(Il terminal container di Jebel Ali di DP World; foto courtesy DP World)
Porti e navi in servizio in Medio Oriente affrontano la crisi dovuta alla chiusura dello Stretto di Hormuz adattandosi nel superare la sfida
Dubai. E’ dato certo che il conflitto in corso in Medio Oriente sta danneggiando il commercio marittimo globale e le importazioni ed esportazioni della regione, influenzando le operazioni portuali in tutta la regione.
La guerra tra Stati Uniti e Iran e gli attacchi associati degli Houthi alla navigazione hanno danneggiato navi e terminal, interrotto le operazioni di recupero e causato enormi danni ambientali, mentre la chiusura dello Stretto di Hormuz ha lasciato migliaia di navi e marinai bloccati nel Golfo Arabico, con conseguente arretrato di spedizioni in tutto il mondo.
Il Joint Maritime Information Centre (JMIC) denunciano che le interferenze nei sistemi di navigazione e le attività militari nella regione continuano ad inficiare le comunicazioni; si conferma ‘severo’ il livello di minaccia.
I livelli di minaccia nel Golfo di Oman, nel Golfo di Aden, nello Stretto di Bab el Mandeb e nel Mar Rosso sono sostanziali, con il potenziale di attacchi di pirati e Houthi.
La Qatar Navigation (Milaha) ha segnalato interruzioni portuali, danni ai terminal e minori volumi commerciali, ricavi e profitti nel primo semestre 2026, a causa del conflitto regionale, delle tensioni geopolitiche e delle interruzioni nel traffico navale. Milaha è una compagnia che si è evoluta da vettore regionale a attore globale nel trasporto container, offrendo soluzioni logistiche affidabili in più di 34 paesi, tra cui il Subcontinente Indiano, il Golfo Arabico e il Mediterraneo-Mar Nero, il Sud-Est asiatico e la Cina.
Ha segnalato una maggiore instabilità e incertezza nella regione e una maggiore volatilità del mercato durante il primo semestre 2026, che ha avuto un impatto sulle operazioni del gruppo e ha causato una maggiore esposizione al rischio creditizio per alcuni clienti e controparti.
A livello economico, l’impatto finanziario sugli Stati del Golfo è stato rilevante, costringendo Autorità e compagnie di navigazione d investire in rotte alternative per il carico liquido e container e con conseguenze geografiche, politiche e di capitale.
DP World – Dubai Ports World – ha riportato una diminuzione dell’attività nel porto di Jebel Ali, negli Emirati Arabi Uniti (UAE), con un calo di quasi il 6% del traffico totale di container del gruppo, da 45.438 teu nel primo semestre 2025 a 42.826 teu nel primo semestre 2026, con una crescita in Africa, Asia Pacifico, Europa e Americhe.
DP World ha riportato un fatturato di 12,7 miliardi di dollari per la prima metà del 2026, in aumento del 13,1% su base annua, poiché la forza della sua rete globale ha aiutato l’azienda a gestire significative interruzioni nei flussi commerciali in Medio Oriente.
La crescita nel portafoglio internazionale di Porti e Terminal di Logistica, Servizi Marittimi e DP World ha contribuito a compensare la diminuzione dell’attività a Jebel Ali.
Il terminal di Jebel Ali rimane pienamente operativo senza danni fisici, anche se il conflitto regionale ha temporaneamente ridotto il traffico navale.
DP World ha implementato misure di mitigazione in tutta la sua rete regionale, inclusa l’ampliamento della connettività interna, per supportare il continuo movimento di merci critiche e soprattutto intensificando le rotte commerciali multimodali alternative.
DP World prevede di sviluppare i terminal Fujairah con una concessione di 50 anni e con un programma di investimenti da 4,5 miliardi di dollari USA nel 2026; si stanno costruendo nuove capacità e infrastrutture commerciali negli Emirati Arabi Uniti, Regno Unito, India, Arabia Saudita e Repubblica Democratica del Congo.
Di tali investimenti fanno parte quelli relativi ai nuovi rimorchiatori al fine di garantire la capacità operativa ad assistere le navi portacontainer ultra-grandi nei nuovi e ampliati terminal.
Sta reindirizzando i servizi di carico e di feeder verso Fujairah e il porto di Khor Fakkan, installando nuovi ponti terrestri e aerei e costruendo ulteriori strutture di stoccaggio merci. DP World intende inoltre ridispiegare 27 navi portacontainer e cinque navi per carico alla rinfusa su queste rotte alternative nel 2026.
Un’ulteriore escalation o instabilità prolungata nella regione potrebbe avere un impatto significativo sulle operazioni dei terminal e sugli operatori di vari porti, oltre sulla posizione finanziaria e sui flussi di cassa nei futuri periodi di reporting.
La DP World è una multinazionale che opera nel settore del trasporto e della logistica, con sede a Dubai negli Emirati Arabi Uniti.
È specializzata in logistica merci, operazioni portuali, servizi marittimi e zone di libero scambio. Nata nel 2005 dalla fusione di Dubai Ports Authority e Dubai Ports International, DP World gestisce 70 milioni di container trasportati ogni anno da circa 70.000 navi. Ciò equivale a circa il 10% del traffico globale di container rappresentato dai loro 82 terminal marittimi e interni presenti in oltre 40 paesi.
DP World, ultimamente, ha introdotto una nuova soluzione end-to-end per l’assicurazione merci sul rischio-guerra per le imprese in Medio Oriente. (Art. 08.05.2026, DP World introduce un’assicurazione sul rischio di guerra cargo unica nel suo genere per il Medio Oriente – il nautilus ).
Abele Carruezzo
(Foto courtesy DP World)









