venerdì, Luglio 23, 2021
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Riforma dei porti: lasciare le 24 Autorità portuali?

ROMA – Forse siamo alla fine di tutti i passaggi tecnico-politici per proporre un testo di riforma della 84/94 “con grandi cambiamenti sul fronte della governance” come la vuole il Premier Matteo Renzi. Ieri, il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio Lupi, ha riunito il suo staff per analizzare l’ultima versione del piano della logistica redatto dai suoi consulenti; piano della logistica che prevede solo 15 porti core sede di autorità: Gioia Tauro, Napoli, Ravenna, Trieste, Civitavecchia, Genova, La Spezia, Ancona, Bari, Cagliari, Palermo, Livorno, Venezia, Augusta e Taranto.

Giovedì prossimo vi sarà la verifica politica con Debora Serracchiani, Luca Lotti e Maurizio Maresca e si cercherà una mediazione tra la Presidenza del Consiglio (pro azzeramento totale delle Authority per istituire un’Agenzia Nazionale dei porti, poco probabile), il Ministero delle Infrastrutture (pro lasciare inalterato il numero delle Autorità), il PD con Serracchiani che avrà, forse il gravoso compito di mediare politicamente sul numero delle autorità.

Dal punto di vista trasportistico, guarda caso, la maggior parte dei nove porti che subiranno l’accorpamento sono proprio quelli che hanno avuto un trend positivo di crescita nel vedere i propri traffici merceologici e passeggeri aumentare. Come dice un valido collega di logistica portuale: “la storia di una regione marittima si può cambiare, mentre la geografia no”; ma, oggi, il Governo Renzi sta proprio cambiando la geografia!

Speriamo che soprattutto la conoscenza della storia e della geografia di un porto e della sua retroportualità trasportistico/logistica faccia riflettere e si comprenda che un semplice “decreto”  nel campo dei trasporti marittimi e della logistica non può cambiare orizzonti e prospettive di sviluppo.

Infatti, in queste ultime ore, si sta profilando una terza via reale: lasciare a 24 le autorità portuali; le strategie nazionali di sviluppo dei porti e della logistica affidate ad una Agenzia Nazionale dei porti. Forse si vuole coprire il vuoto che la soppressione del Ministero della Marina Mercantile aveva lasciato? Bene per tutti quelli che dal mare e per il mare traggono vita ed economia. Lo si capisce dalle dichiarazioni dell’onorevole le Vincenzo Garofalo, deputato vicino al Ministro Lupi, che le 24 Authority italiane potrebbero rimanere intatte, “non per campanilismo, ma perché funzionali nel contesto di una regia che razionalizzerebbe gli investimenti”.

 

Abele Carruezzo

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