(Foto sat courtesy dello Stretto di Hormuz NASA)
L’Oman dichiara – contrariamente all’Iran – che la navigazione nello Stretto di Hormuz deve essere libera
Londra. La dichiarazione arriva dopo la Riunione del Consiglio 137 di ieri, 9 luglio, presso la sede dell’IMO.
“Il Sultanato dell’Oman – si legge nella dichiarazione – ribadisce che il diritto di transito attraverso gli stretti utilizzati per la navigazione internazionale è garantito dal Diritto internazionale. L’Oman rimane pienamente impegnato in questi principi giuridici e non sostiene l’imposizione di tariffe di transito sulle navi che attraversano lo Stretto di Hormuz”.
In precedenza il Segretario Generale dell’IMO aveva rilasciato una sua dichiarazione condannando gli ‘attacchi sconsiderati’ contro ‘navi commerciali e marinai innocenti’ nello Stretto negli ultimi giorni.
L’ Oman e le sue precedenti dichiarazioni – a favore dell’Iran – avevano l’obiettivo di raggiungere un consenso con l’Iran sulla navigazione nello Stretto e soprattutto nei servizi marittimi. Infatti, precedentemente, l’Oman ha presentato proposte per rivedere le tariffe sollevate per la fornitura e manutenzione di fari, segnalazioni dei canali, controllo del traffico e risposta alle emergenze, note come Navigation Dues, come sono consuetudini applicate altrove, ad esempio da Trinity House nelle acque del Regno Unito e dell’Irlanda.
Non si è mai parlato di ‘tariffe di passaggio’ e con la dichiarazione di ieri ha respinto il concetto dei transiti a pagamento.
L’Iran, dall’inizio della guerra, ha sempre insistito nel controllo della navigazione sia sul lato nord che su quello meridionale dello Stretto, nel verificare i permessi di transito e nell’applicare tariffe di passaggio.
L’Oman accusa l’Iran per la sua consolidata usanza di diffondere le proprie opinioni su come sono andate le discussioni, e non da una versione concordata degli eventi.
Il Ministro degli Esteri dell’Oman, Sayyid Badr Al Busaidi, ha chiarito già la situazione con un’intervista il 1° luglio a Monte Carlo Doualiya, presso la radio francese in lingua araba, illustrando la posizione dell’Oman: “Qualsiasi intesa bilaterale – aveva detto – tra Iran e Oman deve rientrare nel Diritto internazionale e nell’UNCLOS”. L’Oman “non è favorevole all’imposizione di tariffe di trasporto. Questo è vietato dal Diritto internazionale e noi siamo impegnati a rispettare tali regole”, aveva aggiunto Sayyid Badr Al Busaidi.
La dichiarazione di Sayyid Badr ha chiarito che, sebbene l’ambito e la scala tariffaria per i servizi marittimi forniti e addebitati come Diritti di Navigazione fossero stati discussi tra Iran e Oman, il pagamento di pedaggi per il passaggio, creando di fatto un fondo per la ricostruzione, sarebbe stato inaccettabile per il Sultanato.
L’Oman sta valutando insieme all’Iran come la protezione ambientale, i servizi di navigazione e la risposta alle emergenze possano essere migliorati nello Stretto, basandosi sui modelli in funzione che coprono lo Stretto di Malacca e Singapore. Le operazioni di sminamento e di bonifica delle acque dello Stretto, per l’Oman vanno addebitate all’Iran artefice del posizionamento di mine per impedirne il transito.
L’Oman con questa dichiarazione, fatta ieri nella sede dell’IMO, si dissocia dall’Iran e i rapporti diventano più tesi, soprattutto dopo gli ultimi attacchi iraniani alle navi commerciali saudite e qatariote in acque territoriali omanite.
Intanto, per le tariffe di passaggio dello Stretto (Iran) e per le tariffe per i servizi marittimi(Oman), la pace e la navigazione libera in quelle acque rimane ancora bloccata, anche dopo gli attacchi aerei USA di ieri notte. (art, 19.06.2026, Una pace bloccata per lo Stretto di Hormuz – il nautilus).
Abele Carruezzo








