Porto di Ancona: compagnie dei traghetti sempre più green

Si è svolta la riunione convocata dall’Autorità di sistema portuale e dalla Capitaneria di porto di Ancona per fare il punto sugli interventi che le compagnie di navigazione metteranno in atto dal 1 gennaio 2020. Da quella data, tutte le navi saranno tenute ad utilizzare, quando in navigazione in mare aperto, in manovra e all’interno dei porti, carburanti con tenore di zolfo inferiore allo 0,5%. Qualora la sosta in porto, secondo gli orari preventivamente resi noti al pubblico, dovesse superare le due ore dovranno, ultimate le manovre di ormeggio, utilizzare carburanti con un tenore di zolfo non superiore allo 0,1 %.

Erano presenti all’incontro importanti rappresentanti delle sei compagnie di navigazione i cui traghetti scalano il porto di Ancona oltre ai responsabili di Msc Crociere. Per l’Autorità di sistema portuale hanno partecipato il presidente Rodolfo Giampieri e Guido Vettorel, responsabile Promozione e progetti europei. Per la Capitaneria di porto di Ancona, il Contrammiraglio Enrico Moretti, Comandante del porto di Ancona e Direttore Marittimo della Marche, unitamente al suo staff di Ufficiali tecnici.

Dal tavolo di confronto è emerso che ognuna delle compagnie ha posto la massima attenzione sul tema della sostenibilità prevedendo, in potenza, la possibilità di adottare provvedimenti anche più restrittivi rispetto a quanto previsto dalla norma Ue e rispondendo, in tal senso, positivamente alle sollecitazioni dell’Autorità di sistema portuale e della Capitaneria che hanno messo in evidenza quanto la vicinanza dello scalo alla città richieda una maggiore sensibilità e attenzione. Nota sicurante positiva.

Adria Ferries ha confermato l’installazione sulla propria flotta presente ad Ancona, navi AF Marina e AF Claudia, di torri di lavaggio dei gas di scarico denominate scrubbers, dispositivi che, secondo quando dichiarato dalla compagnia, consentirebbero l’abbattimento delle emissioni ben oltre la soglia di legge oltre a ridurre la presenza di particolato. Analoga scelta è stata effettuata dalla compagnia Grimaldi Euromed sui propri traghetti Cruise Europa e Cruise Olympia sui quali è tuttora in corso l’installazione degli scrubbers. Quest’ultima nave, al momento in cantiere, proprio per l’inserimento di questi dispositivi di mitigazione, è temporaneamente sostituita dal traghetto Mykonos Palace, già attrezzato con quattro scrubbers sui motori principali. Superfast ha annunciato per la primavera del 2020 l’installazione degli scrubbers sul proprio traghetto Superfast XI. Fino ad allora la compagnia utilizzerà carburante a ridotto tenore di zolfo (0,5%) come previsto dalla normativa.

Le altre compagnie Anek e Snav utilizzeranno per ora il carburante previsto (0,50%). Hanno inoltre dichiarato di avere già individuato il fornitore, elemento importante vista la scarsa reperibilità sul mercato di tale tipo di combustibile. Jadrolinja ha confermato il suo impegno per la sostenibilità visto che già da tempo utilizza, sia in navigazione che in sosta, gasolio allo 0,1% di zolfo.

All’incontro, i rappresentanti di Msc Crociere hanno portato il contributo della compagnia rispetto alle tematiche delle emissioni annunciando che, dal 1 gennaio 2020, tutte le navi del gruppo hanno già garantito l’approvvigionamento a carburante con tenore di zolfo massimo allo 0,5% in navigazione e combustibile allo 0,1% in porto. Anche questa compagnia ha in corso la progressiva installazione di sistemi scrubbers sulla propria flotta.

L’azione concreta delle compagnie conferma l’impegno condiviso sul tema della sostenibilità da parte di tutti i soggetti coinvolti del cluster marittimo, frutto di un confronto periodico fra le istituzioni del porto e le compagnie armatoriali e reso concreto un anno fa dall’innovativa sottoscrizione dell’accordo volontario “Ancona blue agreement”. L’intesa, promossa dall’Autorità di sistema portuale e dalla Capitaneria di porto di Ancona, ha, per certi versi, anticipato i contenuti della nuova norma Ue. Un metodo di lavoro che continuerà cercando di individuare tutti quei possibili interventi migliorativi per la riduzione delle emissioni anche rispetto alla normativa vigente e di prossima attuazione. Una grande attenzione alla cultura ambientale da parte del porto e delle compagnie di navigazione.

“Questa è una tematica importante per un porto che vive dentro la città – ha detto il Contrammiraglio Enrico Moretti, Comandante del porto di Ancona -, con l’accordo Ancona blue agreement abbiamo cercato di introdurre misure correttive nelle more dell’entrata in vigore delle suddette nuove misure, unitamente a coloro che hanno aderito all’accordo e stimolando chi, nel contempo, non l’ha sottoscritto. Il confronto continuerà al fine di verificare se sussistano margini di miglioramento rispetto a quanto prevede la norma”.

“La sostenibilità è uno degli elementi di massima attenzione nel rapporto fra porto e comunità e anche uno dei fattori sempre più qualificanti della competitività tra le aziende per un porto moderno – ha affermato Rodolfo Giampieri, presidente Autorità di sistema portuale –, sta andando avanti un processo irreversibile di miglioramento ambientale che si affida a tutte le tecnologie più avanzate. Da sottolineare il grande impegno, sensibilità e forte senso di responsabilità da parte delle compagnie di navigazione, che si traduce in un miglioramento complessivo del lavoro di tutti noi su questo tema e in una convivenza migliore con la comunità che deve ritenere sempre di più il porto internazionale di Ancona come una grande risorsa di tutto il territorio”.

FINCANTIERI: A MARGHERA AL VIA I LAVORI IN BACINO PER “RYNDAM”

Trieste– Si è svolta oggi presso lo stabilimento di Marghera la cerimonia di impostazione in bacino di “Ryndam”, la nuova nave da crociera che Fincantieri sta realizzando per la società armatrice Holland America Line, brand del gruppo Carnival Corporation & plc, primo operatore al mondo del settore crocieristico.

Il blocco dell’unità, lungo 14 metri, largo 34 e dal peso di più di 500 tonnellate, fa parte della sezione di centro nave di “Ryndam”, quattordicesima nave costruita dal cantiere di Marghera per questo brand e la cui consegna è prevista nel 2021.

La nuova unità, gemella di “Koningsdam” e di “Nieuw Statendam”, navi della classe “Pinnacle” consegnate rispettivamente nel 2016 e 2018 dallo stesso stabilimento, avrà una stazza lorda di circa 99.800 tonnellate, una lunghezza di quasi 300 metri e potrà ospitare a bordo 2.668 passeggeri in 1.340 cabine. Sarà caratterizzata da uno stile moderno e contemporaneo, in linea con la tradizionale eleganza che contraddistingue tutte le navi del brand. Il design sarà curato, come per le gemelle, da due dei maggiori e prestigiosi studi di architettura del mondo, Tihany Design e Yran & Storbraaten, che si sono ispirati all’architettura della musica per la progettazione di numerose aree pubbliche.

Il progetto della nave sarà orientato all’ottimizzazione dell’efficienza energetica e alla riduzione dell’impatto ambientale, rispondendo alle più stringenti e attuali normative di sicurezza.

Dal 1990 ad oggi Fincantieri ha costruito 96 navi da crociera (di cui ben 73 dal 2002), altre 50 unità sono in costruzione o di prossima realizzazione negli stabilimenti del gruppo.

IMO WORLD MARITIME DAY: L’ECCELLENZA FEMMINILE NEL MONDO MARITTIMO

Napoli-Dopo Trieste e Genova, oggi, a Napoli, presso l’Università Parthenope, ha avuto luogo la terza manifestazione nazionale per celebrare il World Maritime Day dell’IMO, International Maritime Organization, dedicato quest’anno al tema “Empowering Women in the Maritime Community”, organizzata da Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia costiera, Federazione del Mare, The International Propeller Clubs e WISTA Italy.

I lavori della giornata sono stati aperti dai saluti istituzionali. Successivamente si sono tenute due tavole rotonde con la partecipazione di esponenti femminili protagoniste del mondo marittimo‐portuale italiano. Raccontando la loro esperienza personale nei vari comparti di attività, hanno ribadito l’importanza della parità di genere nel mondo del lavoro ove una maggiore valorizzazione del contributo delle donne potrebbe aprire nuove opportunità in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.

Enrico Panini, vicesindaco di Napoli, ha affermato che non esistono luoghi ove le donne non possano dare il loro contributo, mentre Chiara Mancini, assessore alla formazione e alle pari opportunità della Regione Campania ha ricordato il recente lancio del bando “Io ho un sogno. Il futuro è donna” che offre la possibilità a tutte le donne in età lavorativa di frequentare corsi di formazione e specializzazione per accrescere le loro competenze e favorire il loro inserimento nel mondo del lavoro.

Alberto Carotenuto, rettore Università Parthenope, che ha ospitato la manifestazione, ha sottolineato come anche nel settore marittimo sia importante facilitare l’accesso delle donne ad una formazione tecnica di alto livello e che l’Universita’ lo stesso giorno firmerà una Convenzione con il Comando delle Capitanerie di porto per promuovere l’imbarco di studenti che aspirano a professionalità marittime.

Pietro Vella, Ammiraglio Ispettore, direttore marittimo della Campania, ha portato anche un messaggio dell’Amm. Giovanni Pettorino, Comandante Generale Capitanerie di Porto – Guardia Costiera che per sopravvenuti impegni non ha potuto essere presente ed ha ricordato che da 20 anni le donne italiane possono entrare a far parte selle forze armate e che molte di loro ricoprono ruoli importanti nell’ambito del corpo delle Capitanerie di Porto. Mario Mattioli, presidente Federazione del Mare, ha evidenziato che ”finalmente” anche nel mondo marittimo come in tanti altri settori, la mentalità è molto cambiata e si stanno aprendo opportunità di carriera per le donne.

In Italia sono molte le donne di grande talento e capacità presenti e attive in tutti settore marittimi: terminal: Lavoro portuale, Autorità marittima, Autorità di sistema portuale, Ricerca economica, industria armatoriale, lavoro marittimo, organizzazioni marittime, formazione superiore, formazione scolastica. Ciò dimostra che anche nel nostro mondo, alla fine si guarda a ciò che le persone sono in grado di fare e non al loro genere. Certamente ci sono ancora ampi margini di miglioramento”.

Umberto Masucci, presidente The International Propeller Clubs e IPC Port of Naples, ha affermato che “le numerose donne protagoniste del Convegno di Napoli sono testimonianza concreta dell’impegno femminile nel settore marittimo‐portuale. Non dobbiamo nasconderci le loro difficoltà, ma piuttosto facilitarne sempre l’inserimento, pensando al contributo positivo che le donne possono apportare al nostro sistema”.
Greta Tellarini, docente all’università di Bologna e rappresentate del Wista, ha ricordato che il tema del gender gap viene affrontato in molte sedi internazionali ed europee per promuovere la parità di trattamento uomo‐donna che secondo l’Ocse entro il 2030 dovrebbe aumentare del 10%.

Mauro Coletta, direttore generale Ministero Infrastrutture e trasporti, ha ricordato che il suo dicastero è oggi guidato da una ministra e che nella sua direzione generale le dirigenti sono in maggioranza ma che di fatto nel settore marittimo portuale sono ancora troppo poche le donne con incarichi di vertice e che occorre un costante sforzo comune per favorire la trasformazione nel mondo del lavoro valorizzando il ruolo delle donne.

Alla Tavola Rotonda dedicata alla portualità, moderata da Raffaella Del Prete, socia WISTA, direttrice Reefer Terminal APMT‐Savona, sono intervenute Luisa Del Sorbo, direttrice generale Stabia Main Port, Fabiana Esposito, Compagnia Unica Lavoratori Portuali di Napoli, TV (CP) Enrica Naddeo, ufficiale del Corpo delle Capitanerie di porto Autorità di sistema portuale, Marianna Buonfanti, ricercatrice SRM (Gruppo Banca Intesa) e Carla Roncallo, presidente AdSP Mar Ligure Orientale, che ha affermato “Penso che davvero sia l’ora di cambiare le cose.

Personalmente non mi sono mai sentita discriminata nella carriera lavorativa e questo mi aveva chiuso gli occhi per diversi anni. Sono solo stata più fortunata di altre; i numeri parlano chiaro e fotografano una realtà incredibilmente squilibrata tra i generi, in moltissime realtà lavorative, tra le quali quella dello shipping. Per questo ognuno di noi deve fare il possibile per accelerare un processo che porti alla parità di genere.”

Bianca D’Antonio, giornalista e consigliere IPC Port of Naples, ha moderato la Tavola Rotonda dedicata allo shipping, alla quale hanno partecipato Alexa Fenech, comandante di una nave del Gruppo Grimaldi, Marjolein van Noort, coordinatrice di ENMC ‐ European Network of Maritime Cluster organizzazione europea dei cluster marittimi, Paola Vidotto, direttrice generale Accademia Italiana Marina Mercantile, Elvira Romano, già dirigente I.N. Duca degli Abruzzi di Napoli, e Mariella Amoretti, armatrice del Gruppo Amoretti e Tesoriera di Confitarma
che ha ricordato di essere sempre stata al fianco del padre, fondatore dell’azienda: ciò ha facilitato l’inserimento in un mondo molto maschile ma non ha evitato un lavoro molto impegnativo e duro.

“Questo lo sapevamo bene mia sorella ed io ma abbiamo sempre creduto nella nostra azienda e non ci siamo mai poste il problema dell’essere donne e di avere famiglia con figli da gestire. In una situazione di crisi internazionale come quella degli ultimi dieci anni, è stato importante essere unite e determinate, affermando così la nostra leadership sia all’interno della compagnia che al di fuori di essa. Mi riferisco in particolare ai noleggiatori ed al mondo bancario che non ci hanno mai fatto mancare il loro supporto.

La nostra compagnia è all’avanguardia nel comparto del trasporto di prodotti petroliferi e chimici, ed abbiamo sempre dedicato grande attenzione per la sicurezza della navigazione e la salvaguardia dell’ambiente”. Infine, Mariella Amoretti ha ribadito l’importanza anche per gli studenti di ingegneria navale di fare esperienza a bordo delle navi.

Mambo stampato in 3D al Formnext 2019 col sostegno di UCINA

Si chiama Mambo, è un trimarano a motore lungo 6,50 metri ed è stato realizzato da Moi Composites, start up italiana che lo presenterà a Formnext 2019, la rassegna internazionale dell’additive manufacturing che apre martedì 19 novembre a Francoforte. Settore in grande espansione (il giro d’affari tocca i 10 miliardi di euro e per i prossimi anni è prevista una crescita del 20%) la manifattura adittiva è la modalità di produzione che consente la realizzazione di parti componenti, semilavorati o prodotti finiti attraverso stampanti 3D.

Formnext, il massimo appuntamento del settore, vede quest’anno la presenza di 28 aziende italiane. Tra queste, ma al centro dell’attenzione per il suo Mambo stampato in 3D in materiale composito termoindurente a fibra continua, Moi Composites, fondata nel 2018 come spin off del Politecnico di Milano e che ha sede a Pero.

Moi Composites nel suo percorso per far conoscere le potenzialità della manifattura adittiva ha avuto il sostegno di UCINA Confindustria Nautica e la collaborazione di una serie di aziende del settore come Catamarine, Osculati, MICAD (Marine Innovation Consulting and Design) oltre che di Autodesk con i suoi software di progettazione e Owens Corning, leader dei materiali compositi in fibra di vetro.

La costruzione di Mambo, che non ha richiesto contrariamente a quanto avviene di solito della costruzione di un modello e quindi di uno stampo in cui laminare l’imbarcazione, permetterà a Moi Composite di mostrare tutte le potenzialità della sua tecnica di stampa in 3D denominata Continuous Fiber Manufacturing inizialmente introdotta da + LAB del Politecnico di Milano, in grado di depositare selettivamente materiali compositi termoindurenti in fibra continua.

Caratteristica unica di Ambo è il fatto che lo scafo presenta forme concave e convesse che nello stampaggio tradizionale richiederebbero la realizzazione di stampi e relative sezioni di scafo poi da unire per ottenere il manufatto completo. Problema superato dalla stampa 3D e dalla manifattura adittiva.

Gruppo Onorato Armatori: incontro con i Sindacati. Comunicato unitario

Si è tenuto l’incontro programmato tra Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e i rappresentanti del Gruppo Onorato Armatori di valutazione della situazione, alla luce delle recenti notizie riguardanti il gruppo stesso

Roma-Si è svolto ieri, a partire dalle ore 15:00, l’incontro programmato tra le OO.SS. Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e i rappresentanti del Gruppo Onorato Armatori per valutare la situazione alla luce delle recenti notizie riguardanti il gruppo stesso. Ci è stata rappresentata una situazione di criticità finanziaria della capo-gruppo Moby per la quale è in atto l’azione amministrativa difensiva in opposizione al sistema creditizio e agli altri soggetti in causa nel tentativo di risolvere la vertenza.

Abbiamo dimostrato le nostre preoccupazioni sia per la situazione generale e in particolare per i riflessi sull’occupazione che tale condizione potrebbe ingenerare pur non avendo ad oggi comunicazioni ufficiali di apertura di procedure di esuberi. I vari riflessi di questa complicata vicenda rischiano diminare pesantemente il percorso che l’azienda ha avviato da molti anni e pertanto in questo contesto, abbiamo altresì auspicato una rapida soluzione positiva al pari della determinazione con la quale ci è stata rappresentata l’intenzione.

Nel corso dell’incontro come OO.SS. abbiamo opportunamente ricordato che abbiamo risollecitato il Direttore Generale del Mit, Dott. Mauro Coletta, sul tema della scadenza della convenzione per la continuità territoriale che, come noto, scadrà il 19 luglio 2020. Una, per noi, trascuratezza temporale del dirigente del Mit che riteniamo incomprensibile considerato il rischio annesso che potrebbe determinarsi sul piano occupazionale e che potrebbe persino appesantire una situazione già complessa.

Le parti hanno convenuto di riconvocarsi nel più breve tempo possibile per dar modo anche alle scriventi OO.SS. di monitorare attentamente gli sviluppi della delicatissima vicenda.

FINCANTIERI E PONANT FIRMANO UN ACCORDO PER LA COSTRUZIONE DI 2 NAVI DA CROCIERA DI NUOVA GENERAZIONE

Trieste– Fincantieri ha firmato un memorandum of agreement (MoA), del valore di circa 300 milioni di euro, per la progettazione e costruzione di 2 navi da crociera di lusso di piccole dimensioni di nuova generazione per l’armatore francese PONANT, società controllata dal gruppo Artemis (holding company della famiglia Pinault). Il MoA prevede inoltre un’opzione per un’ulteriore unità gemella.
La finalizzazione del contratto è subordinata alla definitiva messa a punto degli aspetti finanziari e tecnici dell’accordo.

In passato Fincantieri ha già costruito per PONANT quattro unità ad Ancona, “Le Boréal”, “L’Austral”, “Le Soléal” e “Le Lyrial”, consegnate rispettivamente nel 2010, 2011, 2013 e 2015. VARD, società norvegese controllata di Fincantieri e attiva nella progettazione e costruzione di navi expedition cruise, ha realizzato tra il 2018 e il 2019 quattro unità della classe “PONANT EXPLORERS”, e consegnerà le ultime due della serie nel 2020. VARD, inoltre, consegnerà “Le Commandant Charcot”, la prima nave da crociera artica ibrido-elettrica alimentata a LNG, a PONANT nel 2021.

Le nuove unità, con consegne previste entrambe nel 2022, saranno l’evoluzione di quelle della classe “PONANT EXPLORERS”. Opereranno nell’area del Sud Pacifico per il brand “PAUL GAUGUIN CRUISES”, al pari dell’unità eponima acquisita di recente da PONANT, portando così a 3 il numero delle navi in flotta per questo brand. Saranno realizzate dal network produttivo del gruppo VARD, e avranno una stazza lorda di circa 11.000 tonnellate, ospitando a bordo circa 230 passeggeri.

Saranno costruite adottando le più avanzate tecnologie in tema di protezione ambientale e delle persone, caratterizzate dall’apparato-batterie più grande nel comparto, che consentirà operazioni senza fumo all’ancora, nei porti e nelle aree sensibili sotto il profilo ecologico. L’accordo, inoltre, apre la strada a un’ulteriore cooperazione tra Ponant, Fincantieri e VARD per lo sviluppo di nuovi progetti ecocompatibili.

Jean Emmanuel Sauvée, CEO di PONANT, ha commentato: “Siamo lieti di continuare la nostra storica collaborazione con Fincantieri. Questo accordo per altre due navi ci consente di sviluppare il marchio PAUL GAUGUIN acquisito alcune settimane fa e consolida la nostra posizione di leader mondiale nel segmento luxury expedition. Per la prima volta nel mondo della crocieristica, queste due nuove navi spegneranno i motori e cesseranno tutte le emissioni ogni giorno durante ogni sosta, per quasi dieci ore al giorno. Navi di capacità contenuta e all’avanguardia tecnologicamente e sotto il profilo della salvaguardia dell’ambiente: questo progetto rispecchia pienamente la nostra filosofia del turismo sostenibile”.

L’Amministratore delegato di Fincantieri, Giuseppe Bono, ha dichiarato: “La conferma della collaborazione con un operatore vivace come PONANT, con il quale arriveranno a 13 le unità complessive, per un progetto di nuova generazione e fortemente ispirato alla tutela dell’ambiente, non può che essere accolta con grande soddisfazione”. Bono ha concluso: “Il rafforzamento delle relazioni commerciali con i nostri clienti, e il consolidamento degli indirizzi produttivi dei cantieri del Gruppo con le sinergie che essi sono in grado di sviluppare, rappresentano il miglior riscontro del successo delle strategie messe in campo dalla nostra società”.

AMMARAGGIO FORZATO IN MARE PROVOCA FERITI ED INQUINAMENTO MARINO, MA SOLO PER ESERCITAZIONE

Brindisi-Nel corso della mattinata odierna, nel porto di Brindisi, è stata effettuata una attività addestrativa allo scopo di testare le procedure applicative di due distinti piani operativi di intervento riguardanti il soccorso ad aeromobile incidentato in mare ed il contrasto e l’abbattimento di sostanze inquinanti in ambiente marino. Le due attività rientrano in quelle annualmente previste dal Comando Generale della Guardia Costiera e risultano pianificate nell’ambito delle Esercitazioni complesse che vengono organizzate e coordinate dalle singole Autorità Marittime.

Lo scenario in cui si è svolta l’esercitazione è stato concordato, presso questa Capitaneria di Porto, in un briefing tecnico/operativo lo scorso 12 novembre tenutosi con i rappresentanti delle amministrazioni e degli enti a vario titolo concorrenti. Lo stesso prevedeva, su segnalazione della Torre di controllo del locale aeroporto “Papola-casale”, l’ammaraggio forzato di un velivolo (tipo Boeing 737 con 100 persone a bordo) diretto a Brindisi, con conseguente attività di soccorso e recupero naufraghi e contestuale sversamento di combustibile a mare.

L’intera attività addestrativa, sotto il coordinamento del Capo del Compartimento Marittimo, ha registrato il diretto coinvolgimento oltre che dei mezzi in dotazione alla Guardia Costiera di Brindisi, dei mezzi navali della Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza, dei servizi portuali locali (Piloti, Rimorchiatori e Ormeggiatori) e del Distaccamento portuale dei Vigili del Fuoco, intervenuto a seguito di un principio di incendio sviluppatosi nella fusoliera del velivolo e successivamente estinto.

Significativo è stato l’impiego dell’unita’ “IEVOLI WHITE” della Società Consortile “Castalia S.C.p.A.” che gestisce il servizio antinquinamento marino per conto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, il cui contributo è stato necessario in quanto dopo aver fronteggiato l’emergenza di ricerca e soccorso dei naufraghi, con l’impiego delle dipendenti motovedette e di quelle delle amministrazioni concorrenti citate, lo scenario delle operazioni ha previsto il recupero del combustibile versatosi in mare dopo che lo stesso era stato contenuto dalle panne galleggianti in dotazione posizionate, per circa 4500 Kg, nello specchio acqueo circostante il punto dell’ammaraggio.
In regime di preallertamento utile è stato il contributo fornito dal locale servizio ASL 118, dell’ARPA Puglia DAP di Brindisi e dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale.

L’esercitazione si è svolta regolarmente ed ha avuto un esito più che positivo a ragione della fattiva collaborazione messa in campo da istituzioni e privati che, oltre che co-operare per preservare la salvaguardia della vita umana in mare ed a custodire il delicato equilibrio dell’ambiente marino che ci circonda.

Federazione del Mare ospita il General Meeting dei cluster marittimi europei

Roma-Nell’ambito delle celebrazioni del suo Venticinquennale, il 18 e 19 novembre la Federazione del Mare ha organizzato a Roma, nella sede di Palazzo Colonna, dove è ospitata da Confitarma, il General Meeting dell’ENMC-European Network of Maritime Clusters, organizzazione che riunisce i cluster marittimi europei.

La sera del 18 novembre, la Federazione del Mare ha offerto una cena ai membri dell’ENMC alla quale hanno partecipato, oltre all’olandese Arjen Uytendaal, presidente di ENMC, e alla coordinatrice Marjolein van Noort, i vertici dei cluster marittimi di Bulgaria, Francia, Finlandia, Germania, Lussemburgo, Malta, Portogallo, Spagna, e naturalmente Italia rappresentata da Mario Mattioli, presidente della Federazione del Mare, accompagnato dal vice presidente Vincenzo Petrone, presidente Assonave e vicepresidente ENMC, Pierluigi Portalupi, delegato ANIA, nonché Carlo Lombardi e Laurence Martin, rispettivamente segretario generale e vice-segretaria della Federazione del Mare.

Il 19 novembre, nel corso dei lavori del General Meeting, il presidente Arjen Uytendaal con i colleghi ha affrontato l’esigenza per ENMC di cooperare con le organizzazioni marittime europee di settore per meglio condividere le esigenze dell’industria marittima nel suo complesso e discutere degli obiettivi comuni in vista dei quali adottare iniziative, sottolineando la necessità di delineare un linguaggio marittimo comune e coordinare i contatti con le istituzioni europee.

Successivamente, dopo un’introduzione di Fabio Faraone, capo servizio Tecnica navale sicurezza e ambiente di Confitarma, sul tema della decarbonizzazione dell’industria marittima, i rappresentanti dei cluster marittimi europei hanno discusso dei prossimi negoziati dell’Ue per un Green Deal che certamente avrà un impatto sul settore marittimo: sarà importante in proposito presentare proposte che tengano conto di tutti gli interessi delle varie componenti della blue economy. Inoltre, è stato ricordato che anche i finanziamenti bancari vengono ormai concessi sulla base della sostenibilità dei progetti e in questo senso si è espressa anche la BEI (Banca Europea degli Investimenti). Ciò vuol dire che se il settore marittimo vuole mantenere l’accesso ai finanziamenti deve essere in grado di dimostrare cosa sta facendo per ridurre le emissioni.

Sono state presentate anche alcune iniziative adottate a livello nazionale per ridurre le emissioni. Altro tema in discussione è stato infine quello dell’importanza di mettere a punto un insieme consolidato di dati statistici che renda più evidente l’importanza strategica che il cluster marittimo riveste per l’economia dell’UE, soprattutto in questo momento storico caratterizzato da un lato da misure per fronteggiare il cambiamento climatico e, dall’altro, dalla pressione del protezionismo e delle guerre commerciali, nonché dall’esigenza di digitalizzazione che richiede forti investimenti.

In particolare, nel corso della riunione è emersa l’esigenza di identificare in maniera più precisa quali siano i settori che dovrebbero essere etichettati come “marittimi”, al fine di poter inserire nella valutazione della Blue Economy anche quelli più innovativi, con il loro potenziale in posti di lavoro, innovazione e fatturato. A tal fine, entro febbraio 2020 ENMC insieme agli altri stakeholder interessati a cooperare, presenterà un progetto per realizzare una solida base-dati.

Sbloccati dal Mit 65 milioni per Venezia e la salvaguardia della laguna

Sono fondi contenuti nella Legge speciale su Venezia destinati a 9 Comuni lagunari

MIT – Sono pronti 65 milioni di euro per la salvaguardia e la conservazione della laguna di Venezia, 46 dei quali sono destinati alla città che nei giorni scorsi ha vissuto la drammatica ondata di acqua alta.

Si tratta di fondi contenuti nella Legge speciale su Venezia, rifinanziata dalla scorsa Legge di Bilancio, che sono stati sbloccati nei giorni scorsi dalla ministra delle Infrastrutture e Trasporti Paola De Micheli. Le risorse sono naturalmente aggiuntive rispetto ai 20 milioni già stanziati per Venezia in occasione del Consiglio dei Ministri che ha concesso lo stato di emergenza.

La Presidenza del Consiglio dei Ministri, su proposta del Mit, ha già adottato il Decreto che ripartisce da subito a nove comuni complessivi 65 milioni per compiere lavori di manutenzione, riqualificazione e conservazione della laguna di Venezia.

Le risorse, suddivise tra i comuni di Venezia, Chioggia, Mira, Jesolo, Cavallino-Treporti, Musile di Piave, Campagna Lupia, Codevigo e Quarto Altino, saranno disponili nelle casse dei centri e potranno essere destinate a interventi di varia natura per la salvaguardia della laguna: dalla protezione delle sponde, alla riqualificazione delle banchine, opere di dragaggio, viabilità e recupero di immobili.

SRM-Parlamento europeo: Presentazione del MED & Italian Energy Report 2019

Sarà presentato anche a Bruxelles il “MED & Italian Energy Report 2019”, presso il Parlamento europeo (ASP 3H1) il 3 dicembre dalle 15:30 alle 17:30 in the European Parliament. L’evento è promosso e organizzato da Intesa Sanpaolo, SRM e ESL@Energy Center  del Politecnico di Torino, con il patronato dei deputati europei Tiziana Beghine Patrizia Toia.

I contenuti del Rapporto che sarà presentato da SRM e dall’ESL@Energy Center del Politecnico di Torino spaziano tra diverse e più rilevanti dimensioni del sistema energetico, analizzando i principali trend in atto e approfondendo le sfide della transizione energetica in un contesto dove il trade-off tra crescita e sostenibilità oggi è cruciale.

Le tematiche trattate: le tendenze energetiche mondiali, i principali aspetti del sistena nell’area mediterranea, il contesto europeo, un focus sull’Italia, un’analisi delle interconnessioni energetiche tra l’Europa e i paesi extraeuropei, il ruolo dei combustibili fossili, le principali rotte commerciali marittime per il petrolio e il gas, un quadro sugli investimenti energetici nell’ambito della Belt and Road Initiative.

Il programma completo sarà a breve disponibile. La registrazione partirà alle 14:45.

Per l’ingresso al Parlamento europeo è necessario fare richiesa del badge di accesso. Richiediamo quindi oltre alla conferma di adesione l’invio dei seguenti dati: Nome, Cognome, Nazionalità, Data di Nascita, Tipo di Documento di Identità e numero identificativo del documento).

Per info e adesioni scrivere a: m.ripoli@sr-m.it.

IL NAUTILUS Anno 14 N°3

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato allo shipping con un focus sul soccorso in mare e sulla Brexit, il ruolo del porto di Salerno e la "Barletta marinara". Poi un approfondimento sui fari di Brindisi ed uno sul trasporto ad emissioni zero con Emma. E ancora, approfondimenti sulle crociere e sulla sicurezza nei nostri porti.
poseidone danese

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