UN PIANO STRATEGICO E NUOVE DATE PER LA 60ma EDIZIONE DEL SALONE NAUTICO DI GENOVA

Genova- Il Consiglio di Presidenza di Confindustria Nautica e Il C.d.A. de I Saloni Nautici, dopo il confronto e la condivisione con le autorità regionali e della città di Genova, hanno deliberato in considerazione dell’attuale situazione un piano per la gestione straordinaria dell’edizione 2020 del Salone Nautico di Genova che prevede la progettazione di un lay-out flessibile, adattabile ai diversi scenari post emergenza.

Alla decisione dello spostamento delle date della 60ma edizione dell’evento, dal mese di settembre a quello successivo (1 – 6 ottobre), si unisce la predisposizione di un piano di interventi mirato a prevedere e soddisfare quelle che potranno essere le disposizioni di legge in essere a ottobre, inclusa un’eventuale estensione dell’evento a nove giorni (da sabato 3 a domenica 11 ottobre) per ottimizzare i flussi di partecipazione nell’assoluto rispetto della sicurezza.

A tale scopo si prevede, inoltre, la progettazione di ampi spazi di circolazione e la predisposizione di ingressi multipli. Queste ed altre iniziative che potranno essere adottate, offriranno le migliori condizioni di organizzazione, gestione e di accoglienza per pubblico ed espositori.

CONFINDUSTRIA NAUTICA: INCONTRO CON IL SOTTOSEGRETARIO ALLA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO

GOVERNO – CONFINDUSTRIA NAUTICA: APPROFONDITO CON IL SOTT. ALLA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, SEN. TURCO, IL “PIANO PER LA RIAPERTURA PROGRAMMATA DELLE ATTIVITA’ DELLA FILIERA NAUTICA”

Si è svolto ierii, nelle forme della teleconferenza, l’incontro fra una delegazione di Confindustria Nautica, guidata dal Presidente Saverio Cecchi, e il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla Programmazione economica, Sen. Prof. Mario Turco, accompagnato dal Direttore generale di Investitalia, la struttura voluta dal Premier Conte per rilanciare gli investimenti, soprattutto al Sud, dott. Giancarlo Defazio.

L’intrinseca caratterizzazione stagionale della produzione, dei servizi e del turismo, l’andamento del ciclo di cassa, attivo principalmente nei mesi di aprile, maggio e giugno, l’impatto che il protrarsi anche di qualche settimana del blocco delle attività avrà sul produzione del prossimo anno, fanno della filiera nautica una delle più colpite dai provvedimenti di contenimento dell’emergenza sanitaria, anche più di quella del turismo.

Il confronto odierno ha fatto seguito all’invio alla Presidenza del Consiglio di un articolato “Piano per la riapertura programmata delle attività della filiera nautica”, redatto dall’Associazione nazionale di categoria nelle scorse settimane. Il lavoro si è basato sulle due rilevazioni statistiche dello stato delle aziende del settore, suddivise negli 8 segmenti in cui è articolata l’Associazione (costruttori di navi, natanti e imbarcazioni, battelli pneumatici, unità a vela, motori, componenti ed accessori, servizi, charter e porti, dealer e reti di vendita).

La richiesta di una riapertura modulare, progressiva e controllata delle attività è stata rappresentata al Governo, non come una mera rivendicazione di un comparto in difficoltà, ma quale risultato delle precise risultanze delle proiezioni economiche sugli effetti progressivi del protrarsi nelle prossime settimane della chiusura delle attività. In particolare sono state illustrate, per le diverse tipologie di aziende della filiera, gli effetti sui piani di consegna, sulle connesse attività della subfornitura, della componentistica e dell’accessoristica, sulla produzione 2021, su tutte le attività di servizi, del charter e della portualità, sullo stato di liquidità delle diverse tipologie di imprese.

E’ stato anche analizzato il tema  degli ingenti crediti IVA che sono strutturali per un settore con un export dell’86% del valore della produzione e che necessitano di una garanzia pubblica per finanziare la filiera con il sistema bancario “pro soluto”.

La proposta avanzata da Confindustria Nautica, inoltrata anche ai ministri dello Sviluppo economico e delle  Infrastrutture e Trasporti, prevede precise indicazioni per quanto riguarda il necessario concerto con i sindacati, l’adesione volontaria dei lavoratori, le tutele sanitarie, la sanificazione degli ambienti di lavoro, e si candida pertanto ad essere un caso pilota per le iniziative che il Governo vorrà assumere nella cosiddetta “fase 2”.

“Siamo consapevoli della necessità di far ripartire il settore della nautica che vive, per sua natura, di un ciclo produttivo breve, e che oggi, come altri comparti industriali sta subendo gli impatti negativi dell’emergenza sanitaria” – dice il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Sen. Mario Turco – “Abbiamo il dovere di salvaguardare e tutelare un settore che è leader mondiale. Condivido alcune proposte che mi sono state avanzate e mi farò interlocutore con il Governo per cercare ulteriori misure a sostegno della liquidità dell’intera filiera dell’industria nautica”.

“Ringrazio il Sottosegretario Turco per l’attento ascolto, l’approfondita conoscenza delle nostre proposte e, soprattutto, dell’essersi fatto carico di rappresentarle in Consiglio dei Ministri” – commenta il Presidente di Confindustria Nautica, Saverio Cecchi -. “Abbiamo avuto diretta testimonianza di come l’atteggiamento di pronto adeguamento alle disposizioni del governo, il basso profilo mediatico, la concretezza e la capacità di proposta tecnico-normativa di Confindustria Nautica siano stati apprezzati e confidiamo che le nostre proposte possano trovare accoglimento”.

Livorno: Un tavolo a supporto del comparto crociere e del suo indotto

COMUNICATO CONGIUNTO Comune di Livorno, Adsp MTS, Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno, Porto Livorno 2000

Livorno - Il Sindaco Luca Salvetti e l’assessora al porto Barbara Bonciani hanno incontrato a Palazzo Comunale i vertici dell’Adsp MTS Stefano Corsini e Massimo Provinciali, il Segretario Generale della Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno Pierluigi Giuntoli e il Presidente della società Porto Livorno 2000 Matteo Savelli.
La riunione convocata dall’Amministrazione comunale, ha inteso fare il punto sulla crisi determinata dall’emergenza sanitaria del Codiv – 19 sul terminal crociere e sui lavoratori a questo afferenti.

L’Assessora  Bonciani spiega che “la crisi del comparto crociere preoccupa, sia per l’importanza economica e sociale del settore e del suo indotto per la città di Livorno, sia per il futuro del progetto Stazione Marittima, obiettivo rilevante per lo sviluppo della città e per l’integrazione città-porto. Per questo è importante comprendere fin da ora le azioni da intraprendere congiuntamente per supportare le aziende e i lavoratori del comparto crociere in questo momento di difficoltà e poter ripartire nel miglior modo possibile una volta che l’ondata sarà finita”.

Matteo Savelli informa che purtroppo oggi sui 378 scali di navi da crociera attesi a Livorno, 94 sono stati annullati e i rimanenti rischiano di saltare a causa del protrarsi dell’emergenza sanitaria che inizia a interessare, in modo significativo anche Paesi, come gli Stati Uniti che rappresentano il bacino principale delle crociere. Anche il quadro dei traghetti non è roseo, considerando che I Dpcm che si sono susseguiti nell’ultimo mese hanno sospeso il traffico passeggeri verso le isole. Dal punto di vista della tenuta sociale, a tutto il personale di porto Livorno 2000, è stato applicato il Fondo di integrazione salariale.

Al fine di sostenere la società, l’Adsp MTS si è attivata presso il MIT per favorire l’estensione dell’art.92 del Decreto Cura Italia anche ai terminal passeggeri (concessionari ex. Art.36 del codice della navigazione), nella forma che assumerà all’atto della conversione in legge.
“Ringrazio l’Amministrazione comunale per l’attenzione dimostrata alla Porto 2000 – è stato invece il commento del Segretario CCIAA Pierluigi Giuntoli – ma sottolineo che è importante ampliare l’analisi sulla crisi delle crociere anche ad altri settori dell’economia locale correlati, come il commercio e il turismo, che risentono fortemente dell’emergenza economico sanitaria. Sarebbe poi auspicabile che l’Adsp e l’Amministrazione comunale, ciascuna per le proprie competenze, utilizzassero questo momento di stallo economico per adottare fin da subito quei provvedimenti che consentirebbero di sbloccare la realizzazione di alcuni importanti investimenti nella zona portuale.”

Per quanto riguarda lo sblocco delle procedure necessarie alla realizzazione del progetto Stazione Marittima, l’Assessora Bonciani informa che il Comune ha costituito il gruppo di lavoro intersettoriale per supportare l’AdsP nel lavoro di elaborazione del Piano attuativo e che si sono già svolti i primi incontri, l’ultimo poco prima l’inizio dell’emergenza covi-19. Gli uffici al momento sono in attesa dell’invio da parte di Adsp del piano attuativo aggiornato. Risulterà importante capire i tempi di spostamento dei terminal TCO e CILP ai fini dell’avvio dei lavori sulle banchine che realizzerà l’Adsp. Il Presidente Corsini rassicura sui tempi di esecuzione del progetto Stazione Maritima e chiede un aiuto anche all’Amministrazione Comunale per quanto riguarda la realizzazione dei procedimenti urbanistici necessari. “Il comparto crocieristico è un asset molto importante per la città e siamo tutti impegnati a fronteggiare l’emergenza, ognuno usando le armi che il compito affidatogli mette a disposizione. L’obiettivo che dobbiamo darci per ora tutti assieme è quello che non si perda un posto di lavoro”.

Il sindaco Luca Salvetti ribadendo l’importanza del tavolo di lavoro sul comparto crocieristico ha sottolineato l’impegno dell’Amministrazione ad aprire un ragionamento complessivo sulle azioni da realizzare per supportare le imprese e I lavoratori dell’indotto, ricordando l’impegno dell’Amministrazione sul lato porto con l’avvio anche di una Cabina di Regia sull’emergenza covi-19 in collaborazione con Adsp MTS e Capitaneria di porto. Per quanto attiene alla crisi del comparto crocieristico, si evidenzia la volontà dell’Amministrazione, insieme alla Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno.

Il settore della Nautica pronto a riaprire

Roma. Il settore della Nautica da diporto e pronto a riaprire, anche se controllato, per rispondere all’emergenza economica derivata da quella sanitaria per la pandemia da Covid-19.  Confindustria nautica ha presentato ieri al Governo Conte, tramite il Sottosegretario Turco, un “Piano per la riapertura programmata delle attività della filiera nautica”. Durante la video-conferenza, il presidente di Confindustria Nautica, Saverio Cecchi, ha sottolineato le caratteristiche di un settore industriale, come quello della nautica con un ciclo produttivo breve e che è stato colpito dai provvedimenti di contenimento per il Covid – 19.

L’intero comparto è stato bloccato, dalle costruzioni nautiche e di navi al turismo nautico ed al fermo delle imbarcazioni. Il piano di rientro tiene conto della diversa tipologia delle aziende della filiera della nautica e soprattutto gli effetti che la chiusura forzata delle attività industriali (DPCM dell’7 marzo 2020) ha prodotto; in particolare sui piani di consegna, commesse delle attività di subfornitura, componentistica e accessoristica, attività dei servizi all’imbarcazione e alla navigazione, charter e portualità e sullo stato della liquidità aziendale all’otto marzo2020.

Inoltre, il piano elenca una serie di misure economiche per garantire il sostegno e la competitività di un settore produttivo leader mondiale, con un export dell’80% del valore della produzione, richiedendo per questo una garanzia pubblica per finanziare l’intera filiera con un sistema bancario adeguato. E’ di oggi, la circolare dell’Associazione Bancaria Italiana (ABI), per ottenere la garanzia dello Stato sui finanziamenti concessi dalle banche.  Il piano contiene la proposta di una riapertura “modulare”, progressiva e controllata delle attività; proposta che tiene conto anche delle proiezioni economiche, qualora la chiusura delle attività continuasse dopo 13 aprile 2020.

La proposta del “piano” di riapertura delle attività avanzata da Confindustria Nautica è stata inoltrata anche ai ministri dello Sviluppo Economico e delle Infrastrutture e Trasporti; proposta concertata con i sindacati e tiene conto dell’adesione volontaria dei lavoratori dei settori della filiera nautica, le tutele sanitarie, la sanificazione degli ambienti di lavoro. Il “piano” è stato condiviso dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla Programmazione economica, Mario Turco, insieme al direttore generale di Investitalia (struttura voluta dal premier Conte per rilanciare gli investimenti, soprattutto al Sud) e si farà interlocutore con il Governo per cercare ulteriori misure a sostegno dell’intera filiera dell’industria nautica.

Abele Carruezzo

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MIT: AdSP volano di sviluppo per l’uscita dall’emergenza Covid 19

Roma. Doveva essere l’anno dell’IMO 2020 per le norme internazionali sulla riduzione delle emissioni di gas serra in atmosfera prodotte dal trasporto marittimo. Invece in questo primo trimestre 2020 si combatte contro un nemico invisibile, il Covid -19. Emergenza che sta mettendo in crisi l’intero settore dello shipping internazionale. L’epidemia di coronavirus ha interessato tutti i segmenti della catena logistica del settore navale riducendo le prospettive di crescita per quest’anno 2020 e sta influenzando anche lo sviluppo della flotta. Sicuramente, nel working e thinking dello shipping si è passati dal regolamento sullo zolfo dell’IMO 2020 come argomento focus dell’anno all’emergenza sanitaria da covid-19 che si è trasformata in emergenza economica/sociale.

Le domande di trasporto marittimo, anche se si sono salvaguardate alcune tipologie di merci, si sono indebolite e l’incertezza si è estesa su tutta la filiera. Anche le attività delle costruzioni navali e di demolizione ora sono limitate dalle restrizioni sanitarie in tutto il mondo e ritardi nella consegna di nuove navi. L’impatto del coronavirus sull’industria navale significa che molte società armatoriali potrebbero ora demolire le loro navi. Questa situazione si sta riflettendo anche negli sviluppi della flotta per tutto il primo semestre 2020; e se poi ci mettiamo l’incertezza sulle future normative ambientali, un armatore ci penserà due volte prima di ordinare nuove costruzioni di navi senza un valido “aiuto di stato” a scapito di quello che pensa l’intellighenzia finanziaria europea sulla tassazione dei porti.

In questo periodo particolare, pensiamo che le varie Autorità dei Sistemi Portuali italiani possano essere importanti per cogliere tutte le possibilità degli aiuti ministeriali messi in campo per pianificare una ripresa delle attività marittime/portuali e logistiche. L’altro giorno si tenuto il secondo incontro con il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, durante il quale i presidenti di AdSP hanno formulato un piano strategico sulle misure di carattere economico ed organizzativo per contenere le ricadute negative e per la ripartenza dell’economia del mare.

La strategia dei presidenti delle AdSP si sviluppa su cinque punti: 1- estensione della normativa derogatoria sui canoni a tutte le concessioni disciplinate dal Codice della Navigazione; 2- l’azzeramento dei canoni demaniali dal 1° marzo sino al 31 agosto2020, compatibilmente con le disponibilità di bilancio, e rateizzazione dei canoni per i mesi seguenti fino al 31 dicembre 2020 per sostenere le aziende; 3- sterilizzazione degli effetti negativi dell’emergenza sanitaria sulla durata delle concessioni, con possibile estensione di un anno delle concessioni relative ai terminal passeggeri, crociere e ai cantieri navali; 4- interventi di sostegno finanziario alle compagnie portuali per superare la crisi e garantire la continuità delle operazioni portuali; 5- deroga alla destinazione d’uso delle aree portuali ai fini del decongestionamento, favorendo l’utilizzo più intenso del demanio pubblico e quindi maggiore creazione di valore.

Lo stesso Ministero si è fatto carico di inserire, nel “decreto Liquidità”, illustrato ieri alla stampa dal Presidente Conte, altre agevolazioni. Tale decreto sbloccherà garanzie pubbliche, fino a un importo massimo di 2,6 miliardi, in favore di Fincantieri, tramite il sistema export- CREDIT di SACE – Cassa Depositi e Prestiti, relative a dodici navi da crociera da costruire. Si tratta di quattro navi da crociera MSC Cruises; l’installazione di scrubber sulla nave Msc Magnifica; una nave della Carnival; quattro navi della Viking Cruises; tre navi della Norwegian Cruise Line Holdings (queste ultime a rischio di perdere la commessa).

In più sul portale Trasparenza del Ministero – Direzione generale per lo sviluppo del territorio, la programmazione e i progetti internazionali PON in materia d’infrastrutture e trasporti – è stato pubblicato l’Avviso di manifestazione d’interesse per la formulazione di proposte progettuali nell’ambito dell’asse B “ Recupero Water Front”. Gli interventi progettuali riguardano la Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. Possono presentare i progetti le pubbliche amministrazioni individuate dal D.lgs. 30marzo 2001, n. 165 art. 1 comma 2. Le linee d’azione riguardano interventi di ampliamento e riqualificazione degli approdi e moli; restyling del terminal crociere dei porti delle regioni meno sviluppate; interventi di sistemazione e di riqualificazione funzionale e urbanistica delle aree portuali; interventi di miglioramento della connessione materiale tra i centri urbani e le aree portuali.

In particolare per la Puglia sarà data priorità  ad interventi coerenti con gli indirizzi strategici del Piano Regionale dei Trasporti e relativo Piano Attuativo, e/o del Documento Strategico dell’Area Logistica Integrata di Puglia e Basilicata e/o del Piano regionale delle Merci e della Logistica; interventi previsti da Piani Urbani di Mobilità Sostenibile (PUMS) adottati dopo l’approvazione delle Linee Guida regionali per la redazione dei PUMS (DGR n.193 del 20.02.2018 modificata con DGR n. 1645 del 20.09.2018). I tempi per la presentazione dei relativi progetti sono molto ristretti. E il Comune di Brindisi non dovrebbe perdere  altro tempo per coordinare la progettualità con l’AdSPMAM.

Abele Carruezzo

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COVID-19: EMERGENZA del Trasporto Marittimo Lacuale e Fluviale

Rapallo-L’Associazione Italiana Armatori Trasporto Passeggeri lancia un “mayday” alle istituzioni per la salvaguardia delle attività di categoria. Il momento di difficoltà che vive tutto il paese a causa della pandemia da Coronavirus rischia di travolgere l’intero settore, fortemente dipendente dall’andamento di una stagione turistica che appare già ampiamente compromessa.

Con una flotta di oltre 1.450 unità, più di 13.500 lavoratori tra marittimi e personale di terra, il cluster trasporta annualmente circa 38milioni di passeggeri per un fatturato di 342 milioni di euro. Numeri di tutto rispetto che gravitano attorno al trasporto di passeggeri in linea e non, alle escursioni turistiche tra le più rinomate località italiane, ai servizi di navigazione in acque interne. Un microcosmo fortemente specializzato che manifesta la propria preoccupazione soprattutto per i lavoratori annuali e stagionali che rischiano da una parte di non poter lavorare, dall’altra di non poter usufruire dei sostegni economici perché non rientranti nelle categorie identificate dai Decreti emessi dal Governo dall’inizio dell’emergenza ad oggi.

“Ci sentiamo abbandonati dai provvedimenti Cura Italia che il governo italiano ha decretato nei giorni scorsi,” sottolinea il presidente di AIATP, Salvatore Gambardella. “Le misure prese finore non tengono minimamente conto del blocco del turismo a livello nazionale e internazionale che rappresenta la principale fonte di reddito delle nostre aziende. La nostra attività è prettamente stagionale, svolgendosi da aprile ad ottobre, e non possiamo aspettare la prossima stagione per riprendere la piena operatività”. “Noi trasportiamo passeggeri – continua Gambardella – ma rappresentiamo quel valore aggiunto e un ramo del sistema turistico nazionale che non può essere dimenticato o ignorato. Noi navighiamo per consentire ai turisti di ammirare e di raggiungere via mare i luoghi più suggestivi e incantevoli che il nostro Paese ci ha messo a disposizione e lo facciamo con professionalità, con notevoli sforzi, ma ora abbiamo bisogno di quell’aiuto da parte delle istituzioni senza le quali rischiamo di fallire”.

Oltre alle misure urgenti che si stanno adottando in questo periodo AIATP chiede, in particolare, anche un piano di rilancio degli investimenti che permetta al settore di superare il periodo di emergenza per affrontare nella maniera più adeguata la prossima stagione. “Sicuramente il 2020 si può considerare già archiviato. Proprio in virtù di questo occorre ribadire che le aziende non potranno far fronte agli obblighi contributivi e fiscali per evidente mancanza di fondi”.

Preoccupa, soprattutto, il destino dei lavoratori stagionali sia  marittimi sia di terra. “Ad oggi – denuncia il presidente dell’associazione – non possono beneficiare del bonus di 600 euro previsto dall’art. 29 del decreto 17 Marzo 2020 e della circolare INPS n° 49 del 31 Marzo 2020 poichè il trasporto passeggeri è inserito in un ramo del comparto industriale e non in quello turistico. Chiediamo concreti aiuti anche per la nostra categoria e le nostre famiglie, come già fatto per le altre realtà legate al turismo e alle compagnie aeree private”.

POSTICIPATA L’EDIZIONE 2020 DI SEAFUTURE

La Spezia– In considerazione dell’evoluzione legata all’emergenza sanitaria in corso e dei provvedimenti adottati a livello nazionale e internazionale per limitare la diffusione del virus COVID-19, Italian Blue Growth S.r.l., società organizzatrice di Seafuture, ha scelto di posticipare l’edizione 2020 prevista presso la base militare della Spezia dal 23 al 27 giugno prossimi. La nuova data della rassegna dedicata all’economia del mare e alle innovazioni in ambito marittimo-navale civile e militare sarà comunicata appena possibile.

La decisione è frutto di un’attenta analisi della situazione sia dal punto dell’evoluzione della pandemia, che dal punto di vista economico e normativo e nasce da un profondo senso di responsabilità, nella convinzione che per superare questa difficile prova lo sforzo di ciascuno sia fondamentale per ritornare quanto prima ad una ritrovata normalità.

“Crediamo che posticipare la rassegna sia la soluzione più giusta per supportare l’impegno di tutti coloro che stanno affrontando in prima linea la pandemia causata dal Coronavirus – ha detto Cristiana Pagni, Presidente di Italian Blue Growth Srl – Oggi l’Europa e il mondo intero, le Istituzioni e le imprese devono concentrarsi per vincere una sfida ancora più grande e raccogliere le energie per affrontare il domani con ancora più determinazione. Stiamo monitorando costantemente la situazione così da poter riprogrammare la nuova edizione di Seafuture, affinchè si possa svolgere garantendo le condizioni di massima sicurezza per tutti i partecipanti, nella certezza che Seafuture potrà rappresentare un’occasione di rinnovata fiducia e un segnale di ripartenza per il nostro Paese.

Il team organizzatore non si ferma e continuerà a lavorare per preparare il miglior Seafuture possibile. Una manifestazione che rappresenta un’occasione unica di incontro tra industria, ricerca e istituzioni per favorire lo sviluppo e la competitività del sistema paese nel campo della Blue Economy e della difesa, grazie alla partecipazione delle numerose aziende eccellenti, su cui sempre contiamo, e al supporto di tutti i nostri partner.”

Costa Mediterranea naviga verso Napoli

La nave da crociera, Costa Mediterranea, dopo un lungo navigare di moto vario nelle acque maltesi/siciliane, ha lasciato il Canale di Sicilia, ieri sera verso le ore 23.30 ora locale, dirigendo la prua verso il porto di Napoli. Non poteva essere diversamente! Napoli che per secoli è stata (e lo è ancora) la patria della Navigazione e delle Costruzioni Navali, non poteva rifiutarsi di accogliere una nave, battente bandiera italiana, nelle acque del suo porto. La paura del governatore della Campania, De Luca, per evitare ulteriori focolai, è venuta meno, ponendo delle condizioni  all’attracco della nave della Costa Crociere nel porto di Napoli.

Sbarcheranno per il momento solo persone di nazionalità italiana, in attesa di accordi bilaterali con i Paesi di origine degli altri ospiti per il rimpatrio. L’arrivo nel porto di Napoli è previsto per domani 07.04.2020 intorno alle 08.00 oa locale. Ricordiamo il dibattito in corso sull’apertura dei porti in emergenza Covid-19.  Le Autorità Marittime (Capitanerie di Porto per garantire la safety della navigazione) e le AdSP (per realizzare le funzioni e l’operosità necessarie dei porti) agendo di comune accordo devono garantire l’attracco alle navi.

Speriamo che non si ripeta più quello visto per Savona, Civitavecchia, dove sindaci e altre autorità locali si sono espressi per la chiusura dei porti: non compete loro vietare l’attracco a navi battenti bandiera italiana. Ancora una volta Brindisi – porta d’oriente- è stata di esempio nell’accoglienza delle navi Costa Fortuna (ieri) e della Costa Victoria attesa per l’8 aprile prossimo;  Brindisi esprime di fatto quel tanto parlato e non svolto binomio città-porto.

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Marittimi, Uiltrasporti: il settore è in piena tempesta. Urgono provvedimenti e incontri

Roma- “Siamo molto preoccupati per le navi ferme nei porti a causa dell’emergenza sanitaria Covid-19, che hanno messo a terra migliaia di marittimi, molti dei quali non coperti dagli ammortizzatori sociali previsti dagli ultimi decreti della Presidenza del Consiglio”. Così il Segretario generale, Claudio Tarlazzi, e il Segretario nazionale, Paolo Fantappiè, della Uiltrasporti, che proseguono:

“E’ urgente un segnale preciso del Governo, che metta risorse economiche specifiche per il settore marittimo già a partire dal prossimo decreto legge di Pasqua, con un pacchetto che copra tutti i marittimi oggi senza lavoro, rifinanziando il Fondo Solimare la cui dotazione attuale è insufficiente, ed individuando aiuti specifichi per coloro che non ne potranno usufruire, senza escludere un eventuale ricorso agli ammortizzatori sociali tradizionali.

“Contestualmente auspichiamo che vengano individuati anche aiuti economici per le imprese armatoriali, per impedire che alla ripresa delle attività si registri un’importante contrazione occupazionale in un settore strategico per gli spostamenti delle persone, i rifornimenti alle isole e l’economia reale del Paese.

“Infine, continuiamo ad essere ancora preoccupati per Tirrenia CIN, che nonostante l’accordo con i commissari di Tirrenia AS, ha confermato la chiusura degli uffici di Napoli, mentre sulla stampa quotidianamente appaiono notizie di gravi problemi finanziari del gruppo Onorato, da cui aspettiamo ancora delucidazioni urgenti.

“A luglio prossimo scadrà la continuità territoriale con Sardegna, Sicilia e Tremiti e ancora attendiamo dal Governo i chiarimenti necessari sul come si concretizzerà la nuova gara di assegnazione delle tratte e soprattutto come vi sarà coniugata la clausola sociale, che deve garantire l’occupazione ed il salario di tutti i marittimi di Tirrenia CIN”.

Costa Fortuna ormeggiata a Brindisi

Brindisi. La nave da crociera, Costa Fortuna, ha attraccato presso la diga foranea di Punta Riso di Brindisi, puntuale alle ore 13.20 ora locale di questa Domenica delle Palme, 5.aprile.2020. Le manovre di atterraggio e di  ormeggio sono state curate dai Piloti e Gruppo Ormeggiatori di Brindisi; tutte le fasi operative di messa in sicurezza della nave della Costa Cruise sono state assistite dai rimorchiatori Asmara  e Marietta Barretta dei Fratelli Barretta di Brindisi.

Già, ieri, il Presidente dell’AdSPMAM, Prof Ugo Patroni Griffi, aveva emanato l’ordinanza specifica (Emergenza sanitaria da Covid-19), riguardante la sosta inoperosa presso la diga foranea di Punta Riso delle navi da crociera della Costa Crociere, stabilendo le dovute prescrizioni operative e sotto la sorveglianza diretta della Capitaneria di Porto di Brindisi. La Costa Fortuna, lo ripetiamo senza contagiati a bordo, rimarrà presumibilmente per circa 60 giorni, presso la diga foranea di Punta Riso. Il giorno 8 aprile 2020, la stessa diga sarà interessata dall’ormeggio dell’altra nave la Costa Victoria, che rimane ancora nel porto di Civitavecchia per la sanificazione dovuta. Entrambe le navi navigano sotto bandiera italiana – che, a causa dell’emergenza sanitaria da Covid-19 in essere, la Costa Crociere ha determinato l’interruzione dei servizi crocieristici.

Durante la sosta forzata, le navi sono inoperose rispetto all’infrastruttura portuale e necessiteranno con ogni probabilità della fornitura di beni e servizi (rifornimento idrico, provviste di bordo, bunker, etc.). Per questi servizi, la Capitaneria di Porto di Brindisi consentirà l’accesso alla diga di mezzi e veicoli con le modalità riportate nella suddetta ordinanza, e gli accessi saranno sospesi dal tramonto ad un’ora dopo l’alba secondo il Piano di Security Marittima Portuale predisposto. L’Agenzia marittima raccomandataria delle navi – Titi Shipping s.r.l. di Brindisi – a sua volta, ha l’obbligo di assicurarne il rispetto dei PSMP sia alle navi stesse che ai soggetti di volta in volta interessati in relazione alla sosta e approdi delle due navi in argomento (provveditori di bordo, corrieri, servizi vari, imprese, ditte, etc).

IL NAUTILUS Anno 15 N°1

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato al sistema per ormeggio "briccole", e un focus sullo sviluppo metropolitano della città di Bari e delle sue infrastrutture portuali. Il Parlamento Europeo approva "L'European Green Deal" e poi un approfondimento sul lavoro nei porti ed uno sul valore delle merci.
poseidone danese

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