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Porto di Trieste: richiesta stato d’emergenza per eccezionali avversità atmosferiche

L’Autorità Portuale di Trieste ha chiesto alla Regione Friuli Venezia Giulia lo stato di emergenza a causa delle eccezionali avversità atmosferiche che hanno colpito  lo scalo giuliano nel periodo intercorrente tra il 2 ed il 12 febbraio.

“La quantificazione dettagliata dei danni è in corso, – afferma la Presidente Monassi  – ma la temperatura che costantemente si è mantenuta sotto lo zero ed il vento pressoché continuo con raffiche di bora che hanno raggiunto i 187/km all’ora,

hanno paralizzato completamente l’espletamento di tutte le operazioni portuali, causando gravi ed ingenti danni al patrimonio portuale, sia infrastrutturale (apparecchi di sollevamento, banchine, segnaletica) sia immobiliare (magazzini portuali, tettoie, edifici vari)”.

Clini: limite di 40mila tonnellate per le navi in transito a Venezia

Il limite delle 40mila tonnellate di stazza per le grandi navi in transito nel bacino San Marco a Venezia è «una delle ipotesi» su cui sta lavorando il ministro dell’Ambiente Corrado Clini.

A margine dell’incontro della delegazione Ocse a Cà Farsetti, sede del Comune di Venezia, Clini ha spiegato: «Questa è una delle ipotesi sulle quali stiamo lavorando, tenendo conto della proposta dall’Autorità portuale di Venezia.

La tempistica dipende dalla realizzazione delle infrastrutture necessarie, nel frattempo dovremo adottare delle misure cautelative che consentiamo progressivamente di ridurre il rischio».

Il ministro è poi tornato a parlare del decreto che potrebbe vedere la luce a giorni per disciplinare il transito dei giganti del mare nelle acque territoriali. «Il decreto – ha aggiunto – fissa delle regole generali per tutto il territorio nazionale, per tutte le acque territoriali.

Poi abbiamo delle misure specifiche che saranno di responsabilità delle autorità competenti, perciò la Capitaneria di Porto e le Autorità Portuali».

Porto di Trieste: collaborazione tra Authority e TTP

Il Presidente dell’Autorità Portuale di Trieste Marina Monassi durante l’Assemblea odierna della Trieste Terminal Passeggeri ha voluto esprimere un sentito ringraziamento al Presidente Gianfranco Gerini, complimentandosi anche per gli ottimi risultati raggiunti dalla TTP sotto la sua attenta e competente guida, sempre in sintonia con le linee concordate.

Le sinergie attivate in situazioni eccezionali come ad esempio in quella recente che ha visto l’arrivo in contemporanea di 4 unità da crociera, l’avvio di un tavolo di lavoro convocato in Autorità Portuale per la gestione e l’accoglienza tra aprile e novembre 2012 di oltre 150 mila passeggeri, necessitano di una completa  e fattiva collaborazione sul campo, per garantire gli alti standard di servizio offerti ad armatori e crocieristi da un lato ed alla città di Trieste dall’altro.

In tal senso e vista la prossimità dell’approvazione del bilancio relativo all’esercizio 2011 – continua la lettera inviata dal Presidente Monassi a Gerini –  “le raccomando di lavorare in uno spirito di fattiva ed attiva collaborazione con i consiglieri di amministrazione, nominati oggi in rappresentanza del nuovo Socio Tami, affinché si continui a portare avanti con successo la linea sinora seguita per ciò che attiene alla parte operativa dell’attività svolta della Trieste Terminal Passeggeri”.

Porto di Venezia: Comitato chiede giurì internazionale per navi crociera

Dopo l’incidente della nave Costa, per Venezia serve un giurì internazionale su crocerismo e portualità.

Il Comitato No Grandi Navi di Venezia si affianca alla linea di Sandro Trevisanato, presidente della Venezia Terminal Passeggeri, nel ritenere che la soluzione ai danni e ai rischi che la città e la laguna subiscono per la presenza del porto «non possa essere trovata da tre persone chiuse in una stanza, per quanto autorevoli e competenti come il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, il presidente dell’Autorità portuale, Paolo Costa, il sindaco, Giorgio Orsoni».

Per il Comitato, «le decisioni vanno prese dai cittadini, alla fine di un percorso democratico e partecipato». Si dice peraltro contrario alle proposte sul tavolo in questi giorni – lo scavo del canale Contorta Sant’Angelo e la Marittima 2 a Pellestrina, nei cantieri del Mose a Malamocco – «perchè incrementano anzichè ridurre il crocierismo, perchè devastano la laguna e portano il Canale dei Petroli nel cuore della città, perchè mantengono in laguna e a Venezia tutte le criticità, perchè scommettiamo che nella parte almeno di Malamocco sono fumo negli occhi».

«Trevisanato è sicuramente contrario perchè vuole invece che le cose restino come stanno, ma pazienza – spiega Silvio Testa, portavoce del Comitato – un pezzo di strada possiamo farla assieme». Testa si dice contento che si facciano studi seri, autorevoli, credibili su tutti gli aspetti della portualità, «a cominciare da una bella analisi dei costi e dei benefici del crocierismo, mettendo nel conto come mai è stato fatto finora i danni ambientali, sanitari, sociali, sulla morfologia lagunare e sulla struttura della città della presenza delle grandi navi».

Porto di Genova: non teme concorrenti

Alla banchina Calata Sanità di Genova, il 23 gennaio 2012, ha attraccato una nave fra le più grandi ospitate dal terminal container ligure della Sech. Si tratta della “Humber Bridge”, nave costruita nel 2006, battente bandiera panamense, proveniente da Port Said e diretta a Barcellona; di 100.000 tonnellate di stazza lorda, lunga 336 metri e larga 45,8  che con grande professionalità di piloti ed ormeggiatori è stata posizionata alla banchina con grande successo.

L’arrivo della “Humber Bridge” ha segnato il punto di svolta, esame e verifica per il terminal Sech, dopo la  riqualificazione delle gru e l’opera di dragaggio effettuati per poter ospitare navi fino a 10.000 Teu. Sech, Southern European Container Hub, fondato nel 1993, quando presidente dell’A.P. genovese era Roberto D’Alessandro, oggi conta  il gruppo Finsea di Luigi Negri, insieme alle famiglie Cerruti, Schenone e Magill; una parte del terminal è inoltre controllato da Sinport, ora una filiale del global carrier container PSA di Singapore, che mantiene la maggior parte del Voltri Terminal Europe.

La nave fa parte della nuova strategia messa a punto dall’alleanza tra le compagnie asiatiche per il nuovo servizio in/out Mediterraneo; infatti, la “Hamber Bridge” sostituirà le quattro navi da 6.200 teu che fino a ieri servivano il Mediterraneo. Per i primi tre mesi del 2012, le navi del servizio principale in Italia interesserà solo il porto di Genova, mentre il porto di Livorno, limitato dai dragaggi, servirà solo navi da 5.500 teu.

Successivamente, da marzo ad aprile, questa linea sarà servita da navi da 9/10.000 teu. Per sottolineare l’evento, è stato consegnato al comandante della nave il crest del Sech alla presenza dell’Ammiraglio Felicio Angrisano. Grandi sfide si preparano per competere con questi traffici.

Abele Carruezzo

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Porto di Trieste: i risultati di Alpe Adria

L’Autorità Portuale di Trieste – nell’ambito delle competenze istituzionali previste dall’art. 6, comma 6, L. 84/94, ulteriormente ribadite sul piano strategico dal recente decreto “salva Italia” (artt. 46 e 47) del Governo nazionale – ha proceduto ad una verifica puntuale delle attività svolte dalla partecipata Società Alpe Adria in ordine allo sviluppo dei collegamenti intermodali da e per il porto di Trieste.

A tale fine, nel corso di un incontro operativo tra la Presidente dell’Autorità Portuale di Trieste, Marina Monassi e l’Amministratore Delegato di Alpe Adria, Antonio Gurrieri, si è fatto il punto sui risultati del 2011 e sono state tracciate le linee per il mantenimento dei prodotti strategici e l’avvio delle nuove iniziative in linea con la politica comunitaria sui grandi corridoi del “core-network” TEN-T.

Nel 2011 il trasportato complessivo di Alpe Adria ha superato i 211.000 TEUs, con un incremento del 17% rispetto al 2010, dato sostanzialmente in linea con le previsioni del “Piano Operativo” a suo tempo approvato dagli Organi di Alpe Adria.
Il risultato economico in termini di fatturato si è attestato attorno ai 32 milioni di Euro, con una crescita pari al 24% rispetto al 2010, indice che evidenzia anche un significativo recupero sul piano della remuneratività dei servizi ed un miglior rendimento nel rapporto con le risorse investite.

I prodotti attualmente in esercizio (v. all. tabella) coprono quasi l’intero arco dei collegamenti sul mercato nazionale ed internazionale del porto di Trieste, operati direttamente dalla Società e, per i mercati esteri consolidati, in joint con altri operatori logistici ed in sinergia con il Terminal Contenitori di Trieste.

Per quanto riguarda le iniziative di gestione ed avvio dei servizi intermodali per il 2012 – che sulla scorta dei mezzi finanziari da investire impegnati nella legge Finanziaria regionale 2012-2014 potranno essere assicurati su base annua – l’Autorità Portuale di Trieste ha fissato il criterio prioritario che Alpe Adria dovrà seguire nella sua attività operando con soggetti in grado di garantire volumi utili a sostenere la regolarità dei prodotti, nonché un alto indice di saturazione dei convogli mediante impegni di acquisto di treni completi bilanciati e/o di spazi treno proporzionalmente significativi, con l’obiettivo di migliorare ulteriormente il rapporto costi/ricavi ed ottimizzare l’impiego delle risorse.

Relativamente alle nuove iniziative, di particolare rilievo sono il ripristino del collegamento con Milano, attuato mediante l’estensione “on cargo inducement” dei servizi su Padova e, sul mercato internazionale, l’avvio del collegamento a lungo raggio Trieste-Rostock, lungo la direttrice del Corridoio 1 (Adriatico-Baltico) del “core-network” TEN-T.

Questo ultimo prodotto è previsto realizzarsi attraverso un percorso graduale attuato, in una prima fase, mediante l’aggregazione di tre segmenti operativi Trieste-Villach, Villach-Wels e Wels-Rostock e viceversa, con una resa complessiva intorno alle 65 ore e, successivamente, con l’integrazione del primo e del secondo segmento (Trieste-Wels diretto) per completarsi attraverso l’ulteriore integrazione del terzo segmento (Trieste-Rostock), raggiungendo una resa finale intorno alle 36 ore.

L’altro comparto strategicamente rilevante è rappresentato dal consolidamento e sviluppo dei collegamenti intermodali terra-mare da estendere progressivamente all’intero bacino Nord Adriatico, con particolare attenzione al versante costiero orientale dell’Adriatico, a servizio dell’intera area balcanica; fattore quest’ultimo determinante per poter prospettare ai grandi operatori dello shipping l’utilizzo dello scalo di Trieste quale hub di interscambio per i flussi del traffico in uscita ed in entrata dal Mediterraneo (via Suez) da/per i mercati emergenti dell’Europa Centro-Orientale.

Si sta inoltre valutando l’ipotesi di poter integrare il pacchetto dei servizi intermodali offerti da Alpe Adria ai clienti armatori, mediante l’inclusione di altri prodotti complementari, in linea con le potenziali aspettative del mercato e con l’obiettivo soprattutto di contenere la concorrenza dei vicini scali esteri.

Porto di Ravenna: 600 milioni di euro da Invitalia

Accelerare e sviluppare il progetto “Le sei miglia della nautica nel Porto dell’Emilia-Romagna a Ravenna” e il sistema integrato di interventi in cui si articola. È questo il principale obiettivo del Protocollo di Intesa firmato ieri a Roma tra l’Autorità portuale di Ravenna e Invitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa.

Il progetto prevede un investimento complessivo (fra risorse pubbliche e private) di oltre 600 milioni e un’occupazione di oltre 4.500 unità che, con l’indotto turistico, raggiungerebbero le 9.000.

«Il Protocollo sottoscritto oggi – ha dichiarato in una nota il Presidente dell’Autorità portuale di Ravenna, Giuseppe Parrello – dimostra che l’intuizione che si ebbe alcuni anni fa di considerare come un unico sistema integrato l’insieme degli interventi sul territorio ad appannaggio dello sviluppo della nautica da diporto, in ogni suo aspetto ha una valenza strategica riconosciuta da soggetti di comprovata esperienza».

Per l’Amministratore delegato di Invitalia, Domenico Arcuri, «il progetto per il Porto di Ravenna rientra pienamente nell’obiettivo di crescita e di sviluppo dei territori, anche e soprattutto attraverso la creazione di nuovi posti di lavoro, che costituisce la mission della nostra Agenzia».

Il progetto prevede un sistema di interventi lungo dodici chilometri di costa che vanno dalla realizzazione della Darsena di Città ad una Cittadella della nautica nell’ex area Agip, oltre al potenziamento di infrastrutture e servizi portuali che mirano a valorizzare la vocazione turistica e nautica del territorio.

Porto di Savona: piattaforma Maersk, a maggio ricorso Vado

Il Tar della Liguria ha fissato per il prossimo 17 maggio l’udienza per la decisione sul ricorso che il Comune di Vado Ligure ha presentato lo scorso novembre contro il decreto 3164 con cui la Regione Liguria ha autorizzato i lavori di dragaggio dei fondali della rada di Vado, necessari per la realizzazione della mega piattaforma Maersk.

Il terminalista Atm Maersk prevede di cominciare i lavori di dragaggio nel secondo semestre del 2012, poiché la sentenza verrà pronunciata prima non è stato necessario per il Tar pronunciarsi sulla richiesta di sospensiva presentata dal Comune di Vado.

Oltre alla contrarietà ai dragaggi del Comune di Vado Ligure, la mega piattaforma multipourpose ha scatenato le ire di ambientalisti e comitati locali; la comunità vadese appare estremamente divisa tra chi considera l’opera troppo impattante sull’ambiente e chi preferisce pensare che quando sarà a pieno regime il terminal impiegherà 645 addetti.

Nel 2008 ci fu addirittura un referendum sulla realizzazione della piattaforma, parteciparono alla consultazione il 50% dei residenti di Vado, e il 60% di loro votò per bocciarla, ma quel referendum non aveva carattere vincolante, lo avrà invece, ovviamente, la sentenza del Tar sui dragaggi, che in molti a Vado, sia tra i favorevoli che tra i contrari, attendono con preoccupazione.

Intanto l’Autorità portuale di Savona fa sapere che, anche se i lavori di dragaggio non cominceranno prima di Settembre, i lavori per la realizzazione della piattaforma sono già in corso e proseguiranno regolarmente. La nuova piattaforma Maersk, realizzata da APM Terminals, varrà investimenti per 300 milioni di euro pubblici più 150 messi sul piatto da Maersk, e rappresenta un’ infrastruttura necessaria secondo AP Savona, che intende concentrare tutto lo sviluppo futuro dello scalo merci sull’area di Vado.

Tra l’altro, a riprova del fatto che AP Savona e Maersk fanno sul serio, sul sito internet dell’Autorita’ Portuale di Savona, all’indirizzo web www.porto.sv.it, e’ attivo lo sportello del lavoro per il reclutamento del personale specializzato che dovrà lavorare nel nuovo terminal.

Un mese fa c’è stata la firma dell’accordo quadro sull’occupazione fra le segreterie di Cgil, Cisl e Uil, APM Terminals, Compagnia portuale e Autorità portuale di Savona, che prevede che le manifestazioni di interesse saranno esaminate e valutate di concerto tra gli enti sottoscrittori, e verrà data priorità ai residenti nel comprensorio Vadese, soprattutto a disoccupati e lavoratori in mobilità.

Matteo Bianchi

Porto di Trieste: traffico container in aumento al molo VII

Nel mese di dicembre sono stati movimentati al molo VII  34.322 TEU, evidenziando una crescita del 49% rispetto allo stesso periodo del 2010. Come si può notare dalla tabella riportata di seguito, l’anno 2011 diventa quindi il nuovo anno record da sempre per quanto riguarda il traffico di contenitori nel porto di Trieste, registrando un movimento complessivo pari a 393.195 TEU ed un aumento del 40% rispetto all’anno precedente.

“In un momento di crisi come quello attuale – ha commentato la Presidente dell’Autorità Portuale  Marina Monassi – i risultati ottenuti sono ottimi. Per il 2012 non possiamo fare previsioni, ma dobbiamo lavorare affinché i traffici del porto di Trieste continuino a crescere.”

Positivo anche il commento del Cap Zerbini, presidente di TMT: “ Il lavoro svolto ad oggi ci ha consentito di meritare la fiducia delle Compagnie di Navigazione e dei Clienti tutti, che ringraziamo. Un ringraziamento anche  a tutto il personale di TMT ed a quello dei partner esterni che hanno contribuito all’ ottenimento di questi risultati.

Per continuare la crescita in un anno che si prospetta difficile a causa della critica situazione dell’economica mondiale è necessario potere offrire ai Clienti ulteriori servizi intermodali, terra e mare, per consolidare ed incrementare la posizione del Porto  di Trieste quale hub per i traffici Adriatici ed anche quale credibile gateway per quelli dei Paesi del Centro ed Est Europa”.

Porto di Trieste: Clini punta anche sulla sostenibilità

L’approccio dei ministri, dell’Ambiente Corrado Clini e dello Sviluppo economico Corrado Passera, per rilanciare l’economia italiana e quindi anche il porto di Trieste, «è di incardinare lo sviluppo con la sostenibilità, perchè sappiamo che questo è il fattore trainante della crescita».

Lo ha ribadito a Trieste lo stesso Clini, in occasione della presentazione del Protocollo d’intesa sul “Rilancio sostenibile delle aree del porto di Trieste” che si è svolta presso la sede dell’Autorità portuale. L’accordo, sottoscritto a Roma lo scorso 13 dicembre, ha spiegato Clini, «punta a riqualificare e rilanciare l’area portuale di Trieste in un quadro di sostenibilità».

Che tradotto in termini pratici significa, ha detto il ministro, che «possiamo immaginare lo sviluppo del porto anche come luogo che attiri gli investimenti per l’innovazione tecnologica». Clini non dimentica di essere anche il presidente di Area Science Park Trieste e quindi presta particolare attenzione anche alla ricerca applicata.

Altro punto sostanziale indicato da Clini è quello di semplificare la normativa che rende al momento difficili utilizzare velocemente le aree da bonificare.

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IL NAUTILUS Anno 7 N°1

nuovo numeroIn questo numero speciale sul disastro della Costa Concordia all’Isola del Giglio e un lungo e dettagliato focus sul Piano operativo triennale del porto di Brindisi. Gli investimenti della Msc a Gioia Tauro e le implicazioni dei nuovi investimenti nei porti della Turchia, il Terminal Crociere nello scalo brindisino anche alla luce del nuovo sistema portuale pugliese, poi la sottoscrizione dell’Autorità portuale di Trieste per la sostenibilità dello sviluppo delle aree retro portuali, il passaggio ai cinesi di Shing Weichai di Ferretti e l’accordo con Invitalia per il porto di Ravenna.
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