Porti: Serracchiani, pdl taglia tasse a scalo Trieste

“Ci stiamo occupando di tutta la portualità italiana”

“I porti sono un volano di sviluppo incredibile e il porto di Trieste forse lo è più di altri. La mia proposta di legge sancisce che qui si possono pagare meno tasse, si possa sfruttare appieno il porto Franco internazionale che permette di fare lavorazioni di merci nell’area portuale in condizioni vantaggiose, e avere più posti di lavoro con buste paga più pesanti. La proposta parte da Trieste ma interessa il sistema portuale italiano, con cui bisogna fare alleanze”. Così la deputata Debora Serracchiani ha sintetizzato gli obiettivi di una sua proposta di legge, presentata oggi a Trieste alle categorie e agli operatori portuali.

Evidenziando che “è una legge di prospettiva che contiene parti immediatamente recepibili all’interno di altri dispositivi legislativi, ad esempio per quanto riguarda la detassazione sul lavoro”, la parlamentare ha reso nota l’esistenza di un “supporto dei ministri dello Sviluppo economico e dell’Economia”.

La proposta di legge, ha spiegato Serracchiani, “prevede la possibilità di effettuare la cessione di merci e le connesse prestazioni di servizi in esenzione dall’Iva”. Ci sono poi “un’interpretazione autentica, che ripristina l’esenzione dall’Imu, della normativa in materia di classificazione di immobili ubicati nelle aree portuali, nei punti franchi del porto di Trieste e nelle zone economiche speciali (Zes)” e “l’istituzione di una Zes per agevolare l’insediamento delle attività produttive all’interno del porto e vantaggi infrastrutturali, che – ha precisato Serracchiani – è ‘un di più’ che inseriamo in una fase di transizione”.

Va infine in applicazione dell’Allegato VIII del Trattato di pace di Parigi del ’47 l’articolo della pdl che prevede “agevolazioni in materia di lavoro nell’area portuale, laddove si dispongono un beneficio contributivo di 3mila euro annui per tre anni a chi fa nuove assunzioni, e una detassazione dei redditi da lavoro pari a 7500 euro”.

La parlamentare ha indicato che “va fatto un lavoro estenuante e determinato sull’Agenzia delle dogane e su tutte le agenzie dello Stato che hanno a che fare con il porto. Questa attenzione deve essere di tutti: noi faremo la nostra parte ma abbiamo bisogno di un supporto forte da parte di tutto il territorio. Dobbiamo spiegare cos’è il porto di Trieste fuori dai nostri confini e soprattutto far capire che – ha concluso – ci stiamo occupando di tutta la portualità italiana e non solo di Trieste”.

“The Livorno Cold Chain” – Berlino, 6 febbraio 2020

In occasione della fiera FRUIT LOGISTICA, che avrà luogo dal 5 al 7 febbraio prossimo, l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale, in collaborazione con il Terminal “Darsena Toscana-GIP Group”, l’Interporto “A. Vespucci” ed il “Livorno Reefer Terminal” del gruppo “CPL”, organizza giovedì 6 febbraio, alle ore 11.00, presso il proprio stand (Hall 25-Stand A-01) la presentazione della “Livorno Cold Chain”, la filiera logistica legata alle attività di trasporto, movimentazione e distribuzione dei prodotti agroalimentari refrigerati che transitano dal porto di Livorno.

ALLA RICERCA DELLA SOSTENIBILITÀ LOGISTICA: DAI PRINCIPI ALLA REALTÀ, E RITORNO

A Shipping, Forwarding & Logistics meet Industry,

le diverse sfaccettature di una logistica a basso impatto e ad alta efficienza

Milano- Il settore della logistica delle merci contribuisce per circa il 14% per il PIL dell’Unione Europea, un valore di circa 1000 miliardi di euro. I costi logistici pesano in media sul prezzo finale di un prodotto dal 10 al 15%. Ogni punto percentuale di efficienza recuperata significherebbe un risparmio di 10 miliardi di euro. Questa è la prima componente della ricerca di una maggiore sostenibilità nel trasporto merci. La seconda è quella oggi più evidente: la riduzione delle emissioni di gas climalteranti.

Secondo i dati ufficiali dell’EEA (la European Environment Agency) nel 2018 il 26,3% delle emissioni dell’Unione Europea si riferivano ai trasporti. Se si considera sola la parte relativa al trasporto merci, la quota risulta di poco più del 12%. La UE si è data entro il 2050 l’obiettivo di azzerare le emissioni nette, con una riduzione del 50% entro i 2030. Come arrivarci è un dibattito aperto. ALICE – Alliance for Logistics Innovation through Collaboration in Europe, un’iniziativa che riunisce alcune decine di aziende della produzione, della distribuzione e della logistica, ha sviluppato diverse roadmap nel tentativo di conciliare l’obiettivo con l’efficienza e quindi i costi: trasferimento modale, trasporti a zero o a meno emissioni, riduzione della congestione, circolarità dei contenitori e degli imballaggi.

Ma la sostenibilità ha anche altre dimensioni. Una di quelle meno considerate è il consumo di suolo dovuto ai magazzini, il cui numero sta crescendo in tutta Europa alla ricerca, appunto, di una maggiore efficienza. Più magazzini posizionati in modo da servire meglio le destinazioni potenziali riducono in teoria il numero di tratte di trasporto. L’altra faccia della medaglia è che superfici vaste vengono impermeabilizzate. D’altra parte, l’esplosione di nuove modalità di acquisto, come l’e-commerce, porta a moltiplicare le consegne e le tratte di trasporto. Inoltre, alla ricerca di maggiore competitività, i merchant di e-commerce tendono a garantire modalità sempre più favorevoli per la restituzione dei prodotti. Questo sta portando all’esplosione della logistica di ritorno, o inversa, sino a qualche anno fa un fenomeno legato per lo più alla gestione delle merci nella grande distribuzione alimentare.

Nell’e-commerce dell’abbigliamento, ormai tra il 50 ed il 60% delle tratte è legato al ritiro di capi, scarpe ed accessori, con conseguente incremento di percorrenze e veicoli in circolazione.
Ironicamente, la logistica inversa è però fondamentale per l’economia circolare. Senza considerare il settore degli alimentari, il ritiro tempestivo, per esempio, degli scarti elettronici dai punti di raccolta è cruciale per ridurre il tempo di attraversamento della catena del riciclo da parte delle materie prime recuperate dagli scarti, mettendole in grado di competere economicamente sul mercato con quelle “vergini”.

Da queste osservazioni, è evidente che logistica sostenibile va ben oltre il concetto di furgoni elettrici. A Shipping, Forwarding & Logistics meet Industry 2020, la sessione dedicata dell’argomento, cerca di tenere conto e di offrire una riflessione sui molti aspetti della sostenibilità nella logistica. L’incontro, che vedrà la partecipazione dei maggiori esperti e testimonial di buone pratiche nazionali ed internazionali, è in programma nel pomeriggio del primo giorno di conferenze.

Workshop: La criminalizzazione del comandante della nave: criticità e prospettive

27 gennaio 2020 – ore 10:30 Sala Antonio d’Amico, Confitarma
P.zza SS Apostoli, 66 – Roma RSVP segreteria@istnav.org

L’Istituto Italiano di Navigazione (IIN), su proposta del Sindacato Comandanti e Direttori di macchina USCLAC/UNCDIM, ha ricevuto l’incarico di predisporre uno studio sul fenomeno in atto, a livello nazionale e internazionale, di “criminalizzazione” della figura del Comandante in caso di qualsivoglia incidente coinvolga la sua nave. Fenomeno la cui gravità è stata rilevata anche dall’IMO che, nel 2006, ha emesso raccomandazioni specifiche per gli Stati Membri.

Un approfondimento scientifico, e a livello di prassi, delle ragioni che sono alla base della progressiva estensione degli spazi di responsabilità penale a carico delle posizioni apicali di bordo, il Comandante in primis, pare quanto mai opportuno. In particolare, lo studio e il workshop affronteranno due aspetti del fenomeno tra loro connessi. Da una parte la crescente complessità del quadro giuridico nazionale, europeo ed internazionale che regola la materia; dall’altra, la scarsa attenzione sinora dedicata alle implicazioni di natura psicologica che tale regime di piena ed esclusiva responsabilità, su quanto accade a bordo, produce sul personale coinvolto.

Per tali ragioni uno degli obiettivi dello studio sarà di mettere a fuoco le difficili condizioni nelle quali si trovano a operare i comandanti delle navi, anche a causa di un quadro giuridico in parte obsoleto. Al seminario prenderà parte un panel di relatori di riconosciuta esperienza e competenza, in grado di affrontare alcune delle più rilevanti problematiche giuridiche del settore. Lo studio e gli atti del convegno saranno oggetto di una pubblicazione con il coordinamento del Prof. Avv. Mario Carta, Presidente del Comitato Scientifico IIN-Unitelma Sapienza

PROGRAMMA
ORE 10:00 – Registrazione dei partecipanti
ORE 10:30 – Saluti
Prof. Antonello Folco Biagini – Rettore Unitelma Sapienza
Dr.ssa Palmira Petrocelli – Presidente Istituto Italiano di Navigazione – IIN
C.te Claudio Tomei – Presidente USCLAC-UNCDIM-SMACD
Introduzione
Dr. Luca Sisto – Direttore Generale Confitarma
Intervengono
Mr. Elan Cohen – Executive Chairman Liberian International Ship & Corporate Registry (LISCR)
Avv. Francesco Del Freo – Avvocato penalista, esperto di diritto marittimo
Prof. Avv. Vincenzo Mongillo – Ordinario diritto penale Unitelma Sapienza Interventi programmati
ORE 13:00 – Chiusura dei lavori

L’IMPATTO DEL SISTEMA PORTUALE VENETO NEL NORDEST E IN ITALIA: 21 MILIARDI E OLTRE 92 MILA OCCUPATI

Uno studio congiunto di AdSPMAS e CCIAA Venezia Rovigo calcola con un metodo innovativo l’indotto e le ricadute dirette e indirette dei porti veneti nel sistema economico regionale e italiano

Venezia Porto Marghera-Il posizionamento del sistema portuale veneto, comprendente i porti di Venezia e di Chioggia, nei diversi ambiti operativi e rispetto ai competitor nazionali ed europei, appare decisamente rilevante se si considera che Venezia è il primo home port crocieristico nazionale con 1,56 milioni di passeggeri movimentati e il porto di Chioggia, nel settore della pesca, è secondo solo a Mazara del Vallo grazie alle 16,788 tonnellate di pescato e alle oltre 5,5 migliaia di tonnellate di stazza complessiva della flotta peschereccia. Tra i porti mercantili, lo scalo veneziano risulta settimo a livello nazionale grazie alle oltre 26 milioni di tonnellate di merci movimentate.

I risultati si evincono dallo studio “L’impatto economico e sociale del sistema portuale veneto”, realizzato da Centro Studi Sintesi e Smart Land per l’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico settentrionale e Camera di Commercio di Venezia Rovigo e presentato stamane a Porto Marghera nella Venezia Heritage Tower con il supporto di Unioncamere Veneto e il patrocinio del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Lo studio rappresenta una novità dal punto di vista della metodologia adottata e risulta totalmente replicabile, sia in termini di sistematico aggiornamento annuale del lavoro, sia in termini di applicazione del metodo ad altre differenti realtà portuali. La matrice adottata permetterebbe, infatti, al decisore politico di fotografare la situazione di tutte le realtà portuali italiane, aiutandolo a definire strategie di sviluppo che garantiscano i migliori risultati possibili in termini economici e occupazionali, e supportandolo nella definizione delle priorità infrastrutturali e nell’allocazione dei fondi disponibili.

Il sistema portuale del Mare Adriatico settentrionale dimostra una spiccata vocazione di porto multi-purpose, dove nessun ambito prevale sull’altro in modo rilevante e dove la filiera agroalimentare si affianca a quelle siderurgica, chimica, energetica, commerciale, turistica e a quella della pesca. La multifunzionalità è sinonimo di flessibilità e rappresenta un valore aggiunto rilevante, poiché consente agli scali di Venezia e Chioggia di assorbire i cambiamenti repentini e imprevedibili dell’economia, orientando le priorità ora su uno ora sull’altro settore in funzione della congiuntura più o meno favorevole.

L’indagine dimostra anche come la vocazione multi-purpose del porto abbia accompagnato e sostenuto la crescita del territorio e delle sue imprese: nei settori analizzati, i flussi in ingresso al porto risultano strettamente funzionali al territorio regionale e al Nordest, aree per le quali il porto è una primaria fonte di alimentazione, tanto che le stesse aree coincidono con le destinazioni finali della quasi totalità delle merci movimentate dal sistema portuale. Ne consegue che il venir meno della funzionalità del porto provocherebbe danni consistenti all’intero sistema economico locale e regionale. Emerge, inoltre, come rilevante l’opportunità di includere il sistema portuale all’interno delle prossime scelte strategiche regionali sia in termini infrastrutturali sia economici.

L’analisi del tessuto produttivo di riferimento consente di ricostruire l’area gravitazionale del sistema portuale dal punto di vista dei livelli di produzione e occupazione generati. È dunque possibile quantificare in 1.260 le aziende direttamente impiegate a Venezia e in 322 le aziende impiegate a Chioggia, per un totale di 21.175 addetti. Le aziende coinvolte dal porto di Venezia sviluppano un valore di produzione diretto di 6,6 miliardi di euro, pesando per il 27% sull’economia comunale e per il 13% su quella metropolitana.

Misurando anche l’indotto, l’impatto economico totale è quantificabile in 92.284 posti di lavoro, il 61% registrati nell’ambito metropolitano, il 13% nell’ambito regionale al di fuori della città metropolitana e il 26% in Italia al di fuori del Veneto.

Tra produzione diretta, indiretta e indotto, il sistema portuale veneto pesa per 21 miliardi di euro di cui: 11,7 miliardi di produzione diretta, 7 miliardi di produzione indiretta e 2,3 miliardi di indotto, equivalente alla produzione generata dai consumi delle retribuzioni lorde percepite dalla forza lavoro coinvolta. Circa 10,6 miliardi della produzione totale rimangono nella città metropolitana, 3,9 nel resto del Veneto e i rimanenti 6,4 nel resto del Paese. Se per impatti economici diretti a beneficiarne è soprattutto il territorio locale, per quanto riguarda gli impatti indiretti e indotti, la maggior parte delle ricadute benefiche si registrano altrove, a conferma delle interconnessioni esterne generate dal sistema portuale.

“Quanto presentiamo oggi ci fornisce la base scientifica per affermare che il sistema portuale veneto, per valore economico-produttivo e per ricadute occupazionali, è un patrimonio di rilevanza nazionale”. Così il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale Pino Musolino che aggiunge: “L’importanza dello studio, però, va oltre i risultati, perché oggi proponiamo al decisore politico uno strumento di provata efficacia per effettuare delle analisi replicabili nel tempo ed esportabile negli altri scali portuali italiani, utile a prendere decisioni strategiche effettivamente fondate sui dati e sulle prospettive reali di crescita di un comparto con un orizzonte temporale medio-lungo. Tale strumento consente di definire e realizzare le infrastrutture che realmente servono e, quindi,  di allocare nel miglior modo possibile le risorse finanziarie europee e nazionali.

L’utilizzo sistematico di questa metodologia, inoltre, consentirebbe sicuri benefici a tutto il sistema Paese in termini di risultati di crescita e di rilancio dell’occupazione e permetterebbe di sganciarci definitivamente da una vecchia modalità di programmazione campanilistica e miope all’interno di territori che, invece, hanno bisogno sempre più di maggiore sinergia e strategie armoniche per risultare vincenti nella competizione globale”.

“Come ente rappresentante delle categorie economiche e del sistema imprese dei territori di Venezia e Rovigo abbiamo voluto e sostenuto l’elaborazione di uno studio oggettivo e concreto in grado di aiutarci a costruire il futuro del Porto di Venezia e Chioggia su basi solide, in linea con le reali esigenze delle imprese, dei flussi economici e dei cambiamenti sociali della Città Metropolitana e della Regione tutta – dichiara Giuseppe Fedalto, presidente Camera di Commercio di Venezia Rovigo – Il sistema portuale veneto è un attivatore di economie, di valore aggiunto e di produzione di indotti. Occorre lavorare su queste potenzialità e svilupparle puntando ad accogliere investimenti logistici e per questo è necessario progettare strumenti che ne favoriscano la loro attrazione ed in tale direzione va sottolineata la rilevanza strategica della Zona Logistica Semplificata”.

UNA METODOLOGIA INNOVATIVA E REPLICABILE

Lo studio presentato oggi ha tre elementi di forte novità rispetto alle indagini condotte finora su questo tema: è elaborato con un grado scientifico ad oggi mai applicato, è replicabile nelle altre realtà portuali e comprende anche il porto di Chioggia. Il team di ricerca si è mosso innanzitutto ricostruendo le caratteristiche infrastrutturali e funzionali dei porti di Venezia e di Chioggia in termini quantitativi e qualitativi. L’individuazione delle funzioni del porto e in particolare delle filiere nel quale opera ha consentito infatti di ricostruire le prime relazioni con il contesto e di delineare i principali numeri del porto.

A seguire si è proceduto a ricostruire le dinamiche dei flussi di origine-destinazione attivati dal porto per ciascuna vocazione e per modalità trasportistica, permettendo di ricostruire l’ambito di influenza del porto in termini relazionali e le direttrici dei flussi in termini infrastrutturali. E’ stato poi valutato il posizionamento del sistema portuale rispetto alle diverse scale transnazionali e alle reti di trasporto europee, comprese le autostrade del mare, e la messa in relazione del sistema con i principali porti nazionali e del Mediterraneo.

Successivamente sono state censite per quantità e qualità le aziende insediate nell’ambito portuale, con l’obiettivo di definire i livelli di produzione e occupazione generati. Infine, si è proceduto a quantificare l’impatto intersettoriale a livello locale, regionale e nazionale con riferimento alla capacità di creare produzione, occupazione, valore aggiunto e consumi mediante lo studio e la definizione originale di una matrice input-output specifica e dedicata all’analisi dell’interoperabilità settoriale.

https://app.box.com/s/xa4zr63x3wvkrn98lcos00c4e9y891sn/file/603868651286

CIRCOLO DELLA VELA BARI: FINE SETTIMANA DENSO DI IMPORTANTI APPUNTAMENTI IN MARE E A TERRA

I circoli associati alla Lega Italiana Vela si riuniscono a Bari sabato prossimo in quello che lo stesso presidente della Liv, Roberto Emanuele de Felice definisce un “importante momento di confronto per la definizione delle strategie per rafforzare il senso di appartenenza al club”.

L’assemblea sarà ospitata dal Circolo della Vela di Bari (sede Margherita) dalle 11 alle 16 e vedrà sedere al tavolo i presidenti o i rappresentanti dei 42 circoli che oggi compongono l’associazione riconosciuta dalla FIV impegnata nella promozione di eventi sportivi che mettono al centro dell’attenzione il club e il valore del guidone sociale.

“L’incarico ricevuto dalla LIV per noi è un onore. Ci piace pensare che si tratti di un riconoscimento per aver lavorato bene in questi anni” commenta Gigi Bergamasco, Direttore Nautico del C.V.Bari.

Quella della Lega Italiana Vela è un’attività iniziata nel 2015 con 21 circoli affiliati e che in soli cinque anni è cresciuta raddoppiando il numero dei club aderenti e definendo un’attività sportiva con un circuito di regate strutturato su 4 tappe a cui si è andato ad aggiungere il Campionato Italiano di Club Under 21.

Dal 2017 l’Associazione, grazie alla partnership con la Lega Vela Servizi S.r.l., conta anche sulla disponibilità di dieci imbarcazioni monotipo J70 che vengono concesse in uso ai club associati per le regate del circuito e per gli eventi della classe. L’appuntamento di sabato prossimo è un momento importante per la vita associativa della Lega Italiana Vela e ci si aspetta una partecipazione in massa dei circoli aderenti.

“L’Assemblea dei club in programma a Bari – spiega il presidente della LIV, Roberto Emanuele de Felice – rappresenta un’occasione di condivisione importante. Oltre all’approvazione dei rendiconti, dobbiamo confrontarci sul programma delle regate del 2020, condividere una visione su come deve essere strutturata l’attività sportiva per andare incontro a quelle che sono le aspettative dei circoli. Dobbiamo individuare la strategia oggi più efficace per far comprendere il reale valore della loro partecipazione alle nostre manifestazioni che rappresentano sicuramente un appuntamento sportivo agonistico, ma soprattutto un’occasione per consolidare il senso di appartenenza e il valore del club”.

Nel fine settimana (dal 24 al 26 gennaio) il Circolo della Vela Bari ospiterà anche il Raduno Nazionale Laser con 12 equipaggi provenienti da tutta Italia di cui quattro selezionati direttamente dalla Federazione Italiana Vela. Sono gli atleti che la federazione al momento ritiene i migliori in Italia nella classe preolimpica maschile. Tra i partecipanti anche alcuni equipaggi del Circolo della Vela Bari guidati dal tecnico Riccardo Sangiuliano che affiancherà il tecnico federale, coordinatore del raduno, Chicco Caricato. E per non farsi mancare proprio nulla al Circolo Vela Bari arriveranno anche ventidue equipaggi Optimist per il Raduno Interzonale (16 dell’VIII Zona FIV, di cui 7 del CV Bari e 6 del CV Ravennate) in programma sempre da venerdì a domenica e che rientra tra le attività formative in vista dei prossimi appuntamenti nazionali. A guidare il raduno ci penserà il tecnico del C.V. Bari Beppe Palumbo insieme al direttore tecnico zonale Michele Ricci.

Infine, sette equipaggi di classe 29er saranno accompagnati a Napoli dai tecnici Giordano Bracciolini e Vito Andriola per partecipare al trofeo Migliaccio.

Riprende il 43° Campionato Invernale: In programma nel weekend l’atto conclusivo

Sabato pomeriggio Enrico Zennaro racconta la sua esperienza alla Rolex Fastnet Race

CHIOGGIA- Riprende nel weekend sul campo di regata di Chioggia, dopo la pausa dovuta alle festività natalize, la 43esima edizione del Campionato Invernale di vela d’Altura, organizzato da Il Portodimare e Darsena Le Saline.

Il fine settimana vedrà infatti l’atto conclusivo della kermesse, che ha attualmente al suo attivo tre prove in classifica generale e che vede come leader provvisiorioil Melges 24 Furia Buia del veneziano Jacopo Longo con a bordo i fratelli Eulisse.

In programma sabato 25 gennaio, al termine delle prove in mare anche l’ultimo degli eventi collaterali organizzato da Chioggia Sailing Experience in concomitanza del Campionato, che avrà come titolo “La Mia Fastnet Race” e vedrà il velista chioggiotto Enrico Zennaro raccontare la sua esperienza ad una delle regate più dure e leggendarie al mondo, qual’è la Rolex Fastnet Race. L’evento, che inizierà alle 17:30  presso la sala meeting di Darsena Le Saline, è libero ed aperto a tutti, posti limitati.

Il Campionato Invernale di vela d’Altura è organizzato grazie alla collaborazione tra Il Portodimare e Darsena Le Saline, con il supporto dei partner: Banca Patavina, Cantina San Giuseppe, Ingemar, Bottaro.

Osservatorio Contract Logistics “Gino Marchet”-AMBITI DI INNOVAZIONE NELLA LOGISTICA: ESPERIENZE A CONFRONTO

Giovedì 30 gennaio 2020, ore 09.00 – 13.00

Best Western Premier BHR Treviso Hotel, via Postumia Castellana 2 – Quinto di Treviso (TV).

Presentazione della ricerca dell’Osservatorio Contract Logistics della School of Management del Politecnico di Milano

L’Osservatorio Contract Logistics “Gino Marchet” è un gruppo di lavoro che, studiando l’evoluzione del mercato italiano dell’outsourcing delle attività logistiche in tutte le sue declinazioni, intende approfondire criticamente i principali fattori di evoluzione del settore e discutere sul ruolo di innovazione che il relativo ecosistema può rappresentare per la diffusione di pratiche di eccellenza nella gestione della logistica e della supply chain in Italia.

La logistica si conferma un settore in crescita e in grande fermento: anche in questo campo, il paradigma della tecnologia 4.0 e la sostenibilità si stanno affermando con sempre maggiore forza, determinando anche una evoluzione delle organizzazioni aziendali e delle competenze di chi opera nella logistica.

Questo evento, svolto in collaborazione con Assologistica e con il patrocinio di Assindustria Venetocentro, vuole accrescere la “cultura logistica” nelle aziende; proprio per questo motivo verrà dato ampio spazio a casi di innovazione di rilevanti aziende committenti.

Il Convegno dell’Osservatorio Contract Logistics “Gino Marchet”, promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano, sarà l’occasione per rispondere a queste domande ed approfondire:

Quali sono i principali numeri e trend del mercato della Contract Logistics?

Quali sono le scelte in termini di gestione degli appalti?

Come stanno cambiando le organizzazioni dei fornitori di servizi logistici?

Come evolveranno ruoli e competenze nella logistica?

Quali sono le soluzioni 4.0 per l’intralogistica e i trasporti?

Quali sono i nuovi paradigmi per gli edifici logistici?

Quali soluzioni per l’efficienza energetica e la sostenibilità degli edifici?

Quali opportunità possono emergere dai servizi a valore aggiunto?

Programma del convegno:

9.00: Registrazione

10.00: Introduce e Presiede
Marco Melacini (Direttore Scientifico dell’Osservatorio Contract Logistics, Politecnico di Milano)

10.10: Interventi Istituzionali
Renzo Sartori (Vicepresidente e Responsabile Rapporti con Università e Centri di Ricerca, Assologistica)
Giuseppe Bincoletto (Vicepresidente, Assindustria Venetocentro)
Alessandro Badesso (Sales Manager, Gruppo Basso)

10.30: I risultati della Ricerca
Presentano
Marco Melacini (Direttore Scientifico dell’Osservatorio Contract Logistics, Politecnico di Milano)
Damiano Frosi (Direttore dell’Osservatorio Contract Logistics, Politecnico di Milano)

Introduce i casi aziendali
Andrea Fossa (Direttore Scientifico dell’Osservatorio Contract Logistics, Politecnico di Milano)

Intervengono
Valentino Soldan (Head of Logistics, Benetton Group)
(Invitato da TESISQUARE®)
Stefania Staccioli (Head of Supply Chain and Purchasing, BSH)
(Invitato da Gruppo Codognotto)
Alessandro Santoni (Responsabile Commerciale, CFG Servizi)
(Invitato da Energo Logistic)
Fabio Orlandi (Logistic Director, Coca-Cola Hellenic Bottling Company)
(invitato da Number1 Logistics Group).
Zeno Pizzighella (Employer Branding & Learning Development Manager, FIEGE)
(Invitato da Gi Gr oup)
Nicola Negri (Direttore Generale, Gruppo Mauro Saviola Holding)
(Invitato da CLO Servizi Logistici)
Valter Moriondo (Customer Service Manager Meals, Mondelez)
(Invitato da STEF)
Paolo Ghezzi (Head of Advanced application, STILL – Region Italy, Spain, Portugal) – Presenta il caso Sofidel
Davide Zorrer (Product Manager Digital & Safety Solutions, Jungheinrich Italiana) – Presenta il caso Unieuro
Roberto Martinelli (Real Estate Consultant Logistic & Industrial Department, World Capital Real Estate Group)

13.00: Chiusura dei lavori e lunch

Ufficio stampa School of Management PoliMi: d’I comunicazione
Pagina dell’evento https://bit.ly/37m8vNt

Il J24 della LNI Olbia, Aria-Fondazione di Sardegna ITA 443 ha concluso positivamente il 2019 e si appresta ad iniziare la nuova stagione agonistica con tanti obiettivi

Olbia. Il J24 della LNI Olbia, Aria-Fondazione di Sardegna ITA 443 ha concluso positivamente la stagione agonistica 2019 e si appresta ad iniziare il nuovo anno con tanti obiettivi.

“Dopo un 2018 che l’ha portata alla conquista del titolo di vice campione italiano ed a una serie di ottimi risultati sia al Campionato Mondiale disputato a Riva del Garda che nelle manifestazioni zonali disputate in Sardegna, il J24 della LNI Olbia, anche nell’anno appena trascorso ha conquistato i gradini del podio.- ha spiegato il timoniere Marco Frulio -Aria che dal giugno 2019 è Aria-Fondazione di Sardegna, in quanto sostenuta dalla Fondazione di Sardegna, Ente Sardo senza fine di lucro che promuove e patrocina progetti ed iniziative, proprie ed altrui, di interesse pubblico e di utilità sociale, attraverso contributi e/o finanziamenti, ha, infatti, partecipato nel 2019 all’intera attività zonale disputata in acque sarde, Cagliari, Alghero ed Olbia, nonché al Campionato Italiano svoltosi in primavera a Cervia.

Quanto al Circuito Zonale, Aria ed i membri del suo equipaggio hanno ottenuto un 2° posto nella tappa cagliaritana organizzata del Windsurfing Club di Cagliari, un 2° posto nella tappa di Alghero organizzata dalla locale sezione della Lega Navale Italiana e, già Aria- Fondazione di Sardegna, il 3° posto nella tappa gallurese organizzata dal Circolo Nautico Olbia che per la prima volta ha visto i J24 della flotta sarda regatare nelle acque prospicienti il molo Brin in mini regate adrenaliniche, c.d. voli, che hanno entusiasmato gli equipaggi ed il pubblico olbiese.

Le ottime prestazioni ottenute nel Circuito Zonale hanno permesso ad Aria-Fondazione di Sardegna ITA 443 di salire ancora una volta sul podio, in quanto seconda nella classifica 2019 del Circuito della flotta Sarda J24.
In campo nazionale il team della LNI di Olbia si è classificato al 10° posto con la vittoria parziale di una prova e sempre in lotta per le posizioni di vertice.
Ma gli obiettivi del team Sardo non finiscono qui.

Nell’anno appena iniziato, ben augurante per tutti i velisti (20 20), Aria-Fondazione di Sardegna parteciperà a numerosi eventi: inizierà con la tappa olbiese del Circuito Zonale dei J24, organizzata dalla LNI Olbia dal 2 febbraio al 1° marzo, per proseguire con la seconda tappa del Circuito Zonale dei J24 organizzata dalla LNI di Alghero dal 15 marzo al  19 aprile. Dal 28 aprile al 5 maggio Aria-Fondazione di Sardegna ed il suo equipaggio, grazie al contributo della Fondazione di Sardegna, parteciperà al Campionato Europeo che si svolgerà a Muggia-Trieste presso Porto San Rocco ed al Campionato Italiano che si svolgerà dal 27 maggio al 3 giugno sempre sullo stesso campo di gara. Per ora, da Aria-Fondazione di Sardegna è tutto.”

LIBERTY LINES ED ELLADE VIAGGI PRESENTANO LA LINEA VELOCE OTRANTO-CORFU’

Liberty Lines ed Ellade viaggi la prossima settimana incontrano le agenzie di viaggi pugliesi per presentare la linea veloce estiva Otranto Corfù.

Quattro eventi programmati a Bari, Brindisi, Lecce e Taranto per consentire agli addetti ai lavori di conoscere tutti i dettagli di questa importante iniziativa dalla viva voce di chi ha curato la programmazione della linea.

Si tratta del collegamento via mare più breve fra Italia e Grecia, meno di tre ore per coprire poco più di 80 miglia. Una linea di rilevanza strategica per il territorio salentino, che esalta il ruolo di Otranto come porto italiano più vicino alla Grecia.

Una linea pensata per i pugliesi che amano trascorrere vacanze anche brevi a Corfù, per i turisti che vogliono andare in Grecia in poco tempo, per chi ha noleggiato una barca nel marina di Gouvia, per chi arriva a Corfù in aereo e vuole raggiungere velocemente il Salento o viceversa.

Corfù diventa così un’isola a portata di week end, di gita in giornata. E l’aliscafo può fungere anche da transfer da e per uno degli aeroporti, come quello di Corfù, fra i meglio collegati del Mediterraneo durante il periodo estivo.

Da Corfù inoltre è facile raggiungere altre località in Grecia (Paxos ed Igoumenitsa), ed in Albania (Saranda), grazie alle comode coincidenze di aliscafi e traghetti gestiti da operatori locali.

L’apertura di un nuovo collegamento via mare è sempre una bella notizia, e la collaborazione delle agenzie di viaggi del territorio è fondamentale per la sua buona riuscita.

Il programma degli eventi:

BARI: 29/01 ORE 13.00, Hotel Villa Romanazzi

BRINDISI, 29/01 ORE 19.30, Palazzo Virgilio Hotel

LECCE: 30/01 ORE 13.00, Hilton Garden Inn

TARANTO, 30/01, ORE 19.30, Plaza Hotel

IL NAUTILUS Anno 14 N°3

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato allo shipping con un focus sul soccorso in mare e sulla Brexit, il ruolo del porto di Salerno e la "Barletta marinara". Poi un approfondimento sui fari di Brindisi ed uno sul trasporto ad emissioni zero con Emma. E ancora, approfondimenti sulle crociere e sulla sicurezza nei nostri porti.
poseidone danese

© 2020 il nautilus. All Rights Reserved. Performed by SC Lab