UE, pubblicati i Piani di lavoro TEN-T

Piani di lavoro TEN-T

Pubblicata la prima edizione dei piani di lavoro TEN-T

Bruxelles. Il corridoio Baltico‑Adriatico è pienamente attivo come progetto TEN‑T e prosegue con lavori e potenziamenti in vari tratti, soprattutto ferroviari, secondo quanto indicato dalla Commissione europea.

Il corridoio Baltico‑Adriatico

Il corridoio è uno dei principali assi della rete TEN‑T e collega i porti del Baltico (Gdańsk, Gdynia, Szczecin/Świnoujście) con quelli dell’Adriatico (Trieste, Venezia, Ravenna); attraversa Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Austria e Italia, con snodi strategici come Varsavia, Vienna, Graz, Udine e Bologna.

Secondo la Commissione europea, il corridoio è operativo ma presenta ancora “missing links” e tratti da potenziare. Mentre le sezioni transfrontaliere tra Polonia‑Cechia, Cechia‑Austria e Polonia‑Slovacchia richiedono aggiornamenti. In Austria sono in corso o quasi completati i grandi progetti ferroviari come il Semmering Base Tunnel e la Koralm Railway, fondamentali per l’attraversamento alpino. In Italia, le linee Udine–Trieste e Venezia–Ravenna sono oggetto di potenziamenti e miglioramenti multimodali.

Già nel 2024 – in sede euriopea durante due giornate di studio – si era parlato di includere il porto di Bari nel corridoio Baltico-Adriatico, con la possibilità di estenderlo fino a Brrindisi. All’Incontro aveva partecipato il Prof Ugo Patroni Griffi, come presidente dell’AdSPMAM. (Art. 05.04.2024, Oggi a Bruxelles il prof Ugo Patroni Griffi, presidente dell’AdSP MAM, dopo il suo intervento, ha incontrato la coordinatrice del Corridoio Ten-t Baltico-Adriatico – il nautilus ).

Nuovo quadro normativo TEN‑T

Il nuovo regolamento europeo del 2024 rafforza gli obiettivi di completamento della rete, fissando scadenze precise: – 2030 per la rete centrale, che include il corridoio Baltico‑Adriatico; – 2040 per la rete centrale estesa; 2050 per la rete globale.

Il corridoio è quindi pienamente confermato e rientra tra le priorità strategiche dell’UE per mobilità sostenibile, interoperabilità ferroviaria e decarbonizzazione.

DG MOVE

La Direzione Generale per la Mobilità e i Trasporti (DG MOVE) ha pubblicato i nuovi piani di lavoro per il Corridoio Europeo dei Trasporti e le Priorità Orizzontali.

Sulla sequenza del regolamento TEN-T rivisto, questa prima edizione dei piani di lavoro delinea i progressi raggiunti finora, evidenzia le esigenze di investimento residue, valuta la conformità infrastrutturale ai requisiti TEN-T e identifica gli investimenti più necessari per attuare i Corridoi e le priorità orizzontali negli anni a venire.

Ogni piano di lavoro identifica inoltre i colli di bottiglia persistenti che devono essere rimossi rapidamente per garantire il pieno e il funzionamento dei Corridoi.

Il piano di lavoro per lo Spazio Marittimo Europeo stabilisce le priorità per rafforzare la dimensione marittima del TEN-T, con particolare attenzione ai porti, alle connessioni marittime e alla loro integrazione con la più ampia rete di trasporto europea.

Documenti che sono il risultato di uno sforzo collettivo di tutti gli stakeholder coinvolti nello sviluppo e nell’attuazione della politica TEN-T, inclusi i Coordinatori Europei, i servizi della Commissione, i Ministeri dei Trasporti, i gestori delle infrastrutture e gli stakeholder regionali e locali che possono beneficiare delle nuove infrastrutture.

Il BSAS ETC  (Baltic Sea-Adriatic Sea European Transport Corridor) (BSAS ETC) comprende un totale di 17 porti, tutti attualmente operativi. 12 dei 17 sono porti marittimi, 5 dei quali classificati anche come porti di navigazione interna; gli altri 5 sono porti di navigazione interna.

L’analisi dei requisiti selezionati per i porti evidenzia che le principali lacune in termini di conformità riguardano l’elettrificazione dei collegamenti ferroviari dell’ultimo miglio ai terminal portuali, la capacità di gestire treni lunghi 740 metri e la disponibilità di combustibili alternativi puliti.

L’analisi prospettica della conformità ai requisiti dei porti selezionati – per i quali sono state raccolte informazioni e dati sugli investimenti nell’ambito degli studi sugli ETC – evidenzia che si registreranno progressi nell’aumento del numero di nodi in grado di gestire treni lunghi 740 metri.

Attualmente non sono inclusi nell’elenco dei progetti comuni (Common Project List) degli ETC investimenti volti ad aumentare il numero di porti di navigazione interna dotati di disponibilità di combustibili puliti alternativi, fermo restando che per diversi porti sono stati condotti, o sono tuttora in corso, studi relativi all’alimentazione elettrica da terra (On-Shore Power Supply) e ad altre soluzioni.

In sintesi

Il corridoio non è stato abbandonato: è attivo, finanziato e in fase di potenziamento continuo. I lavori proseguono soprattutto nei tratti transfrontalieri e nelle grandi opere alpine, con l’obiettivo di completare gli standard TEN‑T entro il 2030‑2040.

Per un maggiore approfondimento su questo argomento si consiglia, il saggio scritto a due mani dal Prof Ugo Patroni Griffi, docente di Infrastrutture e Logistica sostenibile presso l’Università degli Studi di Bari Aldo Moro e dall’attuale presidente dell’AdSPMAM Prof Francesco Mastro, (art. 25.05.2026, Da Danzica a Bari, passando per Mumbai – il nautilus, in Prubblicazioni – Nautilus Lab).

Abele Carruezzo

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