(Il sistema di separazione del traffico IMO passa nelle acque omanite; foto courtesy TSS in rosa IMO)
L’Iran afferma di aver sequestrato una petroliera mentre continua a prendere di mira il traffico marittimo degli Emirati Arabi Uniti
Washington. Dopo lo stallo diplomatico con gli USA sul ‘fine guerra’, l’Iran cambia strategia e passa all’offensiva, aumentando le tensioni nello Stretto di Hormuz; si prevede un attacco militare ‘tempestivo e deciso’ per rompere il blocco navale statunitense se tutto dovesse fallire, affermano i media iraniani.
L’Iran è pronto a intraprendere azioni militari per rompere il blocco navale Usa dello Stretto di Hormuz, qualora gli sforzi diplomatici per porre fine alla guerra dovessero fallire. Lo riferisce la Reuters citando un funzionario iraniano, secondo il quale i negoziati tra Teheran e Washington sono bloccati, poiché gli Stati Uniti si rifiutano di prorogare l’accordo di cessate il fuoco temporaneo, scaduto lunedì.
Ieri pomeriggio, Donald Trump – parlando ai giornalisti – ha detto che non prorogherà il cosiddetto memorandum di pace con l’Iran, ma che l’Iran “dovrebbe alzare bandiera bianca della resa”, intimando l’Oman a restarne fuori dal conflitto.
Il Comando Centrale degli Stati Uniti riferisce che al 17 agosto, le forze statunitensi hanno deviato 64 navi commerciali, messe fuori uso tre e abbordate due per garantire il rispetto del blocco. Lo definisce “il blocco del muro d’acciaio americano degli Stati Uniti”, con funzionari statunitensi che affermano che può essere mantenuto indefinitamente.
Sulla scena del conflitto stano intervenendo gli Houthi – sostenuti dall’Iran – con i loro attacchi che destano preoccupazioni per una guerra regionale in espansione con forti conseguenze economiche.
Gli Houthi – ultimamente – hanno attaccato quella che hanno definito una nave militare saudita e quattro navi di scorta nello Stretto di Bab el-Mandeb con missili, secondo quanto riferito dal portavoce militare del gruppo, Yahya Saree, su Telegram ieri.
Lo stretto è un punto strategico di strozzatura che collega il Mar Rosso al Golfo di Aden e rappresenta una importante rotta di navigazione internazionale.
I media iraniani – invece – stanno riportando – lunedì 17 agosto – di aver fermato una petroliera legata agli Emirati Arabi Uniti per violazioni delle regole dello Stretto di Hormuz.
L’attacco è stato confermato dall’United Kingdom Maritime Trade Operations (UKMTO). “L’impatto ha causato danni alla sala macchine e ha provocato il ferimento di un membro dell’equipaggio”, aggiunge il comunicato, precisando che i membri dell’equipaggio superstiti stanno ricevendo assistenza dalla Guardia Costiera omanita. L’UKMTO ha dichiarato che non sono stati segnalati impatti ambientali e che le Autorità stanno indagando, consigliando alle navi presenti nella zona di procedere con cautela e di segnalare qualsiasi attività sospetta.
L’agenzia di stampa Farh afferma che la nave è stata sequestrata nello Stretto di Hormuz per “violazione delle leggi marittime iraniane”. Cita la necessità di seguire la rotta iraniana come una condizione e il “pagamento per i servizi e il permesso iraniano” come altre condizioni. La petroliera sarebbe stata portata verso l’isola di Qeshm.
“L’uso dello Stretto di Hormuz come strumento di coercizione economica o ricatto rappresenta atti di pirateria da parte del Corpo delle Guardie della Rivoluzione iraniana”, ha scritto il Ministero degli Emirati Arabi Uniti nel suo comunicato. E fa riferimento anche all’Oman che sta trattando con l’Iran il controllo del ‘corridoio d’uscita’ dello Stretto. Proposta omanita sul controllo dello Stretto rifiutata dall’Iran. (Art. 29.07.2026, L’Iran respinge la proposta omanita sul controllo dello Stretto di Hormuz – il nautilus ).
Le prospettive di pace in Medio Oriente – da ieri – hanno subito un nuovo contrattempo, con il presidente Donald Trump che ha dichiarato di non essere interessato a prolungare l’accordo in scadenza con l’Iran e a combattere di nuovo in Libano.
Abele Carruezzo








