Porto Torres: La Nautica Service Srl entra nel possesso della banchina turistica Nino Pala

La Natica Service Srl può ufficialmente operare sulla banchina turistica Nino Pala di Porto Torres

 

Venerdì 13 dicembre, ad Olbia, il presidente dell’AdSP del Mare di Sardegna, Massimo Deiana, e quello del CdA della società turritana, Giovanni Salvatore Conoci, hanno firmato l’atto formale di concessione demaniale marittima.

Provvedimento che, a seguito dell’aggiudicazione provvisoria del mese di febbraio e a tutti i successivi adempimenti di legge, consentirà al nuovo concessionario di prendere possesso del bene e avviare la propria attività. A partire dai lavori di manutenzione straordinaria, di messa in sicurezza e a norma della banchina; interventi per i quali, in base all’atto concessorio, la Nautica Service avrà 90 giorni di tempo. L’importo dell’opera di riqualificazione, pari a 200 mila euro, verrà decurtato dal canone annuale dovuto all’AdSP, nella misura del 50 per cento, fino al raggiungimento dell’importo totale speso.

Il bene demaniale, per un totale di 16 mila e 850 metri quadri (comprensivi di specchi acquei, manufatto, opere pertinenziali e area parcheggio), sarà gestito dalla società di Porto Torres – dietro pagamento di una quota complessiva di canone superiore ad 1 milione e 91 mila euro – fino al 17 ottobre 2034. “Con la firma odierna dell’atto formale di concessione demaniale marittima – spiega Massimo Deiana, Presidente dell’AdSP del Mare di Sardegna – chiudiamo un lungo iter di verifica sui requisiti previsti dalla legge e consegniamo ufficialmente la banchina turistica Nino Pala alla Nautica Service Srl.

Il mio auspicio è che il nuovo concessionario possa procedere celermente con la manutenzione del bene e renderlo operativo per la bella stagione. Sono certo che la struttura potrà essere valorizzata al meglio nelle sue potenzialità, con la creazione di servizi di eccellenza che ne accresceranno l’attrattività turistica e sociale, trasformandola in un vero e proprio volano per l’intero settore della nautica da diporto del nord ovest”. M.M.

LEGGE DI BILANCIO: PORTI TURISTICI ABBANDONATI, NESSUN INTERVENTO PER RISOLVERE IL CONTENZIOSO CON LO STATO

Alla protesta dei 200 lavoratori emiliani si aggregano gli operatori dei porti di mezza Italia. Oggi in 300 sotto il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, nonostante l’allerta meteo, insieme al Sindaco di Cattolica e all’Assessore al Demanio di Rimini
I rappresentanti di UCINA Confindustria Nautica e Assomarinas ricevuti dal Capo del Legislativo della ministra Paola De Micheli

Si è tenuta a Roma la prima manifestazione nazionale organizzata dagli operatori della nautica sotto il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, per protestare contro la mancata chiusura del contenzioso legale che oppone 24 Marine turistiche allo Stato.

Il contenzioso, che si protrae dalla finanziaria del Governo Prodi del 2006, riguarda l’aumento retroattivo dei canoni demaniali, già dichiarato illegittimo – oltre che dai tribunali civili di mezza Italia, Corti d’Appello, TAR e Consiglio di Stato – anche da una sentenza della Corte Costituzionale del 2017. Nonostante questo, le Agenzie del Demanio e delle Entrate procedono con l’emissione delle cartelle esattoriali.

In Emilia è esplosa la prima deflagrazione con il blocco dei conti correnti e  da ultimo con la misura tombale della revoca delle concessioni demaniali per il Porto di Rimini e due darsene di Cattolica. Una bomba che potrebbe portare al fallimento, per mano dell’erario, di 24 fra le più importanti marine turistiche del Paese.

A protestare assieme a imprese e lavoratori, indossando con gli altri il tipico giubbotto di salvataggio rosso, c’erano anche il Sindaco del Comune di Cattolica e neo-Consigliere Regionale di Anci Emilia Romagna, Mariano Gennari, e l’Assessore alla Programmazione del territorio e Demanio del Comune di Rimini, Roberta Frisoni.

“Se il Governo non cambia la norma, anche i Sindaci, pur consapevoli di questa situazione kafkiana, sono costretti a eseguire le indicazioni delle Agenzie dello Stato” – spiega il Presidente di UCINA Confindustria Nautica, Saverio Cecchi -. “Come ho avuto modo di dire personalmente alla Ministra De Micheli, non ci fermeremo di fronte a tanta sconsideratezza della Pubblica Amministrazione, che mette a rischio non solo i 2.300 lavoratori di questi 24 porti turistici, ma tanta parte dell’indotto. Solo in Emilia rischiano di andare a casa 350 persone”.

“Dopo 12 anni di battaglie legali, tutte vinte con il riconoscimento pieno dei nostri diritti” – commenta amaro Roberto Perocchio, Presidente di Assomarinas – “ci troviamo costretti a manifestare sotto il diluvio universale, con l’allerta meteo, per poter chiedere il permesso di tornare a operare normalmente, sulla base degli accordi che ciascuno di noi a suo tempo ha sottoscritto con lo Stato”.

Al termine della manifestazione una delegazione di UCINA Confindustria Nautica e di Assomarinas è stata ricevuta dal Capo Ufficio Legislativo del MIT, Avv. Mario Capolupo e dal Capo dipartimento, Dott.ssa Speranza de Matteo. Nel riconoscere che non è stato tecnicamente possibile trovare una soluzione nell’ambito della legge di bilancio, hanno assicurato la piena vicinanza della ministra De Micheli, che si sta adoperando con il collega di Governo titolare dell’Economia e delle Finanze, Gualtieri, al fine di intervenire nel prossimo provvedimento utile.

Porto di Ancona: fase valutazione su utilizzo banchine darsena Marche

Sono in corso una serie di valutazioni per definire una base solida di confronto sull’utilizzo delle banchine 19, 20 e 21 della darsena Marche del porto di Ancona, uno spazio rinnovato che sarà imprescindibilmente destinato ad uso e consumo di attività portuali, lasciando aperto lo spazio agli scenari di utilizzo ma comunque di carattere commerciale e di traffico merci e passeggeri.

I nuovi spazi disponibili per le attività portuali derivano dalla trasformazione in corso al porto, resa possibile grazie all’abbattimento dei 46 silos collocati sull’area, già ultimato quello dei 34 in concessione a Silos Granari della Sicilia srl e da effettuare quello dei 12 di Sai srl. Una decisione, questa, nata come risposta alla forte riduzione del mercato dei cereali nello scalo nella necessità di creare nuove opportunità di sviluppo e di occupazione. L’intervento consente di liberare un nuovo fronte di banchina di 350 metri, con un retro banchina di 33 mila metri quadrati. Per arrivare a definire la nuova destinazione delle banchine disponibili stiamo compiendo studi approfonditi, propedeutici alla scelta.

I temi trattati per arrivare ad una decisione della destinazione delle banchine 19, 20 e 21 riguardano in primis lo studio di carico massimo di resistenza sia a bordo banchina sia nel retro banchina aprendo a tutti gli scenari possibili compreso lo spostamento dei traghetti e della relativa mobilità di automobili e mezzi pesanti, in imbarco e in sbarco, che interesserà l’area, coinvolgendo naturalmente anche gli aspetti di security portuale.

A queste valutazioni, si aggiunge un’analisi dell’impatto ambientale sull’area eventualmente collegabile anche al progetto di studio della matrice ambientale, analizzato nel “Pia Ancona”. Tutti gli approfondimenti serviranno poi come base di discussione per un necessario e indispensabile confronto con tutte le istituzioni, le amministrazioni presenti in ambito portuale e gli operatori per una condivisione finale della destinazione d’uso delle banchine con l’obiettivo di rendere sempre più efficiente e funzionale il porto di Ancona.

Il Consiglio Federale festeggia Maelle Frascari

La prodiera di Vittorio Bissaro campionessa del mondo del catamarano olimpico Nacra 17 foiling è stata ospite del Consiglio Federale oggi a Roma. Un incontro e uno scambio di saluti e festeggiamenti. Il presidente Francesco Ettorre ha introdotto l’atleta, Maelle Frascari (Circolo Canottieri Aniene) a sua volta ha salutato i consiglieri con un breve intervento.

“Siamo molto felici, porto anche i saluti di Vittorio Bissaro, è stato un grande Mondiale nel quale abbiamo vissuto molti momenti da ricordare. Tra i più belli c’è l’accoglienza della squadra italiana al nostro rientro a terra: è molto bello sentire così vicini i compagni di squadra che sono anche amici. Molti di loro li conosco dai tempi in cui facevo i primi raduni con la squadra della classe Laser, alcuni sono stati dei miei riferimenti sportivi, oggi ricevere i loro complimenti è speciale.

“Voglio ringraziare tutta la Federazione, perchè sento che abbiamo fatto tutti un grandissimo lavoro, i nostri tecnici straordinari, i compagni di squadra, tutti i collaboratori, e ovviamente gli sponsor. In Nuova Zelanda ho constatato che la vela italiana è tenuta in alta considerazione. Spesso tecnici e atleti di altre nazioni faticano a crederci, si avvicinano e cercano di capire il nostro modo di lavorare. Credo sia la prova ulteriore dell’ottimo lavoro, testimoniata anche dai risultati: sono due anni che l’Italia vince il Mondiale nella classe Nacra 17!

“Un altro aspetto molto bello è che mi sembra di cogliere un crescente interesse da parte dei più giovani, anche non appassionati di vela, chiedono informazioni e si avvicinano. Sono orgogliosa del lavoro fatto con tutti voi. Questo Mondiale non ci cambia, siamo sempre gli stessi, sappiamo che c’è ancora tanta strada da fare, tanto lavoro e spingere sempre. Saremo gli iridati più brevi della storia, perchè tra due mesi c’è già un nuovo Mondiale! Ma intanto il nostro nome resterà nell’albo d’oro, e poi chissà…

Il presidente FIV Francesco Ettorre da parte sua ha voluto sottolineare il carattere dell’atleta azzurra: “Maelle ha saputo reagire con forza a infortuni e momenti difficili, il loro titolo è un premio al lavoro e allo spirito di squadra. Credo che per il futuro, il lavoro di qualità continuerà a dare risultati se saremo tutti capaci di lavorare sempre insieme come un team.”

Dopo un breve scambio con alcuni consiglieri e con il Segretario Generale Gianni Storti, alla fine il Consiglio ha tributato un lungo applauso finale alla neo campionessa del mondo Maelle Frascari.

Regione Abruzzo: Marsilio, intesa con Autorità di Sistema Portuale

Pescara-Un protocollo di intesa tra Regione Abruzzo ed Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale è stata sottoscritta, questa mattina, a Pescara, nella sede della Camera di Commercio dal presidente della Giunta regionale, Marco Marsilio, e dal presidente dell’Autorità, Rodolfo Giampieri. L’ottica è quella di sviluppare la trasversalità dei collegamenti merci tra la sponda tirrenica ed adriatica della penisola.

Si tratta di un’intesa che apre le porte all’istituzione della ZES, la Zona Economica Speciale che è tra le misure finalizzate ad attrarre nuovi investimenti nel Mezzogiorno permettendo così alle attività economiche ed imprenditoriali già operative ed a quelle che si insedieranno di beneficiare di speciali condizioni. Tuttavia, la ZES può essere costituita autonomamente da una Regione solo se dispone di un hub portuale nel quale transiti almeno un millesimo del traffico merci europeo e cioé 2 milioni 750mila tonnellate.

“Intendiamo rafforzare il ruolo dell’Abruzzo all’interno della programmazione strategica delle infrastrutture con l’Autorità portuale di Ancona – ha dichiarato il presidente Marsilio -. Si tratta di un impegno importante – ha proseguito – che ha la finalità di acquisire, anche da parte dell’Autorità portuale di Ancona, una piena adesione alla strategia delle infrastrutture abruzzesi.  L’obiettivo è quello di ottenere, per il tramite del governo nazionale, il riconoscimento in Europa dell’estensione dei Corridoi della mobilità europea anche lungo la costa adriatica e lungo l’asse trasversale tirreno-adriatico. Questo significa unire Roma a Pescara e i porti di Civitavecchia e Ortona e questo passaggio è fondamentale – ha concluso – per rafforzare l’ambizione  dell’Abruzzo di entrare, a pieno titolo, nel sistema delle infrastrutture della mobilità europea”.

In precedenza, Regione ed Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale hanno sottoscritto accordi funzionali a rafforzare proprio il Corridoio transmediterraneo e ad incrementare i collegamenti tra i porti di Civitavecchia ed Ortona.

L’accordo odierno, fermo restando che Ancona è l’unico porto dell’Adriatico centrale rientrante nelle reti core (quelle centrali da completare entro il 2030) e comprehensive (quella globale il cui completamento è previsto entro il 2050) e parte del corridoio SCANMED, consente, in relazione alle connessioni ferroviarie stradali ed ai  nodi logistici del territorio, di includere nella rete comprehensive le seguenti infrastrutture: le autostrade A14, A24 e A25, come anche l’infrastruttura del cosiddetto Quadrilatero, la linea ferroviaria Falconara-Orte e la Pescara-Roma, gli interporti di Jesi e Val Pescara e gli aeroporti di Falconara e Pescara. All’incontro era presente anche il presidente della Camera Commercio di Chieti-Pescara, Gennaro Strever.

Brindisi e la sua stella polare … di terra

Brindisi. Ancora una volta questa città è oggetto forse di scambi politici per le prossime elezioni, visto che progetti d’infrastrutture utili allo sviluppo dell’intero sistema aero-portuale (vedasi progetto dello shuttle e le non fermate a Brindisi della “freccia rossa”). Una città, dormiente che si lascia governare da twitter di propaganda verso il “bene comune” – virtuale -  e non da un programma semplice da attuare.

Sicuramente, in questi giorni, la città, tutta presa dall’algoritmo Nato/Israeliano del pre-post bomba, sta trascurando il proprio essere città di mare e portuale. Il Porto di Brindisi si appresta a voltare pagina: o rimane un “museo” della rappresentanza storica o si propone e s’impone di essere una  “gate way” mediterranea del trasporto merci e/o persone che possa dare sviluppo occupazionale al proprio territorio. Fra giorni, il Comitato di gestione dell’AdSPMAM discuterà argomenti che interesano il Porto di Brindisi.

Saranno prese importanti decisioni in merito allo sviluppo del Porto di Brindisi: la realizzazione dei sistemi di ormeggio (briccole) per permettere alle navi ro-ro di attraccare in sicurezza; area relativa al terminal “Il Mondo”, di bagni pubblici non conformi alla storia, dell’altezza di un tensostatico come impedimento ai voli aerei e soggetto a trombe d’aria, progetti dell’ASI ed altro, con il “nuovo”parere negativo – altalenante -  del Provveditorato per le Opere Pubbliche. Progetti che riguarderanno infrastrutture per la possibilità di rendere possibile la mobilità e il trasporto di persone e/o cose. La parola “infrastruttura” impone qualche riflessione: sono (infra) strutture che stanno sotto/dentro un territorio, in questo caso portuale, che serve per fornire servizi utili a realizzare una funzione portuale.

Ricordo che appena lo scorso nove aprile di quest’anno, la Giunta Rossi ha beneficiato del suo “consiglio” monotematico sul Porto di Brindisi: fu approvato all’unanimità un o. d.g. che impegnava Sindaco e Giunta a semplificare rapporti con l’AdSPMAM al fine di  procedere rapidamente a sbloccare l’iter burocratico per la realizzazione di importanti infrastrutture. Tutto il deliberato del Consiglio Comunale non è servito a niente, alla faccia di una maggioranza politica e di un’opposizione, perché tutti i progetti o quasi relativi alla portualità brindisina segnano il passo, mentre altre realtà della Regione Puglia diventano sempre più competitive.

E allora un’altra riflessione: Chi forma un territorio, il popolo o una Giunta comunale, un Sindaco, un Assessore o un Delegato del Sindaco in seno al Comitato di gestione portuale? Sicuramente al Popolo e non altri; anche se sono rappresentanti di parte politicamente relativa! A chi servono queste decisioni non conformi al deliberato di Consiglio Comunale? Chi si vuole servire? E soprattutto queste posizioni non concordate che non generano sviluppo chi le pagherà? Servono ai cittadini di oggi o a quelli di domani?

E nel frattempo che si fa? Ci si mette in coda alle tante crisi di un territorio martoriato da una politica incapace di responsabilità nelle scelte. Scelte di “safety” marittima obbligate, invece, saranno prese per garantire un servizio tecnico-nautico preservando una funzione portuale. Poi si passeggerà per il lungo water front portuale di Brindisi a guardare la “stella polare”, l’Alfa Ursae Minoris, quella si che serviva ai naviganti per determinare la rotta e la propria posizione. Forse l’abbiamo persa di vista? 

 

Abele Carruezzo

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La Spezia Container Terminal S.p.A. – LSCT: replica ai sindacati su modifiche reparto dogane LSCT

Leggiamo il comunicato emesso dall’ufficio stampa e comunicazione di Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti e ripreso da alcune testate online.

La Spezia Container Terminal S.p.A. – LSCT precisa che dell’avvio della procedura di licenziamento, che riguarda un caso specifico dell’ufficio doganale del terminal, alla luce dei nuovi assetti organizzativi nel porto di La Spezia e nel retroporto di Santo Stefano Magra, ne è stata data informazione alle RSA.

Comprendendo le difficoltà umane di chi ha per anni lavorato in questa funzione, confermiamo che il caso specifico non può essere in alcun modo generalizzato e riguarda una sola unica persona.

Si chiede a tutti i soggetti ufficialmente coinvolti di non strumentalizzare una situazione che non rappresenta la realtà dell’azienda LSCT le cui relazioni industriali sono, come sempre, orientate alla massima collaborazione e correttezza tra le parti.

Elementi che hanno fatto di questo terminal uno dei più efficienti in Europa e non solo.

UN FRANCOBOLLO EMESSO DAL MISE PER OMAGGIARE I 300 ANNI DEL PORTO FRANCO DI TRIESTE

EVENTO FINALE DEL PROGRAMMA MODERATO DA GAD LERNER ALLA TORRE DEL LLOYD

UN ANNO DI CELEBRAZIONI CON 35 EVENTI E 4500 PARTECIPANTI

Patuanelli: “Lo scalo è una risorsa importante per tutto il sistema Paese, per questo stiamo lavorando per formalizzarne l’extradoganalità”

D’Agostino: “L’anima di Trieste è il porto. Celebrato con un francobollo il primo porto italiano”

Trieste- Si è svolta ieri alla Torre del Lloyd la cerimonia conclusiva del III Centenario di istituzione del Porto Franco di Trieste. Momento centrale della celebrazione è stata la presentazione del francobollo celebrativo emesso dal Ministero dello Sviluppo Economico, facente parte della categoria “le Eccellenze del sistema produttivo ed economico” di Poste Italiane.

Realizzato dalla bozzettista Silvia Isola e stampato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, l’annullo filatelico sul porto di Trieste è stato realizzato con una tiratura di 500.000 esemplari, in 6 colori. Di dimensioni 40 x 30mm circa, riproduce sullo sfondo una mappa del porto di Trieste, su cui si stagliano a sinistra un treno adibito al trasporto delle merci, a destra una gru con elevatori per container e in basso al centro una nave mercantile, a testimoniare lo storico ruolo del porto di Trieste nei mercati internazionali.

In apertura di cerimonia, il Ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli è intervenuto con un video messaggio per motivare la decisione del MISE di dedicare un francobollo al Porto Franco e ricordare l’importanza dello scalo giuliano per tutto il sistema Paese:“ Il porto di Trieste è da sempre nodo dei traffici tra Oriente e Occidente, grazie alle sue peculiarità come i profondi fondali e le connessioni ferroviarie giornaliere verso le maggiori destinazioni europee” ha spiegato il ministro. “Lo scalo è una risorsa importante per tutto il sistema Paese, per questo stiamo lavorando per formalizzarne l’extradoganalità. Questo potrà essere il motore di sviluppo di una città che oggi ha un PIL industriale bassissimo, ma che,  attraverso la possibilità di fare industria di vario tipo – come la trasformazione delle merci nelle aree portuali – potrà attrarre nuovi investimenti e opportunità lavorative” ha concluso Patuanelli.

Per l’occasione, il giornalista Gad Lerner ha moderato l’incontro a cui sono intervenuti il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, il responsabile Corporate Affairs Filatelia di Poste Italiane Fabio Gregori e il presidente dell’Autorità del Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale Zeno D’Agostino.

“Il francobollo presentato oggi suggella l’importanza che il porto di Trieste ha assunto nel corso della storia ed è testimonianza, oggi come in passato, del suo ruolo centrale nei mercati internazionali. Il porto è l’anima di Trieste.” ha commentato il presidente Zeno D’Agostino. “Snodo di riferimento nel Mediterraneo per la Nuova Via della Seta, grazie al potenziamento della rete ferroviaria e allo status giuridico di Porto Franco, lo scalo giuliano è al primo posto per movimentazione totale di merci e primo terminal petrolifero del Mediterraneo, ma è soprattutto il primo porto italiano per movimentazione ferroviaria. Con un record di 10.000 treni raggiunto nel 2018 e 210.000 camion tolti dalla strada, il porto di Trieste rappresenta oggi come un tempo un vero modello in termini di efficienza, sostenibilità e attenzione alla qualità del lavoro” aggiunge D’Agostino.

Con la cerimonia di oggi si è concluso il ricco palinsesto celebrativo del Trecentesimo anniversario dell’istituzione del Porto Franco di Trieste, che ha visto susseguirsi a partire dal 18 marzo 2019 ben 35 eventi culturali e d’intrattenimento aperti alla città, fra cui concerti, spettacoli, laboratori per bambini, open day, visite guidate, presentazione di libri, convegni internazionali sulla portualità e logistica, che hanno coinvolto in totale oltre 4.500 persone.

Tirrenia CIN, Uiltrasporti: è giunto il momento di dichiarare sciopero

Roma-“La messa in esubero di mille marittimi e la chiusura delle sedi di Napoli e Cagliari che si abbatterà su altri 70 amministrativi, sono da respingere in toto e richiedono una risposta sindacale forte”. A dichiararlo il Segretario generale, Claudio Tarlazzi, e il Segretario nazionale, Paolo Fantappiè, di Uiltrasporti, riguardo a quanto comunicato da CIN SpA ai sindacati.

“Come Uiltrasporti – proseguono Tarlazzi e Fantappiè – riteniamo che sia arrivato il momento di dichiarare sciopero di tutto il personale di CIN, manifestando contro una decisione che farebbe molto male ai marittimi italiani”.

Navi veleni: Costa, fare luce su morte misteriosa De Grazia

“Indaghi la commissione d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti”

Roma– “L’approfondimento giornalistico di Fanpage.it che, a ventiquattro anni dalla morte misteriosa del capitano Natale De Grazia che indagava sulle ‘navi dei veleni’, ripercorre le tappe dell’inchiesta del pool di Reggio Calabria attraverso le fonti dirette del capitano e i suoi più stretti collaboratori, apre nuovi scenari che meritano di essere esaminati analiticamente.

Auspico che la commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti ne tenga conto e indaghi con i suoi strumenti. Il Paese non può lasciare che questo crimine non abbia verità e giustizia. E’ un dovere dello Stato fare luce”. Lo afferma il ministro dell’Ambiente Sergio Costa.

IL NAUTILUS Anno 14 N°3

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato allo shipping con un focus sul soccorso in mare e sulla Brexit, il ruolo del porto di Salerno e la "Barletta marinara". Poi un approfondimento sui fari di Brindisi ed uno sul trasporto ad emissioni zero con Emma. E ancora, approfondimenti sulle crociere e sulla sicurezza nei nostri porti.
poseidone danese

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