Presentata la VIII Edizione della Regata del Grande Salento: Brindisi-Valona

BRINDISI-Presso la sede della Lega Navale di Brindisi si è svolta la conferenza stampa di presentazione della VIII Edizione della Regata Brindisi-Valona. Regata che si svolgerà dal 5 Luglio al 8 Luglio 2018 e che prevede, per la prima volta, l’arrivo e la sosta a Valona.
Istituita nel 2011 per ricordare, a distanza di venti anni, la massiccia migrazione di albanesi del 1991 e l’accoglienza che i brindisini seppero offrire spontaneamente.

Per questo, all’imbarcazione che si classificherà prima in tempo reale verrà assegnato il “Trofeo dell’Accoglienza”, a simboleggiare la generosità che la città dimostrò in quegli anni, confermando un’antica vocazione tipica delle città di mare e del Meridione in particolare. Da quest’anno si aggiungerà il “Trofeo Mirko Gallone”, dedicato al socio della Lega Navale prematuramente scomparso e che ha disputato tutte le edizioni di questa regata, e sarà assegnato all’imbarcazione che si classificherà prima in tempo compensato della classifica Over-All.

Roberto Galasso, presidente della Lega Navale di Brindisi, interviene: “Questa è l’ottava Edizione della Brindisi-Valona, ma quest’anno sarà un’edizione completamente nuova, per la prima volta vi sarà l’arrivo e la sosta in Albania dove vi sarà una premiazione organizzata con le autorità albanesi. Quest’anno, oltretutto, ricorre il ventennale dello sbarco degli albanesi a Brindisi, avvenuto nel 1991, e questa regata è dedicata, proprio, al ricordo dello sbarco in massa a Brindisi edell’accoglienza che i brindisini seppero assicurare ai profughi albanesi”.

Salvatore CArruezzo

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Progetto “ MARE D’INCHIOSTRO”

BRINDISI – Nell’ambito del progetto “Mare d’inchiostro”  l’IISS” CARNARO” ha il piacere di ospitare nella giornata di sabato prossimo 26/0572018 il velista diversamente abile Marco Rossato, che nell’ambito del progetto TRISAIL FOUR ALL, sta compiendo il giro di Italia in solitario in barca a vela.Marco è il primo velista paraplegico a circumnavigare l’Italia in solitaria a bordo del suo trimarano Dragonflly 800.

Il progetto ha lo scopo di sensibilizzare le aree portuali e cantieristiche affinchè possano rendere più accessibili  i porti rendendoli fruibili da tutti , ed aprirà nuove opportunità a tutte quelle persone con difficoltà motorie ma non solo…. Il progetto vuole anche dimostrare che, se la navigazione viene effettuata con  responsabilità e professionalità , tutti hanno il diritto di vivere il mare.

Nella giornata di sabato alle ore 11.15, Marco Rossetto incontrerà gli studenti delle classi quarte, ad indirizzo nautico, nella sala carteggio dell’Istituto , per raccontare la sua esperienza. Saranno presenti all’Incontro , insieme alla Dirigente scolastica, Professoressa Clara Bianco, Il Prof. Marco Navazio e Il Sig.  Marco Carani, padre di un  ex studente dell’Istituto  Gianmarco Carani, quest’ultimo ormai secondo ufficiale, il quale nel suo cantiere a Villanova di Ostuni ha ideato ha costruito la barca “ Euforia” nell’ambito del progetto “mare senza frontiere”, dedicato a persone con disabilità motorie.

Le politiche per i green port

ROMA – Favorire il confronto tra ministeri, organi di controllo, istituzioni e imprese per la tutela dell’ambiente e della gestione dei rischi che caratterizzano il territorio, in particolare il sistema costiero e portuale. E’ questo l’obiettivo della quarta edizione Conferenza Nazionale “Smart Ports: sedimenti, sostenibilità, attività portuali, opere, logistica” che si è svolta a Roma, a Palazzo Montecitorio, organizzata da Assoporti, Ispra (Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale) e Remtech.

Al centro del dibattito, la sostenibilità ambientale dei porti, la gestione dei sedimenti di dragaggio, l’ecodragaggio, anche in relazione all’applicazione della nuova normativa in ambito ambientale relativa ai Piani Regolatori Portuali, il traffico navale e lo sviluppo dell’ingegneria e dell’innovazione tecnologica.
“Lavoriamo quotidianamente affinché la ricerca applicata possa essere un valido supporto per l’implementazione delle politiche territoriali a tutela dell’ambiente” ha dichiarato il presidente dell’Ispra, Stefano Laporta, a margine della conferenza.

“Assoporti si è fatta parte dirigente del processo d’informazione e sensibilizzazione in materia di sostenibilità ambientale con numerose iniziative” – ha commentato il presidente di Assoporti, Zeno D’Agostino. “Oggi, a rappresentare la nostra associazione c’erano Stefano Corsini, presidente dell’AdSP del Mar Tirreno Settentrionale e Francesco Messineo, segretario generale dell’AdSP del Mar Tirreno Centrale, i quali hanno illustrato le nuove strategie sui Smart Ports, molto apprezzate dalla platea di qualificati tecnici che hanno seguito la conferenza”.

Il progetto “Smart Ports” ha anticipato inoltre alcuni dei temi dell’edizione 2018 di RemTech Expo, l’unico evento internazionale permanente specializzato sulle bonifiche, rischi ambientali e naturali, sicurezza, manutenzione, riqualificazione, rigenerazione del territorio, in programma a Ferrara dal 19 al 21 settembre prossimo.

Costa Crociere e Banco Alimentare Onlus insieme per la lotta allo spreco alimentare

BARI-Ieri, con lo scalo della nave Costa Deliziosa, Bari è entrato ufficialmente, come primo porto del Mare Adriatico, nel programma delle donazioni alimentari della flotta Costa.
Una collaborazione tra la Fondazione Banco Alimentare Onlus e Costa Crociere per il recupero ed il riutilizzo delle eccedenze alimentari prodotte a bordo delle navi da crociera.
Il progetto prevede la raccolta di cibo preparato, non servito, dei ristoranti della nave e la sua distribuzione a persone in difficoltà. Un’iniziativa partita da Savona a luglio 2017 e arrivata a Civitavecchia a dicembre dello stesso anno, che ha permesso di distribuire 28.700 porzioni di cibo. Grazie agli scali che verranno effettuati dalla nave Costa Deliziosa, tutti i lunedì saranno consegnati i cosiddetti “ready to eat”, pasti non serviti agli ospiti della nave e conservati in apposite vaschette in alluminio ed etichettati (per la tracciabilità) e donati alla Fondazione “Opera Santi Medici Cosma e Damiano Bitonto Onlus”, una struttura che accoglie 120 persone ogni giorno: minori, adulti indigenti e persone in condizione di povertà. Inoltre, la Fondazione ospita in case alloggio, malati di HIV ed in case di accoglienza, 36 donne in difficoltà, garantendo loro circa 200 pasti quotidiani.

Il presidente della Fondazione del Banco Alimentare Onlus, Andrea Giussani: “La consegna di questi alimenti è particolarmente interessante, perchè sono alimenti sottratti dall’essere buttati, alimenti di grande qualità e che vengono consegnati a strutture caritative e che il Banco Alimentare sostiene. Quindi per noi è una occasione davvero straordinaria con un partner di grande eccezione, di grande nome, e questo aiuta anche la presenza del Banco Alimentare in tutta Italia”.

Il presidente del Banco Alimentare Onlus della Puglia, Luigi Riso: “Una lodevole iniziativa che va ad aggiungersi all’attività che giornalmente svolgiamo a supporto dei poveri. Nella regione Puglia distribuiamo alimenti ad oltre sessantamila persone, e giornalmente ci attiviamo affinchè possiamo recuperare dei prodotti alimentari da destinare a loro. In questo caso siamo particolarmente contenti perchè questi alimenti, che riusciamo a recuperare da Costa Crociere, hanno anche un alto contenuto nutritivo”. Continua:”Quando siamo andati a trovare il Papa, egli ci ha esortato non considerare i poveri come numeri, e questa iniziativa va proprio in questa direzione, trattare i poveri come se fossero i più grandi nostri amici”.

Giuseppe Carino, Vice Presidente Guest Experience&OBS Costa Crociere:”Ringrazio la Fondazione “Opera Santi Medici Cosma e Damiano Bitonto Onlus” per aver reso possibile questa tappa del nostro cammino. Il percorso che abbiamo intrapreso nel 2017 con il Banco Alimentare ci consente di recuperare delle eccedenze alimentari che sono prodotte a bordo delle nostre navi, di sbarcarle e di donarle a chi ne ha più bisogno. Non è una cosa semplice, è un percorso da pionieri che ha richiesto un grandissimo lavoro di preparazione e di coordinamento con le autorità locali, ed è ad oggi una storia di grande successo. Dal 2017, partendo dal porto di Savona poi passando per Civitavecchia, recentemente a Marsiglia ed ora nel porto di Bari, sono state servite 28700 porzioni di cibo, preparate dai nostri chef, mai servite a bordo. Un numero importantissimo che mi rende orgoglioso come gestore di tutte le operazioni che i nostri equipaggi sono in grado di fare e della buona azione che noi facciamo nei confronti delle persone che sono maggiormente in difficoltà”. “Ci sarà la possibilità che il cibo che è stato prodotto, cucinato a bordo, ma non consumato nella giornata precedente, di essere sbarcato e donato, tentativo importante di donare le eccedenze alimentari che fino alla emanazione della Legge 166/2016 non era possibile. In passato i rifiuti alimentari, non consumati, a che si tratta di cibo di ottima qualità, non potevano essere assolutamente donati”.

L’On. Maria Chiara Gadda, emanatrice della legge 166/2016(Legge Antisprechi):”Una legge costruita con chi ogni giorno questa legge la deve applicare. Una legge che ha segnato un cambio di rotta, rappresentando un’opportunità per le imprese ed enti del terzo settore dal punto di vista culturale e progettuale. In Italia ma anche nel panorama europeo, la legge 166, è la prima legge di Economia Circolare. Cioè per funzionare, l’Economia Circolare deve contemplare alcuni aspetti, sicuramente la sostenibilità economica del sistema, sicuramente quella ambientale ma soprattutto quella sociale. Questa legge finalizza il recupero delle eccedenze alla solidarietà sociale. Il progetto di Costa Crociere, unico nel suo genere, è un esempio virtuoso che coniuga il messaggio sociale del contrasto agli sprechi alimentari, con la sostenibilità economica ed ambientale del sistema”.

 

Salvatore Carruezzo

 


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Il VALORE DELLE FILIERE PRODUTTIVE NEL NUOVO CONTESTO COMPETITIVO E INNOVATIVO TRA INDUSTRIA 4.0 E CIRCULAR ECONOMY

SESTO VOLUME DELLA COLLANA
“UN SUD CHE INNOVA E PRODUCE”

La Ricerca di SRM presentata oggi al Banco di Napoli

 

Il 43,6% del valore aggiunto manifatturiero nel Mezzogiorno è generato dalle filiere Alimentare, Aeronautico, Automotive, Abbigliamento-Moda e Farmaceutico (4A e Pharma). Si tratta di 12,7 mld di €, il cui peso sul dato nazionale supera quello medio manifatturiero: 17,2% contro 12,3%.
L’export di tali produzioni è di 20,6 mld €, il 13,5% dell’export nazionale, si contano inoltre oltre 49mila imprese, pari 33% dell’Italia e oltre 217mila addetti, il 19,1% del dato nazionale. (allegate le schede delle filiere).
Le 5 filiere meridionali citate hanno un peso di rilievo anche nel commercio manifatturiero interregionale: il 45% per export ed il 48,4% per import. Sono inoltre filiere lunghe che si sviluppano da Nord a Sud e per effetto delle interdipendenze di filiera, 100 euro di investimento in questi 5 settori producono un effetto a cascata su tutta l’economia nazionale di 580 euro, con un moltiplicatore quindi pari a 5,8.

Oltre 10.000 imprese (oltre i dieci addetti) nel Mezzogiorno, hanno fatto investimenti in innovazione ed hanno parametri che le rendono quindi innovative. Queste imprese sono più concentrate rispetto alla media nazionale nell’Internet of Things (10,2% contro 9,9%), nelle vendite on line (11,9% contro 11,4%) e dei Big Data Analytics (6% contro 4,9%), settori nei quali il Mezzogiorno spicca per qualità innovativa.
Il nuovo paradigma dell’Economia Circolare, basato sul riutilizzo nel ciclo produttivo di scarti e rifiuti industriali, sarebbe particolarmente adatto allo sviluppo di un’industria nel Mezzogiorno capace di integrare crescita economica e ambiente. L’industria del riciclo in Italia produce 12,6 miliardi di euro di valore aggiunto, circa l’1% dell’intero PIL italiano.

Napoli, 22 maggio 2018 – È stata presentata oggi, nel corso di un convegno nella sede del Banco di Napoli, la ricerca realizzata da SRM (Centro Studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo) dal titolo Il valore delle filiere produttive nel nuovo contesto competitivo e innovativo, tra Industria 4.0 e Circular Economy, sesto volume della collana di studi sui settori manifatturieri di punta del Mezzogiorno.
Il convegno, introdotto dal Presidente del Banco di Napoli, Maurizio Barracco ha avuto l’obiettivo di stimolare un dibattito rivolto ad esprimere l’importante ruolo che il Mezzogiorno riveste nelle cinque filiere produttive nazionali – Alimentare, Abbigliamento-Moda, Automotive, Aerospazio, Farmaceutica e delle Scienze della Vita. Sono stati analizzati i punti di forza e le aree di rischio della produzione meridionale, e quei fattori chiave – come la logistica e l’innovazione – che assicurino le sue potenzialità di crescita ed espansione, nonché le proposte di intervento, identificando i possibili obiettivi di politica industriale per l’area meridionale.

La ricerca dimostra che il valore delle filiere manifatturiere meridionali va misurato sia attraverso i tradizionali indicatori, ma soprattutto attraverso le innumerevoli relazioni produttive che percorrono lo stivale da Nord a Sud e viceversa. L’obiettivo è infatti evidenziare il peso e il valore competitivo delle realtà industriali meridionali e il grado di connessione produttiva delle filiere, fulcro di forti interdipendenze tra Nord e Sud e driver di valore del Made in Italy nel mondo. Il Paese risulta quindi più unito di quanto sembri ma viene anche sottolineato quanto oggi sia cruciale adottare i nuovi modelli competitivi dettati dalla Quarta rivoluzione industriale e dalla Circular Economy, per favorire un concreto e strutturale percorso di crescita delle principali filiere produttive meridionali.

Nel corso della giornata, inoltre, il Direttore Generale del Banco di Napoli Francesco Guido ha presentato il nuovo progetto Impresa 2022. Obiettivo dell’iniziativa è quello di tracciare il modello a cui le imprese dei settori economici più importanti del Sud dovranno tendere per essere realmente competitive fra cinque anni – quindi nel 2022 – non soltanto in termini di mantenimento della quota di mercato attuale ma anche per aspirare a traguardi superiori. Attraverso uno studio sviluppato da SRM che osserva le dinamiche nazionali e internazionali benchmark di ciascun settore e proietta i trend in atto, il progetto identifica quindi i profili dimensionali minimi, il grado di apertura internazionale, le tecnologie, le competenze professionali e le managerialità necessarie allo scopo. Il progetto ha il fine di creare un’“alleanza” fra le imprese più avanzate da un lato e gli attori dell’istruzione, della formazione, dell’innovazione dall’altro, con un ruolo della Banca che interviene non soltanto per garantire il supporto finanziario ordinario, ma anche per accompagnare la crescita attraverso misure di finanza straordinaria, consulenze strategiche e internazionalizzazione.

I risultati della ricerca sono stati presentati dal Direttore di SRM, Massimo Deandreis e da Salvio Capasso, responsabile dell’area di ricerca “Economia delle Imprese” di SRM.

E’ seguita la tavola rotonda introdotta e moderata dal direttore generale del Banco di Napoli Francesco Guido alla quale hanno partecipato – nella prima sessione dal titolo “Nuovi modelli competitivi tra Industria 4.0 e Circular Economy – Antonio Caraviello, CEO Sophia High Tech, Gennaro Chianese, Product Manager Original Birth e Luigi Iavarone, Amministratore IWT – Iavarone Wood Technology. Alla seconda sessione della tavola rotonda dal titolo “Le filiere lunghe: sinergie e collaborazioni tra i territori” hanno partecipato Dario Gallina, Presidente Unione Industriale Torino e Ambrogio Prezioso, Presidente Unione Industriali Napoli.

Il convegno si è concluso con l’intervento dell’Assessore alle Attività Produttive della Regione Campania Amedeo Lepore.

Maurizio Barracco, Presidente Banco di Napoli: “I dati e le analisi oggi illustrate ci ricordano che il Mezzogiorno è ricco di realtà positive che il Banco di Napoli è pronto a sostenere per favorire una ripresa duratura e dimostrano che anche nel Sud sono presenti aziende con caratteristiche competitive vincenti e ben integrate nella filiera nazionale ed internazionale. Il nostro intento è quello di far luce sulle filiere eccellenti del Mezzogiorno, nelle quali c’è capacità di fare impresa, spirito imprenditoriale, internazionalizzazione e voglia di misurarsi concretamente con le migliori realtà internazionali”.

Francesco Guido, Direttore Generale del Banco di Napoli: “L’incontro di oggi, esplorando le caratteristiche innovative delle nostre filiere produttive, ci fornisce la chiara percezione di come le imprese e le dinamiche imprenditoriali si stanno trasformando e orientando verso un nuovo modello competitivo basato su innovazione, dimensione, formazione e internazionalizzazione. In questo contesto il Banco di Napoli ha lanciato il progetto Impresa 2022 con l’obiettivo di contribuire con la collaborazione attiva delle nostre realtà imprenditoriali a definire un percorso di crescita dell’intero tessuto produttivo. Il Banco di Napoli vuole in questo modo fattivamente impegnarsi a sostenere le imprese in questo percorso che, come dimostrano i dati, è anche la via per un migliore merito di credito e un più forte legame tra banca e imprese”.

Massimo Deandreis, Direttore Generale SRM: “L’obiettivo della ricerca è conoscere e far conoscere il valore delle principali filiere produttive del Mezzogiorno e riconoscere la loro forza connettiva tra il Nord ed il Sud del Paese. Dai dati emerge infatti non solo il valore e la presenza significativa di queste filiere nel Mezzogiorno ma anche l’interdipendenza esistente e il contributo che esse forniscono alla competitività del nostro Paese. Un Sud, quindi, che sa innovare, produrre e nel quale esistono grandi eccellenze. Da qui emerge un messaggio positivo che può contribuire a ridare fiducia, anche per attrarre nuovi investimenti e valorizzare la voglia di fare impresa”.

http://www.sr-m.it/wp-content/uploads/2018/05/CS-filiere-22-maggio-2018.pdf

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Uno strumento operativo per la nautica da diporto

BARI – E’ un interessante libro da tenere sulla scrivania, anzi a portata di mano, per chi volesse completare la propria conoscenza e competenza come “perito navale e nautico” e non solo. Parliamo del primo libro “commentario” della nuova legge del Codice della Nautica da Diporto, edito da Libellula Edizioni e scritto con grande professionalità dall’Avv. Roberta Caragnano. L’ultima riforma del Codice della Nautica da Diporto è contenuta nel D.lg. n. 229 del 3.11.2017. e i commenti riguardano anche la legge delega n. 167/2015, la legge n.  2015/2017 e la legge di Bilancio 2018.

Con questa nuova riforma, la Nautica da diporto diventa “maggiore” e contempla una sua autonomia nell’esercizio della navigazione da diporto, sia quella commerciale, sia quella per “plesure”.

La Prof.ssa Roberta Caragnano, Avvocato giuslavorista e Direttore Scientifico Responsabile della Collana Diritto del lavoro, Commerciale e della Navigazione, ha evidenziato la specificità e la complessità di un dipartimento del nostro Diritto, quello navale e nautico, che tutti aspettavamo da anni, sia professionisti della struttura della navigazione, come scienza, sia per gli appassionati del mare e del suo ampio orizzonte, compreso quello del turismo nautico. Devo dire che il commentario si legge e si consulta agevolmente, soprattutto con una linearità dovuta alla sua didattica delle unità esposte nel libro.

Si tratta di unità legislative riguardanti l’ambiente marino e le norme per la sua protezione; la sicurezza della navigazione nell’accezione moderna di security e di safety, normata dalle convenzioni internazionali IMO per la salvaguardia della vita umana in mare. Sportelli telematici per i diportisti , registro telematico delle imbarcazioni da diporto e del registro dei titolari di patenti nautiche.

Non si tralascia la normativa sulle scuole nautiche e centri di formazione nautica: troppi in Italia e a volte anche troppo superficiali, dal sapore casalingo, e non tutti accreditati per legge,  senza considerare le nuove normative internazionali  per acquisire le competenze e la professionalità per essere uno skipper o hostess di bordo di uno yacht (STCW ). Non si vuole comprendere che si può essere istruttori  anche se si possiede una patente nautica, o essere socio di i associazioni nautiche, ma per essere docenti di tali discipline occorre una formazione universitaria con una abilitazione specifica in navigazione. Il libro è testimone di una visione completa del nuovo assetto giuridico della Nautica da Diporto.

Competenze espresse anche nella prefazione del presidente del Distretto Pugliese della Nautica, Dott. Giuseppe Danese, e nella premessa del Prof. Ugo Patroni Griffi, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale. Un grazie all’Avvocato  Roberta Carignano per il suo impegno in questo settore.

 

Abele Carruezzo

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ARRIVATE A VADO LIGURE LE GRU ZPMC “DI PIAZZALE” COMPLETAMENTE AUTOMATIZZATE, UNICHE IN ITALIA

VADO LIGURE – Sono arrivate a Vado Ligure le prime gru ARMG (Automated rail mounted gantry cranes) destinate ad operare nel terminal container che APM Terminals sta costruendo all’interno del porto: il loro lungo viaggio verso l’Italia, conclusosi il 14 aprile, era cominciato ad inizio gennaio in Cina ed ha compreso il passaggio dal Sudafrica e una sosta in Gran Bretagna.
Il completamento delle fasi di sbarco eseguito da ZPMC Italia nel porto di Vado ha richiesto circa 8 giorni, cui sono seguiti i test di routine per macchinari complessi di questo tipo, tuttora in corso. Si tratta di una prima fornitura, composta da sei delle ventuno gru di questo tipo che APM Terminals ha acquistato dalla società ZPMC. Le gru, “di piazzale”, serviranno per movimentare i contenitori all’interno di quella che sarà l’area più tecnologicamente avanzata del terminal di Vado, totalmente automatizzata.

La particolarità di queste gru infatti è data, oltre che dalle notevoli dimensioni, anche dal fatto che saranno supervisionate “in remoto” da operatori altamente specializzati, i quali lavoreranno all’interno di una sala di controllo nell’edificio destinato ad ospitare tutto il personale APM Terminals che è attualmente in costruzione a Vado. Le gru sono state acquistate da APM Terminals, che ha richiesto a ZPMC una customizzazione del 20% rispetto alle specifiche standard. Si muoveranno longitudinalmente su binari di 600 metri.

Si tratta di un unicum a livello nazionale: nessun altro operatore portuale infatti utilizza ancora questo tipo di gru automatizzate in Italia ed anche in Europa sono pochissimi i porti dove sono presenti; ma l’intervento dell’uomo resterà naturalmente fondamentale perchè spetterà al personale APM Terminals monitorarne il corretto funzionamento.

Ricordiamo che saranno tre i tipi di gru che opereranno nel terminal:Gru “a cavaliere” (straddle carrier), già arrivate, destinate alla movimentazione orizzontale dei contenitori, dalla banchina del porto al piazzale e viceversa,Gru “di piazzale” (ARMG), destinate alla movimentazione dei contenitori all’interno del piazzale,Gru “di banchina” (ship to shore), destinate al carico e allo scarico dei contenitori dalla nave alla banchina del porto e viceversa.Gru a cavaliere e di banchina sono manovrate da operatori a bordo dei mezzi.

“Si tratta di un’altra importante tappa nel percorso di realizzazione del terminal di Vado Ligure, una struttura al cui interno il fattore umano e l’alta tecnologia si fonderanno per garantire un servizio efficiente, sicuro ed ecologicamente sostenibile al mercato internazionale” ha dichiarato il managing director di APM Terminals S.p.A., Paolo Cornetto.

“È una pagina storica per la portualità Italiana, il terminal di APM di Vado e le nostre gru apriranno il corso dell’automazione portuale portando il nostro paese a far parte dell’élite terminalistica mondiale. ZPMC Italia è onorata di essere stata scelta da APM Terminal SpA come partner privilegiato in questo percorso” ha dichiarato il managing director di ZPMC Italia Elio Crovetto.

Simposio “Il ruolo del mare nell’economia nazionale e la tutela degli interessi marittimi del Paese”

LIVORNO –  Intervenendo al Simposio “IL ruolo del mare nell’economia nazionale e la tutela degli interessi marittimi del Paese” organizzato dal Ce.S.I, Carlo Lombardi, Segretario della Federazione del Mare ha dichiarato: “L’Italia è una potenza manifatturiera povera di materie prime, i cui approvvigionamenti giungono per lo più via mare, una terra in gran parte peninsulare, con molte isole e città costiere, il cui sviluppo non ci sarebbe stato in passato, e non ci sarebbe oggi, senza l’impronta delle attività marittime sulla loro realtà sociale ed economica”.

“Visto il peso dell’economia marittima nel nostro Paese – ha continuato Lombardi –  “l’auspicio che la Federazione, che riunisce le principali organizzazioni del sistema marittimo, ribadisce è quello che le Istituzioni possano in prima istanza rafforzare la Direzione Generale per la Vigilanza dei porti e trasporto marittimo e poi dare luogo ad un Ministero dedicato o un’unità specifica con poteri di coordinamento (Agenzia o Segretariato del Mare, ad esempio, eventualmente presso la Presidenza del Consiglio), in modo che una catena di comando  ben integrata porti ad una maggior efficacia nell’adozione politica e nell’attuazione legislativa e amministrativa delle decisioni in campo marittimo, e sia in grado di farlo in tempi conformi agli standard europei e internazionali, caratteristici di questo mondo”.

SINTESI DELL’INTERVENTO – LA VALIDITA DELLE RIFORME IMPLEMENTATE PER LA COMPETITIVITA’ DEL SETTORE

Quello marittimo è un settore fortemente regolato, sia a livello internazionale, sia europeo e nazionale, di cui un deciso processo di ammodernamento normativo ha a suo tempo favorito lo sviluppo, con le riforme del sistema portuale nel 1994, ove già si anticipava ampiamente quella poi realizzata negli ultimi anni, e nel 1998 della navigazione mercantile internazionale, riforma quest’ultima impostata secondo linee-guida della Commissione europea  più volte confermate e poi estesa alla navigazione crocieristica, a quella del cabotaggio maggiore, a quella da diporto, a quella peschereccia.
Oggi il cluster marittimo industria spende annualmente quasi 20 miliardi di euro in acquisti di beni e servizi e nel complesso, le attività industriali del cluster marittimo occupano uno spazio di rilievo nel panorama produttivo nazionale, superiori a settori consolidati come la farmaceutica o le assicurazioni.

LO SVILUPPO DI INFRASTRUTTURE E LOGISTICA

Per mantenere una posizione di avanguardia è certo sempre più necessario un adeguato sviluppo delle infrastrutture e della logistica, in modo da assicurare trasporti celeri, efficaci ed economici tra le aree nazionali od europee e quella grande porta sul mondo che è il mare.

I NUMERI DELL’ECONOMIA MARITTIMA

Secondo l’ultimo Rapporto sull’economia del mare (il V) realizzato assieme alla Fondazione Censis, il valore dei beni o servizi prodotti dalle attività marittime, il cui insieme è definito dal termine di cluster marittimo, è di 33 miliardi di euro, pari al 2 per cento del Prodotto interno lordo complessivo e al 3,5 per cento della sua componente non statale, con una occupazione complessiva di 470mila addetti, tra diretti e indiretti. Il trasporto marittimo serve il 90% del commercio mondiale, commercio che nell’ultimo decennio è cresciuto da 6 a 10 miliardi di tonnellate e salirà nel 2030 a 17 miliardi.

Ciò significa che l’integrazione tra le varie aree del pianeta e il loro sviluppo, che sta portando ad un incremento del reddito medio anche nel terzo e quarto mondo (e alla fuoriuscita di molti paesi da situazioni di povertà insostenibili), non sarebbero possibili senza il trasporto marittimo di materie prime, di merci alimentari, di beni semilavorati e finiti. In questo contesto, la protezione delle linee marittime e del libero commercio ha un’importanza strategica evidente Particolarmente importante è la navigazione mercantile per l’Italia, che riceve via mare quasi la totalità delle materie prime per la nostra industria manifatturiera (nel 2016, 200 milioni di tonnellate).

Quella italiana è anzitutto una economia di trasformazione, dove le materie prime arrivano da fuori (per lo più da altri continenti) per essere qui processate in semilavorati e prodotti finiti e quindi destinate ad altri mercati in Europa e nel mondo (nel 2016, 70 milioni di tonnellate). A ciò si aggiunge il trasporto interno di merci, che si situa oggi sui 95 milioni di tonnellate. Complessivamente, nei porti italiani le linee di navigazione internazionali e di cabotaggio hanno movimentato nel 2016 oltre 480 milioni di tonnellate: 180 milioni di merci liquide alla rinfusa, 70 di rinfuse solide, 230 milioni di merci varie (di cui, 95 milioni su rotabili e 115 milioni in container).

Oggi la flotta mercantile di bandiera italiana è tra le principali al mondo (la 3^ dei grandi paesi riuniti nel G20) e si situa intorno ai 16 milioni di tonnellate di stazza, con posizioni di assoluto rilievo nei settori più sofisticati (ro-ro, navi da crociera, navi per prodotti chimici). Il nostro Paese mantiene la leadership europea nel traffico crocieristico (con 4.600 scali di navi e 6,2 milioni di passeggeri), e nella costruzione di navi passeggeri e motor-yacht di lusso.

MARINA MILITARE: NAVE ALPINO IN SOSTA A NORFOLK DAL 18 AL 24 MAGGIO

NORFOLK – La fregata europea multi missione (FREMM) della Marina Militare Alpino, è arrivata questa mattina al Pier 1 Bearth 5 della base militare di Norfolk (U.S.A.), dove sosterà fino al 24 maggio.Prima di fare ingresso nel porto di Norfolk, il 16 e 17 maggio nave Alpino ha svolto diverse attività addestrative con le unità della US Navy, finalizzate ad implementare ulteriormente i livelli di prontezza operativa e flessibilità d’impiego.

Nave Alpino, consegnata alla Marina Militare il 30 settembre 2016, è la quinta unità FREMM e la quarta in versione “antisommergibile”. Si tratta di una Nave allestita con sistemi tecnologici all’avanguardia e di ultimissima generazione.

La Campagna oltreoceano, il confronto e le attività congiunte con Marine amiche e alleate, costituiscono una preziosa occasione di addestramento, utile a mantenere elevati i livelli di cooperazione per il rafforzamento dei rapporti con gli alleati trans-regionali.Nave Alpino garantirà una presenza qualificata e tecnologicamente rilevante in diversi Paesi con cui l’Italia intrattiene importanti rapporti politico-diplomatici, economici e di attività di cooperazione militare. Le attività che verranno condotte si inquadrano, più in generale, all’interno dei compiti istituzionali che la Marina Militare, senza soluzione di continuità, assicura al nostro Paese e alla collettività in tutte le aree di interesse strategico, garantendo una concreta presenza navale finalizzata al sea-control, alla sicurezza delle linee di comunicazione commerciale (Sea Line of Communication – SLOC), alla vigilanza sulle attività marittime nazionali, alla deterrenza e contrasto alle attività illegali in alto mare, alla cooperazione internazionale e all’addestramento.

Questa Campagna è rilevante sia per la possibilità di proiettare l’immagine della Marina Militare, delle Forze Armate e del sistema Paese in aree di non usuale gravitazione, sia per il supporto fornito alla  competitività internazionale di importanti realtà nazionali. In tale ambito si inquadra anche l’importante attività tesa a mostrare e far conoscere le capacità operative dell’Unita a favore di delegazioni composte da membri del congresso degli Stati Uniti ed ufficiali della US Navy nell’ambito del processo informativo per la definizione , da parte della US Navy, di una nuova classe di fregate (programma di acquisizione statunitense denominato Future Frigate Program FFG(X) destinata a colmare il gap capacitivo tra le Littoral Combat Ship (LCS) e le unità classe Arleigh Burke.Tale iniziativa di proiezione marittima e naval diplomacy rientra nel più ampio progetto che mira a “fare sistema”, integrando le capacità operative dell’Equipaggio con i moderni sistemi di fabbricazione italiana imbarcati su nave Alpino, costruita da FINCANTIERI, sponsor unico e partner della campagna.

La presenza oltreoceano è anche l’occasione d’incontro con le numerose comunità italiane residenti all’estero e include anche l’organizzazione di eventi culturali e di promozione dell’immagine dell’Italia e delle sue eccellenze.

ANTONIO REVEDIN NOMINATO PRESIDENTE “CRUISE AND FERRY PORT NETWORK” DELL’ESPO

VENEZIA – Antonio Revedin, Direttore Pianificazione Strategica e Sviluppo dell’AdSPMAS è stato nominato Presidente del “Cruise and Ferry Port Network”, think-tank della ESPO (European Sea Ports Organisation) di cui fanno parte i rappresentanti dei maggiori scali europei per crociere e traghetti.

Il network affronta i temi della pianificazione delle infrastrutture, dei servizi per i passeggeri, delle relazioni tra porto e città, dell’ambiente e della security, ponendosi come interlocutore di riferimento rispetto al Parlamento Europeo e alla Commissione Europea. Il “Cruise and Ferry Port Network” si occupa, inoltre, di redigere il “codice di buone pratiche” che costituisce un riferimento per le strategie in materia di crociere e traghetti per i porti.

La nomina riconosce l’eccellenza e la lunga esperienza dello scalo veneziano nel gestire con successo importanti flussi di traffico passeggeri in un contesto urbano delicato e in costante equilibrio con le esigenze del porto commerciale e industriale.”L’implementazione di corrette strategie di sviluppo del settore crociere e traghetti” – conferma Antonio Revedin – “deve essere costantemente monitorata. Non solo perché è necessario garantire una pianificazione in linea con i trend di mercato che porti allo sviluppo dei traffici; altrettanta attenzione infatti deve essere posta alla sostenibilità dei trasporti e della catena logistica ed è ciò che accade a Venezia.

La funzione di homeport dello scalo crociere e la progressiva crescita del settore traghetti, che ha superato il 40%  nel 2017 anche in virtù di un moderno terminal dedicato esclusivamente a Ro/Ro e Ro/Pax, ci impongono infatti di adottare le migliori “best practice”. In questo senso, la nomina a Presidente del “Cruise and Ferry Port Network” mi permetterà di rappresentare, a livello europeo, le soluzioni adottate a Venezia e, al contempo, garantirà un continuo confronto con le attività svolte negli altri porti UE”.

IL NAUTILUS Anno 13 N°1

In questo nuovo numero de Il Nautilus vi proponiamo uno speciale sul porto di Trieste con gli ultimi dati e provvedimenti che riguardano le recenti attività dell’Autorità di sistema. Si parla anche dei porti di Civitavecchia, Ancona, Venezia, Napoli, La Spezia, Genova, Cagliari e Porto Torres. Ma si parla anche dei risultati della manifestazione NauticSud che si è svolta a Napoli e di come vengono smaltiti i rifiuti prodotti dalle navi secondo le ultime direttive internazionali.
poseidone danese

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