantirne la sostenibilità economica e ambientale.
A completare il quadro, “La voce degli armatori” ha dato spazio al punto di vista degli operatori del trasporto marittimo.
La carenza di personale qualificato, il ricambio generazionale e il divario di genere rappresentano alcune delle principali sfide per il futuro della Blue Economy. Secondo i dati illustrati da Randstad Italia nella sessione “Professioni e lavori del mare”, il settore conta 1,07 milioni di occupati, ma oltre la metà (55,5%) ha più di 45 anni, mentre i laureati rappresentano appena il 9,2% e le donne il 14,1%. Il disallineamento tra domanda e offerta di competenze raggiunge anche i tecnici dell’organizzazione del traffico portuale. Una carenza che assume dimensioni internazionali: secondo i dati presentati da Confitarma, nel 2026 mancano circa 40.000 ufficiali a livello mondiale, con un fabbisogno stimato di 113.000 entro il 2030. Sul fronte della partecipazione femminile, WISTA Italy ha illustrato una ricerca realizzata da Prometeia su 26.400 imprese e 330.000 addetti, evidenziando gli ostacoli culturali e organizzativi che continuano a limitare l’accesso e la crescita professionale delle donne nello shipping.
Per rispondere alla domanda di nuove competenze, il settore punta sulla formazione. La Fondazione Accademia Italiana della Marina Mercantile registra un tasso di occupazione del 95% al termine dei percorsi formativi, gratuiti e con tirocini retribuiti, mentre le donne hanno raggiunto il 20% degli iscritti ai corsi di coperta.
Automazione e intelligenza artificiale stanno intanto trasformando le professioni marittime e portuali. Secondo quanto illustrato da Salerno Container Terminal, soltanto il 9% dei terminal nel mondo presenta forme di automazione operativa, con 76 terminal automatizzati nel 2025 e uno solo in Italia. Un’evoluzione che richiede nuove competenze, ma anche un cambiamento organizzativo: Tarros Innovation Hub ha dichiarato infatti che il 70% dei progetti di trasformazione digitale fallisce per ragioni culturali e organizzative, non tecnologiche. La necessità di accompagnare il cambiamento attraverso formazione continua e valorizzazione delle professionalità è stata sottolineata anche da Grimaldi Group e Assarmatori, mentre Escola Europea – Intermodal Transport ha presentato il proprio approccio alla simulazione virtuale dei processi logistici e allo sviluppo della green logistic community in Italia.
Gli altri appuntamenti della giornata dedicati ai giovani
Accanto ai panel di Port&ShippingTech, la giornata ha dato spazio anche alle nuove generazioni e alle opportunità professionali della Blue Economy. Con Blue Connect, l’iniziativa realizzata da Clickutility Team in collaborazione con Randstad Italia, giovani e imprese si sono incontrati attraverso attività di orientamento, formazione e occasioni di confronto sulle competenze richieste dal settore marittimo-portuale. Spazio anche a Blue Voices, l’appuntamento promosso dal Gruppo Giovani dell’International Propeller Clubs Italia e da YoungShip Italia, durante il quale giovani professionisti hanno raccontato le proprie esperienze e i percorsi di carriera legati al mare. La giornata ha inoltre ospitato le attività formative del Blue Waves Startup Contest, in preparazione alla finale del 30 ottobre.
Naples Shipping Week e Port&ShippingTech sono organizzati dal Propeller Club Port of Naples e da Clickutility Team e promossi dal Comune di Napoli e dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale.









