Nuovo regime tariffario per i servizi resi dalle Capitanerie di Porto ai Centri di addestramento della formazione marittima

ANIFORMAR e CONFORMAR

Roma. Si parla tantissimo in questo periodo di ‘formazione marittima’ e di certificati relativi alla Convenzione IMO STCW.

Le prolungate crisi finanziarie ed economiche globali dell’inizio del XXI secolo sta investendo in modo importante il sistema dei trasporti marittimi e dei marittimi imbarcati su navi.

La stessa politica marittima FuelEU dell’UE sta confermando le difficoltà che le compagnie di navigazione impegnate in una trasformazione epocale delle navi e delle rotte, senza contare le difficoltà di una geopolitica in atto per un nuovo potere economico e finanziario mondiale.

Questa transizione energetica, tecnologica, digitale e sociale sta portando ad una riflessione totale se al marittimo di ‘domani’ conviene ancora navigare… I vincoli legati alle certificazioni dei tanti corsi di addestramento e i cambiamenti in atto nei modelli della navigazione rappresentano un insieme di sfide sempre più difficili da superare : “il marittimo è una professione che per continuare a lavorare a bordo di navi deve pagare sempre”.

Il Decreto 170 del 24 luglio 2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 170, – tra le altre sezioni, aggiorna le tariffe dei servizi resi dalle Capitanerie di porto per le attività autorizzative e di controllo rivolte a istituti, enti e società che effettuano l’addestramento dei lavoratori marittimi. In sostanza, si tratta del regime tariffario applicato ai soggetti che erogano corsi e certificazioni STCW, obbligatorie per i marittimi. Incrementi che vanno dal 7,6% fino al 149,3% a seconda delle prestazioni.

Le spese sono interamente a carico dei soggetti richiedenti e sono soggette ad aggiornamento biennale con decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Il pagamento avviene tramite la piattaforma incassi per le amministrazioni dello Stato, prima dell’erogazione delle prestazioni per le autorizzazioni e prima della chiusura del verbale per le attività di controllo.

Queste disposizioni – informa il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – sono state adottate per rispondere a situazioni eccezionali e per garantire la sicurezza e la continuità delle funzioni pubbliche e delle attività economiche.

Su questo tema, riportiamo fedelmente il comunicato stampa di ANIFORMAR e CONFORMAR contro il Decreto 170 del 24.07.2026 sull’aggiornamento delle tariffe.

Per le Associazioni, il nuovo regime tariffario, introdotto senza alcun confronto preventivo, oltre ad aggravare i Centri sul piano amministrativo-gestionale, introduce un’imposizione tariffaria marcatamente regressiva che pesa in maniera insostenibile soprattutto sui Centri di medie e piccole dimensioni.

Per tali Centri i nuovi oneri eccedono l’intero margine operativo, mettendone seriamente a rischio la stessa prosecuzione delle attività, con gravi riflessi sull’occupazione del personale addetto.

Per questo, “E’ stato depositato presso il TAR del Lazio il ricorso, con istanza cautelare avverso il Ministero Infrastrutture e Trasporti e il Ministero Economia Finanze, al Decreto 170 del 24 luglio 2026” – annunciano i presidenti di ANIFORMAR – Eugenio Massolo e Roberto Polisetti , presidente di CONFORMAR.

Di seguito il comunicato stampa completo.

Ricorso al TAR Lazio avverso Ministero Infrastrutture e Trasporti e Ministero dell’Economia e delle Finanze

È stata depositato presso il TAR del Lazio il ricorso con istanza cautelare avverso il Ministero Infrastrutture e Trasporti e il Ministero Economia Finanze, del Decreto 170 del 24 luglio 2026, recante un aggiornamento delle tariffe per i servizi resi dalle Capitanerie di porto per le attività autorizzative e di controllo ad istituti, enti o società di addestramento dei lavoratori marittimi.

Tale istanza patrocinata dallo Studio Legale dei Prof.ri Avv.ti Esposito e Di Lieto è stata avanzata dalle due Associazioni rappresentative dei soggetti interessati, ANIFORMAR e CONFORMAR e da 15 Centri di Addestramento associati. Il nuovo regime tariffario imposto agli Enti assogettati viene a gravarli di ulteriori sei nuove voci imponibili con incrementi tariffari che vanno dal 7,6% fino addirittura al 149,3%.

Tale nuovo regime tariffario, introdotto senza alcun confronto preventivo, oltre ad aggravare i Centri sul piano amministrativo-gestionale, introduce un’imposizione tariffaria marcatamente regressiva che pesa in maniera insostenibile soprattutto sui Centri di medie e piccole dimensioni. Per tali Centri i nuovi oneri eccedono l’intero margine operativo, mettendone seriamente a rischio la stessa prosecuzione delle attività, con gravi riflessi sull’occupazione del personale addetto.

Ma il pregiudizio non riguarda solo i Centri ricorrenti, poiché si estende anche su tutti i lavoratori marittimi. Infatti i certificati di addestramento STCW sono obbligatori e devono essere conseguiti e periodicamente rinnovati presso i Centri autorizzati a spese del marittimo o della società armatrice, e sui quali si ribalta in maniera significativa la nuova imposizione tariffaria, raddoppiando in molti casi il costo delle prestazioni.

Allo stesso modo, la prevedibile riduzione dei Centri o quanto meno la minore disponibilità di sessioni addestrative e di esame – specie nelle aree periferiche e insulari – dilaterà necessariamente i tempi per conseguire e rinnovare le certificazioni, con il rischio concreto di mancati imbarchi e perdita di lavoro e di retribuzione. Analogo danno si rifletterebbe anche sulle compagnie armatoriali che avranno difficoltà a reclutare il personale marittimo certificato secondo i loro tempi operativi.
In sintesi tale nuovo regime tariffario oltre a produrre, se permanesse, i danni sopra elencati, appare arbitrario e marcatamente illegittimo soprattutto per violazione e falsa applicazione dei principi di proporzionalità, predeterminazione e prevedibilità della prestazione patrimoniale, eccesso di potere per irragionevole standardizzazione, sproporzione, reiterazione e duplicazione degli oneri imposti.

ANIFORMAR e CONFORMAR, nell’interesse dei loro associati, ma soprattutto a tutela dei lavoratori marittimi che sono i destinatari del loro servizio formativo/addestrativo, con questo ricorso vogliono denunciare una imposizione insostenibile e, a loro avviso, illegittima e un ulteriore appesantimento burocratico. Nel contempo auspicano una maggiore attenzione politica sull’intero sistema della formazione marittima che rappresenta, in questa fase di profonda trasformazione tecnologica del settore, un asse strategico per garantire la sicurezza della navigazione.

Il TAR del Lazio ha già fissato l’udienza relativa alla richiesta urgente di istanza cautelare per il prossimo 3 novembre.

f.t. Il Presidente di ANIFORMAR – Eugenio Massolo
f.t. Il Presidente di CONFORMAR – Roberto Polisetti