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Porto di Livorno: in Fortezza Vecchia si parla di gigantismo navale

LIVORNO – Sono ingombranti, circolano a passo di lumaca (per risparmiare sui costi di carburante), hanno un impatto devastante sul mercato dei noli (a causa dell’eccesso di stiva) e sulle capacità ricettive di quasi tutti i porti del continente. I giganti del mare, diventati oggi un vero e proprio asset finanziario, su cui le banche e istituti di credito, specialmente prima della crisi dei mutui subprime, avevano investito massicciamente, sono stati al centro di un acceso dibattito a Livorno tra studiosi ed esperti di settore.

L’occasione è stata offerta dalla presentazione, nella cornice della cinquecentesca Fortezza Vecchia, dell’ultima fatica del professor Sergio Bologna, “Tempesta Perfetta sui mari”, opera che prendendo spunto dalla crisi del colosso coreano Hanjin, settima compagnia navale del mondo, si concentra sull’attuale stato di salute del settore.Una esplorazione della dark side of the moon – l’ha definita Bologna -una interrogazione sui costi che oggi deve sopportare la comunità portuale nel suo insieme per sostenere il gigantismo navale, ma anche una presa di coscienza sulle attuali condizioni di sicurezza in cui operano i lavoratori del mare. Che sono e rimangono il vero hardware dei porti e dello shipping e i primi a pagare le conseguenze dell’attuale assetto della finanza navale.

Sono tutti temi di spinosa attualità, a detta dell’intellettuale triestino, il quale condivide con molti critici, tra cui il  più volte citato Martin Stopford (trading ships not cargo), un particolare scetticismo nei confronti di certi scenari: in cambio di pochi margini di profitto, il gigantismo navale stressa i porti di mezzo mondo, costringendoli a implementare continuamente le proprie infrastrutture e ripropone il tema flessibilità nella organizzazione del lavoro in modo inedito rispetto all’immediato passato.

Ne sa qualcosa il segretario generale dell’Autorità di Sistema del Mar Adriatico Orientale, Mario Sommariva, che ha invocato una presenza più marcata dello Stato: “Servono Autorità Portuali forti, dotate di potestà di intervento, capacità di scelta anche in ambito formativo. Serve inoltre una direttiva che faccia ordine nel mare magnum del lavoro portuale, eliminando quelle distorsioni che oggi si sono prodotte in tema di appalti di segmenti del ciclo operativo. Credo infine che l’intervento pubblico nell’uso delle risorse sia oggi estremamente attuale”.

Lo Stato è insomma chiamato a ad acquisire un ruolo centrale in un’epoca in cui si sono acuiti i conflitti sociali: “Bene ha fatto il Ministro Del Rio a ricondurre sotto l’ombrello delle proprie competenze la responsabilità della programmazione delle opere infrastrutturali – è stata la chiosa di Bologna in apertura del convegno –, abbiamo visto arrivare al MIT qualcuno che ha avuto il coraggio di bloccare progetti che considero insensati”.

Il docente dell’Università degli Studi di Trieste, Vittorio Alberto Torbianelli è dello stesso avviso e non a caso ha insistito molto sulla necessità di definire un sistema comune nella calibrazione dei rischi di investimento nelle opere realizzate in project financing: “Ci sono oggi richieste di finanziamento infrastrutturale nei porti che appaiono ingiustificate rispetto alle attuali tendenze di mercato. La rincorsa acritica al gigantismo navale appare pericolosa perché ci pone in una posizione di sudditanza nei confronti delle grandi compagnie di navigazione. In una situazione, quale quella che si è venuta a prefigurare oggi, caratterizzata sempre di più da concentrazioni orizzontali di tipo oligopolista, occorre un governo forte che definisca, specialmente nelle opere finanziate tramite project financing, un sistema di calibrazione dei rischi coerente a livello nazionale, che non abbia diversificazioni a livello territoriale”. Vale a dire: ci vogliono parametri comuni cui far riferimento nella realizzazione delle grandi opere infrastrutturali.

Da un’analista all’altro, il presidente dell’Adsp del Mar Tirreno Centro-Settentrionale, Francesco di Majo, ha sottolineato che il pubblico può giocare un ruolo fondamentale nella evoluzione della portualità italiana. “Il legislatore ha capito che i porti devono lavorare in sinergia tra di loro. La vera novità della legge è infatti la Conferenza dei presidenti dell’Adsp: tutti i 15 presidenti siederanno insieme confrontandosi direttamente con il ministro sul tema della programmazione delle infrastrutture”.

E anche il presidente di Confetra, Nereo Marcucci, invita a guardare avanti: “Dobbiamo capire che il gigantismo navale in se e per se non è un male: esistono dei porti che possono e devono adattarsi alle grandi navi e porti che devono seguire un’altra vocazione. Tra questi ci sono quelli multipurpose, che oggi stanno soffrendo a causa di questa situazione”. Per Marcucci l’Italia ha dei margini di intervento: “e il Governo in questi due anni ha dimostrato di avere a cuore il sistema portuale, salvandoci dal morbo dell’anarchia offertista. Ora bisogna guardare avanti, vedo alcuni porti italiani che si candidano ad hub di riferimento per i traffici con il Nord Europa, ma Livorno, attraverso la Livorno-Firenze e con l’alta capacità può arrivare a Mannheim prima di quanto possa fare Genova col Terzo valico”.

Insomma, se è vero che certi fenomeni, come il gigantismo navale, non possono essere controllati da un singolo porto, è altrettanto vero che possono essere quanto meno governati attraverso un piano ben definito di priorità: una di queste è quella dello sviluppo ferroviario. Perché, come ha ricordato più volte Bologna, il mercato europeo, oltre le Alpi, lo si conquista con le ferrovie: ne è convinta Giulia Costagli, del Centro Studi e Progetti Innovativi di Rete Ferroviaria Italiana, per la quale occorre proseguire con il nuovo corso inaugurato dal Ministero Del Rio, che ha più volte annunciato di volere portare la quota di traffico su ferro anche al di là dei valori pretesi da Bruxelles (30% entro il 2030, 50% entro il 2050).

Per il segretario generale dell’Autorità Portuale di Livorno, Massimo Provinciali, la questione principale da affrontare nell’immediato è quella di applicare correttamente il nuovo disposto della legge di riforma della 84/94: “Per noi addetti ai lavori – ha detto – la riforma ha diversi nodi da sciogliere. Ma il risultato che frattanto è stato raggiunto, ovvero quello di aver riportato la portualità al centro della politica di governo, con una visione di insieme omogenea ed equilibrata sulle priorità da portare avanti di qui a quindici anni è un risultato che ci ricompensa di ogni sforzo”.

Gigantismo navale, concentrazione oligopolistica di mercato, lavoro portuale e flessibilità, sicurezza, regime concessorio e centralità dello Stato: è difficile mettere insieme tutti questi argomenti, lo ha sottolineato anche il senatore Marco Filippi, in apertura del convegno: “Il libro di Bologna ha il grande merito di costringerci a fare i conti con alcuni temi ineludibili.

Non c’è forse un’unica vera via d’uscita dai dilemmi posti dal gigantismo navale, ma occorre lavorare contemporaneamente su molteplici fronti. Con la riforma della 84/94 il Governo ha dimostrato di volersi assumere l’onere di acquisire un ruolo guida nella gestione delle complessità: è un primo importante traguardo”.

Ragazzi in azienda: centinaia di studenti scoprono i porti di Genova e Savona – Vado

GENOVA – Al via il progetto pilota “Ragazzi in Azienda” promosso da Regione Liguria e realizzato da Confindustria Liguria insieme alle Associazioni Industriali di Genova, Savona, La Spezia e Imperia, con il patrocinio dell’Ufficio Scolastico Regionale, per aiutare gli studenti delle scuole secondarie di primo grado e le loro famiglie nella scelta del percorso di studio.

Un’occasione unica per consentire ai ragazzi di fare l’esperienza di una realtà produttiva, entrando in contatto con le eccellenze dell’economia del nostro territorio. Il progetto “Ragazzi in Azienda”, coordinato da ALFA all’interno dell’iniziativa “#orientiamocialfuturo” finanziata sul Fondo Sociale Europeo 2014-2020, verrà portato avanti da Confindustria Liguria, forte dell’esperienza di “Fabbriche Aperte” dell’Unione Industriali di Savona, ampliando così questa best-practice a tutto il territorio regionale.

“Lo avevo annunciato lo scorso anno a chiusura del progetto Fabbriche Aperte – ha spiegato l’assessore regionale alla Formazione Ilaria Cavo – e oggi sono lieta di dare avvio a questo nuovo progetto che, estendendosi su tutto il territorio, coinvolgerà oltre 3000 studenti di tutta la Liguria del secondo anno della scuola secondaria di primo grado che nell’orario curricolare potranno fare esperienza dell’andamento del mercato del lavoro e fare una scelta consapevole del proprio futuro formativo e professionale, coerente con le proprie competenze e aspirazioni. L’incontro con il mondo del lavoro attraverso i testimonial è stato al centro dei nuovi contenuti che abbiamo voluto inserire nel Salone Orientamenti; quest’azione ne è la naturale prosecuzione portando direttamente i ragazzi all’interno delle imprese.”

Il Progetto “Ragazzi in Azienda” vede il coinvolgimento di oltre 40 aziende sul territorio regionale e 29 Istituti comprensivi tra Imperia e La Spezia. Tra le aziende che hanno dato la loro disponibilità in Provincia di Genova: ABB, Cantieri Amico, Ansaldo Energia, l’Autorità del Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, Esaote, ETT, Fuorimuro, Rimorchiatori Riuniti, SAAR e SECH. In provincia di Savona: APM Terminals, Autorità del Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, Bitron, Bombardier, Transportation Italy. In provincia della Spezia: San Lorenzo, Fincantieri, La Spezia Container Terminal, Porto Lotti, Costa Group, Leonardo, Termomeccanica, TAG, CAP Gemini, ASG Superconductors, Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale (sezione crociere). In provincia di Imperia: Alberti G. & C. e Rineri.

“E’ un progetto che rientra nella visione di Confindustria di far transitare i ragazzi dal mondo della scuola a quello del lavoro, attraverso il gioco – ha aggiunto Roberto Botte, presidente dei Giovani di Confindustria Genova –  tenendo conto delle esigenze delle fabbriche presenti sul territorio e orientandoli così verso le materie scientifiche, per cercare di fare in modo che la domanda delle aziende locali trovi corrispondenza in questi giovani e nelle famiglie”.

Prima e dopo le visite in azienda i ragazzi si confronteranno con i tutor per condividere aspettative e produrre un report sull’esperienza effettuata. Gli elaborati prodotti verranno valutati nell’ambito di un concorso che si concluderà con la premiazione degli studenti in occasione del Salone Orientamenti di Genova a novembre.

IL PORTO DI VENEZIA E IL GRUPPO GRIMALDI ALLA FIERA TRANSPORT LOGISTIC 2017

MONACO – Il porto di Venezia è protagonista a Monaco di Baviera alla fiera internazionale “Transport Logistic”, il principale evento del settore a livello mondiale.Massiccia la presenza degli operatori veneziani che da sempre considerano Monaco un appuntamento immancabile perché raccoglie tutti i player del settore, totalizzando oltre 2.000 espositori e 55.500 visitatori in media.

In occasione della fiera, il Porto di Venezia e il Gruppo Grimaldi, l’operatore multinazionale leader nella logistica integrata e specializzato nel trasporto marittimo di merci rotabili (auto, van, camion, ecc.), hanno presentato i servizi intermodali mare/ferro offerti da e per Venezia con origine e destinazione il Mediterraneo Orientale, il Centro Europa e l’area del Baltico.

I servizi Ro-Ro e Ro-Pax da e per Venezia hanno mostrato un forte incremento nel 2016 e vanno ad aggiungersi al recente ritorno della linea container diretta con il Far East e al consolidamento dei servizi Intra-Med che fanno di Venezia il primo porto italiano in Adriatico per la movimentazione dei container (610mila TEU nel 2016). Ma Venezia è anche riconosciuto come il gateway perfetto per gli operatori del settore break bulk (in particolare per import/export siderurgico a servizio delle industrie della Pianura Padana) e per i colli eccezionali, che oggi da Venezia vengono esportati in più di 50 paesi nel mondo.

“Oggi come ieri, il porto di Venezia è crocevia di rilevanza internazionale per diverse tipologie di merci grazie alle rotte marittime percorse dalle 39 compagnie che scalano il nostro porto, e ai servizi intermodali con i mercati più dinamici d’Europa supportati dalle 6 imprese ferroviarie che operano nel nostro scalo. Un insieme di operatori e infrastrutture che fanno di Porto Marghera il cuore pulsante dell’import/export del Veneto e del Nord Est da/per tutto il mondo.

L’attivazione dei nuovi servizi si va ad aggiungere a quelli, interamente intermodali, che già oggi collegano la Grecia (via mare) con i mercati del Nord Europa (via ferrovia), potremo così continuare ad incrementare la nostra leadership nel settore delle Autostrade del Mare che nel corso del 2016 ha fatto segnare un +30% e prospetta una crescita a doppia cifra anche per il 2017”, ha dichiarato Pino Musolino, Presidente dell’Autorità di sistema Portuale dell’Adriatico Settentrionale.

“Appena due anni fa in questa occasione abbiamo annunciato l’ingresso del Porto di Venezia nella rete di Autostrade del Mare del Gruppo Grimaldi con il lancio della linea per Patrasso. Il bilancio di questo biennio è più che positivo, tant’è che il Gruppo ha incrementato la propria presenza estendendo ed arricchendo i propri servizi. Sono lieto di annunciare in quest’occasione che è allo studio un servizio shuttle per collegare il terminal ferroviario di Verona al Terminal Ro-Port di Venezia dando la possibilità agli operatori del settore di utilizzare i diversi collegamenti con la Germania e con l’Europa orientale e creando un vero e proprio ponte con la Grecia e i Balcani. Tutte le attività da noi sviluppate a Venezia hanno un chiaro obiettivo: l’integrazione dei trasporti marittimi con quelli ferroviari al fine di espandere i percorsi intermodali alla nostra clientela”, ha dichiarato Guido Grimaldi, Corporate Short Sea Shipping Commercial Director, Grimaldi Group.

La millenaria abilità di Venezia nel creare ponti e connessioni tra mercati, culture e continenti si ritrova anche nel claim commerciale “Port of Venice. Bridging the World. Since forever” scelto per accompagnare gli operatori e per presentare i nuovi servizi nel corso della fiera.

Una scelta legata alla storia di Venezia e alla sua potenza marittima basata sull’eccellenza del porto allora localizzato a San Marco e su un hub commerciale come Rialto collegato con i Fondaci, la Zecca ed il Mercato: regno dei famosi mercanti veneziani. Da qui nasce l’icona, che sullo sfondo mostra il ponte di Rialto, simbolo del cuore commerciale di Venezia e al tempo stesso simbolo della straordinaria capacità – tutta veneziana – di connettere il mondo.

IL PORTO DI TRIESTE ALLA FIERA TRANSPORT LOGISTIC DI MONACO DI BAVIERA

TRIESTE – Si è inaugurata ieri la ventesima edizione della Transport Logistic, la più grande fiera internazionale di logistica e trasporti, che si svolge a Monaco di Baviera con cadenza biennale.

La kermesse che si sviluppa su undicimila metri quadrati suddivisi in nove padiglioni, sta registrando  un aumento di presenze nei comparti  marittimo e ferroviario, e vede l’Italia terzo paese per numero di espositori, dopo la Germania e i Paesi Bassi.L’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale è presente all’evento con gli operatori dello scalo giuliano, sia all’interno dello stand della Regione Friuli Venezia Giulia, con un allestimento che ha valorizzato la vocazione ferroviaria del porto, declinata con l’hashtag #TriesteRailPort, sia all’interno dello stand coordinato da Assoporti, assieme alle altre Autorità di sistema portuale.

“Trieste è il porto naturale della Baviera e Transport Logistic è da sempre l’evento più importante nel nostro calendario fieristico – ha affermato il presidente dell’Authority, Zeno D’Agostino. “Rispetto a due anni fa, abbiamo fatto molti passi in avanti, stiamo crescendo molto sui collegamenti ferroviari e i dati di traffico continuano a dimostrarlo: nel primo quadrimestre di quest’anno, nel porto di Trieste sono transitati  più di 2600 treni con un +20% rispetto al periodo gennaio-aprile del 2016. Questi numeri uniti ai piani di sviluppo ed espansione dello scalo, sono un ottimo biglietto da visita per gli investitori e gli operatori stranieri che stiamo incontrando in questi giorni”.

La fiera è stata anche l’occasione per rafforzare ulteriormente i rapporti istituzionali tra le amministrazioni del Friuli Venezia Giulia e del Land Baviera.  Stamattina Zeno D’Agostino e la presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, hanno incontrato presso lo stand di MSC il ministro bavarese agli Affari federali, e progetti speciali, Marcel Huber. Potenziamento del settore intermodale e miglioramento della frequenza dei servizi ferroviari sulla direttrice Trieste-Baviera è stato uno dei temi dell’incontro.

“Ad oggi abbiamo 5 coppie di treni a settimana su Monaco  - ha commentato D’Agostino – e abbiamo bisogno di ulteriore capacità verso questa destinazione. Grazie al supporto della Regione, stiamo collaborando con la Baviera per trovare ulteriori possibilità di frequenza e ampliamento dei servizi. Trieste e il sistema logistico regionale possono fare molto lavorando in sinergia”.

A seguire Serracchiani e D’Agostino hanno accolto presso lo stand regionale, il ministro bavarese dell’Interno, edilizia e trasporti, Joachim Hermann, che ha rimarcato l’importanza di incrementare i collegamenti via Trieste che consentono notevole risparmio di tempo, rispetto ai porti del Nord Europa, con importanti vantaggi anche dal punto di vista ambientale. L’evento organizzato in collaborazione con la Camera di Commercio Italo-tedesca, si è concluso con un momento di networking promosso dalla SIOT, che ogni anno porta milioni di tonnellate di greggio  in Germania, Austria e Repubblica Ceca, coprendo il 40% del fabbisogno energetico della Germania, ma il 100% della Baviera.

Nutrito l’elenco delle aziende ed operatori presenti allo stand FVG, con il coordinamento dall’Azienda Speciale Aries della Camera di Commercio Venezia Giulia, segno che ormai il territorio regionale si configura come una piattaforma logistica unita e connessa: ASPT- ASTRA F.V.G., Consorzio ZIU – Porto Nogaro, Europa Multipurpose Terminals e Francesco Parisi, Frigomar, General Cargo Terminal, Interporto Centro Ingrosso di Pordenone, Interporto di Cervignano del Friuli, Interporto di Trieste, NEST – Rete di Imprese, Porto di Monfalcone, Samer & Co. Shipping, Santandrea, SDAG, Alpe Adria, Terminal Frutta Trieste, Trieste Marine Terminal.

Fitto di appuntamenti anche il programma di domani. Presso lo stand di Assoporti si segnala una tavola rotonda intitolata “Il nuovo corso della portualità italiana” moderata dal giornalista dell’Ansa, Luciano Clerico, a cui parteciperà Zeno D’Agostino, in qualità di presidente dell’Associazione, assieme ad altri presidenti e rappresentanti istituzionali del settore. Al pomeriggio invece, presso lo stand della Regione FVG, vi sarà un appuntamento di networking per i clienti, partner e istituzioni organizzato dagli operatori triestini, tutti molto soddisfatti dei contatti ed eventi in corso alla kermesse, che si concluderà venerdì 9 maggio.

Porto di La Spezia: Di Sarcina è il nuovo segretario generale

LA SPEZIA – Francesco Di Sarcina è il nuovo segretario generale dell’Autorità di sistema portuale del mar Ligure orientale che comprende i porti della Spezia e di marina di Carrara. Lo ha nominato all’unanimità il Comitato di gestione dell’ente su proposta del presidente Carla Roncallo.

Di Sarcina ha ricoperto il ruolo di dirigente tecnico all’Autorità portuale di Messina per diversi anni e nell’ultimo quadriennio è stato segretario generale della stessa Autorità. Dal marzo 2013 è membro della Commissione intermodalità e logistica di ESPO (European Sea Port Organization), in rappresentanza di Assoporti. L’ingegner Di Sarcina, con specializzazione, in ingegneria strutturale, geotecnica, infrastrutturale, rimarrà in carica quattro anni: ha esperienza in economia dei trasporti e della pianificazione portuale.

“Ha prevalso una valutazione strettamente legata alle competenze e capacità senza alcun condizionamento politico – ha dichiarato Roncallo – Sono arrivata a ricoprire questo incarico in un momento molto complicato e penso che la scelta di Francesco Di Sarcina sia la più opportuna. Chiedo a tutti di lasciarci lavorare e giudicarci dai fatti. Il nostro obiettivo è rendere il sistema portuale di La Spezia e Carrara più forte e competitivo. Entrambi saremo sempre disponibili all’ascolto di chiunque lavori in questa grande comunità del nostro sistema portuale”.

Duci: “Ok la riforma, ma dipende troppo da Delrio”

GENOVA – “Gli effetti di una regia nazionale del sistema portuale si iniziano a vedere ma il limite è che il settore oggi è ancora troppo dipendente dalla ‘stampella’ Delrio”. Gian Enzo Duci, presidente di Federagenti, la Federazione degli agenti marittimi italiani, promuove la riforma della portualità, ma chiede di accelerare la costituzione del tavolo nazionale di coordinamento delle Autorità di sistema portuale, dei tavoli di partenariato della risorsa mare, e dotazioni finanziarie mirate per la direzione del ministero delle Infrastrutture e Trasporti che si occupa del settore marittimo.

Il timore è che la nuova “macchina” non sia ancora in grado di andare avanti in modo autonomo. “Dopo anni abbiamo un ottimo ministro: Graziano Delrio è fra i pochi ad avere avuto questa attenzione al settore – spiega Duci – però oggi il sistema dipende troppo dalla sua presenza. Da una parte perché non si è dispiegata del tutto la riforma e dall’altra perché le risorse date all’unica direzione dei trasporti che si occupa del mare non sono adeguata alla mole di lavoro. Oggi sfrutta le dotazioni del gabinetto di Delrio, mentre servono risorse dirette e stabili, che restino anche se cambia ministro”.

Il sistema portuale italiano sta dando segnali positivi. “La nuova organizzazione delle grandi alleanze ha reso, ad esempio, Trieste più competitiva dei porti del Nord Europa nei servizi per il Centro Europa” ricorda Duci, che accanto a Genova e Trieste, i due porti sui quali puntare per i traffici internazionali, ritiene debbano avere spazio anche gli altri scali in cui sta aumentando l’offerta delle linee ro-ro, al servizio delle economie regionali.

Il Pireo in mano ai cinesi? “Non deve preoccuparci se ci mettiamo in condizioni di servire i traffici che i cinesi concentreranno al Pireo attraverso i nostri porti che sono comunque più vicini ai mercati di sbocco del Centro Europa. Dal Pireo sarà più facile che arrivino feeder su Vado ligure piuttosto che treni in Lombardia” conclude.

PORTO DI TRIESTE: APPROVAZIONE DEL RENDICONTO GENERALE 2016

TRIESTE – Si è svolta oggi  presso la Torre del Lloyd la seduta del Comitato di Gestione che ha esaminato, tra i vari argomenti all’ordine del giorno, il Rendiconto Generale 2016. Il documento contabile è stato approvato all’unanimità e presenta un avanzo di amministrazione di euro 14.355.102.

Tale risultato positivo contribuirà, insieme ad altre fonti di finanziamento esterne, al sostenimento del piano di sviluppo del porto di Trieste, che prevede importanti interventi contenuti nel Piano Operativo Triennale dell’Authority. L’avanzo di parte corrente, pari ad euro 11.026.000, verrà anche utilizzato per dare copertura agli investimenti con fondi propri.

“Questi numeri sono il frutto di una gestione armonica e virtuosa di tutti gli elementi che compongono l’Autorità di Sistema. Dati positivi che si aggiungono alla creazione di occupazione e di valore per l’intero scalo giuliano, in cui le sue società partecipate hanno un ruolo di primo piano”,  ha commentato il presidente Zeno D’Agostino.Il Bilancio 2016 si è chiuso con un margine operativo lordo di 23.765.038 euro, con un aumento dei ricavi di circa il  3,43% in più rispetto al 2015.

IL PORTO DI VENEZIA AL BREAK BULK EUROPE 2017 LANCIA DUE NUOVI SERVIZI MARITTIMI

VENEZIA – Ritorna la linea diretta con il Far East operata dalla Ocean Alliance e Neptune Lines apre un nuovo servizio dedicato agli autoveicoli dal terminal di Fusina.Anversa, 24 – 26 Aprile 2017 – Anche quest’anno il Porto di Venezia è protagonista ad Anversa alla fiera internazionale Break Bulk Europe, che riunisce i più importanti player del settore.

Massiccia la presenza degli operatori a fianco dell’Autorità di Sistema Portuale: per i terminal, Multiservice di Venezia e Sorima di Chioggia; per gli Agenti e Raccomandatari, Radonicich, MircoSanti, Tositti, Bassani, Columbia, Minucci; per gli spedizionieri, Baggio spa Stemarshipping, Broccardo e CTS Trasporti.

“Ci presentiamo ad Anversa forti di una crescita consistente (+15%) nel comparto e una vasta serie di imbarchi di break bulk e colli eccezionali messi a segno negli ultimi mesi. Imbarchi così rilevanti da ricordare i fasti del 1200 quando i veneziani trasportarono via mare su delle galee le colonne di S.Marco e San Todaro e la quadriga della Basilica di S.Marco”, ha ricordato il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale Pino Musolino presente ad Anversa. Un rimando al passato che si ritrova anche nel logo, nelle grafiche e nei materiali con cui l’Autorità di sistema si presenta in fiera.

Tra i colli eccezionali trasportati nel 2016/17 vanno infatti ricordati il gigantesco boiler partito per gli Emirati Arabi (così grande da richiedere la nave più larga mai arrivata alle banchine veneziane) 4 reattori dal peso complessivo di 3.600 tonnellate diretti in Malesia due dei quali prodotti a Mantova e arrivati a Venezia via fiume, una lunghissima colonna “gas absorber” (30 metri) destinata a Port Said, movimentata in tempi record. A questi vanno aggiunti i recenti trasporti eccezionali in export di yacht e maxi yacht che hanno richiesto particolare attenzione ed expertise specializzate visto il loro pregio.

L’appuntamento di Anversa è stato scelto per l’annuncio ufficiale dell’attivazione da maggio 2017 di due nuovi servizi marittimi, entrambi di rilevante importanza per lo sviluppo del porto del Veneto.Il primo, segna l’apertura di un nuovo comparto di traffico, quello degli autoveicoli. A darne l’annuncio, Peter Menzel, Direttore commerciale di Neptune Lines, compagnia leader nella logistica degli autoveicoli, il cui core business si concentra su Mediterraneo e Mar Nero, servendo oltre 20 mercati e 30 porti chiave in quest’area.

Dopo aver chiuso un progetto con Ford Germania, Neptune Lines inizierà il suo rapporto con Venezia aggiungendo lo scalo al Venice Ro-Port Mos terminal al suo servizio settimanale “Adriarico”. Peter Mentzel ha dichiarato “Siamo entusiasti di iniziare a lavorare con il porto di Venezia potendo contare su un terminal specializzato e dedicato come quello Ro-Ro di Fusina e siamo convinti che sarà un successo anche grazie alla collaborazione con il nostro rappresentante locale, Tositti group”. Inoltre Neptune Lines può offrire la possibilità di collegamenti veloci diretti tra Italia,

Turchia e Grecia, tramite il suo hub del Pireo verso Israele, Egitto, Libano, Algeria, Tunisia, Marocco e Mar Nero per tutti i tipi spedizioni nel comparto.Il secondo servizio è un “grande ritorno”: a maggio 2017 torna infatti il servizio diretto col Far East operato dalla Ocean Alliance, sospeso nei mesi invernali per un calo strutturale della domanda e oggi ripristinato confermando Venezia e l’Adriatico quale terminale marittimo della Via della Seta del XXI° secolo.

Il servizio diretto della Ocean Alliance (comporta dalle compagnie China Cosco Shipping, Evergreen Line, CMA CGM, e OOCL) inizierà con la nave MN APL Oregon in arrivo il 10 maggio presso il terminal Vecon di Venezia e, come confermato dalle compagnie, il servizio consentirà di sviluppare in particolare il traffico Break Bulk (trasformatori, serbatoi, yatch, ecc ) con l’obiettivo di movimentare circa 2000-2500 TEU a nave tra import ed export. Le 10 navi utilizzate per il servizio sono da 6500- 6800 TEU.

ASSEMBLEA DEI SOCI DI ADRIAFER: APPROVATO IL BILANCIO 2016

TRIESTE – “Se lo sviluppo e il recupero della vocazione ferroviaria del porto sta dando questi risultati, lo dobbiamo anche all’ottimo lavoro che sta facendo Adriafer, nostra punta di diamante”. Questo il commento di  Zeno D’Agostino, presidente dell’Authority giuliana e neo eletto presidente di Assoporti, a conclusione dell’assemblea della società posseduta al 100% dall’AdSP del Mare Adriatico Orientale, svoltasi nei giorni scorsi alla Torre del Lloyd.

Adriafer,  titolare della manovra ferroviaria nell’ambito portuale, e operatore di manovra per i treni da Villa Opicina all’Interporto di Trieste e viceversa, sta vivendo un momento di grande crescita, come testimoniano i numeri del traffico ferroviario che sommano un totale di 7.401 treni manovrati nel 2016.

Tra gli argomenti all’ordine del giorno, l’Assemblea ha discusso ed approvato il bilancio 2016, che si è chiuso con un conto economico positivo di 14.000 Euro. I  ricavi lo scorso anno sono ammontati a 5.365.000 Euro, mentre nel 2015 erano stati pari a 2.812.000 (+91%). Il dato dei ricavi va in parallelo all’incremento delle attività della società come gestore unico della manovra ferroviaria in Porto, a Trieste Campo Marzio nei raccordi del Porto Industriale e all’Interporto di Trieste.

I dati del 2016 sono particolarmente importanti, perché ottenuti pur avendo ridotto del 20% i prezzi dei treni manovrati con tirata unica. Soddisfatto dei risultati Giuseppe Casini, Amministratore Unico della società, che ha commentato: “Il risultato di bilancio positivo è particolarmente significativo per Adriafer, che ha la missione di gestire i servizi ferroviari con criteri di economicità, efficienza e neutralità, riducendo il più possibile i prezzi, ma  garantendo ugualmente un bilancio positivo”.

I valori sintetizzati nel bilancio 2016 richiedono almeno un paio di focus ulteriori. Il primo elemento da sottolineare ha a che fare con la capacità della società di generare crescita economica e, in pari tempo,  posti di lavoro. Sono infatti quasi raddoppiati gli addetti: oggi Adriafer è operativa con 81 agent, mentre nel 2015 erano 42, obiettivi maturati anche grazie a un positivo rapporto con le Organizzazioni sindacali.

In secondo luogo, va richiamato un elemento che punta direttamente alla possibilità di creare ulteriore sviluppo futuro, con forti investimenti in mezzi e tecnologie. Un piano che tende a ribadire il primato di Trieste non solo in termini di traffico ferroviario, ma soprattutto per efficienza, attenzione alla sicurezza e capacità di innovazione del sistema. Parliamo del noleggio di nuovi locomotori di adeguata potenza e della revisione del parco mezzi a disposizione, che saranno migliorati nelle prestazioni e su cui verranno installati i più avanzati dispositivi di sicurezza, in funzione dell’iscrizione al RIN (Registro Immatricolazione Nazionale, tenuto dall’Agenzia Nazionale per la Sicurezza Ferroviaria). Proprio in questi giorni è stato consegnato il primo dei quattro locomotori che Adriafer farà revisionare entro i primi mesi del 2018. Il valore dei 7 locomotori posseduti va aggiunto al patrimonio netto della società, che consiste in 1 milione di euro.

Da sottolineare che Adriafer ha iniziato il percorso per la certificazione come Impresa Ferroviaria presso l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza Ferroviaria, sulle tratte interessanti il Sistema Portuale (Trieste Campo Marzio – Villa Opicina; Trieste Campo Marzio – Servola –  Aquilinia; Trieste Campo Marzio – Monfalcone – Cervignano; Villa Opicina – Monfalcone – Cervignano). L’importante iter di certificazione dovrebbe concludersi entro luglio, permettendo alla società di cominciare a operare sulle linee come Impresa Ferroviaria con i primi treni a trazione diesel e, successivamente, noleggiare locomotori elettrici di adeguata potenza, con cui poter lavorare da gennaio 2018.

Porto di Genova: il 9 maggio riunione al MIT su lavoro portuale

GENOVA – Dopo la legge di riforma della governance dei porti, ora tocca all’organizzazione del lavoro portuale. “Il ministero delle Infrastrutture illustrerà in una riunione il 9 maggio a Roma come intende procedere con un provvedimento normativo che riguardi il lavoro portuale” spiega il presidente dell’Autorità portuale del Mar ligure occidentale (Genova e Savona) Paolo Emilio Signorini al termine dell’incontro con i sindacati, la Compagnia Unica dei lavoratori portuali (Culmv), la Compagnia Pietro Chiesa di Genova e la Pippo Rebagliati di Savona, che coprono il lavoro flessibile nei due scali, che rappresenta il primo confronto del tavolo locale che procederà di pari passo con quello nazionale. E Signorini “non esclude” anche la fusione fra le tre compagnie.

Il nuovo modello nazionale consentirà alle Autorità di sistema portuale di usare le proprie risorse per favorire i prepensionamenti e sostenere la formazione delle compagnie i cui conti con il sistema attuale non quadrano. “Si parlerà anche di organico porto – dice Signorini -. Bisogna smettere di viverlo come un magico numero fisso che possibilmente nel lungo periodo vada ridotto”. A livello locale la discussione riguarderà la verifica di costi e ricavi delle compagnie per capire quale è la “tariffa minima” che i terminalisti dovranno corrispondere per garantire l’equilibrio A economico finanziario”.

Soddisfatto il console della Compagnia Unica Antonio Benvenuti: “Dopo nove anni di immobilismo normativo sono contento che si aprano tavoli di discussione”. Il nuovo modello dovrebbe soddisfare sia terminalisti che compagnie portuali.

Resta aperto il fronte del bilancio 2016 della Culmv a cui mancano 1 milione e 300 milaeuro per chiudere, ma Signorini è ottimista che i terminalisti metteranno sul tavolo lasomma: “Penso che ci siano le condizioni sia per le dimensioni del deficit, inferiore aquello dello scorso anno, sia per la fase di transizione che stiamo vivendo”.

IL NAUTILUS Anno 12 N°1

BRINDISI - In questo numero lo speciale è destinato alle crociere con i dati di Rsiposte Turismo e le previsioni per il 2017 di un settore ormai fondamentale per l’economia del Paese. Ma anche le importanti novità sulla safety portuale e sui regolamenti dell’Unione Europea sui servizi portali e la trasparenza finanziaria dei porti. Poi i porti di Napoli. Ancona, Trieste, Piombino e Olbia con gli investimenti e le nuove infrastrutture previste nei diversi scali italiani.
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