martedì, Settembre 21, 2021
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Assoporti: lettera al Governo

In una lettera al ministro Passera e al viceministro Ciaccia, Assoporti  rivolge un pressante invito al governo ”affinchè non comprometta, con provvedimenti e norme non ponderate a dovere, il clima di pace sociale faticosamente edificato negli anni al’interno degli scali marittimi italiani”.

Dopo la presa di posizione delle organizzazioni sindacali, la proclamazione dello stato di agitazione sulle banchine e la decisione di attuare il 5 dicembre prossimo uno sciopero di 24 ore di tutti i dipendenti delle Autorita’ Portuali, il Presidente di Assoporti Luigi a Merlo nella lettera chiede che vengano convocati immediatamente i rappresentanti sindacali di categoria e che vengano rettificati sostanzialmente ”i provvedimenti che prevedono di fatto il blocco di qualsiasi dinamica di aumento retributivo prevista dal contratto, ipotizzando anche la restituzione di quanto gia’ erogato”. Si tratta di ”provvedimenti tecnicamente inapplicabili – si legge in un comunicato di Assoporti – anche per quanto riguarda la restituzione di quanto gia’ pagato ai dipendenti, e tali solo da innescare una vera e propria valanga di ricorsi e paralizzare cosi’ l’operativita’ delle Autorita’ portuali e di conseguenza dell’intera portualita’ nazionale”.

”Per 12 anni con fatica, tenacia e volonta’ – afferma Merlo – i porti italiani sono cresciuti anche grazie al clima di collaborazione e alla pace sociale difesa sulle banchine. Assoporti oggi non puo’ esimersi dal ritenere legittime le proteste dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali per una troppo frettolosa adozione di atti conseguenti una sentenza amministrativa e pronunce non definitive della magistratura in materia”.

Di qui l’invito al governo a incontrare subito le organizzazioni sindacali favorendo una revoca dello sciopero del 5 dicembre. Sciopero che, secondo il presidente di Assoporti, ”potrebbe reinnescare una spirale negativa di conflittualita’, paralizzare l’attivita’ delle Autorita’ Portuali e vanificare gli sforzi di ripresa e sviluppo adottati nei porti italiani”.

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