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Dichiarazioni del Presidente dell’Unione Piloti CLC Vincenzo Bellomo

Deluso dalla relazione del Presidente di Fedepiloti, Luigi Mennella


Presidente Bellomo ha avuto modo di seguire l’ultima assemblea  di Fedepiloti?
«Ammetto che ero curioso di ascoltare l’intervento del Presidente Luigi Mennella ma come spesso,  succede la lunga attesa non è stata premiata e non nascondo, pertanto, la delusione. Non tanto per i problemi tecnici di connessione, che hanno di fatto reso difficile seguire l’evento in streaming, ma per i contenuti della relazione del Presidente Mennella il quale, peraltro, è apparso alquanto imbarazzato e, forse, incredulo lui stesso per quello che si accingeva a leggere. Il suo intervento ha dato un indirizzo al futuro della “professione pilota” tutt’altro che rassicurante. Il contenuto del discorso, che ho più volte risentito, mi ha lasciato basito per il suo tenore. Delle due l’una: o le parole non coincidono con i fatti oppure il presidente di Fedepiloti, Luigi Mennella, ha cambiato opinione sulla natura giuridica delle Corporazioni. Certo se questi sono i presupposti non oso immaginare cosa potrà uscire dagli “Stati Generali del pilotaggio” ».


Si spieghi meglio?
«Il mantenimento dell’attuale inquadramento e lo status giuridico del pilota e della corporazione quale “ente pubblico” è, da sempre, un granitico caposaldo dell’Unione Piloti. In passato, la nostra associazione ha più volte messo in allarme la categoria, su attività che volevano il pilotaggio alla pari degli altri servizi portuali, e per questo è stata dileggiata proprio dalla Fedepiloti. L’esordio, quindi, non è dei più felici. E’ assurdo che proprio il Mennella prenda ad esempio le sentenze del Tribunale di Venezia che mettono in discussione la natura giuridica delle Corporazioni, assimilando le regole di funzionamento gestionali delle corporazioni alle società cooperative. Egli, però, omette che della causa civile a cui quella sentenza si riferisce è uno dei promotori, citato quale parte attrice.

I promotori della sentenza infatti non hanno avuto nessuna remora nel asserire che “natura giuridica della Corporazione che pur in presenza di numerosi elementi di natura pubblicistica, le Corporazioni di piloti erano da includere tra le società cooperative regolate da leggi speciali di cui all’art. 2520 cod. civ.; ciò con la conseguente applicabilità, in forza del richiamo contenuto nell’art. 2519 cod. civ., in quanto compatibili, delle norme relative alla responsabilità degli amministratori delle società per azioni e in particolare tra queste, dell’art. 2393 bis c.c.”.

Non convince, dunque, che oggi lo stesso presidente, stracciandosi le vesta, con veemente sdegno, gridi “NOI SAPPIAMO CHE COSI’ NON E’!!!” e che la corporazione è priva di patrimonio mentre in tribunale specifica che “L’azione veniva contestualmente svolta, ai sensi del 3° comma dell’art. 2393 bis citato, in quanto diretta a reintegrarne il patrimonio, anche nei confronti della Corporazione dei Piloti”. L’accanimento nel sostenere che la Corporazione è una cooperativa, da parte dei proponenti, tra cui Mennella, non ha confini; infatti è stato presentato ricorso alla Suprema Corte di Cassazione con il quale si chiede di confermare la natura giuridica di Cooperativa per la Corporazione. Complimenti per la coerenza.  Chiunque voglia approfondire sul nostro sito è ancora pubblicata l’intervista al segretario Ciro Romano che da sempre difende l’unicità della Corporazione e la sua natura di ente pubblico”».


Sulla questione tariffaria Mennella ha sostenuto di avere l’impressione che le riunioni ministeriali con tutte le parti interessate si siano trasformate in tavoli in cui si negozia il rinnovo di un contratto di categoria?

«Rassicuro il Presidente che purtroppo, non è un’impressione e che, questa volta, gli incontri ai tavoli ministeriali sono stati davvero declassati a mero rinnovo contrattuale di una categoria.

Le riunioni avute tra le rappresentanze di Fedepiloti. Assarmatori, Confitarma e Federagenti, (con la sola esclusione dell’UPI), hanno prodotto una proposta condivisa presentata al Ministero.  Senza addentrarsi nei dettagli di tale proposta, reputo che i suoi effetti saranno disastrosi per la categoria e siamo pronti a qualsiasi confronto con chiunque confuti questa nostra opinione. Uno per tutti, si è discusso della spesa ma non si è voluto discutere dell’elemento principale per noi piloti: il valore del nostro lavoro; il metro con cui si misura la competenza, la formazione e la nostra capacità professionale.

Oggi avere un valore mensile al di sotto di oltre il 30% di quanto riconosciuto agli operatori dell’altro servizio tecnico nautico di riferimento è umiliante. Dire adesso che così non è, e che gli operatori del settore dovrebbero saperlo molto bene non sembra avere molto senso. L’Unione Piloti sin dall’inizio aveva posto la questione proponendo, stante il mantenimento della formula in vigore, di operare una radicale revisione di tutti gli elementi. Anticipando le sagge parole dell’Ammiraglio Pettorino, si era parlato in passato di unire le forze perchè – forti di una maggiore coesione e massa critica – avremmo potuto portare avanti le ragioni comuni. Sappiamo tutti come è finita».


Il Presidente Mennella ha ricordato che la pandemia ha fatto registrare perdite sostanziali anche alle Corporazioni che,  diversamente da quanto è accaduto ad altri operatori marittimi e dei servizi portuali, non hanno beneficiato di sostegni legati alla flessione di fatturato e di traffico…


«Lamentare che solo i piloti siano stati esclusi dai sostegni legati alla flessione di fatturato e di traffico, lascia il tempo che trova. Non senza amarezza si è saputo che, durante un incontro dell’aprile dell’anno scorso, i vertici della Fedepiloti e tutti i capi piloti presenti hanno deciso di non ricevere interventi pubblici, ricordando gli strumenti di mutua socializzazione (Fondo Piloti) già presenti all’interno della categoria. Gli appositi stanziamenti in bilancio dello Stato, sono previsti a riconoscimento dell’indispensabilità del servizio. Non si ha notizia che il fondo abbia ristorato alcuna perdita.

Il Presidente Mennella ha concluso la sua relazione con un pensiero condivisibile: la comunità dei piloti vive ed opera quotidianamente, sulla base di un denominatore comune: la sostenibilità! Atteso che la sostenibilità è la “condizione per cui la generazione presente soddisfa i suoi bisogni”, seguendo  la rotta da lui suggerita sembra  però che “la possibilità della generazione (di piloti) futura di soddisfare i propri” sarà purtroppo compromessa».


I presupposti per “Come raggiungere un traguardo” sono quelli indicati nella relazione di Mennella?
«Se Goethe rispondeva: “Senza fretta, ma senza sosta”,  l’Unione Piloti consapevole, invece, che “nessun vento è favorevole al marinaio che non conosce la propria meta” spera che la categoria possa ritrovare nei valori che l’hanno sempre contraddistinta una nuova identità».

Unione Piloti – Ufficio Stampa 

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Scritto da su Mag 3 2021. Archiviato come Diporto, Italia, Nautica, News, Porti. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Commenti e ping sono attualmente chiusi

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