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Nuovo traffico di automobili nel porto di Bari ad opera del Gruppo Grimaldi

BARI – Continua l’espansione della società armatoriale partenopea nei collegamenti sulla dorsale adriatica, per consentire il decongestionamento della rete autostradale nazionale. Il nuovo traffico di vetture a marchio Peugeot sarà effettuato per il tramite delle due moderne ro-ro cargo ship, già impiegate sulla tratta Bari-Ravenna-Venezia-Patrasso.

Le gemelle EUROCARGO TRIESTE ed EUROCARGO PATRASSO, ciascuna con una capacità di carico di circa 220 trailer e 130 automobili, nel corso del 2016, hanno movimentato circa 16mila pezzi, incrementando l’offerta di trasporto tra la due sponde dell’Adriatico nel settore ro/ro- car carrier, favorendo quindi il rilancio delle autostrade del mare.Dedicato al solo trasporto di merci rotabili (automobili, van, camion, semirimorchi, ecc.), il collegamento Venezia-Ravenna-Bari-Patrasso ha una frequenza trisettimanale sia dall’Italia che dalla penisola ellenica. Le partenze da Venezia e Ravenna per Bari e la Grecia sono il lunedì, mercoledì e sabato, mentre quelle da Bari per il Nord Italia il martedì, giovedì e sabato. Infine, le partenze da Patrasso per l’Italia, il lunedì, mercoledì e sabato.

Il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, Prof.Avv. Ugo Patroni Griffi, si dice soddisfatto per l’avviamento di questa nuova tipologia di traffico, che favorirà il conseguimento di importanti utilità, prima fra tutte quella di ridurre il tasso di congestione e quindi di incidentalità stradale e diminuire gli  impatti ambientali tipici dell’autotrasporto. “Il trasporto combinato via mare come alternativa al trasporto merci “tutto strada”  - ha detto il presidente della AdSP MAM – rappresenta oggi più che mai una sfida per lo snodo costituito dai porti dell’allargata circoscrizione marittima”.

I porti pugliesi giocano un ruolo strategico nella fitta rete di collegamenti marittimi offerti dal Gruppo Grimaldi. Il porto brindisino è infatti  uno scalo di primaria importanza nei collegamenti pax e ro-ro con la sponda greca mentre  Bari è oggi inserito in uno scenario di tutto rispetto nei collegamenti della rete di autostrade del mare offerte dal Gruppo Grimaldi nell’Adriatico.

Frequenza e rilascio attestato corso di indottrinamento alle attività di security per il personale marittimo

BRINDISI – La normativa vigente, come abbiamo già evidenziato, impone l’obbligo di seguire un corso di indottrinamento alle attività di security per personale marittimo e della familiarizzazione alla security per il personale imbarcato.

Il corso si svolge ai sensi della Convenzione Internazionale sugli standard di addestramento, certificazione e tenuta della guardia per i marittimi, STCW’78, come emendata, della Sezione A-VI/6 del relativo Codice STCW, del modello di corso IMO 3.27 e deve essere preventivamente autorizzato, secondo la disciplina di riferimento ovvero il Decreto 3 dicembre 2013 (D.D. n. 1347/2013), pubblicato in G.U. Serie Generale n. 290 del 11 dicembre 2013.

Secondo l’art. 3 del citato decreto che disciplina l’esame e il rilascio dell’attestato al termine del corso di indottrinamento, che ricordiamo della durata non inferiore alle 5 ore, finalizzato alla valutazione delle competenze acquisite dal frequentatore, è prevista una certificazione conforme al modello riportato nell’allegato B), i cui estremi sono annotati, a cura dell’autorità marittima di iscrizione, in calce al certificato di cui all’allegato VII al D. Lgs. n. 136/2011.

L’Intestazione del centro di formazione istituzionale, del centro di formazione privato o dell’istruttore certificato introduce l’attestato con la seguente dicitura in entrambe le lingue quella italiana e quella inglese:Attestato di addestramento alle attività di security per il personale marittimoCertificate of proficiency on security awareness for seafarer

Il testo del modello pubblicato in allegato al decreto citato prosegue con la individuazione anagrafica del soggetto frequentatore, del numero di iscrizione presso il compartimento marittimo di competenza e quindi con l’obbligo di recare la seguente espressione:
“Si certifica che il Sig./Sig.ra ………………………………………………………………………We hereby certify that Mr/MsNato/a a …………………………………………………..il………………………………………..born in                                                                         oniscritto/a nelle matricole del compartimento marittimo di…………………………………………..entered in the registers of Marine Department ofal n° ………………………………………………………………………………………………….at n.”

Successivamente il modello secondo l’Allegato B) deve riportare sia l’indicazione del periodo di svolgimento sia la struttura presso il quale si è svolto il percorso formativo con esito positivo unitamente al decreto di riconoscimento del Ministero competente, secondo lo schema seguente:“ha frequentato dal………………………..al……………………………..con esito favorevole ilhas attended from to whit positive results theCorso di indottrinamento alle attività di security per il personale marittimoTraining course on security awareness for seafarerpresso……………………………………………………..…………..,riconosciuto dal Ministeroat                                                                                                    recognized by Ministry ofdelle Infrastrutture e dei Trasporti – Comando generale del Corpo delle Capitanerie di portoInfrastructure and Transport – Italian Coast Guard Headquarterscon Decreto n.°……………………………….in data………………………………………………with Decree n.”

La certificazione si conclude infine con la dichiarazione di osservanza degli standard di addestramento del settore di competenza, nonché con la data e numero di rilascio e firma del valutatore, con la formula che segue:“Tale corso si è svolto ai sensi della Convenzione Internazionale sugli standard di addestramento, certificazione e tenuta della guardia per i marittimi, STCW’78, come emendata, della Sezione A-VI/6 del relativo Codice STCW, del modello di corso IMO 3.27 e secondo le modalità di cui al D.D. .………………………………………………………………The above mentioned training course has taken place in accordance with IMO STCW 78 as emended and of the Section A-VI/6 of STCW code, IMO Model Course 3.27 and in compliance with procedures of the DecreeData del rilascio …………………… ………………………Registrato al n.° …………………….Date of issue                                                                    Registered at n.Il Responsabile della valutazioneThe responsible for the evaluation”

 

Cosimo Salvatore CORSA

MARINA MILITARE: NAVE CARABINIERE IN SOSTA A GIBUTI

GIBUTI – La Fregata Europea Multi Missione (FREMM) Carabiniere della Marina Militare è arrivata oggi a Gibuti dove rimarrà fino al 23 maggio.
La fregata è approdata nella capitale gibutina dopo le soste in Australia, Sud-Est asiatico e dei paesi del golfo, prendendo parte a diverse esercitazioni con le marine locali e, sulla via del ritorno verso il Mediterraneo, in supporto associato alla missione di antipirateria EUNAVFOR Somalia, operazione Atalanta.

Alle 15.00 locali (14.00 in Italia) il comandante della nave, Capitano di Fregata Francesco Pagnotta, sarà disponibile ad effettuare un media-briefing e interviste one-to-one agli eventuali giornalisti intervenuti all’arrivo dell’unità.

Nave Carabiniere è la quarta unità FREMM consegnata alla Marina Militare nell’aprile 2015 in versione “antisommergibile” ed è allestita con sistema d’arma, difesa e scoperta di ultima generazione, all’avanguardia sia nel campo militare che civile.

L’unità sarà impegnata ad assicurare presenza, sorveglianza marittima, rafforzare le attività di cooperazione già in corso con alcuni alleati trans-regionali ed avviare relazioni con nuovi potenziali partner, nell’alveo dei compiti istituzionali affidati alla Forza Armata.

La campagna di Nave Carabiniere, partita da La Spezia lo scorso 20 dicembre, riflette una visione internazionale che tratteggia questo inizio di millennio come “secolo blu”. Quello della “crescita blu” è considerato un fattore chiave sui cui puntare per uno sviluppo sostenibile del nostro Paese in un contesto dove la marittimità rappresenta una risorsa fondamentale per la crescita commerciale, occupazionale e tecnologica.

L’iniziativa è nata con la collaborazione di Fincantieri (sponsor principale), Leonardo, MBDA Italia, Elettronica, Telespazio e Drass. Media Partner RTV San Marino e RAI Italia.

GV3 organizza la quinta veleggiata della solidarietà per il 4 giugno

BRINDISI – Soffia anche quest’anno il vento della solidarietà sul Lungomare di Brindisi.  Al via la quinta edizione della veleggiata della solidarietà organizzata per  il 4 Giugno dall’associazione di promozione sociale “GV3 – a Gonfie Vele Verso la Vita” assieme alla sezione locale della Lega Navale e al Circolo della Vela.

L’esperienza si appoggerà ad un percorso didattico/formativo che coinvolgerà alcune realtà impegnate nel recupero e nel reinserimento di adolescenti e giovani in difficoltà. Il tema di questa edizione sarà “Conoscersi in Regata …. inseguendo un sogno”; i ragazzi rifletteranno sulla possibilità di realizzare i propri sogni ed i propri progetti di vita stimolati dalla  testimonianza di illustri ospiti.

Il maestro ROBERTO SOLDATINI, illustre violoncellista e direttore d’orchestra, presenterà il concerto “La Musica del Mare” suonando il suo prezioso Stradivarius a bordo dell’imbarcazione che da dieci anni è la sua casa. A seguire, GAETANO MURA, famoso velista oceanico, racconterà la sua lunga navigazione in solitario attorno al mondo Sabato.

Numerosissime sono le richieste delle associazioni a partecipare a questo evento e, pertanto, con lo scopo di non lasciare a terra nessuno, l’associazione GV3 cerca armatori volontari che possano ospitare sulla propria imbarcazione un gruppo di ragazzi. Anche quest’anno, nell’ambito della sinergia con la regata Brindisi-Corfù, la GV3 mette in palio il Trofeo VELA SOLIDALE da consegnare a Corfu. Requisito essenziale per concorrere a questo premio è l’attiva partecipazione alla veleggiata della solidarietà del 4 giugno imbarcando un gruppetto di ragazzi. L’imbarcazione che tra queste si classificherà al primo posto in tempo reale alla regata BRINDISI-CORFU’, si aggiudicherà il suddetto trofeo.

Di seguito il programma completo della manifestazione

Programma Sabato 3 giugno: - dalle ore 9.00 alle 12.00 presso il molo di fronte alla Casa del Turista, Giochi in banchina ed in barca.Giochi ed esperienze didattiche sulla cultura del mare per i bambini della scuola elementaredel rione Bozzano di Brindisi. A cura di GV3 e degli istruttori della Lega Navale di Brindisi, con la partecipazione dell’istituto Nautico Carnaro di Brindisi. - dalle ore 10.00 alle 12.00 presso la Casa del Turista, Minicorso di vela per i neofiti delle associazioni che si cimenteranno nella Veleggiata. A cura degli istruttori della Lega Navale e del Circolo della Vela di Brindisi - dalle ore 14.00 alle 17.00 presso il molo di fronte la Casa del Turista, Prove in mare per i neofiti. Da tenersi sulle barche messe a disposizione da GV3 ed amici, in preparazione della veleggiata. - ore 18,00 Casa del Turista (Sala Conferenze) Conferenza di Gaetano Mura, velista da grandi imprese, ci sorprenderà per la sua determinazione nel costruire e realizzare il proprio sogno. - ore 21,00 Lungomare Regina Margherita (di fronte all’Hotel Internazionale) Concerto dal mare del violoncellista Roberto Soldatini. Ci avvolgerà con la musica per portarci sulla rotta di un nuovo modo per intrepretare e vivere il proprio sogno. - Ore 23.00 sulle barche di GV3 ed amici, molo lungomare Stanotte si dorme in barca: i ragazzi già amici di GV3 avranno la possibilità di “sognare” cullati dallo scarroccio in barca a vela.   Domenica 4 Giugno   - Ore 08.30 Briefing sul Lungomare di Brindisi Organizziamoci:  informazioni essenziali ma necessarie per comprendere il Regolamento e l’organizzazione dei gruppi a bordo delle barche amiche - Ore 9.00 Spostamento verso il punto di partenza. Non facciamo tardi: in prossimità delle Pedagnetutte le barche pronte al via dalla barca della giuria. - Ore 9.30 Veleggiata. Dalle Pedagne a Punta Penne e ritorno. Partenza sulla linea tra la prima boa gialla e la barca della giuria.  - Ore 12.30 Scalinata Virgilio Premiazione e saluto a tutti i partecipanti.

Certificazione come marittimo con designati compiti di sicurezza rilasciato da Company Security Officer

BRINDISI – Nel trattare l’argomento della formazione dei marittimi da destinare all’assolvimento di mansioni di security si è evidenziato l’obbligo della frequenza di un corso di formazione.

L’art. 5, del Decreto 3 dicembre 2013 (D.D. n. 1346 del 03 dicembre 2013) pubblicato sulla G.U. Serie Generale n.290 dell’11 dicembre 2013, prevede alcune disposizioni transitorie ed in particolare l’esenzione dalla frequenza del corso di cui al presente decreto per i marittimi che abbiano ricevuto l’addestramento di security previsto dal punto 8.4 della scheda n. 6 del programma nazionale di sicurezza marittima e che abbiano effettuato entro il 1° gennaio 2014 un periodo di navigazione di almeno sei mesi nel corso degli ultimi tre anni, svolgendo a bordo compiti di security.

Il comma 2, dell’art. 5, del citato decreto prevede che ai marittimi di cui al comma 1 (ovvero coloro i quali hanno già ricevuto l’addestramento) è rilasciato, dall’agente di security della società di gestione (CSO), un attestato di addestramento conforme al modello in allegato C), i cui estremi sono annotati, a cura dell’autorità marittima di iscrizione, in calce al certificato di cui all’Allegato VII al decreto legislativo 7 luglio 2011, n. 136.

Quindi vediamo nello specifico quali sono i contenuti dell’attestato di cui all’allegato C) del citato decreto.Innanzi tutto l’attestato deve recare l’intestazione della società di gestione presso la quale viene certificato l’addestramento del personale.Deve riportare la dicitura “Attestato di addestramento per marittimi designati a svolgere compiti di security – Certificate of proficiency for seafarers with designated security duties”.

Nel testo bilingue è necessario riportare il richiamo in italiano e in inglese della seguente espressione finalizzata all’individuazione anagrafica del soggetto per il quale si certifica l’idoneità:“Si certifica che il Sig./Sig.ra ………………………………………………………………………We hereby certify that Mr/MsNato/a a ………………………………………………..il…………………………………………..born in      on

La certificazione di cui all’Allegato C) da rilasciare, è similare a quella riportata nell’Allegato B) del decreto citato infatti oltre ad identificare anagraficamente il soggetto interessato, individua il personale con la propria iscrizione e numero di matricola presso l’autorità competente, con la seguente dicitura: “iscritto/a nelle matricole del compartimento marittimo di…………………………………………entered in the registers of Marine Department ofal n° ……………………………………………………….………………………………………….at n.

Quindi mentre la certificazione al corso di formazione di cui all’Allegato B) attesta la data di svolgimento delle attività formative presso il centro di formazione istituzionale o privato, l’attestato rilasciato dalla società di gestione ai marittimi, di cui all’Allegato C), che abbiano ricevuto l’addestramento di security, previsto dal punto 8.4 della scheda n. 6 del programma nazionale di sicurezza marittima, e che abbiano effettuato entro il 1° gennaio 2014 un periodo di navigazione di almeno sei mesi nel corso degli ultimi tre anni, svolgendo a bordo compiti di security e che pertanto godono del regime di esenzione ottengono il rilascio della certificazione con la seguente dicitura:“risponde ai requisiti di competenza per la certificazione di abilitazione come marittimo con designati compiti di sicurezza stabiliti dalla Regola VI/6, Sezione A-VI/6 della Convenzione Internazionale STCW 78 nella sua versione come emendata e del D.D. ……..………………..

Meets the standard of competence for certification of proficiency as seafarers with designated security duties, set out in the Regulation VI/6, Section A-VI/6 of the International Convention of Standard of Training,Certification and Watchkeeping for Seafarers, 1978, as amended and in the Decree……………………………….Data del rilascio …………………… ………………………Date of issueL’agente di security della società di gestioneCompanySecurity Officer”……………………………………………

 

Cosimo Salvatore CORSA

Presentazione ufficiale della XXXII Regata Internazionale Brindisi-Corfù venerdì 19

BRINDISI – Comincia il conto alla rovescia per la XXXII edizione della Regata Internazionale Brindisi-Corfù, in programma dal 7 al 9 giugno 2017 e organizzata dal Circolo della Vela Brindisi con la partnership del Marina Gouvia Sailing Club di Kerkyra. La presentazione ufficiale avverà venerdì 19 maggio alle ore 11 nella Sala Conferenze della sede di Brindisi dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale.

Saranno presenti alla conferenza stampa, oltre alle autorità del territorio, il presidente del Circolo della Vela Brindisi, Teo Titi, il sindaco di Brindisi, Angela Carluccio, il presidente dell’Adsp del Mare Adriatico Meridionale, Ugo Patroni Griffi, il presidente dell’VIII Zona della Federazione Italiana Vela, Alberto La Tegola, il presidente del Coni provinciale di Brindisi, Oronzo Pennetta, e i rappresentanti degli sponsor Banca Popolare Pugliese, Tenute Rubino ed Euro Tecno Service – servizi di Ingegneria Integrata.

La Brindisi-Corfù, che nell’edizione del 2016 ha raggiunto le 134 iscrizioni, è valevole come prova per il Campionato italiano di vela d’altura ed ha un percorso di 109 miglia, con partenza anticipata quest’anno di un’ora, alle 12, dall’avamporto di Brindisi, boa da lasciare a sinistra davanti al porto di Otranto, ed arrivo al traverso del porticciolo di Kassiopi nell’isola di Corfù. Si applica il regolamento Orc. Iscrizioni entro il 31 maggio anche online.

Come previsto dal bando di regata, disponibile sul sito web della regata www.brindisi-corfu.com , le barche iscritte saranno suddivise nei gruppi A ( Classe A) con  Cdl (Class Division Lenght)  maggiore di 11,300; B ( Classi 1 – 2) con Cdl da 11,299 a 9,650; C ( Classi 3 – 4 – 5) con Cdl da 9,649 a 7,499 con lunghezza superiore ai 9 metri. Questi tre gruppi comprenderanno imbarcazioni di categoria “Regata” (Racing), “Crociera/Regata” (Cruiser/Racer) e “Gran Crociera” (Cruiser). Prevista inoltre la categoria “Multiscafi” in regola con la vigente legge che disciplina la navigazione da diporto “senza limiti”, con lunghezza non inferiore a 9 metri e possesso di un valido certificato di stazza “Multihull”.

Nel corso della conferenza stampa saranno presentati anche gli eventi collaterali della regata: oltre alle tradizioni cerimonia di benvenuto agli equipaggi della sera del 6 giugno, e alla grande festa della premiazione a Gouvia la sera del 9, sono previste la prima edizione di una importante e qualificata rassegna enologica sul lungomare Regina Margherita, dove ormeggerà la flotta della regata, “Vinibus Terrae”, organizzata da quattro aziende locali del settore marittimo e agroalimentare, accompagnata da iniziative culturali e musicali; una conferenza dedicata alla “Via Francigena del mare”; iniziative legate alle attività della vela solidale italiana e del territorio e altro ancora.

Propeller Club Port of Brindisi: convegno sulla sicurezza

BRINDISI – Si è tenuto lunedì 15 maggio, presso la sala universitaria di Palazzo Nervegna a Brindisi l’incontro studio “Sea safety 4.0″.Scopo dell’iniziativa, organizzata dal International Propeller Club – Port of Brindisi, è stato quello di illustrare normativa e innovazione sulla sicurezza del mare in uno scenario nuovo e complesso del processo dei trasporti marittimi, influenzato dalla quarta rivoluzione industriale o “industria 4.0″ che sta interessando il sociale più del tecnologico.

La domanda alla quale l’incontro studio ha dato risposta è stata: come l’industria Europea dello shipping puo’ essere un generatore di ricchezza e di occupazione?Moderatore dell’incontro l’Ingegner Donato Caiulo, presidente dell’International Propeller Club di Brindisi.

Sono intervenuti il Comandante della Capitaneria di Porto di Brindisi Salvatore Minervino che ha introdotto la materia oggetto di studio; il Capitano di Fregata Gianpiero Carbonara, che ha relazionato sull’attuale tema dei nuovi standard di addestramento degli equipaggi, sette anni dopo la Convenzione di Manila; la professoressa Clara Bianco, Preside dell’Istituto tecnico nautico “Carnaro”, soffermatasi in particolare su – Istruzione nautica: quale futuro?-; il Professor Abele Carruezzo del Collegio nazionale capitani L.C. & M. e direttore scientifico della rivista nazionale IL NAUTILUS con un autorevole intervento: -Le professioni del mare e nuove opportunità -; l’Avvocato Antonio Andreucci, Console provinciale “Fratelli maestri del Lavoro” con specifico intervento su – Orientare i giovani alla cultura del lavoro -.

A chiudere i lavori la dottoressa Maria De Luca, Presidente nazionale Avvisatori Marittimi, la quale ha illustrato obiettivi e risultati del progetto di alternanza scuola-lavoro che ha coinvolto 220 ragazzi dell’istituto nautico “Carnaro”.Scuola e Azienda progettano insieme l’intero percorso che ha come obiettivo: favorire lo sviluppo del “Senso di iniziativa ed imprenditorialità” per imparare a tradurre le idee in azione comprendendo attività e processi interni di un azienda per fornire i propri servizi o sviluppare i propri prodotti.

Aiutare i ragazzi e ragazze ad acquisire consapevolezza del contesto in cui lavorano e a poter cogliere meglio le opportunità che si presentano.Nel corso dell’iniziativa è stato inoltre proiettato un video come risultato dell’esperienza vissuta dagli studenti attraverso il progetto di alternanza, che ha permesso loro di relazionarsi con tutto il cluster marittimo di Brindisi e di visitare le realtà imprenditoriali locali che operano nel settore marittimo, coinvolgendoli in attività entusiasmanti. Il tutto con l’obiettivo di creare nuove aspirazioni per il loro futuro lavorativo.

I ragazzi dell’ITN Carnaro hanno infine ringraziato Autorità e aziende coinvolte nel progetto con la consegna di un Crest della scuola.

Port of Venice: Venezia e Trieste serrato confronto “Adriatico: oltre il container”

VENZIA – “EURADRIA: OLTRE IL CONTAINER” è il tema del meeting  organizzato dall’International Propeller Club Port of  Venice in collaborazione con Atena e l’Università di Trieste che si terrà venerdì 19 maggio presso l’hotel Bologna Best Western di Mestre con inizio alle ore 15 e che vedrà per la prima volta insieme in qualità di relatori i presidenti delle Autorità di Sistema Settentrionale ed Orientale Pino Musolino e Zeno D’Agostino cui seguiranno le relazioni del v.presidente di Federagenti e presidente di Assoagenti Veneto Alessandro Santi su “Potenzialità di un sistema logistico integrato nel nordest , del direttore dell’UNICER  Mazzino Bogi su “Gli imput al porto di Venezia dalla città metropolitana e dalla ferrovia , di Giorgio Trincas dell’Università di Trieste su “Il gigantismo nel trasporto container”  e di Giovanni Faraguna direttore di VEMARS su E-Navigation – comunicazione porto-nave e nave-nave.

“L’Italia per la sua geografia, per la sua posizione, per la sua centralità nel Mediterraneo o si svilupperà tutta insieme, sviluppando il sistema del mare, il sistema dei suoi porti o perderà clamorose occasioni di crescita”. Lo  aveva detto il ministro per le Infrastrutture Graziano Delrio parlando a Napoli nel corso della presentazione del piano del piano operativo dell’Autorità di sistema portuale del mar Tirreno.
“Da quanto abbiamo  registrato  dalla loro nomina – anticipa il presidente del Propeller Massimo Bernardo -,  Musolino e D’Agostino, forti delle rispettive esperienze professionali, per la portualità dell’alto Adriatico  hanno aperto  nuove prospettive di crescita puntando rispettivamente  alle peculiarità ed alle potenzialità  dei loro porti  secondo un nuovo concetto di complementarietà e non di anacronistica competitività  spesso basata su incapacità programmatoria o , per altri versi, a discutibili alchimie finanziarie o a laceranti corse al ribasso tariffario . Ma questa è , come si dice a Venezia, “acqua passata”.

Oggi è il momento di guardare al futuro. Si respira aria nuova tra le due autorità di sistema. Tra quella dell’Adriatico settentrionale, Venezia  e quella dell’Adriatico Orientale, Trieste , inizia, nel rispetto dei singoli ruoli,  un percorso comune : progetti e realizzazioni che dovrebbero compiersi in una logica di concertazione e di condivisione inquadrate nella medesima  visione sistemica , quella di “range” dal quale non può essere escluso il mondo imprenditoriale cioè quello che gestisce navi e  produce traffici”.

“La riforma portuale da poco avviata, sta avendo come primo effetto la necessità di ripensare e ridefinire non solo i rapporti tra porti prima concorrenti, ma anche di tutto il sistema logistico ad essi correlato – anticipa il presidente di Assoagenti Alessandro Santi – L’integrazione tra porti e reti logistiche terrestri diventa un punto di svolta rispetto alle impostazioni precedenti.Il cluster dell’alto adriatico con i porti principali di Trieste e Venezia, uniti al sistema degli interporti, rappresenta un sistema logistico dalle enorme potenzialità per il posizionamento strategico nell’ambito delle reti Ten-T e per la vicinanza alle aree produttive nazionali ed europee.

Se da una parte è comprensibile che ciò implichi qualche difficoltà, è necessario vagliarne le opportunità e definirne le conseguenti strategie per poter partecipare alla competizione logistica globale”.

“Oltre al container è la logica strategica che sta portando avanti il porto di Trieste – spiega Zeno D’Agostino -Lo scalo giuliano ha una caratteristica tutta sua, che è quella di essere un gateway ferroviario continentale. Un dato molto importante è  che Trieste, come Venezia, ha la possibilità di fare treni con la sagoma PC80, e quindi treni con semirimorchi. Non a caso due terzi dei  nostri treni,  quelli intermodali, sono legati ai semirimorchi turchi,  e un terzo ai container.
Se questa logica del gateway continentale  ha una sua naturale vocazione per il settore dei semirimorchi, non possiamo pensare che sia solo il container il traino delle attività dello scalo giuliano”.
“Tema vastissimo dunque  - conclude Bernardo – che mi auguro rappresenti solo il primo step di un più lungo comune percorso  che veda insieme  con le Autorità di Sistema dei  porti di Venezia e Trieste   operatori ed enti preposti allo sviluppo e alla governance del nostro sistema trasportistico. Solo così potremo portare il “range” adriatico in Europa”.

La Rete FVG Marinas Network: 19 Marina nel Friuli Venezia Giulia

TRIESTE – La Rete FVG Marinas Network, costituita a giugno 2016, comprende i 19 principali Marina della regione Friuli Venezia Giulia ed è in grado di offrire al diportista circa 7000 posti barca dai 6 ai 100 metri di lunghezza, in un ambiente estremamente vario, meta turistica d’eccellenza: dalle rinomate spiagge, alla suggestiva costa a strapiombo, alle lagune navigabili, tutto arricchito da un’offerta culturale ed eno-gastronomica d’eccellenza, senza scordare la dimensione sportiva.

La stagione 2017 si annuncia carica di eventi, con i massimi campionati di vela agonistica organizzati in Regione –il Campionato Italiano ORC dal 20 al 24 giugno presso il Marina Hannibal e il Campionato Mondiale ORC dal 30 giugno all’8 luglio presso Porto San Rocco- ma anche di interessanti iniziative di svago all’interno dei Marina della Rete.

Lo standard qualitativo dei 19 Marina membri della Rete è estremamente elevato, ben sei sono Marina Resort secondo l’impegnativa legge regionale, molti hanno servizi cantieristici d’eccellenza, utilizzati anche da alcuni cantieri navali italiani e stranieri come centroassistenza.

I servizi al diportista sono adeguati ad uno standard che fa della ricerca dell’eccellenza un punto irrinunciabile: a disposizione degli ospiti lavanderie e servizi igienici, sale relax, bar, ristoranti -alcuni segnalati nelle principali guide gastronomiche- piscine, palestre, hotels o appartamenti sia all’interno che nelle immediate vicinanze, in Marina di diverse dimensioni, attrezzati per accogliere al meglio la clientela, con facilitazioni per gli alaggi e vari e comodi ormeggi, adatti sia per grandi yacht che per piccole imbarcazioni.

A garantire ulteriormente la qualità per chi sceglie gli ormeggi e i servizi dei Marina della Rete, sono arrivati anche quest’anno i prestigiosi riconoscimenti della Bandiera Blu F.E.E., che in Friuli Venezia Giulia ha visto premiare oltre alle spiagge, anche numerosi approdi turistici: il Marina Hannibal di Monfalcone, Dry Marina Aprilia Marittima 2000 e Marina Punta Gabbiani ad Aprilia Marittima, Marina Sant’Andrea a San Giorgio di Nogaro, Darsena Porto Vecchio, Marina Uno, Marina Punta Verde e Marina Punta Faro a Lignano Sabbiadoro.

“A Lignano Sabbiadoro e nel suo comprensorio c’è la più alta concentrazione di Bandiere Blu F.E.E. del mondo: 7 alle marine e 1 alla spiaggia! Siamo molto soddisfatti di questo riconoscimento arrivato anche ad Aprilia Marittima, Monfalcone e San Giorgio di Nogaro” Dichiara Giorgio Ardito, uno degli amministratori della Rete FVG Marinas “La qualità dell’acqua, il risparmio energetico, le politiche ambientali, la gamma e il livello dei servizi resi ai diportisti e ai bagnanti sono alcuni dei parametri utilizzati dalla F.E.E. per l’assegnazione di questo vessillo. Siamo fieri di dire che la qualità, l’impegno e la sensibilità ambientale sono una priorità per la nostra Rete, che perseguiamo con attenzione e rispetto per il cliente”.

Portare la propria imbarcazione in uno dei Marina della Rete, permette di scoprire un territorio di grande fascino, dalle foci del Tagliamento a Muggia:
- Lignano Sabbiadoro, Aprilia Marittima e fiume Stella: Porto Turistico Marina Uno, Marina Punta Faro, Marina Punta Gabbiani, Marina Punta Verde, Darsena Porto Vecchio, Dry Marina Aprilia Marittima 2000, Marina Stella;
- San Giorgio di Nogaro e laguna di Marano: Portomaran, Marina Sant’Andrea, Cantieri Marina San Giorgio, Marina Planais;
- Grado: Darsena San Marco, Marina Primero, Porto San Vito;
- Monfalcone: Marina Hannibal e Marina Lepanto;
- Trieste e costa triestina: Marina Portopiccolo, Porto San Rocco, Marina San Giusto.

Sea Safety 4.0: Istruzione – Formazione – Alternanza scuola/lavoro

BRINDISI – Il “porto”, per fortuna, non è costituito solo di banchine e piazzali o di varie complicazioni burocratiche tra Autorità portuali, oggi di sistema, ma soprattutto di uomini, gente di mare, portuali e marittimi. Se vogliamo dare uno sguardo all’orizzonte marittimo, noteremo una situazione che si contrasta sempre più tra sicurezza, istruzione marittima e formazione.

Anzi, a volte a complicare la vita del personale navigante ci si mette la controversa normativa internazionale, europea e nazionale, per cui la dignitosa e poco rispettata vita professione del marittimo è dimenticata. Come Collegio Nazionale Capitani di Lungo Corso e Direttori di Macchina siamo impegnati su tutti i fronti dell’assistenza morale e dell’educazione culturale dei propri soci nella tutela del prestigio professionale, nell’assicurazione del titolo e nella previdenza marittima, oltre all’istruzione, formazione, aggiornamento degli ufficiali della Marina Mercantile italiana.

E’ importante porre l’accento sull’importanza  del comparto marittimo, da sempre fulcro dell’economia nazionale, evidenziando una grande vitalità con punte di eccellenza nella cantieristica, nello shipping e nella mobilità sostenibile. Basti pensare alla ripresa del settore crocieristico che sta accompagnando una crescita responsabile dell’Italia nel trasporto delle merci e delle persone, riscoprendo una nuova vocazione marittima.  Ripresa non accompagnata, però, da una responsabile rete d’infrastrutture portuali e del trasporto che non stanno dando nuova occupazione, ma continue conflittualità fra Enti. Il Collegio, in tutte le sedi, va affermando la necessità di ripartire dal lavoro portuale e marittimo, in tutta la sua filiera.

E’ importante affermare la qualità del lavoro, sia per chi è occupato e non si sente sicuro del posto di lavoro, sia per chi è precario e sia per chi reclama il diritto al lavoro. Il Collegio Nazionale Capitani L.C. e D.M., con la forza e la voce dei suoi associati, grida al disinteresse e all’indifferenza di una classe politica di oggi e cerca di smuovere quella burocrazia che ingessa il quotidiano.

Ci riferiamo, all’ultima circolare del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che sancisce la frequenza obbligatoria dei corsi direttivi per comandanti e direttori di macchina: un’imposizione riservata a migliaia di lavoratori qualificati, competenti ed esperti tutti, già in possesso del titolo professionale, eppure obbligati a seguire dei corsi di studio, concepiti al solo fine di poter continuare a lavorare.  Il lavoro marittimo, l’automazione sono concetti che vanno governati da parte della Politica e con l’aiuto di Stato: perché non esiste innovazione senza progresso sociale. Invece assistiamo a governi, multinazionali, grandi compagnie di navigazione che vanno declinando che il futuro dello shipping sia sempre più “senza uomo”, con l’idea di una crescita indipendente dalle condizioni di lavoro degli uomini.

Lo shipping sembra, infatti, aver puntato solamente sul basso costo della manodopera. Comportamenti del cluster marittimo, culturalmente mediocri, che traguardano solo l’aspetto quantitativo dell’economia e della finanza, stanno esonerando l’uomo dal dibattito sul lavoro e sulla competitività. Mentre sappiamo che marittimi e portuali contribuiscono in pari misura alla sicurezza del lavoro nel settore dei trasporti, e la separazione tra il mondo reale e la politica non aiuta lo sviluppo socio-economico del territorio.  Lo scorso 2 maggio,presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il Collegio Nazionale, con il Presidente Lettich, ha ribadito la necessità che il Ministero promuova con urgenza la adozione di misure di agevolazione fiscale in relazione alla frequenza di corsi professionali di formazione, essendo i costi divenuti ormai difficili da sostenere.

Ha rammentato ai dirigenti MIT la fase di stallo, dal 2013, che le questioni riguardanti la revisione delle abilitazioni professionali minori e di quelle riguardanti la pesca si trovano e necessitano di un adeguato aggiornamento. Ed ancora, il Collegio Capitani, unitamente al Comando generale del Corpo delle Capitanerie di Porto e al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, ha sottoscritto il Protocollo d’intesa al fine rafforzare il rapporto tra scuola e mondo del lavoro nel settore professionale marittimo portuale, mettendo a disposizione l’esperienza formativa e didattica dei propri soci e collaboratori.

E’ tempo di fare sistema, saper compattare le varie componenti del lavoro marittimo e portuale, evitando la dualità fra cittadini, quelli a vocazione attiva e quelli a vocazione contemplativa, se vogliamo reggere una vertenza del/per il “mare” con le istituzioni. Il nostro punto di forza è e sarà la preparazione, la competenza e il patrimonio di esperienza della nostra forza lavoro. Questo ha consentito alla marineria italiana di costruirsi una tradizione e una reputazione che tanti ci invidiano.

 

Prof. Abele Carruezzo

Collegio Nazionale Capitani L.C. e D. M.

Delegazione di Brindisi

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