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Inserimento del Porto di Brindisi nella lista dei Porti Core: Un’ennesima occasione da non perdere, ma da cogliere al volo

Un’opportunità strategica che non si ripeterà

Come noto, il porto di Brindisi, e quindi la sua città e la sua provincia, non furono inseriti nella precedente stesura del Regolamento UE 1315/2013 che istituisce la nuova mappa delle 9 Reti Transeuropee di trasporto (Reti TEN-T) con la rete centrale (comprehensive) e la rete principale (core). L’art. 20 comma 2 del Regolamento stabilisce che i porti da includere nella rete comprehensive dovranno avere la “disponibilità di combustibili puliti alternativi” e rispettare almeno uno dei seguenti criteri: 1. Appartenere ad un nodo urbano primario; 2. Avere un traffico complessivo di merci maggiore dell’1% del totale UE; 3. Ogni Regione deve avere almeno un porto core scelto come quello con traffico più elevato tra i facenti parte di una linea costiera continua.

Ebbene, la situazione attuale per l’Italia indica 14 porti core, i primi 11 comparivano già nella proposta della Commissione dell’ottobre 2011, Palermo fu aggiunto a dicembre dello stesso anno perché era stato escluso per errore tecnico. Cagliari ed Augusta, invece, furono inseriti durante l’iter di approvazione del Regolamento al Parlamento Europeo ed al Consiglio ed in ultimo, anche se risultano non superare la soglia di traffico identificata ma, utilizzando altri criteri sono stati inclusi: Napoli, Bari ed Ancona. E’ evidente che il porto di Brindisi pur avendo abbondantemente i requisiti previsti per Legge, non è stato inserito tra i porti core perché nessuno lo ha proposto.

Nel nuovo scenario per una mobilità sostenibile e intelligente, la Commissione Europea ha deciso di riconsiderare l’elenco dei Porti Core, avviando una consultazione pubblica presso tutte le parti interessate all’interno della Comunità Europea. La consultazione si materializza con la compilazione di un apposito questionario.

Il Propeller club Port of Brindisi, nella sua funzione propulsiva dello sviluppo del nostro Porto e, visto il rapporto di imprescindibile simbiosi, della città e della sua Provincia, si è fatto promotore in data 7 aprile u.s. di un webinar intitolato ” Brindisi, Porto Core”. Al webinar hanno preso parte, fra gli altri ,il Presidente della Regione Puglia, il Sindaco di Brindisi, il Presidente dell’Autorità Portuale oltre varie figure politiche di respiro Nazionale. In quel consesso fu da più parti sottolineata l’importanza assoluta dell’inserimento del Porto di Brindisi nella lista dei Porti Core.

Un’ennesima occasione da non perdere e da cogliere al volo! Immediatamente dopo il webinar, il club si è attivato al fine di promuovere la consultazione a tutti i soggetti interessati, locali e non. A tal proposito ci corre l’obbligo di sottolineare la collaborazione e ringraziare innanzitutto il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale dell’Adriatico Meridionale, prof. Ugo Patroni Griffi.

È doveroso altresì ringraziare per il contributo prestato, relativo alla consultazione pubblica, Confindustria Brindisi, Raccomar Puglia, Federspedi Puglia, Confetra Puglia, ENEL Logistic, l’Associazione Nazonale logistica dell’Intermodalità ALIS, il Distretto della Nautica di Diporto della Regione Puglia, il Consorzio Nazionale Avvistamento Navi e comunicazioni, alcuni servizi portuali e altri.

Brindisi oggi può cogliere, grazie alle Reti TEN-T, l’opportunità di assumere un ruolo strategico all’interno delle geometrie europee del trasporto, con enormi benefici in termini di crescita del reddito e dell’occupazione e con un notevole miglioramento anche sull’impatto ambientale, il termine perentorio della consultazione scade alla mezzanotte del 5 maggio p.v. e, mancando ancora poche ore, ci auguriamo vivamente che anche le amministrazioni comunali e provinciali, possano aderire a tale consultazione. Sarebbe molto grave ove ciò non avvenisse, visto che già la Regione Puglia non ha, purtroppo, ritenuto di richiedere che Brindisi venisse inserita nell’elenco dei Porti Core.

Il Presidente
Maria De Luca

in fotografia: nel riquadro a destra la mappa attuale e la nuova mappa delle TEN-T con tretteggiate in blu e rosso le due varianti ai corridoi mediterranei richieste dalle quattro regioni adriatiche attualmente escluse dal disegno europeo (Marche, Abruzzo, Molise, Puglia).

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Scritto da su Mag 1 2021. Archiviato come Italia, Legislazione, Logistica, News, Porti, Trasporti. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Commenti e ping sono attualmente chiusi

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