Fincantieri vara la Silver Dawn

Ancona. Fincantieri, eccellenza italiana nel mondo, non temendo confronti nel design e la costruzione di navi passeggeri, l’altro giorno, ha varato la nave da crociera di lusso la “Silver Dawn”. Presso il cantiere Fincantieri di Ancona, per la prima volta ha toccato l’acqua del porto l’ammiraglia della Silversea Cruises. Con il varo tecnico di questa nave extra-lusso, il gruppo Fincantieri, guidato da Giuseppe Bono, avvierà la fase di allestimento, durante la quale saranno realizzati gli eleganti interni della nave.

La ‘Silver Dawn’ sarà la decima nave della flotta di Silversea, compagnia leader nelle crociere ultra-lusso. Con la consegna di ‘Silver Origin’ e ‘Silver Moon’ avvenute nel 2020, e con quella della ‘Silver Dawn’ prevista per novembre 2021, Silversea Cruises e l’industria crocieristica globale continuano a dimostrare una grande capacità di recupero. Le crociere di lusso dimostrano un trend positivo e una forte volontà di far vivere la passione del mare, naturalmente nel rispetto del protocollo sanitario internazionale IMO-OMS per evitare contagi da covid -19. Per l’occasione del varo tecnico della nave, Roberto Martinoli, presidente e ceo della Silversea Cruises, ha dichiarato: “Celebriamo con orgoglio questo importante traguardo raggiunto dalla nostra nuova bellissima Silver Dawn”.

“La collaborazione di lungo termine con Fincantieri – ha sottolineato Martinoli – continua a ridefinire i confini nel settore delle crociere ultra-lusso, e il supporto continuo e l’esperienza del Gruppo Royal Caribbean sono stati inestimabili ai fini della costruzione della nave. Silver Dawn è ispirata a Silver Muse e Silver Moon, ma i nostri ospiti potranno beneficiare di molti miglioramenti pionieristici a bordo della decima nave della flotta. Non vediamo l’ora di rivelarli nei prossimi mesi.”. “Silver Dawn è la quarta nave che realizziamo per Silversea sul progetto di grande successo ideato per Silver Muse – ha commentato Luigi Matarazzo, direttore generale della divisione Navi Mercantili di Fincantieri -.

Per un costruttore non può esservi riconoscimento migliore che quello di un armatore esigente e prestigioso che accoglie con entusiasmo una piattaforma innovativa. Siamo quindi estremamente orgogliosi di celebrare il varo di questa unità, che consolida le leadership tecnologiche e gestionali del nostro gruppo e che assumono ancor maggior valore nella congiuntura così impegnativa che stiamo attraversando”. La ‘Silver Dawn’, come caratteristiche costruttive, è la terza nave della serie classe Muse e fa parte di un piano a lungo termine per la crescita e il potenziamento della flotta della compagnia.

La nave varata ad Ancona ospiterà 596 ospiti in 298 suite con vista sull’oceano – il 96% delle quali avrà una veranda privata – e con un rapporto equipaggio/ospiti di 1/1,45. L’unità con queste caratteristiche urbanistiche manterrà l’intimità della piccola nave e gli alloggi spaziosi che sono i tratti distintivi dell’esperienza Silversea. Offrire esperienze di viaggio inedite nelle destinazioni più spettacolari del mondo, è il motto della Silversea Cruises, oltre a fornire agli ospiti un comfort superlativo e standard di qualità di vita a bordo della ‘Silver Dawn’.

Abele Carruezzo

Ferretti Group PUbblica il BILANCIO di sostenibilità

È IL PRIMO GRUPPO DEL COMPARTO NAUTICO A TESTIMONIARE
L’aVVIO DI UN PROCESSO FORMALE DI RESPONSABILITà d’impresa

Forlì– Ancora una volta in anticipo su tutti, anche su un tema di basilare importanza come quello dello sviluppo che rispetta il Pianeta, Ferretti Group rende pubblico il primo bilancio di sostenibilità delle sue attività d’impresa. Il Gruppo testimonia così formalmente l’avvio di un percorso virtuoso che punterà a minimizzare l’impatto ambientale delle sue attività produttive e delle sue imbarcazioni, promuovendo misure di maggiore e ulteriore responsabilità sociale d’impresa.

Basandosi su un’analisi di materialità, sono stati individuati i temi che hanno un maggiore impatto sull’ attività d’impresa e gli indicatori che permettono di misurarlo, raggruppandoli in 4 ambiti che, anno su anno, verranno sempre più approfonditi e permetteranno di misurare le performance ambientali e sociali di Ferretti Group:

Innovazione e lusso: gli yacht
Impatto ambientale del processo produttivo
Valore per il territorio
Capitale umano

Per Ferretti Group la sostenibilità comincia dalla qualità e dall’eccellenza che caratterizzano le imbarcazioni: le attività di ricerca e sviluppo si concentrano quindi sull’impiego di materiali performanti e sostenibili e sulla riduzione dei consumi energetici. Nell’interior design il legno utilizzato proviene da foreste certificate, gestite secondo rigorosi standard ambientali, sociali ed economici. L’utilizzo della fibra di carbonio permette di ottenere un notevole alleggerimento dello scafo, così da realizzare yacht più efficienti e in grado di consumare meno carburante.

Il Gruppo è inoltre all’avanguardia nella ricerca sia sui motori ibridi e su nuove tecnologie che consentano l’alleggerimento degli scafi, sia sull’efficientamento delle attività dei cantieri. In questo senso, la certificazione ISO 14001 sui sistemi di gestione ambientale, ottenuta per il sito di La Spezia, è il punto di partenza verso una gestione integrata degli impatti ambientali di tutti i processi produttivi, così come la certificazione IMO Tier III ottenuta da CRN, primo cantiere navale in Italia a raggiungere questo risultato, per un megayacht di 62 metri. Da citare anche l’installazione dell’impianto di trigenerazione ad Ancona per la produzione pulita di energia elettrica, termica e frigorifera.

Aspetti fondamentali sono al tempo stesso quelli che riguardano la sfera sociale e che includono l’impatto sul territorio e su tutta la catena di fornitura e la centralità del capitale umano. La catena di fornitura di Ferretti Group, che conta oltre 2.500 lavoratori complessivamente, è situata per oltre l’85% sul territorio italiano, così che in Italia viene distribuito oltre il 75% del valore economico totale generato. In questo modo si contribuisce all’occupazione e alla crescita dell’ecosistema di piccole e medie imprese, anche di natura artigiana, con le quali esiste da tempo una virtuosa storia di collaborazione. Questa collaborazione permette ai fornitori del Gruppo di sviluppare processi e know how specifici e di confrontarsi con i mercati globali, generando quindi sviluppo e innovazione.

Grazie a tutte le misure messe in atto – tra cui anche la completa sanificazione del processo produttivo fino alla consegna della barca, Ferretti Group ha ottenuto la Biosafety Trust Certification RINA, la prima certificazione volontaria per la prevenzione e il controllo delle infezioni, a tutela degli oltre 1.500 lavoratori e dei clienti. Infine, il Gruppo ha attivato una polizza assicurativa che copre tutti i dipendenti, per tutelarli in caso di positività al virus. La polizza, riconfermata anche per il 2021, si unisce a un altro gesto di attenzione: i 1.500 saturimetri distribuiti ai dipendenti. La consegna dei saturimetri è stata decisa con la consulenza del Professor Luca Richeldi, Primario di Pneumologia al Policlinico Gemelli di Roma e membro del Comitato Tecnico Scientifico, che già a marzo ha predisposto insieme a Ferretti Group il piano sanitario con cui è stata affrontata in sicurezza la fase più critica della pandemia.

“Per crescere e mantenersi stabilmente ai vertici è fondamentale lavorare sugli impatti economici, ambientali e sociali che la nostra attività produce sui territori in cui operiamo. Non c’è successo di vendite che non debba andare di pari passo con la responsabilità nel fare impresa.” ha commentato l’Avvocato Alberto Galassi, Amministratore Delegato di Ferretti Group. “Negli ultimi anni Ferretti Group ha compiuto un rapido cammino di crescita e sviluppo, portando nella nautica bellezza e innovazione.

Sono tanti gli stakeholder che ci guardano e interagiscono con noi: le loro esigenze e aspettative sul tema della sostenibilità sono importanti nella definizione delle azioni che attuiamo quotidianamente per gestire e mitigare l’impatto delle nostre strategie di crescita. Per questo motivo, e per testimoniare la nostra responsabilità nel fare impresa, abbiamo deciso di avviare un processo formale che ci ha portato alla redazione del primo Bilancio di Sostenibilità. Primo per Ferretti Group e primo nel settore della nautica italiana.”

TASSAZIONE PORTI – ILLUSTRATE ALLA MINISTRA DE MICHELI LE PROPOSTE DI ASSOPORTI PER IL RICORSO ALLA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA. INDICATI DEIANA E PATRONI GRIFFI PER SEGUIRE LA QUESTIONE

Roma– Dopo il pieno sostegno dell’Assemblea di Assoporti al ricorso alla Corte di Giustizia Europea preannunciato dalla Ministra De Micheli relativamente alla tassazione dei porti, oggi l’Associazione ha inviato alla Ministra DeMicheli una nota per esporre le prossime azioni che intende intraprendere.

Come concordato dai Presidenti, per rafforzare l’azione della comunità portuale a sostegno della Ministra, è stato deciso di procedere con i ricorsi cosiddetti ad adiuvandum, sia da parte di ogni singola Autorità Portuale, che dalla stessa Assoporti. Per seguire questa fase sono stati delegati i Presidenti Massimo Deiana (avvocato e professore ordinario di diritto della navigazione presso l’Università di Cagliari) e Ugo Patroni Griffi (avvocato e professore ordinario di diritto commerciale europeo presso la LUISS) al fine di assicurare il necessario coordinamento dell’analisi giuridica con gli uffici del Ministero.

“L’unità del cluster portuale in questa occasione è il segnale chiaro che sarà intrapresa una azione forte per ribadire le legittime aspettative di una migliore valutazione della peculiarità del sistema portuale italiano da parte delle istituzioni europee. Ciò nella speranza di trovare quanto prima una soluzione equilibrata e di garanzia per il futuro dei nostri porti.” ha dichiarato il Presidente di Assoporti, Daniele Rossi. E proprio domani, in occasione della tavola rotonda web organizzata da Assiterminal su Tassazione Porti e Governance, Rossi ne parlerà con i presidenti delle altre associazioni del cluster.

GNV: ENTRA IN FLOTTA LA NAVE GNV SEALAND

La Compagnia amplia la propria capacità con oltre 2200 metri lineari e più di 530 passeggeri

Genova – GNV annuncia il potenziamento della propria offerta commerciale con l’arrivo in flotta della M/n GNV Sealand; l’unità è stata costruita nel 2009 presso i Cantieri Visentini, ha una capacità di 2.255 metri lineari e di 195 auto, e può accogliere a bordo fino a 880 persone: nell’immediato la nuova nave andrà a supportare le linee della Compagnia, durante i lavori di installazione e attivazione dell’impianto di depurazione dei gas di scarico (c.d. scrubber) delle altre unità della flotta.

Nei mesi successivi, l’ingresso in flotta della M/n GNV Sealand rafforzerà l’offerta e sosterrà l’ulteriore ampliamento dei collegamenti, già avviato nell’ultimo trimestre del 2020, con il consolidamento dei servizi di GNV e l’inserimento in flotta delle due navi Forza e Tenacia, a supporto delle linee da e per la Sicilia.

L’arrivo della M/n GNV Sealand di fatto raddoppia l’aumento di capacità già pianificato dalla Compagnia con l’ingresso in flotta – nella primavera del 2021 – di una unità di nuova costruzione, attualmente in fase di realizzazione presso i Cantieri Visentini, che con 2.564 metri lineari garantirà un aumento della capacità di stiva impiegata nell’ambito della rete Autostrade del Mare – infrastruttura strategica per il Paese – e consentirà, in alternativa alla movimentazione dei mezzi pesanti sulla stessa tratta stradale, l’abbattimento delle emissioni in atmosfera e dei relativi costi per la collettività.

La Compagnia continua gli investimenti in termini di miglioramento del servizio e incremento della capacità, con un’ulteriore ottimizzazione del network di rotte: recentemente, infatti, la Compagnia ha annunciato che a partire da giugno 2021 sarà operativa la nuova linea stagionale con la Sardegna tra Civitavecchia e Olbia – con 5 partenze a settimana da entrambi i porti – oltre alle storiche linee estive Genova-Porto Torres e Genova-Olbia.

Fondata nel 1992, e oggi parte del Gruppo MSC, GNV è una delle principali compagnie di navigazione italiane operanti nel settore del cabotaggio e del trasporto passeggeri nel Mar Mediterraneo: con una flotta di 17 navi, la Compagnia opera 11 linee internazionali e 8 nazionali, da e per Sardegna, Sicilia, Spagna, Francia, Albania, Tunisia e Marocco.

RECOVERY PLAN, CANTIERE NAVALE VITTORIA: “IL PIANO E’ UN’OPPORTUNITA’ PER IL PAESE MA DEVE RICONOSCERE L’IMPORTANZA STRATEGICA DELL’INDUSTRIA NAVALMECCANICA”

Adria (Ro)-A poche ore dal Consiglio dei Ministri che potrebbe dare il via libera al Recovery Plan, il Cantiere Navale Vittoria, azienda leader nella progettazione e costruzione di imbarcazioni militari e paramilitari, commerciali e dal lavoro, chiede che il piano nazionale di ripresa riconosca l’importanza strategica dell’industria Navalmeccanica.

“Il Recovery Plan è una grande opportunità per la ripartenza del Paese- afferma Luigi Duò, componente del CdA del Cantiere Navale Vittoria- auspichiamo che nella ripartizione del fondo si tenga conto della centralità e dell’importanza strategica dell’industria navalmeccanica che rappresenta l’1% del Pil nazionale.

In questo difficile momento per la cantieristica privata, in particolare, e lo shipping in generale riteniamo necessari due interventi: il sostegno per l’acquisizione di nuove commesse e/o il mantenimento di quelle già acquisite, per evitarne la cancellazione, e quello per favorire gli investimenti in tecnologia, digitalizzazione, ricerca e formazione, con un contributo a fondo perduto corrispondente all’80% degli investimenti da realizzare, in linea con i provvedimenti giustamente adottati per l’edilizia. Per favorire nuove commesse o il mantenimento degli ordini, una strada percorribile potrebbe essere quella che prevede contributi a fondo perduto, non inferiori al 40% del prezzo nave con tetto massimo di 100 milioni di euro per singola iniziativa, incluse le navi da crociera.

Tali risorse potrebbero derivare dai risparmi di cassa integrazione, imposte e tasse e contributi sociali conseguenti al mantenimento dell’attività produttiva per un comparto formato da oltre 1200 imprese che occupano circa 90 mila lavoratori ed erogano allo Stato oltre 2 miliardi. Infine, l’Italia, come la Germania, dovrebbe prevedere un significativo contributo per incentivare l’utilizzo dell’idrogeno come combustibile per la propulsione navale”.

Conclude Duò: “I provvedimenti che noi ci auguriamo possano essere presi sono in linea con la politica economico-finanziaria delle autorità europee, elaborata con il piano NEXT GENERATION EU e siamo sicuri che garantirebbero il rilancio del nostro settore.

Non si può ignorare il grande vantaggio economico generato da nuove commesse e dal mantenimento nel PIL nazionale degli ordini passati a cantieri nazionali da committenti stranieri e dagli armatori italiani, costretti, in passato anche recente, a commissionare navi all’estero. Inoltre assicurerebbe al Paese, che vive sull’import e sull’export, la disponibilità di una flotta moderna ed efficiente, ad alto contenuto tecnologico, a basso consumo energetico e ridottissimo inquinamento. Come requisiti tecnici delle nuove commesse assistibili, come linee guida, si potrebbe fare riferimento anche a quelle indicate nel Regolamento UE n.651/2014.

Il tutto darebbe un impulso decisivo all’adozione da parte dei cantieri nazionali delle tecnologie più avanzate, aprendo loro le porte del mercato dove la domanda mondiale è più interessante e a maggiore marginalità. La cantieristica italiana non può perdere questa opportunità, dobbiamo guardare al futuro con visione e coraggio”.

BIMCO dispone una guida sull’efficienza di una nave

Copenaghen. Lo scorso mese di dicembre, l’Organizzazione Marittima Internazionale (IMO) ha approvato nuovi emendamenti all’allegato V I della MARPOL per introdurre requisiti per l’efficienza operativa delle navi: ci riferiamo ai cd CII o Indicatori di Intensità di Carbonio. Di seguito, è considerato l’impatto generato dai nuovi emendamenti sull’efficienza operativa delle navi sull’intero settore dello shipping.

Il settore dei trasporti marittimi, in quest’ultimo periodo, sta subendo misure normative continue, a livello internazionale o nazionale più di ogni altro settore industriale. Di fronte a un regime di conformità completamente nuovo, in cui anche l’impatto del maltempo può far sì che una nave diventi fuori norma con indicatore d’intensità di carbonio, oltre i limiti consentiti; a peggiorare le cose, il funzionamento e l’operatività delle navi coinvolgono non solo le società armatoriali, ma anche gli Stati di bandiera issata dalle loro navi.

Il trasporto marittimo internazionale è un’impresa commerciale che relaziona almeno un’entità nella giurisdizione del paese esportatore, un’entità sotto la giurisdizione del paese importatore e una nave, sotto la giurisdizione della sua bandiera, spesso non coincidente né con il paese esportatore né con quello importatore. Pertanto, il trasporto di merci in mare è soggetto a numerose convenzioni internazionali che regolano le pratiche commerciali e non ultime le responsabilità delle parti coinvolte, attuate in tempi leggermente diversi in ogni paese del mondo.  Le prestazioni operative di una nave possono essere misurate in molti modi.

Ogni sistema di misura presenta il proprio insieme di variabili che influenzano il risultato. Variabili che diventano importanti per valutare un risultato o influenzarlo. Ad esempio, utilizzando il sistema, tanto discusso lo scorso anno, l’Annual Efficiency Ratio (AER) in cui si misurano le emissioni per tonnellata lorda/miglio, sono prese in considerazione solo due variabili: le emissioni e la distanza percorsa. Il prolungamento della distanza su viaggi in cui l’AER è buono, influenzerà quindi positivamente la media annuale dell’operatività di una nave.

Mentre occorre tener presente che le emissioni sono il risultato di due sottovariabili: la velocità e l’immersione della nave in acqua dislocata. Ridurre la velocità è una buona scelta e la navigazione con carichi poco pesanti porta sicuramente un miglioramento dei risultati da valutare. Tuttavia, poiché il regolamento richiederà miglioramenti annuali per mantenere la conformità, il funzionamento della nave dovrà essere modificato per garantire detto status e non può essere in maniera aleatoria. E ancora, in molti casi, alterare il funzionamento di una nave non è una prerogativa della nave stessa a cui si applicano questi nuovi regolamenti.

La maggior parte delle navi è noleggiata a operatori commerciali che trasportano merci, spesso di proprietà di terzi, secondo determinati obblighi in conformità con le Convenzioni internazionali, come le regole dell’Aja, dell’Aja-Visby odi Amburgo. Documenti commerciali che trattano diverse variabili nei confronti della nave, come la consegna del carico senza indugio nel porto concordato. L’insieme delle regole che trattano l’utilizzo commerciale delle navi si basa su usi e usanze ereditati nei secoli e di comprovata giurisprudenza, e su atti e convenzioni sul trasporto merci.  Sebbene l’IMO abbia tradizionalmente prestato poca attenzione alle realtà del diritto commerciale del settore marittimo, la regolamentazione dell’efficienza operativa delle navi potrebbe dover  ribaltare questa situazione. Le disposizioni nei charter party possono essere modificate dalle controparti commerciali e BIMCO svolge tradizionalmente un ruolo chiave nel facilitare lo sviluppo di clausole e contratti standard.

Per rendere attuabile la nuova bozza di regolamenti IMO sull’efficienza operativa, BIMCO si sta attualmente impegnando ad analizzare quali modifiche da apportare,  necessarie alle clausole per i noleggi a tempo e a viaggio. Va ricordato che spesso i charter party richiedono che una nave proceda con il dovuto itinerario e anche in alcuni casi con la massima velocità. È evidente che i noleggiatori devono svolgere un ruolo per facilitare che le navi possano conformarsi al nuovo regime della MARPOL.  BIMCO, sicuramente, non può cambiare il contenuto delle Convenzioni internazionali; in questo caso, i vari emendamenti possono presentare obblighi che sono contrastanti e in alcuni casi possono persino impedire la conformità.

 

Abele Carruezzo

CLIA: PROTOCOLLI SICUREZZA EFFICACI, RIPARTENZA APPENA POSSIBILE

LE NAVI E I PASSEGGERI BENEFICIANO DI UN PROTOCOLLO SANITARIO SICURO E RIGOROSO, UNICO AL MONDO, CHE SIN DALLA RIPARTENZA DI AGOSTO HA DIMOSTRATO DI FUNZIONARE, TRASPORTANDO IN SICUREZZA OLTRE 60.000 TURISTI

Roma- A valle dell’ultimo Decreto Legge emanato dal Governo, CLIA (Cruise Lines International Association) prende atto dell’estensione delle restrizioni in essere oltre la data inizialmente prevista del 6 gennaio. In vista della ripresa delle operazioni, CLIA tiene tuttavia a sottolineare che il settore crocieristico costituisce un unicum grazie al rigoroso protocollo sanitario in uso. Adottato fin da agosto, il protocollo ha dimostrato di funzionare in maniera adeguata, riuscendo a far viaggiare fino ad oggi in modo responsabile e sicuro oltre 60.000 crocieristi, inserendoli di fatto all’interno di una bolla di protezione anche a salvaguardia delle comunità locali e senza rappresentare alcun peso – né economico né organizzativo – per le strutture sanitarie a terra.

Sono oggi le stesse comunità, territori e porti che hanno potuto beneficiare del turismo crocieristico fino alla pausa natalizia ad auspicare che si rimetta in moto il prima possibile il volano virtuoso di un settore che, solo in Italia, genera ogni anno un fatturato di 14 miliardi di euro, assicurando circa 120 mila posti di lavoro (tra diretti e indiretti) e stipendi per 3,9 miliardi di euro. Gli stessi auspici sono condivisi dagli equipaggi delle navi, tra cui molte migliaia di marittimi italiani, tornati a bordo tra Natale e Capodanno per osservare il periodo di quarantena necessario a riprendere a navigare, come originariamente previsto subito dopo l’Epifania, insieme alle compagnie di crociera che hanno sostenuto investimenti notevoli per armare le navi e tenerle pronte alla ripartenza.

Anche il protocollo adottato in Italia dalle navi da crociera ha richiesto ingenti investimenti da parte delle compagnie, sia per la messa a punto sia per la sua implementazione a bordo ed a terra. Esso rappresenta, inoltre, un caso unico al mondo, nel settore crocieristico come in quello del turismo e dell’ospitalità in generale. Sviluppato insieme alle autorità italiane, nazionali e locali, il protocollo tiene infatti conto degli input dei migliori virologi, medici ed esperti di fama internazionale, di istituti clinici e università specializzate, e ha mostrato la straordinaria capacità dell’Italia di approntare soluzioni innovative.

Tra le misure previste dal protocollo, che finora nessun altro settore in Italia né al mondo ha eguagliato per complessità e completezza, vi sono lo screening sanitario universale degli ospiti e dei membri dell’equipaggio prima dell’imbarco con i tamponi COVID-19 (antigene e PCR se necessario, anche durante la crociera) oltre al controllo della temperatura, la compilazione di un questionario sanitario, le procedure di igienizzazione e pulizia degli ambienti con l’utilizzo di prodotti disinfettanti di tipo ospedaliero, il potenziamento dei servizi medici a bordo, un piano di emergenza attuabile in stretta collaborazione con le autorità di terra competenti nell’eventualità anche solo di un caso sospetto a bordo, tecnologia di ultima generazione per il contact tracing di tutte le persone a bordo delle navi.

A questo si aggiunge, sottolinea ancora CLIA, che i crocieristi sono in grado di raggiungere in modo sicuro i porti di imbarco anche provenendo da regioni diverse da quelle del porto di imbarco, utilizzando sia mezzi propri sia i trasporti organizzati dalla compagnia, anch’essi quindi sottoposti alle misure di sicurezza previste dal protocollo.

Da Napoli il primo sailing talk show “Parlando del… Trofeo Campobasso”

Vela, Ettorre (FIV): “Importante accendere i riflettori sul nostro sport, torneremo presto”

Sui canali di Circolo Savoia e V Zona FIV il sailing talk show: “Parlando del… Trofeo Campobasso”

NAPOLI – “Il Trofeo Campobasso rappresenta un evento importante per la vela giovanile nazionale. È la regata che apre il calendario internazionale, tantissime nazioni hanno voluto partecipare negli anni. Ringrazio gli organizzatori di questo talk show per aver acceso i riflettori sulla manifestazione anche in quest’anno così difficile. Speriamo presto di tornare a vivere appieno lo sport della vela e un evento così bello e ricco di colori come il Trofeo Campobasso”. Lo ha detto Francesco Ettorre, presidente Federazione Italiana Vela, intervenendo a “Parlando del… Trofeo Marcello Campobasso”, il primo sailing talk show organizzato dalla V Zona FIV, presieduta da Francesco Lo Schiavo, con il Reale Yacht Club Canottieri Savoia.

Fabrizio Cattaneo della Volta, presidente del Circolo Savoia, è intervenuto per i saluti iniziali: “Il Trofeo Campobasso ha valore sportivo e anche simbolico. Parliamo della prima regata internazionale dell’anno a bordo della prima barca utilizzata dai ragazzini che vanno in barca a vela. Un ‘entry level’ che fa del nostro Club e del golfo di Napoli un punto di riferimento in tutto il mondo”.

Tra i partecipanti anche Pippo Dalla Vecchia, presidente Benemerito RYCC Savoia e ideatore del Trofeo Marcello Campobasso: “La manifestazione è nata per ricordare la figura di Marcello Campobasso, un amico e un grandissimo uomo della vela italiana. Lo considero il mio Virgilio. Siamo cresciuti negli anni arrivando ad ospitare fino a 26 nazioni e 326 velisti nel 2013, credo sia un record che potrebbe essere battuto nei prossimi anni ma sarà importante dare continuità alla regata così come è stata pensata all’inizio”.

Norberto Foletti, presidente Associazione Italiana Classe Optimist, ha inviato un saluto: “Il Trofeo Campobasso è da sempre una regata molto importante per la classe Optimist. Fin dalla sua nascita sono stato presente, non mi sono mai perso la meravigliosa accoglienza del Club e l’organizzazione impeccabile! Un ringraziamento e un elogio a tutti coloro che si impegnano per la buona riuscita della regata. Napoli è nel nostro cuore e ci auguriamo di poter tornare al più presto”.

Al talk show dedicato alla regata internazionale sono intervenuti Antonietta De Falco, consigliere federale FIV; Francesco Lo Schiavo, presidente V Zona FIV; Enrico Milano, vicepresidente sportivo RYCC Savoia; Nello Oliviero, consigliere RYCC Savoia; Enrico Deuringer, consigliere V Zona FIV; Gigi Rolandi, velista e figlio del compianto Carlo, presidente onorario FIV. E poi gli allenatori di alcune squadre agonistiche Optimist: Erez Eliahou (Israele); Maarten Treuren (Olanda); Dragan Gašič (Slovenia); Željko Vojvodić e Palko Janos (Croazia); Andrea Rutai (Ungheria); gli atleti Marco Gradoni, tre volte Campione del Mondo Optimist e vincitore del Trofeo Campobasso 2018 e 2019; Gaia Falco, vincitrice del Trofeo Campobasso 2017.

Per il presidente di Zona, Francesco Lo Schiavo: “Questo primo appuntamento promosso e ideato dalla Zona si è dimostrato importante per valorizzare gli eventi e le organizzazioni dei circoli della Zona. Un nuovo format per promuovere lo sport della vela in Campania, parlare degli atleti, dirigenti, tecnici, ufficiali di regata ed allo stesso tempo creare un forte senso di appartenenza tra i tesserati”.

Per vedere il talk show: https://www.youtube.com/channel/UCnNMRrIA0_LtxfCrs35at_Q

Navi ‘inoperose’ che non vorremmo più vedere nei nostri porti

Tutti si aspettano una “normalità”- quella passata e che non ritornerà; mentre con il nuovo anno- questo 2021 – inizia il nostro futuro. E’doveroso sottolineare che i porti, le navi e i marittimi tutti -imbarcati e non- hanno espresso il loro ruolo importante ed hanno assicurato la continuità delle catene di approvvigionamento durante questa pandemia da Covid-19  e soprattutto durante i vari lockdown. In breve, i porti hanno dimostrato ‘resilienza’, parola molto usata e abusata, ma che preferiamo tradurre con la notevole ‘capacità di recupero’ da parte dei sistemi portuali italiani.

I porti italiani, al pari di quelli europei, dovranno dimostrare di essere strategici nell’interpretare i cambiamenti che il settore dei trasporti dovrà affrontare in futuro prossimo: infrastrutture portuali adeguate, navi giganti ed evolute, equipaggi con mirate competenze per un’automazione navale integrata e totale. Porti non più solo scali merceologici; ma in quanto scali al servizio dei commerci, dovranno divenire centri di una multimodalità, nodi e snodi di nuove energie, logisticamente bipolare (terra/mare), poli industriali, hub della digitalizzazione e dell’economia blu per uno sviluppo territoriale sostenibile e nel rispetto dell’ambiente.

Tutte le AdSP italiane condividono le direttive europee per la concreta riduzione delle emissioni del 90% nei trasporti, strumentale per raggiungere gli obiettivi del Green Deal entro il 2050. Il 2021 sta per essere un anno impegnativo per i porti italiani che potranno svolgere un ruolo fondamentale per l’economia di una regione e fornire valore aggiunto alle tutte le città di mare e di porto.

Basta volerlo! In nome di tutta la redazione de IL NAUTILUS, permetteteci di augurare a tutti voi, alle vostre famiglie e ai vostri cari, un prospero Anno Nuovo 2021.

Legge di Bilancio a favore dello shipping italiano

Roma. La Legge di Bilancio 2021, definitivamente approvata oggi al Senato con la fiducia della maggioranza, entrerà in vigore il prossimo primo gennaio 2021. La legge, appena approvata, non ha offerto discussioni e condiviso molti emendamenti proposti dalle varie categorie dello shipping italiano. La bozza di novembre che rispecchiava le varie proposte da emendare non è stata confermata e tutti i tentativi dei vari ristori sui porti e il trasporto marittimo non hanno avuto il successo sperato. Solo alcuni articoli del capitolo “Misure in materia d’infrastrutture, trasporti e mobilità sostenibile” riguardano da vicino Autorità di Sistema Portuale e imprese di navigazione.

– sono incrementati di ulteriori 68 milioni di euro nel 2021 i fondi destinati relativi al Decreto Rilancio alle Autorità di Sistema Portuale (erano di 10 milioni di euro) e alle imprese di navigazione che operano con navi minori nel settore del trasporto turistico (erano 5 milioni di euro per il 2020). La giustificazione è nel compensare le AdSP per mancati introiti (derivanti da diritti portuali) dovuti al calo dei traffici passeggeri e dei crocieristi; mentre per i 5 milioni di euro nel 2021 a compenso per le imprese di navigazione che operano con navi per il trasporto turistico di persone via mare, acque interne per diminuzione dei fatturati pari o superiori al 20%.

– Articolo 119 prevede che le navi da crociera iscritte nel Registro Internazionale possano effettuare, fino al 30 aprile 2021 servizi di cabotaggio marittimo, in deroga alla norma che esclude le navi iscritte al Registro Internazionale.

– Il comma tre dello stesso articolo, estende fino al 30 aprile 2021 alle imprese armatoriali che esercitano attività di cabotaggio l’esenzione dagli oneri previdenziali e assistenziali prevista per gli armatori e il personale iscritti nei Registro Internazionale, fissando il nuovo limite di spesa a 35 milioni di euro per l’anno 2021.

– Il comma 4 stabilisce l’incremento della dotazione del Fondo (stabilita finora in 50 milioni di euro), con una ulteriore dotazione di 20 milioni di euro per l’anno 2021:  “volta a compensare le imprese armatoriali che operano con navi di Bandiera italiana, iscritte nei Registri alla data del 31 gennaio 2020, impiegate nei trasporti di passeggeri e combinati di passeggeri e merci via mare, anche in via non esclusiva, per l’intero anno, con riferimento alla riduzione dei ricavi tariffari relativi ai passeggeri trasportati nel periodo dal 23 febbraio 2020 al 31 dicembre 2020 rispetto alla media dei ricavi registrata nel medesimo periodo del precedente biennio”.

– Il comma cinque prevede misure di sostegno al settore dei terminal portuali asserviti allo sbarco e imbarco di persone, in considerazione dei danni subiti dallo stesso a causa dell’insorgenza dell’epidemia da Covid-19 e prevede l’istituzione, presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, di un Fondo con una dotazione iniziale di 20 milioni di euro per l’anno 2021.

– Misure di stimolo al trasporto combinato: prevede l’attribuzione di ulteriori 25 milioni di euro per l’anno 2021, e di 19,5 milioni di euro per l’anno 2022 e di 21,5 milioni di euro per l’anno 2023, per finanziare il cosiddetto “marebonus”. E’ prevista anche l’attribuzione di 25 milioni di euro per l’anno 2021, di 19 milioni di euro per l’anno 2022 e di 22 milioni di euro per l’anno 2023 per finanziare il cosiddetto “ferrobonus”. Si conferma ancora la costituzione di un Fondo finalizzato alla rimozione delle navi abbandonate nei porti.

Fra gli emendamenti proposti e approvati in Senato troviamo il rinnovo per il 2021 dello stanziamento di 4 milioni di euro per il contributo che le AdSP possono corrispondere al soggetto fornitore di lavoro portuale per le giornate in meno prestate rispetto al corrispondente mese dell’anno precedente. Inoltre è stato approvato l’articolo che “autorizza la spesa di 4 milioni di euro per l’anno 2021, di 5 milioni di euro per l’anno 2022 e di 6 milioni di euro per l’anno 2023 per interventi di riqualificazione del porto di Reggio Calabria, al fine di agevolare la mobilità dei passeggeri e i collegamenti con il Porto di Messina”.

 

Abele Carruezzo

IL NAUTILUS Anno 15 N°1

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato al sistema per ormeggio "briccole", e un focus sullo sviluppo metropolitano della città di Bari e delle sue infrastrutture portuali. Il Parlamento Europeo approva "L'European Green Deal" e poi un approfondimento sul lavoro nei porti ed uno sul valore delle merci.
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