ERF la società di manovra ferroviaria del Porto di Venezia diventa Impresa Ferrovia

VENEZIA – ERF (Esercizio Raccordi Ferroviari), la società di manovra ferroviaria del Porto di Venezia, ottiene il Certificato di Sicurezza e diventa a tutti gli effetti Impresa Ferroviaria.

Il Certificato di Sicurezza consente l’accesso a quella parte di infrastruttura ferroviaria per la quale è stato richiesto – in questo caso “Venezia Marghera Scalo” – e viene rilasciato dall’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie (D.Lgs. 162/2007), competente per tutti gli aspetti normativi, autorizzativi e di controllo relativi al sistema ferroviario nazionale. Il Certificato di sicurezza si compone di una parte A, attestante che il Sistema di Gestione della Sicurezza di ERF è valido in tutta l’Unione Europea, e di una parte B che autorizza ERF stessa ad operare in autonomia il servizio ferroviario di manovra nell’impianto di Venezia Marghera Scalo.

Si tratta di un traguardo importante in quanto ERF è autorizzata a poter formare propri macchinisti e operatori ferroviari e potrà operare il servizio di manovra in maniera completamente autonoma, pre-condizione necessaria per qualsiasi ulteriore sviluppo futuro.ERF, Gestore Unico della Manovra (delibera ART 18/2016) si è qualificato come Impresa Ferroviaria rispondendo in maniera tempestiva ad una nuova fase del mercato ferroviario che richiede sempre più società strutturate sia dal punto di vista del know how ferroviario del personale, dell’adeguamento dei mezzi in uso e dei Sistemi di Gestione di Sicurezza adottati.

ERF si affaccia quindi con tutte le carte in regola al nuovo panorama ferroviario (Delibere ART e Quarto Pacchetto ferroviario) e potrà concorrere sul mercato per mantenere il ruolo di rilievo presso il Comprensorio di Venezia Marghera Scalo o su altri asset.

SI tratta di un ulteriore tassello che compone il mosaico della “cura del ferro” in atto al Porto di Venezia; cura che ha già prodotto risultati rilevanti dato che i carri movimentati nel periodo gennaio-agosto sono stati 68.080 (+13,7% rispetto lo stesso periodo 2017) pari a oltre 1,73 milioni di tonnellate (+12% in peso rispetto allo stesso periodo 2017).

PORTO DI VENEZIA: INVESTIMENTI PER OLTRE 3 MILIONI DI EURO AL TERMINAL MULTI SERVICE

VENEZIA – E’ stata collaudata oggi la gru di ultima generazione che sarà presto operativa nel terminal Multi Service a Porto Marghera. Si tratta di una gru Biargano Model 6 prodotta dalla Konecranes Gottwald, le cui sezioni sono giunte direttamente in nave da Dusseldorf, sede produttiva.

Le operazioni di assemblaggio, che si sono svolte direttamente al terminal, sono durate due settimane, trattandosi di un mezzo che raggiunge i 39 metri di altezza e fino a 51 metri di sbraccio massimo per un peso di oltre 450 tonnellate.La gru, con portata fino a 125 tonnellate ha una configurazione a doppio argano, fondamentale per l’utilizzo delle benne a funi che permetteranno di garantire un elevato rate di sbarco nelle navi, con migliori prestazioni soprattutto in termini di velocità e consumi rispetto alla altre analoghe dotazioni già in uso presso il terminal: la Biargano va infatti ad aggiungersi alle altre 7 gru portuali da 80 a 200 tonnellate, e potrà essere alimentata anche tramite energia elettrica.

Un investimento di oltre 3 milioni che andrà a potenziare ulteriormente le performance di Multi Service, terminal d’eccellenza riconosciuto a livello europeo nel settore breakbulk e in particolare dei project cargo.“Si tratta di un investimento importante per la nostra azienda che, in questo modo, continua a scommettere sullo scalo di Venezia – dichiara Paolo Dello Iacono, AD di Multi Service -. Siamo convinti della potenzialità del Porto e dell’intero sistema portuale italiano e confidiamo di aumentare i nostri traffici in futuro, continuando a investire in risorse umane e tecnologiche”.

“Quando un nostro terminalista sceglie di rafforzare la sua presenza nel nostro scalo, investendo risorse in tecnologia e innovazione, significa che siamo sulla strada giusta – conferma il Presidente dell’AdSP Pino Musolino – La nostra missione continua ad essere quella di creare le condizioni adatte affinché gli imprenditori continuino a scommettere sul Porto del Veneto con i suoi scali di Venezia e di Chioggia, l’efficienza dei quali è condizione necessaria affinché le aziende si possano approvvigionare di materie prime e possano esportare i loro prodotti finiti nel mondo”.

REALIZZATE A PORTO MARGHERA TRE CALDAIE PLUG&PLAY MACCHI DESTINATE AL KAZAKISTAN

VENEZIA – Faranno parte di uno dei più grandi impianti oil&gas al mondo le tre caldaie Plug & Play prodotte dalla Macchi (divisione della Sofinter S.p.A. con headquarter a Gallarate e vari stabilimenti in Italia e in Europa) nello stabilimento di Marghera. Si tratta di tre gioielli della meccanica, mega carichi del peso di 700 ton ciascuno, e delle dimensioni di 30 metri di lunghezza, 16 metri di larghezza e 11 metri di altezza destinate al Kazakistan, dove faranno parte di un impianto oil&gas di ultimissima generazione.

Moduli di tali dimensioni e peso, ma soprattutto di assemblaggio impiantistico così spinto, ad oggi non erano mai stati realizzati a Marghera da Macchi pronti per l’imbarco; d’altra parte l’azienda da due anni ha scelto di aprire il suo nuovo maggior stabilimento in via Ramo dell’Azoto a Marghera: una scelta strategica, che consente ai colli di grandi dimensioni (caldaie industriali che raggiungono grandissime dimensioni e che richiedono un trasporto speciale) di raggiungere le vicine banchine poiché impossibilitati a viaggiare su strada per ragioni di peso e dimensioni: l’unità produttiva di Via Ramo dell’Azoto non solo produce, ma riceve di fatto anche le varie componenti dalle altre fabbriche Macchi per realizzare il prodotto finale.

“A Marghera finalizziamo un prodotto che fino a qualche anno fa non era pensabile a questo livello di dettaglio. Siamo stati tra i primi a studiare e proporre la modularizzazione seguendo le evoluzioni di questo mercato. Oggi senza dubbio, possiamo essere considerati un’eccellenza e tra i leader mondiali del settore” spiega l’Operations & Logistics Manager di Sofinter, ing. Bruno Bianchi. “Le caldaie in modalità Plug & Play sono un prodotto altamente innovativo: si tratta di caldaie già integrate di tutti i componenti ed apparecchiature accessorie necessari al loro funzionamento ed in questo modo il cliente finale necessita solo di eseguire praticamente le attività di interconnessioni per l’avviamento. Le dimensioni ed il peso di questo prodotto richiedono necessariamente un “assembly yard” in prossimità dell’area portuale per permettere, fatte tutte le verifiche del caso, di raggiungere il porto ed assicurarne l’imbarco. Ragioni queste che hanno quindi reso Porto Marghera il luogo ideale per investire”.Un investimento che certamente ha dato i suoi frutti, se si considera che in due anni sono state prodotte e imbarcate a Marghera ben 19 plug & play.

“Siamo orgogliosi che tra le aziende insediate a Marghera vi siano eccellenze operanti a livello internazionale come la Macchi” afferma il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale Pino Musolino “L’accessibilità alla banchina è un asset che da sempre rende Venezia il gateway ideale per i project cargo, e non si tratta più di scegliere Venezia solo come scalo, ma come sede di produzione per ridurre al minimo il percorso in transito di queste componenti dalle dimensioni eccezionali. Come dimostra il caso della Macchi, le aziende scelgono di approfittare della vicinanza e dell’accessibilità alla banchina delocalizzando a Marghera le loro sedi produttive, ed evitando di far viaggiare i colli eccezionali su strada. Ricordiamo che Venezia conta non solo su terminal dedicati e operatori altamente specializzati ma anche – unico scalo in Italia – sulla modalità fluviale, che registra andamenti positivi su questa filiera, consentendo il traffico di pezzi oversize senza vincoli di peso e misure”.

La delicata fase di trasferimento dei tre mega carichi dallo stabilimento di Macchi alla banchina è stato messo in opera dai mezzi speciali autopropulsivi (SPMT’s) della Fagioli, altra azienda leader per i servizi in questo settore, che a Marghera è insediata e opera dal 1994.

Il terminal Multiservice, specializzato e riconosciuto a livello internazionale nella movimentazione dei project cargo, ha invece seguito tutte le fase propedeutiche ed operative per permettere l’imbarco con modalità Ro/Ro tramite i mezzi speciali della Fagioli, che si sono recati a bordo della chiatta posizionando il carico su supporti predisposti dall’armatore. Multiservice, oltre alla messa a disposizione di banchine con scassa Ro/Ro, ha inoltre realizzato uno speciale accesso al terminal che ha consentito ai pezzi oversize di transitare verso la banchina per l’imbarco.Due delle tre caldaie “Big” Plug & Play sono già in viaggio per il Kazakistan; la terza salperà a metà  settembre.

MACCHI è una storica azienda protagonista nel mercato internazionale della progettazione e costruzione di caldaie industriali e di caldaie a recupero per il settore Oil&Gas, petrolchimico, LNG ed energetico.Fondata nel 1959 e incorporata in Sofinter SpA nel 2004, MACCHI ha installato nel mondo oltre 1000 unità. La gamma di prodotti e attività include: Caldaie industriali a tubi d’acqua con combustione a gas, olio e olio greggio, Caldaie a recupero HRSG per cicli cogenerativi con turbina a gas, Caldaie a recupero WHB su processo industriali e Bruciatori a gas e a olio a basse emissioni di NOx. Tutti i modelli di caldaie MACCHI possono essere modularizzati con l’applicazione Plug&Play per facilitare l’installazione e l’avviamento della caldaia. Oltre al workshop di Marghera operativo dal 2007, MACCHI ha mantenuto il suo storico stabilimento a Fagnano Olona (VA) dedicato alla fabbricazione di parti in pressione per caldaie.

Inoltre, dal 2004, MACCHI si avvale anche di uno stabilimento a Drobeta Turnu Severin (Romania) con una banchina privata che si affaccia direttamente sul fiume Danubio.

Porto di Trieste protagonista a Parigi con la “via della Seta”

TRIESTE – ”C’è una situazione nuova in Europa, i porti del sud, tradizionalmente di serie B rispetto ad Amburgo, Rotterdam o Anversa, oggi sono coinvolti in primo piano. Gli investitori cinesi, passati da Suez e dal Pireo, arrivano da sud e per queste rotte è una grande rivoluzione”: lo ha detto il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale (il Porto di Trieste), Zeno D’Agostino, parlando con l’ANSA a margine di un simposio a Parigi del “Dialogo fra i continenti”, dedicato a “Derive o connettività?”.

D’Agostino, intervenuto alla tavola rotonda centrata sui porti e il loro sviluppo, ha illustrato la portata innovatrice e le aperture sul futuro della cosiddetta nuova “via della Seta”: “si tratta di un grande progetto di infrastrutturazione globale che modificherà, in meglio, l’accessibilità di alcune aree del globo. L’aumento della connettività e della relativa accessibilità di un territorio – ha continuato D’Agostino – ne aumentano il traffico di merci e persone in primo luogo, ma soprattutto ne determinano una nuova dignità localizzativa industriale e logistica”.

Quello di oggi, ha spiegato poi D’Agostino a margine dei lavori, “è il risultato di 3 anni di lavoro, di molte missioni di Trieste in Cina e delle società di stato cinesi coinvolte nel progetto ‘via della Seta’ a Trieste”. “Già durante il governo Gentiloni – continua – Genova, Venezia e Trieste erano state individuate come potenziali porti di investimento per la Cina, poi il dialogo è andato avanti.

A Trieste, i soggetti coinvolti diventerebbero partner di operatori già presenti in porto – precisa D’Agostino – consentendo così il potenziamento e lo sviluppo di nuove banchine, nuovi terminal, nuovi piazzali e attività portuali”. A facilitare l’arrivo dei finanziamenti, aggiunge, è stata “l’approvazione di un piano regolatore, 2 anni fa, che ha eliminato gli ostacoli burocratici che sussistono in altre situazioni europee”. Oggi i porti dell’Italia del nord, Genova e Trieste, “sono quelli che permettono di dialogare con i grandi mercati del centro ed dell’est Europa, diventato negli ultimi anni la locomotiva del nostro continente.

Trieste e l’Adriatico sono diventati protagonisti. Basti pensare che a Trieste negli ultimi 3 anni c’è stata un’esplosione positiva del traffico dei treni merci, diventati 230 dagli 80 di 3 anni fa”.

Porti di Toscana: 21,5 milioni di tonnellate movimentate primi 6 mesi

LIVORNO – ”I dati statistici del primo semestre sono straordinari e premiano gli sforzi fin qui sostenuti dalla Port Authority per consolidare le linee di traffico mercantile e migliorare la capacità di attrazione dei suoi porti”. Lo ha detto il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale, Stefano Corsini, commentando i dati consuntivi del porto di Livorno, Piombino, Portoferraio, Rio Marina e Cavo, nel primo semestre dell’anno rispetto al corrispondente periodo del 2017.

La movimentazione complessiva nei porti di sistema è risultata superiore a 21,5 mln di ton con un incremento del 5,8%. L’analisi delle tipologie di traffico indica un incremento dell’11,4% (+12,9% in termini di tonnellate movimentate) nel campo dei rotabili: con 371.713 unità sbarcate e imbarcate nei tre porti di riferimento (Livorno, Piombino, Portoferraio), i RO/RO sono oggi la punta di diamante del sistema portuale dell’Alto Tirreno, e incidono sul traffico complessivo per oltre il 50%. Buoni rendimenti anche sul fronte dei passeggeri, sia di traghetti che di crociere: con oltre 3,5 mln di unità, il comparto ha messo a segno un +0,9% nonostante il calo dei passeggeri da e per l’isola d’Elba nei porti di Piombino e Portoferraio.

Per Corsini il lavoro di squadra con la Capitaneria di Porto e gli operatori portuali è stato fondamentale: “L’allargamento provvisorio del canale di accesso,l’illuminazione notturna che rende Livorno potenzialmente scalabile h24, le ordinanze della Capitaneria che dettano le nuove condizioni per l’ingresso, l’uscita e la manovra delle grandi navi porta container e car carrier in Darsena Toscana, hanno consentito di conseguire obiettivi di breve termine che nei prossimi sei mesi daranno ulteriori soddisfazioni in termini di traffici, non solo a Livorno, ma anche a Piombino, dove l’insediamento di Jindal rappresenta un passaggio essenziale per far decollare la componente industriale del sistema portuale”.

MUSOLINO RISPONDE A TONINELLI

VENEZIA – In merito alle dichiarazioni odierne del Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Danilo Toninelli sul tema Grandi Navi a Venezia, il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale Pino Musolino dichiara:

“Chiediamo ancora una volta d’incontrare al più presto il Ministro Toninelli per comprendere chiaramente le direttive del Governo italiano rispetto al futuro dell’industria crocieristica a Venezia e, di conseguenza, in tutti i porti crocieristici dell’Adriatico che dipendono dall’operatività dello scalo lagunare”.

“Come è noto, negli ultimi mesi l’Autorità di Sistema Portuale si è mossa a livello progettuale per dare concretezza alle indicazioni ricevute in sede dell’ultimo “Comitatone”. Tali indicazioni non prevedono l’escavo di nuovi canali ma semplicemente l’adeguamento a livelli previsti dal Piano Regolatore Portuale dei canali esistenti. Allo stesso modo, ricordo che la Capitaneria di Porto di Venezia ha recentemente aggiornato i parametri utilizzati per segmentare i flussi delle Grandi Navi, individuando un algoritmo complesso che tiene conto di molteplici variabili oltre al tonnellaggio”.

“Siamo a disposizione fin da subito per ri-avviare un tavolo di lavoro con il Ministero e raccogliere eventuali correzioni tecnico-politiche alla soluzione, condivisa e realizzabile, già individuata per ribilanciare i flussi delle Grandi Navi a Venezia salvaguardando il fragile ecosistema lagunare e rispettando, nel contempo, le aziende impegnate in questo comparto, da cui dipende un notevole indotto che pesa per circa il 3% del PIL veneziano e che impiega complessivamente oltre 4000 addetti”.

Porto di Venezia: statistiche sui traffici aggiornate al II trimestre 2018

VENEZIA – Giugno 2018 è aumentata del 8,5% arrivando a sfiorare i 26,5 milioni di tonnellate.Il settore che fa da traino alla crescita è quello del siderurgico che risente della positiva pianificazione degli ordini del tessuto produttivo che, avendo concluso il 2017 con minor disponibilità di stock, ha presentato ordini programmati per il primo semestre 2018 grazie al riavvio della produzione industriale. Tali incrementi sono da imputare alla natura del Porto di Venezia quale gateway di materie prime, in import, per le attività produttive regionali e/o del Nordest italiano e della Lombardia.

Circa il settore Ro/Ro, grazie alla forte crescita di Grimaldi e al rafforzamento della linea Minoan i traffici Ro/Ro rafforzano il trend positivo e crescono del 35% circa.Sostanzialmente stabili (-0,3%) i traffici di contenitori (TEU) aggiornati al periodo annuale Luglio 2017 – Giugno 2018 ascrivibile ad una mancata toccata al Porto di Venezia nel mese di maggio in concomitanza con i lavori di manutenzione del Bacino di evoluzione n°3. Il dato assoluto (-2000 TEU corrispondente alla quantità indicativa di container trasportati dalla CMA-CGM Cendrillon) nel periodo evidenziato fa emergere, tuttavia, che tale flessione è congiunturale, mentre strutturalmente il trend è in crescita (fig.1).

Analizzando infine il periodo del primo semestre la crescita del Porto di Venezia appare ancora più forte raggiungendo una differenza positiva rispetto al periodo Gennaio – Giugno dell’anno precedente di quasi 11%. L’andamento in rialzo del siderurgico per i primi sei mesi raggiunge quota 77,1%.

VARATO IL PIANO DEI LAVORI PUBBLICI 2019-2021 PER I PORTI DI VENEZIA E DI CHIOGGIA

VENEZIA – Si è riunito il 27 luglio il Comitato di Gestione, organo direttivo dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale, presieduto dal presidente dell’AdSP Pino Musolino e composto da Fabrizio Giri in rappresentanza della Città Metropolitana, Maria Rosaria Campitelli in rappresentanza della Regione Veneto, e dal comandante della Capitaneria di Porto di Venezia l’Ammiraglio Piero Pellizzari. La proficua collaborazione tra i soggetti coinvolti ha permesso l’adozione del programma triennale dei lavori pubblici 2019-2021 che interesseranno il Porto di Venezia e il Porto di Chioggia con uno stanziamento complessivo di oltre 118 mln di euro, di cui oltre 19 mln inseriti nell’elenco annuale per il 2019, che si sommano ai 215 mln degli interventi già avviati.

Il piano prevede rilevanti investimenti per il miglioramento dell’accessibilità marittima nei porti di Venezia e Chioggia (c.a. 35 milioni di euro). In particolare, nel Porto di Venezia, sono previsti importanti lavori di manutenzione e di ripristino delle opere di marginamento delle casse di colmata lungo il canale Malamocco-Marghera con un costo complessivo di 23,5 mln di euro. L’opera permetterà il miglioramento ambientale, la riduzione dell’interramento del canale, limitando la necessità di interventi futuri a beneficio dell’operatività portuale e della spesa pubblica. 9 mln di euro saranno destinati agli escavi del canale Malamocco-Marghera, dei canali portuali interni e dei bacini di evoluzione a quota prevista dal Piano Regolatore portuale (PRP).

Nel Porto di Chioggia sono previsti escavi per un importo di 3 mln di euro. I lavori interesseranno soprattutto la zona banchine Val da Rio e il canale di accesso al Porto. Le attività comprenderanno una campagna d’indagine per la caratterizzazione dei fanghi che consisterà in 225 sondaggi con prelievo di sedimento da analizzare chimicamente.Inseriti nel piano anche numerosi interventi di recupero e valorizzazione di fabbricati. Tra questi l’intervento nell’area “ex Monopoli – Tabacchi” che prevede la sistemazione dei piazzali per un loro reimpiego a fini portuali (costo previsto 800 mila euro oltre a 1.335.000 euro già stanziati) e la conservazione architettonico-strutturale dell’edificio B “Edificio Sali e tabacchi”, come da indicazioni del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo che ha inserito lo stabile all’interno del vincolo di interesse culturale. Il costo dell’intervento ammonterà a 13 mln di euro.

L’accessibilità portuale lato terra, in corso di implementazione, sarà ulteriormente potenziata con la realizzazione di un ponte ferroviario di collegamento tra la dorsale sud-ovest del Porto e lastazione di Venezia Marghera Scalo. L’intervento consentirà di ridurre i tempi di manovra ferroviaria e le interferenze con il sistema stradale con benefici in termini di capacità e sicurezza.

“Gli interventi approvati oggi e da realizzarsi nel prossimo triennio”, afferma il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Adriatico Settentrionale Pino Musolino, “costituiranno un’iniezione di efficienza per il Porto e per gli operatori insediati a Venezia e a Chioggia, che ne misureranno i benefici economici anche negli anni a venire. Il programma di escavi, in particolare, permetterà di migliorare l’accessibilità nautica, condizione fondamentale per aumentare l’attrattività dei nostri scali e, dunque, accrescere i traffici”.

“Gli interventi di accessibilità a Porto Marghera ci consentiranno, inoltre, di migliorare la fluidità del traffico industriale e urbano, aggiunge il presidente Musolino, mentre il restauro dei fabbricati portuali migliorerà l’operatività delle attività insediate. La valorizzazione dell’Edificio Sali e Tabacchi favorirà la diffusione di una cultura portuale-industriale veneta che deve tornare a coinvolgere e appassionare la cittadinanza perchè è parte integrante della storia della nostra Regione”.

Il Presidente Musolino lancia però un allarme: “Esiste un problema urgente di conferimento dei sedimenti dragati dal fondo dei canali: i siti normalmente utilizzati hanno ormai una capacità residua quasi nulla, occorre individuare subito nuove aree dedicate a questa attività che è continua e fondamentale per il mantenimento dell’operatività del porto”.

DATI DI TRAFFICO AL PORTO DI TRIESTE: UN ULTERIORE SLANCIO NEL PRIMO SEMESTRE 2018

TRIESTE – Un ulteriore slancio per i dati di traffico al porto di Trieste nel primo semestre 2018.“Motivo di orgoglio” per il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, Zeno D’Agostino è il nuovo record del settore ferroviario: 4.816 sono stati i treni movimentati nello scalo con un aumento del 17,98% rispetto allo stesso periodo del 2017, “risultato che conferma la vocazione ferroviaria internazionale del nostro porto, nonché il primato a livello italiano, e una previsione di circa 10 mila treni a chiusura annuale ”.

Ottimo anche l’andamento complessivo. Il primo semestre di quest’anno segna un +4,87%, rispetto allo stesso periodo del 2017, con 31.168.780 tonnellate di merce movimentata.Traina il risultato il settore container che mette a segno 345.056 TEU, e un incremento a doppia cifra del +15,30%. Sommando inoltre la movimentazione dei container con i semirimorchi e le casse mobili (espressi in TEU equivalenti) nel corso dei primi 6 mesi, si tocca quota 704.655 TEU (+9,03%).

I dati positivi del RO-RO, (155.623 unità transitate), pari a un incremento del +3,97%, rimarcano il buon andamento del comparto.Incoraggiante il risultato delle merci varie con 8.872.820 tonnellate, e una crescita del +8,74%. Aumento del +3,47% per le rinfuse liquide (21.503.899 tonnellate), mentre le rinfuse solide  si attestano sul +1,84% (792.061 tonnellate).

SICUREZZA IN AMBITO PORTUALE: CONVENZIONE TRA POLIZIA DI STATO DI TRIESTE E L’AUTHORITY

TRIESTE – Nell’ambito del rafforzamento e miglioramento delle misure di sicurezza del territorio, è stata stipulata un’importante convenzione tra la Polizia di Stato di Trieste e l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale.

Il presidente dell’Authority giuliana, Zeno D’Agostino e il questore di Trieste, Isabella Fusiello hanno sottoscritto presso la Torre del Lloyd l’atto che sancisce il consolidamento della collaborazione tra porto e città, con l’obiettivo di innalzare la soglia generale di sicurezza attraverso una risposta concreta ed efficace alle esigenze della cittadinanza e degli  operatori del sistema portuale.

La convenzione è finalizzata all’allestimento di una serie di vetture della Polizia di Stato con il sistema “Mercurio”, già adottato su circa cinquecento volanti di altre province italiane, che permette tempestivi controlli dei veicoli attraverso il monitoraggio automatico delle targhe in prossimità di tutte le aree portuali. L’elaborazione dei dati in tempo reale garantisce una risposta  immediata e particolarmente efficace nel caso di riscontri positivi delle banche dati della Polizia di Stato, che potranno essere gestiti direttamente dall’operatore in strada con una notevole riduzione dei tempi di intervento.

Il progetto,  finanziato interamente dall’Autorità di Sistema Portuale con un investimento di circa 40.000 euro, permetterà anche di migliorare il sistema di monitoraggio della security portuale. Per D’Agostino: “Questa convenzione fa parte di un ragionamento complessivo che stiamo portando avanti collaborando attivamente con tutti gli Enti preposti, per aumentare la qualità dell’operatività dello scalo, incluse le zone adiacenti al porto, ma soprattutto per prevenire e combattere comportamenti illegittimi o criminosi. Con il progetto andiamo proprio a potenziare i controlli, finanziandone l’investimento tecnologico. In quest’ottica, l’accordo con la Polizia diventa uno dei passaggi fondamentali per dare più sicurezza ai cittadini e agli operatori ”.

In concreto, la telecamera inquadra l’autovettura, riprende la targa che viene codificata anche quando il mezzo controllato è in movimento. Se la targa risulta rubata, non revisionata o non assicurata scatta subito l’alert, senza che l’operatore in strada debba richiedere il “check” alla sala operativa della Questura.

“Siamo molto fieri di questo sistema”, afferma il questore Isabella Fusiello, “perché la nostra amministrazione ha posto da tempo il tema del controllo del territorio al vertice delle sue priorità. Ringrazio il Presidente D’Agostino per la dimostrata sensibilità al tema e per la continua ed fruttuosa collaborazione con l’Autorità da lui presieduta”.

IL NAUTILUS Anno 13 N°2

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato ad Assologistica e alle idee per il futuro messe insieme dall’associazione di categoria: le commissioni interne hanno espresso i loro orientamenti in maniera dettagliata e su questo tracciato si disegnano le decisioni future. All’interno di questo numero troverete anche tante informazioni sui porti di Livorno, Piombino, Trieste, Civitavecchia, Venezia e Genova ma anche le direttive internazionali sull’utilizzo di Gnl per uso energetico e la Brexit.
poseidone danese

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