Livorno cerca la sua Via della Seta

LIVORNO – Cina-Pireo-Livorno, è questo l’asse lungo cui potrebbe svilupparsi il futuro dello scalo labronico. Se ne è parlato a Palazzo Rosciano, durante un incontro cui hanno preso parte il console onorario della Repubblica Popolare Cinese a Firenze, Wan Fuguo, e il console onorario della Grecia, Elena Konstantos; a riceverli, oltre al padrone di casa, Stefano Corsini, anche il sindaco cittadino Filippo Nogarin e il dirigente della promozione dell’ente portuale, Gabriele Gargiulo.

Non è un caso che nel quartier generale della Port Authority il console cinese e quello greco si siano presentati insieme. Dal 2016 il porto del Pireo è infatti in mano alla Cina attraverso il colosso Cosco ed è diventata una delle più importanti teste di ponte tra i mercati dell’Estremo Oriente e quelli dell’Europa Centro-Occidentale. Per Livorno potrebbe dunque presentarsi la possibilità di sviluppare collegamenti feeder con lo scalo ateniese che quasi un anno fa ha accolto presso il suo principale terminal container le prime unità navali da 20 mila Teu. Non solo: i due scali potrebbero traguardare inedite sinergie anche sul fronte dei rotabili, che rimane il business principale del porto della Città dei Quattro Mori.

L’idea di una collaborazione commerciale tra i tre Paesi non nasce certo oggi, ma è stata preparata attraverso una serie di incontri interlocutori che lo stesso presidente Corsini ha avuto nei mesi scorsi con il console greco Konstatos, che si è offerta di fare da intermediario con l’establishment politico cinese. Si tratta di un feeling che si è venuto a creare in tempi non sospetti e che è stato valorizzato quest’oggi dallo stesso console cinese, che ha asserito di essere venuto in visita a Livorno anche su richiesta del numero uno della Piraeus Port Authority, FU Chengqiu, e dei vertici del Piraeus Container Terminal, con cui vanta ottimi rapporti.

«Il nostro obiettivo è quello di promuovere la collaborazione tra Livorno e il Pireo – ha detto Fuguo –, riteniamo ci siano le condizioni per approfondire le possibili convergenze tra i due porti».

Gli ambiti di collaborazione potrebbero essere molteplici e svilupparsi nel quadro degli investimenti che la Cina sta portando avanti nel nome della Belt and Road Initiative, la nuova strategia commerciale con la quale Pechino potrebbe arrivare ad attivare tra i 1000 e 1400 miliardi di dollari di investimenti infrastrutturali. Si tratta di un progetto di un’ampiezza straordinaria di cui potrebbe beneficiare tutto il tessuto produttivo locale. Non a caso all’incontro ha partecipato anche il sindaco, la cui città ha fame di nuove occasioni di sviluppo industriale anche a seguito della recente crisi che ha investito il territorio: «Il porto e la sua città lavorano in stretta sinergia – ha dichiarato Nogarin, che ha così voluto mettere sul tavolo delle trattative l’ottimo rapporto che esiste tra Comune e l’Autorità Portuale – in alcune realtà i rapporti tra i due enti costituiscono un freno allo sviluppo di nuove occasioni, qui da noi sono invece sono un punto di forza».

L’incontro si è poi spostato in porto e ha consentito agli ospiti di farsi un’idea più chiara dello scalo portuale e delle potenzialità che questo sarà in grado di esprimere una volta realizzato il nuovo terminal container del porto (la Darsena Europa), vero asset sul cui futuro sono in molti a scommettere e sui cui sia Nogarin che Corsini hanno a più riprese richiamato l’attenzione dei due diplomatici.

La riunione, per ora soltanto interlocutoria, ha avuto già degli sviluppi, tanto che il console onorario cinese, il presidente Corsini e il sindaco si sono detti disponibili a proseguire la discussione direttamente in Grecia, presso il Porto del Pireo, dove dovrebbe essere organizzato un incontro con i vertici dello scalo ateniese.

«Grazie ai collegamenti con il Pireo, Livorno può aspirare a diventare un hub importante per la Cina sia nel traffico containerizzato che in quello dei rotabili – ha dichiarato Corsini – riteniamo da questo incontro possano nascere inedite possibilità di sviluppo per il nostro porto».

IMO 2020 influenzerà i consumi e quanto ci costerà?

Londra-L’aumento della tassa sul diesel in Francia ha generato la rivolta di strada di Parigi con i “gilet gialli”, mettendo in crisi la stessa politica francese e tuttora ala ricerca d’identità. L’IMO, alla stessa maniera, con l’introduzione delle nuove linee guida fra poco più di un anno, costringerà le compagnie di navigazione a utilizzare combustibili “più puliti” per le loro navi, cioè diesel marino a basso contenuto di zolfo per salvaguardare l’ambiente marino e l’atmosfera. Avremo le “navi con gilet gialli”?

Le agenzie di rating prevedono che le nuove regole IMO 2020 faranno aumentare la domanda di diesel per il trasporto, mentre l’offerta sarà limitata dalla capacità che avranno le industrie di raffinazione ad adattarsi al nuovo fronte con rapidità. Secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia, i prezzi all’ingrosso del diesel potrebbero aumentare fino al 30%, poiché saranno molte compagnie di navigazione, obbligate a usare carburanti più puliti per evitare potenziali sanzioni.

I conti. Secondo la S&P Global Platts Analytics, il costo economico complessivo dell’IMO 2020 potrebbe raggiungere anche un trilione di dollari usa nel giro di cinque anni. Le compagnie di navigazione, con una flotta mondiale di circa 80.000 navi, inevitabilmente trasferiranno sui consumatori i maggiori costi di carburante per l’utilizzo di diesel a basso contenuto di zolfo allo 0,5% o per l’installazione sule loro navi di dispositivi, “scrubber” (filtri depuratori), allo scopo di ripulire le emissioni dei motori. Ogni filtro depuratore, per la sua installazione a bordo di una nave, costa tra i due e i sei milioni di dollari usa.

Considerazioni. Se l’analisi ambientalista, spingendo sempre su regole più strette nel campo dei trasporti marittimi, è giusta probabilmente nel 2020 ci dobbiamo aspettare un’instabilità dei prezzi, perché la natura dei mercati delle materie prime influenzerà tutti gli intermediari del commercio di petrolio e soprattutto i bilanci delle famiglie. La maggior parte delle persone non sa cosa sia veramente l’olio combustibile e non conosce la sua chimica; ma se i prezzi aumenteranno per i consumatori a causa dell’IMO 2020, allora si presterà molta attenzione su questo fronte per mantenere stabili i bilanci familiari. Raggiungere l’obiettivo zero emissioni per l’IMO è fondamentale: tuttavia, data la crescita della popolazione globale, raggiungere tale obiettivo sarà difficile e le navi a zero emissioni potranno entrare in servizio su scala commerciale non prima della fine del prossimo decennio.

La politica. Per ora si discute e si fa propaganda soprattutto nel salvare il nostro pianeta dai repentini cambiamenti climatici. Poiché il trasporto marittimo rappresenta circa il 90% delle movimentazioni del commercio mondiale, i rischi inflazionistici derivanti dall’introduzione dell’IMO 2020 non sono presi in considerazione dal mondo politico. I responsabili delle politiche, per la maggior parte, non sono consapevoli della stasi che l’intero settore industriale e commerciale dovrà affrontare.

Il Presidente degli Usa, Donald Trump, si è impegnato personalmente nel richiedere all’OPEC un abbassamento dei prezzi petroliferi per salvaguardare i consumatori. Inascoltato, si sta preparando forse a non far passare l’IMO 2020?  Lo staff di Trump non è convinto che per affrontare il cambiamento climatico sia sufficiente aumentare i prezzi del petrolio. E ancora, non è convinto che costringere lo shipping a utilizzare combustibili più puliti non è sufficiente se non si affronti il rischio economico globale della stagnazione industriale. A meno che i governi non riducano le tasse sui carburanti, sicuramente per i consumatori saranno tempi si “verdi”, ma “duri”.

Rimane l’altro fronte politico e cioè come l’IMO farà rispettare i suoi nuovi regolamenti. Per le grandi compagnie di navigazione internazionali non sarà un problema, in quanto certificate e affidabili; ma la maggior parte delle altre e piccole compagnie sarà molto difficile monitorare lì attuazione delle nuove norme.

Abele Carruezzo

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NOMINE IMPORTANTI IN CASA NAUTICA ITALIANA NEL SEGNO DEL SOSTEGNO AL COMPARTO

MILANO – Una nuova rotta, complementare agli interessi dell’Associazione, di rilievo nazionale e internazionale per il Direttore Generale Marco Cappeddu, ed il Segretario Generale Lorenzo Pollicardo che hanno, infatti, accettato nuovi ruoli professionali.

Marco Cappeddu andrà a ricoprire un nuovo e prestigioso incarico istituzionale mantenendo per il momento le deleghe operative “pro tempore” fino all’insediamento e relativa comunicazione del nuovo riassetto organizzativo.
Lorenzo Pollicardo, invece, sarà il nuovo Technical & Environmental Director di SYBAss, l’Associazione internazionale che raggruppa i maggiori costruttori di Superyacht.

Due ruoli operativi pienamente sinergici con la mission di Nautica Italiana che avranno modo di contribuire, grazie alle nuove realtà istituzionali di riferimento, ad allargare la discussione e la visibilità relativa al comparto nautico includendo, così, settori strategici all’ulteriore consolidamento della leadership industriale italiana.

L’Associazione desidera ringraziare Marco Cappeddu e Lorenzo Pollicardo per il grande impegno e l’operato profuso sin dalla fondazione a servizio del progetto di Nautica Italiana, che oggi conta oltre 100 aziende associate e ha creato un solco innovativo nelle modalità di rappresentanza del settore.

LA FREGATA MARGOTTINI PARTE PER IL MEDIO ORIENTE E MAR ARABICO

LA SPEZIA – Oggi la Fregata Europea Multi Missione (FREMM) Carlo Margottini è partita dalla base navale di La Spezia, per iniziare una campagna navale che la vedrà impegnata in Oceano Indiano, Medio Oriente e Mare Arabico (MOMA) per svolgere attività di presenza e sorveglianza a tutela delle linee di traffico marittimo di interesse nazionale.

La campagna rientra, inoltre, nell’ambito delle attività  svolte nel settore della cooperazione internazionale e del dialogo tra i Paesi dell’area con cui l’Italia intrattiene importanti rapporti politico-diplomatici, economici ed industriali, rappresentando, dunque, un’importante occasione per promuovere in modo integrato il “Sistema Paese”, affiancando e supportando le attività di importanti rappresentanti dell’industria nazionale per la difesa come Fincantieri, Leonardo, MBDA ed Elettronica, la cui collaborazione con la Marina Militare e la Difesa ha reso possibile la stessa campagna.

Nave Margottini farà tappa a Karachi (Pakistan), dove prenderà parte all’esercitazione “Aman 2019” con la marina pakistana insieme ad altri 19 paesi, ad Abu Dhabi dove parteciperà alla “Naval Defence Exhibition” (NAVDEX 2019) nell’ambito dell’“International Maritime Defence Exhibition & Conference” (IDEX 2019), a Kuwait City (Kuwait), a Damman (Arabia Saudita) e a Muscat (Oman).

La partecipazione di Nave Margottini alla IDEX-NAVDEX 2019 dimostra l’attenzione della Marina Militare verso gli sviluppi tecnologici e il ruolo che ricopre nelle collaborazioni con l’industria nazionale nella progettazione e realizzazione di piattaforme e sistemi avanzati quali le unità della classe FREMM.

Porto di Livorno: tornano operativi 2 accosti per la manutenzione delle navi

LIVORNO – Tornano di nuovo operative, dopo oltre un anno di stop, due banchine del porto di Livorno destinate alla manutenzione navale. Si tratta degli accosti 76 e 77 Est, i quali erano stati interdetti a causa della presenza di una gru pericolante, la cui rimozione è terminata in questi giorni. Le due banchine sono pubbliche e fanno parte del compendio dei bacini di carenaggio, per l’assegnazione del quale è in corso una gara pubblica con due partecipanti.

Una parte di questi accosti dovrebbe essere assegnata, almeno fino a luglio 2019, per l’allestimento di tre yacht di Azimut Benetti, società che partecipa alla gara per l’assegnazione del compendio. Ad annunciarlo pubblicamente lo scorso 14 dicembre scorso era stato il presidente dell’Autorità di sistema portuale del Tirreno settentrionale Stefano Corsini, nel corso di una conferenza stampa congiunta col sindaco Nogarin e con il comandante del porto di Livorno, tenutasi proprio nella sede di Livorno di Azimut Benetti.

MARINA MILITARE: IL 18 GENNAIO AL COMSUBIN LA CERIMONIA DI CONSEGNA DEI BREVETTI

LA SPEZIA – Il 18 gennaio 2019 alle ore 12.30 presso il Comando Subacquei e Incursori (COMSUBIN) della Marina Militare a La Spezia, si svolgerà la cerimonia di conferimento dei brevetti da Incursore agli allievi del corso Ordinario 2018, alla presenza del Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, ammiraglio di squadra Valter Girardelli.

Grazie alla possibilità offerta dal concorso per Volontari in Ferma Prefissata di un anno (VFP1), numerosi giovani hanno potuto affrontare l’impegnativo corso formativo della durata di circa un anno – caratterizzato da quattro fasi distinte, durante le quali gli allievi ricevono l’adeguata preparazione fisica e professionale di base necessarie a condurre operazioni subacquee, anfibie e terrestri – che ha portato il Gruppo Scuole di COMSUBIN a brevettare 12 operatori.

I neo incursori riceveranno in occasione della cerimonia l’ambito basco verde ed entreranno a far parte delle Forze Speciali della Marina Militare.Diventare Incursore significa vivere una professione appassionante e unica, con la possibilità di una carriera avvincente e appagante nel Gruppo Operativo Incursori, il reparto di Forze Speciali italiane conosciuto e rinomato in tutto il mondo.

Si può diventare un Incursore della Marina Militare attraverso la frequenza dell’Accademia Navale di Livorno – per la quale è attualmente aperto il relativo bando concorsuale – e delle Scuole Sottufficiali, oppure partecipando ad un apposito concorso per Volontari in Ferma Prefissata di un anno (VFP1) pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale che permette di accedere direttamente alla Scuola del COMSUBIN.

COSIRIFAREIBARI: un Big Bang per un nuovo Universo Sociale

Bari deve guadagnare una nuova “Myra”: i nuovi marinai dovranno, ancora una volta, fare una scelta coraggiosa. A volte cambiare il “punto di vista” è salutare. Siamo abituati a vedere palazzi, negozi…, cielo e mare dal basso, seduti in una scatola detta “auto” che continuamente ci deforma la lettura di un territorio, di una città comprese le relazioni umane. La nostra vita è scandita da un insieme di segnali codificati (semafori, accessi e sosta); oppressi dall’affanno del traffico, dal rumore delle auto bloccate al solito incrocio; tutto questo non ha niente in comune con una mobilità sostenibile.

Mi piacerebbe raggiungere in pochissimi minuti i punti nevralgici di una città; respirare un’altra aria, e osservare una città nuova, fatta di costa e di aree verdi; partire dal porto e giungere subito in stazione ferroviaria, ospedale, borgo vecchio e centro servizi. E’ possibile? Occorre un sistema di trasporto ferroviario di passeggeri e merci dove i convogli  viaggino sopra una sede vincolata -monorotaia- con traiettoria ad anello. Occorrerà volgere la prua della nave-Bari, per conquistare non un mito ma un nuovo orizzonte laico, capace di proiettare la città verso quella dimensione internazionale che è nel cuore di tutti i baresi.

Bari, grande città metropolitana e di mare merita un futuro diverso, con un orizzonte del mare e del cielo che appartengono alle comuni relazioni umane di ogni barese. Una Bari nuova: “cosirifareibari”! Il piano progettuale, rivoluzionario, è dell’ingegner Vito Masi: un impegno professionale per costruire una Bari diversa, libera, vivibile, attraversata da un “fiume verde”, un vero Big Bang per un nuovo Universo Sociale.


“In una realtà come quella della città di Bari – afferma l’ingegnere Masi – collocata al centro di un hinterland metropolitano e di un meridione sempre più ‘desertico’, dove la mancanza di infrastrutture non è che il termometro di una sempre più profonda crisi esistenziale in un Sud marginalizzato nella sua economia e nei suoi valori, non basta ‘pensare‘ ad un Rinascimento virtuale del contesto sociale in cui viviamo, occorre creare concretamente le condizioni per una rinascita vera e duratura del Sistema Paese.” Ed ancora Masi afferma “Perché non esiste un ‘Nord’ senza un ‘Sud’. E non esiste un ‘Sud senza un ‘Nord’.” Ed ecco l’idea progettuale di Masi nel dichiarare che per invertire la tendenza a questo ‘incaprettamento’, occorre dare segnali forti e chiari che diventino simbolo e paradigma di una rinascita da troppo tempo soffocata da burocratismi, mafie e cedimenti striscianti di strati sociali sempre più ampi al malaffare.


“Cosirifareibari” è una strategia che vuole essere una risposta eclatante e rivoluzionaria a tutto questo ed ambisce a diventare il simbolo di una nuova speranza sociale: “Se Io sono cambiato, e Voi siete cambiati, tutto il Mondo può cambiare!” grida Rocky Balboa alla vecchia CCCP, ripiegata su ideologismi arcaici e sclerotizzati.
Stiamo attraversando, un periodo della nostra storia con scenari variabili, da una rivoluzione industriale prima a quell’informatica poi; fasi e declinazioni sociali molto accelerati che richiedono nuove logiche comportamentali flessibili e dinamiche. Una domanda di trasporto pubblico che cresce sempre più; il sistema di movimentazione in uso sul territorio urbano (bus con alimentazione autonoma e tram ad alimentazione elettrica da cavi aerei) sempre più limitato in termini di capacità di trasporto e con costi di gestione elevati (pensiamo a tempi d’attesa, soste, e livelli standard di sicurezza).

Anche il sistema di trasporto extra-urbano incide nel degradare le nostre città (entrata e uscita) e dilatando i tempi di percorrenza da un punto all’altro del territorio cittadino. Tutto questo comporta una sensibile e crescente riduzione delle attività commerciali e produttive, strozzate dalla difficoltà di accesso e parcheggio di utenti e merci, in una città, come Bari, che da sempre trae la sua linfa vitale da commerci e turismo. E ancora vediamo che il borgo murattiano barese è sempre più asfissiato dai rumori, dallo smog, dal traffico, e sembra accelerare la propria auto desertificazione.

Crescono le barriere nelle relazioni sociali di una città perché ci si allontana dai suoni, dai colori, dai silenzi, da quel mondo “a misura d’uomo” necessario per vivere. Crescono i costi ambientali dell’inquinamento acustico, termico e atmosferico generato da una società in cui i “consumi” sostituiscono la quantità alla qualità, le “abitudini di massa” al feed-back della memoria, la droga dell’indifferenza alla fantasia; l’habitat urbano ne esce degradato senza via di ritorno per il vivere quotidiano.

Per cercare un nuovo “punto di vista”, bisogna tener conto che non si può affrontare il “nodo” di Bari senza aver risolto l’equilibrio del borgo, né il borgo può prescindere dalle sue interazioni con la città e il territorio metropolitano; quindi, qualunque intervento teso a riorganizzare parti significative del centro storico deve prima affrontare in maniera radicale e risolutiva il nodo dei flussi di uomini e merci da e per la città. E allora immaginiamo di creare una piastra pedonale attrezzata: sollevata di circa tre metri rispetto al livello stradale; arredata a giardino pensile e connessa con scale mobili e percorsi terrazzati fioriti ai marciapiedi esistenti; sotto scorre il traffico attuale e sopra dotata di monorotaie per il trasporto rapido di massa; fondendo così, integrando piazze, teatri, musei, giardini, mare.

In questa maniera saranno facili nuove percezioni e nuovi scenari, generando un “fiume verde” per consentire di riappropriarsi delle stagioni, del profumo dell’erba, del sorriso di un amico, del canto degli uccelli, di odori e sapori antichi, cioè del riaffermarsi del “se stesso”. Un treno a “mono”-rotaia, come dice la parola stessa, che si muove scorrendo su una trave-guida di supporto e nella versione ipotizzata da due carrozze, lungo poco meno di ventisette mt e che può trasportare fino a 230 passeggeri, di cui trenta seduti.

Calibrata su un totale di 27 Km di tracciato, costituito da 1 anello centrale e tre bretelle di collegamento ai parcheggi perimetrali di scambio per le utenze extraurbane; la cui velocità massima, pari a 80 km/h, è compatibile con una implementazione a scala extrametropolitana -point to point- del sistema per gestire anche il traffico pendolare; ipotizzando di captare per ogni Km di monorotaia l’uno per cento del volume di traffico quotidiano in entrata nell’area metropolitana di Bari e con un ricavo netto superiore a 70 milioni di euro/annui, l’adozione di un people mover con questa tecnologia avrebbe un impatto ambientale nullo (motori elettrici a recupero di energia autoalimentati da pannelli fotovoltaici), ricucendo le periferie urbane con standards eccellenti per comfort, quantità di persone trasportate, certezza dei tempi di trasporto e sicurezza.

Quattro, in sintesi, i punti qualificanti di questo ‘New Deal’:

La Monorotaia: un sistema di trasporto rapido di massa in grado di ridurre i volumi di traffico del 27%, ad emissione nulla e con un utile medio annuo superiore a 70 milioni €, annullando di fatto le distanze tra centro e periferia con un tempo massimo di spostamento non superiore a 30’;

Il Fiume verde: più di 45 Ha di verde nel cuore della città, realizzati al di sopra del fascio di binari che oggi divide in due il territorio cittadino;

La Galleria delle Nazioni: 300.000 mq di spazi espositivi equamente distribuiti tra ‘Oriente’ ed ‘Occidente’ ed uniti da una piazza all’italiana, dove confrontare culture, artigianato, merci, anime. Sulla ‘Via della Seta’;

La Porta della Città: 18.000 mq divisi tra edifici terrazzati, destinati a terziario, residenziale e portuale, (con 22.00 mq a giardino pensile) e 24.000 mq di centro direzionale.

 

Salvatore Carruezzo

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Poli magnetici della Terra si spostano

Nottingham-Occorre prendere le dovute misure e compensazioni entro i prossimi giorni per non avere conseguenze sulla navigazione marittima e aerea nell’Artico. E’ noto a tutti che un ago magnetico, in generale e quello di una bussola in particolare, punta verso il “polo magnetico nord”. I poli magnetici terrestri, nord e sud, (zone di massima attrazione e/o repulsione) sono sottoposti nel tempo a una “polodia”, generando una declinazione variabile nel tempo e con la località (come l’Ammiraglio degli oceani, Cristoforo Colombo, annotò sul suo diario nel primo viaggio 1492).

La posizione del polo magnetico nord, nel secolo scorso, si è spostata dal Canada al centro dell’Oceano Artico; attualmente si dirige verso la Siberia con una velocità di circa 25 miglia nautiche all’anno. Queste previsioni sono possibili grazie ad un “modello” geomagnetico – il World Magnetic Model – che ben rappresenta il potenziale magnetico per qualsiasi località terrestre tramite la misura degli elementi dello stesso campo magnetico. Il World Magnetic Model predice il campo geomagnetico della Terra per i prossimi cinque anni e comunque è rifasato ogni cinque anni.

Gli scienziati hanno confermato che il WMM 2015 ha bisogno di essere aggiornato prima della scadenza (dicembre 2018), poi posticipato dal 15 al 30 gennaio 2019 a causa dello shut-down dei pubblici uffici Usa ancora in corso. Dalla fine del 2014, il campo magnetico terrestre, nei suoi elementi, è variato in un modo molto casuale; ciò ha portato a rendere meno preciso il modello WMM.  In particolare alle alte latitudini settentrionali, le variazioni sono state attribuite all’accelerazione subita del flusso magnetico dell’emisfero nord nel 2015/2015.

Il modello è stato prodotto dal British Geological Survey e dal National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA), per conto del Centro Geografico della Difesa del Regno Unito e della National Geospatial – Intelligence Agency degli Stati Uniti. Il modello ritiene che la componente fondamentale del campo geomagnetico è lo stesso nucleo della Terra: il nucleo del campo è generato dall’azione dinamica nel fluido del nucleo esterno, ricco di ferro, a 3500 kilometri sotto la superficie terrestre; detto flusso in continua evoluzione produce un campo magnetico e alterando continuamente i parametri dello stesso.

Il tutto è dovuto al campo magnetico del Sole che trasportato dal vento solare avvolge il nostro pianeta generando variazioni del campo terrestre, rafforzandolo o indebolendolo e con la polodia dei due poli magnetici terrestri. Il WMM è il modello standard più utilizzato per la navigazione marittima e aerea; è utilizzato anche dalle organizzazioni NATO, dal Dipartimento della Difesa degli Usa, e anche dai sistemi operativi per smart-phone (Android e iOS).

Quando si apre un’app per la mappa dello smart-phone, una freccia indica le modalità d’uso; il telefono contiene un magnetometro che misura il campo magnetico terrestre tramite il WMM,  e dopo aver corretto della declinazione magnetica, il telefono posiziona oggetti, itinerari e rilevamenti riferiti al “True North”. Il prossimo aggiornamento del World Magnetic Model è previsto nel dicembre 2019.

Abele Carruezzo

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Il potere decisionale in mano “alla rete”

Brindisi, città bellissima. Uno sky-line interrotto da un timone -il Monumento al Marinaio- rassicurante e accogliente; una Colonna romana, a testimonianza di un impegno marinaro dei Romani che, lasciando la via regina “ferma-solida”, guardandola da poppa dalle loro navi nell’uscire dal porto, prendevano la “via-rotta” per l’Oriente.

Per anni quelle banchine hanno servito le navi; molti operatori lungo quelle bitte servivano l’imbarco e lo sbarco di merci e di passeggeri. Poi sono servite come location per manifestazioni annuali di regate; e poi ancora qualche nave da crociera è ritornata ad ormeggiare, permettendo ai suoi ospiti di godere di viste uniche. Gli anni successivi non hanno definito l’uso marittimo, o non, di quel water front; molti si sono impegnati a partecipare al dibattito, e nel “rumore” si è consentita una censura forzata: se non appartieni a quel gruppo non potrai affermare un “no” o un “si”.

Anzi, oggi, un “no” non si nega a nessuno! Il rumore che si fa sui social o su i media diventa copertura per non condividere o decidere. Anzi è preferibile un like per non disturbare il manovratore. Per fare rumore non è necessario inventare una notizia: le navi possono benissimo attraccare alla banchina A oppure a quella B. Basta, per il rumore, diffondere una notizia vera ma irrilevante che crei ombra su quella banchina, su quella compagnia, su quella città, di rumore in rumore.

E’ solo nel silenzio che lavora il vero mezzo d’informazione. E allora, basta osservare quello che è successo a Genova, dopo il crollo del ponte Morandi; osservare a quanto sta operando Messina, Salerno, Trieste con -la Via della Seta- lo stesso Napoli che sta riscoprendo la sua marittimizzazione dei siti portuali e costieri; e le altre città-porto si censurano?

Salvatore Carruezzo

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CON MSC MAGNIFICA TORNA LA “WORLD CRUISE” A GENOVA

GENOVA – Durerà 119 giorni e toccherà ben 49 destinazioni in 32 diversi paesi, per un totale di 60mila chilometri il primo giro del mondo di una nave MSC che ha visto quale porto di partenza Genova
Era da 15 anni che dal capoluogo ligure mancava la ‘world cruise’ e ad inizio 2019 è alla fine tornata.

A bordo della MSC Magnifica, uno dei gioielli della flotta dell’armatore Aponte, ci sono 2.394 passeggeri, il 40% di nazionalità francese. Circa 1.400 quelli che si sono imbarcati a Genova, gli altri a Marsiglia, Barcellona e Malaga. Quasi un migliaio i membri dell’equipaggio (945 per la precisione), in gran parte stranieri ma con un centinaio di italiani tra ufficiali, tecnici e responsabili dei servizi culinari.

Nel 2019 MSC ha previsto anche un incremento delle mini crociere: 36 quelle in programma, confermando la tendenza di un segmento sempre più importante e sempre più richiesto, da giovani e per convegni. Intenzione di MSC è  dedicare una nave alle mini crociere nel Mediterraneo con Genova come base.

IL NAUTILUS Anno 13 N°4

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato alle crociere con un focus sull'Italian Cruise Watch e l'Ocean Cay di MSC Crociere. Due interviste esclusive ai presidenti di Autorità di Sistema: Pietro Spirito e Sergio Prete. Una riflessione sulla "Rotta Artica" ed un approfondimento sulla fascia costiera brindisina: estetica, criticità ed opportunità. Poi approfondimenti sulle Zes ed un progetto: "COSIRIFAREIBARI" che mira a cambiare il modo di spostarsi in città.
poseidone danese

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