COLLABORAZIONE TRA IL PORTO DI TRIESTE E IL CLUSTER AGROALIMENTARE FVG

TRIESTE – Il porto di Trieste guarda con interesse al segmento agroalimentare. È nata infatti una nuova collaborazione tra l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale e il Parco Agroalimentare FVG Agri-Food and Bioeconomy Cluster Agency, per sviluppare e promuovere le migliori strategie a supporto dello sviluppo del settore in ambito portuale e logistico.

“Trieste è un hub che fa sistema con le infrastrutture regionali e continua a puntare all’eccellenza della sua offerta” ha dichiarato il presidente dell’Autority, Zeno D’Agostino. “Abbiamo deciso di avvalerci del supporto e dell’esperienza del Cluster Agroalimentare FVG, anche in vista della creazione di una nuova area dedicata al settore food nel nostro scalo, a cui stiamo lavorando”.   All’interno della struttura di Bagnoli della Rosandra (ex Wärtsilä) acquisita di recente dall’Interporto di Trieste, sono in corso di progettazione alcuni spazi attrezzati ad hoc per lo stoccaggio e l’organizzazione delle spedizioni alimentari refrigerate. Si tratta di un primo nucleo di 2.000 mq di celle a temperatura controllata, su un totale di 76.000 mq di magazzini e 150.000 mq di piazzali, comprensivi di raccordo ferroviario collegato con la stazione di Aquilinia, che l’Interporto di Trieste ha a disposizione per sviluppare attività logistiche e manifatturiere. Le prime tipologie merceologiche ad alto valore aggiunto su cui si punterà saranno prodotti alimentari di alta qualità del settore vinicolo e lattiero-caseario, simboli del settore “food made in Italy” nel mondo.

Viste le opportunità di crescita che le nuove infrastrutture portuali offrono alle imprese del comparto agroalimentare e di bioeconomia regionale, l’Agenzia di sviluppo del Cluster agroalimentare supporterà l’Authority giuliana mettendo a disposizione le proprie competenze e know how. “L’obiettivo – ha rimarcato il presidente del Cluster, Claudio Filipuzzi – è quello di sviluppare un’attività sinergica volta a raccordare le nuove infrastrutture logistiche e operative alle catene del valore territoriali con proposte innovative sia dal punto di vista industriale che commerciale”.

Gli ambiti di collaborazione individuati dai due Enti andranno oltre il settore agroalimentare, includendo anche la creazione in ambito portuale di un terminal dedicato al biometano.

PORTO DI VENEZIA: IL TRAFFICO FERROVIARIO CRESCE DEL 14,5%

VENEZIA – Il traffico ferroviario del Porto di Venezia cresce a doppia cifra: i carri movimentati nel periodo gennaio-maggio sono stati 43.896 (+14,5% rispetto lo stesso periodo 2017) pari a oltre 1 milioni di tonnellate (+13,1% in peso rispetto allo stesso periodo 2017).

Il trend estremamente positivo del 2018 poggia le sue basi sulla crescita registrata a fine 2017, con un +2,3% di carri rispetto al 2016 e +4,3% in termini di tonnellaggio, per un totale di 91.000 carri movimentati e 2,33 milioni di tonnellate trasportate.Il risultato eccezionale è stato ottenuto senza comportare una congestione della rete ferroviaria, grazie alla nuova politica di tariffazione adottata da ERF, società dell’Autorità di Sistema Portuale, che ha consentito di trasportare molti più carri e più tonnellate di merci, praticamente a parità di traffico ferroviario prodotto (l’incremento in termini di treni terminalizzati, arrivi e partenze, è stato solo del +1,7%).

Nel corso del 2017, inoltre, l’Autorità di Sistema Portuale ha innovato l’operatività ferroviaria, introducendo sconti premiali per favorire la concentrazione della merce e il numero di carri movimentati ed estendendo l’operatività h24 della manovra ferroviaria con il risultato di contenere così i costi di gestione. Ciò ha permesso ai terminalisti di comporre treni più lunghi, avvicinando sempre più il Porto di Venezia ai migliori standard europei per quanto riguarda il trasporto ferroviario merci. In particolare, i trasporti ferroviari del settore siderurgico viaggiano ora a regime con 1920 tonnellate/treno contro le 1800 dell’anno precedente e quelli dell’agroalimentare arrivano alle  2200 tonnellate/treno.

“Dopo il record nella movimentazione ferroviaria registrato nel 2017 e l’Accordo, siglato l’8 febbraio scorso, fra l’Autorità di Sistema e RFI, si aggiunge un ulteriore tassello al mosaico che il Porto di Venezia sta pazientemente disegnando”, afferma il Presidente dell’AdSPMAS Pino Musolino. ”La riorganizzazione, tariffaria e organizzativa, introdotta nel 2017 sta dando i suoi frutti, dimostrando che al Porto di Venezia la “cura del Ferro” funziona.

I risultati registrati nei primi cinque mesi del 2018 sono frutto di una precisa strategia, volta ad aumentare la competitività dello scalo e sono lieto che i terminalisti abbiano risposto positivamente a questi stimoli. È evidente che, pur nel rispetto dei ruoli e delle competenze di ciascuno, la leale collaborazione fra il mondo produttivo e la pubblica amministrazione produce risultati eccezionali. In tal senso spero, quanto prima, di incontrare nuovamente i vertici di Confindustria Venezia, cui ho già chiesto un appuntamento, per illustrare le strategie di sviluppo del nostro scalo e proseguire nel dialogo virtuoso già intrapreso con gli stakeholder produttivi e industriali”.

Porto commerciale di Venezia: via libera alle navi fino a 335 metri

VENEZIA – Il porto commerciale di Venezia estende l’accessibilità nautica potenziando la sua attrattività internazionale come gateway italiano per le rotte oceaniche. L’emanazione di un’apposita ordinanza da parte della Capitaneria di Porto, annunciata oggi in conferenza stampa, dà efficacia immediata ai recenti lavori di adeguamento del Bacino di Evoluzione n.3 lungo il canale Malamocco Marghera svolti dall’Autorità di Sistema Portuale.

L’ordinanza 36/2018 emanata dalla Capitaneria di Porto di Venezia prevede l’accesso al porto, attraverso il canale Malamocco Marghera, di navi con pescaggio fino a 11,5 metri e lunghezza massima di 335 metri, in luogo del limite di 300 metri precedentemente in vigore. Le operazioni di escavo di un’area a ridosso dell’isola dei Petroli, parte integrante del Piano Operativo Triennale 2018-2020 dell’Autorità di Sistema Portuale, si sono protratte per un mese circa dalla fine di aprile alla prima settimana di giugno e hanno portato i fondali alla quota prevista dal Piano Regolatore Portuale. Entro la fine di luglio si concluderanno anche gli escavi a ridosso della sponda ovest del Canale Industriale Ovest.

L’ampliamento dell’accessibilità nautica del porto permetterà di rinforzare la tratta oceanica, che è già attiva tra Venezia e l’Estremo Oriente, operando un servizio con frequenza settimanale, e che ha consentito nel corso del 2017 di stabilire il record storico veneziano del traffico container con oltre 611 mila TEU movimentati.

L’impegno dell’Autorità di Sistema Portuale per aumentare la competitività dello scalo portuale trova concretezza grazie alla collaborazione costante con la Capitaneria di Porto di Venezia e alla preziosa attività della Corporazione Piloti Estuario Veneto, che ha permesso di rafforzare il rapporto con operatori privati di primaria importanza.“A partire dal mio insediamento” – dichiara Pino Musolino, Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Adriatico Settentrionale – “è stata avviata un’analisi accurata delle esigenze infrastrutturali del Porto di Venezia per individuare le criticità da risolvere e, di conseguenza, procedere con gli interventi più urgenti. L’escavo del Bacino di Evoluzione n.3 è uno di questi. Con questo intervento è stato possibile aumentare sensibilmente la competitività dello scalo. Naturalmente raggiungere tale risultato non sarebbe stato possibile senza una costante interlocuzione con i soggetti, pubblici e privati, che determinano lo sviluppo portuale. In tal senso intendo ringraziare CMA-CGM per aver confermato il proprio interesse nei confronti del nostro scalo e l’Ammiraglio Pietro Pellizzari, al vertice della Capitaneria del Porto di Venezia da pochi giorni, per aver certificato tempestivamente, tramite specifica ordinanza, il buon lavoro svolto dall’Autorità di Sistema Portuale”.

“Il tema dell’accessibilità nautica del porto rappresenta un elemento imprescindibile non solo sul piano commerciale ma anche, e segnatamente, per quanto riguarda le attribuzioni dell’Autorità Marittima in relazione all’obiettivo di implementare contestualmente il gradiente di sicurezza della navigazione” ­– dichiara l’Ammiraglio Pietro Pellizzari, Comandante Capitaneria di Porto do Venezia. L’escavo del Bacino di Evoluzione n.3 consente ora l’accesso in canale ovest di unità di maggiori dimensioni secondo una regolamentazione tecnica elaborata dalla Capitanerie di porto che ne definisce la cornice di sicurezza secondo specifici limiti.  Il risultato oggi raggiunto è parte di un più ampio disegno di sviluppo dell’operatività portuale alla base del quale risulta fondamentale la proficua e costante sinergia tra tutti i soggetti istituzionali coinvolti con l’obiettivo di confermare alti livelli di “affidabilità” del sistema porto in termini di sicurezza. In questo scenario sarà sempre più rilevante, parallelamente allo sviluppo infrastrutturale, valorizzare il veloce upgrade tecnologico nei sistemi di ausilio alla navigazione e nel monitoraggio del traffico per il valore aggiunto che gli stessi potranno produrre in termini di safety.”

“Venezia è un porto fondamentale nella rotazione del servizio diretto per il Far East di CMA CGM anche in considerazione della vocazione all’export del Made in Italy” dichiara Paolo Lo Bianco, Amministratore Delegato  di CMA CGM Italy. “Salutiamo quindi con grande soddisfazione gli interventi per migliorare l’accessibilità nautica che consentiranno da oggi in avanti di servire il Porto di Venezia con navi in grado di trasportare sino a 8500 TEU. In tal senso CMA CGM intende ringraziare l’Autorità di Sistema Portuale, interlocutore essenziale e affidabile per le azioni svolte sinora e per il risultato ottenuto nello sviluppo del settore container” .

Tra i principali interventi di infrastrutturazione e manutenzione in corso nel porto di Venezia, si segnalano anche: La realizzazione di circa 700 m di banchina sulla sponda ovest del Canale Industriale Ovest con rimozione dei pontili esistenti e arretramento della sponda per un costo complessivo di circa 12 mln di euro. L’intervento avrà valenza di recupero ambientale e permetterà l’accosto di navi destinate a Grandi Molini e Cereal Docks con capacità maggiori rispetto alle attuali. E’ previsto l’escavo e la rimozione di 98 mila mc di sedimenti. L’adeguamento della Banchina Emilia (Porto Commerciale – Sezione di Marghera Molo B) che prevede il ripristino e la valorizzazione di 185 m di banchina, ad oggi compromessa, con ricadute in termini di recupero ambientale. Il costo dell’opera è di circa 9,7 mln di euro. Sono attualmente in programma i seguenti interventi di escavo da realizzare tra il 2018 e il 2019: Escavo di un’area lungo il canale Malamocco Marghera a ridosso dell’Isola delle Tresse alla quota prevista dal Piano Regolatore Portuale. Si tratta di un intervento complementare all’adeguamento del Bacino di Evoluzione n.3.

L’escavo a quota -8,5 m di un tratto in ingresso al Canale Industriale Nord per agevolare l’entrata e l’uscita delle navi dirette allo stabilimento Fincantieri. L’escavo a quota -10,8 m della darsena Canale Industriale Sud in corrispondenza dell’accosto San Marco Petroli SMPET 1S, intervento utile per permettere di aumentare il pescaggio e la lunghezza dell’ormeggio.

MSC e Seber: concessione di 33 anni per il terminal container Bettolo a Genova

GENOVA – Consorzio Bettolo, formato da Itaterminaux Sàrl (65%) e Seber Srl (35%), ha il piacere di annunciare la firma di un accordo di concessione della durata di 33 anni per lo sviluppo e l’operatività di un terminal container semiautomatizzato situato nell’area di Calata Bettolo al Porto di Genova. Il terminal avrà una capacità iniziale di 720mila TEU e sarà equipaggiato con gru in grado di servire portacontainer con capacità oltre i 20mila TEU. È previsto che il terminal diventi operativo nel 2022 e serva sia le navi di MSC che i clienti di Seber Srl.

Lo sviluppo del terminal di Bettolo è il risultato della collaborazione tra l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, Interminaux Sàrl, parte di MSC (Mediterranean Shipping Company SA) e Seber Srl, di proprietà di Gruppo Investimenti Portuali Spa.

Diego Aponte, Presidente e CEO di MSC Group ha commentato: “L’accordo siglato oggi rappresenta un momento di grande importanza per il sistema portuale ligure, raggiunto grazie alla preziosa collaborazione delle Istituzioni locali, che hanno dimostrato di saper fare sistema a beneficio del tessuto economico regionale. Siamo lieti che l’accordo sia stato siglato, non vediamo l’ora di poter contare su un terminal pienamente operativo.”

Giulio Schenone, CEO di Gruppo Investimenti Portuali Spa, ha commentato: “Lo sviluppo di Bettolo garantirà l’accosto delle grandi navi portacontainer nello scalo ligure, e sarà complementare al nostra presenza nell’adiacente terminal SECH.”

IL PORTO DI TRIESTE SI PRESENTA A PRAGA

TRIESTE – Il porto di Trieste promuove  la sua anima mitteleuropea. Dopo i road-show a Monaco, Vienna e Budapest, lo scalo giuliano si è presentato a Praga ad una platea di 150 operatori del settore e investitori, con l’idea di rafforzare ulteriormente i rapporti commerciali e aumentare le connessioni ferroviarie con la Repubblica Ceca.

Organizzato al centro Manes,  in un palazzo storico degli anni ’30 affacciato sul fiume Moldava, l’evento di presentazione del porto e delle sue prospettive di sviluppo, è stato promosso ed organizzato dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia a Praga  e  la  Camera di Commercio Italo-Ceca. Durante i saluti di apertura, l’ambasciatore Aldo Amati  ha sottolineato il ruolo strategico del porto di Trieste per il Centro-Est Europa, ma  soprattutto le relazioni  che il presidente dell’Authority giuliana, Zeno D’Agostino sta portando avanti su scala internazionale, specialmente con la Cina.A seguire gli interventi di Alessandro Pasquale, vice presidente della Camera di Commercio Italo-Ceca, e di Mario Carini delle Assicurazioni Generali  che ha rimarcato il legame storico che unisce la compagnia assicurativa al suo porto, fin dalla fondazione.

Sul ruolo di Trieste quale gateway per tutto il bacino mitteleuropeo, si è soffermato il presidente D’Agostino.”Siamo un porto in controtendenza rispetto agli altri scali  italiani. La nostra vocazione è internazionale: il 90% dei nostri traffici è diretto all’estero, mentre  il 10% serve il mercato interno”. E continua: “Tutto quello che facciamo è collegato alla ferrovia.  Lo sviluppo ferroviario del porto sta conoscendo una crescita senza precedenti, dai 5980 treni del 2015, siamo passati a 8681 nel 2017 e puntiamo a toccare quota 10.000 a chiusura 2018”.

Dal porto di Trieste, i terminal che offrono connessioni settimanali verso  la Repubblica Ceca, sono il molo VII e VI.Dal terminal container di Trieste Marine Terminal, partono 3 coppie di treni alla settimana per Paskov. Si tratta di  un  company train, gestito da MSC, a cui si aggiunge  anche il collegamento con 4 partenze alla settimana verso il terminal slovacco di Dunajská Streda,  situato a sud di Bratislava. Questi due servizi, come ha sottolineato Michaela Svrckova, responsabile di MSC Praga per la Repubblica Ceca e la Slovacchia, hanno un utilizzo in import/export che raggiunge quasi il 100%, segno che il collegamento funziona e ha ampi margini di crescita sulle frequenze.Numeri importanti anche per EMT, che storicamente ha sempre avuto una forte  vocazione ferroviaria. Dal molo VI, ha spiegato Murat Boğ, manager di Ekol, il gruppo turco che controlla il terminal intermodale, partono invece 4 coppie di treni settimanali verso Ostrava, su cui vengono trasportati prevalentemente mobili, penumatici, collettame e componentistica di automobili.

Ottima la performance di TAL SIOT, che partendo dal porto di Trieste, rifornisce il 50% del fabbisogno energetico della Repubblica Ceca. Sono 3.775.722 le tonnellate  esportate in questo paese nel 2017 (+93% sul 2016). La serata ha offerto ampie prospettive di business anche agli altri  operatori triestini presenti alla missione, tra cui l’Associazione degli spedizionieri, l’interporto di Trieste,  il gruppo Samer e la Trimar.

L’evento è stato anche un importante occasione per ricordare i legami culturali e storici che corrono tra Trieste e Praga. E tornano le Generali nelle ultime immagini proiettate e commentate da D’Agostino con un giovane Kafka impiegato nel comparto vita, presso la Rappresentanza delle Generali di Praga tra il 1907 e il 1908. Non è mancato infine un richiamo al Porto Vecchio e alla macchine della Centrale Idrodinamica, originarie proprio dello storico distretto industriale di Praga, Karolinenthal, oggi denominato Karlin. La missione si è conclusa con alcuni incontri istituzionali presso il Ministro dei Trasporti e la Direzione generale  delle Ferrovie Ceche.

Porto di Genova: Sech compie 25 anni e cresce a 350 mila teu

GENOVA – Il terminal Sech del porto di Genova festeggia 25 anni e per il 2018 si avvia al traguardo di 355 mila teu movimentati contro i 300 mila del 2017. Quando venne rilasciata la concessione, il primo giugno 1993, la legge 84/94 che avrebbe sancito l’ingresso dei privati sulle banchine dei porti italiani non c’era ancora. “Il Gruppo investimenti portuali (Gip), la società con la quale acquisimmo il terminal, era formata più da pionieri che da imprenditori.

Siamo stati il primo terminal contenitori a ottenere una concessione” ha detto Giulio Schenone, ad di Gip di cui è rimasto azionista al 5%, dopo l’acquisizione lo scorso anno del 95% da parte dei fondi Infracapital e Infravia, mentre gli altri soci, le famiglie Negri, Magillo e Cerruti sono usciti.

“Essere arrivati qui e scommettere sul futuro è un bel traguardo considerati i cambiamenti epocali non solo normativi ma quelli che si sono verificati nello scenario dello shipping mondiale – ha aggiunto, ricordando il primo bilancio in deficit -: nel 1993 c’erano 40 compagnie che sarebbero potute diventare potenzialmente nostre clienti, oggi sono 10, raggruppate in tre alleanze”. Inoltre con il gigantismo navale la banchina realizzata per più navi può ospitarne solo una per volta delle più grandi, fino a 14 mila teu. Detto questo Sech cresce. Ha appena acquisito due nuovi servizi di Maersk e Hapag Lloyd, che faranno salire i traffici anche nel 2019 arrivando a 395 mila teu.

Confermato il piano di investimenti sul terminal, Gip spinge sui collegamenti ferroviari e ci sono acquisizioni in vista. Nel futuro c’è il terminal che verrà a Calata Bettolo, in cui Gip è socio con Msc e che secondo le simulazioni fatte a Copenaghen sembra possa ospitare navi fino a 20 mila teu. Gip, che ha anche il 34,7% di Psa-Vte e l’80% di Tdt Livorno, punta sulla Piattaforma Europa a Livorno: “Per noi è in continuità aziendale con Tdt – ha detto Schenone -, parteciperemo alla gara”.

IL PORTO DI VENEZIA A “BREAKBULK EUROPE 2018”

BREMA – Anche quest’anno il Porto di Venezia, uno degli scali più importanti a livello europeo per i traffici breakbulk, partecipa da protagonista alla fiera internazionale Breakbulk Europe, l’evento espositivo che riunisce i più importanti player del settore e che si tiene quest’anno a Brema dopo una storica presenza ad Anversa.

“L’appuntamento per questa edizione è per noi particolarmente importante, considerati i dati positivi dovuti a importanti operazioni concluse nel corso dell’anno, in particolare nel settore dei project cargo, che ci permettono di presentarci a Brema con una crescita del 35% – ha ricordato il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale Pino Musolino – imbarchi così rilevanti da ricordare i fasti del 1200 quando i veneziani trasportarono via mare su delle galee le colonne di S.Marco e San Todaro e la quadriga della Basilica di S.Marco”.

La presenza a Breakbulk Europe è stata l’occasione perfetta per confrontarsi con le compagnie marittime, facendo il punto sulle prospettive del mercato breakbulk nell’alto Adriatico. Le compagnie sono state protagoniste anche all’incontro con la stampa internazionale di settore svoltosi oggi presso lo stand del Porto di Venezia. All’evento, coordinato da Ian Matheson, della rivista inglese Heavy Lift, oltre allo stesso Presidente Musolino, sono intervenuti Matteo Fortuna della BBC Chartering, Ulrich Ulrichs, CEO di Rickmers Line e Kai-Stefan Vogel, Charter Manager di SAL Heavy Lift. La BBC Chartering, indiscusso leader mondiale del settore, è attualmente la compagnia che più scala Venezia; la Rickmers Line da oltre due anni ha scelto Venezia per attivare un suo servizio di linea; la SAL Heavy Lift segna una presenza storica nel nostro scalo, in particolare per la movimentazione di colli eccezionali.

“Da tempo intendevamo coinvolgere direttamente gli armatori su temi che riguardano il futuro del nostro porto in una prospettiva reale di mercato – ha dichiarato il presidente Musolino –. Siamo lieti che essi oggi siano qui con noi a celebrare risultati a cui hanno contribuito, condividendo progetti e idee che ci permetteranno di individuare i futuri percorsi di crescita dello scalo veneziano”.

“L’eccellenza veneziana nel settore del breakbulk e dei carichi eccezionali deriva, oltre che dalla collocazione geografica dello scalo, anche e soprattutto dalle enormi competenze degli operatori insediati e dalla presenza di attività industriali nel retro-porto che si sono sviluppate in sinergia con i traffici marittimi. A questo proposito, – conclude Musolino – ritengo importante lavorare per attrarre nuove attività produttive a Porto Marghera, per creare nuova occupazione e per alimentare il circuito virtuoso che lega manifattura, logistica e traffici in un’ottica di sviluppo porto-centrico dell’area”.

Ad aprire i lavori, con un’introduzione sullo scenario globale la BBC Charterng: “Come BBC operiamo a Venezia da 15-20 anni con circa 30-40 chiamate ogni anno e intendiamo intensificare le chiamate perché ci troviamo bene con la grande professionalità del Porto di Venezia. Nel 2019-2020 puntiamo a incrementare le chiamate fino a 45-50 all’anno” dichiara Matteo Fortuna BBC Chartering.

Sul tema domanda e offerta è intervenuta la Rickmers Line.“Siamo ormai clienti regolari del Porto di Venezia, in particolare negli ultimi due anni abbiamo aumentato le nostre operazioni a Marghera. Apprezziamo i servizi offerti dal porto e il supporto ricevuto che costituisce un valore aggiunto che ci ha permesso di venire incontro anche ai nostri clienti. La crescita di Venezia è stata notevole nell’ultimo anno, confidiamo che continui in questo modo anche quest’anno” dichiara Ulrich Ulrichs, CEO of Rickmers Line.

Infine, un focus dedicato ai carichi eccezionali. “Riteniamo che il Porto di Venezia si trovi in una posizione speciale nel centro del Mediterraneo e che, grazie ai suoi collegamenti terrestri e alle sue industrie, sia uno dei protagonisti del settore del breakbulk e dei colli eccezionali. Siamo molto felici di lavorare insieme per continuare ad espandere le nostre attività” dichiara Kai-Stefan Vogel, Charter Manager of SAL Heavy Lift.

Al termine dell’evento le tre compagnie hanno ricevuto gli attestati “Venice Breakbulk Award 2017” come riconoscimento simbolico della loro relazioni con Venezia.
Massiccia la partecipazione degli operatori veneziani alla fiera a fianco dell’Autorità di Sistema Portuale: per i terminal, Transped e Multiservice di Venezia e Sorima di Chioggia; per gli Agenti e Raccomandatari, Radonicich, Mirco Santi, Bassani, Columbia, Minucci, Tripcovich e Team Shipping; per gli spedizionieri, Archimede Gruden, Broccardo e CTS Trasporti; per le aziende Tecnoservice.

TRAFFICI IN CRESCITA AL PORTO DI TRIESTE

TRIESTE – Trend positivo per i traffici al porto di Trieste. La movimentazione complessiva nel primo quadrimestre del 2018 segna un +6,55% rispetto allo stesso periodo del 2017, con 20.370.122 tonnellate di merce movimentata.Crescita a doppia cifra (+14,11%) per il settore contenitori con 218.677 TEU. In aumento anche le rinfuse liquide (+5,63%), le rinfuse solide (+3,62%), le merci varie (+9,21%) e il comparto RO-RO, che con 102.846 unità transitate ha registrato una variazione positiva del +3,77%.

Per quanto riguarda il traffico ferroviario del primo quadrimestre, 3.083 sono stati i treni movimentati, pari ad un incremento del +14,95% rispetto ai primi 4 mesi del 2017.

IL PORTO DI TRIESTE PRIMO ENTE IN ITALIA AD OTTENERE L‘ATTESTATO PAROLE O_STILI

TRIESTE – Il Porto di Trieste è la prima istituzione in Italia ad ottenere l’attestato “Parole O_Stili. Per una comunicazione responsabile” da parte di Parole O_Stili, l’Associazione nata per promuovere la condivisione dei valori espressi nel “Manifesto della comunicazione non ostile” – dieci principi di stile per arginare e combattere i linguaggi ostili in Rete – lanciato a Trieste nel febbraio 2017 e diffusosi in pochi mesi non solo in Italia, ma in tutta Europa.

Il conferimento della certificazione per la conclusione dell’intero percorso formativo si è tenuto oggi con una cerimonia ufficiale a Trieste presso la Torre del Lloyd, sede dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, a cui hanno presenziato Zeno D’Agostino, presidente dell’Authority, Rosy Russo, presidente dell’Associazione Parole O_Stili, Ernesto Belisario, avvocato, specializzato in diritto amministrativo e scienza dell’amministrazione e consigliere del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione.

L’attestazione di Ente attento ad una comunicazione responsabile è frutto del progetto di formazione intrapreso dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale con Parole O_Stili nel marzo del 2018.  Una parte del personale ha infatti lavorato con esperti qualificati e partecipato a corsi e workshop sull’importanza dell’utilizzo dei linguaggi non ostili sui social network e sul web.

Quest’attestazione diventa un nuovo punto di partenza per rafforzare e consolidare la consapevolezza che “virtuale è reale” e che l’ostilità espressa in Rete può avere conseguenze concrete e permanenti nella vita delle persone ma anche di aziende, enti e istituzioni.

Il progetto “Academy Parole O_Stili” nasce per definire e promuovere i principi di rispetto e cittadinanza che devono governare la comunicazione delle imprese e delle pubbliche amministrazioni nei social media. Il percorso formativo rivolto a collaboratori di aziende, istituzioni e enti si propone di promuovere una consapevolezza rispetto al linguaggio sui social allo scopo di attivare un cambiamento nei comportamenti comunicativi delle persone.

“Un porto non è un luogo chiuso dove attraccano navi e si movimentano container, ma è una comunità strettamente legata alla città, dove donne e uomini di luoghi e culture diverse si ritrovano per parlare un’unica lingua, quella della condivisione” – ha dichiarato Zeno D’Agostino, presidente dello scalo giuliano.  “Non deve stupire quindi che il primo porto d’Italia per tonnellaggio totale e movimentazione dei treni sia anche il primo Ente ad aderire alla missione portata avanti dall’Associazione Parole O_Stili.  Oggi la crescita e lo sviluppo di una comunità, soprattutto di una così ampia come quella portuale, non possono prescindere dagli strumenti innovativi del digitale, e saperli utilizzare con coscienza critica è imprescindibile per diventare attori e promotori di un cambiamento culturale anche per il territorio circostante.”

“Siamo molto contenti di aver iniziato il progetto dell’Academy di Parole O_Stili proprio con un’istituzione di Trieste. La città in cui il Manifesto della comunicazione non ostile è nato, poco più di un anno fa. Crediamo che le parole abbiano un grande potere: danno forma al pensiero, trasmettono conoscenza, aiutano a cooperare, costruiscono visioni. Proprio per questo è una responsabilità saperle utilizzare al meglio” – dichiara Rosy Russo, presidente dell’Associazione Parole O_Stili – “Condividere una nuova, moderna, sostenibile visione dei social media e della comunicazione è ormai azione imprescindibile per ogni figura pubblica o aziendale. Il fatto che sia una istituzione portuale a sostenerla e promuoverla è importantissimo, perché un porto ogni giorno non è impegnato a movimentare soltanto merci ma anche idee, progetti e nuovi modi di pensare e comunicare”.

“A fronte dei benefici che possono essere conseguiti attraverso l’uso dei Social Network, vi sono alcuni importanti rischi per l’azienda” – ha dichiarato Ernesto Belisario, avvocato, specializzato in diritto amministrativo e scienza dell’amministrazione e consigliere del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione – “perdita di produttività del personale, danni all’immagine aziendale provocati da un uso scorretto, contenzioso con il personale o con gli utenti a causa di contenuti inappropriati, perdita di informazioni confidenziali. Per questo motivo, sono sempre più le amministrazioni e le imprese che adottano un apposito documento denominato Social Media Policy (SMP) che ha l’obiettivo dichiarato di ridurre al minimo i rischi connessi all’utilizzo aziendale dei Social Network”.

UN FONDACO 4.0 A VENEZIA E PORTO MARGHERA PER LE OPPORTUNITA’ DELLA NUOVA VIA DELLA SETA

SHANGHAI – Un “Fondaco 4.0” a Venezia e Porto Marghera per cogliere le opportunità offerte dalla strategia cinese della Nuova Via della Seta e garantire uno sviluppo porto-centrico dello scalo veneziano. È quanto ha annunciato il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Adriatico Settentrionale, Pino Musolino, partecipando all’evento “A NATURAL CONNECTION FOR CHINA IN EUROPE”, organizzato oggi da Assoporti alla fiera Transport Logistic China di Shanghai.

Venezia è infatti al centro della strategia della Nuova via della Seta, non solo per quanto concerne il trasporto container ma anche per quanto riguarda i prodotti siderurgici e i Project Cargo per i quali il porto lagunare è leader indiscusso a livello nazionale.  Oggi, grazie all’essenza multipurpose del Porto di Venezia, che si traduce nella possibilità di importare varie materie prime a sostegno della produzione del tessuto manifatturiero del Nordest e dell’Italia ed esportare prodotti ad alto o altissimo valore aggiunto, è possibile guardare ad uno sviluppo sostenibile e concreto di Porto Marghera, luogo dove i traffici marittimi si affiancano e sostengono la produzione. Un luogo in cui tornare a investire e insediare attività produttive in virtù di un circolo virtuoso che lega insieme manifattura e logistica.

“Da molto tempo sostengo la visione porto-centrica”, ha dichiarato il Presidente Pino Musolino, “secondo cui sono il consumo e la produzione ad alimentare il commercio che, a sua volta, sostiene e rafforza la logistica. Ritengo infatti che una strategia di sviluppo portuale orientata all’ipertrofia infrastrutturale fine a se stessa, oltre a non essere sostenibile dal punto di vista ambientale, non produca nemmeno risultati soddisfacenti in termini economici poiché non innesca un automatico aumento dei traffici”.

Da qui l’idea di replicare il modello vincente che fece di Venezia la Regina dei Mari. La zona di Rialto infatti era il cuore pulsante del commercio e fu lo sviluppo del commercio a espandere le rotte marittime da un lato e la realizzazione dei “Fondaci” – veri e propri centri riservati ai principali partner commerciali della Serenissima – nell’area realtina. Da qui l’idea di realizzare un “Fondaco 4.0”, a Venezia e a Porto Marghera, per far incontrare da un lato i partner commerciali del Porto di Venezia e dall’altro produzione e manifattura.

“La via della Seta è una straordinaria opportunità”, conclude il Presidente, “ma è necessario interloquire pazientemente con la Cina e con gli altri Paesi interessati dalla strategia del colosso asiatico facendo pesare la qualità produttiva e manifatturiera europea (italiana in primis), le potenzialità di innovazione logistica basata anche sulla digitalizzazione, l’accrescimento del know-how tecnologico nel settore dei trasporti. E tutto questo, non per ottenere finanziamenti ma accordi di natura commerciali; non per elemosinare facili accessi a strumenti finanziari ma per sviluppare e ottimizzare le nostre catene logistiche; non per chiudere i mercati ma per aprirli a condizioni di reciprocità”.

IL NAUTILUS Anno 13 N°2

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato ad Assologistica e alle idee per il futuro messe insieme dall’associazione di categoria: le commissioni interne hanno espresso i loro orientamenti in maniera dettagliata e su questo tracciato si disegnano le decisioni future. All’interno di questo numero troverete anche tante informazioni sui porti di Livorno, Piombino, Trieste, Civitavecchia, Venezia e Genova ma anche le direttive internazionali sull’utilizzo di Gnl per uso energetico e la Brexit.
poseidone danese

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