Londra, centro per l’arbitrato marittimo internazionale

Londra. Si può affermare, con certezza, che Londra rimane ancora il più importante e dominante centro per l’arbitrato marittimo internazionale, superando la concorrenza dell’Asia e del Medio Oriente. Il settore dei traffici marittimi, com’è noto, ha la caratteristica dell’internazionalità: i rapporti giuridici di questo settore coinvolgono imprese e operatori appartenenti a luoghi diversi con ordinamenti statali diversi; basti pensare ad un contratto di trasporto marittimo tra porti (partenza e arrivo) di Stati diversi. In uno scenario di eventuale contestazione l’arbitrato rappresenta lo strumento privilegiato di soluzione delle controversie.

L’”arbitrato marittimo” rappresenta allora lo strumento procedurale preferenziale per dirimere le controversie che nascono tra gli operatori marittimi su scala mondiale. Tale tipologia di arbitrato rientra nella più ampia gamma dell’arbitrato commerciale internazionale, sulla scorta del quale è essenzialmente improntata la sua disciplina legale; tuttavia, in ragione di determinate caratteristiche proprie del contesto dello shipping, l’arbi­trato marittimo si distacca dal modello “generale” dell’arbitrato commerciale internazionale. Il Regno Unito, in questi ultimi due anni, sta affrontando il suo periodo politico più difficile, quello della transizione post – Ue. Mentre il mondo dello shipping è alle prese con la pandemia del Covid-19 e le relative scosse di assestamento economiche, lo scenario futuro dell’arbitrato marittimo internazionale rimane di difficile previsione.

L’unica certezza che si possa prevedere è un aumento dell’uso dell’arbitrato, perché il settore dello shipping globale inizia ad affrontare le sfide economiche e le conseguenti controversie a seguito della recessione finanziaria globale post – pandemia. In questi tempi difficili, la flessibilità, la risoluzione più rapida e i costi potenzialmente inferiori offerti dall’arbitrato potrebbe renderlo sempre di più la risoluzione più facile delle controversie marittime. Secondo un’analisi, condotta da uno studio legale tra i più accreditati di Londra, nel 2019 sono stati registrati circa 1734 arbitrati marittimi, in aumento del 14% rispetto al 2018. Tale percentuale rappresenta circa l’83% di tutti gli arbitrati marittimi a livello globale con 229 casi a Singapore, 124 a Hong Kong e 43 a Parigi.

L’analisi dimostra chiaramente l’entità del predominio di Londra nel settore dell’arbitrato marittimo internazionale e si è certi che per il medio termine rimarrà Londra la sede più importante. Certamente, Singapore e Hong Kong rimangono le sedi di arbitrato marittimo più interessate per le compagnie di navigazione residenti in Asia, anche se in questi ultimi anni, gli Emirati Arabi Uniti hanno lanciato il primo centro di arbitrato marittimo dedicato del Medio Oriente: l’Emirates Maritime Arbitration Center. La Nordic Offshore and Maritime Arbitration Association è stata istituita come alternativa al post – Brexit London per le controversie internazionali marittime e non. Per ora nessuno può prevedere quale impatto avrà la Brexit sullo status di Londra come centro marittimo internazionale.

 

Abele Carruezzo

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LAVORATORI PORTUALI TERMINAL CROCIERE: FATE RIPARTIRE LE CROCIERE SUBITO ANCHE A VENEZIA

SCEGLIETE CON URGENZA LA SOLUZIONE DEFINITIVA PER ASSICURARE LA STAGIONE 2021

I lavoratori scrivono al Governo, alle Istituzioni locali e ai candidati per creare le condizioni per far ripartire subito le crociere anche a Venezia e per scegliere al più presto una soluzione che ovvi il passaggio a San Marco gestendo al contempo la transizione per assicurare un futuro agli oltre 4000 lavoratori e alle loro famiglie.

“Anche noi votiamo, non chiediamo sussidi ma che ci venga assicurata la dignità del nostro lavoro e riconosciuta l’eccellenza che nel mondo ci invidiano”

Venezia- Si è tenuta oggi al il Piazzale Isonzo della Stazione Marittima di Venezia una conferenza stampa cui hanno preso parte i lavoratori delle imprese portuali che operano con e per le crociere oggi per la maggior parte in cassaintegrazione, che hanno voluto far sentire la propria voce davanti a quello che è stato definito “un silenzio assordante della politica e delle istituzioni”.

Nel corso della mattinata hanno preso la parola alcuni dei rappresentanti dei lavoratori per far presente che, nonostante sia giunto da Roma il via libera alla crocieristica, la città di Venezia rischia di restare tagliata fuori dalla ripresa delle crociere per non aver saputo dare una pronta risposta al settore che da oltre 10 anni chiede una soluzione alternativa per far giungere le navi e i crocieristi in città.
Una soluzione che, spesso si dimentica, garantirebbe il mantenimento del l’home Port a Venezia e con esso tutta l’economia di fornitura, i posti di lavoro e i servizi collegati alle navi.

I partecipanti, che si sono dichiarati unanimemente a favore di una soluzione alternativa che ovvi il passaggio davanti a San Marco, hanno sottolineato la necessità che la politica e le istituzioni diano una risposta chiara e immediata per consentire alle crociere di tornare a Venezia in piena sicurezza e di non mettere così a rischio anche la stagione 2021, dopo che la stagione 2020 sembra irrimediabilmente perduta.

Le mancate decisioni della politica unite alle dichiarazioni e alle minacce di manifestazioni e tafferugli da parte dei comitati del “no” hanno infatti allontanato le compagnie che stanno lentamente ricominciando a viaggiare con il benestare del Governo e con protocolli di sicurezza anti-Covid molto severi. La scelta di preferire lo scalo Trieste piuttosto che a Venezia non è accettabile perché mette a rischio oltre 4000 lavoratori e migliaia di famiglie il cui futuro oggi è quantomai incerto.

Gli ammortizzatori sociali concessi dallo Stato per far fronte all’avvento della pandemia stanno per terminare ma i lavoratori hanno chiaramente sottolineato che oggi a Venezia è in gioco non solo un comparto rilevante per l’economia locale ma soprattutto la dignità dei lavoratori che non chiedono di ricevere sussidi o “adeguato welfare”, come da alcuni paventato, ma vogliono poter contare sul loro posto di lavoro e sul loro stipendio guadagnato onestamente.

Mettere in discussione la crocieristica a Venezia non è una semplice questione ambientale o di immagine, non si può giocare con il futuro dei lavoratori e delle famiglie che fino ad oggi sono rimaste in silenzio attendendo una decisione ma che oggi – davanti alla possibilità di occupazione zero – lanciano da un terminal silenzioso e inoperoso un grido di allarme e preoccupazione che non si esclude possa sfociare in ulteriori manifestazioni nelle prossime settimane.

Manifestazioni che, sempre nel rispetto della sicurezza e con il garbo che ha contraddistinto i lavoratori portuali in questi anni, mirano a portare all’attenzione de Governo, della politica locale e dei candidati alle prossime elezioni regionali e cittadine, un dissenso e una preoccupazione che non è più sostenibile.

Il rischio, hanno ribadito, è quello di gettare a mare un intero settore produttivo, florido e sempre più sostenibile, per la paura di decidere. I lavoratori ritengono infatti che non solo vada identificata una soluzione tra i progetti presentati su cui vi è maggiore convergenza istituzionale che rappresentano una alternativa concreta al passaggio davanti a San Marco ma che questo vada fatto velocemente e studiando contestualmente tutte le misure necessarie per agevolare la transizione salvaguardando il traffico e la relativa occupazione. Non è più dunque un semplice appello ma una vera necessità per non mettere a rischio il futuro di una parte importante della città, della sua economia e di un importante bacino di votanti che non si accontentano più proclami ma pretendono soluzioni concrete e certezze per il futuro.

L’appello di oggi è solo l’inizio di un percorso che vedrà la nascita di un tavolo permanente dei lavoratori e delle imprese portuali che mira a sostenere un futuro compatibile e sostenibile per la crocieristica e lottare – tutti assieme – per assicurare un futuro alle famiglie coinvolte da questa assurda situazione.

Il tavolo è aperto alla partecipazione di tutti i lavoratori portuali nella convinzione che la prima fonte di occupazione e reddito del Veneto che conta oltre 22 mila occupati, il Porto, sia un bene da salvaguardare, rilanciare e potenziare e non debba essere mai messo in discussione per la paura di decidere o il timore di un confronto. Fino ad oggi sono state ascoltate le voci di molti è ora che anche il Porto faccia sentire la sua, una voce di esperti e conoscitori del settore una voce, quella dei lavoratori portuali, che ha contribuito a rendere grande Venezia nei secoli.

Nel corso della mattinata, sono stati ricordati alcuni dati provenienti dai più recenti studi condotti da importanti centri di ricerca, riconosciuti a livello internazionale, che certificano che l’economia del mare a Venezia genera un impatto economico positivo non solo per la città ma per tutta l’Italia pari a 410 milioni di euro, creando più di 7mila posti di lavoro stabili. Nella nostra città, la spesa diretta di passeggeri, equipaggi e navi ogni anno raggiunge i 155 milioni, pari a 426mila euro ogni giorno, che diventano 676mila se si considerano solo i giorni in cui almeno una nave è in città. Con i suoi 1,41 milioni di passeggeri, la crocieristica ha coperto quasi il 3% del Pil dell’economia di Venezia.

Ma è necessario andare oltre l’occupazione e le attività dirette ma vanno considerate anche le attività dell’indotto che, come tutti, stanno soffrendo del calo delle presenze e non possono contare sullo stesso giro d’affari pre-pandemia. Venezia vanta una produzione pari a 5,6 miliardi di euro (dati Istat 2015 elaborati dalla Cgia di Mestre). Per un quinto è merito dell’area portuale della città, comprese le attività di crociera e quindi di transito di turisti. Le attività economiche presenti sulla terraferma e nella città insulare generano quasi 1,1 miliardi, ascrivibili al settore dei trasporti/magazzinaggio. Poco meno del 20% della ricchezza comunale, quindi, è “generato” dal porto commerciale e dalle attività collegate a questo settore.  Si tratta di dati rilevanti che la miopia nel non voler trovare una soluzione sostenibile per la crocieristica mette a rischio. Non si tratta quindi di ascoltare la voce dei lavoratori portuali del settore crociere che oggi prendono una posizione ma di ascoltare anche tutti gli altri lavoratori e imprenditori dell’indotto che in assenza di soluzioni concrete potranno intravvedere davanti a loro solo un destino a tinte fosche.

Infine i lavoratori hanno annunciato che se Costa Crociere confermerà la scelta di tornare a Venezia per la stagione 2020 con una nave, i lavoratori saranno pronti ad accoglierla ed a offrire alla compagnia e ai passeggeri il miglior servizio possibile che ha sempre contraddistinto il Porto Crociere di Venezia e le migliori misure di sicurezza anti Covid,. Lo stesso varrà per tutte le compagnie che vorranno tornare e aiutare così Venezia a garantire un futuro ai lavoratori e alle famiglie.

Lettera aperta inviata al Governo e alle Istituzioni Locali

Ill.mo Sig. Presidente del Consiglio Avv. Giuseppe Conte
Ill.mo Sig. Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Dott.ssa Paola De Micheli
Ill.mo Sig. Ministro dell’Ambiente Dott. Sergio Costa
Ill.mo Sig. Ministro dello Sviluppo Economico Ing. Stefano Patuanelli
Ill.mo Sig. Ministro per i Beni e Attività Culturali e del Turismo Avv. Dario Franceschini
Ill.mo Sig. Presidente della Regione Veneto Dott. Luca Zaia
Ill.mo Sig. Sindaco di Venezia Dott. Luigi Brugnaro
Gentili Candidati alle elezioni regionali del Veneto e del Comune di Venezia

E p.c.
Ill.mo Sig. Prefetto di Venezia Dott. Vittorio Zappalorto
Ill.mo Sig. Commissario Straordinario dell’Autorità di Sistema Portuale dell’Altro Adriatico Settentrionale Dott. Pino Musolino
Ill.mo Sig. Comandante della Capitaneria di Porto di Venezia CA (CP) Piero Pellizzari
Provveditorato Interregionale per le Opere Pubbliche per il Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia

Affidiamo a Voi tutti questa nostra accorata lettera affinché nelle scelte che auspichiamo prenderete per il futuro della crocieristica a Venezia possiate tenere conto anche delle istanze degli oltre 4000 lavoratori del settore e delle loro famiglie.

Oggi questi lavoratori sono per lo più in cassintegrazione sulla base agli ammortizzatori sociali previsti dal Governo per affrontare la pandemia Covid-19. Questi ammortizzatori finiranno presto e noi lavoratori ne siamo ben lieti, se solo potessimo intravvedere davanti a noi un futuro solido grazie alla ripresa della crocieristica. Sappiamo che avete impiegato tempo e risorse per consentire alle Compagnie di ripartire in sicurezza, Vi chiediamo la stessa determinazione nel prendere una decisione per la crocieristica a Venezia garantendo un adeguato periodo di transizione che salvaguardi i traffici e l’occupazione ad essa collegati.

Non volgiamo entrare nel merito della scelta ideale che non ci compete, ma vogliamo che sia solo definitiva e che si arrivi ad essa in tempi rapidi. Non vogliamo sussidi o ammortizzatori sociali, vogliamo continuare a fare il nostro lavoro al meglio per garantire un futuro sostenibile alla nostra città e un futuro solido alle nostre famiglie.  In questi anni abbiamo deciso di parlare poco e di restare al nostro posto, ma la situazione oggi vede due situazioni contrapposte: l’assoluta indecisione politica aggravata dalla crisi dovuta al Covid-19 che ha azzerato i traffici e l’ostilità dei Comitati del “no”. Tutto questo non è più sostenibile e riteniamo che il combinato disposto da questa situazione si sia spinta fino a condizionare le scelte del mercato che preferisce scalare altri porti alternativi al nostro, non sulla scorta dell’impossibilità di accedere alle nostre banchine ma per il silenzio della politica e per le ingiustificate minacce che troviamo inaccettabili.

Tutti assieme rappresentiamo un comparto che per Venezia è essenziale per la crescita economica e sociale, un settore – quello dell’economia del mare – sul quale da sempre Venezia e il suo hinterland hanno potuto contare, sin dalle sue origini. Ma un comparto quello della portualità veneziana sotto attacco da troppo tempo nel suo complesso e purtroppo orfano di scelte fondamentali per mantenere la sua accessibilità nautica. E senza la portualità è l’intera industria manufatturiera e dei servizi di Venezia che scompare.

Gli studi condotti da eminenti centri di ricerca, riconosciuti a livello internazionale, certificano che l’economia del mare a Venezia genera un impatto economico positivo non solo per la città ma per tutta l’Italia pari a 410 milioni di euro, creando più di 7mila posti di lavoro stabili. Nella nostra città, la spesa diretta di passeggeri, equipaggi e navi ogni anno raggiunge i 155 milioni, pari a 426mila euro ogni giorno, che diventano 676mila se si considerano solo i giorni in cui almeno una nave è in città. Con i suoi 1,41 milioni di passeggeri, la crocieristica ha coperto quasi il 3% del Pil dell’economia di Venezia.

Vi citiamo questi dati perché riteniamo che il turismo crocieristico debba essere interpretato con attenzione, non solo per il numero di presenze, peraltro esigue se paragonate al numero complessivo di turisti che ogni anno visitavano Venezia, ma per l’alto valore aggiunto che porta in città, a coloro che qui vivono e ancora vi lavorano. Una città che troppo spesso viene descritta solo come meta di turismo incontrollato ma noi, con il nostro lavoro e la nostra esperienza, riusciamo a gestire grandi quantità di passeggeri e persone con efficienza, in sicurezza e rispetto di tutti coloro che in città vivono.

Venezia è da decenni il Primo Homeport del Mediterraneo questo significa che i nostri passeggeri iniziano e concludono la propria crociera a Venezia e quindi richiedono spazi a terra e servizi efficienti e organizzati, per questo è importante che voi teniate conto non solo degli aspetti ambientali ma anche di quelli pratici. Spostare uno dei migliori terminal crociere in altra area è possibile, ma dobbiamo poter garantire gli stessi servizi e lo stesso livello di sicurezza e soprattutto quell’autonomia dei traffici commerciali così come di quelli turistici che fino ad oggi ne hanno permesso uno sviluppo sinergico con ampia crescita occupazionale.

Anche noi siamo cittadini di Venezia, anche noi quando guardiamo una nave passare davanti al Bacino di San Marco ci soffermiamo a osservarne la rotta, anche noi immaginiamo lo stupore dei passeggeri che ci osservano dall’ultimo ponte della nave. Poi però, a differenza di molti, portiamo lo sguardo a terra, sulle cime dei rimorchiatori, sui nostri carrelli porta bagagli, sui nostri bus, sui nostri terminal e ci rimbocchiamo le maniche perché quello che per alcuni è un’industria da abbattere a tutti i costi per noi è lavoro, impegno, esperienza di alto livello che molti altri paesi ci invidiano e soprattutto futuro per le nostre famiglie. Questo lavoro ci consente inoltre di vivere in città o nei dintorni, di mantenere le nostre famiglie ma soprattutto di contribuire a mantenere vivo a Venezia quello spirito di città che dal mare ha sempre tratto vita e prosperità.

Noi le navi le conosciamo bene, sappiamo che sono uno dei settori di eccellenza italiani, così come sappiamo che l’evoluzione tecnologica in corso e gli investimenti nel settore sono tra i più elevati al mondo. Quelle che per alcuni sono “Grandi Navi” giorno dopo giorno diventano gioielli tecnologici sempre più sostenibili. Sarebbe dunque miope voler imporre limiti che non tengano conto anche di questi aspetti.

Siamo consapevoli che la tutela dell’ambiente abbia un peso rilevante, anche noi siamo cittadini di questa splendida città e anche noi abbiamo a cuore il suo futuro, ma voi abbiate a cuore anche il futuro del nostro lavoro e quello delle nostre famiglie.

Sappiamo che molto si può fare e tutti noi, ciascuno per quel che può, ha messo a disposizione la propria esperienza per trovare soluzioni alternative, soluzioni di cui tutti parlano ma che nessuno – ad oggi – si è preso la responsabilità di scegliere.

Le discussioni politiche e la mancanza di scelte sul tema della crocieristica a Venezia hanno subito e continuano a subire un’influenza mediatica che non è più accettabile da parte delle oltre 4000 famiglie che attendono da anni certezze sul proprio futuro. Oggi con la crisi economica innescata dal Covid-19 abbiamo più che mai bisogno di risposte a soluzioni che non possono più attendere di essere realizzate e soprattutto poter contare su una ripartenza dei traffici che ci sembra ingiustamente preclusa per questa stagione e che sarebbe insostenibile si verificasse anche nel 2021 decretando il fallimento della politica e con esso purtroppo di tutto il settore. Ne va del futuro delle nostre famiglie e ne va della nostra dignità di lavoratori, nessuno di noi vuole vivere di sussidi ma continuare a vivere del proprio lavoro e dello stipendio che ci siamo sempre guadagnati in modo onesto. Ma soprattutto, con il nostro lavoro, vogliamo contribuire a rendere vitale, autonoma, sostenibile e fiera la nostra città.

I Lavoratori Portuali del settore Crociere e le loro famiglie

MARIO MATTIOLI: BENE LE MISURE DEL DECRETO AGOSTO MA SONO URGENTI INTERVENTI STRUTTURALI

Roma-L’inserimento nel Decreto Agosto delle misure che riconoscono un concreto sostegno alle aziende operanti con navi iscritte nel Primo registro, proposte dalla Ministra Paola De Micheli, e approvate dal Consiglio dei Ministri del 7 agosto, sono motivo di grande soddisfazione per Confitarma che ha sostenuto con forza tali provvedimenti in
tutte le sedi istituzionali.

“Oltre a riconoscere l’esigenza di consentire la ripartenza delle crociere – afferma Mario Mattioli, presidente di Confitarma – dopo alcuni “incidenti di percorso” è stato dato il giusto riscontro positivo alle istanze presentate e sostenute con forza dalla Confederazione Italiana Armatori in merito all’esigenza di misure per dare almeno un ristoro parziale a tutte le aziende con unità iscritte nel Primo registro, e non solo per quelle del cabotaggio minore, come ad esempio quelle che operano nel bunkeraggio marittimo, che hanno registrato notevoli perdite di fatturato in questo periodo di crisi per la pandemia Covid19″.

“Non meno importanti – prosegue Mattioli – sono le misure previste per la compensazione dei danni subiti tra febbraio e dicembre 2020 dal comparto del trasporto marittimo di lungo raggio a causa della riduzione dei loro ricavi. La Ministra De Micheli ha rispettato l’impegno ed ora l’auspicio è che l’iter parlamentare di conversione del Decreto Agosto confermi tali misure di fondamentale importanza per un settore come quello marittimo che ha dimostrato di essere fondamentale per l’economia e la vita quotidiana del Paese anche durante l’attuale crisi
pur dovendo affrontare enormi difficoltà. Di fatto – conclude il Presidente di Confitarma – il settore avrebbe bisogno di interventi strutturali specie in vista del prossimo autunno che non si prospetta affatto facile”.

DL AGOSTO: Le misure del MIT, via libera del Consiglio dei Ministri

PORTI E CROCIERE:

- 50 milioni di euro per la compensazione dei danni subiti dal settore del trasporto marittimo di lungo raggio dovuti alla riduzione dei ricavi tariffari tra febbraio e dicembre 2020;

- 35 milioni di euro per le decontribuzioni del settore della crocieristica e del cabotaggio marittimo;

- 26,4 milioni di euro di copertura per l’erogazione di un’indennità pari a 600 euro ai lavoratori marittimi per i mesi di giugno e luglio 2020;

- 20 milioni di euro per la riduzione dei canoni delle concessioni portuali.

NAUTICA E CONCESSIONI DEMANIALI:

- aumento, a decorrere dall’anno 2021 e fino al 2026, del canone minimo a 2500 euro per qualunque tipologia concessoria;

- definizione dei contenzioni pendenti per il pagamento dei canoni mediante corresponsione del 30% dell’importo, se in un’unica soluzione, del 60% in caso pagamento rateizzato

TRASPORTO AEREO:

- 32 milioni per 10 mesi di cassa integrazione per i lavoratori Air Italy

- accelerazione costituzione della NewCo Alitalia-con predisposizione immediata del piano industriale da sottoporre alla Commissione europea

STRADA E TRASPORTO SU GOMMA:

- 400 milioni per il trasporto pubblico locale

- 200 milioni per la messa in sicurezza di ponti e viadotti esistenti e la realizzazione di nuovi ponti

- 67 milioni di euro per il rinnovo degli autobus utilizzati per i servizi turistici nonché per il rimborso delle rate e dei canoni di leasing relativi all’acquisto di autobus effettuati tra gennaio 2018 e febbraio 2020

- 35 milioni di euro per l’erogazione di bonus taxi e NCC utilizzabili per i trasferimenti cittadini dalle categorie sociali svantaggiate con un ampliamento della platea dei fruitori a coloro che versano in stato di difficoltà.

- 30 milioni di euro di misure compensative per i minori ricavi in favore delle aziende di trasporto passeggeri con autobus non soggetti a obblighi di servizio pubblico

- 5 milioni di euro per la deduzione di spese non documentate come misura di riduzione del reddito imponibile in favore dell’autotrasporto

VENEZIA:

- Istituzione dell’Autorità per la Laguna di Venezia per la gestione del Mose e le attività di manutenzione e di trasferimento delle competenze dall’ex Magistrato delle acque.​

MARIO MATTIOLI PLAUDE AL VIA LIBERA ALLA RIPARTENZA DELLE CROCIERE

Roma-“Il via libera alle crociere dal 15 agosto, annunciato ieri sera dal presidente del Consiglio nella conferenza stampa per la presentazione delle misure del Dpcm – afferma Mario Mattioli, Presidente di Confitarma – è per noi motivo di grande gioia e sollievo. Inutile negare che pur sperando fortemente in una decisione in tal senso, fino all’ultimo non l’abbiamo data per scontata”.

“È chiaro -aggiunge il presidente di Confitarma – che le crociere dovranno ripartire con l’adozione di tutte le dovute cautele e misure precauzionali per garantire la sicurezza di passeggeri ed equipaggi. Siamo lieti che sia stata data risposta positiva ad una delle priorità sostenute da Confitarma nella convinzione che il comparto crocieristico sia un tassello fondamentale del nostro turismo che contribuisce notevolmente all’economia del Paese”.

La vela si ferma per la scomparsa di Carlo Rolandi, presidente onorario FIV dal 1989

Nove Olimpiadi, Otto anni Presidente FIV, protagonista in Italia e nel mondo
LE ESEQUIE A NAPOLI DOMENICA 9 AGOSTO ALLE 10:00 PRESSO LA BASILICA DI SANTA LUCIA

La vela perde uno dei suoi nomi più grandi: si è spento serenamente nella notte tra venerdi 7 e sabato 8 luglio nella sua casa a Napoli, Carlo Rolandi, Presidente Onorario della Federazione Italiana Vela dal 1989.

Classe 1926, Rolandi aveva compiuto 94 anni lo scorso 1 luglio, da qualche tempo soffriva di una insufficienza cardiaca che lo ha progressivamente indebolito. E’ stato lucido fino alla fine, a coronamento di una vita che lo ha visto sempre attivissimo e appassionatissimo, sempre ricco di idee, progetti e voglia di fare, in particolare verso il “suo” mondo della Vela.

Carlo Rolandi, che aveva perso l’amatissima moglie Laura alcuni anni fa, lascia i due figli Adele e Giggi, sei nipoti e un gran numero di pronipoti, che adoravano un bisnonno straordinario.

I FUNERALI DI CARLO ROLANDI SI TERRANO A NAPOLI DOMENICA 9 AGOSTO ALLE 10:00 PRESSO LA BASILICA DI SANTA LUCIA

Carlo Rolandi è stato la storia stessa di quasi un secolo di Vela sportiva italiana. Dopo aver iniziato molto giovane a fare regate, la passione e le capacità ne hanno fatto un personaggio completo che ha lasciato un solco nelle vicende di questo sport.

Dal punto di vista sportivo Rolandi vanta innumerevoli titoli italiani e internazionali, ha corso con tante classi metriche e soprattutto con la Star, non disdegnando tante esperienze veliche anche d’altura.

Rolandi ha partecipato a ben 9 Olimpiadi, un record per il mondo della vela: a Londra 1948, Helsinki 1952, Melbourne 1956 è stato riserva. A Roma 1960 (regate a Napoli) è stato titolare e prodiere di Agostino Straulino sulla Star, sfiorando il podio e classificandosi al 4° posto. Poi altre due edizioni dei Giochi da riserva: Tokyo (Enoshima) 1964 e Messico 1968. Quindi a Los Angeles 1984, Seul 1988 e Barcellona 1992, è stato componente della Giuria Internazionale.

Impressionante anche la carriera di Carlo Rolandi dirigente sportivo: entrato molto giovane nel Consiglio Federale della FIV la prima volta nel quadriennio 1965-1968 (Presidente Beppe Croce), poi nelle Commissioni Atleti (1969-1972) e Altomare (1973-1976). Diventa Vicepresidente FIV nel 1977-1980, e quindi nel 1981 diventa Presidente della Federazione Italiana Vela (Beppe Croce Presidente Onorario), ruolo che ricoprirà per due quadrienni fino al 1988.

Dal 1989 diviene Presidente Onorario FIV (Presidente Sergio Gaibisso, e successivi Carlo Croce e l’attuale Francesco Ettorre), carica che ha effettivamente “onorato” con un ruolo attivo e presente quasi fino all’ultimo.

Dal 1987 e fino a pochi anni fa, ha ricoperto ruoli importanti nella Federvela mondiale IYRU (International Yacht Racing Union), poi ISAF (International Sailing Federation) e oggi World Sailing, lasciando per scelta personale quando l’età non gli consentiva più lunghi viaggi.
Viaggi che peraltro non si è fatto mancare anche di recente: nel 2016 volò a Rio de Janeiro, questa volta non per la vela, ma per seguire da vicino e sostenere suo nipote Matteo Castaldo, vincitore della medaglia di bronzo nel canottaggio.
Successi e soddisfazioni non gli sono mancati anche nella vita professionale: era uno stimato Commercialista, ed è arrivato a essere amministratore delegato della Metropolitana di Napoli, negli anni in cui nasceva la nuova linea 1 Secondigliano-Vanvitelli.

Circondato dai ricordi, dagli affetti e dalle amicizie, Carlo Rolandi ha vissuto serenamente i suoi ultimi mesi, curando con attenzione uno dei suoi lasciti più ingenti: uno straordinario archivio di storie, appunti, testi, agende, documenti, fotografie e video su oltre 70 anni di storia della vela italiana e mondiale. Un’eredità preziosa che racconta vicende, costumi, personaggi, evoluzioni e valori di uno sport che da sempre ha nella tradizione un suo elemento distintivo, e del quale Carlo Rolandi è stato interprete unico e irripetibile.

Il presidente della FIV Francesco Ettorre, a nome di tutta la Federazione, Uffici, Dipendenti, Consiglieri nazionali e periferici, Atleti e Staff tecnico, fino a tutti i Tesserati, rende omaggio a Carlo Rolandi esprimendo alla famiglia le condoglianze e la gratitudine di tutti per la sua vita dedicata alla Vela.

Queste le parole di Ettorre: “Con Carlo Rolandi perdiamo un grande personaggio che ha fatto la storia di questa Federazione anche attraverso il suo stile e il suo carisma. La Federvela ne ricorderà la gestione sempre illuminata e da grande sportivo. Personalmente resterà prezioso l’insegnamento che mi ha lasciato su come dirigere una Federazione e sull’importanza dei rapporti personali. Sicuramente come Federazione Italiana Vela avremo modo di sottolineare e rendere omaggio alla figura del nostro Presidente Onorario e alla sua lunga presenza tra noi che ha lasciato un segno indelebile.”

Sono previsti approfondimenti, interventi e iniziative.

Il PD rivoluziona i porti

Roma. La Ministra Paola De Micheli è pronta per avallare il nuovo volto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Tutti ci aspettavamo una rivoluzione strutturale inserendo un nuovo”ministero”- dedicato alla Marina Mercantile – per tutelare tutti gli interessi dell’economia marittima, compresi i portuali, i marittimi imbarcati e no; invece si tratta di una rivoluzione piccola! I porti sono sotto la lente d’ingrandimento e sono valutati non solo tecnicamente, ma soprattutto in funzione dei nuovi scenari politici, giusto per i prossimi appuntamenti elettorali.

Qualcuno parla di “retroscena” politico e gli interessati si affrettano a smentire. Smentendo non fanno altro che confermare le voci che circolano nel “palazzo” della politica. Il Viceministro ligure del M5S, Roberto Traversi, dovrebbe ottenere la delega sui porti divenendo il referente governativo per il settore delicato dei porti italiani. Al posto del Dott. Mauro Coletta, prossimo alla pensione, dovrebbe subentrare Maria Teresa Di Matteo che assumerebbe la carica di Direttore Generale della Divisione dei Porti.

Quest’ultima carica, importante e delicata, si spera che possa essere di volano per liberare le tantissime opere bloccate della portualità italiana. Sul versante dell’AdSP, poiché le presidenze andranno a scadere per la fine di quest’anno e primi mesi del 2021, già si stanno “facendo carte” per le prossime nomine. Anche in questo caso, la rivoluzione delle nomine è opera del PD, con accordi dati e non dati del M5S, e quasi tutte le presidenze saranno a carico del Partito Democratico. A Genova si parla già dell’ipotesi di un ritorno a “sinistra” del porto, giochi elettorali e votazioni regionali permettendo: se la partita sarà di Gianfranco Toti, per riconoscenza potrebbe avallare un tecnico di area centrosinistra; si parla di Zeno D’Agostino.

Il Comune di Genova sta puntando le sue carte su Mario Sommariva, attualmente Segretario generale del porto di Trieste. Le nomine, con la riforma Delrio, le decide la Ministra senza il consenso della Regione. Gioia Tauro la partita è ancora aperta, visto il contrasto con la Regione, guidata dalla Santelli. Venezia ha subito un attacco da parte del Comune e Regione, che bloccando il bilancio, hanno voluto dare un “segnale” di non gradimento sul nome governativo per l’AdSP lagunare. Nel porto di La Spezia si confermano voci ministeriali di  mettere in discussione il  nome di Carla Roncallo; rischiano il porto di Livorno con Corsini, Civitavecchia con Di Majo, Catania con Annunziata, Napoli con Spirito. Si danno confermate Taranto con Prete, Bari con Patroni Griffi e Ancona con Giampieri. Tutto questo è ancora “retroscena”! Di questo si parla nei palazzi governativi.

 

Abele Carruezzo

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Assiterminal invia al Governo le proprie proposte

Roma. Si parla sempre in tutte le sedi di definizione del Piano Nazionale per la ripresa dell’economia italiana colpita dall’emergenza sanitaria (pandemia da Covid – 19) e che si è trasformata in un’emergenza finanziaria(economica/occupazionale. Anche l’Associazione Italiana Port & Terminal Operators (Assiterminal), ha comunicato al Governo Conte  le seguenti sette proposte al fine di sostenere la portualità italiana. Riportiamo i sette punti comunicati dall’Associazione alla ns. redazione, sottolineando soprattutto la necessità di “semplificazione” necessaria per abbattere il “muro” burocratico che blocca qualsiasi opera portuale.

1. GOVERNANCE MODERNA
Rendere i porti competitivi con regole di governance orientate a garantire una competitività trasparente tra i terminalisti superando i localismi. AdSP veri gestori di beni pubblici e meno regolatori. Possibilità di differenziare le governance tra porti gateway (che competono a livello europeo) e porti che servono esclusivamente il mercato locale (che non competono).

2. MERCATO E REGOLAZIONE
Chiarezza nella disciplina della regolazione. La chiarezza delle regole e dell’apparato istituzionale che governa i porti è da ripensare. Chiarire il ruolo dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti limitato ai compiti istituzionali della regolazione dei servizi di pubblica utilità, ossia dei servizi di interesse generale in porto, in attuazione dell’art. 106 TFUE.

3. CONCESSIONI TRASPARENTI
Assegnazione delle concessioni secondo trasparenza e parità di trattamento al fine di rendere il mercato portuale maggiormente attrattivo per gli investitori. A partire dal regolamento ex art. 18 l. 84/94. Garanzia di libera circolazione servizi (art. 56 TFUE) e certezza del diritto.

4. CONCESSIONI ATTRATTIVE
Prevedere nel Regolamento ex art. 18 l. 84/94 il principio della modulazione degli elementi della concessione (misura dei canoni e durata) in modo da garantire un equilibrio economico e finanziario in applicazione del principio delle modifiche non sostanziali (sentenza Presse text della Corte di giustizia), previa notifica ex art. 108 TFUE da parte dell’AdSP competente.

5. DIGITALIZZAZIONE
Previsione di un meccanismo premiale per imprese portuali che investono nella digitalizzazione al fine di rendere maggiormente snello e sicuro il processo di arrivo e smistamento della merce in porto (es. iper ammortamento). Contestuale obbligo di digitalizzazione delle procedure delle AdSP con specifico obbligo di realizzazione di infrastrutture telematiche tra loro connesse (valutare se ancora possibile servirsi della PLN a questi fini).

6. ACCELERAZIONE OPERE
Piena applicazione del modello “Genova” anche per le opere portuali (sia urgenti che non urgenti). Ossia applicazione diretta della direttiva 24/2014/UE con eliminazione di tutte le procedure previste dalla normativa interna ma non previste a livello comunitario (eliminazione del c.d. gold plating). Contestuale nomina di un Commissario straordinario direttamente collegato con la Presidenza del Consiglio. Applicazione della direttiva 2000/35/UE: tempi di pagamento non superiori a 30 giorni: altrimenti possibilità dell’impresa di emettere un titolo esecutivo verso l’Amministrazione inadempiente.

7. ZLS/ZES/REGIME AGEVOLATO
Completamento della ZLS con abolizione di tutte le procedure inutili e non vincolanti da normativa europea o internazionale.
Pur non essendo possibile adottare le ZES nelle zone non previste dalla normativa comunitaria, si preveda, comunque, di adottare un regime fiscale agevolato, della durata di 5 anni, di carattere premiale per le imprese portuali che ad esempio …

a. movimenteranno in ciascun terminal un volume di traffico (merci o persone) superiore del 25% rispetto all’anno precedente.

b. incrementano l’uscita di traffico merci tramite ferrovia rispetto alla gomma del 20% rispetto all’anno precedente.

IL 60° SALONE NAUTICO DI GENOVA DA’ APPUNTAMENTO DALL’ 1 AL 6 OTTOBRE

IL SALONE NAUTICO DI GENOVA VERSO LA SUA SESSANTESIMA EDIZIONE DA’ APPUNTAMENTO A OPERATORI E APPASSIONATI DEL MARE DAL 1° AL 6 OTTOBRE 2020
DAL 6 AGOSTO ATTIVO IL SERVIZIO DI TICKETING ONLINE SUL SITO DEL SALONE NAUTICO

Il Salone Nautico di Genova fa rotta verso la sessantesima edizione, in programma dal 1° al 6 ottobre nel capoluogo ligure, dove accoglierà come ogni anno gli operatori del settore e gli appassionati del mare.

Il lavoro degli organizzatori procede senza sosta e, in considerazione dello spostamento delle date del Salone Nautico a inizio ottobre, è già stata programmata la conferenza stampa per la prima settimana di settembre.

“Lavoriamo a pieno regime con l’obiettivo di realizzare un evento che unisca efficacia a sicurezza e si confermi come l’appuntamento più rappresentativo dell’eccellenza del Made in Italy, ed è con soddisfazione che vediamo ancora una volta il pieno coinvolgimento della città e il supporto concreto di Regione Liguria, Comune di Genova e Camera di Commercio di Genova – sottolinea il Presidente de I Saloni Nautici Saverio Cecchi, che aggiunge: “Responsabilità e impegno sono la risposta alla fiducia dimostrata dalle aziende che stanno inviando le loro adesioni al Salone Nautico di Genova. A dispetto delle difficoltà del periodo, la richiesta di spazi è ben al di sopra delle aspettative, un segno che il Salone Nautico è sempre un importante strumento di business per le aziende, che riconoscono valore nella loro partecipazione.”

Tra gli espositori, confermati i principali cantieri, italiani ed esteri, che hanno partecipato all’edizione dello scorso anno, con alcune novità. Presenti ad oggi nomi di primo piano della nautica mondiale: per le imbarcazioni a motore hanno già assicurato la loro partecipazione Amer Yachts, Arcadia, Azimut-Benetti, Gruppo Ferretti con la FSD – Ferretti Security Division, Pardo, Princess, Sanlorenzo, Sunseeker, VanDutch; per la vela, Beneteau, Dufour, Hanse, Jeanneau, Nautor’s Swan, Mylius Yachts, Solaris e Vismara. Una nuova area sarà inoltre dedicata alle Superboat. Al gran completo tutto il mondo del fuoribordo, con grande partecipazione dal mondo dell’accessoristica e da quello dei servizi.

L’edizione 2020 del Salone Nautico vedrà attivato un piano di misure mirate a realizzare un layout flessibile e adattabile ai vari scenari. Questa infrastruttura garantirà la maggior sicurezza possibile relativamente all’organizzazione, alla gestione dell’evento e all’accoglienza di visitatori ed espositori. A supporto della macchina organizzativa è stata istituita una Task Force composta da un pool di ingegneri e legali, coordinata dal Prof. Avv. Lorenzo Cuocolo, avvocato cassazionista, professore ordinario di Diritto pubblico comparato all’Università degli Studi di Genova e professore di Diritto pubblico all’Università Bocconi di Milano, nonché membro della Task Force sull’emergenza Covid-19 di Regione Liguria.

Già programmati gli strumenti operativi per uno svolgimento nelle migliori condizioni di sicurezza senza pregiudizio per l’efficacia commerciale, con lo sviluppo di opportuni servizi in linea con i parametri dell’OMS – Organizzazione Mondiale della Sanità. Questo grazie all’introduzione di strumenti innovativi, in termini di logistica, gestione telematica, controllo degli accessi, ma anche con una nuova concezione, possibile grazie all’ampiezza degli spazi all’aperto disponibili che fanno del Salone Nautico di Genova un unicum rispetto ad altre manifestazioni.

In questa prospettiva ha un ruolo di primo piano il ticketing online, che, a partire da giovedì 6 agosto, attraverso il sito www.salonenautico.com, è lo strumento unico per l’acquisto dei biglietti del Salone Nautico. I titoli di accesso saranno rigidamente abbinati ai giorni di visita, in modo da permettere il controllo e la gestione dei flussi e quindi l’eventuale calmieramento preventivo delle vendite. Il sistema permetterà al visitatore di integrare le prenotazioni con ulteriori servizi esclusivi quali parcheggi, battelli e altri trasporti. Gli ingressi al quartiere saranno presidiati e automatizzati.

Sul fronte della promozione internazionale, è stata avviata la campagna di comunicazione estera del Salone Nautico inserita nel Piano di Promozione del Made in Italy del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e reso operativo da ICE Agenzia.

Il Salone Nautico di Genova testimonia la capacità di rinnovarsi e la volontà di creare valore, anche nei momenti di maggiore complessità: “Il Salone Nautico è “sempre in movimento.” – dichiara Alessandro Campagna, Direttore Generale de I Saloni Nautici – La nostra nuova campagna di comunicazione, lanciata a luglio in Italia e all’estero per promuovere l’evento, lo identifica come una realtà mobile e innovativa e sempre pronta alle nuove sfide. La nostra visione è ispirata alla lezione del mare, è quella che abbiamo appreso dal suo fluire continuo, dai suoi orizzonti, dalla sua forza, dalla sua resilienza.”

Le attività del Piano di Promozione del Made in Italy comportano, oltre a una massiccia presenza sulle più importanti riviste estere di settore, un progetto di incoming che prevede l’invito di operatori e giornalisti esteri provenienti da 25 Paesi ed ha già riscontrato numerose conferme di partecipazione. In questa prospettiva, grazie al sostegno di ICE Agenzia, i tradizionali incontri B2B riservati ai buyer, in programma il 5 e 6 ottobre, saranno disponibili anche su una piattaforma virtuale appositamente prevista per l’occasione per rendere fruibile l’opportunità di incontro anche da remoto.

Sempre in collaborazione con ICE Agenzia viene istituito, in occasione della sessantesima edizione del Salone Nautico, il Design Innovation Award, un premio, declinato in 9 categorie, che saprà valorizzare l’eccellenza della progettazione e dell’innovazione tra gli espositori presenti al Salone Nautico.

Viene naturalmente confermato il tradizionale palinsesto FORUM dei convegni istituzionali, in collaborazione con Confindustria Nautica: il primo appuntamento è previsto la mattina di venerdì 2 ottobre con la presentazione dei dati della Nautica in Cifre, nell’ambito della terza edizione di Boating Economic Forecast, e proseguirà con numerosi seminari di approfondimento tecnico sui temi di maggiore attualità.

Il Salone Nautico di Genova è anche il punto di arrivo di un’ulteriore iniziativa promossa da Confindustria Nautica insieme ad ICE Agenzia: “Dalla metà di luglio abbiamo dato il via alla campagna social “#back2boating”, con riferimento ad un hashtag lanciato dalla comunità internazionale di ICOMIA – Internatial Council of Marine Industry Associations – spiega il Direttore Generale di Confindustria Nautica Marina Stella – per sostenere il settore, promuovere il turismo nautico e la vacanza in barca, all’insegna del sogno, della sicurezza e della libertà, e inviteremo tutti a vivere lo stesso sogno nella realtà, al Salone Nautico di Genova dal 1° al 6 ottobre. La campagna, ancora nella sua prima fase, ha già contribuito solo su Linkedin ad un aumento di follower del 29%. Un grande ringraziamento va a ICE Agenzia, che anche quest’anno supporta con forza il Salone Nautico di Genova e la nautica da diporto, fiore all’occhiello del nostro Paese.”

Un Salone Nautico espressione delle eccellenze anche sul fronte degli sponsor: confermati BMW come auto ufficiale della manifestazione e BREITLING come orologio ufficiale, che in occasione del 60° Salone Nautico realizzerà una serie limitata di soli 60 esemplari. Main sponsor sono AXPO, GRUPPO BANCA CARIGE e FASTWEB; GiPlanet ed Euthalia i Partner Tecnici.

La ripresa del porto di Genova

A due anni dalla tragedia del crollo del ponte Morandi e con l’inaugurazione del nuovo Ponte Genova San Giorgio, è giunto il momento per fare una valutazione del percorso fin qui seguito dalla comunità portuale

Diventa quindi naturale parlare del “Decreto Genova”, lo strumento legislativo che, oltre ad avere assicurato la rapida costruzione del Ponte e il sostegno a tutti i cittadini e imprese colpite direttamente dall’emergenza, ha previsto anche una serie di misure dedicate alla ripresa di un nodo portuale e logistico di importanza strategica per l’economia locale e nazionale.

A 18 mesi dall’adozione della Legge 130/2018, tutte le disposizioni sono state attuate o sono in corso di attuazione, caso raro in materia di applicazione di leggi a sostegno all’economica reale del nostro Paese.

Questo lo spirito e il tema dell’incontro di venerdì 7 agosto, alle ore 14:30, al quale partecipano i principali attori di questo percorso.

CONVEGNO
LA RIPRESA DEL PORTO 2 ANNI DOPO IL CROLLO DEL PONTE MORANDI
L’attuazione della Legge 130/2018 per la ripresa del porto, l’accessibilità e la riqualificazione del waterfront.

RELATORI
in ordine di intervento

Corrado Bianchi, CEO, Pizzarotti
Vincenzo Macello, Direttore Investimenti, RFI
Alberto Scotti, CEO, Technital
Cristian Vitali, Managing Director, Gruppo Vitali
Piero Righi, Direttore Generale, Aeroporto di Genova
Rodolfo De Dominicis, Direttore Generale, UIRNET

Marco Rettighieri, Responsabile Attuazione Programma Straordinario Decr.Genova
Francesco Maresca, Assessore Sviluppo Economico Portuale e Logistico, Comune di Genova
Giovanni Toti, Presidente, Regione Liguria
Paolo Emilio Signorini, Presidente, AdSP del Mar Ligure Occidentale

Modera | Matteo Cantile, Giornalista

È possibile seguire l’evento in diretta streaming e scaricare in anteprima il pdf della pubblicazione al link:
https://bit.ly/RipresaPortoGenova

IL NAUTILUS Anno 15 N°1

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato al sistema per ormeggio "briccole", e un focus sullo sviluppo metropolitano della città di Bari e delle sue infrastrutture portuali. Il Parlamento Europeo approva "L'European Green Deal" e poi un approfondimento sul lavoro nei porti ed uno sul valore delle merci.
poseidone danese

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