MISSIONE DEL PORTO DI TRIESTE A MONACO

TRIESTE – Lo scalo giuliano consolida i legami istituzionali e commerciali con la Baviera, organizzando una missione nella capitale del land tedesco, conclusasi ieri, per illustrare i nuovi investimenti ferroviari e i nuovi piani di sviluppo.  Per gli operatori e le istituzioni bavaresi, Trieste si conferma scalo privilegiato nel Mediterraneo per i traffici con il Far East.

Specie ora che l’Europa guarda con attenzione alla Cina e al progetto One Belt One Road, “Trieste diventa un hub privilegiato” ha sottolineato Zeno D’Agostino, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale, “grazie a una posizione  geografica strategica, fondali naturali per accogliere le grandi navi oceaniche e collegamenti ferroviari giornalieri diretti in tutta Europa. Un “rail port di rilievo internazionale” come l’ha definito D’Agostino, “che si propone come sistema logistico-portuale e industriale di riferimento per il mercato tedesco”.

L’evento organizzato dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, in collaborazione con la Camera di Commercio Italo-tedesca e il patrocinio dell’Ambasciata d’Italia a Berlino, si è svolto presso la Camera di Commercio e dell’Industria di Monaco e dell’Alta Baviera. Alla serata hanno assistito un centinaio di ospiti, tra rappresentanti istituzionali, operatori del settore e giornalisti.Francesco Leone, consigliere economico dell’Ambasciata d’Italia a Berlino,  e Alessandro Marino, Segretario generale della Camera di Commercio Italo-tedesca hanno aperto i lavori, evidenziando il solido legame economico tra Trieste e la Baviera e il ruolo del porto a servizio dei mercati dell’Europa centrale. Concetti ripresi da Alessio Lilli, presidente del Gruppo TAL, che gestisce l’oleodotto transalpino e testimonia concretamente il legame storico che unisce lo scalo  giuliano alla Germania. Se Trieste è il primo porto d’Italia e primo scalo petrolifero del Mediterraneo, il merito è di SIOT, che fornisce il 100% del fabbisogno energetico della Baviera e il 40% della Germania, verso cui sono diretti circa 30 milioni di greggio all’anno.

A seguire, Zeno D’Agostino ha presentato ad ampio raggio investimenti, numeri e statistiche parlando di un “modello Trieste” il cui successo si basa su una governance snella gestita direttamente dall’Authority, a capo di un sistema complesso che include zona industriale, punti franchi e interporti. D’Agostino ha rimarcato anche i grandi passi avanti e sviluppi nel settore ferroviario in corso a Trieste, con investimenti per circa 110 milioni, nonché la strategicità che lo scalo riveste per l’economia della Regione Friuli Venezia Giulia e per il Governo italiano. Per quanto riguarda le relazioni ferroviarie, il 30% dei treni del porto giuliano sono diretti verso la Germania, mentre nel primo semestre dell’anno in corso, 1.467 sono stati i treni coinvolti su questa direttrice con un aumento di quasi il 12% rispetto al primo semestre del 2017. Vari i collegamenti diretti da Trieste alla Germania. Dal molo VII (Trieste Marine Terminal) partono e arrivano 6 coppie di treni settimanali per Monaco, 2 per Burghausen  al servizio della Wacher Chemie, una delle maggiori industrie chimiche della Baviera, e 2 per la nuova destinazione di Giengen con un servizio da poco attivato. Dal molo VI (Ekol) invece 9 coppie di treni per Colonia, 4 per Ludwigshafen e 3 per Karlsruhe. Dal terminal della Samer Seaports invece 5 sono i roundtrip per Monaco, 3 per Ludwigshafen, 4 per Duisburg e infine 2 per Wörth.

Gli aspetti tecnici delle relazioni commerciali con Trieste  sono stati evidenziati durante la tavola rotonda moderata da Gerhard Grünig, caporedattore della rivista VerkehrsRundschau, a cui hanno partecipato Daniel Jähn  di Kombiverkehr, Sebastian Lechner (Associazione dei trasportatori baveresi) e Alexander Goldemund (Associazione degli spedizioneri bavaresi).

Infine, Karin Jäntschi-Haucke in rappresentanza del Ministero Bavarese delle Infrastrutture e Trasporti, ha illustrato i progetti in corso per rendere più efficienti i collegamenti tra Italia e Germania attraverso il Brennero, rimarcando il vantaggio competitivo della rotta adriatica via  Trieste rispetto ai porti del Nord Europa, in termini di tempo e salvaguardia ambientale. La serata si è conclusa con un momento di networking dedicato agli operatori triestini e bavaresi.

Rixi: “Mose e home port temi da affrontare per Venezia”

VENEZIA – ”Penso che prima di decidere le cose, bisogna vederle. Su Venezia, sono due i grossi temi da affrontare”: lo ha detto, al termine del suo sopralluogo al porto di Venezia, il viceministro per le Infrastrutture, Edoardo Rixi. “Il primo tema – ha spiegato – è la situazione del Mose e le sue influenze sulla gestione del porto, che diventerà un porto a orari come nel nord Europa, con un traffico da gestire con ore d’anticipo. Anche se va detto che lì le maree si possono sapere con anticipo, mentre qui, per l’acqua alta, ci sono tempi variabili, con non pochi problemi per la gestione, anche se ci lavoreremo con modelli matematici”.

Il secondo tema, ha proseguito, “è legato al fatto che Roma e Venezia sono le principali mete dei crocieristi in Italia. Venezia, come home port delle crociere, è fondamentale per tutto l’Adriatico, visto che, se venisse meno questa qualifica, si perderebbe tutto il traffico in questo mare”. Per Rixi, “è un tema che va comparato con i temi ambientali, visto che vanno preservati i valori artistici e ambientali di Venezia, compatibilmente con la necessità di poter usufruire della città a livelli mondiali. C’è anche il discorso delle nuove navi, perché saranno un centinaio quelle che saranno destinate alle crociere nel Mediterraneo e i porti che non saranno in grado di accoglierle o di organizzarsi saranno sempre meno appetibili”.

“Sono due temi – ha aggiunto il viceministro – da affrontare con la massima cura, ricordando l’importanza strategica del porto di Venezia, legata ai flussi turistici e al sistema industriale che dal nord-est arriva fino a Brescia, che trova in tutto ciò la sua base logistica. Bisogna migliorare gli impatti ambientali, attraverso un sempre maggior rispetto e la riduzione delle emissioni, ma non perdere strategicità, perché il rischio è quello di bloccare il sistema logistico del Paese.

Il Mediterraneo è un pilastro della catena logistica continentale, che, negli ultimi decenni, ha investito soprattutto sul nord Europa: è qui che si decide il futuro, se cioè l’Italia, e il nord Italia in particolare, torneranno a crescere o semplicemente vedranno le navi che transitano nel Mediterraneo e si fermano solo per scaricare”. Quasi l’80% dei container, ha concluso Rixi, vengono scaricati nel nord Europa: “bisogna trovare una soluzione per rendere compatibili un ambiente delicato e la necessità che il Paese torni a crescere – ha concluso -. Non si può aspettare né dire che le navi non devono transitare, senza trovare soluzioni che devono essere rapide e serie, tranquillizzando gli operatori e dando risposte a Venezia”.

Musolino: “Serve una visione globale, europea e italiana per il futuro”

SHANGHAI – “La strategia della Nuova Via della Seta rappresenta per i porti italiani un’opportunità storica che potrà essere colta solo se l’Italia e l’Europa sapranno rispondere con programmi infrastrutturali e operativi ambiziosi e globali” ha dichiarato oggi il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale Pino Musolino, intervenendo a Shanghai al CIIE 2018 – China International Import Expo – in rappresentanza del sistema portuale italiano nel contesto di una tavola rotonda dedicata alla Via della Seta mediterranea e organizzata da ICE e Ministero dello Sviluppo Economico.

A completamento del piano globale della Belt and Road Initiative, la Cina sta investendo ingenti risorse finanziarie nel continente africano, con particolare attenzione ai Paesi dell’Africa sub-sahariana. Gli investimenti in atto e la conseguente infrastrutturazione del continente potrebbe comportare, nell’arco di una decade, una sensibile crescita economica di tali Paesi e la creazione di mercati di consumo. Ciò si potrebbe tradurre in un aumento sensibile della richiesta di beni ad alto valore aggiunto – tipicamente di produzione europea – e, pertanto un aumento di traffici intra-mediterranei.“Il sistema portuale italiano non può e non vuole sottrarsi a dinamiche che potrebbero rimettere il Mediterraneo al centro delle catene logistiche di collegamento con il commercio mondiale” ha aggiunto il presidente Musolino, spiegando che: “Per rispondere alla sfida occorre partire dalle analisi dei dati, individuando e realizzando quelle infrastrutture, portuali e non, in grado di collegare efficientemente il tessuto produttivo con il mondo e sostenere l’export”.

“Per prima cosa, però – ha sottolineato il presidente Musolino – è necessario affrontare e vincere due partite connesse alla politica europea di trasporto. La prima riguarda la revisione dell’architettura delle Reti Trans Europee di Trasporto TEN-T: entro il 2023 l’Italia dovrà essere in grado di redigere un’agenda credibile degli investimenti infrastrutturali che intende operare facendo emergere il valore della portualità italiana per gli interessi europei. La seconda partita si gioca sulla revisione del Programma Connecting Europe Facility che assegnerà, al 2020, fondi per 31,2 miliardi di euro alle infrastrutture ricomprese nelle reti TEN-T. Il cluster marittimo portuale nazionale ha dimostrato fino ad oggi una scarsa capacità di incidere a Bruxelles, è arrivato il momento per invertire tale tendenza, puntando sulla piena intermodalità, sullo sviluppo delle Autostrade del Mare (da riconoscere anche per i collegamenti con i Paesi extra-UE), sullo sviluppo portuale dell’Europa meridionale, sulla definizione di cluster portuali operativi in grado di competere a livello globale sfuggendo ai campanilismi”.

PREMIATA LA STRATEGIA DI MIGLIORAMENTO CONTINUO DEL PORTO DI VENEZIA

VENEZIA – La società RINA ha consegnato oggi all’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale l’attestato di certificazione integrata dei sistemi di gestione qualità e ambientale secondo le nuove versioni delle norme ISO.

Il percorso di certificazione ha riconosciuto lo standard elevato dei processi e delle procedure interne all’ente che, sfruttando anche strumenti di risk management, si occupa di molteplici attività legate alla gestione del territorio, alla promozione, alla sicurezza e alla tutela dell’ambiente.

Il traguardo raggiunto consolida il percorso di miglioramento continuo avviato dall’Autorità che mira a moltiplicare le ricadute economiche degli scali in gestione preservando, al tempo stesso, l’equilibrio urbano e ambientale di Venezia, Chioggia e della Laguna.

Porto di Venezia: merci e passeggeri in aumento, record storico dei container

VENEZIA – I dati relativi ai traffici del porto di Venezia fotografati nel terzo trimestre dell’anno confermano il trend di crescita registrato nelle precedenti rilevazioni e denotano un quadro di crescita generalizzata su base annuale.La movimentazione complessiva delle merci nel periodo da luglio a settembre 2018 cresce dello 0,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Si consolida così su base annua (ottobre 2017 – settembre 2018 sull’anno precedente) una crescita del 7,8% per un totale di oltre 26,5 milioni di tonnellate movimentate (quasi 2 milioni in più rispetto all’anno precedente).

Le rinfuse solide segnano un +10,7% su base trimestrale e un +17,5% su base annuale. Tra queste cresce più di tutti il settore dei cereali che raddoppia i suoi volumi rispetto al trimestre precedente e segna un +48,3% su base annuale. Bene anche i materiali da costruzione (metalli, cemento, calce, malta) che segnano un +41,9% nell’ultimo trimestre e raggiungono il +60,5% rispetto all’anno precedente. In flessione, invece, l’import di prodotti metallurgici negli ultimi tre mesi, mentre aumenta l’export; il dato sembra rispondere alla ciclicità del mercato: il trend annuale si assesta, infatti, su un +29,6%.L’andamento stagionale del mercato sembra influenzare anche le rinfuse liquide (prodotti petroliferi, gassosi e chimici) che registrano una leggera flessione nell’ultimo trimestre (-4,5%) ma che, rispetto all’anno precedente, si dimostrano in crescita del 4,1%. Su questo fronte, si attende un impatto positivo in termini di quantità movimentate dalla prossima realizzazione nel Canale Sud di Porto Marghera del terminal di stoccaggio e distribuzione di gas naturale liquefatto della società Venice LNG.

Continuano a crescere a doppia cifra su base annua (+26,2%) le merci trasportate via traghetto, a conferma dell’ottima risposta del mercato rispetto al nuovo terminal di Fusina dedicato esclusivamente al traffico ro/ro e ro/pax.Torna a crescere anche il traffico container con oltre 154mila TEU movimentate nell’ultimo trimestre (+5,1%) e oltre 618mila TEU nel periodo ottobre 2017 – settembre 2018 (+2,5% sull’anno precedente e record storico per lo scalo veneziano). Leggera flessione a livello trimestrale, invece, per i passeggeri dei traghetti (-0,6%)  ma si conferma il quadro positivo nel corso dell’anno (+5,4%).

L’industria crocieristica, infine, torna a segnare una crescita interessante con un +7,6% a livello trimestrale che conferma un solido +7% su base annuale. I passeggeri movimentati all’anno sono oltre 1.578.000, circa 103mila in più rispetto all’anno precedente.

Toninelli: “Il porto di Genova è all’attenzione del governo”

GENOVA – Parlando di Genova, “vi assicuro che il porto è al centro delle attenzioni del Governo, data la sua centralità economica. Dunque, non mancherà il sostegno finanziario e logistico per tenerne alta la competitività pur in un momento di sofferenza infrastrutturale della città”.

Così il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, intervenendo all’assemblea di Confetra aggiungendo che sempre sul fronte dei porti “vogliamo puntare ancora di più a contrarre i tempi ‘improduttivi’ per le navi e gli ‘sprechi’ che sottraggono competitività agli scali italiani: in questo senso vanno potenziate le operazioni di sdoganamento a mare (pre-clearing), perché riducono e in molti casi eliminano i tempi di stazionamento delle merci nei terminal di sbarco, contraggono i costi del ciclo import-export e decongestionano i modesti spazi a disposizione per lo stoccaggio delle merci”.

INAUGURATO OGGI IL TRENO INTERMODALE CERVIGNANO-ROSTOCK IN GERMANIA

TRIESTE – Nasce un asse intermodale da Cervignano verso il Baltico. Inaugurato oggi il nuovo servizio ferroviario che collegherà l’interporto di Cervignano a Rostock, in Germania. L’interporto di Cervignano, oltre alla funzione di retroporto degli scali di Trieste, Monfalcone e porto Nogaro, diventa quindi snodo del traffico merci continentale sulle direttrici del corridoio Adriatico-Baltico.

Il progetto è stato realizzato dalla LKW Walter, azienda austriaca attiva nel settore dei trasporti dal 1924, che ha individuato la struttura di Cervignano quale hub ideale per il collegamento tra il porto tedesco di Rostock, scalo di riferimento per il traffico merci diretto verso  la Scandinavia e i Paesi baltici, e il Nord-est italiano. “Cervignano torna ad avere un treno intermodale. Questo servizio rappresenta uno dei tasselli che ci permettono di parlare del nuovo sistema integrato del Mare Adriatico Orientale. Abbiamo da poco avviato gli shuttle tra Trieste e Cervignano. Ora vediamo la piena operatività di due hub regionali: da una parte Cervignano e dall’altra Villa Opicina”. Così Zeno D’Agostino, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, alla cerimonia d’inaugurazione del nuovo treno.

Si tratta di un “company train”, ovvero di un servizio  dedicato completamente ai semirimorchi della LKW Walter, che si avvarrà del supporto di Kombiverkehr quale Multimodal Transport Operator per l’organizzazione dei treni, e della Francesco Parisi Casa di Spedizioni in qualità di promotore commerciale dell’interporto di Cervignano. Alle imprese ferroviarie Mercitalia e Lokomotion sarà affidata la trazione, rispettivamente per la parte italiana e per la tratta oltreconfine, mentre i carri ferroviari saranno messi a disposizione da Deutsche Bahn.

Con una distanza di 1.300 km e un transit-time di circa 22 ore,  il servizio prevede attualmente la circolazione di 3 coppie di treni settimanali in entrambe le direzioni, con l’obiettivo di incrementare la frequenza nel breve periodo. Il treno lungo 550 metri con 32 semirimorchi, permetterà di togliere dalla strada circa 200 camion a settimana, a tutto vantaggio della sostenibilità  ambientale. Il servizio sarà ben bilanciato sia in export, con destinazione finale della merce Svezia e altri paesi scandinavi, che in import verso il Nord-est Italia e Slovenia. Grande soddisfazione per Fulvio Tomasin, presidente dell’interporto, che ha sottolineato l’attuale “dinamicità della piattaforma di Cervignano a servizio dell’economia del territorio”.

Per Francesco Parisi, a capo dell’omonima casa di spedizioni, “Cervignano torna finalmente ad essere collegata con il Nord delle Alpi. È una infrastruttura moderna che potrà giocare un ruolo importante per la competitività delle imprese e dei porti del Nord-est.” Della stessa opinione anche Armin Riedl, amministratore delegato di Kombiverkehr: “Siamo lieti di essere riusciti, dopo oltre 10 anni, a riallacciare l’Interporto di Cervignano alla nostra rete internazionale con il Rostock-Cervignano. Continueremo a lavorare per incrementare la frequenza a 5 partenze settimanali e, auspicabilmente, a sviluppare ulteriori treni”.

Il nuovo servizio si inserisce, più in generale, in un quadro di messa a sistema dei collegamenti ferroviari e delle piattaforme logistiche regionali che l’Autorità di Sistema sta portando avanti con la controllata Adriafer (nata come operatore di manovra, e diventata  da un anno impresa ferroviaria Certificata dall’ANSF).          Nel 2018 è stato avviato un primo progetto sulla relazione porto di Trieste, Campo Marzio e Villa Opicina riguardante trasporti da e per Slovacchia, Cechia, Austria. I treni programmati sono 20 a settimana ed aumenteranno nel 2019. Il secondo progetto è il collegamento fra il porto di Trieste e lo scalo di smistamento ferroviario di Cervignano, per trasporti via Tarvisio con origine e destino Germania, Austria, Ungheria, con treni prova organizzati con Rail Cargo Austria. 4 attualmente le coppie di treni settimanali in circolazione, con previsione di arrivare a 20 coppie nel 2019.

PROJECT CARGO DA RECORD A VENEZIA: SALPANO 2 REATTORI PER OLTRE 3000 TONNELLATE

VENEZIA – Sono salpati a bordo della nave Happy Star della compagnia BigLift i due reattori di hydrocracking realizzati da ATB Riva Calzoni e destinati alla prima raffineria privata nigeriana della società Dangote Refining Ltd. I corpi in pressione sono stati fabbricati tra Roncadelle, in provincia di Brescia, headquarter della storica società lombarda, e Marghera, nelle officine di assemblaggio di ATB Riva Calzoni, a pochi metri dal terminal di spedizione. Ciascuno dei due componenti (pressure vessel), tra i più grandi mai prodotti al mondo per il settore petrolchimico, pesa 1535 tonnellate e misura 60 metri di lunghezza, e fa segnare un record per lo scalo, dal quale non erano mai stati effettuati imbarchi di tale peso.

La fase del trasporto dei reattori dallo stabilimento alla banchina è stata messa in opera da Fagioli spa che, nel dovuto rispetto delle portanze del terreno, ha impiegato 72 assi SPMT (Self-Propelled Modular Transporter) formando per ciascun carico un convoglio di ben 60 metri di lunghezza, 8,5 metri di larghezza e 10 metri di altezza. I convogli sono stati fatti transitare verso le banchine del terminal Multiservice attraverso  l’accesso di Via Sali – realizzato appositamente per il passaggio dei carichi straordinari –, dove i due reattori sono stati imbarcati alla volta della Nigeria sulla nave BigLift dotata di due gru della portata di 1.100 tonnellate ciascuna.

“In Italia, a oggi, solo a Porto Marghera è possibile realizzare operazioni come questa: disponiamo di aree di produzione prossime alle banchine, dei migliori operatori per la parte dei servizi, e di aziende di eccellenza come ATB Riva Calzoni che scelgono il nostro scalo per la propria attività produttiva e che continuano a investire: tutti asset che incrementano le nostre performance, confermando la nostra unicità a livello europeo ” afferma il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale Pino Musolino.

“Per noi Porto Marghera continua ad essere uno scalo strategico e fondamentale – spiega Sergio Trombini, presidente di ATB Riva Calzoni –. È solo grazie alla disponibilità di infrastrutture portuali di livello eccellente che la nostra società può continuare a servire i propri clienti in tutto il mondo, garantendo un servizio efficiente e puntuale. Il supporto degli operatori e di chi lavora all’interno del sistema portuale è stato importante soprattutto in questa occasione, considerando le dimensioni e il peso dei corpi in pressione che abbiamo spedito”.

INFRASTRUTTURE DIGITALI AL SERVIZIO DELLA COMUNITÀ PORTUALE VENEZIANA

VENEZIA – La sicurezza nella manovra e l’accessibilità nautica di uno scalo portuale non discendono solo dalle infrastrutture e dalle condizioni fisiche di un porto ma sono influenzate anche, e sempre di più, dai flussi di dati e di informazioni digitali che, soprattutto se visualizzati su supporti portatili, possono fornire a tutti gli attori della comunità portuale maggiore profondità di analisi per la programmazione delle attività e un ausilio alla navigazione.

A questo proposito, l’Autorità di Sistema Portuale, grazie alla stretta collaborazione con la Capitaneria di Porto di Venezia e con il Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto nazionale, ha deciso di accelerare sul fronte dell’Intelligent Transport System, avviando questa settimana una sperimentazione che consentirà a tutta la comunità portuale di disporre di informazioni aggiuntive in tempo reale su condizioni meteo-marine e di  innovativi ausili alla navigazione.

I dati relativi alle informazioni meteo sono ricavati dalle rilevazioni dei sensori dell’AdSP, installati lungo i canali di Grande Navigazione, e sono integrati con i dati provenienti da altri soggetti (il PIOPP, con il quale è stato siglato uno specifico accordo di collaborazione, ma anche il Comune di Venezia che offre le proprie rilevazioni in “open data”).

Più in particolare, una volta raccolti ed elaborati, i dati e le rilevazioni su vento, correnti, moto ondoso che riguardano tutta la Laguna, le bocche di porto ed entrambi gli scali di Venezia e Chioggia, verranno sintetizzati dall’AdSP e resi immediatamente disponibili a tutta la comunità portuale tramite la piattaforma web iLOGIS (interfaccia digitale per tutti gli operatori del Porto di Venezia gestita dall’Adsp). Parallelamente i dati saranno inviati in tempo reale al Comando Generale della Capitaneria di Porto a Roma per la diffusione a tutte le navi, i comandanti e i piloti presenti nell’Alto Adriatico attraverso il protocollo standard AIS, rendendoli leggibili anche alla strumentazione di bordo.

Importante tassello della nuova sperimentazione è l’attivazione di “ATON virtuali”, acronimo di “Aids TO Navigation”, supporti digitali alla navigazione che evidenzieranno sulle strumentazioni di bordo la rotta ideale da seguire per accedere al porto. Il supporto “ATON virtuale” – che a differenza di ogni altro segnalamento marittimo (come può essere una boa o un segnalamento luminoso) è sempre visibile – è la sintesi di una ricerca effettuata, su commissione dell’AdSP, dall’Università degli Studi di Napoli Parthenope sulla base di migliaia di tracciati di navigazione registrati negli ultimi anni all’interno della Laguna. Il progetto “ATON virtuali” sarà sottoposto a sperimentazione diretta a partire da ottobre. In questa fase si raccoglieranno i riscontri da parte dei piloti per migliorare e affinare il servizio, che è da intendersi sia come un ausilio alla sicurezza nella navigazione, sia come un supporto all’operatività degli scali di Venezia e di Chioggia in condizioni meteo-marine che, fino ad oggi, potevano determinare incertezze sul fronte dell’accessibilità nautica.

A completare il quadro, si avvierà la sperimentazione dei dispositivi PPU (Pilot Portable Units), costituiti da un kit formato da un’applicazione e relativo tablet e da un’antenna GPS portatile dotata di accelerometri e giroscopi. Tali dispositivi verranno testati dai piloti, che potranno geolocalizzare perfettamente la nave e i relativi movimenti grazie all’antenna portatile, guidandola con l’ausilio di un’applicazione mobile che sfrutta una cartografia aggiornata del porto e che rileva tutte le informazioni meteorologiche e le indicazioni di rotta già descritte. L’utilizzo delle PPU permetterà anche alle navi dotate di strumentazione obsoleta di sfruttare le innovazioni tecnologiche introdotte.

Pino Musolino, Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale, dichiara: “La sfida per la competitività di un porto si gioca prima di tutto sul mantenimento e sul miglioramento dell’accessibilità acquea – e a questo proposito non posso non ricordare l’urgente problema del conferimento dei sedimenti dragati dal fondo dei canali –, nel ventunesimo secolo, però, le infrastrutture fisiche vanno necessariamente affiancate e potenziate dalle infrastrutture digitali. Per questo, intendiamo accelerare sul fronte information technology, mettendo a disposizione di tutta la comunità portuale una quantità sempre maggiore di informazioni utili al decision making, che siano di facile lettura e che permettano di efficientare l’attività, ottimizzando arrivi e partenze delle navi. L’operazione mira a eguagliare le innovazioni introdotte nei migliori porti del Nord Europa e del mondo. Conoscere esattamente quanti sono i metri di visibilità in Laguna in una giornata di nebbia, visualizzare la posizione di una nave in tempo reale rispetto alla rotta ideale, disporre su supporti portatili di una cartografia dettagliata e aggiornatissima, sono solo alcuni degli elementi che permetteranno a comandanti e piloti – oltre che ad agenti, terminalisti e armatori – di prendere decisioni più ponderate e razionali nella loro attività quotidiana”.

Porto di Livorno: siglato accordo per sicurezza

LIVORNO – E’ stato firmato a Livorno nella sede dell’Autorità di sistema, il Protocollo per la promozione della sicurezza del lavoro nel porto di Livorno e negli stabilimenti industriali dell’area portuale. L’accordo prevede una cabina di regia e un nucleo operativo tra le istituzioni per la periodica stesura e attuazione di un Piano di attività per la sicurezza sul lavoro in ambito portuale. Il protocollo è stato sottoscritto dal sindaco Filippo Nogarin insieme a Enrico Rossi governatore della Toscana, e i rappresentanti di Direzione marittima di Livorno, Autorità di sistema, Ispettorato del lavoro, Inail Toscana, vigili del fuoco, Comune di Collesalvetti, Arpat e Asl Toscana Nord Ovest.

“Il 28 marzo scorso – ha commentato Nogarin – Livorno ha pianto la morte di due operai della Labromare. Avevo detto allora che ai lavoratori che operano in ambiente portuale la politica doveva risposte coraggiose in materia di sicurezza e la firma di questo protocollo è un primo passo importante”.
“Con questo atto – ha aggiunto il sindaco – mettiamo insieme tutti gli attori che partecipano all’attività di prevenzione e controllo in materia di sicurezza sul lavoro, promuovendo il coordinamento delle attività e anche la formazione congiunta.

Alzeremo così l’asticella di quantità e qualità della sicurezza nel porto e negli stabilimenti industriali che operano all’interno dell’area portuale, con un monitoraggio semestrale dei progressi ottenuti”. “Tra le particolarità di questo atto voglio sottolinearne una – ha concluso Nogarin – l’organo di coordinamento dei soggetti sottoscrittori, la cabina di regia, potrà essere convocato anche su iniziativa delle associazioni di categoria, inclusi sindacati confederali e sindacati autonomi.
Un aspetto sul quale la nostra amministrazione ha voluto puntare”.

IL NAUTILUS Anno 13 N°3

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato a Canale Pigonati di Brindisi; la storia, le potenzialità, le attuali richieste per il suo allargamento al fine di agevolare l’entrata nel porto interno delle grandi navi da crociera. Poi articoli sulle Zes, porti di Ancona, Bari, Campania ma anche le professioni del mare, il lavoro portuale nelle sue specificità ed un interessante racconto del porto di Salerno che nel Mediterraneo rappresenta un ponte tra Oriente ed Occidente.
poseidone danese

© 2018 il nautilus. All Rights Reserved. Performed by SC Lab