martedì, Agosto 3, 2021
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Mediterraneo 2021, il Raid del Club del Gommone di Milano è al giro di boa: il Suzuki DF140BG protagonista

“Riptide”, il gommone Nuova Jolly 650XL spinto da un Suzuki DF140BG, è giunto a Kastellorizo dove trent’anni fa Gabriele Salvatores girò “Mediterraneo”, capolavoro che gli valse l’Oscar 1992

Partiti lo scorso 22 maggio da Genova, gli equipaggi del Club del Gommone di Milano, potendo contare sulla grande affidabilità del RIB Nuova Jolly e del fuoribordo Suzuki da 140 HP, dotato di tecnologia drive by wire, hanno finora navigato percorrendo senza intoppi una media di quasi 100 miglia/giorno.

Gli equipaggi del Raid del Club del Gommone di Milano, Mediterraneo 2021, che ha come protagonisti un RIB Nuova Jolly, il 650XL, e un fuoribordo Suzuki, il DF140BG, sono appena ripartiti dalla splendida isola di Kastellorizo, in Grecia, situata a meno di 3 km dalle coste anatoliche della Turchia, iniziando la rotta a ritroso che li riporterà verso Genova, da dove tutto era iniziato lo scorso 22 maggio.

La meta del Raid, cui è ispirato, è quella che trent’anni fa fu il set scelto dal regista Gabriele Salvatores per girare il film che gli ha dato notorietà planetaria a lui e lustro al cinema italiano, Mediterraneo, vincitore nel 1992 del premio Oscar.

La splendida isola greca è stata raggiunta dopo 22 tappe che hanno visto alternarsi al timone sei gruppi di appassionati per un totale di 14 gentleman driver – Clipper Telò, Angelo Villani, Stefano Rocca, Franco Bodini, Enzo Carcano, Gaetano Spadaccino, Maurizio Beltrami, Pino Cella, Ottavio Comotti, Ambrogio Fumagalli, Danilo Redaelli, Alessandro Di Lelio, Alberto Bagagli e Fabio Peschiera – lungo una rotta di circa 2.050 miglia che ha proposto condizioni meteo fra le più disparate. Molto impegnative per buona parte del Tirreno, da Genova a Napoli, poi in miglioramento fino a trovare una fortunata giornata di calma piatta fra Kalamata, a Sud del Peloponneso, e l’isola di IOS, nelle Cicladi, che ha consentito di percorrere ben 189 miglia tutte d’un fiato in una sola giornata di navigazione.

Un Raid, quello finora percorso, come al solito istruttivo e divertente per chi vi ha partecipato – gli organizzatori hanno ben pensato di costituire equipaggi con un mix di esperti delle lunghe navigazioni e neofiti in esperienze del genere, creando per loro una sorta di stage formativo – e indubbiamente probante per i prodotti utilizzati, il gommone Nuova Jolly 650XL e il Suzuki DF140BG che lo ha spinto senza incertezze. Secondo quanto riportato dagli equipaggi che stanno tenendo rigorosamente il giornale di bordo, nonostante il RIB abbia sempre navigato in condizione di dislocamento pesante, carico di carburante, di acqua e di tutto ciò che serve per navigare in sicurezza, oltre che dei bagagli, il consumo fatto registrare finora dal fuoribordo Suzuki si è attestato sul litro/miglio. Un risultato ottimo per un motore che è stato tolto dal suo imballo ed è stato subito destinato a un raid che, al rientro a Genova, avrà fatto segnare oltre 4.000 miglia nautiche navigate, più di una traversata atlantica! L’unico intervento al quale è stato finora sottoposto è stato quello del primo tagliando effettuato, a tempo di record, presso il concessionario Suzuki Giada ‘96 a Fiumicino.

Il Suzuki DF140BG, novità più recente della gamma fuoribordo, che la casa di Hamamatsu ha portato al debutto durante il Salone di Genova 2020, lo scorso ottobre, non ha avuto bisogno d’altro se non del carburante necessario a raggiungere la meta di Kastellorizo. D’altronde, si tratta di un modello straordinariamente affidabile, basato su un’unità termica da 2.044 cc, con monoblocco in alluminio e architettura a 4 cilindri in linea, utilizzata per la prima volta nel 2001 e poi costantemente aggiornata. Lo sviluppo che ha caratterizzato la sua storia, lo ha portato a divenire, proprio con la versione denominata DF140BG, il primo e al momento unico 140HP presente sul mercato, assieme al fratello più piccolo che ne deriva, il DF115BG, a essere dotato di drive by wire.

Si tratta di una tecnologia mutuata prima dall’ambito aeronautico e poi automobilistico, dove ogni collegamento diretto di tipo meccanico fra l’uomo che è ai comandi e la macchina, è sostituito da uno di tipo elettronico. Il feeling che tale tecnologia è in grado di garantire, in termini di gestione della potenza e innesti delle marce del proprio fuoribordo, è stato molto apprezzato anche dai partecipanti al Raid. La parzializzazione del gas, così come il passaggio dalla posizione di folle alla marcia avanti o indietro, è molto più fedele, immediata e fluida in ogni situazione.

Dopo Kastellorizo, dove ieri hanno fatta tappa l’equipaggio Bagagli-Peschiera, Riptide invertirà la direzione per percorrere a ritroso la rotta che lo porterà a Genova. Lo stesso equipaggio riattraverserà l’Egeo fino ad Atene, dove cederà il testimone al presidente del Club del Gommone di Milano, Virginio Gandini, accompagnato da Michele Armiento e Giuseppe Cervo, e dove si terrà un incontro con il club dei gommonauti locale OFSE. Ci sarà un altro incontro ufficiale a Rodi con il ROTA Club e poi Riptide riporterà l’equipaggio a Otranto.

Il Raid “Mediterraneo 2021” approderà al traguardo finale di Genova il giorno 1° luglio 2021.

Il presidente del Club del Gommone di Milano, Virginio Gandini, commenta così questa prima parte del raid: “Quando qualche anno fa, fra gli altri raid a staffetta, avevamo programmato la “missione” di Kastellorizo. Il dubbio principale era se il Meltemi ci avesse permesso di rispettare le tempistiche dovute ai cambi equipaggi, prenotazioni, voli, hotel, treni e impegni lavorativi e famigliari dei singoli partecipanti. Non mi sfiorava neppure il pensiero che forse, sua maestà il Mel, sarebbe stato il problema minore.

Ci si è messa di mezzo la seconda ondata Covid, costringendo tutti gli equipaggi a sottoporsi a tamponi, test, documentazioni varie, soprattutto per le tappe in Grecia. E non sempre le indicazioni delle ambasciate sono state esaustive. Per non parlare della chiusura a tempo indeterminato del Canale di Corinto che ci ha costretto a circumnavigare, ancora una volta, il Peloponneso sia all’andata sia al ritorno portando le 3.100 miglia programmate a oltre 3.800. E se a tutto questo aggiungiamo la penuria dei componenti elettronici e meccanici che ha caratterizzato il 2020/2021, devo dire che Suzuki, Nuova Jolly, Navico Simrad e SHD-elettronica hanno fatto miracoli per metterci in condizione di rispettare la data di partenza.

Grazie a loro e agli altri amici, ieri Giovedì 17 Giugno, l’equipaggio Alberto Bagagli, Fabio Peschiera, in rappresentanza di tutti gli equipaggi che hanno preso parte a questa entusiasmante staffetta, sono sbarcati a Kastellorizo (Meghisti) accolti da una delegazione di autorità dell’isola.

Voglio citare gli equipaggi che hanno navigato fin qui:

Angelo Villani, Clipper Telò, Stefano Rocca da Varazze a Napoli 385 miglia
Enzo Carcano, Franco Bodini da Napoli a Palermo 370 miglia
Maurizio Beltrami, Gaetano Spadaccino da Palermo a Otranto 390 miglia
Pino Cella, Ottavio Comotti, Ambrogio Fumagalli da Otranto a Kalamata 434 miglia
Alessandro di Lelio, Danilo Redaelli da Kalamata a Rodi 422 miglia
Alberto Bagagli, Fabio Peschiera da Rodi a Kastellorizo 78 miglia

E quelli che continueranno:

Alberto Bagagli, Fabio Peschiera da Kastellorizo a Lavrio 320 miglia
Virginio Gandini, Michele Armiento, Giuseppe Cervo da Lavrio, Capo Malea, Otranto 490 miglia
Virginio Gandini, Alberto Meraldi, Alberto Redaelli da Otranto a Cetraro 310 miglia
Carla Gnemmi, Eugenio Severgnini, Davide Cella da Cetraro a Genova 455 miglia

Nel ringraziare tutta la compagine sociale del Club del Gommone di Milano per la tifoseria, la Federazione Italiana Motonautica e Confindustria Nautica per il patrocinio concesso, voglio ricordare che Kastellorizo è solo il giro di boa, il vero traguardo è l’arrivo di Riptide a Genova ai pontili dei Saloni Nautici, grazie agli altri quattro equipaggi che ripercorreranno le circa 1.700 miglia di ritorno.

Virginio Gandini

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