(Foto courtesy Puertos del Estado)
L’Osservatorio EU-ETS ufficializza la tendenza alla perdita di connettività nel traffico container dei porti europei rispetto ai paesi vicini
Madrid. I risultati dell’Osservatorio – il secondo lanciato da Puertos dl Estado – confermano che la tendenza fino a settembre 2025 si sta intensificando, includendo alcune nuove funzionalità come il monitoraggio non solo delle navi portacontainer a lunga distanza, ma anche del traffico container e del traffico ro-ro.
Il secondo rapporto EU-ETS sottolinea la volontà della Commissione UE di modificare la direttiva introducendo aggiustamenti nella progettazione dell’Emissions Trading System – proposta presentata dalla stessa Commissione lo scorso 17 luglio – al fine di evitare effetti indesiderati sulla competitività e sulla connettività marittima, in linea con le conclusioni che l’Osservatorio ha evidenziato. Proposta non del tutto condivisa da Confitarma Italia e da ESPO; (art. 18.07.2026, Confitarma e ESPO delusi della Revisione dell’EU ETS; è mancato il coraggio alla Commissione UE – il nautilus).
Il nuovo rapporto, incaricato di misurare l’impatto dell’UE-ETS, conferma la tendenza già intravista nel primo rapporto dell’Osservatorio sulla riduzione della connettività del traffico container per i servizi a lunga distanza effettuati nei porti dell’UE rispetto ai paesi vicini non soggetti alle normative ambientali europee. L’impatto è stato misurato in termini del parametro “teu per miglio”, cioè la capacità teu delle navi in arrivo per la distanza percorsa.
Quest’ultimo rapporto include anche il monitoraggio delle portacontainer – dal 2023 a marzo 2026 – al fine di valutare l’impatto del carico quando viene sbarcato in porti fuori dall’UE; oltre ad analizzare il traffico ro-ro tra Spagna e Italia.
L’analisi dei dati disaggregati rivela un calo della connettività diretta dei principali porti europei. Nel caso dell’Europa settentrionale il calo è di 5 punti, che si allarga a 18 punti nel Mediterraneo orientale (dal 68% al 50%).
Tra le misure evidenziate vi è la modifica del criterio dei ‘porti di trasbordo’, che la Commissione già include nel suo documento; oppure l’introduzione di un fattore di riduzione per la percentuale di emissioni soggette all’acquisto di quote di emissione proporzionale alla distanza percorsa e alle dimensioni delle navi.
La proposta della Commissione apre la strada a lavorare su una misura simile proposta dall’Osservatorio, che consiste in uno sconto per le mani che operano su rotte di lungo corso, al fine di evitare la possibile frammentazione della stessa rotta per eludere l’ETS e quindi la perdita della connettività diretta con l’UE.
L’Osservatorio EU-ETS – promosso da Puertos del Estado – è stato sviluppato dal Consorzio formato da Shipping Business Consultant (SBC), Transport Innovation Centre (CENIT) e Nextport.
L’Osservatorio nasce con l’obiettivo di rilevare possibili perdite di carbonio e interruzioni del traffico nei porti soggetti all’EU-ETS, che obbliga le compagnie di navigazione che fanno scalo nei porti europei a pagare per le loro emissioni nell’atmosfera a seconda della capacità della nave e del percorso percorso.
La missione dell’Osservatorio è avvertire di pratiche evasive già avvenute o che potrebbero verificarsi, in modo da poter anticipare; ma anche per supportare il processo decisionale nella revisione della Direttiva UE-ETS stessa, attualmente in corso a Bruxelles.
I risultati dell’Osservatorio possono essere consultati sul sito web di Puertos del Estado: https://www.puertos.es/estrategia/observatorio-ets.
Per uno studio comparato, e più approfondito, si consiglia “EU-ETS sistema di una trasformazione epocale nella regolamentazione climatica dei trasporti in tutte le sue modalità” dei Proff. Ugo Patroni Griffi e Marcello Minenna (art. 22.07.2025
EU-ETS e le Compagnie di navigazione nel 2026. Uno studio dei Proff. Ugo Patroni Griffi e Marcello Minenna – il nautilus).
Abele Carruezzo








