RIUTILIZZO STRUTTURE ENEL PER BASE LOGISTICA – GENTILE (CNA BRINDISI): AUSPICHIAMO UN PIENO COINVOLGIMENTO DEL TERRITORIO

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La CNA crede fermamente nella possibilità che le strutture di proprietà dell’Enel, utilizzate ancora oggi per la movimentazione del carbone destinato alla centrale Federico II di Cerano, possano rappresentare il punto di partenza per la realizzazione a Brindisi di una tra le più importanti basi logistico-portuali del Mediterraneo.

Del resto, questa ipotesi è stata elaborata proprio dalla stessa organizzazione di categoria e presentata anche al Governo nazionale nel corso di un vertice svoltosi a Roma nel febbraio del 2020.

Proposta che Enel ha accolto con entusiasmo poiché intravide l’opportunità di evitare di mandare al macero importanti infrastrutture delle sue centrali alimentate a carbone e quindi destinate ad essere dismesse entro il 2025, tanto da costituire a luglio dello stesso anno la società Enel Logistics a cui fu affidato il compito di valutare proprio la possibilità di creare basi logistiche.

A Brindisi, tra l’altro, una parte delle aree retroportuali in uso ad Enel è stata già decretata “Zona franca doganale”. Un primo passo importante, insomma, verso la realizzazione di un grande progetto di riconversione industriale con potenziali ricadute positive per il sistema delle imprese e conseguentemente anche dal punto di vista occupazionale.

Ad una prima fase di proficuo confronto svoltosi sul territorio, però, ha fatto seguito una successiva fase di silenzio da parte di Enel Logistics e solo adesso, grazie ad un articolo pubblicato da una rivista specializzata, si apprende che è “tutto pronto per la realizzazione di un distripark nel porto di Brindisi” da parte della società logistica di Enel.

La notizia è certamente positiva, anche se pensiamo che al territorio brindisino sia dovuto un diverso e più intenso coinvolgimento in qualunque ipotesi di utilizzo del proprio territorio, sia pure per finalità positive.

Coinvolgimento e confronto finalizzati, ad esempio, a verificare se quanto riportato dalla rivista specializzata è solo un primo passo verso la realizzazione di una base logistica di ben altre dimensioni o se Enel ha invece deciso di rinunciare al riutilizzo dei 14 chilometri di asse attrezzato oltre ai Dome ed altre aree localizzati a Cerano, con il conseguente smontaggio, ripristino dei luoghi e bonifica delle aree interessate.

Scelte che appartengono a chi deve fare impresa (Enel Logistics) ma che non possono non vedere partecipi chi, come enti locali, associazioni di categoria e organizzazioni dei lavoratori, è fortemente interessato ai ritorni economici ed occupazionali per il territorio.

Un motivo in più perché le scelte da effettuare siano oggetto di confronti e non decise altrove, come spesso è accaduto in passato.